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L’Austria espelle “svariati” imam e chiude 7 moschee

Lo ha annunciato il cancelliere Kurz. In più Vienna, con la Danimarca, studia un campo per richiedenti asilo in un Paese non Ue. La Turchia accusa: “Ondata anti-islamica e populista”. Salvini: “No all’estremismo religioso”

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Vienna, 8 giugno 2018  – Il cancelliere Sebastian Kurz ha deciso che l’Austria espellerà “svariati” imam finanziati dall’estero e chiuderà sette moschee considerate a rischio radicalizzazione. Il giro di vite contro “l’islam politico” arriva a seguito di un’indagine dell’autorità per gli affari religiosi che aveva scoperto immagini di alcuni bambini vestiti da soldati in una moschea di Vienna, sostenuta dalla Turchia.

“Società parallele, l’islam politico e la radicalizzazione non hanno posto nella nostra società”, ha spiegato il giovane cancelliere conservatore, al governo insieme al Fpoe del populista di destra Heinz Christian Strache.

Il ministro dell’Interno Herbert Kickl, dopo l’annuncio del cancelliere ha precisato che l’Austria potrebbe espellere sino a 60 imam legati alla Turchia, più i loro familiari, per un totale di 150 persone. La chiusura riguarda quattro moschee a Vienna, due in Alta Austria e una in Carinzia: avviene con decreto dell’ufficio della cancelleria competente per le questioni religiose e non è appellabile. 

Le foto sotto accusa erano spuntate ad aprile: vi si vedevano bambini vestiti da soldati ottomani che ricreavano la campagna di Gallipoli, una delle battaglie emblematiche dell’impero ottomano. Le scene erano state registrate all’interno di una delle principali moschee di Vienna gestita dall’Unione islamico-turca d’Austria, direttamente legata alla Direzione turca degli Affari religiosi (Diyanet).  Le foto erano state pubblicate dal settimanale di centro-sinistra Falter, e la stessa organizzazione turca aveva preso le distanze dalla ‘recita’.

Il governo austriaco si sta anche muovendo per l’allestimento di un campoper richiedenti asilo in un Paese non Ue ma in Europa. L’Austria ricoprirà lapresidenza di turno dell’Ue dal 1° luglio. Kurz, parlando a Bruxelles, ha confermato che “un piccolo gruppo di Paesi” sta lavorando al piano. Prima di lui a svelare l’ipotesi su cui stanno ragionando anche altri leader europei per lo sviluppo di un campo per richiedenti asilo in Europa ma fuori dal territorio Ue era stato il premier della Danimarca, Lars Lokke Rasmussen.

Secondo la stampa anche la Germania sarebbe stata contattata, mentre il Belgio non sarebbe stato consultato. Ma dove allestire il campo non è chiaro: forse in un Paese dei Balcani come Albania o Kosovo, scrive De Standaard, sottolineando che il premier danese su questo non si è sbilanciato.

ANKARA: RAZZISTI – La mossa a sorpresa di Vienna di chiudere delle moschee ed espellere gli imam “è il frutto dell’ondata anti-islamica, razzista, discriminatoria e populista” nel Paese. Sono le parlle di Ibrahim Kalin, portavoce di Recep Tayyp Erdogan, su Twitter per la decisione del governo di Vienna, accusandolo di voler “trarre vantaggi politici colpendo le comunità musulmane”.

SALVINI: NO A ESTREMISMO RELIGIOSO  – “Credo nella libertà di culto, non nell’estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un Paese va allontanato! Spero già la prossima settimana di incontrare collega ministro austriaco per confrontarci su linee d’azione”. Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta su Twitter la decisione del cancelliere austriaco Kurz.


