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I Fantastici Quattro

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I Fantastici Quattro, fumetto creato dalla mitica coppia Stan Lee per i testi e da Jack Kirby per i disegni nel novembre 1961 per la Marvel Comics sul numero uno della testata omonima. La creazione di questi personaggi creerà una nuova era nel campo dei fumetti, per la prima volta viene espresso il concetto di super eroi con super problemi.

Questo significava che i supereroi pur avendo dei super poteri con cui potevano fare cose inimmaginabili erano soggetti pure loro a problemi che potevano affliggere le persone comuni, come problemi di soldi, non trovare lavoro, avere problemi con la ragazza o con la moglie eccetera, questo contribuì a far si che questo nuovo genere di super eroi andasse per la maggiore, dato che l’uomo comune poteva identificarsi in loro, diversamente dai super eroi del passato, come Superman o Batman.

 

 

Come suggerisce il nome erano quattro, tre uomini e una donna tutti americani. Reed Richards alias Mister Fantastic, Ben Grimm alias la Cosa, Johnny Storm alias la Torcia Umana e Sue Storm alias la Donna Invisibile. I poteri di costoro sono per Mister Fantastic la capacità di allungare, assottigliare o ingrandire o modificare in qualsiasi cosa voglia praticamente ogni parte del suo corpo detto anche l’uomo di gomma per queste sue capacità, una forza smisurata per la Cosa capace di sollevare sino a 100 tonnellate, la capacità di volare e di infiammarsi di avere controllo sul fuoco e la capacità di creare oggetti fatti di fuoco per la Torcia Umana e per la Donna Invisibile come dice il nome la capacità di diventare invisibile oltre quello di creare campi di forza invisibili e oggetti fatti appunto di forza invisibile.

fantastici quattro

Torcia Umana degli anni ’40

Ora c’è da fare una disquisizione su questi quattro personaggi dato che alcuni ne tacciano l’originalità, questo perché nel campo dei #fumetti e della letteratura fantastica esistevano personaggi con le caratteristiche simili alle loro. La figura dell’Uomo Invisibile esisteva da anni prima della creazione del quartetto basti pensare all’omonimo romanzo di H. G. Wells, questo per quel che riguarda la Donna Invisibile, per quanto riguarda invece la Torcia Umana negli anni 40 esisteva un personaggio con lo stesso nome e gli stessi poteri sempre creato nei fumetti #Marvel solo che non era un essere umano ma un androide  invece per quel che riguarda la Cosa si fanno risalire le sue radici al personaggio creato da R.L. Stevenson nel romanzo Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde appunto al protagonista del romanzo omonimo dato che a volte la Cosa da creatura massiccia fatta di una sostanza simile alla pietra di colore arancione ritornava al suo stato umano e infine per Mister Fantastic si cita un super eroe degli anni 40 di nome Plastic Man che aveva poteri praticamente uguali a quelli del suddetto Mister Fantastic. A differenza della Torcia Umana non veniva dai fumetti Marvel, poi con gli anni diventeà della DC.
Questa è una corrente ma ne esiste anche un’altra nella quale si sostiene che Jack Kirby avesse utilizzato dei personaggi da lui creati in una sua precedente serie gli Esploratori dell’Ignoto di fine anni 50 in cui perlomeno due dei personaggi sono da collegarsi ai Fantastici Quattro.

Gli Esploratori dell’Ignoto erano quattro personaggi tutti uomini con delle abilità particolari ma senza super poteri che vivevano avventure fantascientifiche e che grazie alle loro abilità riuscivano sempre a risolvere: invasioni aliene, scienziati pazzi, creature mostruose ed altro erano il pane di questi quattro personaggi che,come il quartetto dei supereroi, indossavano delle tute a due colori come costume e questi erano uguali ai colori delle tute indossate dai FQ nel loro primo numero e avevano il viso scoperto.

Due degli Esploratori avevano caratteristiche simili a quelle dei  Fantastici Quattro Rocky Davis e Prof Haley. Il primo è un ex campione di pugilato dall’aspetto un po’ simile a quello della Cosa nelle sue vesti umane è un duro come la Cosa ed anche la Cosa è specialista nella lotta.

