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kamikaze in fuga. Una vittima italiana

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Attacco a Bruxelles, forse italiana tra le vittime. Quattro nel commando: 3 kamikaze, uno in fuga

ue luoghi colpiti. L’aeroporto di Bruxelles e la metropolitana. Secondo la procura, sono quattro i #terroristi kamikaze coinvolti negli attentati: tre sono morti da kamikaze, il quarto – l’uomo con il cappello e la giacca bianca nella foto diffusa dalla #polizia – è in fuga. Una quinta persona, arrestata ieri a Scharbeek, è sotto interrogatorio.

Dei tre kamikaze, solo due sono stati identificati: i fratelli El Bakraoui, Ibrahim che si è fatto esplodere all’aeroporto Zaventem e Khalid che invece si è ucciso nella metropolitana. Né il secondo kamikaze dell’aeroporto, né l’uomo in fuga sono stati identificati. Lo ha confermato il procuratore federale del #Belgio , Frederic Van Leeuw, durante l’incontro con la stampa.

Khalid El Bakraoui ha attivato la bomba mentre si trovava nel secondo vagone di un treno che proveniva dalla stazione di Schuman (che serve direttamente le sedi della Commissione europea e del Consiglio europeo, nonché di altre grandi istituzioni e media) in direzione della stazione di Arts-Loi. Come anticipato da Repubblica i fratelli El Bakraoui, 27 e 30 anni, pregiudicati per rapina e già ricercati per legami con la rete terroristica coinvolta negli attacchi di #Parigi , sarebbero i due terroristi sfuggiti al #blitz delle forze speciali nell’appartamento di Forest, quartiere multietnico nell’ovest di #Bruxelles .

Van Leeuw ha chiarito alcuni punti dell’attacco attuato in contemporanea nei due centri nevralgici di Bruxelles. Di fatto ha smentito che la terza persona ripresa dalle telecamere dell’aeroporto di Bruxelles sia Najim Laachraoui, l’uomo considerato l’esperto di esplosivi della cellula: “Quella persona è ancora in fuga, è attivamente ricercata e ancora non è stata identificata. Ha lasciato un borsone ed è andato via – ha detto il procuratore -. Il borsone conteneva la carica esplosiva più potente“. Abbandonata nella valigia, e molto instabile, è esplosa senza fare vittime, prima dell’intervento degli artificieri: “L’instabilità degli esplosivi ha causato l’esplosione della borsa” subito dopo l’arrivo degli artificieri, ha spiegato il procuratore, ma in questo caso “nessuno è rimasto ferito grazie alla professionalità degli operatori”, ha spiegato Van Leeuw.

kamikaze

Il procuratore ha rivelato inoltre che in un cestino della spazzatura è stato trovato il computer di Ibrahim El Bakraoui e all’interno c’era una sorta di ‘testamento’ audio in cui il kamikaze esprime molti dubbi sulla sua ‘missione’: “Mi devo sbrigare, non so che fare, non sono più sicuro, sono ricercato ovunque. Sono nel panico“. In un altro passaggio, invece, scrive di non voler “ritrovarsi in una cella vicino a Salah Abdeslam“. Il computer è stato trovato durante le operazioni condotte a Schaerbeek, nella casa-covo dove ieri sera la polizia ha trovato anche “15 chili di esplosivo, acetone, acqua ossigenata e chiodi“. Il procuratore ha infine smentito che nelle perquisizioni nell’aeroporto di Zaventem siano state trovate armi da guerra, notizia che era circolata ieri.