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Nizza, attentato nella cattedrale di Notre-Dame: uomo con un coltello uccide 3 persone. “Una donna è stata decapitata, è terrorismo”

L’assalitore è entrato nell’edificio al grido di “Allah Akbar” e si è avventato sulle vittime. Dopo esser stato neutralizzato con alcuni colpi di arma da fuoco sparati dagli agenti intervenuti sul posto, è stato arrestato e portato in ospedale. In corso una riunione di crisi con il presidente Emmanuel Macron al ministero dell’Interno

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Ha fatto irruzione nella cattedrale di Notre-Dame, a Nizza, al grido di “Allah Akbar” e poi, armato di coltello, ha sgozzato due persone e ne ha decapitata una terza. È un “attentato terroristico” quello che si è consumato intorno alle 9 di questa mattina nella città francese, con il Paese ancora scosso dalla brutale uccisione del professore Samuel Paty in una banlieue di Parigi, per mano di un estremista di origine cecena, e per le continue minacce che arrivano dai gruppi fondamentalisti islamici ai vignettisti di Charlie Hebdo e al presidente francese, Emmanuel Macron, che si è schierato in loro difesa dopo i recenti attacchi seguiti alla nuova pubblicazione delle vignette sul Profeta Maometto. La Francia, intanto, riattiva lo stato d’emergenza attentati, secondo quanto scrive il sito internet di radio Europe 1.

Secondo quanto riferiscono fonti della polizia citate dal quotidiano francese Le Figaro, le vittime sono due donne e un uomo, quest’ultimo custode della chiesa: il corpo di una delle due è stato trovato all’interno dell’edificio, l’altro all’esterno, dove la donna sarebbe stata aggredita mentre cercava di rifugiarsi in un bar situato nelle vicinanze. Proprio quest’ultima è riuscita a mandare un ultimo messaggio alla propria famiglia tramite le persone che hanno provato a soccorrerla: “Dite ai miei figli che li amo”.

L’assalitore era armato di coltello e, dopo esser stato colpito da alcuni colpi di arma da fuoco sparati dagli agenti intervenuti sul posto, è stato arrestato e portato in ospedale. Non si esclude che possa avere dei complici, mentre non si conosce ancora il numero esatto dei feriti. Intanto l’inchiesta è stata affidata alla Procura antiterrorismo che al momento indaga per “omicidio” e “tentato omicidio”.

Il ministro dell’Interno francese, Gérard Darmanin, ha annunciato su Twitter che è in corso una riunione di crisi con il presidente Emmanuel Macron al ministero dell’Interno. “Tutto lascia pensare a un attentato terroristico in seno alla basilica di Notre-Dame”, ha detto il sindaco della città, Christian Estrosi. “Il responsabile dei fatti non ha smesso di ripetere davanti a noi ‘Allah Akhbar’, mentre veniva soccorso dai sanitari – ha aggiunto – Nizza, come la Francia, forse più di altri luoghi, paga un tributo troppo pesante essendo vittima ancora una volta dell’islamofascismo“. E per paura che possano verificarsi altri episodi simili mentre la città è in subbuglio per l’ultimo attentato, il primo cittadino ha chiesto che “tutte le chiese siano messe sotto sorveglianza o chiuse, così come tutti gli altri luoghi di culto della città. Quando è troppo è troppo, adesso è ora che la Francia metta da parte le regole di pace per annientare definitivamente l’islamofascismo sul nostro territorio”.

Il premier francese, Jean Castex, intervenuto in Parlamento, ha promesso che “la risposta” all’attacco “sarà ferma, immediata e implacabile“, preannunciando che “domani il presidente Macron ha convocato il Consiglio supremo di difesa”.

Intanto le autorità francesi hanno lanciato un forte appello ad evitare la zona dell’attacco: “Evitate il settore e seguite le indicazioni”, ha scritto il ministro dell’Interno su Twitter. Nell’area è infatti in corso un’operazione degli artificieri: “Non andate nel panico – ha esortato la polizia locale su Twitter – Le detonazioni che sentite sono quelle provocate dagli uomini della polizia nazionale, la situazione è sotto controllo“.

