IronLev, nasce in Italia un treno a levitazione magnetica

Un gruppo di startup ha brevettato un carrello in grado di “volare” sui binari esistenti. In questo modo le ferrovie superveloci sono un traguardo più vicino: nel 2020 i primi convogli in azione

C’è un team di ingegneri italiani a insidiare il primato di Elon Musk nel business del treno superveloce. Nei giorni scorsi infatti è stato presentato il brevetto di IronLev, un carrello a levitazione magnetica tutto made in Italy,pensato per funzionare su binari d’acciaio già esistenti.

Nessun bisogno, dunque, di installare nuove rotaie o di ridisegnare i convogli. Il sistema si potrà applicare sui treni di nuova generazione, sostituendo le ruote con i pattini a levitazione magnetica di Ironlev.

“Applicando il pattino sui treni di nuova generazione, senza quindi costruire nuovi vagoni è possibile utilizzare e valorizzare gli oltre 1,5 milioni di km di tracciati ferroviari esistenti nel mondo”, spiega il presidente di IronLev, Adriano Girotto.

La Girotto Brevetti di Treviso – impegnata nel settore ricerca e sviluppo in ambito meccatronico – ha appena stretto una partnership con la startup pisana Ales tech che, forte della sua attività passata all’interno di Hyperloop, si occupa dello sviluppo di Ironlev. Secondo Girotto, questa tecnologia potrà “rivoluzionare il trasporto su rotaia”.

Il treno infatti, garantirebbe un consumo minore di energia elettrica e abbatterebbe i costi di produzione e di manutenzione delle rotaie, per via della limitazione degli attriti, oltre che dei danni ambientali.

“Con la levitazione magnetica passiva è possibile spostare un vagone di 10 tonnellate con la stessa forza necessaria a sollevare un peso di 10 chili”, ha spiegato lo stesso Girotto.

E aggiunge: “L’unica energia impiegata è quella per mettere in movimento il veicolo, che potrà raggiungere velocità superiori a quella del suono a seconda del tracciato e del grado di sviluppo della tecnologia”.

IronLev

Il carrello di Ironlev, per il treno a levitazione magnetica, con i suoi creatori (Foto: IronLev)

 

Il nuovo treno è stato testato, con successo, a Spresiano, in provincia di Treviso. Per raggiungere un peso complessivo di 5 tonnellate, su un carrello a levitazione magnetica, è stata caricata (e trasportata) un’automobile Tesla, forse proprio in onore di Elon Musk. Rispetto al suo Hyperloop (ora in mano a Richard Branson) dunque, la tecnologia italiana non prevede nessun tubo nel quale lanciare capsule ad altissima velocità. Ma promette ugualmente picchi di almeno 500 chilometri all’ora.

Certo inferiori rispetto ai 1.200 chilometri orari a cui dovrebbe viaggiare Hyperloop. Ma va considerato che tempi e costi di realizzazione sarebbero molto minori.

C’è ancora incertezza però, su come gestire gli scambi di binario. Sono al vaglio al momento diverse soluzioni, ma si conta di risolvere il problema al più presto e di rendere applicabile il sistema anche su scala urbana, per metropolitana e tram. C’è anche una scadenza. Secondo Luca Cesaretti, presidente di Ales Tech, infatti, “è realistico pensare che, se tutto andrà bene, potremo vedere il sistema in funzione nelle nostre città già dal 2020″.

       
     

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Crediti :

Wired

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