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Genitori umiliano figlia lesbica e picchiano la fidanzata

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Roma, padre e madre umiliano figlia lesbica e picchiano fidanzata.  Una di quelle notizie che non si vorrebbe mai leggere

 

marco dimitri

Purtroppo non sono fenomeni rari. Le crociate condotte contro i sentimenti e gli orientamenti sessuali da parte della cultura Cattolica che va a braccetto coi nostalgici e ne sfrutta il disagio sociale e l’incapacità di adempere alla ragione, produce simili mostri (con diritto di voto) . Le leggi, troppo miti e condizionate dalla religione (siamo in un Paese teocratico non dimentichiamolo) sono troppo miti se non completamente inefficaci. L’ omofobia è un reato e come tale va trattato.

La notizia dei genitori omofobi della figlia lesbica, ripresa dai quotidiani è la seguente:

ROMA – I genitori di Claudia (il nome è di fantasia) hanno scoperto da poco che la loro figlia 21enne è lesbica ed  ama una donna. I due non accettano il fatto di avere una figlia lesbica e la vanno a cercare nella Gay Street romana, la parte iniziale della lunghissima via di San Giovanni in Laterano che collega il Colosseo con la basilica di San Giovanni in cui sorgono alcuni locali frequentati da gay e lesbiche, con lo scopo di trovare lei e la compagna per insultarle e picchiarle.
Ed è proprio questo quello che fanno la notte tra venerdì 23 settembre e sabato. Umiliano davanti a tutti la figlia e prendono a schiaffi la sua fidanzata. La vicenda la ricostruisce Marco Pasqua sul Messaggero:
“Sono le due di notte, Claudia (il nome è di fantasia), studentessa universitaria alla Sapienza, si trova nella Gay Street in compagnia della “sua” Angela. Si conoscono da qualche mese, forse sta sbocciando una storia d’amore (…).
“I genitori di Claudia hanno da poco scoperto che è lesbica e non riescono ad accettare che possa provare dei sentimenti per un’altra donna. E così, venerdì notte, hanno deciso di dare libero sfogo alla loro omofobia. Protagonisti di quello che ai presenti è sembrato un vero e proprio raid, oltre alla madre e al padre di Claudia, anche la zia. ‘Quando hanno individuato la ragazza di Claudia tra la folla – racconta un testimone – le si sono avvicinati, con la scusa di chiederle una sigaretta. Erano solo la madre e la zia, il padre nel frattempo stava cercando Claudia. Dopo pochi secondi, una delle due si è rivolta ad Angela, dicendole: ‘Tu si entrata nel nostro mondo e io ora entro nel tuo’”. Il tempo di finire questa frase, che la donna sferra uno schiaffo alla ragazza, tra lo stupore dei presenti, che non capiscono ancora cosa stia accadendo”.

