Contattaci

Medicina

La “scuola” NoVax di Orbassano è uno schiaffo alla scienza

Pubblicato

il

È stata inaugurata lo scorso 27 luglio dopo sette mesi di lavori, ha aperto questa settimana, ma non è una vera scuola. L’hanno battezzata Scuoletta Montessori e formalmente è un’associazione culturale che si occupa di didattica complementare, ospitata in un vecchio ristorante per matrimoni che sorge immerso nel verde del parco di Stupinigi, appena qualche chilometro a Sud-Ovest di Torino. Ma la notizia non sta certo nel modello educativo d’ispirazione montessoriana adottato dell’associazione, quanto nel fatto che la Scuoletta ha aperto le porte a tutti, inclusi i bambini NoVax. E come mai? Perché, almeno secondo lo staff che gestisce la struttura, lo status giuridico di scuola non riconosciuta farebbe decadere gli obblighi vaccinali del decreto Lorenzin, creando una scappatoia legale per quei genitori che proprio non vogliono saperne di vaccinare i propri figli e contemporaneamente sono alla ricerca di una struttura educativa che possa ospitarli.

Là, dove la scienza è un’opinione
Solo il 30% dei 130 bambini ospiti della struttura è vaccinato.

Ci si dovrebbe augurare che sia un dato falso, invece è stato confermato dalla stessa preside, intervistata da La Stampa. In pratica, quindi, quasi in centinaio di bambini privi di coperture sanitarie si stanno riunendo quotidianamente in un unico luogo, in barba a qualunque raccomandazione di epidemiologi e pediatri. E che succederà semmai una qualsiasi delle malattie vaccinabili dovesse iniziare a diffondersi all’interno della Scuoletta? Si spera che non accada mai, ma Orbassano potrebbe diventare uno dei prossimi focolai epidemici. Durante l’estate in rete si è discusso molto dei fantomatici gruppi di contagio, assembramenti di bambini non vaccinati organizzati dalle mamme NoVax per far ammalare naturalmente i propri figli. E ora eccolo qui il potenziale gruppo di contagio, formalizzato e pubblicizzato come associazione di genitori, pronto a diventare tale non appena qualcuno dei giovani e ignari ospiti dovesse contrarre (malauguratamente) qualche patologia infettiva.

Se finora a proteggere quei bambini è stata l’immunità di gregge, ossia la protezione indiretta assicurata dalla copertura vaccinale di chi sta intorno, che cosa li tutelerà ora? Non certo quello sparuto numero di iscritti che sono regolarmente vaccinati, decisamente troppo pochi per garantire una simile immunità collettiva.

Nulla è dichiarato sui canali ufficiali ma, da quanto emerso dalle interviste di preside e genitori, nella Scuoletta di Orbassano il principio di libertà si declina anche nelle credenze pseudoscientifiche. Tra gli iscritti ci sono genitori che hanno protetto i propri figli con vaccinazioni omeopatiche , credendo forse di garantire loro una buona immunità. E risuonano anche alcune delle solite falsità scientifiche a proposito di vaccini, dalla tossicità dei metalli pesanti (soprattutto mercurio) contenuti nelle soluzioni da iniettare fino alla richiesta di test prevaccinali da eseguire sui bambini prima delle somministrazioni.

Vietato dire NoVax
L’etichetta di NoVax non piace. C’è chi preferisce la versione sgrammaticata FreeVax, chi si limita a invocare la libertà di scelta. Ma di essere contro i vaccini, nessuno proprio vuole sentirselo dire.

Infatti, perché mai si dovrebbe dare un simile appellativo alla Scuoletta? Sarà forse la comunicazione che passa attraverso la pagina Facebook dell’associazione, piena zeppa di riferimenti su come sottrarsi all’obbligo vaccinale e a seminari con i più noti esponenti del movimento anti-vaccini? La bacheca della pagina è in buona parte una rassegna di contenuti pseudo-sanitari tanto che, anche fingendo di non leggere i nomi degli esperti citati e di non riconoscere ex-medici radiati dall’ordine, è davvero difficile negare che uno dei temi cardine della strategia comunicativa siano i vaccini. E di certo non si tratta di elogi al decreto Lorenzin.

