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La lezione universitaria NoVax? Una fake news da manuale sui vaccini

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Circola dallo scorso 9 novembre sui social una foto che, secondo quanto dichiarano molti utenti che la hanno condivisa, sarebbe stata scattata all’università durante una lezione del primo anno del corso di biologia. Da quanto si legge abbastanza chiaramente nella slide inquadrata, il docente avrebbe mostrato agli studenti questo testo: “I vaccini producono numerosi danni e presentano molti effetti negativi a lungo termine che sono ancora sconosciuti. La vaccinazione può essere fatale…”.

Lo scatto, presumibilmente autentico (ossia non frutto di un fotomontaggio), è stato da subito sbandierato e condiviso da molte persone dichiaratamente #NoVax e FreeVax, che hanno trovato scandaloso che una simile denuncia contro i vaccini fosse così chiaramente esposta in un’aula universitaria, quando invece in Parlamento i danni da vaccino sarebbero considerati “un’eresia”. Questa tesi, molto chiacchierata su Facebookvede tra i sostenitori anche Vincenzo D’Anna, senatore di Ala (Alleanza liberalpopolare autonomie) – Scelta civica e soprattutto futuro presidente dell’Ordine nazionale dei biologi.

 

NoVax

 

Una storia che scricchiola in molti punti

Già dalla prima condivisione online, la didascalia che accompagna la foto è piuttosto vaga: “ieri mattina un amico mi ha girato questa foto fatta dalla figlia durante la lezione, al primo anno di biologia”. L’assenza di un riferimento temporale (ieri significa l’8 novembre o un generico passato?), di una localizzazione nello spazio e di informazioni dettagliate relative all’aula, al docente e all’anno di corso hanno inizialmente reso molto complicata la verifica dell’autenticità della foto.

Anche perché l’espressione figlia dell’amico ricorda un po’ la consuetudine di attribuire al cugino le vicende più strampalate. E lo stile della didascalia della foto ricorda molto quello delle catene di Sant’Antonio.

Altrettanto sospetti sono alcuni passaggi del testo della slide, in quanto ad esempio si legge di effetti “ancora sconosciuti”: come potremmo denunciare un danno da vaccino se è tutt’ora ignoto? E allo stesso modo anche i puntini di sospensione finali a chiusura di una frase fin troppo generica (“la vaccinazione può essere fatale”) alimentano il dubbio che si tratti diqualcosa di diverso da una dichiarazione di opposizione ai vaccini.

La spiegazione più probabile

Una volta scartata l’ipotesi del fotomontaggio, ben presto è parso evidente che la giustificazione più logica per una simile slide poteva essere che fosse stata in qualche modo estrapolata da un contesto più ampioad hoc per alterarne il significato. Non sono note, infatti, né le slide precedenti né le successive, e inoltre non sappiamo che cosa il docente stesse raccontando in merito alle affermazioni proiettate sulla parete.

In realtà è sufficiente inserire la frase incriminata in un motore di ricerca per ottenere fra i primissimi risultati una pagina pubblicata ad aprile 2013 nel portale Epicentro, dedicato all’epidemiologia per la sanità pubblica e gestito dall’Istituto superiore di sanità (l’Iss). Si tratta, in particolare, di un testo che raccoglie bufale e leggende metropolitane sulle vaccinazioni, e per questo riporta delle generiche tesi AntiVax per procedere poi a confutarle sulla base delle evidenze scientifiche. In altre parole, dunque, il testo della slide universitaria non è altro che una delle bufale-tipo sui vaccini, probabilmente illustrata agli studenti per spiegare come mai è una tesi falsa. Tra l’altro nell’elenco numerato di Epicentro si tratta dell’esempio numero 2, esattamente come nella slide della foto. Indizi sufficienti, dunque, per ritenere che la foto sia stata scattata durante una lezione anti-bufala e che poi il significato sia stato totalmente travisato da chi per primo l’ha pubblicata online.

La possibile chiusura del cerchio

Secondo quanto raccontato da un utente in un commento su Facebook – come riporta David Puente sul proprio blog – la fotografia potrebbe essere stata scattata due mesi fa in occasione di un convegno sulle #bufale a proposito di vaccini. Si tratta comunque di informazioni non certe e difficili da verificare, dato che solo il docente inquadrato (ancora di identificare) potrebbe fornire una spiegazione definitiva di quanto accaduto e spiegare quale messaggio voleva trasmettere al pubblico.

Come si può condividere una storia di questo tipo?

