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Bufale

La bufala delle calamite sul frigorifero che provocano il cancro

L’unico studio scientifico legato a questa leggenda metropolitana si è rivelato un falso, e non esiste alcun motivo per temere il campo magnetico generato da una calamita. Per i frigoriferi hi-tech, poi, la bufala è ancora meno sensata

L’idea che una calamita appiccicata alla parte esterna del frigorifero possa esercitare un influsso sui cibi conservati all’interno, fino a farli diventare in qualche modo cancerogeni, può apparire una completa scemenza. E in effetti lo è.

Anticipiamo subito la conclusione: non esiste alcuna prova scientifica – né principio fisico o biologico – che possa giustificare una correlazione tra la presenza di magneti permanenti in prossimità degli alimenti e una loro alterazione tale da generare un rischio cancro. Al di là delle solite precauzioni ovvie (per esempio fare attenzione ai bambini piccoli, che potrebbero ingerire le calamite scambiandole per cibo vero), si possono attaccare quanti magneti si desidera al proprio frigorifero metallico senza alcuna preoccupazione.

Le origini della leggenda metropolitana
La falsa storia sulla pericolosità dei magneti da frigorifero compie proprio questa settimana otto anni, almeno nella sua versione digitale. Era infatti il luglio del 2010 quando iniziò a diffondersi a macchia d’olio, prevalentemente via email, una catena allarmistica nella quale veniva citato un fantomatico studio condotto all’università di Princeton, negli Stati Uniti.

Più recentemente, invece, la stessa catena ha ripreso a circolare tramite WhatsApp.

Secondo questa ricerca scientifica, che in realtà è essa stessa un falso, i ricercatori avrebbero condotto (sui topi) uno studio “lungo molti mesi”, in cui avrebbero somministrato a un primo gruppo il cibo conservato in un frigorifero normale, mentre il secondo gruppo sarebbe stato alimentato con il cibo contenuto in un frigorifero decorato con calamite colorate.

Il risultato? I ricercatori (che, ribadiamo, non esistono) avrebbero concluso che nutrirsi con cibo tenuto in prossimità dei magneti aumenta dell’87% la probabilità di sviluppare il cancro. La ricerca sarebbe, si legge, “uno studio clinico rigoroso”, condotto per capire “come la radiazione elettromagnetica irradia il cibo”.

Perché è una bufala
Di motivi se ne potrebbero citare tanti. Anzitutto lo studio menzionato non esiste, né nell’intera letteratura scientifica mondiale si trovano studi che giungano a conclusioni analoghe o simili. In secondo luogo, i portavoce della stessa università di Princeton, contattati da Hoax Slayer, hanno negato il coinvolgimento dell’ateneo in studi di questo genere e hanno espresso preoccupazione per la circolazione di una simile tesi allarmistica senza fondamento.

In aggiunta, la catena menzognera contiene evidenti errori scientifici, attribuendo alle calamite la generazione di un campo elettromagnetico (quando in realtà si tratta di un campo magnetico statico, come accade per tutti i magneti permanenti) e saltando a pie’ pari diversi passaggi logici tutt’altro che assodati. Tra questi, il fatto che eventuali effetti irradiativi sul cibo si trasmettano a chi lo ingerisce, l’analogia tra la reazione nei topi e negli esseri umani, oltre che l’effettiva intensità del campo magneticogenerato dalle calamite e propagato all’interno del frigorifero.

Già quest’ultima questione, da sola, sarebbe sufficiente a far crollare tutto il castello di sabbia degli allarmismi. I magneti da frigorifero sono di solito delle calamite ben poco potenti e il campo magnetico che generano non penetra in modo apprezzabile nella cavità dove sono contenuti gli alimenti, o comunque ha un’intensità del tutto trascurabile rispetto ad altre fonti di campi magnetici (o elettromagnetici). Quindi il campo magnetico delle calamite non solo è innocuo, ma è anche di fatto assente sulle scaffalature dove c’è il cibo.

Come mai la storia sta diventando via via più folle
Con il passare degli anni, emerge sempre più chiaramente l’assurdità della leggenda metropolitana. I frigoriferi di costruzione più recente, infatti, contengono numerose altre sorgenti di campi magnetici ed elettromagnetici, a iniziare dal motore alimentato elettricamente e senza dimenticare che ormai molti modelli sono dotati di un sistema magnetico di chiusura che garantisce una corretta sigillatura della camera refrigerata. Perché ci dovremmo preoccupare della calamite all’esterno e non delle fonti interne? Come mai gli “studi rigorosi” se ne sono del tutto dimenticati?

Già da tempo nei veri laboratori di ricerca, e recentemente anche in quelli di sviluppo industriale, sono allo studio sistemi di refrigerazione che raffreddano proprio sfruttando le proprietà dei campi magnetici. Nessuno, finora, ha mai sollevato perplessità legate alla sicurezza sanitaria di tali sistemi. E se è vero che il tema dell’effetto dei campi elettromagnetici sulla salute umana è un capitolo tutt’altro che chiuso, il dibattito scientifico verte semmai sull’esposizione diretta di una persona a un simile campo, non sulla trasmissione di questi eventuali effetti negativi attraverso il cibo ingerito.

Qualche esempio di rischio più concreto sui magneti da frigo
Oltre al già citato pericolo di ingestione accidentale da parte dei bambini, un altro elemento a cui fare attenzione è l’interazione tra magneti da frigorifero e pacemaker. Alcuni magneti – soprattutto al neodimio – possono interferire con il funzionamento del dispositivo, e dunque è sconsigliabile per un portatore di pacemaker avvicinarsi a uno sportello del frigorifero decorato con calamite se non se ne conoscono le caratteristiche di fabbricazione.

Infine, trattandosi di oggetti che vengono tipicamente tenuti in cucina, potrebbe essere opportuno fare un controllo sulle certificazioni delle calamite prima di appiccicarle al frigorifero. Non per il campo magnetico in sé, ma per i materiali di costruzione e le caratteristiche di lavorazione. Un prodotto contraffatto, ad esempio, potrebbe rilasciare sostanze non particolarmente desiderabili.

 

 
  

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Crediti :

Wired

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