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Interviste Italiane

Intervista a Marco Dimitri : Preti pedofili ed abuso sessuale sui bambini

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Intervista a Marco Dimitri sui crimini sessuali dei preti pedofili. Il sito dei BdS raccoglie e gestisce il primo database italiano coi nominativi dei preti coinvolti in casi di violenza sessuale sui minori, le relative diocesi, i reati e le condanne.

Signor Dimitri, l’incidenza dei casi di abuso sessuale sui minori da parte dei preti cattolici in Italia è più bassa rispetto gli USA secondo quanto riportato nel vostro database, questo deriva dal fatto che si vive in quella che viene definita la cultura del silenzio e perché vi è questa netta divisione tra stato e chiesa?

Ovviamente l’Italia è immensamente più minuta degli interi Stati Uniti, l’incidenza ed il quantitativo numerico dei casi di abuso sessuale sui bambini da parte di ministri della Chiesa Cattolica è più bassa ma non significa che non sia immensamente rilevante. Anche un singolo abuso sessuale su un bimbo è un crimine orrendo ed indelebile, non esiste la cultura del “male comune mezzo gaudio”. Il quantitativo numerico è un dato culturale ma non assolve e non limita la gravità del reato.
Stato e Chiesa sono due realtà a se stanti ma non dimentichiamo che, in realtà, siamo uno stato teocratico più che democratico, con tutte le conseguenze e le agevolazioni al culto cattolico.

Marco Dimitri

Marco Dimitri

Quali procedure vengono svolte con la vittima una volta che questa si è dichiarata? In quanti casi si sono riscontrate difficoltà a trattare il soggetto e in quanti hanno avuto un risvolto positivo?

Le vittime vengono sempre intervistate con la presenza di medici psicologi allo scopo di limitare il più possibile il trauma. Purtroppo mantenere occultato un crimine di abuso sessuale e non denunciarlo favorisce il modus agendi dei pedofili che, impuniti, si sentono liberi di agire. La maggioranza dei casi in cui la vittima riesce ad esternare il crimine subito si conclude con la condanna del carnefice. Seppure in Italia sono condanne di pochi anni di reclusione, l’impatto emotivo subito dal prete pedofilo, spesso cacciato dalla Chiesa, limita di molto il ripetersi del disegno criminale.

Qual’è il profilo più comune di vittima di abusi? Per esempio appartengono a ceti più bassi o hanno problemi famigliari o.?

Le vittime appartengono a qualsiasi ceto sociale o situazione familiare, la tenera età permette al prete pedofilo di esercitare un potere di controllo sui bambini. Non dimentichiamo che i bambini sono educati a vedere nel prete un’autorità benevola e forte, inviolabile. Il 90% delle vittime sono bambini di sesso maschile, molti hanno alle spalle situazioni familiari complicate, con problemi economici e problemi tra coniugi, questo rende più semplice al prete il mettere in atto il controllo sulle vittime.

Perché le vittime nascondono per anni questa situazione ai genitori? Per paura, vergogna? Perché a livello psicologico non scatta il pensiero “se lo dicessi ai miei gentiroi finirebbe tutto”?

Perchè si tratta di rapporti omosessuali e quindi difficili da esternare, in più le vittime si sentono colpevoli, si vergognano a raccontare l’accaduto. Socialmente l’omofobia è molto diffusa, il sesso è già di per se una sfera intima e privata. I reati tuttavia lasciano ferite molto profonde non metabolizzabili e prima o poi vengono fuori, devono essere raccontate perchè diviene insopportabile conviverci.

Giulia Berni per TPI



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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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