L’inganno dei Legionari di Cristo, venuto alla luce nei documenti recenti, testimonia una vasta copertura dei fatti

Maciel-legionariI documenti recentemente resi noti in sede di processo a Rhode Island dimostrano che i Legionari di Cristo, al centro di tremendi scandali, hanno nascosto informazioni sulla vita sessuale del loro fondatore ad una ricca vedova che ha fatto donazioni all’ordine per 30 milioni di dollari nell’ultimo ventennio.

Nel 2009 la nipote della vedova, Mary Lou Dauray, ha fatto causa ai Legionari e alla banca che ha disposto le transazioni, accusandoli di frode. Alla richiesta della Dauray, supportata da una mozione da parte del NCR e da tre tra i maggiori media, il giudice della Corte Suprema Michael Silverstein ha revocato la garanzia di protezione ai Legionari, consentendo la pubblicazione dei documenti venerdì scorso.
Le migliaia di pagine di testimonianze, dati finanziari e religiosi, offrono una visione incredibile sulla cultura propria dei Legionari e del loro fondatore messicano, P. Marcial Maciel Degollado.
Maciel ha costituito una centro di potere a Roma istituendo una delle più grandi raccolte fondi della chiesa moderna. Si è garantito il supporto incondizionato di papa Giovanni Paolo II che lo aveva definito “guida efficace per i giovani” e lo aveva pubblicamente lodato durante solenni cerimonie, anche dopo una denuncia del 1998 che vedeva Maciel indagato per abusi sessuali sui seminaristi della Legione.
Il Vaticano non è coinvolto a Rhode Island, ma le decisioni di Giovanni Paolo e di papa Benedetto XVI permeano la lunga cronistoria quale emerge dai documenti. Un capitolo chiave della documentazione riprende l’ammissione del cardinale Fran Rodé, che ha dichiarato a NCR e al Globa Post in una recente intervista che “alla fine del 2004 aveva visto un video di Maciel con una donna e un figlio che lui presentava come suo”. Un Legionario, di cui Rodé non ha fatto il nome, gli ha mostrato il video di Maciel con una ragazza identificata come sua figlia.
Il cardinale non ha interrogato Maciel riguardo la sua paternità, ma afferma di aver ordinato ai canonisti vaticani, sottoposti al cardinale Joseph Ratzinger, capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, di investigare sulle accuse di pedofilia. Su questo fronte, Ratzinger, già papa Benedetto, ha preteso le dimissioni di Maciel nel 2006, ma il portavoce vaticano non ha mai specificato la ragione né fatto cenno alle vittime. Le spiegazioni sono arrivate solo nel 2010, dopo l’indagine vaticana sui Legionari, che ha prodotto nuovi report sull’ordine certificando che Maciel aveva una figlia e che il Vaticano lo sapeva dal 2005.
Più tardi si è accertato che Maciel aveva avuto due figli da una seconda donna con la quale aveva intrattenuto una lunga relazione.
I documenti del processo di Rhode Island, pubblicati meno di una settimana dopo l’annuncio delle dimissioni di Benedetto, hanno aggiunto un ulteriore capitolo agli scandali che probabilmente egli teneva ben presenti nella sua ultima messa pubblica da papa, quando ha parlato del volto della chiesa “talvolta sfigurato”.
Gabrielle Mee, donna che parla un francese fluente, conservatrice e raffinata, pensava di aver trovato una dimora spirituale all’interno degli ultra-ortodossi Legionari per i suoi ultimi anni. Si è consacrata al gruppo laico Regnum Christi, andando ad abitare presso una casa religiosa e cedendo al contempo le sue immense ricchezze alla Legione dando procura a P. Anthony Bannon, Legionario irlandese che divideva il suo tempo fra il Connecticut e Rhode Island.
Come tutti nell’ambiente chiuso dell’ordine, Mee aveva appreso che il Nostro Padre, come Maciel amava essere definito, aveva dei nemici, ma che era un vero santo per la sua leadership in campo evangelico, che avrebbe guidato la chiesa lontano dagli abusi liberali del Vaticano II e attratto giovani uomini alla vita religiosa rigorosa. Questo era il messaggio della Legione.
In tutti i modi Gabrielle ha creduto a questo messaggio fino alla sua morte a 96 anni nel maggio 2008, appena quattro mesi dopo il funerale di Maciel in Messico. Non ha mai saputo che Maciel avesse tre figli, due dei quali – come riportato in precedenza dal NCR – mantenuti nel segreto delle messe private papali da un apparentemente ignaro Giovanni Paolo.
Alla sua morte il sito dei Legionari ha annunciato che Maciel è andato in paradiso. Eppure in quello stesso momento p. Luis Garza ed alcuni alti esponenti della Legione, si chiedevano come e quando rivelare che Maciel aveva una figlia grande, e che il Vaticano ne era a conoscenza da tre anni.
Gabrielle aveva sottoscritto la pubblica campagna dei Legionari contro nove ragazzi che nel 1997 avevano accusato Maciel di aver abusato di loro quando erano seminaristi. Di questo si parla in un documento bancario.
Il marito di Gabrielle, Timothy, era nel consiglio di amministrazione della Fleet Bank. Alla sua morte nel 1985 aveva disposto un fondo fiduciario a suo nome e uno separato a nome della moglie. Tre anni dopo lei fece una prima donazione di 1 milione di dollari alla Legione dopo che la sua cara amica Marguerite Garrahy, ex first-lady a Rhode Island, aveva intessuto le lodi dei Legionari. La Mee e la Garrahy andavano a messa insieme tutti i giorni.
