Contattaci

Lab

Il mistero delle lettere di Galileo: dai testi alla condanna

Ci sono due versioni: una dai toni accesi, quella scoperta oggi, ed una corretta e smorzata da Galileo. Ma quella inviata all’Inquisizione è probabilmente quella originaria infuocata

Pubblicato

il

È stata appena ritrovata, in una biblioteca di Londra, una lettera scritta nel 1613 da Galileo Galilei a un amico e contenente le argomentazioni essenziali con cui confuta la dottrina sostenuta dalla Chiesa per cui il il Soleorbiterebbe intorno alla Terra e non viceversa: un tassello importante verso la condanna dello scienziato per eresia nel 1633. La notizia della lettera è appena pubblicata in un articolo su Nature. Ma non è tutto. La scoperta si tinge di giallo. Ne esistono tante copie, e in particolare due versioni molto differenti. una, con toni più accesi, che è quella scoperta oggi e probabilmente quella che ha scatenato le ire degli ecclesiasti del Vaticano, e un’altra, meno infiammata, riscritta da Galileo, su suggerimento dell’amico Benedetto Castelli. Ecco come sono andate le cose e tutte le tappe di quella che viene chiamato da Nature Galileo affair, la storia del suo lavoro scientifico che lo porterà alla condanna per eresia.

Intanto, in possesso della Royal Society, la lettera di Galileo, scoperta dal ricercatore italiano Salvatore Ricciardo dell’Università di Bergamo, era rimasta nascosta fra le pieghe dei documenti della Royal Society, probabilmente anche a causa di una non corretta datazione (la data riportata era 21 dicembre 1618 invece che 1613).

Indirizzata all’amico Benedetto Castelli, un matematico dell’Università di Pisa, è il primo testo in cui  Galileo spiega perché la ricerca scientifica deve essere libera dai dogmi religiosi.

I riferimenti nella Bibbia, secondo lo scienziato, non devono essere presi alla lettera, dato che sono descrizioni semplificate in modo da essere comprese dal popolo, e le autorità religiose non hanno una competenza sufficiente per fare una valutazione. E, arrivando al dunque, scrive che la teoria copernicana per cui è la Terra a ruotare intorno al Sole, e non il contrario, non è in contrasto con quanto scritto nella Bibbia. Una posizione netta, che causerà una vera e propria tempesta. Di questa lettera circolano varie versioni. Ecco il testo scoperto oggi.

Il mistero delle lettere di Galileo: dai testi alla condanna

Crediti: Nature

Secondo gli storici, però, l’amico Castelli ha rimandato indietro a Galileo questa lettera, suggerendo alcune correzioni. Correzioni che l’astronomo ha applicato, stendendo una versione meno infiammata. Tuttavia, il 7 febbraio 1615, la lettera di Galileo, probabilmente nella versione originaria e infuocata, è stata inviata all’Inquisizione di Roma da parte del frate domenicano Niccolò Lorini (questa copia è custodita negli archivi segreti del Vaticano). Soltanto una settimana dopo, il 16 febbraio 1615, preoccupato, Galileo spedì una nuova missiva all’ecclesiastico romano nonché suo amico Piero Dini, raccontando che probabilmente la lettera inviata all’Inquisizione era stata alterata. In questa comunicazione, allega anche la versione corretta e chiede a Dini di recapitarla ai teologi in Vaticano. Nella missiva a Dini, Galileo parla di “cattiveria e ignoranza” dei suoi nemici ed esprime la sua preoccupazione che “l’Inquisizione possa in parte essere fuorviata da questo imbroglio mascherato dallo zelo e dalla carità”.

E Galileo inviò a Dini almeno una dozzina di copie conservate in varie collezioni. Ma proprio l’esistenza di due versioni difformi, quella con toni incendiati e quella smorzata, ha generato confusione fra gli studiosi su quale fosse quella originale. Oggi la scoperta del ricercatore italiano Ricciardo aggiunge un nuovo tassello per dipanare questa matassa, dato che probabilmente la prima versione, quella del dicembre 1613, era la prima, quella più infiammata, la stessa inviata all’Inquisizione da Lorini. Ecco qui le tappe del Galileo affair, illustrate da Nature, dall’argomentazione della tesi eliocentrica fino alla condanna dell’Inquisizione.