Ben GrimmBen Grimm

rocky davisRocky Davis

prof haleyprof Haley

reed richards

Reed Richards

ace mo

Ace Mo

Prof Haley invece come dice il nome è uno scienziato come Mister Fantastic, anche lui come aspetto ha qualcosa di Reed Richards anche se poco, esiste poi un’altro degli Esploratori dell’Ignoto, Ace Morgan che è un asso dell’aviazione come la Cosa.

Cosa ci sia di vero in queste due ipotesi bisognerebbe chiederlo a Jack Kirby se fosse ancora vivo o a Stan Lee, sicuramente l’analogia di Mister Fantastic con Plastic Man e della Torcia Umana uomo e della Torcia Umana androide sono abbastanza reali.

Le origini del fumetto risalgono al 1961, prima che l’uomo andasse sulla Luna, in periodo di guerra fredda e in cui regnava la corsa allo spazio, queste sono le premesse narrative temporali in cui nacque questo fumetto.

Il professor Reed Richards fa una riunione in cui partecipano il suo amico Ben Grimm, pilota collaudatore, Susan (Sue) Storm sua fidanzata e il giovane fratello di costei, Johnny.

i fantastici quattroLa discussione si basa sul partire o no per la Luna col razzo ideato da Reed, nonostante il fatto che il suo volo non sia ancora stato ufficialmente approvato, ne il funzionamento del razzo testato, se si aspetta ancora i Russi potrebbero costruire pure loro qualcosa del genere e porsi in vantaggio rispetto agli USA nel programma spaziale. Ben Grimm che dovrebbe essere il pilota esprime dei dubbi sulla sicurezza di un razzo non testato appieno col pericolo che i raggi cosmici possano uccidere gli occupanti dello stesso. Sue Storm ipotizza che Ben possa essere un vigliacco e questa molla gli fa scattare la decisione di partire. Entrano tutti e quattro nella base dove il razzo e tenuto e se ne appropriano in modo indebito (praticamente lo rubano anche se è frutto del genio di Reed), partono in direzione della Luna ma ad un certo punto i raggi cosmici penetrano nel razzo non essendo schermato a sufficienza e poco dopo Ben e Johnny ne sentono subito le conseguenze. Ben si sente così pesante da non potere tenere i comandi e Johnny si sente bruciare, il razzo è fuori controllo ma grazie al pilota automatico riescono ad arrivare a terra senza particolari conseguenze fisiche a parte lo sconquassamento del razzo.

Atterrati, Sue è la prima che sperimenta gli effetti dei raggi cosmici diventando gradualmente invisibile sotto gli occhi dei compagni, lei discretamente preoccupata e i suoi compagni idem.

i fantastici quattroDopo la sua riapparizione poco dopo, Ben si arrabbia con Reed e mentre per la prima volta diventa la Cosa, una creatura umanoide le cui fattezze sono ricoperte da uno spesso strato di similpietra e così per tutto il corpo, dandogli solo quattro dita per mani e piedi,con una forza notevole (neanche si accorge di avere staccato un tronco di albero per colpire Reed). Sue lo definisce una “cosa”, Reed nel tentativo di scansare il colpo di Ben col tronco compie un movimento con collo e busto decisamente elastici allungando entrambi e poi stringe tra le sue braccia ormai ben più lunghe del normale Ben avvolgendolo in vari strati. “Intelligentemente” Sue nota che pure Reed è cambiato e poco dopo per completare l’opera Johnny si infiamma e scopre di poter volare.

