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Il primo FILM sui crimini sessuali della chiesa cattolica italiana. THE PREY SILENCE IN THE NAME OF GOD

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VERSIONE INTEGRALE DEL FILM The Prey Silence in the Name of God

PREY-2Per i milioni di fedeli cattolici di tutto il mondo, la chiesa è un luogo di pace, di santità e di serenità per adorare Dio. Ma per alcuni bambini della parrocchia, dietro le alte mura della chiesa è dove si scatena l’inferno. La Chiesa cattolica ha circa 50 milioni di bambini che rientrano nella sua congregazione in tutto il mondo, ma il Vaticano non ha alcuna politica di protezione dell’infanzia in atto. L’unico criterio è quello di mantenere le cose come profondamente sepolti in segreto il più possibile.
In esclusiva PRESS TV documentario,” The Prey: Silenzio in nome di Dio “, esploreremo i segreti più oscuri all’interno del Vaticano si assisterà alla cultura prevalente di segretezza e di paura che porta vescovi cattolici di mettere gli interessi del Vaticano. . Chiesa in vista della sicurezza dei bambini si vede che anche il più vulnerabile dei bambini non sono risparmiati Naturalmente la giustizia non può mai essere pienamente realizzato per le vittime,. l’unica speranza che rimane è che nessun bambino sarà mai più essere oggetto di abusi all’interno della confini della Chiesa.

 

PRESS TV Documentaries

INTERVISTA DI FRANCESCO ZANARDI ALLA PRODUTTRICE DEL FILM, SILVIA LUZI

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Senza mascherina alla Mostra, Sgarbi si infuria con l’addetto alla sicurezza

«Chi c…sei?!», «Sono quello che non ti fa entrare»

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VENEZIA – Nessuna gag, nessuno scherzo fra vecchi amici, quello che si è verificato ieri alla Mostra del Cinema di Venezia tra Vittorio Sgarbi e un responsabile della sicurezza della kermesse veneziana. Oggetto del contendere? L’uso della mascherina, il dispositivo di protezione contro il Coronavirus obbligatorio anche all’evento più mondano dell’anno in laguna. Ma a quanto pare il critico d’arte, che stava per entrare nel padiglione per assistere alla proiezione del film della sorella, Elisabetta Sgarbi (“Extraliscio – Punk da balera”, presentato alle Giornate degli Autori), di indossare la mascherina proprio non ne voleva sapere. Da qui il botta e risposta feroce, con tanto di insulti, ben visibile nel video.

 

«Chi c… sei?» – «Quello che non ti fa entrare»

Siamo sulla terrazza esterna al padiglione, ci sono molte persone, fra le quali Vittorio Sgarbi che, a quanto risulta, si è presentato prima senza mascherina poi, ripreso, l’ha indossata, ma tenendo il naso fuori. E quindi, il responsabile della sicurezza, decide di riprenderlo di nuovo, intimandolo ad indossare bene il dispositivo, pena restar fuori dalla sala dove si proietta il film della sorella (ma non solo, secondo l’ultimo decreto potrebbe scattare una multa di 400 euro). Il critico deve non averci visto più, lo scambio di battute non lascia molto spazio ai dubbi:

Sgarbi e l’addetto alla sicurezza: la lite

Sgarbi insiste, la faccenda delle mascherine, l’uso dei dispositivi «sono tutte str… di un governo di idioti. Se vedi uno che l’ha sotto il naso fatti i c… tuoi»
«Fatti i c… tuoi – riprende furibondo Sgarbi – chi c… sei?!»
«Io sono quello che non la fa entrare», risponde l’addetto alla sicurezza
A quel punto il critico perde davvero la pazienza: «Non mi rompere i c… non ti faccio entrare io!»

VENEZIA – Nessuna gag, nessuno scherzo fra vecchi amici, quello che si è verificato ieri alla Mostra del Cinema di Venezia tra Vittorio Sgarbi e un responsabile della sicurezza della kermesse veneziana. Oggetto del contendere? L’uso della mascherina, il dispositivo di protezione contro il Coronavirus obbligatorio anche all’evento più mondano dell’anno in laguna. Ma a quanto pare il critico d’arte, che stava per entrare nel padiglione per assistere alla proiezione del film della sorella, Elisabetta Sgarbi (“Extraliscio – Punk da balera”, presentato alle Giornate degli Autori), di indossare la mascherina proprio non ne voleva sapere. Da qui il botta e risposta feroce, con tanto di insulti, ben visibile nel video esclusivo.

