Contattaci

Bufale

La bufala del Voltaren che provoca l’infarto

Pubblicato

il

Diverse persone ci hanno segnalato articoli  in Rete dal contenuto allarmistico ed inerenti all’utilizzo dei farmaci FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) , in particolare il diclofenac, principio attivo del famoso Voltaren che addirittura viene posto come pericolosa causa di infarto. È facile imbattersi in articoli insensati, magari scritti in buona fede ma totalmente antiscientifici. Tra questi: “Voltaren la crema che provoca infarto!” messo online dal sito Miglioriamoci.net con tanto di rigoroso punto esclamativo per aumentare l’apprensione dell’incauto lettore.

Ora, senza soffermarci troppo sulla differenza tra uso topico ed uso orale di una sostanza, andiamo alla radice del problema e vediamo  come il tutto sia una grande bufala.

L’allarme è nato da un articolo apparso su alcuni quotidiani:

Voltaren, Moment, Buscofen Infarto. Un connubio che non avremo mai voluto sentire. Eppure i famosi medicinali che vengono usati, di solito, per curare qualsiasi tipo di dolore, dal mal di testa al mal di schiena aumenterebbero il rischio di infarto fino al 55% in più. Lo studio condotto da due ricercatrici dell’università di Nottingham è stato diffuso dal noto quotidiano britannico The Guardian e ha rilevato una percentuale maggiore del rischio di infarto nei soggetti che assumono farmaci contenenti come principio attivo ibuprofene e diclofenac, rispettivamente contenuti nel Moment nel Voltaren nel Buscofen. Ebbene, sarà forse il caso di affidarsi con un po’ più di moderazione a queste compresse “miracolose” che calmano dolori di varia natura in poco tempo. Gli studiosi hanno messo sotto accusa tutte le famiglie di medicinali a base di ibuprofene, il principio attivo dalle proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antipiretiche, contenuto appunto nel Moment, e le famiglie di farmaci, come Voltaren, che contengono il diclofenac, altro farmaco antinfiammatorio non steroideo.

Sostanzialmente non viene detto nulla che già non si sappia ma viene fatto perno  su un allarmismo del tutto inutile.

Che le combinazioni tra più farmaci possano avere effetti collaterali, tali da rendere necessario se non obbligatorio, durante l’ordinario iter diagnostico, chiedere al paziente se stia assumendo altri farmaci è un dato di fatto.  Non per nulla i “bugiardini” (ovvero i foglietti illustrativi dei vari farmaci) riportano le combinazioni da evitare, non per nulla i FANS vanno assunti dietro  diretto controllo medico e sconsigliamo in todo il “fai da te” come purtroppo spesso accade.

Alla notizia allarmista viene associato un vecchio studio del 2005 e vengono taciuti gli sviluppi successivi, forse perchè l’autore non li conosce o forse per dare impatto all’ingiustificato allarme :

This is an observational study and may be subject to residual confounding that cannot be fully corrected for.

Questo è uno studio preliminare, e può essere soggetto all’esame di variabili esterne che non possono essere completamente esaminate..

Da allora è stato già riscontrato che il diclofenac non è una scelta adatta ai cardiopatici, come riportato dalla BMA (British Medical Association) e dalle stesse case farmaceutiche. L’utilizzo dei diclofenac sui pazienti cardiopatici deve essere bene valutato dal medico specialista.

Citando le parole della dottoressa Sarah Jarvis

his study looked at patients taking very high doses of ibuprofen – 2400 mg a day (twice the maximum dose recommended for people buying ibuprofen over the counter and much higher than the doses I usually prescribe). They also looked at people taking daily diclofenac at a dose of 150 mg. For every 1,000 people who took these medicines at this dose every day for a year, three would have a heart attack when they wouldn’t otherwise have had one and would die as a result. For a single person, the risk isn’t great – but when over 10 million prescriptions are written a year for ibuprofen and diclofenac in England alone, and more are bought over the counter, the potential dangers stack up.

