Influenza, riparte la macchina della prevenzione

Quando arriverà? Quali saranno i virus più comuni? Come funziona il sistema di sorveglianza? Piccolo vademecum in attesa della prossima stagione influenzale

Tornerà, più o meno puntuale. Giorno più, giorno meno, la data esatta non è dato conoscerla, ma nell’attesa del suo ritorno la macchina per contrastarne gli effetti si è già messa in moto. Perché si stima che anche quest’anno saranno milioni gli italiani a letto con l’influenza, nella stagione che sta per iniziare. E le buone norme in materia di prevenzione igienica non cambiano, qualcosa negli ultimi anni in merito alla prevenzione vaccinaleè invece cambiato.

Sorveglianza
La macchina dei preparativi non conta solo i vaccini. Si comincia dal sistema di sorveglianza che, come da nota appena diffusa dal ministero della salute, ripartirà con l’attivazione della rete InfluNet come sistema di raccolta delle segnalazioni di sindromi simil influenzali a partire da lunedì 16 ottobre. Una rete che parte dalle segnalazioni raccolte da medici di medicina generale e pediatri sparsi sul territorio nazionale tra i propri assistiti. A questi medici sentinella il compito anche di raccogliere i campioni biologici su cui effettuare le analisi per l’identificazione dei virus circolanti.

Perché non è detto che siano virus influenzali, anzi.

L’influenza è già arrivata?
Di influenza infatti, lo ricordiamo, si parla solo quando siano presenti, in contemporanea, febbre alta, superiore a 38 gradi, dolori muscolari, spossatezza e stanchezza e disturbi respiratori (e più strettamente quando si riscontra la presenza del virus influenzale tramite analisi di laboratorio). Negli altri casi si parla invece di sindromi simil influenzali, sempre di origine virale (ma anche batterica), e di natura diversa dai virus influenzali, meno intensi come sintomatologia.

 

 

Al momento, conferma a Wired.it Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario Ircss Galeazzi di Milano, sono questi a circolare e a causare i primi malanni di stagione.

Ma l’influenza è dietro le porte: “Non possiamo dire con esattezza quando arriverà, di solito qui da noi la diffusione effettiva dei virus influenzali comincia a osservarsi intorno a Natale”, complici le temperature che si abbassano: “Quello che succederà dipenderà da se e quanto farà freddo, nonché dalle condizioni di umidità”. Freddo prolungato e gli sbalzi di temperatura, infatti, sono amici dei virus, aiutandone la diffusione, sebbene il motivo non sia ancora del tutto chiaro“Sappiamo per esempio che il freddo può bloccare la clearance mucociliare delle vie aeree, un meccanismo di pulizia e difesa che quanto funzionante ci aiuta a proteggerci dall’attacco di patogeni – e ancora, durante la stagione fredda trascorriamo molto più tempo in luoghi chiusi, abbiamo contatti più stretti e aumentiamo il rischio di contagio”.

Previsioni
Le incertezze non riguardano solo le date di arrivo ma anche il numero dei colpiti: Pregliasco stima che saranno circa 8-10 milioni quelli colpiti da virus simil influenzali, 5 quelli interessati da virus influenzali. Stime elaborate a partire dai trend storici passati e dalla natura dei virus circolanti. I dati storici, insieme alle analisi compiute sui virus isolati in giro per il mondo, servono anche per elaborare il piano delle vaccinazioni, basato sulle forme circolanti. E sulla base di questi dati l‘Oms per la prossima stagione raccomanda che la composizione dei vaccini sia diretta contro due virus influenzali di tipo A e uno di tipo B, nel dettaglio: A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09; A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2); B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria).

La nuova variante H1N1 pdm09 (A/Michigan/45/2015) sostituirà il ceppo A/California/7/2009. Ma i vaccini non saranno solo trivalenti: l’Oms per le formulazioni tetravalenti raccomanda l’inserimento anche di un altro virus B, il B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata). “L’influenza è un concerto di virus, per lo più in continua evoluzione, e le forme circolanti si alternano in maniera prevedibile solo in parte”, riprende Pregliasco, “Per questo da pochi anni le raccomandazioni sono anche per formule tetravelenti, nell’ottica di aumentare lo spettro di copertura e il match tra i virus circolanti e quelli contenuti nei vaccini”.

     
 
 

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Crediti :

Wired

Categorie
Medicina

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma.
Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni
Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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