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I Fantastici Quattro

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I Fantastici Quattro, fumetto creato dalla mitica coppia Stan Lee per i testi e da Jack Kirby per i disegni nel novembre 1961 per la Marvel Comics sul numero uno della testata omonima. La creazione di questi personaggi creerà una nuova era nel campo dei fumetti, per la prima volta viene espresso il concetto di super eroi con super problemi.

Questo significava che i supereroi pur avendo dei super poteri con cui potevano fare cose inimmaginabili erano soggetti pure loro a problemi che potevano affliggere le persone comuni, come problemi di soldi, non trovare lavoro, avere problemi con la ragazza o con la moglie eccetera, questo contribuì a far si che questo nuovo genere di super eroi andasse per la maggiore, dato che l’uomo comune poteva identificarsi in loro, diversamente dai super eroi del passato, come Superman o Batman.

 

 

Come suggerisce il nome erano quattro, tre uomini e una donna tutti americani. Reed Richards alias Mister Fantastic, Ben Grimm alias la Cosa, Johnny Storm alias la Torcia Umana e Sue Storm alias la Donna Invisibile. I poteri di costoro sono per Mister Fantastic la capacità di allungare, assottigliare o ingrandire o modificare in qualsiasi cosa voglia praticamente ogni parte del suo corpo detto anche l’uomo di gomma per queste sue capacità, una forza smisurata per la Cosa capace di sollevare sino a 100 tonnellate, la capacità di volare e di infiammarsi di avere controllo sul fuoco e la capacità di creare oggetti fatti di fuoco per la Torcia Umana e per la Donna Invisibile come dice il nome la capacità di diventare invisibile oltre quello di creare campi di forza invisibili e oggetti fatti appunto di forza invisibile.

fantastici quattro

Torcia Umana degli anni ’40

Ora c’è da fare una disquisizione su questi quattro personaggi dato che alcuni ne tacciano l’originalità, questo perché nel campo dei #fumetti e della letteratura fantastica esistevano personaggi con le caratteristiche simili alle loro. La figura dell’Uomo Invisibile esisteva da anni prima della creazione del quartetto basti pensare all’omonimo romanzo di H. G. Wells, questo per quel che riguarda la Donna Invisibile, per quanto riguarda invece la Torcia Umana negli anni 40 esisteva un personaggio con lo stesso nome e gli stessi poteri sempre creato nei fumetti #Marvel solo che non era un essere umano ma un androide  invece per quel che riguarda la Cosa si fanno risalire le sue radici al personaggio creato da R.L. Stevenson nel romanzo Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde appunto al protagonista del romanzo omonimo dato che a volte la Cosa da creatura massiccia fatta di una sostanza simile alla pietra di colore arancione ritornava al suo stato umano e infine per Mister Fantastic si cita un super eroe degli anni 40 di nome Plastic Man che aveva poteri praticamente uguali a quelli del suddetto Mister Fantastic. A differenza della Torcia Umana non veniva dai fumetti Marvel, poi con gli anni diventeà della DC.
Questa è una corrente ma ne esiste anche un’altra nella quale si sostiene che Jack Kirby avesse utilizzato dei personaggi da lui creati in una sua precedente serie gli Esploratori dell’Ignoto di fine anni 50 in cui perlomeno due dei personaggi sono da collegarsi ai Fantastici Quattro.

Gli Esploratori dell’Ignoto erano quattro personaggi tutti uomini con delle abilità particolari ma senza super poteri che vivevano avventure fantascientifiche e che grazie alle loro abilità riuscivano sempre a risolvere: invasioni aliene, scienziati pazzi, creature mostruose ed altro erano il pane di questi quattro personaggi che,come il quartetto dei supereroi, indossavano delle tute a due colori come costume e questi erano uguali ai colori delle tute indossate dai FQ nel loro primo numero e avevano il viso scoperto.

Due degli Esploratori avevano caratteristiche simili a quelle dei  Fantastici Quattro Rocky Davis e Prof Haley. Il primo è un ex campione di pugilato dall’aspetto un po’ simile a quello della Cosa nelle sue vesti umane è un duro come la Cosa ed anche la Cosa è specialista nella lotta.