La Conferenza episcopale di Francia ha condannato come atto “indicibile” l’attacco e ha sottolineato che “i cristiani non devono diventare un bersaglio da abbattere”, ha detto alla France Presse padre Hugues de Woillemont, portavoce dei vescovi francesi. Le campane risuoneranno in tutte le chiese francesi alle 15 in segno di lutto.

Un minuto di silenzio è stato osservato all’Assemblea Nazionale, dove era in corso la discussione delle misure del nuovo lockdown nazionale annunciato proprio ieri sera da Macron alla luce della crescita esponenziale dei contagi di coronavirus nel Paese. L’Eliseo fa sapere che il presidente arriverà a Nizza in tarda mattinata.


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Trump ricoverato in ospedale con la febbre, cruciali i prossimi giorni. Casa Bianca: no a trasferimento dei poteri

Il presidente è all’ospedale militare Walter Reed e non passa i poteri al vice Pence. Ha ricevuto un farmaco sperimentale. Campagna elettorale nella bufera

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Ricoverato in ospedale, con febbre, tosse, congestione e affaticamento, colpito dal Covid-19. Donald Trump si trova da ieri sera al grande centro medico militare di Washington, il Walter Reed National Military Medical Center, dove la Casa Bianca ha ammesso che resterà per giorni.Il ricovero è stato definito a scopo precauzionale, per monitorare e curare il presidente con le migliori e più sofisticate tecnologie e terapie a disposizione. Trump avrà anche a disposizione speciali uffici della Casa Bianca nell’ospedale, qualora sia in grado di continuare a esercitare le sue funzioni. Trump ha twittato un video nel quale dice «credo di stare molto bene», il primo tweet dalla notte precedente quando aveva svelato la sua diagnosi. E la Casa Bianca fa sapere che le sue condizioni adesso non sono «in deterioramento». Ma i prossimi giorni, se l’esperienza medica nella lotta al virus insegna, saranno cruciali per l’evoluzione della malattia.

Incertezza elettorale senza precedenti

Il ricovero getta ulteriori ombre sulla campagna presidenziale ormai allo sprint finale dell’ultimo mese. Mai nella storia contemporanea del Paese un candidato alle presidenziali è stato ricoverato in ospedale a tempo indeterminato alla vigilia del voto. Non solo, ombre si allungano anche sulla leadership alla Casa Bianca, già considerata imprevedibile sia sul fronte domestico che internazionale con Trump in salute e saldamente nello Studio Ovale. Grande incertezza, insomma, rischia di dominare fino a quando non si saranno chiarite le condizioni di salute del presidente.

Nessun passaggio di poteri, per ora

I collaboratori di Trump hanno cercato di rassicurare affermando che non ci sarà alcun trasferimento di poteri al vice-presidente Mike Pence, risultato per ora negativo al coronavirus. «Il presidente è al comando», ha detto un portavoce. In caso di incapacità, leggi e Costituzione americane prevedono un passaggio dei poteri, volontario o meno, almeno temporaneo a Pence. Qualora anche Pence fosse fuori gioco, la linea di una successione, mai utilizzata, vede lo Speaker democratico della Camera Nancy Pelosi, il presidente repubblicano pro-tempore del Senato Chuck Grassley, il Segretario di Stato Mike Pompeo, entrambi risultati negativi al tampone sul virus. Un trasferimento temporaneo dei poteri è stato utilizzato negli ultimi 40 anni sia da Ronald Reagan che da George W. Bush, per colonoscopie.