Le tappe
1543
. L’astronomo polacco Niccolò Copernico pubblica De revolutionibus orbium coelestium, in cui afferma che sono i pianeti a ruotare intorno al Sole, ribaltando la prospettiva accettata fino ad allora, per cui al centro c’era la Terra.

1610. Il filosofo, matematico e frate domenicano Giordano Bruno viene condannato dall’Inquisizione sulla base di diversi capi di imputazione, fra cui l’aver sostenuto la teoria copernicana. Bruno viene bruciato vivo sul rogo.

1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, un trattato di astronomia in cui descrive le scoperte con un nuovo telescopio a conferma della teoria copernicana.

1613. È l’anno della lettera dai toni accesi resa nota oggi, inviata da Galileo all’amico matematico Benedetto Castelli. Di questa lettera circoleranno diverse copie

1615. Niccolò Lorini invia la lettera all’Inquisizione di Roma, mentre Galileo chiede a un ecclesiastico suo amico di controllare che la versione inviata non sia stata alterata di proposito, allegando una copia di quella corretta ed edulcorata.

1616. Arriva dalla Chiesa l’ammonimento a Galileo, con richiesta di abbandonare il modello copernicano, mentre i suoi libri contenenti queste teorie vengono banditi. La circolazione di De revolutionibus orbium coelestium viene sospesa in attesa che venga chiarito che si tratta soltanto di una teoria.

1632. Galileo pubblica il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo in cui analizza le evidenze a supporto e contro sia il modello tolemaico (quello per cui la Terra è al centro della rotazione degli altri pianeti) e il modello copernicano. L’Inquisizione convoca Galileo che verrà processato.

1633. Galileo viene condannato come “veementemente sospetto di eresia e il suo libro viene bandito. La pena detentiva viene poi commutata in arresti domiciliari, condizione in cui ha vissuto gli ultimi nove anni della sua vita.





Licenza Creative Commons



 

Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Lab

Prime terapie sperimentali con cellule geneticamente modificate

Si tratterebbe di uno dei primissimi trial clinici con cellule modificate geneticamente ma, chiaramente, non sarebbe la prima modifica di genoma umano con CRISPR-Cas9.

Pubblicato

il

È complicato fare il proprio lavoro quando ci si trova a dover continuamente cambiare rotta per via di ostacoli piazzati sul percorso, ma ciò non vuol dire che non sia possibile raggiungere comunque traguardi importanti. Anzi, è quello che è sempre accaduto con la scienza, abituata a zigzagare tra i paletti ideologici che, neanche a dirlo, provengono principalmente dalle alte sfere religiose, ma che nonostante tutto non arresta i suoi progressi. Un esempio è quello della ricerca sulle cellule staminali, castrata in alcuni Paesi da legislazioni che impediscono di utilizzare la principale fonte di questo tipo di cellule: i pre-embrioni. In Italia il relitto della famosa legge 40 vieta esplicitamente la sperimentazione su di essi, ivi compresi quelli già prodotti e non impiantabili che non possono nemmeno essere distrutti.

Nel frattempo si studia comunque come intervenire con tecniche di ingegneria genetica per modificare il genoma nelle cellule di qualunque tipo, e molto promettente si sta rivelando il sistema di editing genetico CRISPR-Cas9 che recentemente ha iniziato a essere sperimentato anche sulle cellule umane. È di questi giorni infatti la notizia che negli Stati Uniti è partita una sperimentazione basata su CRISPR-Cas9 su 18 volontari affetti da una patologia rara, l’amaurosi congenita di Leber, caratterizzata da una mutazione genetica che può portare l’individuo alla cecità a causa di una progressiva degenerazione dei fotorecettori della retina. La sperimentazione riguarda una particolare forma di questa malattia denominata Lca10, non trattabile con l’inserimento del gene RPE65 che risulta invece efficace in altre forme.