Ben GrimmBen Grimm

rocky davisRocky Davis

prof haleyprof Haley

reed richards

Reed Richards

ace mo

Ace Mo

Prof Haley invece come dice il nome è uno scienziato come Mister Fantastic, anche lui come aspetto ha qualcosa di Reed Richards anche se poco, esiste poi un’altro degli Esploratori dell’Ignoto, Ace Morgan che è un asso dell’aviazione come la Cosa.

Cosa ci sia di vero in queste due ipotesi bisognerebbe chiederlo a Jack Kirby se fosse ancora vivo o a Stan Lee, sicuramente l’analogia di Mister Fantastic con Plastic Man e della Torcia Umana uomo e della Torcia Umana androide sono abbastanza reali.

Le origini del fumetto risalgono al 1961, prima che l’uomo andasse sulla Luna, in periodo di guerra fredda e in cui regnava la corsa allo spazio, queste sono le premesse narrative temporali in cui nacque questo fumetto.

Il professor Reed Richards fa una riunione in cui partecipano il suo amico Ben Grimm, pilota collaudatore, Susan (Sue) Storm sua fidanzata e il giovane fratello di costei, Johnny.

i fantastici quattroLa discussione si basa sul partire o no per la Luna col razzo ideato da Reed, nonostante il fatto che il suo volo non sia ancora stato ufficialmente approvato, ne il funzionamento del razzo testato, se si aspetta ancora i Russi potrebbero costruire pure loro qualcosa del genere e porsi in vantaggio rispetto agli USA nel programma spaziale. Ben Grimm che dovrebbe essere il pilota esprime dei dubbi sulla sicurezza di un razzo non testato appieno col pericolo che i raggi cosmici possano uccidere gli occupanti dello stesso. Sue Storm ipotizza che Ben possa essere un vigliacco e questa molla gli fa scattare la decisione di partire. Entrano tutti e quattro nella base dove il razzo e tenuto e se ne appropriano in modo indebito (praticamente lo rubano anche se è frutto del genio di Reed), partono in direzione della Luna ma ad un certo punto i raggi cosmici penetrano nel razzo non essendo schermato a sufficienza e poco dopo Ben e Johnny ne sentono subito le conseguenze. Ben si sente così pesante da non potere tenere i comandi e Johnny si sente bruciare, il razzo è fuori controllo ma grazie al pilota automatico riescono ad arrivare a terra senza particolari conseguenze fisiche a parte lo sconquassamento del razzo.

Atterrati, Sue è la prima che sperimenta gli effetti dei raggi cosmici diventando gradualmente invisibile sotto gli occhi dei compagni, lei discretamente preoccupata e i suoi compagni idem.

i fantastici quattroDopo la sua riapparizione poco dopo, Ben si arrabbia con Reed e mentre per la prima volta diventa la Cosa, una creatura umanoide le cui fattezze sono ricoperte da uno spesso strato di similpietra e così per tutto il corpo, dandogli solo quattro dita per mani e piedi,con una forza notevole (neanche si accorge di avere staccato un tronco di albero per colpire Reed). Sue lo definisce una “cosa”, Reed nel tentativo di scansare il colpo di Ben col tronco compie un movimento con collo e busto decisamente elastici allungando entrambi e poi stringe tra le sue braccia ormai ben più lunghe del normale Ben avvolgendolo in vari strati. “Intelligentemente” Sue nota che pure Reed è cambiato e poco dopo per completare l’opera Johnny si infiamma e scopre di poter volare.