Oppure sarà una mera coincidenza temporale e statistica che quest’anno la Scuoletta abbia avuto un’enormità di iscrizioni, arrivando al tutto esaurito, con un 70% di bambini non vaccinati? Che la preside dichiari apertamente di avere quattro figli, tutti non vaccinati, in nome della “libertà di scelta”? Che ci sia già un gruppetto di avvocati pronti a difendere l’associazione e la sua politica contro l’obbligo vaccinale?

Va comunque detto che a Orbassano si parlava già da anni del progetto montessoriano, ben prima del decreto con l’obbligo vaccinale, e che certamente ci sono genitori che hanno scelto la Scuoletta per il modello educativo e non per ragioni sanitarie. Ma negare completamente il collegamento con i movimenti anti-vaccini sembra davvero esagerato, anche perché la scuola – per i ragazzini più grandi – non rilascia alcun titolo di studio, ma obbliga a sottoporsi agli esami da privatisti al termine dell’anno scolastico, dal momento che l’associazione offre una formazione parentale equiparata all’homeschooling.

L’Opera nazionale Montessori, dalla propria pagina Facebook, ha preso le distanze, dichiarando “di non avere alcun legame con scuole che appoggiano esplicitamente il rifiuto alla vaccinazione obbligatoria” e ha precisato che “in nessun modo la pedagogia montessoriana può essere messa in relazione con la posizione NoVax”.

La legge, i cavilli e gli appelli
Come già accennato, la Scuoletta Montessori potrebbe essere legalmente esclusa dal decreto Lorenzin poiché è un’associazione, mentre l’obbligo vaccinale vale per le sole scuole pubblicheprivate e paritarieformalmente riconosciute. Non è chiaro, però, se si tratti o meno di una scappatoia legalmente ammissibile, che in ogni caso non era contemplata nelle intenzioni ministeriali al momento della scrittura del decreto.

Resta da chiarire se alla Scuoletta siano stati abili a sfruttare un piccolo vuoto normativo, o se invece stiano comunque violando la legge. La Regione Piemonte, per esempio, ha chiarito che solo i bambini che rimangono a casa sono esonerati dall’obbligo vaccinale, mentre anche chi frequenta forme di aggregazione alternative (asili condominiali, strutture di istruzione parentale, asili privati, micro-nidi,…) deve rispettare il calendario vaccinale. D’altra parte l’assenza di un riconoscimento formale come scuola e la caratteristica di autogestione della struttura rendono complesso l’intervento legale, e anzi la Scuoletta è pronta a difendersi. Per ora la preside si è appellata alla solita libertà di scelta dei genitori e ha dichiarato che non verrà richiesto alcun certificato vaccinale per l’accesso alle attività didattiche: dunque alle Asl non sarà inviato alcun documento.

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli si è per ora limitata a sottolineare che in generale “i dirigenti scolastici sono pubblici ufficiali e non possono che ottemperare la legge”, ma ha ammesso che sono in corso verifiche per valutare la possibilità di intervenire. Resta da capire, ad esempio, se in questo caso si possa legalmente parlare di dirigenza scolastica. Su una cosa però tutte le istituzioni sono d’accordo: non c’è tempo da perdere.





Licenza Creative Commons



 

Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Medicina

Peggiora la bimba con il tetano «È tutto assurdo»

Bambina col tetano a 10 anni in rianimazione a Verona, non era vaccinata

Pubblicato

il

Maria, chiamiamola così, è ricoverata da una settimana all’ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Padiglione 30, terapia intensiva pediatrica, piano interrato. Si scendono le scale e si arriva davanti al reparto che nel lato sinistro ospita i neonati chiusi nelle incubatrici, oltre la porta di destra, invece, cura i più grandi.

Tra questi c’è Maria, la bimba di 10 anni di Povegliano che lotta disperata da giorni contro il tetano. Nessun vaccino, i genitori non hanno fatto alcuna profilassi nè a lei nè alla sorella più piccola per nessuna delle patologie per le quali la legge impone di «coprire» fin dalla nascita i figli. Per Maria la scelta novax di mamma e papà è stata fatale: s’è sbucciata un ginocchio, è partita l’infezione, il batterio è entrato in circolo e, da quando martedì scorso è stata ricoverata, piano piano le ha tolto le principali funzioni vitali, riducendola in condizioni disperate.  Maria è intubata, è sedata ed è via via peggiorata: non è più in grado di respirare da sola, non è cosciente, drenaggi ovunque e macchine sempre in funzione stanno lavorando per salvarla.