Si tratterebbe di uno dei primissimi trial clinici con cellule modificate geneticamente ma, chiaramente, non sarebbe la prima modifica di genoma umano con CRISPR-Cas9. Da tempo, infatti, sempre negli Usa si testa l’editing genetico di cellule umane da pazienti oncologici o affetti da malattie genetiche, che naturalmente saranno i primi futuri destinatari di questo tipo di trattamenti potenzialmente risolutivo. Sempre nella speranza che vengano progressivamente abbattute quelle barriere ideologiche che facendo leva su timori per lo più non giustificati, mediante descrizione di scenari distopici con laboratori come fabbriche di cloni umani, impediscono di sfruttare tecniche che, in particolare se utilizzate su staminali, potrebbero realmente risolvere molti problemi e non solo di tipo patologico. Basti pensare alla propaganda no-Ogm, secondo cui qualunque tipo di intervento genetico sulle piante, che pure potrebbe risolvere molti dei problemi alimentari e ambientali, sarebbe eticamente sbagliato.

Intendiamoci, non è che si voglia auspicare una sorta di Far West scientifico, è chiaro che una regolamentazione è necessaria ed è altrettanto chiaro che qualunque regolamentazione sarebbe in parte influenzata da questioni etiche. Ma la situazione attuale vede una prevalenza delle questioni etiche, soprattutto ideologiche, a scapito di argomentazioni scientifiche. Nel frattempo si muore. Di malattie e anche di fame. Un video realizzato da The Guardian, solo in inglese ma sottotitolato, spiega in pochi minuti il funzionamento della tecnica CRISPR-Cas9 e spiega anche perché sarebbe un errore non proseguire nella ricerca in questo senso, pur con tutte le opportune limitazioni del caso. Perché l’ideologia applicata non cura le persone. L’ideologia religiosa è quella che le persone piuttosto le uccide, come nel caso delle minacce dei talebani in Pakistan a chi pratica le vaccinazioni anti-polio. E a chi suona musica a volume troppo alto.





Licenza Creative Commons



Crediti :

UAAR

Continua a leggere

Lab

Un cuore artificiale stampato in 3D

Tessuti, valvole e un cuore di neonato in grado di contrarsi: sono i risultati ottenuti con una tecnica di stampa in 3D che usa come “inchiostro” il collagene, uno dei componenti dell’impalcatura di sostegno dei tessuti biologici

Pubblicato

il

Science Photo Library/AGF

Il sogno di avere pezzi di ricambio per gli organi umani, e in particolare per il cuore, sembra ancora più vicino. Andrew Lee della Carnegie Mellon University di Pittsburgh e colleghi hanno perfezionato le più recenti tecniche di stampa in 3D e usato come materia prima il collagene, la più importante componente della matrice extracellulare (l’impalcatura di sostegno dei tessuti biologici). Con l’aggiunta di cellule in coltura, il risultato descritto sulle pagine di “Science” – è sorprendente: tessuti e strutture che riproducono con incredibile accuratezza l’anatomia e le funzioni fondamentali del cuore umano, come la contrattilità e l’apertura e la chiusura delle valvole cardiache.

Il risultato corona alcuni anni di sforzi di ricerca e sperimentazione del gruppo di Lee, che già nel 2015 aveva presentato la prima versione di questa tecnica, denominata FRESH. Tuttavia, non era ancora stato superato uno degli ostacoli fondamentali della stampa di tessuti biologici, o bioprinting, e cioè la produzione di un materiale che sia al contempo soffice e dotato di una microstruttura molto ben definita, adatta cioè a sostenere la colonizzazione delle cellule e una rete di vasi sanguigni.

Il collagene, in particolare, è il materiale più adatto a formare l’impalcatura di sostegno per gli organi artificiali, ma è difficile controllarne la microstruttura a diverse scale dimensionali mentre si stampa.