Lo si dovrebbe chiedere alle migliaia di utenti che hanno rilanciato questa notizia sulle proprie bacheche su Facebook, probabilmente spinti dal fatto che la foto sembrava essere una conferma delle tesi complottiste sui #vaccini . D’altra parte spesso la prassi sembra essere che se un contenuto è in linea con le proprie idee allora lo si condivide, a prescindere dalla sua attendibilità e veridicità. Se è sensato che in un contesto accademico e scientifico ci si ponga il problema dell’analisi dei rari effetti avversi, è assolutamente improbabile che si parli di “numerosi danni” e “molti effetti negativi” in modo così generico e con tono allarmistico.

Abbiamo un problema

La condivisione illustre della bufala da parte del senatore D’Anna è ciò che più ha suscitato scalpore sul web. Soprattutto perché, nello scambio di commenti scaturito nelle ore successive, il senatore ha elencato una serie di argomentazioni che sono le tipiche obiezioni infondate ripetute a oltranza dalla comunità FreeVax e NoVax. Al di là della posizione contraria all’obbligo vaccinale (che è comunque un tema politico e non scientifico), D’Anna ha scritto che l’immunità di gregge è una teoria falsa, che occorrono esami prevaccinali, che dobbiamo pretendere vaccini privi di metalli pesanti, che le nanoparticelle nei vaccini “pare” provochino nanopatologie (!), che servono vaccini monocomponente e che bisogna alzare l’età alla quale sottoporre i bambini alle vaccinazioni.

A sostenere queste tesi non è una persona qualunque, ma colui che proprio all’inizio di questo mese è stato eletto presidente dell’Ordine Nazionale dei biologi.

La nomina definitiva a presidente nazionale è prevista per la fine di questo mese. La senatrice Serenella Fucksia, attualmente parte di Federazione della Libertà (centrodestra) ed ex senatrice 5 Stelle, ha scherzosamente scritto su Facebook a D’Anna che si sta pepizzando, ossia accostando alle posizioni contrarie ai vaccini e spesso antiscientifiche di Bartolomeo Pepe.

 
  

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Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Gli antivaccinisti odiano anche il Cervello, a questo punto oltre che chiamarli “NoVax” sarebbe corretto chiamarli “NoBrain”. 😉

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La bufala dell’eredità da 3 milioni lasciata a Silvio Berlusconi

 

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Gira molto, in Rete, la storia di una 88enne dell’Aquila che avrebbe lasciato un’eredità milionaria a Silvio Berlusconi. È una bufala: creata dalla “fabbrica italiana delle fake news”

La storia fa più o meno così: una ottantottenne aquilana, deceduta 20 giorni fa, ha lasciato in eredità tutti i suoi beni, ammontanti a 3 milioni di euro a Silvio Berlusconi. La notizia — riportata da alcune agenzie di stampa e ripresa da molti siti — è resa nota dall’avvocato Andrea Ferrari, che in una nota descrive il profilo della generosa signora: «Anna C. ex impiegata della Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, originaria di L’Aquila ma con ultima residenza a Palermo», «venuta a mancare circa venti giorni fa, nubile e senza figli, proprietaria di ben 3 immobili, diversi terreni e due conti correnti», avrebbe deciso di lasciare il denaro «al Cavaliere in ragione – come si legge nel testamento – della riconoscenza per gli anni di lavoro passati insieme». Una vicenda curiosa: e completamente falsa. Anche questa, infatti — come molte altre, apparse nelle scorse settimane — non è che una bufala, messa in piedi da quella che Paolo Beltramin, sul Corriere, aveva descritto come «la fabbrica italiana delle fake news»: la fantomatica F.I.R., fondazione italiana risparmiatori.

La fondazione fantasma

«Il sito web ufficiale della Fir», scriveva Beltramin giorni fa, «la presenta come «un’associazione di consumatori e utenti, liberamente costituita, autonoma, senza fini di lucro e a base democratica e partecipativa». Nei contatti, però, non ci sono né un numero fisso né nomi propri, solo un cellulare anonimo. A una ricerca più approfondita, si scopre che la Fir non è nel registro delle fondazioni lombarde, non ha codice fiscale né partita Iva; lo stesso sito web è stato registrato appena quattro mesi fa, nella Repubblica Ceca. In compenso viene indicata la sede, davvero prestigiosa: via Tortona 37 a Milano, nel cuore del distretto della moda e del design, proprio dove in questi giorni è in scena il Salone del Mobile». E al numero di cellulare — lo stesso dell’avvocato Ferrari, quello della fantomatica 88enne dell’Aquila — chi risponde? Giorni fa, «Andrea Rossi, avvocato»: che aveva promesso di «spedirci via mail carta d’identità, atto fondativo e statuto della fondazione, riferimenti dei notai coinvolti: stiamo ancora aspettando»

