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Germania. Rivolta contro vescovo di Limburg. 10 mln di € per nuovo vescovado, E c’è ancora chi crede alla carità cristiana

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2013014457Mille firme in due giorni contro il vescovo. Autoritario, bugiardo e spendaccione. I fedeli della diocesi tedesca di Limburg, cittadina di 34mila abitanti a nord di Francoforte, denunciano i vizi di monsignor Franz-Peter Tebartz-van Elst e ne chiedono le dimissioni. Cinquantatré anni, promosso nel 2007 al vertice della Chiesa locale, il presule fa parte di quella schiera di giovani vescovi, per lo più nominati da Benedetto XVI, all’opposizione della maggioranza progressista in seno alla Conferenza episcopale di Germania. Non a caso anche Tebartz-van Elst partecipò, un paio di anni fa, al summit segreto di Würzburg, convocato dal benedettino monsignor Gregor Maria Hanke, ordinario di Eichstätt, per teorizzare una stagione alternativa all’era Lehmann-Zollitsch, rispettivamente presidente emerito e attuale numero uno dell’episcopato tedesco. Nel 2008, invece, il vescovo di Limburg era balzato agli onori delle cronache per aver rimosso dall’incarico di decano di Wetzlar il parroco don Peter Kollas, colpevole di aver benedetto in duomo l’unione tra due uomini.

ADESSO tocca a s Tebartz-van Elst finire sul banco degli imputati. Almeno una parte dei fedeli lo accusa di condurre la diocesi in maniera autoritaria, di menzogna e, soprattutto, di concedere troppo spazio al lusso nella sua vita. Non proprio quanto richiede Francesco ai successori degli apostoli che, stando ai ripetuti appelli del santo padre, dovrebbero starsene alla larga dall’opulenza e camminare insieme al popolo di Dio, non sopra. Persino qualche parroco di Limburg spera nelle dimissioni del vescovo. <chi fa un passo indietro troppo tardi sarà punito dalla vita», avrebbe detto domenica a messa il conosciuto e apprezzato parroco di Arfurt, il 75enne don Hubertus Janssen. «La cosa non andrà a finire bene», ha commentato in forma anonima al quotidiano Koelner Stadt Anzeiger un alto prelato. Che ha poi ricordato la vicenda del controverso ex vescovo di Augusta, monsignor Walter Mixa, costretto a dimettersi nel 2010. Ma quella era tutta un’altra storia, gonfia di botte ai bimbi di un orfanotrofio, quando il pastore era ancora un semplice parroco.

LA GOCCIA, che ha fatto traboccare il vaso del caso Tebartz-van Elst, investe la costruzione della nuova sede vescovile, con un budget lievitato alle stelle e finora ignoto, ma sicuramente superiore ai 10 milioni di euro. Una cifra ammessa dallo stesso vescovo che tuttavia non ha voluto fornire altre spiegazioni. Le critiche al vescovo non risparmiano neanche alcune transazioni milionarie sospette, anche queste avvolte nel più assoluto riserbo. Alla luce delle indiscrezioni e delle lamentele si è mossa anche la Conferenza episcopale tedesca che ha chiesto a Tebartz-van Elst <urgentemente una risposta completa e trasparente> alle questioni sollevate. E non è tutto qui: il vescovo è anche indagato dalla procura di Amburgo per falsa testimonianza giurata resa in relazione a un volo di prima classe per l’India. ‘Il miracolo dell’upgrade di Limburg’, aveva titolato ironicamente il setttimanale Spiegel, ricordando la vicenda del presule, andato in India per aiutare i bambini poveri, viaggiando però in prima classe grazie ai punti “millemiglia” del suo vicario generale, monsignor Franz Kaspar.

SONO in pochi a credere che Tebartz-van Elst possa reggere a lungo a una tale pressione. Solo qualche settimana fa Bergoglio ha rimosso due vescovi sloveni per uno scandalo finanziario che ha investito la piccola diocesi di Maribor: partecipazioni in 50 aziende e un ‘buco’ di quasi 900 milioni di euro. Chissà che la cura slava non possa essere applicata anche in Germania. Si tratta pur sempre di soldi quantomeno chiacchierati.

 

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Terremoto fortissimo di M 7.5 in Messico: il bilancio si aggrava. Almeno 500 case distrutte.