Nella sala d’attesa della Tip (Terapia intensiva pediatrica) si riposano le mamme che assistono i loro piccoli. Escono pochi minuti dal reparto metaforicamente a «prendere aria» – lì sotto non c’è – lasciando le loro creature alle cure delle infermiere. «Stanno cambiando la flebo», diceva ieri una, «ne approfitto per fare due passi qui».

«L’HO VISTA ENTRARE CON UN CEROTTO…»

E parlando di Maria: «È assurdo come in poco tempo il tetano l’abbia ridotta. Io l’ho vista entrare in reparto sulle sue gambe, la settimana scorsa, aveva un cerotto sul ginocchio ma era in piedi, camminava da sola, stava bene. Sapere adesso che è stesa su quel letto in condizioni così gravi fa tanto, tanto male. E fa pensare. Mi auguro che lo facciano tutti quelli che, in tutta questa vicenda, hanno delle responsabilità oggettive». E poi un’altra mamma: «Ognuno dei bambini qui è ricoverato nella propria stanza quindi più di tanto nessuno sa come sta il cucciolo della porta accanto. È ovvio, tra genitori ci scambiamo qualche parola ma non si può fare con tutti: li vedi subito quelli che hanno i figli in condizioni gravi, capisci che non hanno voglia di niente e non ha senso dire nulla. La mamme e il papà di Maria sono gentilissimi ma non si staccano mai dal suo letto. Di sicuro», sospira con gli occhi lucidi, «siamo tutti con il fiato sospeso, speriamo ce la faccia, speriamo che qualcuno guardi in giù».

LA VICENDA IN TRIBUNALE

La vicenda di Maria è finita in Tribunale: l’autorità giudiziaria sta cercando di verificare se ci siano responsabilità penali legate alla mancata vaccinazione della bambina. Le carte sono sul tavolo del procuratore capo di Verona Angela Barbaglio che, pur invitando alla prudenza in attesa di conoscere gli sviluppi dello stato di salute della piccola, fa intendere che è stata scritta una notizia di reatoa carico dei genitori. «Bisogna stare attenti a misurare ogni movimento, con la massima comprensione per il profilo umano», puntualizza, «dall’altra parte però è chiaro che un caso del genere non può passare inosservato, si tratta di una vaccinazione obbligatoria, prevista dalla nostra legislazione».

La legge è la 119 del 2017: prevede, per i genitori inadempienti, «una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro e l’accesso vietato alle scuole per l’infanzia incluse quelle private non paritarie». La mamma e il papà di Maria rischiano di essere indagati per lesioni, al momento.





Licenza Creative Commons



Crediti :

l'Arena

Continua a leggere

Medicina

Advanced Talk 2, come prepararci a un futuro di terapie avanzate

Il futuro della medicina passa dalle terapie avanzate. Ma accanto all’enorme potenzialità che rappresentano per malattie genetiche e tumori, esistono molti nodi ancora da risolvere. Lo hanno ricordato ieri gli esperti alla prima edizione di Advanced Talk 2, organizzato dall’osservatorio Terapie avanzate

Pubblicato

il

(foto via Pixabay)

Luigi Naldini, Salvatore Lo Re, Giulio Pompilio, Riccardo Palmisano. Quattro speaker, quattro esperienze diverse, quattro racconti paralleli sullo stesso tema: il presente, ma soprattutto il futuro delle terapie avanzate. Sono stati loro – un ricercatore di fama internazionale, un paziente-impaziente come lui stesso si è definito, un cardiologo che lavora nel processo di valutazione e regolamentazione all’Ema (l’Agenzia europea dei medicinali) e un rappresentante del mondo dell’industria – i protagonisti della prima edizione di Advanced talks on Advanced therapies (At2), organizzato da Osservatorio Terapie Avanzate.