 
  

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il Corriere

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La bufala su Alfie Evans: sarebbe un danneggiato da vaccino che le autorità vogliono eliminare

 

Qualcuno racconta sui social di essere alla ricerca di “prove” sul fatto che Alfie Evans sia nato sano e si sia ammalato per colpa dei vaccini. Ma è solo un comportamento da sciacallo di fronte a un caso di grande sofferenza umana

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La corte d’appello di Londra ha rigettato il ricorso presentato da Tom e Kate Evans, i genitori di Alfie, contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino dal Regno Unito verso un ospedale italiano. Secondo i giudici, che hanno motivato la propria decisione, il trasferimento verso il nostro Paese sarebbe sostanzialmente inutile, viste le attuali precarie condizioni di salute del piccolo Alfie.

In questa vicenda complessa, che tocca temi non solo scientifici ma anche etici e politici, si inseriscono poi le tesi del tutto infondate di chi sostiene di aver capito da dove deriva la malattia di Alfie e come mai ci sia un (relativo) ostruzionismo politico e amministrativo.

In sintesi, secondo i sostenitori di una delirante teoria del complotto, Alfie si sarebbe ammalato a causa delle vaccinazioni, avendo sviluppato la malattia solo a partire da qualche mese dopo la nascita. Come se non bastasse, spiegano i complottisti, le autorità sanitarie e politiche sarebbero a conoscenza di quanto la malattia di Alfie sarebbe correlata ai vaccini, e proprio per questo starebbero tentando di accelerare la morte del bambino, in modo da distruggere quanto prima le fantomatiche provedell’accaduto.

Ovviamente gli elementi a sostegno di questa teoria – che qualcuno su Facebook dice di avere ormai raccolto, pur senza spiegare di che cosa si tratta – sono del tutto inesistenti. Nonostante per il momento non sia ancora stata fatta una diagnosi certa del disturbo di Alfie, è stato verificato che si tratta di una patologia neurodegenerativa, probabilmente una rara malattia mitocondriale che si è sviluppata progressivamente dopo la nascita e che ha costretto il bambino a vivere nel reparto di terapia intensiva di un ospedale da quando aveva sette mesi di vita.

Per i medici, la possibilità che la malattia sia imputabile ai vaccini è così remota che non è stata nemmeno presa in considerazione, dato che è invece molto probabile che l’origine del disturbo sia di tipo genetico e dunque ereditario.

I due genitori stanno tentando tutte le possibili vie per fare in modo che l’assistenza ad Alfie sia garantita più a lungo possibile, incluso anche il racconto online della vita del bambino, ma né loro né altri hanno mai parlato di vaccinazioni, tanto che non è nemmeno scritto a quali iniezioni di immunizzazione il neonato sia stato sottoposto nel corso della sua breve vita.

Tra l’altro non si trova traccia di una simile tesi di correlazione vaccino-malattia nelle fonti online britanniche, dunque pare che la teoria di complotto su Alfie sia un’esclusiva italiana, di cui di certo non c’è da andar fieri. Anche se per ora è difficile fare una stima di quanti siano i sostenitori di questa scellerata idea, sfruttare un caso mediatico per fare becera propaganda contro i vaccini (peraltro senza portare prove ma solo dichiarazioni infondate) ha portato a definire tali tecniche di utilizzo dei social network come uno sciacallaggio.

 
  

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La bufala dell’UFO transitato davanti alle cascate cinesi

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Sta circolando in rete (con tante visualizzazioni e condivisioni) un video in cui un oggetto volante non identificato, un UFO, transita tranquillamente di fronte ad una cascata piena di turisti. Il video  vorrebbe sottolineare che, ormai, la gente non è più interessata ad astronavi aliene, oppure è inibita.

Quindi gli alieni ci stanno invadendo ma a nessuno importa.

Vediamo il video, ovviamente un fake…

 

 

Perchè è un fake?

Il video è falso perchè è un videomontaggio, l’ UFO è stato inserito in un vecchio video che è in rete da qualche anno.

 

Ecco il video originale, stessa cascata, stessa gente ma niente UFO, quello è stato aggiunto in seguito con un programma di videoediting.

 

Cose dell’altro mondo insomma!

 
  

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