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Hotel Rigopiano spazzato via dalla valanga

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Quattro corpi recuperati, due persone in salvo e 29 dispersi, compresi due bambini. Senza sosta, dalle 4.30 di questa notte di bufera, si scava con piccole pale e con le mani fra i resti dell’Hotel Rigopiano sul Gran Sasso pescarese spazzato via da una valanga per cercare i clienti intrappolati in quell’inferno di gelo. Per adesso, in attesa dell’arrivo dei mezzi pesanti dellla colonna dei soccorsi, in viaggio da 20 ore per risalire i resti di una strada lunga 9 chilometri, si sentono solo le voci dei soccorritori del soccorso alpino e della Finanza e l’abbaiare dei cani cerca-persone della Polizia che però non avvertono alcuna presenza facendo salire l’angoscia nei loro istruttori. Possibile che da sotto quell’ammasso di neve, macerie e alberi divelti non venga alcun segnale?

E sarà il silenzio di questo angolo di ex paradiso che adesso fa paura come l’Hotel Overlook di Shining a segnare questa tragedia senza precedenti, come l’impresa dei soccorritori che dopo la mezzanotte di mercoledì, con la turbina e persino mezzi cingolati da neve bloccati dalle slavine e dalle frane, si sono messi sotto la tormenta gli sci con le pelli di foca per raggiungere l’hotel ispirato a D’Annunzio a 1.200 metri di altezza.

«Quando il boato terribile della valanga è terminato, ho guardato verso l’albergo e ho visto solo neve e alberi. E poi solamente silenzio, nessun rumore su quella montagna mentre la neve continuava a cadere. E così anche quando, disperati, abbiamo inutilmente cercato di entrare nell’edifico e poi quando è calata la notte e ci siamo rifugiati nell’auto per ripararci dal freddo», ha detto il cuoco Giampiero Parete, vivo perché uscito dall’hotel per prendere dalla macchina una medicina della moglie, ancora in trappola nell’albergo insieme ai figli. E’ stato lui, insieme all’addetto alle manutenzione dell’hotel, anche lui scampato alla valanga, a dare per primo l’allarme.

Il silenzio dei reportage “in diretta da posto”, infine, perché i media, che sono presenti, embeddati o no, anche in prima linea in guerra, questa volta sono tenuti ad almeno 10 chilometri di distanza da un giorno da quella maledetta strada percorribile solo con gli sci: sono stati solo i soccorritori, protagonisti di pagine da Grande Nord di Jack London o delle missioni degli incursori di Dove osano le aquile di MacLean, a inviare foto e filmati e notizie attraverso i social e le loro centrali operative.

Nel resort di lusso del comune di Farindoli alle pendici del versante pescarese del Gran Sasso c’erano – si presume – 28 clienti, fra i quali due bambini di 4 e 5 anni, e 7 dipendenti. Al momento sono stati recuperati tre corpi, ma uno dei capi del Soccorso alpino abruzzese ha detto che «ci sono tanti morti». I soccorritori hanno per adesso messo in salvo due persone, Giampiero Parete e Fabio Salzetta.

Unità cinofile dei vigili del fuoco sono in azione all’hotel devastato, distante oltre 10 km dalla località più vicina, ma al momento non si sente nulla, riferiscono i soccorritori dei vigili del fuoco. C’è un’area privilegiata all’interno della struttura alberghiera dove si stanno facendo le ricerche, ma la zona di interesse è molto più ampia, si sviluppa per centinaia di metri, e percorre tutta la massa della valanga.

«La situazione è drammatica, l’albergo è stato spazzato via, è rimasto in piedi solo un pezzetto», hanno riferito i vigili del fuoco. «Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti – hanno aggiunto – che hanno sommerso l’area dove si trovava l’albergo». «Ci sono materassi trascinati a centinaia di metri da quella che era la struttura», ha riferito Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco.

