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I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

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Importanti scoperte ci giungono dalla Cina e ci tengono aggiornati sul settore riguardante i tumori . Qualche tempo fa sui social si parlava di vaccino contro il cancro, dove una singola dose è in grado di di sconfiggere il 97% delle forme cancerogene; oggi ci giunge un’altra importantissima ricerca che riguarda un’altra interessante novità.

Che funzione hanno i nanorobot?

In Cina sono stati inventati alcuni #nanorobot composti da piccoli dna frammentati che si muovono nel nostro organismo e che sono capaci di uccidere tutti tipi di tumori, chiudendo i vasi sanguigni che li nutrono. I primi test condotti in Cina sono stati studiati su topi da laboratorio sui quali sono state prodotte cellule tumorali umane, tipiche dei tumori che si possono sviluppare al seno, alle ovaie, ai polmoni.

Il ricercatore Hai Yan dell’Università dell’Arizona ha dichiarato che questo tipo di sistema robotico fatto di Dna è completamente autonomo e programmato per una terapia anticancro. Questi nanorobot sono stati studiati e programmati con un enzima che ha il compito di svolgere una funzione letale contro questo tipo di male, poichè chiuderebbe tutti i vasi sanguigni, senza riportare alcun tipo di effetto collaterale. Nei tre giorni a seguire si sono osservati trombi in tutti i vasi tumorali. [VIDEO]

Come i nanorobot sconfiggono il cancro

Questi organismi artificiali sono davvero molto molto piccoli si parla di una dimensione di circa 90 per 60 milionesimi di millimetro, si possono definire nanometri. Su di essi viene equipaggiato l’enzima trombina, che svolge la funzione coagulante del sangue, così da permettere la chiusura dei vasi sanguigni che nutrono il tumore stesso.

 


Dai test svolti sui topolini da laboratorio i nanorobot sono stati addirittura in grado, di riconoscere le cellule malate, questo grazie ad una molecola che riesce a legare solo con quelle di tipo cancerogeno. In questo modo sono completamente autonomi, l’enzima trombina si libera e li uccide affamandoli.

Poche ore sono sufficienti per eliminare il cancro

Il trattamento basato sui nanorobot è quindi, in grado di bloccare sul nascere il tumore generando un danno alle cellule malate entro un tempo di 24 ore dall’applicazione di tale trattamento, senza danneggiare le cellule buone, e non verificando l’insorgenza di alcun tipo di effetto collaterale. Nei tre giorni successivi si sono osservati trombi in tutti i vasi tumorali. C’è da aggiungere che nei topi in cui vi era presente una forma di melanoma, il tumore, grazie ai nanorobot è stato debellato completamente, non solo agendo contro il cancro primario ma è stato capace anche di prevenire la formazione di eventuali #metastasi. In tal caso la vita media dell’animale si è raddoppiata riguardo i trattamenti che effettuano in standard.

Si è verificato che questo studio mostra un potenziale terapeutico promettente. [VIDEO]

Dire basta agli effetti collaterali

Molto importante è che questo trattamento fatto con i nanorobot non ha nessun tipo di effetto collaterale. Quindi si spera che presto si potrà sostituire alla chemioterapia, che come tutti già sappiamo ha sul nostro organismo un impatto assai invasivo. Questo studio ha acceso una nuova speranza.

 
  

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Blasting News

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Anonimo
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e riuscirebbero a ridare smalto ai telomeri? insomma a combattere efficacemente l invecchiamento chi ci pensa?

Bambini di Satana
Ospite
Ospite
Anonimo
Ospite

Bambini di Satana quindi le prime significative cure contro l invecchiamento cellulare si possono gia eseguire?

Ospite
Ospite

Resistance is futile!

Ospite

Oh siiii

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Impiantato per la prima volta un embrione artificiale (in un topo)

Un team di ricercatori olandesi è riuscito a generare un embrione artificiale a partire dalle sole cellule staminali, senza quindi spermatozoi e ovuli, e impiantarlo in un topo femmina

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i siamo riusciti ancora una volta: abbiamo generato un embrione sintetico a partire dalle sole cellule staminali, senza quindi ricorrere a ovuli e spermatozoi. A differenza della ricerca dell’Università di Cambridge, pubblicata poco più di un anno fa, che era riuscita ad assemblare, sempre grazie alle cellule staminali, un piccolo embrione di topo, questa volta abbiamo fatto un passo in più. Il team di ricercatori olandesi dell’Università di Maastricht ha raccontato su Nature di essere riuscito a impiantare l’embrione artificiale nell’utero di un topo femmina, riuscendo così a osservare per la prima volta i processi delle prime fasi dello sviluppo della vita. Un studio, quindi, fondamentale per indagare le prime fasi dopo la fecondazione e far luce sui motivi (per ora sconosciuti) per cui molte gravidanze falliscono in una fase precoce, ovvero quando l’ovulo fecondato non riesce a impiantlluarsi nell’utero.

