L’attacco alla scienza che rischia di trascinarci in un nuovo medioevo

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Prima si trattava di pochi, sporadici individui spesso derisi dalla maggioranza dei navigatori del web; paranoici, complottisti, ipocondriaci, tutta gente con problemi più o meno seri ma che, in fondo, ci faceva anche sorridere.

ADESSO PERÒ OGNI LIMITE DETTATO DALLA DECENZA SEMBRA ESSERE CADUTO E QUESTI INDIVIDUI, CHE PER ANNI HANNO CONVISSUTO CON LE LORO BISLACCHE IDEE AL CHIUSO DI QUALCHE FORUM BEN MIMETIZZATO SUL WEB, OGGI HANNO PRESO CORAGGIO, DECIDENDO DI USCIRE ALLO SCOPERTO E SFERRARE UN ATTACCO ALLA SCIENZA CHE RISCHIA DI TRASCINARCI NEL NUOVO MEDIOEVO.

galileo galilei

 

Il Metodo Scientifico, attribuito a Galileo Galilei, non può rischiare di venire cancellato del tutto da parole come “svegliaaaa” o locuzioni del tipo “aprite gli occhi ci stanno facendo il lavaggio del cervellooooo!” accompagnate a qualunque “minchiata”, si perdoni il francesismo, detta o sentita dire da qualcuno su internet.

Prendiamo come cartina di tornasole del nostro discorso la spiegazione che del Metodo Scientifico da il sito, dedicato agli studenti, www.atuttascuola.it:

  • 1. OSSERVAZIONE: L’osservazione serve a inquadrare il fenomeno che si vuole studiare e a raccogliere informazioni al suo riguardo.
  • 2. DETERMINAZIONE DEL PROBLEMA: Consiste a) nell’individuazione delle variabili significative: in ogni esperimento si sceglie una sola variabile indipendente e si individuano tutte le variabili dipendenti da essa. b) nella realizzazione di esperimenti elaborati mediante tabelle e grafici.
  • 3. FORMULAZIONE DELLE IPOTESI: Dall’elaborazione dei dati si formulano delle ipotesi.
  • 4. VERIFICA SPERIMENTALE DELLE IPOTESI FORMULATE: Successivamente il modello deve essere confermato da un’ulteriore indagine.
  • 5. RACCOLTA DATI
  • 6. ELABORAZIONE DEI RISULTATI: Se l’ipotesi formulata viene confermata si può formalizzare un modello ed eventualmente inserirlo in una teoria più completa.
  • 7. PUBBLICAZIONE DEI RISULTATI: Alla fine i risultati dell’ esperimento vanno pubblicati su una rivista scientifica.

 

Questi punti, spiegati in maniera semplice e chiara, rappresentano le basi di una qualunque ricerca scientifica seria e affidabile, diventando così nei fatti i pilastri della Scienza.

Eppure, nonostante sia questo il percorso che ogni ipotesi deve affrontare per poter essere assunta a verità, il web continua ad essere infestato di persone che rifiutano le conquiste secolari di civiltà e progresso, intavolando in ogni pagina o gruppi sui social discussioni presuntuose ed arroganti, dibattiti basati sul nulla, applicando alle proprie idee non i principi rigorosi enunciati poco sopra, ma quelli più propriamente inventati, dogmi religiosi se non addirittura superstiziosi, identificabili con citazioni improbabili mai verificate, studi inattendibili, vecchie bufale spacciate per verità assolute, prove ed evidenze “al negativo” (se non c’è smentita, allora è come dico io).

Un pericoloso percorso involutivo dell’individuo che si basa essenzialmente su due principi: la ripetizione ciclica di un’idea che diventa così “ipso facto” verità, fenomeno tipico dei Social Network, e la creduloneria popolare, frutto più che altro della piaga del 21° Secolo, l’”ignoranza funzionale” (la capacità cioè di saper leggere e scrivere testi semplici, senza però riuscire a cogliere il messaggio di elaborati più complessi).

 

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La negazione delle malattie, dell’efficacia dei vaccini e delle cure tradizionali ad esempio cancella, con soltanto qualche post ben mirato, secoli di ricerche faticose sul campo, premi Nobel, vite spese per la scienza. Leggere che l’autismo o il cancro si curano con limone e bicarbonato, alle soglie del 2015, non dovrebbe essere soltanto stupido: dovrebbe essere illegale.

