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Gentile Mattarella, l’obiettivo è la laicità

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In merito alle dichiarazioni del Capo dello Sato Sergio Mattarella sull’obiettivo dei terroristi. Vorrei precisare che, ad oggi, gli obiettivi colpiti dall’ [glossary_exclude]Isis[/glossary_exclude] sono laici ad esclusione di un singolo caso

on tutto il rispetto dovuto, visto il ruolo, l’anzianità e l’esperienza, vorrei precisare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che trovo non coerente una parte del suo comunicato in merito agli obiettivi del terrorismo, anche poco rispettoso delle vittime. Tuttavia comprendo che si tratta un punto di vista personale o basato su un mito.

Il Presidente Mattarella afferma: “Ci troviamo di fronte a un terrorismo che cinicamente cerca di usare religione nella speranza di provocare un conflitto globale tra cristiani e musulmani per avere una platea sterminata di reclutamento. Ma questo non avverrà, perché non possiamo e non asseconderemo il loro piano” ( vedi Link   ).

Vorrei ricordare al sig. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che le vittime e gli obiettivi del terrorismo islamico sono stati i laici e la laicità.
La laicità è sotto attacco a meno che lei non intenda per cattolicesimo un locale omosessuale,  un giornale satirico, uno stadio, un aeroporto, una festa di commemorazione della presa della Bastiglia, un concerto, un ristorante e simili.

mattarella Marco Dimitri

Marco Dimitri

Non trovo una coerenza nel suo discorso alla nazione quando afferma che questa non è una guerra di religione ma mira a fare combattere due religioni tra di loro.  Il conflitto tra le due realtà monoteiste è acceso da tempo ma non mi pare che obiettivi sensibili, per esempio il Vaticano, siano mai stati attaccati e spero non avvenga mai.  C’è un vizio di fondo quando si crede che l’Italia abbia le fondamenta nel cristianesimo (anche se in genere col termine si vuole definire il cattolicesimo) , le radici vere affondano nel paganesimo ma non è questo il punto.  L’Italia è una repubblica laica, questo va preservato e questo va evidenziato con vigore. I patti lateranensi non fanno dell’Italia un paese dalle fondamenta cattoliche, l’Italia prima di tutto è laica. Chi abbraccia una confessione lo fa in modo privato e non unisono e, nel farlo, abbraccia errori ed eventuali virtù del presente e del passato. Essere il capo di uno stato non significa globalizzare le opinioni e le convinzioni personali, il capo di stato deve adempiere a ciò che è il paese sulla carta costituzionale, in primis gli articoli che sanciscono uguaglianza, diritti e doveri. Quei diritti che la religione, spesso, rende opzione parziale e variabile da cittadino a cittadino. Trasformare in cattoliche tutte le vittime degli attentati mi sembra fuori luogo. Se l’Isis voleva colpire il cristianesimo avrebbe colpito  degli obiettivi religiosi, ce ne sono un’infinità.  Dal mio punto di vista è una guerra religiosa a tutti gli effetti ed al grido di “Dio è grande”. Ora, c’è chi annienta burocraticamente una fascia di persone magari scendendo nelle piazze per impedire i loro diritti. C’è chi annienta uccidendo. Alla base non c’è la scienza , c’è solo una convinzione distorta o personale di ciò che è il mondo.

I laici sono obiettivo sia del terrorismo di matrice religiosa che delle discriminazioni della sedicente religione moderata. E mi scuso ennesimamente perchè lei ha più anni, più esperienza di me e non dovrei essere certo io a fare un appunto. Da laico però devo puntualizzare e difendere ciò che ha dignità anche senza essere vincolato a confessioni.

L’Isis sta utilizzando la propaganda per detonare tutte le persone con problemi d’equilibrio che ci sono nel mondo, questo l’abbiamo visto, l’abbiamo scritto in questo articolo ancora prima che lo scrivesse l’FBI non perchè siamo più acuti ma perchè è ovvio, visto quello che sta accadendo nel mondo. Perchè proprio la  squallida propaganda messa in rete dai terroristi è il passaporto per i repressi ed i malati di mente che si autoproclamano “soldati” ed uccidono dove e come vogliono difficilmente intercettabili dall’antiterrorismo perchè non schedati. Trovano infatti ragione nei loro orribili operati proprio in un emblema ed in un messaggio creato ad hoc dai terroristi. In questo modo l’esercito dei folli non ha bisogno di muovere energie, trova manovalanza dove proprio c’è disagio mentale e la trova in tutto il pianeta.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Esorcisti o esorcicci?

