Contattaci

Medicina

La conversione di Grillo: viva i vaccini. Ma le “curve anti-scienza” insorgono

Beppe Grillo e il sì a Roberto Burioni. L’ira dei complottisti novax

Pubblicato

il

Finalmente è tornato sulla terra Grillo. E l’ha trovata piatta. E infatti contro la benemerita conversione filo-scienza di Beppe si sta già scatenando il popolo delle scie chimiche e insorgono anche i terrapiattisti. E si sentono delusi e traditi quelli che credono nei microchip sotto pelle infilati dalla Cia, i tifosi del morbillo contro vaccino e i sostenitori degli infusi di polenta macrobiotica e dei massaggi con i chicchi di grano non Ogm a millimetro zero. Si è tanto vellicata la paccottiglia New Age che quella adesso si rivolta contro gli apprendisti stregoni. I terrapiattisti sono quelli che Grillo, prima di questa svolta (ma è vera o è l’ennesima trovata da comico?), ospitava allegramente nel suo blog. Così: «Non è vero che la terra sia piatta» ed «sono frutto di un complotto tutte le foto e i video che ritraggono la forma sferica del nostro pianeta». La favola è finita. Grillo fa il patto per la scienza con uno dei suoi paladini più pop, il medico Roberto Burioni, e addirittura – qui è Di Maio che impazzisce di rabbia – con Renzi e con quelli del Pd. Possibile? Era sperabile.

E così Grillo continua a sentirsi l’Elevato ma almeno dice di non credere più agli sciamani e dunque non ripeterebbe più – chissà! – quelle brutte cose che diceva a favore di Di Bella e del suo metodo e contro l’illuminismo clinico di Umberto Veronesi da lui soprannominato «Cancronesi». E «le donne che fanno la mammografia finanziano Veronesi». Per non dire delle offese a Rita Levi Montalcini.

LE PERLE
Si sono arrabbiati tutti con lui, anche perché implicitamente ha detto che sulla forma della terra avevano ragione Galilei e Copernico (eresia!), ha bucato tutto il pallone della retorica No-Vax che ha tanto alimentato le glorie anche elettorali grilline e questo approdo al buon senso e al realismo lo ha spiegato così: «Ma davvero qualcuno poteva credere che fossi un anti-vaccinista? Per credere davvero a una cosa del genere bisogna avere un tipo di mentalità da terrapiattisti». Apriti cielo. Ed è più che ovvio – «No comment» – l’imbarazzo di big, come la ex vicepresidente del Senato M5S, Paola Taverna, la quale ha inanellato in questi anni una serie di perle. Queste. «I vaccini sono come i marchi delle bestie». E i medici sono insorti: «Noi non marchiamo le vacche, salviamo i bambini». Il suo, infatti, di bambino, la Taverna comunque – non si sa mai – lo ha fatto vaccinare, ma il vaccino, ecco la retorica pentastellata doc, «non deve essere un obbligo». Sempre la Taverna è quella che alla puntura predilige un metodo alternativo: «Quando ero piccola, per immunizzarci, andavamo a trovare i cugini malati». Ma forza Beppe, tornato sulla terra (piatta), dai suoi voli nella sotto-cultura ancestrale e demagogica per cui dove c’è sapienza c’è imbroglio e dove c’è farmaco c’è lobby. E presso il popolo dei creduloni, che sono anche elettori, certe fandonie pagano. Diceva cose così Beppe nella fase sciamanica: «Lo screening, le diagnosi precoci, gli esami medici preventivi? Non servono», «L’Aids? Non è causata dall’Hiv», «I vaccini? Eliminano le difese immunitarie, fanno ammalare e uccidono», «Ogni tre mesi c’è una scoperta scientifica finta e una raccolta di fondi vera», «Il vaccino dell’epatite B lo hanno inventato De Lorenzo e Pomicino».
E ci voleva un ex politico, perché ormai Beppe è tornato nella sua sfera artistica, per dare al movimento da lui fondato una scossa contro le panzane che fanno audience ma fanno anche male. Ed è così sconvolgente la conversione dell’Elevato che, magari, la parte pensante di M5S potrebbe prendere coraggio e dire una volta per tutte che non ne può più della vecchia insensatezza sulle scie chimiche, delle teorie del «complotto del grano saraceno», della congiura su Xylella, della bufala per cui la sperimentazione animale è «vivisezione» e via così. M5S era il partito che lanciava accuse contro la scienziata Ilaria Capua. E dè anche questo: «Mai stati sulla luna» (parola di Carlo Sibilia); «Ma si può escludere che esistano le scie chimiche?» (Paola Taverna); «Esistono le sirene!» (l’onorevole Tatiana Basilio); e l’ex deputato Paolo Bernini, vegano e disiscritto alla chiesa cattolica: «In America hanno cominciato a mettere i microchip all’interno del corpo umano». Volendo, la casistica si può allargare anche al Dibba, perché visto che si sta parlando di bufale anche lui ha detto (non è l’unica) la sua su braciole e conflitti africani: «Avete mai pensato che molte guerre vengono combattute per il rifornimento idrico fondamentale per l’industria della carne?».
Piano piano però – anche se l’ex numero uno dell’Istituto superiore di sanità si è appena dimesso dicendo: «Troppe posizioni antiscientifiche nel governo» – qualche segno di ravvedimento si coglie. Come il suo omonimo, la ministra Giulia Grillo non è ormai No-Vax e il nuovo commissario dell’Iss, Silvio Brusafero. La conversione di Beppe può aiutare questo processo di ragionevolezza. Sperando che alla capriola non segua, perché tutto fa spettacolo, la contro-capriola.