I misteri sul contagio

La decisione stessa del ricovero immediato ha tuttavia moltiplicato preoccupazioni e tensioni per la tradizione di scarsa trasparenza dimostrata dall’amministrazione, non solo durante l’intera pandemia nel Paese ma nella gestione dell’attuale contagio e da sempre sulla salute del presidente. Il primo segno della serietà del nuovo contagio ai vertici del Paese era infatti già emerso mercoledì, quando la stretta consigliera del presidente Hope Hicks era risultata positiva dopo essersi sentita male, rimanendo coperto dal segreto. Hicks viaggia sempre gomito a gomito con Trump, era stata al dibattito presidenziale a Cleveland con il candidato democratico Joe Biden martedì e a un evento successivo in Minnesota.

Qui erano emersi i suoi sintomi ed era stata isolata in una cabina nel viaggio di ritorno a Washington sull’Air Force One. Nonostante questo e nonostante Trump fosse apparso visibilmente provato, si era ancora recato giovedì a un evento di raccolta fondi da cinque milioni di dollari in New Jersey, presso uno dei suoi resort golfistici, con un centinaio di invitati, tutti rigorosamente senza mascherine e precauzioni, compreso il presidente. Per Trump minimizzare la minaccia del virus, e della sua inadeguata gestione della crisi di sanità pubblica, è stato a lungo un cavallo di battaglia elettorale.

Un pericoloso appuntamento alla Casa Bianca

Hicks potrebbe però non essere stata all’origine del contagio, o almeno non la sola: due senatori repubblicani, Mike Lee e Thom Tillis, e il presidente dell’Università di Notre Dame sono tutti risultati positivi dopo aver partecipato a un evento affollato, almeno 150 ospiti, senza precauzioni alla Casa Bianca sabato scorso. Nell’occasione Trump aveva annunciato la nomina del giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema. All’appuntamento, nel Giardino delle Rose, erano presenti anche tutti i più stretti collaboratori e membri dello staff presidenziale, tra cui l’ex consigliera di Trump, Kellyanne Conway, che venerdì sera ha twittato di essere positiva al coronavirus, così come il nuovo manager della campagna presidenziale di Trump, Bill Stepien. Un elemento che fa temere che la scoperta della diffusione del contagio sia ancora solo agli inizi, se l’evento si rivelerà esser stato un super-spreader.

Il mistero della salute di Trump

La salute del presidente è inoltre da tempo un mistero e oggetto di polemiche. Trump è considerato un paziente particolarmente a rischio, per età e condizioni fisiche. Ha 74 anni ed è considerato sovrappeso, quasi 106 chili per 1,90 di statura. Non è noto se abbia altri problemi medici, quali pressione alta o diabete, perché i suoi periodici check up medici sono sempre rimasti generici nel definirlo in buona salute. Lo scorso novembre Trump si recò a sorpresa proprio a Walter Reed senza dare spiegazioni convicenti, tra voci che avesse sofferto mini-infarti o altri malesseri tenuti nascosti.

A bordo del Marine One

Al momento la Casa Bianca difende a spada tratta la tesi della precauzione quando si tratta del ricovero. «Per eccesso di cautela, dietro raccomandazione medica, il presidente lavorerà dagli uffici presidenziali a Walter Reed per i prossimi giorni», ha comunicato ufficialmente la Casa Bianca poco prima che il Marine One, l’elicottero presidenziale, arrivasse sul South Lawn della White House verso le 6 pm ora locale. Trump si è imbarcato rapidamente, senza fare dichiarazioni e indossando una maschera, episodio raro.La raccomandazione del ricovero del presidente è stata direttamente dei medici della Casa Bianca, che hanno ritenuto di avere a disposizione know how adeguato per seguirlo, in particolare qualora le sue condizioni peggiorassero come a volte può accadere rapidamente tra a chi ha contratto il virus.