Non esiste il diavolo, non esiste un dio, tantomeno un universo spirituale. L’esorcismo è puro terrorismo psicologico allo scopo di meglio controllare elementi deboli della società

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Uno strumento a mio avviso abbinabile al terrorismo psicologico è il tanto discusso esorcismo. Ormai una pratica diffusissima, purtroppo, che continua a mietere vittime soprattutto nelle fasce più impressionabili della popolazione come minorenni, donne rimaste vittime di sindromi depressive, uomini anche se in minoranza.

marco dimitri

La depressione colpisce principalmente donne e ragazzi, guarda caso il Diavolo anche.
Questo dovrebbe fare riflettere, non è un male spirituale bensì patologico.

Un’ampia percentuale di “posseduti” è di estrema fede religiosa, molto coinvolta nella vocazione religiosa, impressionabile a tutto ciò che potrebbe ostacolare ciò che la fede ritiene immacolato.

Spesso sono i genitori che, davanti a comportamenti più che normali dei propri figli, li costringono a subire riti di “esorcismo”, magari per il modo di vestire, per il tipo di musica che ascoltano e via dicendo.. Spesso sono proprio i preti stessi a suggerire che l’ascolto di musica “metal” conduca  l’allontanamento dalla fede con conseguente invasione spirituale di esseri malvagi in grado di controllare le coscienze.

Un classico esempio lo si vede nel film dedicato all’esorcismo di Emily Rose, viene narrato un fatto di cronaca realmente accaduto, una ragazza di nome Anneliese di famiglia profondamente cattolica viene allontanata dalla medicina ufficiale con cui stava curando sintomi di disagio psicologico, i genitori sospendono le cure farmacologiche dietro consiglio di due preti esorcisti chiamati in causa.
La ragazza, profondamente provata, senza supporto medico e tormentata dalle fobie, la maggiore parte inculcate dagli stessi esorcisti, muore.
Vi è un processo penale, genitori e preti vengono condannati per omicidio colposo, la sentenza è chiara, la ragazza è stata massacrata psicologicamente e fisicamente dall’esorcismo , i due preti volutamente e senza alcun attestato medico sospendono le terapie farmacologiche a cui la ragazza era sottoposta.

In realtà Anneliese manifestava sintomi depressivi ampiamente conosciuti dalla medicina ufficiale:

  • oppressione toracica
  • difficoltà di deambulazione
  • anoressia
  • ossessione
  • incubi
  • allucinazioni

La maggiore parte dei sintomi di Anneliese si accentuò dopo la conoscenza di un ragazzo che diventò suo partner.
Da quel momento Anneliese rifiuta il cibo, mangia insetti, prega assiduamente, sogna la Madonna che l’abbandona “Madonnina non posso più venire con te!”.

Dal mio punto di vista, non sono un medico è solo il mio punto di vista, Anneliese ha avuto un rapporto carnale col suo nuovo partner, in particolare un rapporto di natura orale.
Anneliese sogna di non potere più seguire la Madonna perché la Madonna è vergine è pura, lei non più, coinvolta in un’immensa psicosi religiosa incrementa il suo trauma, mangia insetti perché dal suo punto di vista sono immondi come una fellatio.

Purtroppo questo tipo di pratiche esorcistiche ci sono, vengono sottovalutate tutte le elementari nozioni, una persona che trova disagio ad entrare in chiesa non è claustrofobica ma posseduta da Satana.