Questo studio è basato su pazienti che assumevano grandi dosi di ibuprofene – 2400 mg al giorno (il doppio della dose raccomandata per chi compra ibuprofene senza ricetta e molto più alte di quelle che io prescrivo di solito).  Sono state esaminate persone che assumono 150 grammi al giorno di diclofenac. Per ogni 1000 persone che prendono queste medicine a quella dose ogni giorno per un anno, tre possono avere un attacco cardiaco che non avrebbero avuto ed una potrebbe morire. Per una singola persona il rischio non è grande – ma quando sono scritti dieci milioni di prescrizioni all’anno per l’ibuprofene ed il diclofenac nella sola Inghilterra, e molte molti di questi farmaci vengono acquistati senza ricetta medica, il potenziale rischio sale.

Even that isn’t the whole picture. When doctors prescribe medicines they’re always weighing up the risks and the benefits. Osteoarthritis and rheumatoid arthritis affect more than 7 million Britons, and in some cases the pain they cause can rule your life. NSAIDs have been used by doctors for many years as part of our quest to help patients control their pain and get their life back. There are alternatives, including paracetamol and codeine-based medicines. Another NSAID, naproxen, doesn’t appear to carry the same risks. But just as all medicines cause side effects in some patients, all work better for some people than for others. For some patients, life is hardly worth living without NSAIDs. If you’re one of these, don’t panic and don’t stop taking your medicine. Instead, speak to your GP about whether there’s a safer alternative that might work for you.

Ma questo non è il quadro completo. Quando i medici prescrivono medicine stanno sempre valutando rischi e benefici. Osteoartrite ed artrite reumatoide colpiscono più di sette milioni di inglesi, ed il dolore che provocano può dominare completamente la loro vita. I FANS sono stati usati dai medici per molti anni per aiutare i pazienti a controllare il dolore e riavere quindi una buona qualità di vita. Ci sono alternative, come il paracetamolo e la codeina. Un altro FANS, il naproxen, non sembra avere gli stessi rischi. Ma come tutte le medicine causano effetti collaterali in alcuni pazienti, alcune lavorano meglio di altre su alcuni. Per alcuni pazienti, la qualità della vita è bassissima senza i FANS. Se siete tra loro non fatevi influenzare da allarmismi e non smettete di prendere le vostre medicine. Invece, parlatene col medico curante per capire se ci sono alternative più salutari che potrebbero funzionare per il vostro caso.

What about the majority of us, who take an occasional dose of ibuprofen when we have a headache or the odd ache and pain? All NSAIDs can irritate your stomach lining and cause indigestion or, rarely, bleeding from the stomach. They can also make asthma worse, so should be used with caution if you have asthma. But this study isn’t suggesting there’s any significant risk to your heart from an occasional dose of ibuprofen. Likewise, ibuprofen is extremely effective at reducing pain and fever in children, and there’s no evidence the heart risks extend to kids. So what does this mean for most of us, who just reach for occasional pain relief? If they haven’t caused problems so far, keep taking the tablets.

E per la maggioranza di noi, che prendono occasionali dosi di ibuprofene solo quando hanno un mal di testa o dolori saltuari? I FANS possono irritare il rivestimento dello stomaco e causare indigestioni o, raramente, sanguinamento. Possono peggiorare l’asma, quindi vanno usati con cautela se siete affetti da asma. Ma questo studio non dimostra che ci sono rischi gravi per il vostro cuore da una dose occasionale. L’ibuprofene è molto efficace per ridurre dolore e febbre nei bambini, e non ci sono prove che il rischio si estenda a loro. Che significa per molti di noi, che hanno bisogno solo dell’occasionale cura di dolore saltuario? Se non avete avuto problemi, continuate ad usarli.

Abbiamo visto quindi che, il rischio riportato dall’articolo, è relativo e circoscritto solo ad alcune condizioni:

  • Ad alti dosaggi del farmaco, oppure ad assunzioni prolungate nel tempo, per la gestione di malattie che provocano dolore cronico e non acuto
  • In presenza di combinazione con altri farmaci determinati e riportati nei fogli illustrativi
  • Su soggetti cardiopatici o su soggetti asmatici

Inoltre, come spesso accade, il rischio viene confuso con  una causa effettiva, ovvero “rischiare” viene concepito erroneamente come “provocare in effetti”.
Quindi scrivere che il Voltaren  in compresse se non addirittura in pomata provoca l’infarto è scrivere una grande bufala.

