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Istanbul, attacco ISIS con Kalashnikov in night club: 39 morti

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CAPODANNO di sangue e di terrore in Turchia. Un aggressore armato di Kalashnikov ha aperto il fuoco contro oltre 600 persone in un night club di Istanbul, nella zona europea. Il bilancio provvisorio è di 39 persone uccise (25 uomini e 14 donne), di cui 24 di nazionalità straniera. E oltre 70 i feriti. In un primo tempo s’era detto che l’attentatore fosse vestito da Babbo Natale. Il premier turco ha poi smentito la circostanza: “È stato detto che il terrorista indossava un abito da Babbo Natale – ha spiegato Binail YldirimNon è così. Il killer ha ucciso due persone all’entrata del night club. Poi s’è introdotto nel locale e ha cominciato a colpire ed uccidere tutte le persone che incontrava“. Il responsabile della strage, precisa il premier, ha abbandonato sul luogo dell’attacco l’arma della quale si era servito prima di darsi alla fuga. La polizia ha quindi indizi con cui fare ipotesi sulla sua identità. L’attentatore è ancora in fuga, caccia all’uomo prosegue.

Sparatoria davanti a moschea

A poche ore della strage di Capodanno, nel pomeriggio almeno due persone sono rimaste ferite in una sparatoria all’esterno di una moschea nella parte settentrionale di Istanbul, lato europeo. La moschea si chiama Hasan Pasha e si trova nel quartiere Algeria.

Nessun italiano coinvolto

Finora non risultano italiani coinvolti, ha detto il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano: “Siamo in contatto con gli italiani” che sono a Istanbul e “fin qui, fortunatamente, non ci sono riscontri negativi“.

Attacco terroristico

L’aggressore, entrato nel Reina, ha aperto il fuoco a caso sulla folla. Il locale, notissimo, si trova nel quartiere di Besiktas, nella zona ‘europea’ della città, ed è frequentato dalla parte benestante della popolazione. Quattro dei 69 feriti sono in gravi condizioni. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, ha confermato la morte di un cittadino dalla doppia nazionalità francese e tunisina. Inoltre risultano tra i feriti tre persone di nazionalità francese.

Le telecamere registrano l’attacco

I video registrati da telecamere poste dinanzi al locale mostrano il terrorista che arriva già sparando per strada, poi fa fuoco sulle quattro persone che erano ferme sulla soglia del Reina – una delle quali sarebbe un poliziotto – ed entra nel locale dove spara a raffica sulle centinaia di persone presenti. I video delle telecamere interne lo riprendono. Ma è giallo sulle immagini che ritraggono un uomo che si spoglia da quello che in un primo tempo era sembrato un vestito da Babbo Natale.

Attacco ISIS

Un tentativo di “distruggere il morale” della Turchia e di “creare il caos colpendo in modo deliberato la pace e i civili“. Così il presidente Recep Tayyip Erdogan ha definito l’attentato, assicurando che la “Turchia è determinata a continuare a combattere fino alla fine contro il terrorismo e fare qualunque cosa sia necessaria per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e assicurare la pace nella Regione“.

Gli esperti, riporta Al Jazeera, sostengono che ci sarebbe la mano dell’Isis dietro l’attentato, anche se al momento non ci sono state rivendicazioni. Un corrispondente dell’emittente araba ha riferito che i servizi di sicurezza sono orientati sulla pista del coinvolgimento dello Stato islamico in base alla tempistica e al bersaglio scelti per l’attacco. Inoltre, solo pochi giorni fa l’Isis aveva rivolto un appello ai ‘lupi solitari’ per fare attentati durante “celebrazioni pubbliche, raduni e in locali“.

In un primo momento sembrava che l’attentatore si fosse barricato all’interno del night. La polizia, che ha circondato il locale, si stava preparando ad un blitz. Ma poi è stato accertato che il killer è riuscito a fuggire, probabilmente mischiandosi tra i clienti del locale che cercavano scampo ai colpi di mitragliatore.

I clienti si tuffano nelle acque del Bosforo

Il governatore della provincia di Istanbul, Vasip Sahin, ha spiegato che l’assalto sarebbe stato compiuto da un singolo attentatore, mentre i media locali parlano di due assalitori armati di Kalashnikov. Molte delle centinaia di clienti del night club Reina, secondo i testimoni, si sono gettate nelle acque dello Stretto del Bosforo per tentare di sfuggire all’attacco.

Verifiche della Farnesina

L’Unità di crisi del ministero degli Esteri italiano è attiva e in contatto con il Consolato generale italiano ad Istanbul. Sul sito viaggiaresicuri.it era stato pubblicato il 23 dicembre un ‘bollettino’ dal titolo “Situazione di sicurezza/allerta terrorismo” in cui si raccomanda ai nostri connazionali in Turchia, “anche in vista delle festività di fine anno, in tutto il Paese l’adozione di accresciute misure di prudenza, limitando gli spostamenti, evitando manifestazioni, celebrazioni e assembramenti, installazioni militari e delle Forze dell’ordine, ed in generale luoghi a elevata frequentazione“.