Oltre al Covid-19, 22 mila decessi e 180 mila contagi, si aggrava il bilancio del terremoto di magnitudo 7.5 con epicentro nella zona meridionale di Oaxaca (Messico). Un dramma nel dramma: al sisma principale sono susseguite una centinaia di scosse di assestamento

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Sale a 6 il numero delle vittime del terremoto di magnitudo 7,5 sulla scala Richter che ha colpito il Messico, mentre sarebbero almeno 500 le case distrutte. L’epicentro è stato localizzato nello stato meridionale di Oaxaca dove si concentrano tutte le vittime. Il governatore dello Stato, Alejandro Murat, parlando a Foro Tv ha confermato che tra le quattro vittime del bilancio precedente si aggiungono due persone colpite da una frana ad Huatulco, mentre erano in auto. Restano da chiarire le condizioni di una quindicina di persone rimaste intrappolate sotto a un edificio crollato a Santa Maria Zaniza. Nel frattempo, sui social, continuano il giro del mondo i video degli edifici dondolanti. Un aspetto del terremoto che rende l’idea di quanto sia stata forte la scossa.

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Coronavirus, Pechino accusa: «Il nuovo virus al mercato viene dall’Europa»

Pechino accusa: «Il nuovo virus al mercato viene dall’Europa». Ma isola un intero ospedale per un’infermiera positiva

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Pechino ha segnato giovedì altri 25 casi domestici di Covid-19, più dei 21 di mercoledì, portando il totale legato al focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi a 183: lo ha detto la Commissione sanitaria municipale, secondo cui sono stati individuati 2 nuovi asintomatici. E, sul caso di questo mercato, arrivano accuse pesanti: il nuovo coronavirus rilevato a Pechino nel mercato all’ingrosso Xinfadi viene dall’Europa, ma appartiene a un ceppo più vecchio dell’attuale che sta colpendo il Vecchio Continente. È l’ipotesi di Zhang Yong, vicedirettore del Centro di controllo e prevenzione delle malattie cinese. In un contributo sul sito della Commissione centrale per l’ispezione e la disciplina, l’Anticorruzione del Pcc, Zhang osserva che «un gran numero di campioni presi allo Xinfadi indica che il virus era presente lì già da tempo».

Cauda, infettivologo Gemelli: «Ecco perché alcune città d’Italia rischiano l’effetto Pechino»

Cina: «Colpa del salmone europeo per l’epidemia di casi a Pechino». La Norvegia si difende

Dall’inizio della pandemia la capitale ha avuto 603 contagi, di cui 411 guariti e 9 decessi. Allo stato, ci sono 183 persone sotto cure mediche, mentre sono 15 gli asintomatici sotto osservazione. Tra i 174 casi importati, una persona è ricoverata in ospedale. La Cina, primo Paese al mondo a fare i conti con il virus, ha sinora segnalato 83.325 casi con 4.634 e 78.398 guarigioni.

Coppia cinese curata a Roma dona 40.000 euro allo Spallanzani: «Quando torni da un viaggio non sei più lo stesso»

Zhang, che è vicedirettore dell’ Institute of Viral Diseases che fa capo al Centro cinese di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc), ha basato le sue valutazioni «sui risultati preliminari delle ricerche» dai quali è emerso che il virus ha una origine europea, ma «non è del tutto dello stesso ceppo europeo». Zhang si è detto convinto che «se fosse arrivato in città da un breve periodo, non ci sarebbe stato un consistente numero di campioni positivi raccolti. Ad ogni modo, abbiamo bisogno di più dati prima di prendere una decisione documentata sulle origini». Su come sia arrivato a Pechino, la spiegazione è che possa essere stato importato con il cibo congelato sopravvivendo nel buio, in un ambiente umido non propriamente disinfettato prima di essere esposto al mercato di Xinfadi. Il cibo congelato per il trasporto ha evitato la mutazione del virus ed è per questo, secondo Zhang, che il genoma è molto più simile a quello originario in Europa, mentre i test di laboratorio potranno aiutare a comprendere le modalità della trasmissione.

Virus, allarme Cina: Pechino chiude tutte le scuole. Il livello di allerta passa da tre a due

Intanto, la città di Pechino ha deciso di isolare il Peking University International Hospital, fiore all’occhiello della sanità della capitale cinese, dopo che un’infermiera è risultata positiva ieri ai test del Covid-19 per essere entrata a stretto contatto il 14 giugno con un paziente del distretto di Haidian. Lo hanno detto le autorità municipali nel briefing quotidiano, aggiungendo che tra le 183 persone infettate dal focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi registrati dall’11 giugno, due sono in condizioni molto critiche e 11 in condizioni gravi.



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F15 Usa si schianta nel mare del Nord

Partito da base in Gran Bretagna. Sconosciuta sorte del pilota

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 LONDRA, 15 GIU – Un caccia F15 americano si è schiantato con il pilota a bordo nel mare del Nord durante “una normale operazione di ricognizione”. Lo fa sapere l’esercito Usa senza fornire dettagli sulla sorte del pilota. Il velivolo era partito da una base americana in Gran Bretagna. “La causa dello schianto e le condizioni del pilota sono al momento sconosciute”, ha fatto sapere l’Air Force Usa in un comunicato.
  



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