gaystreet roma lesbica
Il padre, nel frattempo, entra ed esce da alcuni locali della Gay Street. E’ un uomo violento, così riferiscono i presenti. Lavora come operaio nella zona del Tuscolano. Vuole trovare la sua Claudia, per urlarle contro tutta la sua rabbia malata. Angela, intanto, sta cercando l’amica, per avvisarla di quello che è appena successo. Gli animi si surriscaldano, la mamma, intanto, mostra il dito medio alla folla e urla frasi omofobe: ‘Sapete che ci dovete fare?’.
E’ a questo punto che qualcuno cerca di intervenire per provare a far ragionare l’uomo e la moglie senza ottenere successo.
” Il padre riesce a trovare sua figlia, che viene colta da un attacco di panico. Lui, però, non si impietosisce e inizia ad insultarla, davanti a tutti. La ragazza si sente mancare la terra sotto i piedi, ha difficoltà a respirare. Alcune persone la sorreggono, sembra di essere sul punto di svenire. Il padre sferra un cazzotto contro il muro interno ad un locale e inizia a lanciare tavoli e sedie. Aggredisce nuovamente Angela, che nel frattempo era sopraggiunta nel locale, colpendola con un pugno allo stomaco. E’ il panico. Claudia grida al padre: «Lasciala stare, è la cosa più importante della mia vita» e, ancora: ‘Mi avete rovinato la vita‘”.
A questo punto i proprietari del locale avvisano il 112. I carabinieri arrivano dopo una decina di minuti ed identificano tutti i componenti della famiglia. Oltre ai carabinieri, sul posto arriva anche un’ambulanza.
“Claudia è terrorizzata. I carabinieri le chiedono se voglia sporgere denuncia. Lei non se la sente, non ancora. Le spiegano che ha tre mesi di tempo per farlo ma che, senza un esposto, per loro è difficile procedere”.
Della vicenda ha parlato la senatrice Pd Monica Cirinnà, la componente della commissione Giustizia e “madre” della legge sulle Unioni Civili. “Quanto è avvenuto a Roma, dove due genitori hanno pestato e mandato in ospedale la figlia e la sua compagna per il fatto di amarsi, è gravissimo. E’ evidente che, nonostante l’approvazione della legge sulle unioni civili abbia portato diritti e riconoscimento per le coppie same-sex, esiste ancora un retaggio e un pregiudizio ignoranti e pericolosamente violenti che vanno combattuti”.
Il fatto che l’aggressione può essere punita soltanto dietro denuncia della ragazza che, ovviamente, si trova ora nella terribile posizione di aver subito una violenza e di dover denunciare i suoi familiari più prossimi, – aggiunge la senatrice Pd – indica quanto debole sia la normativa che punisce i reati di omofobia. Per questo è necessario che immediatamente il Senato affronti e licenzi il testo che giace in commissione Giustizia. Me ne farò personalmente promotrice presso la relatrice del provvedimento già dalla prossima settimana”, conclude.

Questo quanto si legge sui giornali ma non escludo che associazioni LGBT se non i gestori del locale, possano a loro volta sporgere denuncia contro queste “persone” che forse fanno più schifo che rabbia.  Le violenze vanno sempre e comunque denunciate perchè, della ragione, questi individui non ne capiscono nemmeno una lettera.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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1 Commento

1 Commento

  1. Susy Barini

    25 Settembre 2016 at 18:37

    Non ho parole,spero vengano puniti severamente.Ripristinare la gogna è troppo??

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Campagna “Non affidarti al caso”: il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Comune di Genova

«Anche se non è la prima volta che ci troviamo di fronte a decisioni irrazionali e censorie questa va davvero oltre le più pessimistiche aspettative e siamo prontissimi a dare battaglia».

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«Anche se non è la prima volta che ci troviamo di fronte a decisioni irrazionali e censorie questa va davvero oltre le più pessimistiche aspettative e siamo prontissimi a dare battaglia». Così Adele Orioli, segretaria dell’Uaar, in merito alla notizia che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Genova contro la campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso” mirante a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una scelta ragionata dei propri medici, con particolare riferimento all’obiezione di coscienza.

«Si tratta di una sentenza liberticida, sintomatica dell’aria che si respira nelle istituzioni dopo il convegno di Verona e che conferma ancora una volta che l’obiezione di coscienza è un nervo scoperto in questo paese», prosegue Orioli.

Le affissioni della campagna in questione hanno campeggiato negli ultimi mesi su tutto il territorio nazionale, ma non a Genova. Il Comune le aveva infatti rifiutate adducendo come motivazione «una possibile violazione di norme vigenti in riferimento alla protezione della coscienza individuale» e «al rispetto e tutela dovuti a ogni confessione religiosa». L’Uaar aveva presentato ricorso al Tar della Liguria contro la delibera del Comune, ricorso che era stato accolto. La sentenza del Consiglio di Stato ribalta ora a sua volta quella del Tar.

«Ovviamente la questione non finisce qui, anzi, rappresenta un’occasione per portare anche davanti alla Corte di Cassazione ben tre principi costituzionali: quello della laicità; quello della libertà di espressione e quello dell’eguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini (art. 3) a prescindere dalle convinzioni religiose personali di ognuno», dice ancora Orioli. «Siamo pronti a portare anche questo caso davanti alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, dove molte delle intemerate clericali del Consiglio di Stato sono già state smontate in passato. Perché l’Uaar, checché ne pensi il comune di Genova, c’è per creare un mondo più libero e migliore per tutti».