kamikaze

Il bilancio della Procura resta di 32 morti e 270 feriti, e “purtroppo è ancora provvisorio” ha detto Van Leeuw, “i numeri – ha osservato – rischiano di aumentare nelle prossime ore per lo stato molto grave di alcuni dei ricoverati negli ospedali di Bruxelles“. Oggi all’aeroporto la polizia ha trovato un altro cadavere, il corpo si trovava sotto le macerie di un muro crollato a causa delle esplosioni. La nuova vittima, se sarà confermata, farà salire a 32 il numero delle persone uccise negli attentati di ieri a Bruxelles. Il bilancio era stato fornito dalla ministra della Salute Maggie De Block.Najim Laachraoui, belga, resta l’uomo più ricercato d’ Europa . La notizia del suo arresto è stata smentita dallo stesso quotidiano che l’aveva data, il belga Derniere Heure. Ventiquattro anni, nato proprio ad Anderlecht, è considerato l’artificiere del gruppo, e avrebbe allestito anche gli ordini usati negli attentati di Parigi. Era ricercato dal 4 dicembre, fermato – sotto la falsa identità di Soufiane Kayal – ai primi di settembre al confine austro-ungarico in compagnia di Salah Mohamed Abdeslam e Belkaid. L’identificazione risale a due giorni fa: il suo Dna era sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo Stade de France, il 13 novembre scorso.

L’attacco dei kamikaze all’aeroporto

Secondo le ultime informazioni, che gli inquirenti stanno cercando di verificare, i tre kamikaze responsabili dell’attentato all’aeroporto sarebbero arrivati allo scalo con tre auto differenti: un taxi classico, una Renault Clio e un’Audi S4 nera. Ma è la testimonianza di un tassista a rivelarsi molto preziosa. L’uomo avrebbe riconosciuto due dei tre attentatori, per averli portati all’aeroporto. Si tratta dei due uomini con una maglia e un guanto nero, ripresi dalle telecamere dello scalo. Il tassista, secondo quanto si è appreso, avrebbe riferito agli inquirenti l’indirizzo in cui ha caricato i due kamikaze, affermando di essere rimasto sorpreso dal numero di bagagli che avevano con loro. L’uomo avrebbe anche costretto i due clienti a lasciare alcune valigie a casa.

kamikaze

Una testimonianza che avrebbe dato il via a ispezioni e perquisizioni e avrebbe permesso di ritrovare all’aeroporto una terza bomba inesplosa. Alle rivelazioni del tassista sarebbe anche legata la grande operazione di polizia iniziata ieri e proseguita tutta la notte a Schaerbeek. Al numero 4 di Rue Max Roos a Shaerbeek. Nell’appartamento sono stati rinvenuti 50 chili di esplosivo tatp, lo stesso utlizzato dai terroristi negli attentati del 13 novembre a parigi, 150 litri di acetone, 30 litri di acqua ossigenata, detonatori, una valigia piena di viti e chiodi oltre a altro materiale destinato alla fabbricazione di congegni esplosivi”, ha confermato il procuratore belga.

kamikazeIl giorno dopo il caos, cominciano le procedure di riconoscimento delle vittime. Potrebbe esserci una vittima italiana tra i morti degli attentati di ieri a Bruxelles. La Farnesina rende noto che le verifiche sono ancora in corso e l’ambasciata italiana in Belgio è in contatto con la famiglia per l’assistenza relativa alle procedure di identificazione. Tra i dispersi c’è sicuramente Patricia Rizzo, ex impiegata presso l’agenzia Efsa della Commissione Ue. Familiari ed amici la stanno cercando in tutti gli ospedali della città, nella speranza di trovarla ancora in vita. Un aiuto per le ricerche è stato chiesto anche con un post su Facebook.

“Il presidente del Consiglio ci ha informato che c’è una verifica in corso su una possibile vittima italiana” degli attacchi a Bruxelles, ha detto Maurizio Lupi all’uscita da Palazzo Chigi. E ha aggiunto che la vittima sarebbe “una donna che era dispersa“: “E’ in corso la fase di riconoscimento, i familiari sono con il console a Bruxelles. Era una donna che prendeva normalmente la metropolitana e dovrebbe essere tra le vittime della metro ma la violenza dell’esplosione ha reso le vittime irriconoscibili“, ha riferito.

Perquisizioni, controlli in strada e abitazioni private, posti di blocco. Per tutta la notte le teste di cuoio, armi in mano, hanno battuto ogni angolo della città per una caccia all’uomo che prosegue anche in queste ore.