Le vittime

Le autorità stanno identificando le vittime. Ci sono cittadini sauditi, marocchini, libanesi e libici. C’è, poi, una donna israeliana di 18 anni. Lo ha riferito Ynetnews, identificando la vittima come Leann Zaher Nasser, originaria di Tira. È stata dichiarata morta in ospedale. Un’altra donna israeliana è stata ferita, una terza è sotto shock. Bruxelles parla di una probabile vittima turco-belga, un giovane ventenne residente nella regione fiamminga del Limburgo.

Temporaneo blackout dei media

Il governo turco ha ordinato una temporanea sospensione dei media locali, parlando di motivi di sicurezza e ordine pubblico. Lo riporta la Bbc, ricordando che non è la prima volta che un tale provvedimento viene preso in casi del genere.

Sicurezza rafforzata

Le misure di sicurezza in Turchia erano state rafforzate negli ultimi dieci giorni dopo che funzionari dell’intelligence americana avevano messo in guardia contro il rischio di un attacco. A riferirlo, si legge sul sito del New York Times, è stato il proprietario del locale colpito dall’attacco, Mehmet Kocarslan, citato dal sito di Hurriyet.

Alta tensione

L’attacco arriva a pochi giorni dall’accordo per il cessate il fuoco in Siria, di cui sono garanti Turchia e Russia.

I precedenti. Non è la prima volta che proprio questo quartiere di Istanbul che, come detto, si trova nella zona europea, viene colpito da attentati. Lo scorso 10 dicembre l’attacco allo stadio del Besiktas. Allora i morti furono 38 e i feriti 166.

Facebook attiva safetycheck

È stato attivato da Facebook il safetycheck per verificare le condizioni delle persone che si trovavano nel locale.

La condanna internazionale

Vicinanza e solidarietà al popolo turco sono state espresse dal presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni: “L’Italia si stringe tutta intorno alle famiglie e piange con loro. Signor presidente – ha detto rivolgendosi ad Erdogan – in questo momento doloroso le confermo la solidarietà piena del governo italiano e la determinazione assoluta a combattere insieme contro la piaga del terrorismo“.

Dura la condanna della Casa Bianca per quello che è stato definito “orribile attacco terroristico“. Il portavoce Erick Shulz ha riferito che il presidente uscente, Barack Obama, ha chiesto di essere costantemente aggiornato sulla situazione. “Gli Stati Uniti condannano con forza l’attacco terroristico di Istanbul” e si dicono “solidali con il loro l’alleato Nato, la Turchia, nella lotta contro la costante minaccia del terrorismo“, afferma il dipartimento di Stato americano in un comunicato.

L’alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la sicurezza, Federica Mogherini, esprime vicinanza alle famiglie delle vittime e sottolinea come si debba lavorare per “prevenire tali tragedie“. “Il 2017 è iniziato con un attacco a Istanbul. I nostri pensieri vanno alle vittime e ai loro cari. Continuiamo a lavorare per prevenire tali tragedie“, scrive la Mogherini sul suo account Twitter.

Anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, condanna il ‘tragico attacco‘. “Inizio di 2017 tragico a Istanbul. I miei pensieri sono per le vittime dell’attacco portato contro persone che celebravano il nuovo anno e per il popolo della Turchia“, scrive sul suo profilo Twitter.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito l’attacco “disumano e perfido” e ha inviato un messaggio al presidente turco Erdogan. “I terroristi – ha scritto – hanno ancora colpito il vostro Paese“. Da parte della Cancelliera sono arrivate anche le condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime. Berlino, il 19 dcembre scorso, è stata sconvolta da un attentato ai mercatini di Natale: 12 le vittime.

Benyamin Netanyahu imputa al “terrorismo dell’Islam estremista” l’attentato di Istanbul. In un messaggio di condoglianze al popolo turco e alle famiglie delle vittime, il premier israeliano ha affermato: “La lotta al terrorismo è una lotta mondiale. Nei giorni scorsi la cancelliera Merkel ha detto quello che noi diciamo da anni: che la maggiore minaccia al futuro del mondo giunge dal terrorismo dell’Islam estremista“.

Anche il presidente francese Francois Hollande ha ribadito il suo sostegno alla Turchia. Hollande, presidente dello Stato europeo che ha subito le maggiori perdite a causa di attentati fin dal 2015, ha denunciato “con forza e indignazione l’atto terrorista“, ha confermato l’impegno di Parigi a “continuare la lotta implacabile contro questa piaga (del terrorismo, ndr) con i suoi alleati“.

Di “responsabilità comune” nel “respingere il terrorismo” parla il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Lasciate che vi garantisca” che “potete contare sul nostro continuo sostegno in questa missione“, ha aggiunto.

L’impegno per lo sforzo comune contro il terrorismo è stato ribadito anche dal presidente russo, Vladimir Putin: “Difficile immaginare un crimine più cinico di quello che consiste nell’uccidere innocenti durante le celebrazioni per l’anno nuovo. Tuttavia – aggiunge Putin nel suo messaggio – i terroristi non condividono i nostri valori morali. Il nostro comune dovere è quello di combattere l’aggressione terroristica“.