Per raggiungere il resort a quattro stelle di Farindola, a quota 1.200 metri, il Soccorso Alpino, il primo ad arrivare alle quattro del mattino, ha dovuto usare gli sci. Impossibile invece procedere per i mezzi che si sono trovati la strada sbarrata da altre valanghe e alberi caduti. I soccorritori con la colonna dei mezzi sono adesso arrivati a circa 700 metri dall’albergo e sono riusciti a far ripartire la turbina spazzaneve rimasta senza gasolio, grazie ai vigili del fuoco che a piedi, nella neve, hanno portato le taniche con il gasolio. L’obiettivo dei soccorritori è quello di liberare dalla neve una vasta area per i tanti mezzi che stanno confluendo verso l’hotel, per raggiungere più velocemente la struttura.





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il Gazzettino

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

ITALIA

Ancona, concerto di Sfera Ebbasta: scoppia il panico in discoteca. Morti 5 minorenni e la mamma di uno di loro. Oltre cento feriti

Il panico scatenato dalla diffusione di una sostanza urticante. A quel punto le persone si sono dirette verso l’uscita di sicurezza: al loro esterno sono crollati due parapetti di ferro e a quel punto la massa ha travolto le vittime cadute a terra. Si fa strada l’ipotesi del sovraffollamento del locale. Le vittime, tre ragazze e due ragazzi, avevano tra i 14 e i 16 anni. Morta anche la mamma di una di loro

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Schiacciati dalla calca all’esterno della discoteca poco prima del concerto di Sfera Ebbasta. Perché i due parapetti in ferro sul ponticello oltre l’uscita di sicurezza, arrugginiti, non hanno retto e sono crollati. E a quel punto alcuni giovani sono caduti e sono stati travolti da decine di altre persone. Sono morti così cinque minorenni, tre ragazze e due ragazzi di età compresa fra i 14 e i 16 anni, e la mamma di uno di loro di 39 anni nella notte tra venerdì e sabato nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in località Madonna del Piano. Locale che ora è sotto sequestro. Oltre cento le persone ferite. A fare scattare il panico che ha provocato la tragedia è stata probabilmente la diffusione di qualche sostanza urticante, come ammoniaca o spray al peperoncino. Dai primi accertamenti è emerso che le uscite di sicurezza del locale si sono regolarmente aperte.

A confermare la dinamica è stato il questore di Ancona Oreste Capocasa: “Dopo l’uso di spray urticante – ha detto – i giovani si sono precipitati verso le uscite di sicurezza e subito dopo averne varcata una, sulla destra, i due parapetti in ferro non hanno retto perché erano arrugginiti. C’è stata una caduta di alcuni giovani e gli altri sono finiti sopra”. Ai microfoni di Rainnews24 il questore ha parlato anche dell’ipotesi di una vendita di un numero maggiore di biglietti rispetto alla capienza del locale. “Stiamo facendo accertamenti, abbiamo sequestrate le matrici, faremo accertamenti con la massima attenzione”. E ha aggiunto: “Vedere sei lenzuola che coprono giovani vite e vedere la scena straziante dei genitori al riconoscimento mi ha rotto il cuore”.

 

I feriti – Oltre cento le persone ferite, tutte portate nella notte in ospedale ad AnconaSenigallia e Jesi. Sette di loro sono ricoverate in rianimazione e almeno altre cinque sono in condizioni gravi. Vittime e feriti hanno riportato lesioni e traumi da schiacciamento.  “Abbiamo attivato subito il Piano di emergenza e l’Unità di crisi, intervenuta per tutta la notte. Alle ore 7 erano pervenuti 7 codici rossi, due ragazze e 5 ragazzi tra i 14 e i 20 anni per trauma cranico o toracico tutti ricoverati in rianimazione. Una ragazza in codice giallo ancora in valutazione clinica. Tre ragazze e un ragazzo tra i 14 e 23 anni sono in codice verde con traumi degli arti di cui uno poco dopo dimesso. I 7 in codice rosso sono da considerarsi in pericolo di vita ma in condizioni stabili”, hanno detto i medici dell’ospedale di Ancona sulla discoteca.