Quando ormai tutti sono diventati consapevoli delle loro nuove capacità, Reed inizia un discorso relativo ai loro poteri che Ben termina, il cui succo è che bisogna mettere i loro poteri al servizio dell’umanità, tutti sono d’accordo ed ognuno stabilisce il proprio nome di battaglia che lo accompagnerà da li in poi. Nel corso di oltre 50 anni di avventure vivranno di tutto, da un singolo nemico molto potente ma umano a semidei spaziali virtualmente imbattibili, i fantastici quattrorazze extraterrestri che vogliono conquistare la Terra, andranno sulla Luna, troveranno razze perdute, combatteranno robot di vario tipo, andranno su altri pianeti, altre galassie, altre dimensioni e mondi sub atomici, affronteranno minacce mistiche, esseri immortali, gruppi di umani con superpoteri, esseri sotterranei e sottomarini, scienziati pazzi e androidi, extraterrestri singoli con grandi poteri, si uniranno ad altri gruppi di super eroi per combattere delle minacce particolari, verranno trasportati su un altro pianeta insieme ad altri super eroi come l’ Uomo Ragno e un nutrito numero di super criminali solo per il divertimento di un semidio spaziale e spariranno dalla faccia della terra per circa un anno e verranno creduti morti insieme ad altri super eroi per fronteggiare la minaccia di Onslaught . Ma avranno anche i loro drammi personali, come la Cosa che vorrebbe tornare umano come i suoi compagni ma non può, la Torcia che perderà la sua ragazza o che si troverà sposato con un’extraterrestre sconosciuta al posto di una umana ben conosciuta o alla separazione di Reed e Sue o quando Reed per il bene dell’umanità si trova costretto a rendere vegetale suo figlio o alla presunta morte durata tantissimo di Reed.

i fantastici quattroSi troveranno persino in bancarotta costretti a trovarsi dei singoli lavori o all’essere sfrattati dal loro palazzo. Infatti stabiliranno la loro base negli ultimi sei piani di un grattacielo di trentacinque a New York il Baxter Building; poi andranno in un altro palazzo di New York, il Four Freedom Plaza e poi troveranno dimora vicino ai moli della stessa città per poi tornare al Baxter Building che sarà tutto loro stavolta.

Nei loro vari eventi Ben e Johnny hanno pure avuto a che fare coi membri del Favolosi Quattro (non Fantastici) per eccellenza, i Beatles. E sempre nel periodo in cui dovevano raggranellare soldi si sono messi a lavorare. Sue come attrice, Ben come lottatore, Reed come scienziato in un laboratorio e Johnny sui motori di qualche macchina. Alcuni di loro (Reed, Sue e Ben) hanno anche fatto parte dei Vendicatori. I Fantastici Quattro sono anche stati protagonisti di una serie di fumetti Marvel ambientati nel 2099 assieme a personaggi come gli X-Men o l’Uomo Ragno e di un’altra serie Ultimate Fantastic Four in cui si rinverdiscono le storie di questi personaggi collocandoli in un ambito temporale molto più attuale slegato da più di quarant’anni di storie. Il loro successo ha fatto si che siano stati immortalati in alcune serie di cartoon televisivi oltre che a due film di un certo successo negli anni 2000 uno negli anni 90 quasi sconosciuto e un quarto uscito nel 2015.

 
  

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Leone Svicolone

Svicolone (Snagglepuss nell’originale americano) è un simpatico leone rosa ideato da Hanna e Barbera nel 1959, inizialmente come personaggio secondario che comparve all’interno della serie di Ernesto Sparalesto e Tatino e Tatone.

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l successo di questa apparizione, gli ha fatto meritare una serie a cartoni animati tutta sua, che è stata realizzata nel 1961 e trasmessa all’interno dello Show dell’Orso Yoghi. Svicolone è un leone che vorrebbe essere considerato come un uomo normale pertanto, cerca in tutti i modi di convincere le persone con i suoi comportamenti civili ed educati, suo malgrado gli esseri umani lo considerano come un temibile leone e cercano in tutti i modi di dargli la caccia, cosicchè da animale predatore, Svicolone è sempre destinato ad essere preda e a scappare, non prima di aver pronunciato la caratteristica frase con accento bolognese ” Svicolo, svicolando tutto a mancina!” talvolta con l’aggiunta della parola “perfino!”.