E non c’entra qui la sacrosanta libertà di parola, che nessuno ha minimamente intenzione di toccare; il problema riguarda la sicurezza pubblica, della quale lo Stato dovrebbe essere garante. Ma se ex medici cialtroni radiati dagli albi si permettono di prescrivere diete e cure alternative, ottenendo grazie al potente marketing eco mediatica incredibile (mettendo però al contempo a repentaglio la vita di migliaia di persone), allora il sistema non funziona ed è necessario un intervento serio e radicale, anche legislativo.

Grandissime colpe hanno tuttavia anche i media nel diffondere ad esempio mode alimentari pericolosissime, come quella vegana, crudista o fruttariana. Alla base di così radicali scelte di vita c’è quasi sempre un’ipocondria molto grave, secondo la quale mangiando determinati tipi di prodotti si rischia di anticipare la propria morte, subendo addirittura pericolose malattie degenerative.

La conquista del fuoco, dell’agricoltura, della pastorizia e della possibilità di ingerire tutti gli elementi necessari alla vita da più fonti diverse sono state le cause che hanno permesso all’uomo di evolversi, fino a diventare l’essere con l’intelligenza più sviluppata sulla terra, in grado di adattarsi per vivere praticamente ovunque; negare tali conquiste rappresenta dunque un comportamento antistorico e, letteralmente, incivile, perché contrario alla civiltà.

In natura poi, quando si tratta di nutrirsi, non esiste alcun rispetto tra gli esseri di specie diverse: le giraffe non ne hanno per le foglie, i leoni men che meno per le gazzelle e, nei secoli, gli uomini non ne hanno mai avuto per i manzi, le pecore o i maiali (tranne che per motivi religiosi). L’antispecismo, pericolosa dottrina sempre più in voga tra i fanatici del web che equipara il diritto di esistere degli esseri umani a quello di insetti, pesci o altri animali, non ha dunque né radici storiche, né culturali, né fisiologiche: è una pura stupidaggine.

Sui presunti benefici delle diete “alternative”, ancora una volta, ci soccorre il Metodo Scientifico: nessuno studio serio, attendibile e riconosciuto dalla comunità degli scienziati ha infatti mai avallato le teorie della supremazia dell’alimentazione vegana, crudista o fruttariana su quella vegetariana o onnivora. Anzi, tutti gli pseudo studi presentati, a cominciare dal tanto discusso China Study, sono stati sbugiardati perché non rispondenti a seri criteri di ricerca scientifici.

 

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L’unico regime dietetico che ha ricevuto una vera certificazione, diventando patrimonio dell’umanità, è guarda caso la Dieta Mediterranea, un regime vario, ricco di tutti gli alimenti in proporzioni considerate sane, con pochissima carne rossa (ma presente), pesce, legumi, verdura, carboidrati. Tutto ciò di cui il nostro corpo ha bisogno.

La demonizzazione di determinate categorie di cibi, come il latte e i formaggi, le carni, il pesce, provocano inoltre danni ingenti anche all’economia di un Paese come l’Italia, che sulla qualità e varietà alimentare ha costruito gran parte della propria fama nel mondo. Si pensi al consorzio del Parmigiano Reggiano, ai salumi DOP, ai presidi Slow Food, alla pasticceria di alto livello: tutte eccellenza che, per colpa di mode o di ipocondriaci, potrebbero subire ripercussioni gravissime. Un rischio che non è più possibile correre.

Chiudiamo questa lunga, ma necessaria analisi, con alcune ovvietà che però a qualcuno potrebbero sfuggire. Chi scrive infatti ritiene vergognosi gli allevamenti intensivi, che non rispettano le leggi europee; è contrario al maltrattamento degli animali, anche di quelli destinati alla macellazione, e cerca di evitare prodotti industriali in favore di quelli biologici e certificati. Inoltre, pur essendo vera l’affermazione sull’intelligenza dell’uomo come specie, su alcuni singoli individui nutre seri dubbi. Infine, confermiamo l’assoluta libertà di scelta per tutti del regime alimentare preferito; quello che non si può tollerare è, invece, l’attacco privo di fondamenta alla Scienza.

 

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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
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