C’è chi fa ironia: «Mi hai deluso Beppe, io per curarmi uso salassi e sanguisughe e sto benissimo» (Michele). E chi è indignato davvero: «Sei l’artefice del più bieco e vile comportamento umano, il tradimento». Quel che è certo è che il «Patto trasversale per la scienza», pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog (qui l’intervista all’immunologo che ha convinto Grillo a firmare), provoca un immediato travaso di bile al core business dei 5 Stelle, il bacino elettorale più vezzeggiato e amato, vero spin doctor del successo del Movimento: la rete. L’algoritmo è impazzito. E non si sente tanto bene neanche quella corposa fazione dei 5 Stelle che ha lavorato spalla a spalla con i comitati no vax, drenando voti e consensi.

L’attacco del fedelissimo «No vax»

Basta sentire quel che dice Davide Barillari, il consigliere laziale no vax che già era stato rimbrottato pochi mesi fa per aver detto che «la politica viene prima della scienza»: «Non me l’aspettavo questa da Beppe, non mi è piaciuta questa uscita. Questi pseudo scienziati sono legati al Pd, a Renzi e alle case farmaceutiche. Come ci si può fidare di Burioni?». Grillo però ha preso le distanze da Burioni, dicendo che ha firmato l’appello di Guido Silvestri. Va meglio? «No, Silvestri deve chiarire molte cose, ha conflitti d’interesse e scarsa trasparenza». Barillari spiega che «molti dei nostri sono arrabbiatissimi, anche perché è in corso la revisione della legge 770 , ne sto parlando con i nostri in Commissione». La rete, intanto, esplode. E l’intervento successivo riparatorio di Grillo, ottiene la stessa moneta: «Ti sei sgamato da solo, fanfarone. E questa non te la passiamo. Puoi andare» (Andrea). La linea è cambiata, anche se non si può dire. Del resto Grillo ne ha dette di tutti i colori negli anni. Che «l’Aids non esiste», che Di Bella era un martire, Rita Levi Montalcini «una vecchia (omissis)», e Umberto Veronesi «Cancronesi». Nel ’98, nello show Apocalisse, spiegava che i vaccini ci fanno ammalare e che difterite e poliomelite stavano sparendo da sole.