 

Verifiche sulla capienza della discoteca – Il locale era affollatissimo e per il concerto del trapper – il primo artista italiano ad essere entrato nella top 100 di iTunes – erano arrivati studenti da cinque scuole. Nonostante tutti gli accertamenti siano in corso per chiarire la dinamica dell’incidente, pare che il locale fosse sovraffollato oltre i limiti consentiti. Secondo quanto riferito dai testimoni ai Vigili del fuoco, c’erano un migliaio di persone. “Temo che all’interno non ci fossero gli 871 previsti per legge”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a SkyTg24, spiegando che la capienza stabilita per la discoteca era inferiore alle 900 persone. “Stiamo verificando con i vigili del fuoco la capienza della discoteca e se le dotazioni erano adeguate per poter ospitare questo tipo di manifestazioni”, ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona Cristian Carrozza, ricostruendo la dinamica dell’incidente: “Tra le varie ipotesi di causa scatenante – dice – c’è anche quella dello spray urticante, stiamo facendo i rilievi. I ragazzi sono fuggiti in un’unica direzione verso la porta posteriore di sicurezza della discoteca; c’erano scale e ringhierealte un metro e mezzo che hanno ceduto sotto il peso dei ragazzi”.

 

 

“Sono vicino alle mamme, ai papà, ai familiari di quei ragazzi, fra i 14 e i 15 anni, oltre alla madre che aveva accompagnato la figliola al concerto. Ci sono indagini in corso. Ci sono alcune ipotesi. Mi sembra di potere smentire l’ipotesi che la porta della uscita di sicurezza fosse chiusa. Hanno probabilmente ceduto due parapetti, per la forza d’urto della calca dei ragazzi che uscivano – ha detto Salvini -. Nell’area c’era una sostanza che infastidiva, si parla di puzza di ammoniaca e si parla di spray urticante. È molto probabilmente vero che all’interno del locale c’era più gente, molta più gente del permesso. E su questo sono in corso dei riscontri”. Gli investigatori, ha aggiunto, “saranno più precisi nelle prossime ore. Dalle prime analisi temo ci possa essere stato un mix di cattiveria, stupidità, avidità: non si può morire in questa maniera a 14 anni, per andare a divertirsi”. E sulla tragedia interviene anche il premier Giuseppe Conte: “Ora è il momento dei soccorsi e del cordoglio – ha scritto – , ma è chiaro che sono numerose le domande in ordine alla responsabilità di questa tragedia, al rispetto delle norme di sicurezza, che dovranno trovare una risposta chiara, celere e univoca. Lo pretendiamo”
Di Maio pubblica i nomi delle vittime – “Asia Nasoni, 14 anni, di Senigallia; Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia; Benedetta Vitali , 15 anni, di Fano; Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone; Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia; e mamma Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia. Sono le giovani vittime della tragedia di questa notte. È assurdo morire così”. Scrive tutti i nomi delle vittime in un post il vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook prosegue: “Come governo – sottolinea il vicepremier – faremo massima chiarezza sulla dinamica della vicenda (se sono state rispettate tutte le norme di sicurezza) e individueremo i responsabili. Un abbraccio e un pensiero alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti“. In mattinata, fa sapere il prefetto di Ancona Antonio D’Acunto, è prevista una riunione con le forze di polizia. Intanto la discoteca è stata posta sotto sequestro e sei addetti alla sicurezza sono stati portati nella caserma dei carabinieri per raccogliere le loro testimonianze.