Quando ormai tutti sono diventati consapevoli delle loro nuove capacità, Reed inizia un discorso relativo ai loro poteri che Ben termina, il cui succo è che bisogna mettere i loro poteri al servizio dell’umanità, tutti sono d’accordo ed ognuno stabilisce il proprio nome di battaglia che lo accompagnerà da li in poi. Nel corso di oltre 50 anni di avventure vivranno di tutto, da un singolo nemico molto potente ma umano a semidei spaziali virtualmente imbattibili, i fantastici quattrorazze extraterrestri che vogliono conquistare la Terra, andranno sulla Luna, troveranno razze perdute, combatteranno robot di vario tipo, andranno su altri pianeti, altre galassie, altre dimensioni e mondi sub atomici, affronteranno minacce mistiche, esseri immortali, gruppi di umani con superpoteri, esseri sotterranei e sottomarini, scienziati pazzi e androidi, extraterrestri singoli con grandi poteri, si uniranno ad altri gruppi di super eroi per combattere delle minacce particolari, verranno trasportati su un altro pianeta insieme ad altri super eroi come l’ Uomo Ragno e un nutrito numero di super criminali solo per il divertimento di un semidio spaziale e spariranno dalla faccia della terra per circa un anno e verranno creduti morti insieme ad altri super eroi per fronteggiare la minaccia di Onslaught . Ma avranno anche i loro drammi personali, come la Cosa che vorrebbe tornare umano come i suoi compagni ma non può, la Torcia che perderà la sua ragazza o che si troverà sposato con un’extraterrestre sconosciuta al posto di una umana ben conosciuta o alla separazione di Reed e Sue o quando Reed per il bene dell’umanità si trova costretto a rendere vegetale suo figlio o alla presunta morte durata tantissimo di Reed.

i fantastici quattroSi troveranno persino in bancarotta costretti a trovarsi dei singoli lavori o all’essere sfrattati dal loro palazzo. Infatti stabiliranno la loro base negli ultimi sei piani di un grattacielo di trentacinque a New York il Baxter Building; poi andranno in un altro palazzo di New York, il Four Freedom Plaza e poi troveranno dimora vicino ai moli della stessa città per poi tornare al Baxter Building che sarà tutto loro stavolta.

Nei loro vari eventi Ben e Johnny hanno pure avuto a che fare coi membri del Favolosi Quattro (non Fantastici) per eccellenza, i Beatles. E sempre nel periodo in cui dovevano raggranellare soldi si sono messi a lavorare. Sue come attrice, Ben come lottatore, Reed come scienziato in un laboratorio e Johnny sui motori di qualche macchina. Alcuni di loro (Reed, Sue e Ben) hanno anche fatto parte dei Vendicatori. I Fantastici Quattro sono anche stati protagonisti di una serie di fumetti Marvel ambientati nel 2099 assieme a personaggi come gli X-Men o l’Uomo Ragno e di un’altra serie Ultimate Fantastic Four in cui si rinverdiscono le storie di questi personaggi collocandoli in un ambito temporale molto più attuale slegato da più di quarant’anni di storie. Il loro successo ha fatto si che siano stati immortalati in alcune serie di cartoon televisivi oltre che a due film di un certo successo negli anni 2000 uno negli anni 90 quasi sconosciuto e un quarto uscito nel 2015.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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5 fumetti con storie a bivi

Il film-gioco Bandersnatch ha fatto tornare la passione per le storie a bivi. Una tradizione non nuova, onorata anche nel mondo dei fumetti. Ecco alcuni esempi

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Dilaga la Bandersnatch-mania: il film interattivo creato da quei geni di Black Mirror e uscito su Netflix sta appassionando gli spettatori. Anche se la trama non è all’altezza dei migliori episodi della serie distopica che ci mostra il nostro futuro prossimo, è impossibile resistere alla tentazione di esplorare tutti i bivi, di guardare uno tra i tanti finali possibili solo per tornare subito indietro e cambiare le scelte che guidano il destino del protagonista.

Bundersnatch rilancia così un fenomeno che ha già una storia di tutto rispetto alle spalle. Si chiamano Cyoa, o Choose Your Own Adventure, o più prosaicamente storie a bivi, libri-game, romanzi interattivi. Esperienze narrative in cui, quando giunge uno snodo cruciale della storia, è il lettore a decidere quali azioni i personaggi intraprenderanno, o quali avvenimenti accadranno. Anche nel mondo dei fumetti, le storie a bivi hanno costituito ben più che un semplice esperimento, diventando in alcuni casi un vero e proprio sotto-genere.

