I Pronipoti, mezzo secolo di Jetsons

The Jetsons 1962

La celebre serie a cartoni animati I Pronipoti compie cinquantacinque anni. Proprio il 23 settembre del 1962, andavano in onda per la prima volta in America sul canale nazionale ABC le avventure della famiglia del futuro dei Jetsons (questo il titolo originale). In Italia, invece, inizialmente i personaggi furono utilizzati per le pubblicità del Carosello, tra gli anni Sessanta e i Settanta; mentre, poi la serie fu trasmessa con successo, sia dalla Rai che, in seguito, da Mediaset.

La serie fu prodotta dalla Hanna & Barbera, che, forte del successo degli Antenati (I Flinstones) realizzò una sitcom animata incentrata su una famiglia del 2063. Era fondamentalmente una parodia del mondo moderno, che ironizzava sulle dinamiche della famiglia media, anche se qui i protagonisti giravano su navicelle spaziali e a casa avevano domestiche robot.

Dopo una sola stagione, composta da ventiquattro episodi, la serie venne cancellata dal network televisivo, ma non sparì dal cuore di tanti telespettatori americani. Per molti di loro, quel cartone animato ambientato nel 21° secolo era la visione di un futuro ottimista, tecnologicamente avanzato, dove i valori familiari erano ancora il sale della vita.

Danny Graydon nel suo libro The Jetsons: The Official Cartoon Guide ha sottolineato come gli autori e i disegnatori dello show televisivo prendessero l’ispirazione da libri dell’epoca quali 1975: And the Changes to Come di Arnold B. Barach, in cui si  prevedevano innovazioni del tipo lavastoviglie a ultrasuoni e traduttori di lingua istantanea. Non è un caso che nel cartone animato venissero presentati tecnologie molto probabilmente fortemente desiderate dall’americano medio, come auto volanti, robot camerieri, videotelefoni e tappeti mobili al posto delle strade.

I disegnatori, inoltre, presero spunto dall’architettura degli edifici della California meridionale (dove si trovavano anche gli studios della Hanna-Barbera) per creare la città del futuro in cui è ambientata la sit-com, perché quell’area della California meglio di altre sintetizzava esteticamente la cultura consumistica del dopoguerra, con le sue promesse di libertà e di modernità.

Mentre da noi è passato come uno dei tanti cartoon, in America The Jetsons ha avuto un impatto molto forte sulla cultura americana, proprio perché annunciava in qualche modo l’era spaziale che – da lì a pochi anni – avrebbe colpito l’immaginario dell’uomo comune. Del resto, l’allora presidente John F. Kennedy aveva, appena un anno prima della messa in onda del primo episodio, dichiarato in un famoso discorso che l’America avrebbe portato un uomo sulla Luna entro il decennio.

 

 

E non bisogna dimenticare che proprio nel 1962, John Glenn fu il primo americano a orbitare attorno alla Terra. Accanto a questi successi nel campo spaziale, non va dimenticato anche che era in corso la guerra fredda con l’Unione Sovietica e di contro, davanti alla prospettiva di una minaccia nucleare, la visione di un futuro sereno, quale era quello presentato in The Jetsons, non lasciò indifferenti i telespettatori americani. La serie, tuttavia, venne cancellata, molto probabilmente perché nonostante fosse il primo programma televisivo della ABC a colori, la maggior parte dei televisori nelle case americane era in bianco e nero, depauperando di fatto il lavoro dei suoi creatori.

Vale la pena sottolineare che William Hanna e Joseph Barbera concepirono il cartoon per un pubblico adulto, piuttosto che per quello dei bambini. La serie, infatti, affiancò in prima serata l’altro successo della Hanna&Barbera, The Flintstones (da noi nota come Gli Antenati), andata in onda nel 1960, in cui i protagonisti sono una famiglia che vive all’età della pietra, con case a forma di caverna e dinosauri come animali domestici.

Come per molti show televisivi, le repliche negli anni Sessanta, Settanta e primi anni Ottanta permisero a un pubblico sempre maggiore di affezionarsi all’allegra famigliola del futuro, composta da George Jetson, che lavora in una fabbrica di astronavi, dalla sua deliziosa moglie Jane Jetson e dai figli Judy, teenager dall’aria sbarazzina, e Elroy, un piccolo genio nel campo delle scienze e della matematica. Non bisogna dimenticare che della famiglia fanno parte anche Astro, il cane di razza danese che ne combina di tutti i colori, e Rosie, una cameriera robot pasticciona.

Nel 1985 vennero messi in cantiere nuovi episodi, fino al 1987, per un totale complessivo di 75 puntate. La serie ha anche avuto tre adattamenti cinematografici: I Pronipoti incontrano gli Antenati (The Jetsons Meet the Flintstones, 1987), Rockin’ Wight Judy Jetson (1988) e I pronipoti – Il film (1990). Per il 2012 era previsto un film live-action, con attori in carne e ossa, ma al momento si sa solo che Van Robichaux ed Evan Susser sono stati ingaggiati per scrivere la sceneggiatura.

     
 
 

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