Terapie avanzate: ne arriveranno sempre di più

Il filo conduttore dell’evento è stato questo: siamo ormai arrivati a maneggiare terapie avanzate – come terapie geniche e terapie cellulari – ed è molto probabile che in futuro ne arriveranno di nuove. E siamo di fronte a qualcosa di completamente nuovo, che dobbiamo imparare ancora a comprendere dal punto di vista biologico, a misurare in termini di efficacia a lungo termine e sicurezza, e a gestire, dal punto di vista regolatorio e di sostenibilità. Una serie di sfide, come le ha chiamate Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget), aperte proprio dalle enormi potenzialità che queste terapie hanno dimostrato in laboratorio e in clinica. “Le terapie avanzate sono il frutto di tre filoni di ricerca”, ha ricordato lo scienziato durante il suo intervento, “la capacità di manipolazione dei geni, la possibilità di sfruttare le cellule staminali e quella di poter manipolare le cellule del sistema immunitario. Tutto questo ci consente oggi di sviluppare approcci terapeutici per malattie che fino a ieri erano incurabili”.

Grazie a questi filoni di ricerca, siamo riusciti per esempio ad arrivare per esempio a Strimvelis, la prima terapia genica ex vivo con cellule staminali indicata per una grave forma di immunodeficienza, sviluppata proprio al Tiget, ad Holoclar, la prima terapia avanzata a base di staminali approvata al mondo per la rigenerazione della cornea.  O ancora alla possibilità, combinando terapia genica e medicina rigenerativa, di trattare malattie della pelle come l’epidermolisi bollosa. Ma il successo delle terapie avanzate non riguarda più solo le malattie rare, ha ricordato Naldini: oggi possiamo utilizzare lo stesso approccio anche nella lotta ai tumori, basti pensare all’arrivo di Car-T, l’immunoterapia che arma i linfociti del sistema immunitario per renderli più aggressivi nei confronti delle cellule cancerose, oggi disponibile solo per alcuni tipi di tumori ematologici (e solo in determinate condizioni). “Siamo di fronte a una farmacologia completamente nuova: partita dalle piccole molecole, negli anni siamo passati ai biologici, ai geni che stanno entrando oggi, una sorta di biologici con le loro istruzioni incorporate, e addirittura alle cellule modificate, veicolo attivo che possono per esempio mettere a disposizione la loro azione killer”, ha detto Naldini. Un modello innovativo che sfida la società e i clinici, continua l’esperto: “Sono farmaci che abbiamo appena iniziato a manovrare, che hanno effetti a lungo termine, potenzialmente per tutta la vita, che possono avere impatti importanti, che dobbiamo controllare, terapie che vengono somministrate un’unica volta”. E che, non da ultimo, costano, molto.

Il nodo degli aspetti regolatori (e dei prezzi)

Le terapie avanzate richiedono un sistema regolatorio del tutto nuovo, ha ricordato Giulio Pompilio, Alternate Delegate presso il Committee for Advanced Therapies (Cat) dell’Ema: “La singola somministrazione in medicina è una novità, che porta con sé aspetti regolatori nuovi, tra cui quello dei costi elevati, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro”. O ancora di più, ricorda citando il caso della terapia genica di recente approvazione da parte dell’agenzia del farmaco americana (Fda) contro la sma, Zolgensma, per cui si parla di un prezzo record superiore ai due milioni di dollari.

“Queste terapie ci pongono di fronte a un problema di valutazione costo-efficacia ma soporattutto di sostenibilità che possono non essere rilevanti quando parliamo di patologie rare o molto rare, ma che dobbiamo affrontare immaginando che in futuro verranno offerte a sempre più pazienti. Sostenibilibità vuol dire accesso alle cure, e non è ammesso che possano esistere pazienti di serie A e B”, ha raccontato Pompilio. “Quello dell’accesso alle cure, con tutti gli aspetti correlati, è un problema di cui devono farsi carico non solo le agenzie regolatorie, tutta una comunità, che coinvolga medici, politici, sistema sanitario”.

Nuove terapie aprono infatti nuovi problemi, non banalmente per esempio di costi e trasporti nel caso di terapie geniche e cellulari, ha rimarcato Riccardo Palmisano, presidente Assobiotec: “Quello sulle terapie avanzate è un viaggio ancora agli inizi: abbiamo una strada ancora tutta da fare. Oggi abbiamo più di mille studi clinici su terapie avanzate, ma quando abbiamo cominciato alcune sperimentazioni hanno mostrato che invece di curare i pazienti si potevano anche perdere. C’è voluta la perseveranza, la resilienza, il coraggio per andare avanti”.