Allo stesso tempo è una grande bufala basare assurde ipotesi generalizzando uno studio riservato ad una tipologia di pazienti già sofferente per patologie cardiache.
Per un esempio pratico immaginate di dare la vostra auto ad una persona  senza patente, ovvio che il rischio di incidenti aumenta in modo considerevole ma non si può assolutamente scrivere che la vostra auto provoca la morte.

C’è un’immensa differenza tra un soggetto sano che mangia un piatto di patatine fritte ed un cardiopatico che mangia lo stesso piatto e la stessa quantità, il secondo è soggetto a dei rischi che non possono essere generalizzati.

La moda di attaccare la scienza è purtroppo  una nuova religione… Il consiglio, come sempre, è quello di fare fede al vostro medico specialista senza credere a ciò che si legge in giro su Internet, come avete visto più volte, le notizie dei blogger sono spesso e volentieri grandi fraintendimenti o occasioni per  acchiappare click.

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Scrivi un commento

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Bufale

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Pubblicato

il

Molti ne hanno parlato con l’entusiasmo affascinato di chi è spettatore di un evento epocale. Qualcun altro l’ha definita una manovra pubblicitaria ben congegnata con un valore scientifico del tutto marginale. Ma su una cosa tutti sembravano essere d’accordo: la Tesla Roadster di Elon Musk è stata davvero lanciata nello Spazio con il razzo Falcon Heavy lo scorso martedì 6 febbraio.

E invece no, già poche ore dopo il lancio – e via via nei giorni a seguire – hanno iniziato a diffondersi online video caricati su YouTube e articoli che spiegavano perché, secondo quanto sostenuto dagli autori di quei contenuti, tutto l’evento non fosse che l’ultima messa in scena da parte delle agenzie spaziali per farci credere che siamo in grado di andare nello Spazio e che la Terra non è piatta.

Ecco allora una lista delle obiezioni sollevate da complottisti vari, nostrani e non, per sostenere che la diretta del lancio sia stata solo una bufala. Per ciascuna di queste fantomatiche incongruenze esiste una spiegazione ben precisa.

1. Perché l’automobile è stata ripresa da angolazioni diverse?
Sarà forse perché tutte le immagini sono state raccolte in uno studio televisivo? No, molto più semplicemente, la Tesla Roadster è stata lanciata insieme a una base e a una serie di intelaiature e supporti, sui quali erano installate le telecamere. Ovviamente i punti da cui effettuare le riprese sono stati accuratamente studiati per evitare che le telecamere si inquadrassero reciprocamente, dunque durante la diretta del lancio nessuno ha potuto vedere né i supporti né le apparecchiature di ripresa.

Il piccolo trucchetto cinematografico ha sicuramente aumentato la spettacolarità del filmato, ma ha alimentato anche i sospetti dei più scettici. Tuttavia, a fugare ogni dubbio è stata un’immagine pubblicata già prima del lancio e che mostra esattamente la posizione delle telecamere e dei supporti.

tesla spazio

2. Perché l’illuminazione cambia e compaiono delle ombre?

L’automobile e la sua intelaiatura non erano dotate di alcuna sorgente luminosa, dunque tutta la luce che ha permesso di eseguire le riprese era quella naturale. Dato che nella sua orbita l’auto è stata sottoposta a diverse condizioni di illuminazione in base alla sua posizione relativa al Sole, l’effetto (spettacolare) che ne è derivato è stata l’enorme varietà di giochi di luci e ombre. Inevitabile che in certi momenti anche i supporti proiettassero le loro ombre sulla carrozzeria della Roadster. Le ombre, semmai, sono una prova dell’originalità del video, non che si tratta di una messa in scena.

3. Esistono conferme indipendenti della veridicità del lancio?

Molte, moltissime. A parte le agenzie spaziali di tutto il mondo (che per i sostenitori delle teorie del complotto sono dei complici, quindi non si contano), astrofili e astrofili hanno raccolto prove che l’automobile fosse davvero in volo. Ma sappiamo che, per chi non vuol sentir ragioni, si potrebbero trovare decine o centinaia di testimonianze e non si risulterebbe comunque convincenti. A titolo di esempio, ecco che cosa ha raccolto il Virtual Telescope Project inquadrando l’automobile.

