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Violenze sulle donne in Germania, 500 nordafricani avrebbero commesso abusi sessuali di gruppo

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Violenze sulle donne – Arrivate le prime segnalazioni alla polizia per fatti avvenuti durante la notte di Capodanno in una discoteca della città di Bielefeld. Il ministro della Giustizia convinto che a Colonia ci sia stata azione pianificata. Sale il numero delle denunce

erlino – Dopo il caso di Colonia, dove la notte di Capodanno molte #donne hanno subito molestie e violenze, anche la città di Bielefeld, in Westfalia, si aggiunge all’elenco di quelle in cui si sono registrati episodi simili la notte di San Silvestro: secondo il Westfalen Blatt, 500 uomini avrebbero forzato l’ingresso in una discoteca, l’Elephant Club, e avrebbero molestato molte donne. La #polizia ha confermato che sono arrivate le prime denunce da parte delle vittime. Azione pianificata. Intanto proseguono le indagini per individuare i responsabili di #Colonia, dove ieri si sono svolte manifestazioni contrapposte: il ministro tedesco della Giustizia Heiko Maas è convinto che le aggressioni erano organizzate: “Quando una tale orda si riunisce per commettere reati, è chiaro che ci sia dietro una pianificazione – ha detto il ministro all’edizione domenicale del quotidiano popolare Bild -. Nessuno può dirmi che non fosse una cosa coordinata o preparata“.

violenze sulle donneMaas non ha escluso legami fra i fatti di Colonia e analoghe aggressioni in altre città tedesche: “Tutti i collegamenti devono essere esaminati con attenzione. C’è il sospetto che siano stati scelti la data e il numero di persone“, ha aggiunto il ministro. Il titolare della Giustizia ha però invitato a non trarre conclusioni affrettate sul comportamento in generale dei migranti, anche se un rapporto della polizia attribuisce le aggressioni soprattutto a richiedenti asilo. Maas ha, invece, escluso che in #Germania la criminalità sia aumentata per effetto dell’arrivo l’anno scorso di un milione di richiedenti asilo.

https://www.bambinidisatana.com/2016/01/07/colonia-la-slovacchia-non-accoglieremo-piu-profughi-musulmani/

Sale il numero delle denunce

Sono sempre di più le denunce per i fatti di Colonia: la polizia ha comunicato che sono 516. Nel 40% dei casi si tratta di molestie sessuali. Ad Amburgo le denunce sporte per violenza sono 133 e alcune si riferiscono a violenze a sfondo sessuale. Gli investigatori non hanno identificato nessun indagato per gli assalti, che avrebbero avuto lungo lungo la Reeperbahn. Ma le vittime hanno descritto gli assalitori “con sembianze africane, arabe o sud europee” ha detto un portavoce della polizia.
Naturalmente è possibile che gli autori appartengano a un solo gruppo, ma al momento le descrizioni sono diverse” ha detto il portavoce rispondendo alla domanda se sia possibile tracciare un parallelo con quanto avvenuto su più vasta scala a Colonia, dove gli assalitori sarebbero stati tutti nordafricani.

 

 

 

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la Repubblica

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Liberato Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016

Il 33enne bresciano è stato liberato da un gruppo di siriani ribelli chiamati ‘il governo della salvezza’

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L’italiano Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016 al confine turco-siriano è stato liberato. Lo ha confermato il premier Conte che ha dichiarato: “Il connazionale Alessandro Sandrini è stato liberato al termine di un’articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall’intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall’unità di crisi del Ministero degli Esteri”.

Sandrini è stato liberato da un gruppo ribelle siriano della provincia di Idlib, il ‘Governo siriano di salvezza’, che ha diffuso la notizia sui social. L’operazione è scattata dopo aver saputo che un gruppo criminale attivo in zona e specializzato in rapimenti si nascondeva lungo il confine con un ostaggio.
Sandrini era comparso lo scorso anno in un video in cui compariva inginocchiato con alle spalle due uomini armati e indosso una tuta arancione che ricordava quelle utilizzate dall’Isis. I suoi rapitori, però, non sono parte dello Stato islamico.

Il nome di Alessandro Sandrini è comparso due volte tra gli imputati del tribunale di Brescia: la prima volta per un processo per rapina e ricettazione (aveva tentato di vendere dei tablet rubati e aveva compiuto una rapina nel 2016). Sarà infatti ora ascoltato dai pm di Roma.