 

 

Crediti :

la Repubblica

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Parigi: auto con bombole di gas vicino a Notre Dame

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La vettura, una Peugeot 607, era senza targa: sette le bombole di gas all’interno, sei piene e una vuota. Non erano collegate a nessun detonatore. Indaga l’antiterrorismo: fermate alcune persone. Il proprietario della vettura era già noto all’intelligence

n’auto senza targa con almeno sette bombole di gas è stata rinvenuta dalla polizia francese vicino alla cattedrale di Notre Dame, a Parigi. Il ritrovamento avvenuto nella notte fra sabato e domenica, a darne notizia i media francesi. Le bombole non sarebbero state collegate a nessun detonatore. All’interno dell’abitacolo trovati anche alcuni documenti scritti in arabo. Sul caso indaga l’ #antiterrorismo , alcune persone sono state fermate, riferisce Le Figaro. Fermato anche il proprietario della vettura: si tratta di un uomo che risultava già noto all’intelligence francese.

Il ritrovamento

La vettura, una Peugeot 607, senza targa, è stata scoperta dalle forze dell’ordine nella notte fra sabato e domenica nei pressi della cattedrale di Notre Dame. L’auto, con le quattro frecce accese, era parcheggiata in Quai de Montebello, nel quinto arrondissement. «L’auto è rimasta parcheggiata quasi due ore in una zona dove la sosta è vietata» ha spiegato Florence Berthout, presidente del quinto arrondissement. All’interno sette bombole di gas, una vuota, che si trovava all’interno dell’abitacolo, e sei piene, nel bagagliaio. «Non erano collegate a nessun detonatore» fanno sapere fonti della polizia francese. A dare l’allarme il proprietario di un bar. Sull’episodio indaga l’Antiterrorismo, almeno 10 persone sono state fermate. Identificato e fermato anche il proprietario della vettura, secondo BfmTv si tratta di un uomo di 34 anni, fermata anche una donna di 29, entrambi pregiudicati figuravano nella lista delle persone tenute sotto controllo dall’intelligence perché sospettate di radicalizzazione religiosa. All’interno dell’auto anche alcuni documenti in arabo.

bombole di gas Parigi

L’allerta

Il tutto mentre rimane alta l’allerta per nuovi possibili attacchi terroristici nel Paese. Il primo ministro Manuel Valls in un’intervista a Rtl ha ribadito che «la minaccia non è mai stata così alto», mentre il ministro dell’Interno Cazeneuve ha fatto sapere che nel mese di agosto sono state arrestate sette persone che stavano progettando attentati in Francia. Nel maggio scorso Patrick Calvar, direttore dell’agenzia di sicurezza interna si era detto convinto che Isis dopo gli attacchi di #Parigi sarebbe entrato di nuovo in azione con «auto bomba e ordigni esplosivi». Bombole di gas riempite di chiodi e trasformate in ordigni artigianali erano state utilizzate in passato, negli anni 90, in una serie di attacchi avvenuti nella capitale francese di cui il più grave era stato quello del 25 luglio 1995, quando un ordigno artigianale era esploso nella stazione della RER di Saint-Michel, uccidendo otto persone e ferendone oltre cento. La responsabilità dell’azione era stata attribuita al Gia, il Gruppo Islamico Armato algerino.





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Amatrice, la terra continua a tremare. Nuovi crolli

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La terra continua a tremare. Nuovi crolli ad Amatrice . La Protezione civile: “Forse più vittime de L’Aquila”

Amatrice, prosegue lo sciame sismico: scossa di magnitudo 4.3. Evacuato il palazzetto dello sport. I morti sono 250, oltre 250 anche le persone salvate

Una nuova forte scossa di magnitudo 4.3 è stata avvertita intorno alle 14,30 ad Amatrice. Si è alzata della polvere dalle macerie che è stata portata dal vento verso la tendopoli. In seguito a questo nuovo sisma è stato fatto evacuare il palazzetto dello sportdella città. A quanto si apprende dalla protezione civile, sono in corso controlli sulla struttura per scongiurare rischi visto che la terra continua a tremare. Nel palazzetto dello sport è allestito un centro di accoglienza e tra ieri e oggi è servito anche come deposito per derrate alimentari oltre che per il ricovero di alcune persone. In particolare, nella struttura sono ospitate 300 brandine, mentre altre 500 sono allestite nella tendopoli adiacente. Il sindaco Sergio Pirozzi ha assicurato che il luogo della tendopoli, presso i campi sportivi, è da considerarsi sicuro.