La caratteristica del leone Svicolone è proprio la suo voce, che in Italia è stata doppiata splendidamente dal grande Renzo Palmer. Svicolone possiede anche una grande passione per il teatro e non di rado, lo si vede recitare l’Amleto, con in mano un teschio. Svicolone fa parte della banda di Yoghi dal 1973, che a bordo dell’Arcaplano, si impegna a salvare il mondo dall’inquinamento. I cartoni animati attualmente vengono trasmessi sul digitale terrestre Boing e sul canale satellitare di Boomerang.

È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino. Svicolone colto è e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia…Svicolone (chiamato così perché scappa rapidamente quando un guaio incombe pericolosamente) è un leone rosa civile e ben educato, la cui ‘umanità’ non pare essere molto apprezzata dagli altri che continuano a vederlo come un pericoloso felino. Creato sulla falsariga del precedente (di poco) Lupo De Lupis, il personaggio dal carattere invertito è divertente e stimola solidarietà, oltre che risate.
La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.

Svicolone (Snagglepuss) è un personaggio dei cartoni animati di Hanna-Barbera, creato nel 1959. È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino.

Caratterizzazione

Svicolone è colto e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia.

La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.
Storia

Svicolone apparve inizialmente come personaggio minore nei cartoni animati di Ernesto Sparalesto. L’apprezzamento da parte del pubblico convinse Hanna & Barbera a creare una serie dedicata al personaggio, che venne trasmessa a partire dal 1961 all’interno dell’Orso Yoghi Show.

 
  

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Isola Felice

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Tom & Jerry

Le origini ed un po’ di storia

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Tom il gatto e Jerry il topo sono due personaggi dei fumetti creati nel 1939 da William Hanna e Joseph Barbera per la Metro Goldwyn Mayer. Gli autori si erano ispirati a due terribili ragazzini in perenne scontro tra loro.

“Nati” a Hollywood, questi personaggi hanno ottenuto un gran successo in tutto il mondo. Le loro pellicole cinematografichehanno raccolto sino a oggi tredici nomination agli Oscar, vincendone sette (si tratta di un record a parimerito con le Silly Symphonies Disney), oltre a un riconoscimento speciale.

Il primo cortometraggio animato con questi due personaggi è stato Puss gets the boot. A quel tempo il gatto non si chiamava ancora Tom bensì Jasper e il topolino non possedeva ancora un proprio nome. Il pubblico dei ragazzi, affascinati dal dinamismo e dalla situazione, si schierò immediatamente e idealmente con il minuscolo topo coalizzandosi, sempre idealmente, contro il grosso ed egoista gatto Jasper.

Le caratteristiche

Naturalmente i personaggi hanno subito un’evoluzione da quando sono nati, citiamo solo alcuni aspetti recenti.

  • Tom è un gatto opportunista. Si diverte a dominare gli animali più piccoli di lui. Il suo stile di vita è quello di un gatto domestico: mangiare, dormire e divertirsi. Quando è spronato dalla padrona di casa (nei primi cortometraggi una grossa governante di colore) stufa di continui saccheggi al frigorifero, si lancia all’inseguimento del topolino ma la sua stupidità (oltre all’astuzia dell’avversario) lo fa immancabilmente fallire.
  • Jerry, minuscolo topo d’appartamento, si è costruito una tana in miniatura nelle intercapedini dei muri. Al suo interno riproduce in tutti i particolari le comodità della casa umana (letto, divano, cassettiere, quadri, soprammobili ). Sembra innocuo così piccino e rotondetto, possiede però buona velocità e solido carattere. Spesso riesce a procurarsi il cibo a danno di Tom che deve difenderlo.

All’occorrenza Jerry è determinato ed affronta il nemico naturale, più grosso e forte di lui, per soccorrere un suo pari in difficoltà.

Nemici o amici?