In sintesi l’immenso corteo che si reca dagli esorcisti è composto da persone ossesse, incapaci di ammettere un disagio psicologico.
Il DAP, Disturbo da Attacchi di Panico, ad esempio, crea una percezione distorta della realtà, manca l’aria vi è depersonalizzazione, si ha la sensazione di morte imminente, si hanno incubi, non si esce di casa, si sviene o si ha la costante sensazione di svenire, subentrano sovente crisi di anoressia e bulimia anche a fasi alternate. Tutti fattori in precedenza estranei alla persona che percepisce questo sintomo come qualcosa proveniente dall’esterno, il Diavolo o una fattura di qualche ignoto mago.
Vi è un ripudio a credersi malati psichici e si preferisce credersi posseduti da un diavolo.
Lo stesso vale per la schizofrenia e le varie malattie di origine depressiva anche queste scambiate per possessione.
Questo la Chiesa Cattolica lo sa, lo fa giocare a proprio favore anche terrorizzando i genitori “Vostro figlio è ribelle? Ma è il Diavolo!”.
Basta leggere le dichiarazioni di un famoso “esorcista”, padre Gabriele Amorth. Ci si può fare un’idea.

I “posseduti”, secondo la Chiesa sono solo il 5% della totalità, un messaggio diretto insomma, il Diavolo può possedere la gente e tu potresti essere fra quei 5% se non righi dritto, se ti allontani dalla Chiesa, se non sostieni gli ecclesiastici affari.

Un fantomatico diavolo dovrebbe possedere una persona per cosa? Per vomitare? basterebbe un caffè col limone, ci vuole di più!
Possedere per contorcersi? Per contorcersi basta salire su un treno. Ci vuole di più!
Allontanarsi dal sacro, ecco il posseduto ripudia il sacro, quindi si allontana dalla Chiesa e questo non deve succedere.

In sostanza la vittima cerca in ogni modo di trasmettere il disagio psicologico provocato da una famiglia repressiva che sicuramente gli avrà riempitola casa di immagini “sacre” l’avrà allontanato con la forza dai piaceri della vita costringendolo a frequentare chiese e santuari. Ecco l’avversione, un semplice atto dovuto che prima o poi si manifesta in una mente provata.

Non bisogna escludere anche il fatto che una persona profondamente repressa si compiace di identificarsi col Satana cattolico per sentirsi al centro dell’attenzione violando il tabù rappresentato dal prete (l’autorità).

Non si dimentichi che in queste pratiche di “esorcismo” vittima e carnefice subiscono una regressione ad uno stadio infantile:

Chi sei?”

“Lucifero” il 90% risponde così

“Vai via!”

“No brutto scemo io rimango!”.

Tutto ciò che è progresso culturale si dissolve dietro parole primitive ed infantili.

I “posseduti” parlano con più voci, dialogano usando lingue sconosciute, parlano aramaico… quante volte viene detto?

Esistono false corde vocali che si trovano sopra le corde vocali normali, in stato di profondo isterismo si possono attivare producendo suoni.
Anche le lingue sconosciute hanno una spiegazione, le frasi in lingua aramaica sono state lette nei testi sacri, sentite nei film. Spesso rantoli isterici sono scambiati per parole misteriose o per lingue sconosciute “dall’esorcista”.

Non dimentichiamo che un esorcismo praticato su una persona malata psichica diventa una pratica di abuso. Lo stesso vale quando l’esorcismo viene praticato su bambini ed adolescenti. Un conto è una pratica fra due fedeli adulti e consenzienti, un conto è un trauma provocato ed irrisolvibile, le persone crescono credendo di essere state possedute dal Diavolo, ne temono costantemente il ritorno, diventano succubi della parrocchia e dell’esorcista.

Un’informazione più dettagliata da parte delle autorità mediche potrebbe essere d’aiuto per la comunità.

Imbroglio ed induzione sociale,ecco come agisce il Vaticano per spaventare e tenere a se i fedeli

Attivo un corso per esorcisti aperto a tutti, anche ai laici. Nel corso verrà “insegnato” come distinguere la possessione diabolica da una malattia psicosomatica e tante altre bizzarrie antiscientifiche degne della più oscura ignoranza. A capitanare il corso è proprio il GRIS (Gruppo Ricerca Sette della Curia) che ha sede in Bologna nello stesso palazzo della diocesi. La natura del GRIS è ampiamente conosciuta tra gli studiosi ma, principalmente, è costituita dalle bizzarrie fideistiche di un insieme di fanatici religiosi che pongono il cattolicesimo al centro del mondo.

