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Gentile Mattarella, l’obiettivo è la laicità

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In merito alle dichiarazioni del Capo dello Sato Sergio Mattarella sull’obiettivo dei terroristi. Vorrei precisare che, ad oggi, gli obiettivi colpiti dall’ [glossary_exclude]Isis[/glossary_exclude] sono laici ad esclusione di un singolo caso

on tutto il rispetto dovuto, visto il ruolo, l’anzianità e l’esperienza, vorrei precisare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che trovo non coerente una parte del suo comunicato in merito agli obiettivi del terrorismo, anche poco rispettoso delle vittime. Tuttavia comprendo che si tratta un punto di vista personale o basato su un mito.

Il Presidente Mattarella afferma: “Ci troviamo di fronte a un terrorismo che cinicamente cerca di usare religione nella speranza di provocare un conflitto globale tra cristiani e musulmani per avere una platea sterminata di reclutamento. Ma questo non avverrà, perché non possiamo e non asseconderemo il loro piano” ( vedi Link   ).

Vorrei ricordare al sig. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che le vittime e gli obiettivi del terrorismo islamico sono stati i laici e la laicità.
La laicità è sotto attacco a meno che lei non intenda per cattolicesimo un locale omosessuale,  un giornale satirico, uno stadio, un aeroporto, una festa di commemorazione della presa della Bastiglia, un concerto, un ristorante e simili.

mattarella Marco Dimitri

Marco Dimitri

Non trovo una coerenza nel suo discorso alla nazione quando afferma che questa non è una guerra di religione ma mira a fare combattere due religioni tra di loro.  Il conflitto tra le due realtà monoteiste è acceso da tempo ma non mi pare che obiettivi sensibili, per esempio il Vaticano, siano mai stati attaccati e spero non avvenga mai.  C’è un vizio di fondo quando si crede che l’Italia abbia le fondamenta nel cristianesimo (anche se in genere col termine si vuole definire il cattolicesimo) , le radici vere affondano nel paganesimo ma non è questo il punto.  L’Italia è una repubblica laica, questo va preservato e questo va evidenziato con vigore. I patti lateranensi non fanno dell’Italia un paese dalle fondamenta cattoliche, l’Italia prima di tutto è laica. Chi abbraccia una confessione lo fa in modo privato e non unisono e, nel farlo, abbraccia errori ed eventuali virtù del presente e del passato. Essere il capo di uno stato non significa globalizzare le opinioni e le convinzioni personali, il capo di stato deve adempiere a ciò che è il paese sulla carta costituzionale, in primis gli articoli che sanciscono uguaglianza, diritti e doveri. Quei diritti che la religione, spesso, rende opzione parziale e variabile da cittadino a cittadino. Trasformare in cattoliche tutte le vittime degli attentati mi sembra fuori luogo. Se l’Isis voleva colpire il cristianesimo avrebbe colpito  degli obiettivi religiosi, ce ne sono un’infinità.  Dal mio punto di vista è una guerra religiosa a tutti gli effetti ed al grido di “Dio è grande”. Ora, c’è chi annienta burocraticamente una fascia di persone magari scendendo nelle piazze per impedire i loro diritti. C’è chi annienta uccidendo. Alla base non c’è la scienza , c’è solo una convinzione distorta o personale di ciò che è il mondo.

I laici sono obiettivo sia del terrorismo di matrice religiosa che delle discriminazioni della sedicente religione moderata. E mi scuso ennesimamente perchè lei ha più anni, più esperienza di me e non dovrei essere certo io a fare un appunto. Da laico però devo puntualizzare e difendere ciò che ha dignità anche senza essere vincolato a confessioni.

L’Isis sta utilizzando la propaganda per detonare tutte le persone con problemi d’equilibrio che ci sono nel mondo, questo l’abbiamo visto, l’abbiamo scritto in questo articolo ancora prima che lo scrivesse l’FBI non perchè siamo più acuti ma perchè è ovvio, visto quello che sta accadendo nel mondo. Perchè proprio la  squallida propaganda messa in rete dai terroristi è il passaporto per i repressi ed i malati di mente che si autoproclamano “soldati” ed uccidono dove e come vogliono difficilmente intercettabili dall’antiterrorismo perchè non schedati. Trovano infatti ragione nei loro orribili operati proprio in un emblema ed in un messaggio creato ad hoc dai terroristi. In questo modo l’esercito dei folli non ha bisogno di muovere energie, trova manovalanza dove proprio c’è disagio mentale e la trova in tutto il pianeta.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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L’astrologo Stefano Calandra lascia, finalmente, le “previsioni sismiche”