Un cocktail firmato Regeneron

Prima del ricovero gli avevano già somministrato in vena un cocktail di anticorpi della casa biotech Regeneron, ancora in fase sperimentale ma ritenuto promettente. Trump ha ricevuto anche vitamina D, un anti-acido, zinco, aspirina e melatonina. «Affaticato ma in buono spirito», ha detto il suo medico, Sean Conley, dopo aver completato la somministrazione. Il chief executive di Regeneron, Leonard Schleifer, conosce da anni Trump e la Casa Bianca lo ha contattato per avere l’autorizzazione d’emergenza a usare una dose del farmaco, poi approvata anche dalle autorità federali della Fda. Il cocktail, stando a primi, parziali studi, potrebbe abbassare i livelli del virus quando iniettato agli inizi della malattia. Mancano però prove e garanzie. Il fatto che abbia ricevuto un farmaco sperimentale ha tuttavia alimentato ulteriori sospetti tra i media americani che l’ottimismo sfoggiato dalla Casa Bianca sia prematuro.

Contagiati e non

Tra gli altri contagiati, la First Lady Melania Trump, che appare per ora in migliori condizioni, con emicrania e una tosse definita lieve. Negativi al virus al momento sono invece risultati la figlia Ivanka Trump e il genero Jared Kushner. Biden, il candidato democratico alle presidenziali, è a sua volta risultato negativo al tampone per il virus. Biden aveva incontrato Trump al primo dibattito tra i due, seppure a distanza, e resta a rischio perché il virus ha un periodo di incubazione di giorni.

La campagna elettorale continua

La campagna elettorale, davanti allo shock della malattia di Trump, è uscita scossa ma rimane in dirittura d’arrivo verso il traguardo del 3 novembre. Almeno quella democratica: Biden ieri sera in Michigan, parlando a un evento sindacale, ha inviato auguri di guarigione a Trump e invitato però tutti a prendere seriamente la minaccia del Covid-19. Il partito ha deciso di sospendere solo campagne pubblicitarie troppo negative contro Trump. Da parte sua la campagna di Trump, già indietro nei sondaggi, ha cancellato ogni appuntamento elettorale dal vivo, indicando che svolgerà piuttosto iniziative online.

Aiuti anti-Covid più vicini

In Congresso, lo Speaker della Camera Nancy Pelosi ha espresso la convinzione che davanti allo shock del contagio di Trump almeno un accordo tra democratici e repubblicani sia oggi più vicino: su un nuovo piano multimiliardario di aiuti economici contro la pandemia. Finora i democratici hanno proposto 2.200 miliardi ma i repubblicani e la Casa Bianca hanno resistito. Questa possibilità di compromesso potrebbe offrire sostegno a mercati finanziari preoccupati per la malattia del presidente.


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Donald Trump e Melania sono positivi al coronavirus

La notizia è arrivata nella notte. Il presidente Usa e la first lady hanno dovuto fare il test perché una componente dello staff era risultata positiva

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la first lady Melania hanno annunciato in un tweet di essere positivi al nuovo coronavirus e si sono isolati, iniziando la quarantena. La situazione incerta avrà un impatto sulla campagna per le elezioni presidenziali, previste per il 3 novembre. Al momento la pandemia negli Stati Uniti, spesso sminuita da Trump, vede oltre 7 milioni di casi e 207mila decessi.

 

Il presidente e la first lady stanno entrambi bene e resteranno nella loro residenza alla Casa bianca durante la convalescenza“, ha affermato in un comunicato il loro medico Sean P. Conley. Non si è ha conoscenza del fatto che Trump e sua moglie manifestino o no dei sintomi da Covid-19.

Il presidente è stato costretto a fare un test per il coronavirus dopo che una delle componenti del suo staff più stretto, Hope Hicks, è risultata positiva. Ironicamente, in una cena politica nella serata di giovedì 1° ottobre, Trump aveva affermato che la fine della pandemia fosse vicina. Il presidente degli Stati Uniti non è stato l’unico politico di spicco ad avere notizia di positività al nuovo coronavirus. Tra questi ci sono Boris Johnson (premier del Regno Unito), Jair Bolsonaro (presidente del Brasile), e il nostro Silvio Berlusconi.


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