4. Perché al Kennedy Space Center le nuvole si spostavano a caso?

Si tratta di una tesi rilanciata da un video caricato su YouTube, nel quale si sostiene che due piccole nubi che all’inizio si trovano a destra della rampa di lancio a un certo punto si spostino sulla sinistra, svelando (secondo l’autore) chissà quale mistificazione. In realtà il confronto proposto riguarda immagini riprese da telecamere diverse, quindi c’è anzitutto una questione di prospettiva che dipende dal punto di osservazione. Inoltre, le nubi delle due immagini non sono affatto uguali, come si può notare anche nello stesso video complottista.

5. Perché al momento dell’uscita della Roadster si vede un lampo di luce?

In un altro video visibile su YouTube si sostiene che la prova incontrovertibile che si tratta di una messa in scena si trovi al momento dell’uscita dell’automobile dal corpo del razzo. In quell’istante si vede un forte bagliore, che viene presentato come “un modo per risolvere un problema tecnico legato allo schermo verde” al momento del “cambio di sfondo” tra l’ambiente interno al razzo e lo Spazio. La tesi del video sarebbe rafforzata, secondo chi lo ha caricato online, dal fatto che almeno un fotogramma della sequenza è completamente bianco, e dunque rappresenterebbe il passaggio tra le due ambientazioni artificiali. La spiegazione, invece, è che nel passaggio all’esterno sono cambiate le condizioni di luminosità, quindi le telecamere hanno avuto bisogno di qualche frazione di secondo per regolare automaticamente le condizioni di ripresa, risultando accecate per qualche decimo di secondo.

5. Elon Musk in persona ha dichiarato che si tratta di un falso?

Assolutamente no, ha affermato proprio il contrario. Con una battuta durante la conferenza stampa, Musk ha detto che “possiamo essere sicuri che sia tutto vero perché sembra terribilmente un falso”, facendo riferimento a quanto le immagini dello Starman siano stravaganti ed eccentriche.

6. Nel video si vede che la Terra è piatta o addirittura concava?
Si tratta di un’effetto di distorsione ottica dovuto alle lenti. In alcuni fotogrammi raccolti dalle telecamere esterne del razzo Heavy Falcon la Terra appare, sul bordo sinistro dell’immagine, effettivamente deformata. Così, armati di righello, i sostenitori del terrapiattismo hanno verificato che in quei fotogrammi la superficie della Terra non solo appare diritta, ma leggermente ricurva dalla parte opposta. Anziché essere sferica, dunque, la Terra sarebbe a forma di conca: il celebre terraconchismo.

7. Le immagini della Terra mostrate sullo sfondo sono false?

In un video in italiano caricato su YouTube si sostiene proprio questo, dicendo che nelle immagini della Terra si vede troppa acqua. La prova schiacciante sarebbe dunque che, nel presunto video-montaggio, chi ha costruito il filmato avrebbe deciso di mettere sullo sfondo una foto della Terra diversa da quella che ci hanno sempre mostrato. Forse l’ideatore del video non sa che la Terra è coperta per più di due terzi da acqua, e inoltre sostiene che non ci siano terre emerse sulla base di un’immagine sfocata e con il globo terrestre in buona parte coperto da formazioni nuvolose.

8. Le formazioni nuvolose restano identiche anche a distanza di giorni?

Sì, se riguardi sempre lo stesso video in loop. In un contenuto caricato su YouTube nei giorni scorsi e ora rimosso (qui il link originale) si sostiene che tutta l’operazione di Elon Musk sia un falso poiché la Tesla Roadster sembra percorrere sempre la medesima orbita intorno alle Terra e nelle immagini sullo sfondo la superficie terrestre appare coperta sempre dalle stesse identiche conformazioni nuvolose. Peccato che l’abile smascheratore di truffe non si sia accorto che stava seguendo una diretta video fake rimandata in loop da qualche canale YouTube, che ritrasmetteva a ciclo continuo le immagini ufficiali di SpaceX durate solo qualche ora. (Esistono canali YouTube, infatti, che sull’onda del successo mediatico dell’operazione stanno continuando a trasmettere le immagini attraverso dirette video simulate, per accaparrarsi qualche click in più.) Smascherato dagli utenti, autore del video lo ha prontamente cancellato.

