Cultura Generale

Le scuse non bastano

2013030912Nel 1909 il Dott. Peter Bryce, del Dipartimento della Sanità dell’Ontario fu mandato, per conto degli Ministero degli Affari Indiani, nel Canada Occidentale per controllare l’operato delle scuole residenziali.
Queste scuole residenziali erano in realtà sottospecie di collegi di rieducazione spirituale, morale e materiale degli indiani del Canada, retti da personale Cattolico e Protestante.
Il rapporto del Dott. Bryce fu così terrificante, che le autorità insabbiarono tutta la vicenda ed estromisero Bryce dal Ministero.

La verità però venne a galla nel 1922 quando Bryce scrisse un libro: “The Story of a National Crime”, nel quale raccontava di violenze, soprusi ed omicidi ad opera degli educatori.
Ciò è avvenuto in tutto il Novecento, nel silenzio generale e nella convinzione di assolvere al compito “civilizzatore”dell’uomo bianco: la frase “Uccidete l’indiano che è in loro” venne presa alla lettera, il tasso di mortalità infantile oscillava tra il 35 e il 60%.
In questi collegi di “rieducazione” si insegnavano violenze e morti con il preciso scopo di operare un genocidio degli indiani; tant’è vero che queste “scuole” non erano altro che ricettacolo di pedofili, medici pazzi, fondamentalisti religiosi.
Il rapporto di Bryce racconta di stupri di gruppo ad opera di preti, pastori; elettroshock fatti da suore, bambini scaraventati dalle finestre, usati come bersagli, torturati in vere e proprie camere e ragazzini esposti volontariamente al contagio di malattie come la tubercolosi e poi lasciati morire senza cure: atrocità di ogni tipo contro la vita e la dignità umana.
Accanto alla denuncia del Dott. Bryce fondamentale è stata anche l’attività dello scrittore canadese Kevin Annett.

Ordinato sacerdote dalla Conferenza della Columbia Britannica della Chiesa Unita del Canada, Annett iniziò a svolgere il suo ministero a Manitoba nel 1990, ma a causa delle sue denunce e delle sue pubblicazioni sugli aborigeni Canadesi (“Love and Death in the Valley e Hidden from History: The Canadian Holocaust”) non fu più ministro della Chiesa Unita del Canada.
Annett definì il periodo fra il 1922 e il 1944 proprio come “L’Olocausto canadese” dichiarando che i bambini, che hanno perduto la vita sono migliaia subendo incredibili violenze fisiche e psicologiche.
Violenze come scariche elettriche alla testa, aghi infilati in mani, guance oppure somministrazione di cibi avariati e tutto ai danni di bambini colpevoli di essere indiani nativi e refrattari al cristianesimo; inoltre erano costretti a parlare solo inglese, a dimenticare la propria cultura e a professare la religione cristiana e cattolica.
Nel 1998 Annett creò la “Commissione per la verità sul genocidio in Canada” con l’obiettivo di creare un Tribunale Penale Internazionale per il Genocidio Canadese, la restituzione delle terre ai nativi e l’istituzione di una giornata della memoria.
Annett puntava allo scioglimento della RMCP ossia Royal Canadian Mounted Policy (la polizia canadese) e la revoca dell’organizzazione alle chiese Cattolica, Anglicana, Presbiteriana e Unita, con perdita dell’esenzioni fiscali.

Il Canada creò nello stesso anno l’”Aboriginal Healing Foundation” ossia la Fondazione per la Cura Aborigena dimostrando di non rimanere indifferente alla questione, finanziata con 350 milioni di dollari per iniziative di cura per le popolazioni native.
Nel novembre 2005 la stessa fondazione stanziò circa 2 miliardi di dollari come risarcimento alle vittime e nel giugno 2008 il Primo Ministro Stephen Harper porse le scuse del governo ai delegati dei Nativi, atre scuse arrivarono dalla RMCP, dall’Università del Manitoba, dal Vaticano e dalla Chiesa Unita del Canada.
Per 2000 anni i vicari di Cristo, ossia i Papi, hanno creato ingiustizie ed iniquità attaccando e rifiutando chi non desidera aderire alla dottrina cristiana.
Basta ricordare le sante crociate, il Tribunale dell’Inquisizione oppure la condanna di Galileo e Copernico: questi sono fatti storici, indipendentemente da qualsiasi pensiero cristiano e/o laico che sia, sono fatti realmente accaduti, ma le scuse non bastano.

 

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