“Al momento non ci sono indagati” – Lo ha detto il questore di Ancona Oreste Capocasa arrivato all’obitorio degli Ospedali Riuniti di Ancona dove sono stati portati i corpi delle vittime. “Si stanno ancora sentendo le persone…”, ha spiegato. “I ragazzi che erano dentro la discoteca – ha riferito – sono molto provati e riuscire a capire bene cosa sia successo in questi momenti non è così semplice”.  Il rispetto delle norme sulla sicurezza nella discoteca, ha riferito ancora Capocasa, è “in fase d’accertamento da parte dei vigili del fuoco, dei carabinieri e della polizia“.
Intanto il locale è sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm Paolo Gubinelli. “È una tragedia immane, ho visto scene strazianti, ho il cuore spezzato” ha detto ancora il questore. Gli investigatori “stanno sentendo e persone che erano presenti nel locale”, ha ripetuto: di certo “dopo l’uso di spray al peperoncino, i giovani si sono precipitati verso le uscite di sicurezza e subito dopo averne varcata una, sulla destra, i due parapetti in ferro non hanno retto perché erano arrugginiti. C’è stata una caduta di alcuni giovani e gli altri sono finiti sopra“.

“Abbiamo visto corpi stesi a terra” – “Era mia figlia, aveva solo 14 anni, vi rendete conto…”. Riesce a stento a tenersi in piedi, scrive l’Ansa, e urla in lacrime davanti all’obitorio degli Ospedali Riuniti di Ancona la madre di una delle vittime. Alla donna, sorretta da una parente, i sanitari presenti mettono una pesante coperta sulle spalle per coprirsi. Molti congiunti delle giovani vittime, arrivati all’obitorio, parlano in lacrime al telefono, altri siedono fuori della struttura impietriti dal dolore in una situazione quasi irreale. I genitori delle vittime sono assistiti all’ospedale Torrette dagli psicologi del Sep, servizio emergenza psicologica della Croce rossa. Alcuni di loro attendevano i figli fuori dalla discoteca, attrezzati anche con coperte in auto per riportarli a casa alla fine del concerto. Per loro sono stati attivati servizi di assistenza psicologica. “Abbiamo visto dei corpi stesi per terra –  ha detto una donna arrivata all’ospedale di Torrette di Ancona per assistere la figlia di 14 anni rimasta ferita durante la calca – coperti da teli bianchi e un uomo che si aggirava, come un sonnambulo… Continuava a ripetere “mia figlia è morta…”. “Non si può morire così a quindici anni, un pensiero e una preghiera per i sei morti di stanotte nelle Marche – ha detto Salvini – e una speranza per i tredici feriti gravi ancora ricoverati. E un impegno: trovare i responsabili di queste sei vite spezzate, chi per cattiveria, stupidità o avidità ha trasformato una serata di festa in una tragedia. Oggi alle 11 in Piazza del Popolo un minuto di silenzio per ricordare questi ragazzi”. Intanto il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli e il presidente dell’assemblea legislativa regionale Antonio Mastrovincenzo hanno deciso di annullare la manifestazione della Giornata delle Marche, “un momento di festa che si sarebbe dovuto tenere domani, perché domani sarà giornata di lutto per tutta la regione”. Proclamato lutto cittadino a Corinaldo e a Senigallia.





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Schiaffi e pugni agli anziani in casa di riposo, quattro arresti a Rimini

I carabinieri documentano oltre 100 episodi di vessazioni su cinque pazienti

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RIMINI Schiaffi e pugni per costringerli ad alzarsi dal letto di prima mattina, minacce ed insulti e altri maltrattamenti nei confronti di cinque donne ultraottantenni ospiti di una casa di cura per anziani situata nel cuore di Rimini. Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia locale, coadiuvati dai militari delle Stazioni dipendenti e dal personale del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Bologna hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari di cui quatto arresti domiciliari e un divieto di avvicinamento, a carico dei soggetti ritenuti responsabili dei maltrattamenti. Si tratta di R.B. settantottenne originario di Chieti, ospite della struttura e ritenuto il suo responsabile, Q.S.J.L. 38enne peruviana, R.M.C. cinquantunenne riminese, K.M., cinquantunenne di origine georgiana. A divieto di avvicinamento alla struttura e ai suoi ospiti è stata invece sottoposta B.C., una trentaquattrenne di origini rumene con precedenti di polizia.