9. Dallo sfondo dell’inquadratura sono state rimosse le stelle?
In buona parte delle riprese che ritraggono l’automobile non è possibile individuare le stelle. Si tratta di un’obiezione complottista sollevata già altre volte in occasione delle riprese relative alla Stazione Spaziale Internazionale: la spiegazione, dunque, è sempre la stessa. Le stelle sono visibili dalla superficie terrestre e ancora meglio dallo Spazio (ossia fuori dall’atmosfera), ma per catturarle in un’immagine occorre che il sistema di ripresa sia nelle condizioni adeguate. Se nell’inquadratura sono presenti corpi molto luminosi come la Terra o, in questo caso, un’automobile direttamente investita dalla luce solare, il tempo di esposizione deve essere mantenuto basso. Ciò impedisce di raccogliere nell’immagine gli elementi meno luminosi, come ad esempio le stelle. In alcune sequenze del video più buie, però, le stelle sono visibili, come si può vedere facilmente in questo video intorno alla posizione 3:36:20 (soprattutto nell’angolo in basso a sinistra dell’inquadratura).

Ci sono poi una serie di altri evergreen del complottismo che sono emersi di nuovo, ma che probabilmente non meritano di essere approfonditi perché già sentiti e risentiti. Fra questi, l’idea che la Tesla Roadster non fosse nello Spazio ma sott’acqua (e che dunque i minuscoli bagliori luminosi sullo sfondo non fossero in realtà stelle ma bollicine d’aria), che tutta la SpaceX non sia altro che una costola della Nasa sfruttata per fare propaganda spaziale, che nelle immagini ci siano una serie di foto-ritocchi e che non possa esistere un’automobile di un materiale così robusto da resistere nello Spazio.

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

 

Crediti :

Wired

Continua a leggere

Bufale

Nel Regno Unito sei bambini autistici sono stati “curati” con la candeggina

Pubblicato

il

Vecchie truffe e nuovi santoni. Era il 2010 quando, partendo dagli Stati Uniti, si era diffusa in tutto il mondo la demenziale pratica di tentare di curare una lunga serie di patologie attraverso un disinfettante a base di composti del cloro. Oggi, a distanza di quasi otto anni, pare che non sia cambiato granché (almeno nel Regno Unito), a parte due dettagli: il nome del guru, che prima era Jim Humble e ora invece è Danny Glass, e la tipologia di disturbi trattati, dato che ci si sta concentrando soprattutto sull’autismo.

ANTIBUFALA Attenzione! Rischio bufala elevato

Il fenomeno è tornato all’attenzione dei media dalla fine di gennaio, quando il quotidiano britannico Daily Mirror ha pubblicato una dettagliata inchiesta sull’attuale diffusione del fenomeno. Scoprendo che, solo negli ultimi mesi, almeno sei coppie di genitori sono state interrogate dalla polizia dopo essere state accusate di aver rischiato di avvelenare i propri figli autistici attraverso la somministrazione di trattamenti alternativi potenzialmente pericolosi.

I media britannici lo hanno definito scandalo Bleachgate, che da noi potrebbe essere tradotto con qualcosa del tipo Candeggiopoli.

Difficile credere che un genitore, seppur mosso dalla disperazione, possa essere così scellerato da somministrare a un infante della candeggina come quella che si trova in vendita nei supermercati. E infatti non è esattamente così poiché, al posto di una soluzione di ipoclorito di sodio al 10% come quella utilizzata per le disinfezioni domestiche, ne viene somministrata un’altra molto più diluita.

candeggina

(Foto: Sunday People)

La tesi pseudo-scientifica di chi promuove il trattamento

Il punto di partenza per giustificare i trattamenti  è l’idea che l’autismo sia causato da (non meglio precisati) parassiti che albergherebbero nel corpo dei bambini, accumulandosi soprattutto nell’apparato digerente e in particolare nel tratto intestinale. La fantomatica cura per l’autismo, dunque, consisterebbe in un lavaggio disinfettante da praticare per bocca o attraverso un clistere, impiegando opportune soluzioni candeggianti che possano uccidere ed eliminare i parassiti. La terapia (se così si può definire) pare possa prevedere fino a 16 somministrazioni al giorno per un periodo prolungato che va dai tre ai sei mesi, anche se solitamente si parla di 7 ingestioni per via orale o 3 clisteri al giorno. Una terapia da portare avanti anche qualora il bambino lamenti dolori e bruciori, confidando che siano il segno dell’efficacia del trattamento e notando che la capacità di sopportazione del paziente tende a migliorare giorno dopo giorno.