Abbastanza famoso per le sue “previsioni” sismiche in base all’ allineamento dei pianeti, lascia l’attività. Un bel giorno per la scienza

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Ongi tanto una buona notizia, specialmente quando qualcuno che fa leva sul panico sociale inventando “previsioni sismiche” a puro scopo di attirare disinformati proseliti, lascia l’ attività.

marco dimitri

Avevo già scritto qualche articolo su Stefano Calandra e sul suo metodo di “prevedere” i terremoti in base agli allineamenti planetari. L’attrazione gravitazionale dei pianeti  è da lungo tempo smentita dalla scienza. I pianeti, anche allineati, hanno un effetto praticamente ininfluente sulla crosta terrestre. Di recente anche la sola Luna è stata esclusa come pertinente causa dei terremoti.

Purtroppo di questi santoni terremotari  ne sbucano come funghi, il perchè è abbastanza semplice: i terremoti non si prevedono fino a prova contraria. Questi santoni affermano di avere in mano un metodo per conoscere in anticipo l’arrivo, o meno, di un sisma… Il metodo però va perfezionato, quindi chiedono donazioni, tesseramenti e via dicendo.

Inutile dire che in gioco c’è la vita dei cittadini, delle persone a digiuno di geologia e che si fidano ciecamente di questi santoni, anche per paura di vivere o rivivere la terribile esperienza di un sisma.

Ci provò Raffaele Bendandi senza ottenere successo. Pianeti e terremoti terrestri non hanno mai dimostrato alcuna relazione.

Su Stefano Calandra scrissi qualche articolo, “Quel ragazzo mi odia” replicò e mi bloccò su Facebook.

Questi gli articoli che scrissi, tengo a precisare che non odio Stefano Calandra, odio lo sfruttamento della paura della gente:

La bufala dei terremoti previsti da Stefano Calandra

Mestiere “terremotaro”

Santoni, sétte, previsioni dei terremoti, abusi

Allineamento planetario e terremoti: nessuna relazione

La notizia della chiusura attività di Stefano Calandra è stata appresa con gioia dagli amanti della scienza:

 

Spero vivamente che la disinformazione scientifica venga proprio debellata, ad iniziare dai social network.

Marco Dimitri





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Legge 194, il comune di Genova censura ma il TAR gli da torto

L’Uaar vince il ricorso al Tar contro il comune di Genova per la campagna “Non affidarti al caso”

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il Sindaco di Genova Bucci

Avevo scritto un articolo intitolato ironicamente “Solidarietà al Comune di Genova per avere censurato un’iniziativa dell’UAAR: “ “Testa o croce? Non affidarti al caso”” “.  Infatti il Comune di Genova si era comportato come un organo di censura di stile fanatico – religioso.

marco dimitri

Il punto focale è la legge 194 sull’aborto. Il Comune di Genova  ha di fatto censurato l’iniziativa col pretesto del “sentimento religioso” l’argomento “aborto” può risultare offensivo per la religione. In pratica puro medioevo, la religione tappa la bocca ai diritti fondamentali, alla laicità, all’informazione libera. L’UAAR, a seguito della censura fece ricorso al TAR ed è con piacere apprendere che, in data 4 marzo 2019 il tribunale gli dato ragione.

Questo il comunicato rilasciato dell’UAAR:

L’Uaar vince il ricorso al Tar contro il comune di Genova per la campagna “Non affidarti al caso”

Con sentenza pubblicata oggi, 4 marzo, il Tar della Liguria ha accolto il ricorso presentato dall’Uaar contro la delibera del Comune di Genova che ha impedito le affissioni della campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso” mirante a sensibilizzare l’opinione pubblica circa la scelta dei propri medici.«Accogliamo questa notizia con grande soddisfazione», ha commentato Adele Orioli, segretaria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, «e sin da subito ci metteremo al lavoro per tappezzare Genova di manifesti. Sarà un’occasione che certo non ci faremo sfuggire per continuare a difendere i diritti di tutte e tutti»: «La questione dell’obiezione di coscienza del personale medico — al centro della nostra campagna — è infatti di grande importanza e attualità: basti pensare ai numeri relativi all’obiezione di coscienza all’interruzione volontaria di gravidanza che si confermano anche per l’ultima annata disponibile (il 2017) alti a livello nazionale — 68,4% dei ginecologi e 45,6% degli anestesisti — e altissimi in alcune regioni: come in Molise dove i ginecologi obiettori sono il 96.4% o in Basilicata dove sono l’88%; ma anche a Bolzano dove è obiettore l’85% dei ginecologi e il 63.3% degli anestesisti».

La campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso” ha campeggiato negli ultimi mesi su manifesti sparsi su tutto il territorio nazionale (da Bologna a Ragusa, da Ravenna a Savona, da Palermo a Biella, da Cagliari ad Ancona). Tutto o quasi. Il Comune di Genova ha infatti rifiutato le affissioni adducendo come motivazione «una possibile violazione di norme vigenti in riferimento alla protezione della coscienza individuale» e «al rispetto e tutela dovuti a ogni confessione religiosa». Delibera contro la quale l’Uaar il 28 gennaio scorso ha presentato il ricorso in questione.

«Le motivazioni addotte dal Comune per rifiutare la nostra campagna erano a nostro giudizio completamente infondate — prosegue Orioli — tanto più se pensiamo che solo pochi mesi fa, di fronte alle proteste per un maxi-poster antiabortista, il sindaco ha invocato il principio di libertà di pensiero ed espressione. Non possiamo che gioire del fatto che il Tar abbia riconosciuto la fondatezza delle nostre posizioni».

UAAR





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Le religioni? Vendono tutte lo stesso prodotto. L’acquirente? L’ignoranza

Il santone Alpha Lukau mette in scena una ” resurrezione ” e si prende una querela. Tuttavia non c’è molta differenza dai “miracoli” che vengono spacciati come eventi reali da sette come la Chiesa Cattolica

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Un video sta facendo il giro del web, è diventato addirittura virale. Il contenuto mostra come un santone resusciti dalla morte un uomo, facendolo addirittura uscire dalla bara.

marco dimitri

Il video della “resurrezione” ovviamente è una messa in scena recitata pure male. Quello che inquieta è la moltitudine di persone che crede vera questa “resurrezione”

IL VIDEO

Non mancano le risate degli utenti visitatori, anzi… l’AMC col suo “the Walking Dead” riesce ancora a stupirci.

Se pensiamo che la “resurrezione” sia un fenomeno limitato ci sbagliamo. Tutto il cattolicesimo è proprio basato su quest’ultima.  Secondo la Chiesa Cattolica è risorto Lazzaro, è risorto Gesù, risorgeranno i vivi ed i morti alla fine dei tempi.

Nel frattempo impongono il crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici, rappresentazione dell’uomo sofferente ma allo stesso tempo consapevole di risorgere.

Altri “miracoli” ci circondano fino a farci domandare “Perchè certe persone sono così libere di prenderci per il…”

Il sentimento religioso è qualcosa di privato, ma… vediamo la liquefazione del sangue di San Gennaro.

il nostro Paese laico è composto da ministri che credono ad idiozie simili a quelle proposte nel video della falsa resurrezione.  Se la nostra cultura è quella che ci impongono con la teocrazia una speranza di evoluzione scientifica passa solo attraverso un cambiamento di governo.

Malati che vanno a Lourdes perchè la scienza non ha i fondi per una ricerca in grado di sanarli. Ovviamente non risulta ad oggi in letteratura un miracolo che sia uno.

Idem per il santuario di Medjugorje dove addirittura apparirebbe la Madonna ed il Sole si metterebbe a danzare e pulsare.

Tornando al video il santone Alpha Lukau si è preso una querela molto più concreta che la sua buffonata.

L’agenzia di onoranze funebri “kings and Queens Funeral Services” ha intrapreso un’azione legale contro i responsabili della “presunta resurrezione”, nel prendere le distanze dall’accaduto, l’agenzia specifica di essere stata contattata dal santone “dopo una disputa con una differente compagnia di onoranze funebri”. In sostanza la “kings and Queens Funeral Services” si è limitata al trasporto della bara.

La bara non è stata fornita dalla “kings and Queens Funeral Services” la quale si è limitata a fornire l’auto funebre. Questo fa logicamente pensare che la bara fosse sistemata in maniera da lasciare al finto cadavere la possibilità di respirare.

Marco Dimitri

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thumb Diego Gerloni
2/15/2019

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