Il ruolo dei pazienti

Il coraggio soprattutto dei pazienti. Soprattutto di quelli che per primi hanno tentato qualcosa di mai fatto prima. Quelli che hanno costruito storie che magari serviranno ad altri pazienti. Come Salvatore Lo Re, paziente talassemico, in perenne attesa di una ricarica, come gli smartphone con le power banck, racconta dal palco presentando la sua storia. La storia è quella di un bambino cui a a sette anni viene detto che dovrà contare su trasfusioni di sangue per tutta la vita. Ma cui viene anche detto che un giorno arriverà una cura, qualcosa di diverso dal trapianto di midollo, qualcosa che avrebbe rivoluzionato la medicina. Servirà tempo, tanto, quelli lunghi e pazienti della ricerca, ma qualcosa arriverà. “Tre anni fa ho avuto alla fine la possibilità di accedere a una sperimentazione di terapia genica per la talassemia. Stavo bene, i medici sostenevano il mio percorso, e ho pensato: se non ora quando?”, racconta Salvatore. Oggio lui ha bisogno di molte meno trasfusioni, ma ci sono casi, soprattutto tra i pazienti più giovani, in cui la terapia genica contro la talassemia ha permesso di raggiungere l’indipendenza dalle trasfusioni“Crediamo nelle terapie avanzate, ma crediamo anche in quello che abbiamo oggi: donate sangue, farlo è un regalo per i pazienti talassmeici, specie durante la stagione estiva”, è stato l’appello di Salvatore.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Wired

Continua a leggere

Medicina

Teramo, radiato dall’albo il ginecologo No Vax Roberto Petrella

Teramo. E” stato radiato dall”Ordine dei medici di Teramo il ginecologo Roberto Petrella, noto per le sue posizioni critiche in particolare sul vaccino anti Papillomavius Hpv.

Pubblicato

il

Roberto Petrella il medico No Vax radiato dall'Ordine

La decisione dell”Omceo abruzzese era attesa da giorni dopo la discussione del caso il 4 giugno scorso, e nel frattempo Roberto Petrella aveva preannunciato l”intenzione di presentare ricorso contro un eventuale provvedimento. “Mi hanno radiato (medico di 72 anni in pensione) perché ho criticato la vaccinazione”, ha comunicato in queste ore via social.

Noi medici dobbiamo fare pulizia in casa nostra”, commenta il virologo ”pro-vax” Roberto Burioni.

Non mi hanno voluto far parlare – scrive Petrella in uno dei suoi tanti, lunghi post su Facebook – per ripetere le stesse cose che avevo detto al presidente dell”Ordine dei medici di Teramo in passato” e sulle quali “avevo fornito una ricca documentazione”, precisa. “L”unica mia colpa è quella di aver consultato testi acquistabili in ogni libreria e aver consolidato concetti utili all”informazione”, aggiunge. E “non esiste radiazione – chiosa – se esiste la verità scientifica”.

Non ho mai espresso contrarietà ai vaccini”, sostiene ancora Petrella. “Sono favorevole alla vaccinazione, ma contrario all”obbligatorietà. Può essere questo un motivo di radiazione?”, chiede. “Come mai non viene radiata la ministra Grillo? Era contro la vaccinazione obbligatoria”.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Cityrumors

Continua a leggere

Chi Siamo

Newsletter

Dicono di noi

DAL MONDO DELLA RICERCA

  • Le Scienze
  • Nature (EN)
  • Immunologia

Comunicato stampa - Una pellicola sottilissima e biodegradabile in grado di rivestire volumi di acqu [...]

Comunicato stampa - Un nuovo strumento bioinformatico individua rapidamente le alterazioni del genom [...]

Comunicato stampa - Individuate le relazioni causa-effetto che hanno determinato lo sciame simico du [...]

Nature, Published online: 25 June 2019; doi:10.1038/s41586-019-1360-7Publisher Correction: Structure [...]

Nature, Published online: 24 June 2019; doi:10.1038/d41586-019-01979-wMaurice Kakule Kutsunga has st [...]

Nature, Published online: 24 June 2019; doi:10.1038/d41586-019-01981-2NASA’s Curiosity rover reports [...]

Comunicato stampa - Lo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio [...]

Una molecola che si trova nei vasi sanguigni e interagisce con il sistema immunitario contribuisce a [...]

Comunicato stampa - Uno studio internazionale pubblicato su The Lancet mette in discussione la sicur [...]

Facebook

E’ davvero un medico?

I più letti