La relazione che vincola i due personaggi in modo inscindibile non si ritrova solo nella classica guerra del gatto contro il topo. Quella che a prima vista sembrerebbe una naturale rivalità rassomiglia piuttosto ad una guerra di dispetti tra due compagni di vita che si accapigliano per il solo gusto di farlo. Per Tom, rincorrere il topino è un gioco divertente e gratificante, specie quando riesce a catturarlo ed “ammaestrarlo” nei modi più disparati (un cameriere, un portamazze da golf, addirittura un regalo di fidanzamento). A sua volta Jerry, anziché scappare di volata presso il suo nascondiglio, ritiene molto più divertente punzecchiare il gatto fino a farlo uscire di senno. Addirittura, in un caso le parti si sono rovesciate ed è stato Jerry che è riuscito a catturare il gatto ed a cercare di mangiarselo. Nonostante ciò ognuno non cerca l’eliminazione dell’altro, ma tutt’altro. Quando Tom si innamora di una gattina, dimenticandosi di tutto e di tutti, è Jerry che si ingelosisce; quando quest’ultimi è in pericolo di vita, Tom si procura di salvarlo. Inoltre i due si coalizzano quando, nel loro mondo, arriva un nemico comune, sia esso un gatto “troppo efficiente” nel cacciare i topi, oppure un gruppetto di gattini pestiferi.

Del resto, i due personaggi sono creati l’uno in funzione dell’altro: ogni vicenda si basa sempre sui consecutivi attacchi di uno dei due personaggi ed i conseguenti contrattacchi dell’altro, riportando alla fine una situazione di equilibrio tra i due.

I cortometraggi e i film

individuare almeno due sempre presenti negli anni: l’impostazione convenzionale che consiste nell’inseguimento del gatto al topo e quelle che includono un grosso e agguerrito cane che caccia il cacciatore e difende la piccola preda. Quasi sempre queste storie si svolgono in spazi ristretti quali stanze di un appartamento o in piccole case con giardino annesso, a volte in fattorie di campagna oppure con ambientazione il mare, su navi da pesca e da crociera. Ci sono inoltre personaggi di contesto che animano le storie, tra questi i più frequenti sono:

  • Butch, un gatto nero, randagio e prepotente è un eterno nemico sia di Tom che di Jerry. In queste avventure Tom e Jerry si coalizzano per limitare e vincere il nemico rappresentato dal gatto nero.
  • Toodles, un’aggraziata gatta bianca. Tom è perdutamente innamorato della bella gattina.
  • Mamy, una grossa governante di colore che accudisce la casa in cui vivono Tom e Jerry. La particolarità è che non appare mai il suo viso perché le storie del gatto e del topo si svolgono sempre a livello del pavimento.
  • Little Nibbles (chiamato anche Tuffy), un giovanissimo topino grigio con addosso il pannolino. Tuffy è sempre affamato e si caccia spesso nei guai così che Jerry deve intervenire all’ultimo secondo per salvarlo dai pericoli, tra cui naturalmente Tom.
  • Spike un grosso cane mastino. È indolente e certamente non molto arguto. Spesso passa il tempo dormendo nella sua casetta di legno ed è amico di Jerry e lo difende dalle molestie di Tom.
  • Tike (chiamato anche Junior), è un cucciolo di cane mastino. È il figlio di Spike. Giovane e inesperto sta imparando a cavarsela nella vita, ma è sempre molestato, a volte per puro errore da Tom, che così viene regolarmente punito dal grosso e manesco papà.
  • Uncle Pecos. Zio di Jerry. Cantante e ballerino country accompagna le sue canzoni suonando la chitarra. Ogni volta che rompe una corda dello strumento stacca un baffo di Tom per sostituirla.
  • Ducking, è una papera molto ingenua. Quando è nata la prima “persona” che ha visto è Tom il gatto. Si convince allora che sia la sua mamma.

Le storie con tema insolito portano i due antagonisti a calarsi nei panni di personaggi storici o di romanzi classici. A volte lo sfondo alle gag è costituito da parti di famose città europee: Napoli (Neapolitan Mouse1954), i canali di VeneziaRomaVeronaVienna, le strade della Parigidell‘800, le arene per la corrida a Madrid o Siviglia, deserti e giungle nel continente africano o nelle isole tropicali; addirittura in una storia troviamo Tom e Jerry nello spazio all’interno di una stazione orbitante. Importanti le storie costruite sulle musiche di celeberrime opere classiche: Norma o Aida.