La linea M5S cambiata sui vaccini

Negli ultimi anni la linea è cambiata. Ma nessuno ha avvertito la base. I voti sono continuati ad arrivare dai No Vax (così come dai No Tav, i No Tap e da tutti gli altri No). E i vertici hanno preferito tenere una linea ambigua. Una direttiva interna ordinava: «Dite sempre che vaccinerete i vostri figli». Un modo per rassicurare, ma poi proseguire con i distinguo utili per tenere buoni i No vax. Sulla rete ora si adombra la minaccia più spaventosa: «Voterò Pd solo per farvi un torto» (Eusebio). Molti parlamentari tacciono. Tra i più critici c’erano Paola Taverna («I vaccini sono marchi per le bestie»), Roberta Lombardi, Dalida Nesci, la stessa ministra Giulia Grillo. Molti 5 Stelle laziali erano in contatto con la destra romana no vax. Per esempio, con Paolo Gramiccioli, voce radiofonica romana vicina a Gianni Alemanno, in giro da mesi con uno spettacolo che attacca la legge Lorenzin, «la più grossa azione corruttrice della storia» (tra le spettatrici, la senatrice Silvia Vono). In Lombardia, l’esponente dei meet up Gian Paolo Vanoli diceva pacioso: «I vaccini fanno diventare gay». Tutto cambiato. Marina si lancia in un «Vaffa». Un «renziano» si diverte: «Mangio i popcorn». Un altro commenta: «Visto cosa succede a fomentare per anni analfabeti funzionali?» (Fabio). Fino al commento tombale di Annalisa, il colmo, la nemesi per M5S: «Vergognatevi! Siete tutti uguali, fate schifo».





Licenza Creative Commons



Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Medicina

Figli senza vaccinazione: coppia friulana non potrà più occuparsi della loro educazione

Udine, padre e madre si sono visti sospendere la responsabilità genitoriale: il Tribunale dei minori nominerà un tutore

Pubblicato

il

UDINE. La loro battaglia contro l’obbligo vaccinale è giunta a un epilogo. Per un periodo transitorio non avranno più il potere di scelta, nè per la cura, né per l’educazione di due figli minori che, comunque, restano loro affidate.

Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Trieste notificando a una mamma e un papà della Bassa friulana il provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale.

Con atto successivo il Tribunale indicherà un curatore speciale dei due minori e che sarà chiamato ad assumere tutte quelle decisioni utili al loro benessere psico fisico.E non è escluso che uno dei primi atti che il curatore sarà chiamato a svolgere sia quello di sottoporre i due piccoli alle previste vaccinazioni. I due genitori sono no vax e il loro figlio più grande lo scorso mese di marzo non era stato ammesso alla scuola dell’infanzia.

Il suo nome, infatti, non compare nell’elenco redatto dalla Regione con la collaborazione delle Aziende sanitarie che contiene i dati di tutti i bambini in regola con le vaccinazioni.

Il piccolo non era stato ammesso a scuola e fra il genitore che l’aveva accompagnato quella mattina e il personale della scuola era nato un acceso confronto, concluso con una denuncia a carico del genitore.

Dopo quella denuncia l’Autorità giudiziaria ha richiesto una serie di accertamenti condotti dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali del Comune di residenza della coppia, dai quali sono emersi alcuni particolari dello stile di vita familiare e delle scelte educative in capo a entrambi i genitori ritenuti dal Tribunale dei minori di Trieste pregiudizievoli per la crescita serena del minore.

Da qui la decisione di emettere a carico di entrambi i genitori un provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale, atto notificato in questi giorni alla coppia e per conoscenza anche ai servizi sociali del Comune nei quale i due abitano.

Gli operatori dei servizi sociali si erano attivati dopo la segnalazione e nel corso degli ultimi tre mesi hanno incontrato più volte la famiglia cercando di mediare nelle decisioni assunte dai genitori, per evitare che si arrivasse al provvedimento del Tribunale.

Un atto temporaneo che, quindi, potrà essere revocato in qualsiasi momento e nel quale vengono invitati i due genitori a nominare un legale: in precedenza per tutta la vicenda della mancata vaccinazione e dell’esclusione da scuola i due erano stati seguiti da un avvocato di Udine affiancato da un avvocato di Trieste.