Tornando al corso per esorcisti non è un caso che la data di diffusione della notizia cada proprio nel periodo pasquale dove i cittadini sono più attenti verso la religione.
In sostanza, cosa si vuole insegnare ai malcapitati:

  • l diavolo è una persona che può invadere uomini, donne e bambini
  • Gli indemoniati sono sempre stati visitati da uno psicologo prima di essere spediti dall’esorcista
  • Come riconoscere un indemoniato da uno psicopatico
  • Se rimani fedele al cattolicesimo sei protetto
  • Se ti allontani dalla fede diventi una specie di mostro con terribili sofferenze

Lo torno a dire, il diavolo e Dio sono due figure che esistono SOLO nella fede cattolica, al di fuori degli ambienti cattolici, nella laicità o nell’ateismo non si è mai verificato un fenomeno di possessione. Se notiamo i “clienti” consapevoli degli esorcisti sono persone con gravi carenze culturali, avete mai visto uno scienziato posseduto da Satana?
Le vittime inconsapevoli invece sono soprattutto gli adolescenti che vengono consegnati di forza alle “cure” dell’esorcista da genitori fortemente condizionati.

Cosa fanno gli esorcisti? Guardate questo video dove uno dei più famosi preti esorcisti, Padre Gabriele Amorth, racconta tranquillamente come i malcapitati vengano legati a lettini medici e trattenuti contro la loro volontà:

 

Si evince dal video a parte il fatto che pare esistere un demonio dalle molteplici personalità che crea vittime più calme e vittime più agitate? Si evince che non vi siano controlli di alcun tipo sui danni alle persone trattenute con la forza. Sicuramente ognuno è libero di scegliere la propria confessione, i cattolici sono liberissimi di chiudersi in una stanza e mangiarsi i muri se lo desiderano ma questo deve essere un atto consapevole e non una violenza privata.

Gli esorcisti all’unisono rispondono che riescono ad identificare un posseduto da un malato psichico perché il primo ha l’avversione al sacro ovvero rifiuta tutto ciò che è ritenuto sacro dalla Chiesa. Questo però può benissimo farlo un qualsiasi depresso, un qualsiasi ossesso o un qualsiasi cittadino con una patologia psicosomatica, tantomeno non serve ammettere che si pratichino esorcismi su persone visitate in precedenza da uno psicologo, qualsiasi psicologo serio sa che la cura di una malattia psicosomatica e la ricerca della sua origine nel paziente può richiedere anni, anzi, spesso lo stesso paziente deve cambiare medico per incompatibilità. La cura non consta in una sola visita dove uno psicologo ti dichiara sano e quindi il disturbo è causato dal demonio.

Fa comunque molto ribrezzo sapere che vi siano psicologi che mandino il proprio paziente dall’esorcista, anche se il paziente è convinto per fede di essere posseduto dal diavolo ed un esorcismo crei un urto per la guarigione con effetto placebo, cosa accade dopo? Che si rimane schiavi dell’autorità dell’esorcista che indottrina il “paziente” a seguire ferree regole pena il ritorno dei terribili sintomi. Quello che spaventa è che questi medici siano ancora iscritti all’albo e nessun provvedimento venga mai preso.

Induzione attraverso il cinema

Cosa ci propone il cinema mostrandoci la figura del diavolo? Spesso, per non dire sempre, le vittime del diavolo sono madri di un figlio unico, dimenticate dai mariti che appaiono molto raramente e se appaiono reputano idiozie ogni fenomeno strano manifestato dal figlio. La madre si trova sola di fronte a fenomeni terribili, impazzisce, si suicida o chiama il prete e tutto torna a posto.

Un cavallo di battaglia è proprio il film dal titolo inequivocabile: “l’Esorcista”, sostanzialmente il film adotta il meccanismo di tutti i film del genere, il pubblico viene indotto ad una regressione infantile mostrando immagini relative a madri e figli, impossibile come non notare che il prete esorcista abbia un senso di colpa impressionate nei confronti della mamma che viene messa in uno squallido ospedale per anziani contro il suo volere e vi trova la morte nella solitudine tanto che la figura del diavolo, nel possedere la bambina protagonista del film, imiti più volte la mamma del prete e rilasci affermazioni come “Tua madre succhia i c… all’inferno!” “Tua madre è qui dentro con noi”. Le scene sono precedute dal sogno del prete esorcista in cui vede la madre salire le scale di un sottopassaggio… “Mamma… Mamma!” ma lei torna indietro, gira le spalle e scende le scale…

C’è un effettivo lavoro per creare una regressione nel pubblico riconducendolo ai sensi di colpa infantili e sottraendolo a quella figura che inconsciamente è sempre presente come riferimento.
Da li in avanti si apre una breccia dove i deliri superstiziosi rappresentati su schermo entrano e vengono elaborati in sede postuma.
Basta vedere il numero di esorcismi che vengono praticati, sono tantissimi e tutti mirati verso il diapason “Io terrorizzo te e i tuoi cari e tu rimani con me ed incrementi i miei affari”.