Ma cosa c’è dentro?
Su questo punto ormai i dubbi sono pochi, perché la composizione della soluzione è stata stabilita accuratamente. Il prodotto commerciale più spesso associato a questa pratica è la Miracle Mineral Solution (Mms), per la quale Salvo Di Grazia sul suo blog approfondì la questione più di sette anni fa. Originariamente, tra l’altro, la Mms era spacciata come la panacea per tutti i mali, mentre ora pare che il focus sia centrato sui trattamenti per l’autismo. In sintesi si tratta di una miscela molto diluita di ipoclorito di sodio e acido citrico, che reagendo formano una miscela comunemente impiegata (in forma concentrata) anche nelle industrie come detergente, sbiancante e smacchiante.

O è inutile, o fa male
Sul fatto che ingerire o spruzzarsi nell’intestino candeggina possa far male alla salute non c’è molto da aggiungere. I primi sintomi sono generalmente vomitodiarrea e disidratazione, a cui si aggiunge una lunga lista di altri effetti tossici a medio e lungo termine, inclusi possibili danni al dna dovuti al forte potere ossidante della sostanza.

Tuttavia nei prodotti come la Mms si utilizza un piccolo trucco di marketing, nel senso che si millantano fantastiche proprietà disinfettanti nonostante la soluzione in vendita sia poco più che acqua del rubinetto. Abbassando drasticamente la quantità di additivi a base di cloro, infatti, si ottiene nella pratica una miscela così diluita da avere concentrazioni di disinfettante paragonabili a quelle immesse negli acquedotti urbani, o al massimo come quelle di una piscina. In questo caso si riducono drasticamente anche gli effetti nocivi della soluzione, ma a maggior ragione diventa evidente che la miscela non possa avere alcun effetto benefico nel trattare l’autismo. Qualora la soluzione fosse più concentrata, invece, all’assenza di benefici si aggiungerebbero altri effetti collaterali da utilizzo prolungato come corrosione dei tessutiipercloremia e disordini idroelettrolitici, tanto più seri quanto più il bambino è piccolo.

La truffa ha un motore economico?
Con il vecchio santone Jim Humble il legame con il denaro era più evidente, perché oltre alla soluzione Mms (in vendita a 30 euro a flacone) si trovano online anche una serie suoi di libri che promuovono il trattamento e tentano di darne una giustificazione scientifica. Con Danny Glass, invece, la questione è un po’ più sottile, perché (almeno apparentemente) non c’è alcun guadagno diretto dalla promozione dei trattamenti.

(Foto: YouTube)

 

Noto anche come Sunfruit Dan, Glass è un ex tossicodipendente di origini britanniche ora trasferito in Thailandia, che lo scorso mese ha raccontato pubblicamente di aver causato la morte della propria fidanzata incinta in seguito a un incidente stradale dovuto alla sua guida spericolata. Visto il curriculum, è possibile che non ci sia alcun sopraffino piano economico, e probabilmente lo stesso Glass non ha ancora ben chiaro come monetizzare la propria popolarità. Anzi, secondo quanto emerso dall’inchiesta pare che altri abbiano già pensato di sfruttare i suoi video per avviare qualche attività.

Dettagli inquietanti e dove trovarli
Il Daily Mirror ha scoperto, grazie alla testimonianza di alcuni genitori, dell’esistenza di un gruppo segreto su Facebook in cui ci si scambiano consigli e feedback sulla terapia. E in cui si trovano altre persone riconducibili alla catena di distribuzione del Mms o che offrono consulenze a pagamento via Skype. Probabilmente sconfortati dall’assenza di una cura efficace per l’autismo, molti genitori che hanno deciso di tentare il trattamento si sono lasciati convincere da argomentazioni del tutto infondate e anti-scientifiche. Tra chi sostiene che ci sia un complotto da parte delle case farmaceutiche per mantenere sotto censura gli effetti benefici della candeggina diluita, chi realizza una sorta di statistica sulla base dei commenti sui miglioramenti clinici pubblicati online da parte dei genitori e chi chiede l’inserimento a posteriori della Mms tra le cure alternative soggette a sperimentazione clinica sull’uomo, purtroppo è difficile credere che il fenomeno si stia esaurendo.