Il tragico bilancio Intanto continua a salire il numero delle vittime del terremoto che nella notte tra martedì e mercoledì, alle 3.36, ha colpito i comuni di Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli. Dopo una notte il ricerche il bilancio è drammaticamente salito: ora le vittime sono 250: 193 deceduti ad Amatrice; 11 ad Accumoli e 46 ad Arquata mentre sono 193 le persone ferite. Ma il numero sembra inesorabilmente destinato a crescere. Anche perché quasi nessuno sa quante fossero realmente le persone che in questi giorni si trovavano nella zona. I tre paesi e le loro frazioni sono infatti luogo di villeggiatura e durante l’estate duplicano se non addirittura triplicano il numero dei loro abitanti. La speranza, però, non viene meno. E i soccorritori, oltre ai corpi delle vittime, sperano di poter trovare ancora dei sopravvissuti: finora sono oltre 250 le persone estratte vive dalle macerie. Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione Civile, rispondendo alla domanda se il bi ancio delle vittime del terremoto di ieri potrebbe superare la cifra di quelle del terremoto dell’Aquila ha risposto: “Siamo vicino alla cifra delle vittime dell’Aquila, la magnitudo più o meno è lì, anche questo è un terremoto superficiale – ha spiegato -. Noi ci auguriamo di no ma dobbiamo ovviamente essere pronti“.

italy earthquake Amatrice

Intanto la terra continua a tremare

Dall’inizio di questa drammatica vicenda si contano già oltre 400 eventi sismici. Stamattina, alle 5.17 una nuova scossa di magnitudo 4.5 è stata chiaramente avvertita al confine tra Marche e Lazio. L’ Ingv fa sapere che la situazione sismica nella zona del terremoto “continua a essere di forte attività con molte repliche che si susseguono nell’area“. Per le cintania di sfollati che hanno trascorso la notte in macchina o nelle prime tendopoli allestite ieri, l’incubo non accenna a finire.

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Giorgia sta bene

E’ ricoverata nell’ospedale di Ascoli Piceno, e sta bene, Giorgia, la bimba di 10 anni rimasta per 16 ore sotto le macerie della sua casa a Pescara del Tronto e salvata ieri sera. I vigili del fuoco sono riusciti ad arrivare alla piccola intorno alle 20, dopo aver individuato la zona della sua cameretta. La sorella della bambina, però, che era stesa accanto a lei, non ce l’ ha fatta.

Stato di emergenza

Ora al Dipartimento della Protezione Civile è in corso la riunione della Commissione Nazionale Grandi Rischi, che farà un’analisi e una valutazione sul terremoto verificatosi ieri nell’Italia centrale. Mentre oggi pomeriggio, alle 18, si riunirà il Consiglio dei Ministri: il governo metterà in campo i primi provvedimenti, a partire dalla dichiarazione di stato di emergenza per le aree colpite e dall’erogazione dei 234 milioni del Fondo per le emergenze nazionali.

L’inchiesta

La Procura di Rieti ha aperto un’inchiesta contro ignoti con l’ipotesi di reato di disastro colposo, per fare luce anche sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice e il campanile crollato ad Accumoli.