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Globalist

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New York, folle tenta di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick

voleva bruciarla come Notre-Dame?
Fermato prima dellʼingresso nella chiesa. Aveva taniche di benzina e accendini

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Un uomo di 37 anni con evidenti problemi psichici ha tentato di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick a New York. Fortunatamente è stato fermato prima che potesse mettere atto il suo piano. Marc Lamparello aveva con sè due taniche di benzina quando i sorveglianti della cattedrale lo hanno fermato mentre stava per entrare nella navata centrale. Forse l’uomo voleva bruciarla come Notre-Dame dopo essere stato suggestionato dalla notizia.

La polizia non ha ancora stabilito con certezza il movente e nemmeno ha voluto esprimersi sulla possibile disabilità mentale del fermato. Ha confermato però che Marc Lamparello quando è stato fermato dal personale di sicurezza fuori dalla cattedrale aveva con sè due taniche da 5 litri di benzina, un sacchetto con dentro altri due flaconi di liquido infiammabile e due accendini da cucina. Ai poliziotti ha detto di essere rimasto senza carburante e per questo stava andando in giro con le taniche. Gli agenti hanno però controllato la sua macchina e scoperto che non era affatto in riserva.

Voleva bruciarla come Notre-Dame? – Dopo l’incendio di Notre-Dame a Parigi molte cattedrali nel mondo hanno intensificato i controlli (anche se nel caso francese è quasi certo che ci si trovi di fronte a un incidente). E sono state proprio le guardie private della chiesa di Saint Patrick a dare l’allarme quando hanno visto Lamparello che stava per entrare nella cattedrale. Inizialmente ha tentato di difendersi dicendo che stava “tagliando” dentro la cattedrale per uscire verso Madison Avenue. Poi ha continuato a dare risposte deliranti, tanto che inizialmente la polizia di New York aveva confermato i disturbi psichici del fermato. “Difficile capire quali fossero le sue reali intenzioni, ma uno che va in giro con taniche di benzina e accendini dà sicuramente grande preoccupazione”, ha detto John Miller, vice commissario dell’area anti terrorismo della polizia di New York.





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Tgcom

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Assassin’s Creed potrebbe aiutare a ricostruire Notre Dame

Dopo il disastroso incendio l’obiettivo primario è quello di ricostruire il monumento: un aiuto potrebbe venire dai modelli 3D realizzati per il famoso videogioco di Ubisoft

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Com’è noto, nella serata del 15 aprile un violento incendio ha colpito la cattedrale di Notre Dame a Parigi, portando al crollo della copertura della navata, del coro e del transetto, oltre alla guglia centrale di costruzione ottocentesca. Con la struttura portante rimasta intatta, l’obiettivo, ribadito anche dal presidente francese Emmanuel Macron, è ora quello di ricostruire il monumento che fino a ieri era il più visitato d’Europa. Data la struttura particolarmente stratificata dell’edificio, costruito nel corso di oltre 180 anni, e gli ingenti danni riportati, la ricostruzione potrebbe impiegare anni se non decenni, ma un aiuto potrebbe venire da una fonte inaspettata come Assassin’s Creed.

La serie di videogiochi è celebre perché, ambientando le proprie avventure in diverse epoche storiche e luoghi del mondo, permette ai propri giocatori di esplorare questi scenari, scalando e arrampicandosi soprattutto su edifici e monumenti di rilevanza storica in uno stile che richiama il parkour. Uno dei titoli della serie, Assassin’s Creed: Unity del 2014, è ambientato proprio a Parigi durante la Rivoluzione francese e presenta, fra gli altri, un modello molto accurato della cattedrale: i designer della Ubisoft hanno lavorato per ben due anni a realizzare un’immagine verosimile di Notre Dame, includendo anche numerosi dettagli (come le guglie, i pinnacoli e alcune statue introdotte nei restauri ottocenteschi) che nel 1789 non erano presenti ma risultano invece molto familiari nell’immaginario dei giocatori (gli stessi giocatori che in queste ore stanno tributando il loro omaggio online riproponendo le scene delle loro imprese nel videogame).

Utilizzare i precisissimi modelli 3d creati dai realizzatori del videogioco potrebbe aiutare la ricostruzione accorciando i tempi di recupero delle immagini e dei progetti. A ciò potrebbe aggiungersi l’aiuto di Andrew Tallon, uno storico dell’arte recentemente scomparso ma che, secondo il National Geographic, ha completato già nel 2015 una mappatura della cattedrale con misurazioni estremamente precise grazie all’impiego di puntatori laser: “Se ho lavorato correttamente la scansione è accurata con uno scarto di cinque millimetri”, aveva dichiarato lo studioso al magazine. Già in serata diverse campagne di sottoscrizione sono state lanciate per raccogliere fondi per la ricostruzione di Notre Dame, e contributi milionari stanno già giungendo da aziende private e da famiglie come Arnault e Pinault, le proprietarie dei più grandi gruppi del lusso francese.





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Wired

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