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Iraq, bambina di 9 anni prigioniera dall’Isis violentata da dieci uomini ed ingravidata

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Emergono orrori senza fine man mano che i peshmerga curdi liberano le aree dell’Iraq controllate per mesi dai militanti dello Stato Islamico. Una ragazzina di nove anni, prigioniera per oltre un anno dei “macellai” islamici dell’Isis, è rimasta incinta dopo essere stata violentata ripetutamente da una decina di uomini che l’hanno usata come una schiava usa e getta insieme ad altre ragazzine

a bambina, appartenente alla minoranza degli Yazidi, un gruppo etnico sottoposto a ogni tipo di angherie dalla soldataglia del cosiddetto Stato Islamico, è stata liberata da un gruppo di peshmerga curdi a nord di Kirkuk. Il drammatico racconto, riportato dal sito on-line del quotidiano inglese “Daily Mail”, è stato raccolto dai lavoratori di una associazione di volontariato. Nei mesi scorsi erano più volte circolate notizie sul fatto che i miliziani del Califfato tenessero prigioniere centinaia di donne Yazidi usandole come schiave anche a fini sessuali. La storia della ragazzina è una conferma delle voci di atrocità senza fine che arrivano dal nord dell’Iraq e fa venire in mente i dettagli sugli orrori del Nazismo che emergevano nel 1945 quando le truppe sovietiche e americane iniziarono a penetrare nei lager voluti di Hitler.

L’incredibile storia di violenza sulla piccola Yazidi è, secondo gli osservatori, «una punta minuscola dell’iceberg». Durante la scorsa estate oltre 40 mila persone furono rapite dalle milizie del Califfato nei villaggi sperduti a nord Kirkuk nel nord dell’Iraq. La bambina, dopo la liberazione, è stata portata in Germania per essere assistita. «E’ stata violentata da almeno dieci uomini – ha riferito un volontario intervistato dal giornale canadese Toronto Star – La maggior parte di loro erano combattenti di prima linea o attentatori suicidi ai quali la piccola è stata data come premio prima della morte. Nonostante la giovane età è rimasta incinta. Ma se partorisse la sua vita sarebbe a rischio e anche un parto cesareo implicherebbe molti pericoli. Si sta valutando la situazione. La bambina ovviamente è mentalmente e psichicamente devastata».

Alcune centinaia di Yazidi sono stati liberati dalle milizie sanguinarie del Califfo Al-Baghdadi quando i pesmerga curdi hanno iniziato ad avvicinarsi alle posizioni dei fanatici islamici. «Ci hanno fatto credere che ci avrebbero giustiziato – hanno riferito i profughi – ma poi ci hanno messo su alcuni minibus che ci hanno condotto agli avamposti curdi». Le persone allontanate dall’Isis sono circa duecento, tutte donne, bambini e anziani. La maggior parte, secondo i testimoni sul posto, «sono talmente disorientate ed esauste da non riuscire nemmeno a parlare». Nesuna traccia di uomini in età di combattimento: si teme che siano state compiuti altri massacri e che i corpi siano stati sepolti in fosse comuni. Da mesi diverse organizzazioni internazionali chiedono all’Occidente un intervento massiccio nel nord dell’Iraq «perché stanno accadendo cose che in tutto e per tutto possono essere equiparate a un genocidio su larga scala».

 

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Terremoto fortissimo di M 7.5 in Messico: il bilancio si aggrava. Almeno 500 case distrutte.

Oltre al Covid-19, 22 mila decessi e 180 mila contagi, si aggrava il bilancio del terremoto di magnitudo 7.5 con epicentro nella zona meridionale di Oaxaca (Messico). Un dramma nel dramma: al sisma principale sono susseguite una centinaia di scosse di assestamento

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Sale a 6 il numero delle vittime del terremoto di magnitudo 7,5 sulla scala Richter che ha colpito il Messico, mentre sarebbero almeno 500 le case distrutte. L’epicentro è stato localizzato nello stato meridionale di Oaxaca dove si concentrano tutte le vittime. Il governatore dello Stato, Alejandro Murat, parlando a Foro Tv ha confermato che tra le quattro vittime del bilancio precedente si aggiungono due persone colpite da una frana ad Huatulco, mentre erano in auto. Restano da chiarire le condizioni di una quindicina di persone rimaste intrappolate sotto a un edificio crollato a Santa Maria Zaniza. Nel frattempo, sui social, continuano il giro del mondo i video degli edifici dondolanti. Un aspetto del terremoto che rende l’idea di quanto sia stata forte la scossa.