«Chi c… sei?» – «Quello che non ti fa entrare»

Siamo sulla terrazza esterna al padiglione, ci sono molte persone, fra le quali Vittorio Sgarbi che, a quanto risulta, si è presentato prima senza mascherina poi, ripreso, l’ha indossata, ma tenendo il naso fuori. E quindi, il responsabile della sicurezza, decide di riprenderlo di nuovo, intimandolo ad indossare bene il dispositivo, pena restar fuori dalla sala dove si proietta il film della sorella (ma non solo, secondo l’ultimo decreto potrebbe scattare una multa di 400 euro). Il critico deve non averci visto più, lo scambio di battute non lascia molto spazio ai dubbi:

Sgarbi e l’addetto alla sicurezza: la lite

Sgarbi insiste, la faccenda delle mascherine, l’uso dei dispositivi «sono tutte str… di un governo di idioti. Se vedi uno che l’ha sotto il naso fatti i c… tuoi»
«Fatti i c… tuoi – riprende furibondo Sgarbi – chi c… sei?!»
«Io sono quello che non la fa entrare», risponde l’addetto alla sicurezza
A quel punto il critico perde davvero la pazienza: «Non mi rompere i c… non ti faccio entrare io!»

Arrabbiati? Ma no, era una gag (sminuisce Sgarbi)

Chiaramente, già ieri sera le prime voci sullo scontro fra Sgarbi e l’addetto alla sicurezza erano trapelate, tanto che il critico aveva cercato di minimizzare: «Ma quale lite! Era una gag con un mio vecchio amico che si occupa della sicurezza alla Mostra! Ho fatto Sgarbi che faceva la caricatura di Sgarbi. E qualcuno ci è cascato in pieno». Sgarbi aveva spiegato in questi termini l’accaduto. Dunque, si era trattato solo di una messa in scena? Un siparietto? E a quale scopo? Sgarbi ha continuato nella sua spiegazione: «Avevo con me la mia mascherina con la capra e infatti poi l’ho indossata. Ma prima mi sono messo a inveire dicendo che non l’avrei alzata sul volto, per scherzare con un vecchio amico». Eppure, dalle immagini video, tutto sembra esserci fra i due protagonisti fuorché una vecchia amicizia, e quello ceh si respira non è davvero lo spirito goliardico di una gag, ma l’atmosfera che precede uno scontro ancora più acceso. Per fortuna qualcuno è intervenuto, allontanado i due e riportando la pace.

Sgarbi fa arrabbiare l’attrice
Ma non è questa l’unica polemica che accompagna Vittorio Sgarbi nei giorni della Mostra del Cinema di Venezia. Risale appena a lunedì la notizia della collera Sara Serraiocco, l’attrice trentenne presente al Lido per il film Non odiare con Alessandro Gassmann, che al Kinéo ha rimproverato Vittorio Sgarbi per averle stretto le mani e sussurrato all’orecchio. «Magari teniamo le distanze di sicurezza». L’attrice è sbottata, ha girato i tacchi e se ne è andata.


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Cape Canaveral, esplode il Falcon 9 Video

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Esplosione a Cape Canaveral, sulla rampa di lancio del Falcon 9 . Incidente durante un test, persi il razzo e il satellite

[dropcap style=”style1″]U[/dropcap]n’esplosione si è verificata questa mattina a Cape Canaveral sulla rampa di lancio del razzo Falcon 9 di Space X, la societa’ di proprieta’ di Elon Musk che ha intrapreso la strada dei voli commerciali. L’incidente si sarebbe verificato durante i test di routine che si fanno in vista del lancio, in programma per il 3 settembre.
L’esplosione sarebbe avvenuta poco dopo le 9 del mattino locali, secondo la Nasa , e ha fatto tremare gli edifici lontani anche alcuni chilometri. Esplosioni multiple sono continuate per diversi minuti e si è alzata una colonna di fumo nero sul sito di Cape Caneveral. Non ci sono feriti.

 

John Taylor, portavoce di SpaceX, non ha voluto rilasciare commenti, perchè al momento stanno raccogliendo informazioni. Il razzo Falcon 9 avrebbe dovuto portare in orbita il satellite israeliano per le telecomunicazioni Amos.

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Nessun ferito, persi razzo e satellite

Nessun ferito causato dall’esplosione, ma sono andati perduti sia il razzo sia il satellite. Lo conferma su Twitter la stessa azienda. ‘‘Space X conferma che oggi c’è stata un’anomalia sulla rampa di lancio, che ha portato alla perdita del veicolo e del suo carico. Non ci sono stati feriti”.

L’incidente a 3 minuti dall’accensione dei motori

[epq-quote align=”align-right”]Esplode il Falcon 9 in fase di test. Nessun ferito. Persi razzo e satellite[/epq-quote]L’esplosione è avvenuta nel corso di una prova a terra, 3 minuti prima dell’accensione dei 9 motori del primo stadio del Falcon 9. Secondo le prime ricostruzioni tecniche riportate da siti specializzati, l’incidente è avvenuto quindi nel pieno del test che l’azienda che costruisce e gestisce il Falcon 9, la Space X, conduce di routine prima di ogni lancio del razzo.
Il test era condotto sulla rampa 40, di proprietà dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, in vista del lancio che sabato 3 settembre avrebbe dovuto portare in orbita il satellite per telecomunicazioni israeliano Amos-6. Il Falcon 9 era stato trasportato sulla rampa il 30 agosto e quello di sabato avrebbe dovuto essere il suo nono lancio del 2016.
Con una durata complessiva di 7 minuti, il test che prevedeva una breve accensione dei motori Merlin 1D. Il conto alla rovescia stava procedendo regolarmente quando, a 3 minuti dall’accensione dei motori, è avvenuto l’incidente. Il propellente era stato caricato, ma non era stata ancora raggiunta la pressione voluta, e la struttura di sostegno del Falcon 9 aveva cominciato ad aprirsi, come accade poco prima di un lancio.