Alla scadenza dell’11 marzo erano circa una decina i bambini delle province di Pordenone e Udine non in regola con l’obbligo vaccinale e di conseguenza esclusi da asili nido e scuole dell’infanzia, in alcuni casi la protesta dei genitori aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, senza però mai giungere a situazioni di grave criticità.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

Medicina

Peggiora la bimba con il tetano «È tutto assurdo»

Bambina col tetano a 10 anni in rianimazione a Verona, non era vaccinata

Pubblicato

il

Maria, chiamiamola così, è ricoverata da una settimana all’ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Padiglione 30, terapia intensiva pediatrica, piano interrato. Si scendono le scale e si arriva davanti al reparto che nel lato sinistro ospita i neonati chiusi nelle incubatrici, oltre la porta di destra, invece, cura i più grandi.

Tra questi c’è Maria, la bimba di 10 anni di Povegliano che lotta disperata da giorni contro il tetano. Nessun vaccino, i genitori non hanno fatto alcuna profilassi nè a lei nè alla sorella più piccola per nessuna delle patologie per le quali la legge impone di «coprire» fin dalla nascita i figli. Per Maria la scelta novax di mamma e papà è stata fatale: s’è sbucciata un ginocchio, è partita l’infezione, il batterio è entrato in circolo e, da quando martedì scorso è stata ricoverata, piano piano le ha tolto le principali funzioni vitali, riducendola in condizioni disperate.  Maria è intubata, è sedata ed è via via peggiorata: non è più in grado di respirare da sola, non è cosciente, drenaggi ovunque e macchine sempre in funzione stanno lavorando per salvarla.

Nella sala d’attesa della Tip (Terapia intensiva pediatrica) si riposano le mamme che assistono i loro piccoli. Escono pochi minuti dal reparto metaforicamente a «prendere aria» – lì sotto non c’è – lasciando le loro creature alle cure delle infermiere. «Stanno cambiando la flebo», diceva ieri una, «ne approfitto per fare due passi qui».

«L’HO VISTA ENTRARE CON UN CEROTTO…»

E parlando di Maria: «È assurdo come in poco tempo il tetano l’abbia ridotta. Io l’ho vista entrare in reparto sulle sue gambe, la settimana scorsa, aveva un cerotto sul ginocchio ma era in piedi, camminava da sola, stava bene. Sapere adesso che è stesa su quel letto in condizioni così gravi fa tanto, tanto male. E fa pensare. Mi auguro che lo facciano tutti quelli che, in tutta questa vicenda, hanno delle responsabilità oggettive». E poi un’altra mamma: «Ognuno dei bambini qui è ricoverato nella propria stanza quindi più di tanto nessuno sa come sta il cucciolo della porta accanto. È ovvio, tra genitori ci scambiamo qualche parola ma non si può fare con tutti: li vedi subito quelli che hanno i figli in condizioni gravi, capisci che non hanno voglia di niente e non ha senso dire nulla. La mamme e il papà di Maria sono gentilissimi ma non si staccano mai dal suo letto. Di sicuro», sospira con gli occhi lucidi, «siamo tutti con il fiato sospeso, speriamo ce la faccia, speriamo che qualcuno guardi in giù».

LA VICENDA IN TRIBUNALE

La vicenda di Maria è finita in Tribunale: l’autorità giudiziaria sta cercando di verificare se ci siano responsabilità penali legate alla mancata vaccinazione della bambina. Le carte sono sul tavolo del procuratore capo di Verona Angela Barbaglio che, pur invitando alla prudenza in attesa di conoscere gli sviluppi dello stato di salute della piccola, fa intendere che è stata scritta una notizia di reatoa carico dei genitori. «Bisogna stare attenti a misurare ogni movimento, con la massima comprensione per il profilo umano», puntualizza, «dall’altra parte però è chiaro che un caso del genere non può passare inosservato, si tratta di una vaccinazione obbligatoria, prevista dalla nostra legislazione».

La legge è la 119 del 2017: prevede, per i genitori inadempienti, «una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro e l’accesso vietato alle scuole per l’infanzia incluse quelle private non paritarie». La mamma e il papà di Maria rischiano di essere indagati per lesioni, al momento.