Ecco qui 5 piccoli gioielli di fumetti a bivi da recuperare, per chi si è lasciato contagiare da Bandersnatch.

 

Il genere del fumetto a bivi è stato inventato proprio in Italia, grazie alla fantasia dello sceneggiatore Bruno Concina della scuderia Disney Italia. Sulle pagine del settimanale Topolino (nr. 1565, uscito nel 1985), Pippo e Mickey indagano sugli strani fenomeni al vecchio castello fuori da Topolinia, e sui rumori inquietanti che hanno spaventato Minni e Clarabella.





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Fumetti

Topolino compie 90 anni. Il video del debutto in “Steamboat Willie”

Buon compleanno al topo più famoso del mondo!

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Il 18 novembre 1928 nasce Topolino. Il capostipite della banda Disney debutta come star del cinema in  “Steamboat Willie”. Solo in seguito passerà al mondo dei fumetti. Il film fu proiettato per la prima volta al Colony Theater di New York esattamente 88 anni fa. Nel gennaio del 1930 Mickey Mouse esordirà invece nei fumetti, destinato a una duratura carriera.

L’esordio

Tutto cominciò con un topino curioso che faceva capolino ogni giorno nell’ufficio di un giovane disegnatore geniale che cercava un’ispirazione e trovò un tesoro. Era la fine degli anni Venti, qualche istante prima della crisi che avrebbe gettato l’America nella grande depressione. Era il 1928 e quel ragazzo di talento, che di nome faceva Walter Elias Disney, Walt Disney per tutti, riportò sul foglio l’amico topo a cui dette un nome simpatico: Mickey Mouse (Topolino). Dopo aver perso i diritti del suo primo personaggio di successo, Oswald il coniglio fortunato, e dopo essere stato abbandonato da tutti i collaboratori meno uno, Ub Iwerks, a Topolino affidò il suo futuro e quello dello Studio Disney.

E il 18 novembre 1928, 90 anni fa, un corto di Mickey Mouse debuttò al Colony Theatre di Broadway dando inizio all’epopea di Topolino. Walt e Ub Iwerks si erano chiusi per settimane in un garage per lavorare anche di notte e preparare in tutta fretta il primo film di Mickey Mouse. E proprio grazie a Ub Iwerks, che arrivò a disegnare fino a 700 animazioni al giorno, il personaggio di Topolino poté debuttare in una proiezione privata a Hollywood il 15 maggio 1928.

Da YouTube/WaltDisney “Steamboat Willie”

 

Un debutto non troppo fortunato (e per pochi intimi) a cui fece seguito un secondo cortometraggio, anch’esso muto, ‘Topolino gaucho’, sempre diretto da Disney e Iwerks e proiettato anch’esso in versione provata il 28 agosto 1928. Due tentativi non fortunati a cui il tenace Walt insieme a Ub fecero seguire un terzo, “Steamboat Willie” che finalmente, anche grazie al coraggio di Disney, ebbe la distribuzione in sala e per questo è considerato il debutto nel mondo del cinema di Topolino: distribuito dalla Celebrity Productions il 18 novembre 1928, è il primo cartone animato a presentare una colonna sonora con musiche (del compositore, regista e animatore Wilfred Jackson), effetti sonori e dialoghi completamente sincronizzata.





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Fumetti

“La diversità è la novità più entusiasmante nel mondo dei fumetti”

Ospite a Lucca Comics & Games, l’autore che da solo ha rilanciato Batman negli anni Settanta racconta i suoi progetti futuri e dice la sua sull’America di Trump

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Lo sviluppo più emozionante che sia in corso oggi nel mondo del fumetto? L’apertura a una maggiore diversità. Ci sono più donne nell’industria, più persone di colore, più fumetti differenti in circolazione. Per decenni abbiamo esportato i nostri comics americani nel mondo; oggi abbiamo accesso a opere dall’India, dalla Russia, dal Puerto Rico, da tutto il mondo. I ragazzi che leggono fumetti sono finalmente esposti a culture diverse, con approcci unici a quest’arte“.