Stesse dinamiche nei film più conosciuti come “l’Avvocato del Diavolo” (da notare come la moglie del protagonista abbia un’allucinazione dove vede un bimbo seduto a terra con un feto in mano) oppure “Rosemary’s Baby” dove tutto è incentrato sulla gravidanza e sulla fragilità che una mamma ha in quella situazione. Le vittime preferite sono evidentemente le mamme ed il circuito di induzione della fede fa proprio vergognosamente leva su questa fragilità. Lo stesso termine “possedere” richiama alla mente come la donna sia ancora utilizzata come figura oggetto ed è evidente come la figura maschile sia la figura padrona, a memoria di uomo non si ricordano episodi dove a possedere qualcuno sia una diavolessa.

 

Marco Dimitri





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Solidarietà al Comune di Genova per avere censurato “Non affidarti al caso”

Il Comune di Genova rifiuta campagna “Non affidarti al caso”. L’Uaar fa ricorso al Tar

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Solidarietà perchè ci vuole un gran coraggio a censurare la laicità e difendere con argomenti privi di qualsiasi logica, una struttura religiosa che impone la propria etica al di fuori ed al di sopra di qualsiasi settore, individuo, istituzione.

marco dimitri

Il punto è sempre quello, la mortificazione della donna nel nome di una personale, sentita e fantasiosa convinzione. Obiezione di coscienza e lasciare che un figlio non voluto nasca e venga gettato nei vari cassonetti della città, piuttosto che in orfanotrofio o in qualche bagno di un bar. Questo se non sono costrette a rivolgersi a quelle macellerie che praticano aborti clandestini. Le conseguenze sono facilmente immaginabili.

L’aborto va praticato in ospedale e va praticato dal ginecologo. Il sentimento religioso non deve nascondersi dietro una obiezione di coscienza. La religione si pratica negli ambienti religiosi e non deve essere parte di una scelta in grado di massacrare e rovinare per sempre la vita di una donna e della propria famiglia.

Un figlio deve essere voluto, quando la gravidanza avviene accidentalmente nessuno deve costringere alla nascita forzata di ciò che non si vuole. Su tutto questo il Comune di Genova mette la censura.

Ci vuole veramente un grande coraggio, complimenti… A quando i roghi delle svergognate?

I fatti ed il comunicato dell’UAAR a cui auguro di vincere la battaglia (la parola “comune” ha ancora un senso? oppure si intende “insieme dei soli cittadini cattolici”?)

Il Comune di Genova rifiuta campagna “Non affidarti al caso”. L’Uaar fa ricorso al Tar

L’UAAR ha depositato ricorso al Tar della Liguria contro la decisione del Comune di Genova di rifiutare la campagna “Testa o croce? Non affidarti al caso” mirante a sensibilizzare l’opinione pubblica circa la scelta dei propri medici.

La campagna — lanciata in ottobre sui social con l’hashtag #Nonaffidartialcaso — ha campeggiato negli ultimi mesi su manifesti sparsi su tutto il territorio nazionale (da Bologna a Ragusa, da Ravenna a Savona, da Palermo a Biella, da Cagliari ad Ancona). Tutto o quasi. Il Comune di Genova ha infatti rifiutato le affissioni adducendo come motivazione «una possibile violazione di norme vigenti in riferimento alla protezione della coscienza individuale» e «al rispetto e tutela dovuti a ogni confessione religiosa».