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Liberi di scegliere: a Verona i colori dell’arcobaleno contro l’oscurantismo

In tanti alla contromanifestazione organizzata da Non una di meno e che ha visto tantissime adesioni

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Oscurantisti da una parte e chi vuole una società aperta, libera e tollerante dall’altra: “Per quanto mi riguarda manifestiamo a favore di una società aperta, una società che crede nelle libertà di tutte e di tutti, e quindi mi fa piacere che abbiamo l’occasione di essere qui”.

Parole dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, arrivando a Verona alla prima delle contro manifestazioni in occasione del Congresso mondiale delle famiglie.
“Penso – ha aggiunto – che i signori del governo che vanno a una manifestazione dove invece si tolgono diritti a interi gruppi sociali non ci rappresentano, non rappresentano l’intera nazione. Allora siamo qui a dire non nel nome nostro, ministro Salvini, non a nome nostro. Noi abbiamo un’altra idea di società e per noi tutti devono essere rispettati, non devono esistere discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e di genere. I signori del congresso delle famiglie vogliono sottrarre diritti che sono stati ottenuti con decenni di battaglie. Non possiamo permettere questo e allora – ha concluso – dobbiamo far capire che gran parte dell’Italia non ci sta”.





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Campidoglio invita a saltare la scuola per omaggiare il papa. “Un invito sconcertante”

«Ci sarebbe da ridere se a piangere non fosse la laicità delle istituzioni».

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«Ci sarebbe da ridere se a piangere non fosse la laicità delle istituzioni». Adele Orioli, segretaria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), commenta così l’invito rivolto dal Comune di Roma alle scuole del territorio affinché si raccolgano numerose, il prossimo 26 marzo alle ore 10.00, in Piazza del Campidoglio in occasione dell’omaggio alla città di Roma e ai suoi cittadini che il papa renderà dalla loggia michelangiolesca di Palazzo Senatorio.

La lettera del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici del Comune di Roma indirizzata ai dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi e delle Scuole Secondarie di primo e secondo grado (di cui l’Uaar è in possesso) recita: «Roma Capitale ha il piacere di comunicare ai Dirigenti scolastici, ai Docenti, agli alunni, agli studenti e relative famiglie che, Sua Santità Papa Francesco renderà omaggio alla città di Roma e ai suoi cittadini e cittadine, martedì 26 marzo p.v., alle ore 10.30, dalla loggia michelangiolesca di Palazzo Senatorio. L’ultima visita del precedente pontefice risale al 9 marzo del 2009 pertanto, il Santo Padre accogliendo l’invito della Sindaca di Roma dimostra nei confronti della cittadinanza intera, e dell’Amministrazione Capitolina che la rappresenta, una rinnovata e affettuosa attenzione. Il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici invita quindi le scuole e le famiglie di Roma a partecipare numerose, il prossimo 26 marzo 2019 alle ore 10.00, in Piazza del Campidoglio, con ingresso da Piazza dell’Ara Coeli e, a tale proposito, chiede agli istituti interessati di compilare la scheda allegata e di farla pervenire entro il 21 marzo p.v. al seguente indirizzo di posta elettronica (…)».

«Un invito a disertare le lezioni per salutare un rappresentante religioso! In spregio a ogni principio di laicità della scuola. Oltretutto – prosegue Orioli – per gli studenti romani che proprio morissero dalla voglia di salutare il papa non è necessario saltare la scuola: basta andare a San Pietro la domenica! Non da ultimo, ci sono alunni che legittimamente non frequentano l’ora di religione: una scelta che inviti come questo sembrano deridere. La scuola dovrebbe essere di tutti: che alternative hanno previsto al Campidoglio per tutti questi altri loro cittadini? Speriamo – conclude Orioli – che il Comune riconsideri questa decisione e solleciti gli studenti a una qualche gita educativa piuttosto che a sventolare manine e bandierine per far contento Bergoglio».





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5 star review  Difficile spiegare per me.Ho conosciuto i Bambini di Satana tramite mio figlio e ho trovato tanti argomenti interessanti,a volte scomodi,che i perbenisti non affrontano.Grazie ragazzi

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12/30/2017

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