La risposta della Società italiana di virologia a Report

Dopo la puntata della trasmissione dedicata al vaccino contro il papilloma virus, si sono scatenate le polemiche. Ecco cosa raccontano i virologi

La polemica nasce da una puntata di Report su Rai 3, dedicata all’efficacia e agli effetti collaterali del vaccino contro il papilloma virus umano ( #Hpv ). Le proteste di scienziati e medici hanno portato la Società italiana di virologia a diramare una risposta al servizio, bollato come poco scientifico. Ecco che cosa hanno scritto.

La trasmissione Report riguardante il #vaccino contro il papilloma virus, andata in onda ieri in prima serata su Rai 3, ha rappresentato un grave atto di disinformazione. La Società italiana di virologia (Siv-Isv) stigmatizza le affermazioni sconcertanti di alcuni medici, ricercatori e soggetti vaccinati relative all’ancora non documentata efficacia antitumorale del vaccino e a supposti effetti collaterali dello stesso, non riconducibili a una precisa patologia sindromica caratterizzata a chiari nessi eziologici. La correlazione tra li effetti collaterali del vaccino, che nel servizio televisivo venivano attribuiti all’adiuvante chimico e ad altri potenziali contaminanti metallici, è smentita da ricerche approfondite e da studi effettuati centinaia di migliaia di pazienti.

Le evidenze scientifiche – riflesse nelle linee guida che la Società italiana di virologi ha emesso recentemente, dopo un convegno scientifico al quale hanno partecipato i più autorevoli studiosi mondiali di questa materia – mostrano in maniera inoppugnabile come il vaccino anti-Hpv sia dotato di un ottimo profilo di sicurezza e di una straordinaria efficacia nel ridurre in maniera drammatica l’incidenza dell’infezione da Hpv e delle lesioni precancerose nei vaccinati. Queste condizioni sono entrambe necessarie per lo sviluppo del cancro del collo dell’utero e di altre neoplasie quali quelle dei distretti testa-collo, vulvovaginale e anale, come dimostrato da una serie di ricerche culminate con l’assegnazione del premio Nobel per la medicina nel 2008.

È francamente incomprensibile, proprio nel momento in cui stiamo vivendo la recrudescenza di malattie prevenibili ed eradicabili dai vaccini come il morbillo e la rosolia, che da un lato lo Stato impegni le sue risorse per sostenere le vaccinazioni e per informare correttamente la popolazione e dall’altro finanzi con i nostri soldi (canone tv) un servizio pubblico che mette sullo stesso piano la verità scientifica e ipotesi aleatorie. Ciò non può che generare paure immotivate, spingendo gli ascoltatori verso scelte pericolose per la propria salute e per tutta la comunità.

La Società italiana di virologia ribadisce che il vaccino contro il virus del papilloma è dotato di un profilo di altissima sicurezza e di estrema efficacia. Questo, come il vaccino contro il virus dell’epatite B, è in grado di prevenire non solo una malattia contagiosa gravata da elevata morbosità e costi sociali, ma anche il cancro che consegue all’infezione virale cronica.

La Siv-Isv auspiva che gli organi competenti sappiano promuovere e sostenere nel nostro Paese una corretta informazione su di un tema socialmente, culturalmente e scientificamente rilevante come quello dei vaccini e vogliano impedire il ripetersi di episodi di disinformazione, come quello andato in onda ieri sera.

     
 
 

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Crediti :

Wired

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Medicina

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
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