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

Crediti :

Wired

Continua a leggere

Bufale

Bicarbonato di sodio contro il cancro, perché la “terapia Simoncini” è una bufala

Pubblicato

il

L’ultima notizia è la condanna di Tullio Simoncini, ex medico già radiato dall’ordine professionale in Italia, a cinque anni e mezzo con l’accusa di omicidio colposo ed esercizio abusivo della professione. Nel 2012 Simoncini, operando dal suo studio a Tirana in Albania, aveva convinto un paziente oncologico 27enne di Catania a sottoporsi a un trattamento a base di bicarbonato di sodio in somministrazione endoarteriosa come unica terapia contro il cancro al cervello. Si parla di migliaia di euro di spese, a cui ha fatto seguito la morte del paziente – sottratto ad altri trattamenti più efficaci – appena due giorni dopo l’inizio della terapia.

Non si tratta certo di una vicenda nuova per la cronaca italiana (qui su Wired se ne parlava già nel 2012), ma la condanna esemplare stabilita lunedì 15 gennaio dal tribunale monocratico di Roma è l’occasione per fare il punto sull’efficacia – o meglio, sull’inutilità – di iniezioni a base di bicarbonato o di qualunque altro tipo di assunzione per combattere il cancro.

In Italia la presunta cura anti-tumorale si è fatta conoscere con il nome di terapia Simoncini, ma l’origine del trattamento è da ricercarsi in un fenomeno scientifico ben studiato e noto come effetto Warburg. Otto Heinrich Warburg, a cui si deve il nome dell’effetto, è il fisiologo tedesco che nel 1931 ha vinto il premio Nobel per la medicina e la fisiologia grazie alle sue scoperte sul metabolismo dei tumori.

Che cosa ha davvero scoperto Warburg
Attraverso i propri studi di fisiologia, lo scienziato tedesco aveva verificato che i tessuti tumorali inducono un aumento locale della produzione di energia a livello cellulare.

 

Si tratta di un meccanismo detto glicolisi, che avviene tramite consumo di glucosio e normalmente si verifica solo quando un tessuto è in carenza di ossigeno. Fanno però eccezione i tumori, in corrispondenza dei quali la glicolisi può verificarsi anche in presenza di abbondante ossigeno.

L’energia prodotta attraverso la glicolisi ha come conseguenza l’accumulo di sostanze acide (che vengono smaltite lentamente) tossiche per l’organismo. L’ambiente acido che si crea facilita l’ulteriore proliferazione del cancro, siccome tende a corrodere i tessuti sani e lascia spazio per l’ingrossamento della massa tumorale.

L’idea terapeutica
In linea di principio potrebbe non essere del tutto folle l’idea di utilizzare una sostanza molto basica, come il bicarbonato di sodio, per contrastare gli effetti della glicolisi neutralizzando le sostanze acide prodotte. In questo consiste, in estrema sintesi, la terapia Simoncini: dato che c’è un accumulo di acidi, risolviamo il problema tramite l’introduzione nel corpo di sostanze basiche. Troppo semplice per essere vero.

Le smentite scientifiche
Già a metà del secolo scorso, ben prima che Simoncini proponesse la propria terapia, le prove scientifiche raccolte a confutazione dell’ipotesi terapeutica del bicarbonato di sodio erano più che sufficienti per abbandonare la sperimentazione. Le conclusioni a cui già allora si era giunti erano principalmente due. In primo luogo, l’assunzione di una sostanza basica ha un effetto sull’intero organismo e non localizzata nell’area del tumore, dunque l’effetto di neutralizzazione delle sostanze acide è molto limitato. Di conseguenza, occorre un’enorme quantità di bicarbonato di sodio per variare in modo significativo l’acidità dei tessuti. La seconda conclusione, derivante dalla prima, è che le quantità di bicarbonato richieste sono così elevate che danneggerebbero gli organi sani.

Quest’ultimo è proprio il caso del paziente catanese morto poco dopo le somministrazioni di Simoncini: la causa della morte, come riportato da Ansa, fu una grave alcalosi metabolica, ossia un’alterazione del pH del plasma corporeo dovuto all’accumulo di sostanze molto basiche come i bicarbonati.