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Coronavirus, Pechino accusa: «Il nuovo virus al mercato viene dall’Europa»

Pechino accusa: «Il nuovo virus al mercato viene dall’Europa». Ma isola un intero ospedale per un’infermiera positiva

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Pechino ha segnato giovedì altri 25 casi domestici di Covid-19, più dei 21 di mercoledì, portando il totale legato al focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi a 183: lo ha detto la Commissione sanitaria municipale, secondo cui sono stati individuati 2 nuovi asintomatici. E, sul caso di questo mercato, arrivano accuse pesanti: il nuovo coronavirus rilevato a Pechino nel mercato all’ingrosso Xinfadi viene dall’Europa, ma appartiene a un ceppo più vecchio dell’attuale che sta colpendo il Vecchio Continente. È l’ipotesi di Zhang Yong, vicedirettore del Centro di controllo e prevenzione delle malattie cinese. In un contributo sul sito della Commissione centrale per l’ispezione e la disciplina, l’Anticorruzione del Pcc, Zhang osserva che «un gran numero di campioni presi allo Xinfadi indica che il virus era presente lì già da tempo».

Cauda, infettivologo Gemelli: «Ecco perché alcune città d’Italia rischiano l’effetto Pechino»

Cina: «Colpa del salmone europeo per l’epidemia di casi a Pechino». La Norvegia si difende

Dall’inizio della pandemia la capitale ha avuto 603 contagi, di cui 411 guariti e 9 decessi. Allo stato, ci sono 183 persone sotto cure mediche, mentre sono 15 gli asintomatici sotto osservazione. Tra i 174 casi importati, una persona è ricoverata in ospedale. La Cina, primo Paese al mondo a fare i conti con il virus, ha sinora segnalato 83.325 casi con 4.634 e 78.398 guarigioni.

Coppia cinese curata a Roma dona 40.000 euro allo Spallanzani: «Quando torni da un viaggio non sei più lo stesso»

Zhang, che è vicedirettore dell’ Institute of Viral Diseases che fa capo al Centro cinese di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc), ha basato le sue valutazioni «sui risultati preliminari delle ricerche» dai quali è emerso che il virus ha una origine europea, ma «non è del tutto dello stesso ceppo europeo». Zhang si è detto convinto che «se fosse arrivato in città da un breve periodo, non ci sarebbe stato un consistente numero di campioni positivi raccolti. Ad ogni modo, abbiamo bisogno di più dati prima di prendere una decisione documentata sulle origini». Su come sia arrivato a Pechino, la spiegazione è che possa essere stato importato con il cibo congelato sopravvivendo nel buio, in un ambiente umido non propriamente disinfettato prima di essere esposto al mercato di Xinfadi. Il cibo congelato per il trasporto ha evitato la mutazione del virus ed è per questo, secondo Zhang, che il genoma è molto più simile a quello originario in Europa, mentre i test di laboratorio potranno aiutare a comprendere le modalità della trasmissione.

Virus, allarme Cina: Pechino chiude tutte le scuole. Il livello di allerta passa da tre a due

Intanto, la città di Pechino ha deciso di isolare il Peking University International Hospital, fiore all’occhiello della sanità della capitale cinese, dopo che un’infermiera è risultata positiva ieri ai test del Covid-19 per essere entrata a stretto contatto il 14 giugno con un paziente del distretto di Haidian. Lo hanno detto le autorità municipali nel briefing quotidiano, aggiungendo che tra le 183 persone infettate dal focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi registrati dall’11 giugno, due sono in condizioni molto critiche e 11 in condizioni gravi.



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F15 Usa si schianta nel mare del Nord

Partito da base in Gran Bretagna. Sconosciuta sorte del pilota

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 LONDRA, 15 GIU – Un caccia F15 americano si è schiantato con il pilota a bordo nel mare del Nord durante “una normale operazione di ricognizione”. Lo fa sapere l’esercito Usa senza fornire dettagli sulla sorte del pilota. Il velivolo era partito da una base americana in Gran Bretagna. “La causa dello schianto e le condizioni del pilota sono al momento sconosciute”, ha fatto sapere l’Air Force Usa in un comunicato.
  



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