Licenza Creative Commons



Crediti :

l'Arena

Continua a leggere

Medicina

Advanced Talk 2, come prepararci a un futuro di terapie avanzate

Il futuro della medicina passa dalle terapie avanzate. Ma accanto all’enorme potenzialità che rappresentano per malattie genetiche e tumori, esistono molti nodi ancora da risolvere. Lo hanno ricordato ieri gli esperti alla prima edizione di Advanced Talk 2, organizzato dall’osservatorio Terapie avanzate

Pubblicato

il

(foto via Pixabay)

Luigi Naldini, Salvatore Lo Re, Giulio Pompilio, Riccardo Palmisano. Quattro speaker, quattro esperienze diverse, quattro racconti paralleli sullo stesso tema: il presente, ma soprattutto il futuro delle terapie avanzate. Sono stati loro – un ricercatore di fama internazionale, un paziente-impaziente come lui stesso si è definito, un cardiologo che lavora nel processo di valutazione e regolamentazione all’Ema (l’Agenzia europea dei medicinali) e un rappresentante del mondo dell’industria – i protagonisti della prima edizione di Advanced talks on Advanced therapies (At2), organizzato da Osservatorio Terapie Avanzate.

Terapie avanzate: ne arriveranno sempre di più

Il filo conduttore dell’evento è stato questo: siamo ormai arrivati a maneggiare terapie avanzate – come terapie geniche e terapie cellulari – ed è molto probabile che in futuro ne arriveranno di nuove. E siamo di fronte a qualcosa di completamente nuovo, che dobbiamo imparare ancora a comprendere dal punto di vista biologico, a misurare in termini di efficacia a lungo termine e sicurezza, e a gestire, dal punto di vista regolatorio e di sostenibilità. Una serie di sfide, come le ha chiamate Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget), aperte proprio dalle enormi potenzialità che queste terapie hanno dimostrato in laboratorio e in clinica. “Le terapie avanzate sono il frutto di tre filoni di ricerca”, ha ricordato lo scienziato durante il suo intervento, “la capacità di manipolazione dei geni, la possibilità di sfruttare le cellule staminali e quella di poter manipolare le cellule del sistema immunitario. Tutto questo ci consente oggi di sviluppare approcci terapeutici per malattie che fino a ieri erano incurabili”.

Grazie a questi filoni di ricerca, siamo riusciti per esempio ad arrivare per esempio a Strimvelis, la prima terapia genica ex vivo con cellule staminali indicata per una grave forma di immunodeficienza, sviluppata proprio al Tiget, ad Holoclar, la prima terapia avanzata a base di staminali approvata al mondo per la rigenerazione della cornea.  O ancora alla possibilità, combinando terapia genica e medicina rigenerativa, di trattare malattie della pelle come l’epidermolisi bollosa. Ma il successo delle terapie avanzate non riguarda più solo le malattie rare, ha ricordato Naldini: oggi possiamo utilizzare lo stesso approccio anche nella lotta ai tumori, basti pensare all’arrivo di Car-T, l’immunoterapia che arma i linfociti del sistema immunitario per renderli più aggressivi nei confronti delle cellule cancerose, oggi disponibile solo per alcuni tipi di tumori ematologici (e solo in determinate condizioni). “Siamo di fronte a una farmacologia completamente nuova: partita dalle piccole molecole, negli anni siamo passati ai biologici, ai geni che stanno entrando oggi, una sorta di biologici con le loro istruzioni incorporate, e addirittura alle cellule modificate, veicolo attivo che possono per esempio mettere a disposizione la loro azione killer”, ha detto Naldini. Un modello innovativo che sfida la società e i clinici, continua l’esperto: “Sono farmaci che abbiamo appena iniziato a manovrare, che hanno effetti a lungo termine, potenzialmente per tutta la vita, che possono avere impatti importanti, che dobbiamo controllare, terapie che vengono somministrate un’unica volta”. E che, non da ultimo, costano, molto.

Il nodo degli aspetti regolatori (e dei prezzi)

Le terapie avanzate richiedono un sistema regolatorio del tutto nuovo, ha ricordato Giulio Pompilio, Alternate Delegate presso il Committee for Advanced Therapies (Cat) dell’Ema: “La singola somministrazione in medicina è una novità, che porta con sé aspetti regolatori nuovi, tra cui quello dei costi elevati, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro”. O ancora di più, ricorda citando il caso della terapia genica di recente approvazione da parte dell’agenzia del farmaco americana (Fda) contro la sma, Zolgensma, per cui si parla di un prezzo record superiore ai due milioni di dollari.