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la Repubblica

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Violenza a Parigi, scontri sugli Champs Elysées dopo la parata militare

Le tv hanno mostrato immagini di manifestanti che erigevano barricate e davano fuoco a cestini della spazzatura, prima di essere dispersi dalla polizia con i lacrimogeni.

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Scontri fra polizia e manifestanti dei gilet gialli sono avvenuti a Parigi sugli Champs Elysèes, alcune ore dopo la fine della parata del 14 luglio. L’emittente Bfmtv ha mostrato immagini di manifestanti che erigevano barricate e davano fuoco a cestini della spazzatura, prima di essere dispersi dalla polizia con i lacrimogeni.
La prefettura ha poi reso noto su Twitter di “aver evacuato l’area con la forza” di fronte alle “violenze” sugli Champs Elysées. Secondo Le Figaro, la polizia ha creato un cordone di sicurezza attorno a Fouquet’s, la nota brasserie, che ha riaperto ieri dopo essere stata date alle fiamme e devastata dai gilet gialli in marzo.





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Chi è Carola Rackete, il capitano della Sea Watch 3 che ha forzato il blocco navale

La 31enne tedesca è entrata in acque italiane dopo 14 giorni di stallo, infrangendo il divieto imposto dal decreto sicurezza. In un’intervista ha detto che aiutare gli altri è un “obbligo morale”

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Carola Rackete (foto: Till M. Egen/Sea-Watch.org.)

Il 26 giugno verrà ricordata come una data in cui è successo un fatto straordinario: una nave di una ong del Mediterraneo, la Sea Watch 3, ha infranto il divieto d’ingresso imposto dal ministro Salvini ed è entrata in acque italiane. La decisione, annunciata su Twitter dalla stessa ong e confermata dai dati Gps sulla navigazione, è stata presa dal capitano della nave Carola Rackete, dopo che la Corte di Strasburgo aveva respinto il ricorso presentato dai 42 migranti a bordo della nave per sbarcare in Italia.

“Sono allo stremo. Li porto in salvo”, ha detto Rackete, aggiungendo di essere consapevole dei rischi cui va incontro: una sanzione che va da un minimo di diecimila a un massimo di cinquantamila euro – non solo per il comandante, ma anche per l’armatore e il proprietario della nave – e il sequestro dell’imbarcazione (due misure introdotte dal decreto sicurezza bis, approvato lo scorso 11 giugno dallo stesso ministro dell’Interno).

La rotta di Sea Watch negli ultimi giorni

Dal salvataggio in mare dei migranti a bordo della nave a oggi sono passati 14 giorni. Da allora, sono sbarcate solo dieci persone per ragioni mediche. Rackete ha raccontato che gli altri sono disperati. “Qualcuno minaccia lo sciopero della fame, altri dicono di volersi buttare in mare o tagliarsi la pelle”.

Chi è Carola Rackete

Trentun anni d’età, nazionalità tedesca, Carola Rackete conosce cinque lingue e ha una laurea in Conservazione ambientale, ottenuta alla Edge University nel Lancashire. Nonostante la giovane età, ha già una lunga esperienza in mare. Non ancora venticinquenne, è stata al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord nell’ambito di una missione per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi. Ha poi lavorato come secondo ufficiale di bordo per la Ocean Diamond e per la Arctic Sunrise di Greenpeace, e collaborato con la flotta della British Antarctic Survey, un’organizzazione del Regno Unito impegnata in progetti di ricerca nell’Antartide.

Fa parte di Sea Watch dal 2016. In un’intervista a Repubblica, ha detto a questo proposito: “La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale di aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità”.





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Liberato Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016

Il 33enne bresciano è stato liberato da un gruppo di siriani ribelli chiamati ‘il governo della salvezza’

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L’italiano Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016 al confine turco-siriano è stato liberato. Lo ha confermato il premier Conte che ha dichiarato: “Il connazionale Alessandro Sandrini è stato liberato al termine di un’articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall’intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall’unità di crisi del Ministero degli Esteri”.

Sandrini è stato liberato da un gruppo ribelle siriano della provincia di Idlib, il ‘Governo siriano di salvezza’, che ha diffuso la notizia sui social. L’operazione è scattata dopo aver saputo che un gruppo criminale attivo in zona e specializzato in rapimenti si nascondeva lungo il confine con un ostaggio.
Sandrini era comparso lo scorso anno in un video in cui compariva inginocchiato con alle spalle due uomini armati e indosso una tuta arancione che ricordava quelle utilizzate dall’Isis. I suoi rapitori, però, non sono parte dello Stato islamico.

Il nome di Alessandro Sandrini è comparso due volte tra gli imputati del tribunale di Brescia: la prima volta per un processo per rapina e ricettazione (aveva tentato di vendere dei tablet rubati e aveva compiuto una rapina nel 2016). Sarà infatti ora ascoltato dai pm di Roma.





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