Tullio Simoncini

Tullio Simoncini

In epoca più recente, una volta abbandonata l’idea che un trattamento a base di sole sostanze basiche potesse costituire una terapia efficace, gli studi scientifici si sono concentrati sulla possibilità che il bicarbonato di sodio possa essere d’aiuto per potenziare l’azione di altri farmaci contro il cancro. L’effetto Warburg, in particolare, limita l’effetto dei farmaci chemioterapici per alcuni specifici tipi di tumore, come quelli al seno. In questo caso l’idea potrebbe essere di far agire il bicarbonato su aree specifiche identificate grazie a strumenti diagnostici ad alta tecnologia (come certi tipi di risonanza magnetica), evitando di contaminare i tessuti sani circostanti.

Attualmente però si tratta di teorie testate in laboratorio sui topi con cancro alla mammella ma non ancora sui pazienti, e quindi anche in questo caso l’efficacia terapeutica resta tutta da dimostrare. Infatti, se da un lato il bicarbonato di sodio può rallentare la crescita tumorale e dunque inibire le metastasi, quando assunto in quantità elevate per molto tempo può causare i già citati danni irreversibili ai tessuti.

Allo stato attuale…
… non c’è alcun effetto benefico dimostrato che derivi dall’assunzione di bicarbonato di sodio come rimedio anti-tumorale. Al contrario, un abuso della sostanza può avere conseguenze serie, danneggiando gli organi sani. Questo non significa che in futuro non potranno essere messe a punto terapie in cui il bicarbonato di sodio abbia un ruolo, ma al momento non esistono protocolli clinici scientificamente validati che includano l’assunzione di questa sostanza per combattere il cancro. Le conoscenze scientifiche consolidate fanno comunque escludere che possa essere messa a punto una terapia basata sul bicarbonato di sodio, ma al più una sostanza molto basica potrebbe fungere da potenziamento all’azione di altri farmaci.

Le fantasticherie di Simoncini
L’ex-medico Tullio Simoncini ha più volte affermato che tutte le forme tumorali sarebbero di fatto dei funghi: una tesi così folle che forse non meriterebbe nemmeno di essere seriamente discussa. Per i più curiosi, sul blog Medbunker è raccolto un ampio e aggiornato approfondimento che illustra e smentisce punto per punto le tesi pseudocientifiche del sedicente guaritore di tumori. Si tratta di una lunga storia che unisce la pseudoscienza alla truffa, tanto economica quanto nei risultati scientifici falsificati, mettendo insieme fotomontaggi, complottismi e manipolazioni scientifiche.

In estrema sintesi, Simoncini sostiene che i tumori sarebbero del tutto analoghi alle infezioni provocate dalla candida. E siccome nei bambini il mughetto (un’infezione del cavo orale) si tratta con semplici applicazioni di bicarbonato, allora tutti i tumori potrebbero essere trattati con la stessa sostanza, o in alternativa con tintura di iodio. Le tesi di Simoncini non prendono esplicitamente in considerazione le questioni relative al pH, all’effetto Warburg o alla glicolisi, ma affrontano l’oncologia in generale con un approccio che non ha il minimo fondamento scientifico.

Il bicarbonato di sodio per la prevenzione tumorale
Il tema delle terapie alternative pseudoscientifiche per i trattamenti anti-tumorali è strettamente legato anche ad alcune diete molto discutibili come quella alcalina, nella quale un ingrediente fondamentale è proprio il bicarbonato di sodio. Su Wired ne abbiamo diffusamente parlato qualche mese fa, raccontando entro quali limiti la dieta alcalina coincide con una semplice dieta equilibrata (assumere frutta e verdura fa bene) e quando invece sconfina nell’antiscientifico, nella truffa e nella magia.

             

DATABASE PRETI PEDOFILI | DATABASE SITI FAKE | CHI SIAMO | ISCRIZIONI | DONAZIONI

 

Licenza Creative Commons

   

 

Crediti :

Wired

Continua a leggere

Bufale

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

2

Pedofilia: una lettera mette nei guai il Papa

A giornalate in faccia come in Cile
  • 8 February 2018 by Giuseppe Maccaferri

2

Pedofilia: una lettera mette nei guai il Papa

IL PRETE PEDOFILO è UN CRIMINALE , IL PRETE GAY ...
  • 7 February 2018 by Graziella Di Gasparro

Trending

Show Buttons
Hide Buttons