«Si tratta di una censura bella e buona. E totalmente immotivata», commenta Adele Orioli, segretaria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, dando notizia del ricorso. «La nostra campagna non fa che richiamare l’attenzione su un tema caldo: quello dell’obiezione di coscienza del personale medico e nasce dalla constatazione che in materia di salute diamo molte scelte per scontate. E se in alcuni casi ciò non comporta particolari conseguenze, lo stesso non si può dire per altri, come per la scelta del proprio ginecologo o del proprio medico di base. Sappiamo bene infatti che gli ospedali sono purtroppo pieni di ginecologi obiettori, spesso assunti e promossi proprio per la loro adesione alla dottrina cattolica, e che non sono infrequenti i casi in cui ostacolano l’intenzione di interrompere una gravidanza, o decidono di non sottoporre la gestante a diagnosi che possano condurre alla decisione di non far nascere un bimbo già condannato per tutta la vita a una malattia invalidante. Per questo abbiamo lanciato questa campagna, che non mette in alcun modo in discussione la competenza dei medici ma invita a prestare maggiore attenzione ai consigli che riceviamo (per esempio, in materia di contraccezione) e alle cure che ci propongono (che potrebbero rappresentare un accanimento terapeutico)».

«Inevitabile la scelta di fare ricorso al Tar», ha fatto eco Gianni Solari, coordinatore Uaar di Genova. «Tanto più se pensiamo che solo pochi mesi fa, di fronte alle proteste per un maxi-poster antiabortista, il sindaco ha invocato il principio di libertà di pensiero ed espressione. Perché nel caso delle nostre affissioni non si è richiamato agli stessi principi? La nostra campagna non offende nessuno, invita semplicemente a fare scelte consapevoli in materia di diritti riproduttivi e di fine vita. La vera offesa, di cui dovrebbe preoccuparsi il primo cittadino di Genova, sono le donne private dell’accesso a un diritto. Basti pensare che in Liguria il 60% dei ginecologi obietta…».





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Il rapporto tra i BdS ed Andrea Pinketts

A volte è osceno il tipo di giornalismo che, approfittando della scomparsa di una persona, inventa le cose più bizzarre

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Sono amareggiato nell’apprendere della morte dell’amico Andrea Pinketts. Bene o male ha avuto un piccolo ruolo nei Bds, non certo il ruolo che descrivono alcune testate di serie B.

marco dimitri

Andrea Pinketts, non mi piacciono la maggiore parte dei suoi libri, mi faceva schifo quel moncherino di sigaro che stringeva tra i denti e che puzzava dandomi il voltastomaco.

Allora perchè ero affezionato a lui? Semplicemente perchè mi faceva ridere, perchè era estremamente simpatico. Ricordo un paio di trasmissioni televisive, l’ultima era con Milingo e, sia io che Andrea non potevamo trattenere le risate sentendo parlare di esorcismi, di incontri con l’Arcivescovo e “satana” (in realtà una parte del delirio di Milingo).

Venendo alla vicenda “caso Musti” ovvero l’inchiesta contro i BdS pilotata dal Gris della curia e che costò a noi 400 giorni di carcere in regime di custodia cautelare per poi essere assolti perchè “il fatto non sussiste” nei vari gradi di giudizio (innocenti con formula piena perchè i reati non sono mai accaduti).

Alcuni giornalisti, approfittando della morte di Andrea Pinketts hanno scritto che questi contribuì alla nostra cattura nel “caso Musti”.

Nulla di più falso!

In realtà quello che facemmo con Andrea Pinketts fu una sorta di pubblicità, dopo avere avvisato i carabinieri di Sasso Marconi di alcune riprese per i giornali, abbiamo simulato l’iscrizione di Andrea Pinketts nei BdS, era presente un fotografo di Repubblica, una modella, un piccolo fuoco. In tutti gli scatti Pinketts aveva il sigaro stretto in bocca. Tutto li… scatti pubblicitari finiti in seguito su un settimanale e in una trasmissione a tele Lombardia con Milingo.

Durante il processo del “caso Musti” Pinketts venne a testimoniare e testimoniò a nostro favore affermando che eravamo dei ragazzini che facevano riti innocui attorno al fuoco.

Tutto il resto è pura invenzione giornalistica.

Anche il fatto che Pinketts si infiltrò nei BdS fu una mossa pubblicitaria per un suo libro.





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5 star review  Anche se non condivido alcune idee, rispetto e stimo chi con coraggio fa valere il suo pensiero anche a costo di andare contro all'opinione pubblica

thumb Stefano Vaneggio Olivi
8/13/2017

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