Alcune avventure si svolgono in precise epoche storiche: famosa la serie con Tom, Jerry e Little Nibbles nella parte di moschettieri del re di Francia. La serie The two Mouseketeers è del 1952.

Tra i principali produttori delle serie a cartoni animati di Tom & Jerry ricordiamo Chuck Jones e Fred Quimby, capo del reparto animazione della MGM sino al 1955. Oltre a Hanna e Barbera la direzione di alcuni episodi è stata affidata ad Abe Levinton, le musiche a Scott Bradley ed Eugene Poddany.

Film

Tom & Jerry, the movie

I proprietari della casa in cui abitano Tom e l’intruso topolino Jerry devono traslocare. Tutto è pronto e i due sono già sull’auto. Tom vuole scacciare il topino e inizia un inseguimento e i nostri due eroi vengono lasciati sul posto. La casa il giorno dopo viene distrutta e così i nostri eroi rimangono per strada. Camminando in città incontrano il cane Carlone, un cocker randagio, anch’esso abbandonato da tempo e che vive per strada assieme alla sua inseparabile pulce. Sarà Carlone a rincuorare i nostri eroi, che in quel momento e per necessità diventano alleati. Il caso porta Tom e Jerry a incontrare una piccola bambina orfana della mamma e con il papà in viaggio. La bimba in quel momento è soggiogata da una grassa e avida zia e da un perfido avvocato che intendono sfruttare l’eredità della bambina. La zia possiede un bassotto di nome Ferdinando, talmente viziato e grasso che per muoversi deve appoggiare il corpo a uno skateboard. Passando tra varie peripezie e altri strani malfattori il gatto Tom e il topolino Jerry aiuteranno la bambina a smascherare i cattivi tutori e a ritrovare il padre.

L’amicizia gatto-topo, chiaramente anti-natura, iniziata a causa degli eventi sfortunati iniziali, prosegue per tutto il racconto sino alla scena finale del film dove, per la gioia degli spettatori, Tom e Jerry tornano a essere rivali, sempre pronti a scontrarsi e farsi danni tra di loro travolgendo tutto e tutti.

Curiosità

Due episodi del cartone animato, datati 1949 e 1950, sono stati auto-censurati dalla Turner(proprietaria dei diritti della serie) a seguito di una lettera inviata, nel 2006, alla Ofcom (l’ente britannico che vigila sui contenuti televisivi) da parte di uno spettatore; la lettera lamentava l’effetto nocivo che i disegni animati, in quegli episodi alle prese con delle sigarette, avrebbero avuto sui suoi figli. Nel primo dei due episodi, Tom, per fare colpo su di una gattina, si comporta come un adolescente e, per fortificare la sua virilità felina, si accende una sigaretta. Nel secondo episodio, invece, Tom è impegnato in un torneo di tennis in cui il suo rivale sbruffone, durante l’incontro, aspira un paio di boccate da un’altra sigaretta. La Ofcom ha spiegato che Tom & Jerry è un cartone animato “vintage“, nato in un periodo in cui il rischio legato al fumo non era ancora stato attentamente studiato e che questa era un’ottima ragione per chiedere alla Turner di prendere provvedimenti.

 

Tom & Jerry Tales

Questa nuova serie viene trasmessa sul canale satellitare Boomerang; rispetto ai cartoni originali, la grafica è stata modernizzata.

I riconoscimenti

Elenco dei cortometraggi che hanno ricevuto un premio Oscar nella categoria animazione:

  • Yankee doodle mouse (1943).
  • Mouse Trouble (1944).
  • Quiet Please (1945).
  • The cat concerto (1946).
  • The little orphan (1948).
  • The Two Mouseketeers (1951).
  • Johann mouse (1952).

Un Oscar speciale è stato loro assegnato grazie ad una “partecipazione straordinaria” nel film musicale Anchors Aweigh (conosciuto in Italia come Canta che ti passa oppure Due marinai e una ragazza), film diretto nel 1945 da George Sidney e interpretato da Gene Kelly e Frank Sinatra.