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il Tempo

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Terremoto nel centro Italia, almeno 21 morti

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[glossary_exclude]Terremoto[/glossary_exclude] nel centro Italia, almeno 21 morti. Scossa 6.0. Il sindaco di Amatrice: metà paese non c’è più

n forte terremoto ha colpito nella notte l’Italia centrale provocando morti e feriti. Il bilancio del sisma è al momento di 21 vittime accertate, 11 nel Lazio di cui sei ad Accumuli e 5 ad Amatrice, in provincia di Rieti, e 10 nelle Marche a Pescara del Tronto (Ascoli Piceno). Vengono però segnalate molte persone sotto le macerie e il bilancio delle vittime è destinato a salire, sono decine i dispersi di cui non si sa ancora nulla. Alcune zone dei centri abitati sono impossibili da raggiungere. Il terremoto di oggi nell’Italia centrale «è paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila» ha detto il capo del Dipartimento Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

La prima e più forte scossa, di magnitudo 6.0, è stata registrata alle 3:36 con epicentro vicino ad Accumoli, in provincia di Rieti, a 4 chilometri di profondità. Altre decine di scosse di minore entità si sono sentite nella notte. Il terremoto è stato avvertito anche a Roma e in tutto il centro Italia.

Sarebbero dieci le vittime estratte dalle macerie di Pescara del Tronto, la frazione di Arquata (Ascoli) quasi rasa al suolo dal terremoto. Fra le vittime anche uno o più bambini. Due i feriti gravi, trasportati in ospedale in codice rosso, due le persone estratte vive.

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«Un unico blocco di macerie sulla strada, si scava». Questo quello che si vede all’arrivo a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, vicina all’epicentro, pochi chilometri prima di Accumoli, provenendo dalla Ss4. «Siamo costretti a lasciare l’ auto e a proseguire a piedi – dice la reporter dell’agenzia Ansa – la gente piange mentre cammina e si avvia verso il paese».

«È un dramma, ci sono dei morti». Così il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, parla del sisma che ha colpito il paese in provincia di Rieti. «Ci sono persone sotto le macerie, è un macello», ha aggiunto.

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È «uno scenario apocalittico» quello che ci si trova davanti addentrandosi da Piazza Antonio Serva, nel centro storico di Amatrice, dopo il sisma devastante di questa notte. L’intera fila di abitazioni lungo quello che era il corso è completamente collassata e le macerie delle facciate crollate occupano tutta la sede stradale, è ancora la testimonianza dei redattori dell’Ansa giunti ad Amatrice immediatamente dopo il sisma.

«Il sistema di protezione civile è pienamente efficiente, vi sono difficoltà a raggiungere alcune località ed è stato già attivato il Genio militare. Le prestazioni sanitarie sono assicurate», ha spiegato il capo della Protezione Civile. È stato mobilitato l’Esercito per far fronte all’emergenza terremoto. Sono state 39 in poco più di tre ore le principali scosse di terremoto, di magnitudo pari o superiore a 3, avvenute fra Lazio, Umbria e Marche a partire dalle 3:36, ora della prima scossa. Lo indicano i dati riportati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Le più forti scosse successive alla principale sono state registrate finora nella zona di Norcia (Perugia): la prima con una magnitudo di 5.4 avvenuta alle 4:33, preceduta appena un minuto prima, alle 4:32, da una scossa di magnitudo 5.1.

Dall’Abruzzo sono partiti per soccorsi e sopralluoghi 35 tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas). Alcune squadre sono dirette verso le Marche, altre verso la parte interna del Lazio, in particolare verso la provincia di Rieti. Delle squadre fanno parte unità cinofile e medici anestesisti e rianimatori. All’Aquila è operativa la base dell’elisoccorso a Preturo. Facebook ha attivato il suo servizio Safety check, che consente agli utenti di segnalare che sono in sicurezza in caso di pericolo.

Il terremoto è avvenuto in una zona «ad alta sismicità», nella quale storicamente si sono verificate forti scosse, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il forte terremoto più recente, di magnitudo 5.9, ha colpito Norcia nel 1979, altri forti terremoti sono avvenuti fra ‘0600 e ‘700. Il più violento, di magnitudo stimata 7, colpì Norcia e Cascia nel gennaio 1703.
I NUMERI PER L’EMERGENZA
Protezione Civile: 800840840
Sala operativa Lazio: 803555





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il Messaggero

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