Neal Adams

Neal Adams è uno dei mostri sacri dei fumetti americani, e uno dei migliori artisti in assoluto ad aver mai prestato la propria matita ai supereroi Dc Comics, Marvel e a innumerevoli altri personaggi. Da solo, ha rilanciato Batman dopo la svolta comico-satirica del telefilm con Adam West degli anni Sessanta, riportando il cavaliere oscuro alle proprie origini di detective dall’animo tormentato. Quest’anno è ospite a Lucca Comics & Games, dove gli abbiamo chiesto il suo parere sugli ultimi sviluppi nel mondo dei fumetti.

Neal Adams

Crede che questa nuova apertura culturale a fumetti da tutto il mondo sia particolarmente importante nell’America di oggi, che tende a essere più chiusa e protezionista?

“Vuoi sapere come la penso? Credo che Donald Trump sia uno s*****o. Sì, mi puoi citare letteralmente. Uomini come Trump sono pericolosi per il mondo. È al potere solo perché una grande parte degli elettori – gli indecisi, molti Repubblicani – si sono astenuti dal voto. Questo è quel che succede quando si rinuncia a esprimersi alle urne”.

Lei ha lottato a lungo per i diritti degli autori di fumetti negli Stati Uniti. Com’è, oggi, la situazione?

“A me interessano i grandi temi: che gli autori abbiano indietro i loro disegni originali, perché a loro appartengono; che abbiano delle royalty sulle opere; e che possano partecipare ai progetti futuri che nascono dalle loro creazioni, come i film. A questo, le aziende si stanno opponendo. Non è una buona risposta, perché di certo non è il modo migliore per farsi amici gli autori. Poi non mi interessano le zone grigie, i dibattiti sull’ammontare delle royalty; quelli li lascio alle contrattazioni private”.

Neal Adams

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Ho appena terminato una miniserie in sei parti di Batman e Deadman, che avrà un seguito sempre in sei parti. Poi siamo pronti a tornare a pubblicare i personaggi della linea Continuity Comics [l’etichetta di fumetti indipendenti fondata da Neal Adams nel 1984, che ha interrotto le pubblicazioni nel 1994, ndr]: ArmorMegalithMs MystiqueShamanToyboy… ci saranno alcune ristampe, ma parliamo soprattutto di storie nuove in sei capitoli”.

Sembra che il formato in sei parti sia sempre più comune.

“Sì, sta prendendo sempre più piede. Perché permette ai lettori di seguire una storia a episodi, comprando un albo ogni mese, o di aspettare e avere una raccolta in volume unico. Molti non vogliono attendere, vorrebbero leggere tutti i capitoli di una storia assieme, che poi è il formato che hanno sempre avuto i libri, i fumetti sono stati un’eccezione. Come editore, non devo imporre al pubblico il modo in cui fruire la storia”.

Neal Adams

Quali consigli darebbe ai nuovi autori, per diventare veri artisti del fumetto o semplicemente avere successo nel settore?

“Beh, prima di tutto di andare a vedere le mie lezioni su Patreon. E poi di tracciare le foto. Non si impara a disegnare senza ricalcare i contorni delle foto. Tutti i migliori artisti degli ultimi 100 anni lo hanno fatto. Voi non sapete chi, ma io sì. Austin Briggs [autore di Flash Gordon, ndr], Mark English [illustratore per magazine e libri], Drew Struzan [illustratore di poster cinematografici] e tanti altri, via via fino a risalire ad Alphonse Mucha [pittore e scultore ceco, esponente dell’Art Nouveau]”.

Sono anche gli artisti che stima di più?

“L’Epopea slava di Mucha è una delle più importanti opere artistiche di sempre. Al confronto, la Cappella Sistina non è niente. Anche perché Michelangelo era un ottimo scultore, ma non un grande pittore: usava la visione binoculare, prendeva le misure con entrambi gli occhi aperti, quindi i suoi ritratti sembrano grassi. Dio e Adamo sulla Cappella Sistina? Sono pingui”.

Lei disegna con un occhio chiuso?

“Non ne ho bisogno, perché faccio a mente. La differenza tra me e Michelangelo è che io ho potuto studiare e imparare la tecnica da chi è venuto prima di me, lui no”.





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