 

 

Le donne sottoposte a provvedimento cautelare lavoravano come operatrici sanitarie all’interno della casa di cura “Villa Franca”, situata a pochi passi dal Palacongressi del capoluogo romagnolo. Si tratta di una struttura privata gestita da una cooperativa locale.





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il Corriere

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Incendio in una stazione di servizio alle porte di Roma, 2 morti e 12 feriti

Un’autocisterna ferma al distributore al km 39 della via consolare è esplosa mentre i Vigili del fuoco erano al lavoro per domare le fiamme scaturite da una prima deflagrazione. I feriti sono stati soccorsi anche con gli elicotteri. Pesanti disagi per il traffico

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Un incendio è divampato in un distributore di carburante sulla via Salaria, in direzione Roma, nei pressi di Passo Corese, alle porte della Capitale. Due persone sono morte, un vigile del fuoco e un addetto all’autocisterna. Altre 12 sono rimaste ferite. Tra loro 7 vigili del fuoco e alcuni soccorritori del 118. Un’autocisterna che riforniva il deposito della stazione di servizio ha preso fuoco ed è poi esplosa mentre i vigili del fuoco erano al lavoro per domare le fiamme. Panico tra gli automobilisti e le altre persone presenti.  Per evacuare i feriti sono stati utilizzati anche gli elicotteri. Allertato il centro grandi ustionati dell’ospedale romano Sant’Eugenio. “Tra i feriti vi sono alcuni soccorritori del 118 con ustioni al volto”, rende noto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato che è in stretto contatto con i soccorritori dell’Ares 118.

Mancherebbero all’appello alcuni pompieri coinvolti  I vigili del fuoco stanno cercando loro colleghi che potrebbero essere rimasti coinvolti nell’esplosione del primo serbatoio Gpl dell’autocisterna che stava rifonendo il deposito del distributore di carburante, dei quali non si hanno più notizie. E’ quanto riferiscono fonti del 118 all’AGI. I 12 feriti sono stati trasportati in diversi ospedali della capitale: Policlinico Gemelli, Sant’Andrea e presso il Centro grandi ustionati del Sant’Eugenio.  Chiusa la via Salaria dal km 38 al km 41,5 L’incidente è avvenuto al km 39 della consolare. La  via Salaria è stata chiusa in entrambe le direzioni tra Borgo Quinzio, nel comune di Fara in Sabina, e Borgo Santa Maria, nel comune di Montelibretti, tra le province di Rieti e Roma (dal km 38 al km 41,500). Come fa sapere Anas, la chiusura si è resa necessaria per garantire la sicurezza della circolazione e consentire le operazioni di soccorso. Pesanti i disagi per il traffico.   Paura tra i residenti: “Sembrava il terremoto”  “Un boato enorme, mai sentita una cosa così, sembra il terremoto”.

E’ il commento di alcuni residenti della Vecchia Salaria, a Borgo Quinzio (Rieti), dopo la forte esplosione che – sul vicino tratto della nuova consolare – ha fatto saltare in aria il distributore di benzina Ip.  Sindaco Fara Sabina: ipotesi evacuazione della zona “Monitoriamo la situazione per una possibile evacuazione dell’area, ma al riguardo aspettiamo indicazioni da parte dei vigili del fuoco”. Lo afferma all’Adnkronos il sindaco di Fara in Sabina, Davide Basilicata, che sta seguendo l’evoluzione dell’incendio nel distributore lungo la Salaria. “Fortunatamente si tratta di una zona di campagna – conclude – ma ci sono alcune abitazioni limitrofe” al distributore.





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Rai News

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