 

 
  

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Calimero, il pulcino veneto nero che 50 anni fa conquistò il mondo

È un’ingiustizia però

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Calimero, il pulcino nero, comparve per la prima volta esattamente cinquant’anni fa in uno spot della Miralanza. Quinto uovo di una gallina veneta coi mutandoni a pallini e il foulard, si schiuse tardi e iniziò la sua ricerca della mamma finendo subito in una pozzanghera.

Rifiutato prima da un grosso cane, poi da un topo inseguito da un gatto, viene rifiutato anche dalla sua mamma perché “io non ho pulcini neri…”. “Ma se io fossi bianco mi vorresti?”. “Sì certamente, piccolo” replica la gallina veneta in tempi non leghisti. Per fortuna Calimero incontra l’olandesina simbolo dell’industria di Mira che gli spiega: “Tu non sei nero, sei solo sporco”, e gli dà un’ insaponata decolorante che risolve.

Mentre in America stava esplodendo la campagna per l’integrazione e i diritti civili di Martin Luther King, in Italia non si colse la “scorrettezza” di un messaggio allora letto senza alcuna malizia o doppio senso razziale. La sua frase “Eh, che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però” entrò nel lessico italiano facendo del piccolo pulcino dei fratelli veneziani Nino e Toni Pagot, con la voce di Ignazio Colnaghi, un vero e proprio “cult”.

«Nino Pagot, Pagotto il vero cognome, – ricorda Piero Zanotto, grande esperto di cinema e fumetti – era veneziano di nascita ma si trasferì presto a Milano dove nacque il fratello Nino. Insieme cominciarono a fare fumetti, illustrare libri della Scala d’oro della Utet, fino ad iniziare quella scuola disneyana che avrebbe poi prosperato nella nostra regione. Fu il primo a continuare su licenza Disney la storia di Biancaneve con due episodi, lei sposata col principe, con un figlio e col mago Basilisco che la insidia, e poi, nel ’39/’40 “I sette nani cattivi contro i sette nani buoni”. Era un gran lavoratore, e con “I fratelli Dinamite” realizzò il primo film d’animazione italiano, che conteneva una sequenza “veneziana”».

 

 

I fratelli Pagot si occuparono anche delle animazioni di Cocco Bill e dei personaggi di Hanna e Barbera (Yoghi, Braccobaldo) e Nino scomparve nel 1972, a 64 anni dopo aver fatto di Calimero (nome mato dalla chiesa di San Calimero frequentata dai Pagot) un mito ma senza poter vedere sul piccolo schermo l’ultima creazione per la pubblicità, il draghetto Grisù.

Ma perchè Calimero ha avuto tanto successo? «È in fondo la storia del brutto anatroccolo – commenta Annamaria Testa, esperta di pubblicità e docente alla Bicocca di Milano – e funzionava come molte altre storie perchè la struttura narrativa di Carosello era tale da consentire di creare queste storie da due minuti, che intrattenevano l’ascoltatore. Questa è una delle tante. Una storia semplice che finiva bene, dopo alcune disaventure, con un pulcino carino, tenero, piccolino».

Calimero

la versione giapponese di Calimero

Simbolo dei tempi? «Non farei di Calimero più di quel che è. Quel tipo di narrazione è finito quando si è smesso di fare spot da due minuti e si è entrati nel modulo da 30 secondi, ma è anche finito perchè si è rinunciato a narrare. All’estero invece ci sono tuttora grandi narrazioni pubblicitarie che hanno presa, fanno pensare, parlare, e anche il web che permette di fare narrazioni anche più lunghe è una opportunità». Intanto il piccolo pulcino ha ritrovato quest’anno la sua strada narrativa in una nuova serie a episodi per la tv, 104, realizzati in Francia, e un sito internet, www.calimero.com, con giochi, filmati, barzellette, fiabe. Ed in Giappone – dove è un piccolo mito – lo hanno disegnato in 3D. Ma quando tra i disegni si trova un Calimero col pallone da calcio e la maglia rossonera come si fa a non pensare a un altro personaggio dello sport italiano pronto a lamentarsi dicendo “Perché sempre io?”

 
  

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il Gazzettino

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