“Queste terapie ci pongono di fronte a un problema di valutazione costo-efficacia ma soporattutto di sostenibilità che possono non essere rilevanti quando parliamo di patologie rare o molto rare, ma che dobbiamo affrontare immaginando che in futuro verranno offerte a sempre più pazienti. Sostenibilibità vuol dire accesso alle cure, e non è ammesso che possano esistere pazienti di serie A e B”, ha raccontato Pompilio. “Quello dell’accesso alle cure, con tutti gli aspetti correlati, è un problema di cui devono farsi carico non solo le agenzie regolatorie, tutta una comunità, che coinvolga medici, politici, sistema sanitario”.

Nuove terapie aprono infatti nuovi problemi, non banalmente per esempio di costi e trasporti nel caso di terapie geniche e cellulari, ha rimarcato Riccardo Palmisano, presidente Assobiotec: “Quello sulle terapie avanzate è un viaggio ancora agli inizi: abbiamo una strada ancora tutta da fare. Oggi abbiamo più di mille studi clinici su terapie avanzate, ma quando abbiamo cominciato alcune sperimentazioni hanno mostrato che invece di curare i pazienti si potevano anche perdere. C’è voluta la perseveranza, la resilienza, il coraggio per andare avanti”.

Il ruolo dei pazienti

Il coraggio soprattutto dei pazienti. Soprattutto di quelli che per primi hanno tentato qualcosa di mai fatto prima. Quelli che hanno costruito storie che magari serviranno ad altri pazienti. Come Salvatore Lo Re, paziente talassemico, in perenne attesa di una ricarica, come gli smartphone con le power banck, racconta dal palco presentando la sua storia. La storia è quella di un bambino cui a a sette anni viene detto che dovrà contare su trasfusioni di sangue per tutta la vita. Ma cui viene anche detto che un giorno arriverà una cura, qualcosa di diverso dal trapianto di midollo, qualcosa che avrebbe rivoluzionato la medicina. Servirà tempo, tanto, quelli lunghi e pazienti della ricerca, ma qualcosa arriverà. “Tre anni fa ho avuto alla fine la possibilità di accedere a una sperimentazione di terapia genica per la talassemia. Stavo bene, i medici sostenevano il mio percorso, e ho pensato: se non ora quando?”, racconta Salvatore. Oggio lui ha bisogno di molte meno trasfusioni, ma ci sono casi, soprattutto tra i pazienti più giovani, in cui la terapia genica contro la talassemia ha permesso di raggiungere l’indipendenza dalle trasfusioni“Crediamo nelle terapie avanzate, ma crediamo anche in quello che abbiamo oggi: donate sangue, farlo è un regalo per i pazienti talassmeici, specie durante la stagione estiva”, è stato l’appello di Salvatore.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Wired

Continua a leggere

Chi Siamo

Newsletter

Dicono di noi

DAL MONDO DELLA RICERCA

  • Le Scienze
  • Nature (EN)
  • Immunologia

Comunicato stampa - Una pellicola sottilissima e biodegradabile in grado di rivestire volumi di acqu [...]

Comunicato stampa - Un nuovo strumento bioinformatico individua rapidamente le alterazioni del genom [...]

Comunicato stampa - Individuate le relazioni causa-effetto che hanno determinato lo sciame simico du [...]

Nature, Published online: 16 July 2019; doi:10.1038/d41586-019-02177-4A digital-camera sensor made f [...]

Nature, Published online: 16 July 2019; doi:10.1038/d41586-019-02151-0Planning ahead and staying fle [...]

Nature, Published online: 16 July 2019; doi:10.1038/d41586-019-02165-8Farmers need independent and h [...]

Comunicato stampa - Lo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio [...]

Una molecola che si trova nei vasi sanguigni e interagisce con il sistema immunitario contribuisce a [...]

Comunicato stampa - Uno studio internazionale pubblicato su The Lancet mette in discussione la sicur [...]

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

E’ davvero un medico?

I più letti