L’embrione, generato a partire dalle sole cellule staminali, si è sviluppato nell’utero di un topo femmina per alcuni giorni, non riuscendo tuttavia ad arrivare alla fase matura.

Per riuscirci, il team di ricercatori, guidato da Nicolas Rivron, si è servito di due tipi di cellule staminali di topo: le cellule che generano la placenta e quelle da cui si forma l’organismo intero. Coltivate e messe poi in un’unica provetta, i ricercatori hanno visto come questi due gruppi cellulari siano stati in grado di interagire tra loro, formando una struttura sferica simile a quella di una blastocisti, chiamata in questo studio blastoide.

Successivamente, i ricercatori hanno traferito questi blastoidi nell’utero di un topo femmina, riuscendo così a impiantarsi sulla parete uterina. Ora possiamo generare un numero estremamente grande di questi embrioni e studiarli nel dettaglio”spiega l’autore alla Bbc“Ciò potrebbe aiutarci a capire perché alcuni embrioni non riescono a impiantarsi e permetterci di studiare farmaci che potrebbero combattere l’infertilità”Per ora, concludono i ricercatori, non c’è alcun programma per ripetere i risultati usando le cellule staminali umane.

 
  

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Pronta al lancio la missione che studierà il cuore di Marte

Si chiama InSight è della Nasa, partirà il 5 maggio

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Pronta per il lancio la nuova missione della Nasa su #Marte , la prima destinata a studiare il ‘cuore‘ del pianeta rosso. Si chiama InSight e la sua partenza è prevista il 5 maggio. Nel frattempo la Nasa ha firmato con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) un accordo di intenti per future missioni volte a portare sulla Terra campioni del suolo marziano.

Il lancio della missione InSight (Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) è previsto dalla base californiana di Vandenberg con un razzo Atlas V. Il viaggio durerà poco più di sei mesi: l’arrivo è previsto il 26 novembre 2018, nei pressi dell’equatore marziano. La sonda sarà in ‘servizio’ per 728 giorni terrestri, per studiare crosta, mantello e nucleo di Marte. Lo farà grazie a una sonda di calore, per misurare l’energia proveniente dalle profondità, e un sismografo per rilevare le onde sismiche che sono generate da vulcanismo e fratture della crosta. Le onde sismiche permetteranno di mettere a punto una sorta di ‘radiografia‘ di Marte che ne rivelerà il cuore.

Intanto Nasa ed Esa hanno firmato un accordo per esplorare la possibilità di portare sulla Terra campioni di Marte. L’impresa non è facile: richiederebbe più missioni e il lancio da Marte, mai fatto prima. Una prima missione, la Mars 2020 della Nasa, prevede un rover destinato a raccogliere campioni e sistemarli in 31 piccoli contenitori. Quasi contemporaneamente, il rover europeo ExoMars, il cui arrivo è previsto nel 2021, perforerà la superficie per cercare prove di vita e raccogliere campioni. Un altro rover più piccolo dovrebbe atterrare successivamente per prendere in ‘consegna’ il materiale raccolto, sistemarlo in un contenitore grande quanto un pallone da calcio e collocarlo sul razzo Mars Ascent Vehicle (Mav). Questo dovrebbe effettuare il primo decollo da Marte e portare il contenitore nell’orbita del pianeta rosso. Una quarta missione dovrebbe inviare un veicolo nell’orbita di Marte per recuperare i campioni e portarli a Terra.

 
  

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Cosa succede quando gli animali incontrano i loro simili stampati in 3D

Nel video che vi presentiamo, ecco filmati da vicino questi comportamenti.

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Rospi e tartarughe faccia a faccia con la loro versione robot: cosa succederà durante la stagione degli amori? Ce lo mostra questo video Che ci fa questo esercito di rospi roboticistampati in 3D, in mezzo alla natura? Ce lo spiega un team di ricercatori dell’Università di Windsor, che li sta impiegando per studiare da vicino il comportamento dei loro “colleghi” in carne e ossa. E, in particolare, quello delle femmine durante la stagione riproduttiva.

Gli esperimenti prevedono di esaminare come un esemplare di sesso femminile reagisce, nella scelta del partner ideale, in presenza di due RoboToads (così sono soprannominati i finti rospi) con sfumature di colorediverse.

Uno studio simile è stato portato avanti anche su una specie di tartarughe acquatiche. In questo caso servendosi di femmine di varie dimensioni stampate in 3D, al fine di indagare quali fosse la stazza preferita dagli esemplari maschi.

 
  

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Wired

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Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
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