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Comunicati BdS

Esorcismo o abuso di incapace?

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Premesso che il demonio non esiste, l’esorcismo è una pratica tra fedeli cattolici consenzienti. Se l’esorcizzato non è in grado di manifestare la volontà di adempiere ad un rito religioso, è violenza?

In questo video datato, un noto sedicente “esorcista” che risponde al nome di  Gabriele Amorth afferma tranquillamente come, durante un esorcismo, 7 – 8 persone leghino di forza una persona su un lettino, il tuttoeffettuato in ambiente isolato “Altrimenti la polizia mi arresterebbe” dichiara Amorth.

 

La scienza si è da tempo pronunciata su questi casi in cui entrano in campo fobie, depressione, ossessione. Questi disturbi, invasivi, contribuiscono in modo determinante alla percezione alterata della realtà, a comportamenti isterici anche violenti, a disturbi di attacchi di panico. Nella sostanza chi soffre di questi disturbi sente un “qualcosa” che non gli appartiene, si sente come “invaso”. In effetti queste tipologie di disturbi psicologici diventano praticamente insopportabili da parte di chi ne soffre. In realtà sono disturbi patologici che interessano il campo psichiatrico.

L’esorcismo, spesso maldestramente consigliato dagli psicologi, può essere terapeutico ma solo per un breve lasso di tempo. Il fedele crede di essere invaso da qualcuno (solitamente “il diavolo” perchè rifiuta il considerarsi persona malata di mente, Anche se non c’è da vergognarsi nel soffrire di un disagio psicologico, socialmente questi disagi vengono ancora creduti come qualcosa di “appartenente ad un matto”.

Sarebbe più educativo se le autorità mediche facessero opera di informazione. Non che questa non venga in effetti svolta ma, ad oggi, è ancora insufficiente.

Non vi è alcun beneficio psicologico nell’esorcismo, anche se potrebbe essere una momentanea “terapia d’urto” il soggetto interessato continuerà a vivere col timore costante che il disturbo invasivo ritorni, diventa in effetti succube del prete esorcista ed attirerebbe nella rete della disinformazione le persone più fragili. Queste malattie vanno curate con le dovute terapie farmacologiche perchè nell’organo cerebrale si creano scompensi chimici. A queste terapie c’è chi associa la psicanalisi come supporto. E così dovrebbe essere.

Sovente, nel vedere un esorcismo, non si capisce chi in effetti sia il malato, se il prete o l’esorcizzato, entrambi sono in uno status che sembra simile alla regressione infantile, dove le “parolacce” le urla, i versi sono il contesto culturale dominante. Tra questi versi e parole senza senso, nel delirio del momento, c’è chi crede di sentire linguaggi sconosciuti. Se questi linguaggi sconosciuti o antichi o non quotidiani hanno un senso, si scopre come i partecipanti abbiano avuto accesso allo studio di quel determinato linguaggio. Qualora non si scopre che, il “posseduto” sia un commediante al soldo della chiesa. Tranquilli nessun riscontro all’esistenza del diavolo, tantomeno di un diavolo o uno spirito che “possiede” le persone. Cosa diavolo ci farebbe il diavolo dentro una contadinella marchigiana o in un operaio? Con tutto il rispetto, un ente malvagio andrebbe a possedere un capo di stato, scatenerebbe la guerra totale.

Vuoi per caso quel termine “possedere” essere un riflesso della sfera sessuale? Può darsi, visto che le carenze affettive sono comuni nei “posseduti”.

Sentendo quello che viene detto nel video, i partecipanti all’esorcismo non hanno sovente una volontà diretta di partecipare ad un rituale religioso, vengono presi di forza e legati, con tutte le conseguenze psicosomatiche. Un abuso a tutti gli effetti anche se gli abusatori, per fede e non per logica coerente, credono di fare del bene.

Dio, il Diavolo, le fate, gli gnomi non esistono, esiste però chi, con queste favole, ci mangia, ci fa politica, si arricchisce ed esercita un controllo sociale.

VEDI ANCHE

esorcismo

INTERVISTA DOPPIA MARCO DIMITRI VS GABRIELE AMORTH


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5 star review  Anche se non condivido alcune idee, rispetto e stimo chi con coraggio fa valere il suo pensiero anche a costo di andare contro all'opinione pubblica

Stefano Vaneggio Olivi Avatar Stefano Vaneggio Olivi
13 August 2017

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