Lee e colleghi hanno risolto il problema depositando il collagene come un normale “inchiostro” in una stampante 3D, strato per strato, all’interno di un gel, controllando la solidificazione del collagene anche alle scale più piccole, fino a 10 micron. Hanno così ottenuto una matrice con una microstruttura porosa, con canali di dimensioni fino a 30 micron di diametro, adatti all’infiltrazione delle cellule e alla vascolarizzazione della matrice.

Una delle valvole cardiache prodotte con la nuova tecnica (Carnegie Mellon University College of Engineering)


Questi ultimi due processi hanno avuto successo, sia con cellule di topo sia con cellule umane in coltura, grazie all’aggiunta di due ingredienti: la fibronectina, un’altra proteina fondamentale della matrice extracellulare naturale, e il VEGF, un potente fattore di crescita dei vasi sanguigni.

Usando cardiomiociti, le cellule che costituiscono il muscolo cardiaco, derivati da cellule staminali umane, gli autori sono poi riusciti a produrre anatomie sempre più complesse – un tessuto cardiaco, un ventricolo e infine un cuore di neonato completo – con una fedeltà notevole, documentata dalle immagini di risonanza magnetica.

Ma a stupire di più sono i risultati in termini di funzionalità del prototipo: i tessuti umani così organizzati possono contrarsi in modo sincrono, e le valvole cardiache si chiudono e si aprono.

Il metodo FRESH, in questa sua seconda versione denominata FRESH 2.0, ha dunque dimostrato la sua validità per il cuore umano, ma potrebbe essere usato per produrre tessuti di sostegno per un’ampia gamma di organi. La strada per questo obiettivo deve superare ancora diversi problemi tecnici, primo fra tutti la stampa in 3D di tessuti di grandi dimensioni, con miliardi di cellule.





Licenza Creative Commons



 

Crediti :

le Scienze

Continua a leggere

Lab

Le prime immagini del centro Ames della Nasa

In occasione dei primi 50 anni di questo luogo importantissimo per la scienza spaziale, un video storico dell’Agenzia spaziale americana

Pubblicato

il

Era il 1939 quando, in qualità di secondo polo nazionale degli Stati Uniti per la ricerca in aeronautica, nasceva il centro Ames della Nasa: un conglomerato delle più grandi e sofisticate strutture per i test di volodell’epoca.

Sono trascorsi esattamente 50 anni e, in occasione di questo anniversario importante, l’Agenzia spaziale ricorda lo sviluppo di questo luogo del cuore attraverso le voci dei suoi personaggi e le immagini originali dei primi anni di attività. Un video da non perdere per gli appassionati di storia.

(Video credit: Nasa/Ames Research Center)





Licenza Creative Commons



Crediti :

Wired

Continua a leggere

Chi Siamo

Newsletter

Dicono di noi

DAL MONDO DELLA RICERCA

  • Le Scienze
  • Nature (EN)
  • Immunologia

Comunicato stampa - Una pellicola sottilissima e biodegradabile in grado di rivestire volumi di acqu [...]

Comunicato stampa - Un nuovo strumento bioinformatico individua rapidamente le alterazioni del genom [...]

Comunicato stampa - Individuate le relazioni causa-effetto che hanno determinato lo sciame simico du [...]

Nature, Published online: 20 August 2019; doi:10.1038/d41586-019-02495-7New minister aims to boost G [...]

Nature, Published online: 20 August 2019; doi:10.1038/d41586-019-02467-xDeath rates from cardiovascu [...]

Nature, Published online: 20 August 2019; doi:10.1038/d41586-019-02474-yBetter regulation, flight co [...]

Comunicato stampa - Lo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio [...]

Una molecola che si trova nei vasi sanguigni e interagisce con il sistema immunitario contribuisce a [...]

Comunicato stampa - Uno studio internazionale pubblicato su The Lancet mette in discussione la sicur [...]

Sismografo Live

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

I più letti