Bannon aveva immediatamente avvisato Maciel a Roma della donazione di un milioni di dollari. Ma insisteva per un deposito con questa scusa: “Non ho controllato il suo carnet degli assegni”.
Maciel istituì una pratica ricorrente in Mexico, quella di “coltivare” ricche vedove o le mogli di qualche riccone. Le scuole gestite dai Legionari erano frequentate da famiglie influenti reclutate nell’ambito di Regnum Christi. Le scuole preparavano i ragazzini per la Legione. Bannon, riferendosi alla Mee, testimoniò di come Regnum Christi e i membri della Legione donassero ad essa i propri beni.
Li avrebbe fatti gestire a qualcuno fidato, e, prima di prenderli definitivamente in carico, avrebbe deciso cosa farne. E lo stesso per i beni ricevuti in eredità. “Ritengo che i beni delle persone siano qualcosa che Dio ha donato loro tramite la famiglia o sono il frutto del loro lavoro, e ne sono proprietari e amministratori, a loro spetta capire cosa Dio vuole che ne facciano. Io posso dir loro le necessità che abbiamo, ma rispetto sempre le loro decisioni”.
Emergono i problemi
Il rapporto di una banca indica che Bannon ha agito con maggiore astuzia quando l’ordine è stato minacciato.
Il 23 febbraio 1997 Gerald Renner e l’autore hanno pubblicato un rapporto investigativo alla Hartford Courant, evidenziando la lunga storia degli abusi sessuali compiuti da Maciel, basata sui racconti di nove ex-seminaristi o ex-preti della Legione. Maciel ha rifiutato l’intervista ma si è professato innocente. Il Vaticano non ha commentato.
La Legione al tempo aveva alcuni grandi conti presso la Fleet Bank e un mutuo per un ex complesso della IBM a Thornwood, NY. Pianificava di aprire un collegio nonostante le questioni urbanistiche che si presentavano, e la resistenza dei residenti di Westchester County. La Legione acquistò la proprietà nel gennaio 1997 per 33 milioni di dollari con il cospicuo contributo della Mee, facendosi carico di un mutuo che all’epoca era di 25 milioni di dollari.
Prima della pubbicazione di Courant, la Legione ha inviato le dichiarazioni giurate dei sostenitori di Maciel a tutti i giornali, cercando di dimostrare l’innocenza di Maciel a fronte di una cospirazione avviata da chi voleva diffamarlo.
Nel frattempo Garza, il vicario ordinario del generale, ha viaggiato in lungo e in largo nelle case dei Legionari in molti paesi per avvertirli della prossima uscita dell’articolo, anticipando che si trattava di menzogne e suggerendo ai Legionari e ai membri di Regnum Christi di non leggerlo se ne avessero trovato una copia.
I Legionari fanno espresso voto di astenersi dalla critica al fondatore o ai superiori e di riferire di chiunque lo faccia. Questo “voto speciale” – che Benedetto ha abolito alcuni hanni dopo – ha protetto Maciel dalle critiche e ha stabilito che fare la spia fosse un atto di fede.
In questo contesto cinque giorni dopo l’uscita dell’articolo, Bannon e un altro Legionario hanno incontrato due ufficiali della Fleet Bank. Un memorandum della banca spiega ufficialmente:
Abbiamo discusso la strategia di marketing dei Legionari e seguiremo ogni ulteriore sviluppo sui media.
Abbiamo determinato la maniera più efficace per misurare i fondi della Legione e monitorare il flusso di cassa mensile in tempo reale per valutare eventuali cali nei ricavi.
Il memorandum afferma che Bannon abbia chiesto alla banca di scrivere una lettera a Courant “per lamentarsi a proposito delle vicende”. La banca non l’ha mai fatto.
Il memo prosegue:
In termini di credito supplementare i Legionari erano preoccupati dell’impatto delle novità sulla Fleet Bank. P. Bannon ha offerto a garanzia il flusso di cassa del fondo fiduciaro Mee per fornire ulteriore sicurezza in questo periodo di incertezza. Io l’ho ringraziato, ma ho aggiunto che ci sarebbe stato un significativo conflitto di interesse se avessimo accettato a garanzia gli interessi dei fondi Mee perché siamo anche noi fiduciari (per Gabrielle Mee e per la fondazione Timothy Mee).
“Non esistono prove che la signora Mee conoscesse nel dettaglio le accuse contro Maciel, né l’esistenza di questo articolo di Hartford Courant”, ha detto l’avvocato Bernard Jackvony al NCR. “Piuttosto, si capisce che ne era all’oscuro”.
Regnum Christi ha pubblicato un avviso nelle sue sedi che diceva che “il Nostro Padre si trova sotto attacco in un articolo menzognero”. E questo è ciò che sembra che la Mee sapesse. “Era totalmente all’oscuro del fatto che i Legionari stessero usando il suo fondo come strumento di negoziazione con la banca”, afferma Jacvony. “Dimostra come i Legionari a quel punto consideressero i suoi soldi come propri. Si sono permessi delle libertà con i suoi fondi senza che lei neanche lo sapesse, come se fosse un loro diritto”.
Nel 2001 Bannon ha ottenuto una procura per gli affari della Mee, scritta dagli avvocati dei Legionari. La Legione ha citato in giudizio la Fleet per ottenere maggiore accesso ai fondi combinati dei Mee, e Gabrielle ha testimoniato in suo favore. Le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. Poi la Fleet è stata accorpata alla Bank of America. In seguito all’accordo del 2001 la causa Dauray vede la banca come difensore della Legione per l’accusa di frode.
Quanti Legionari fossero a conoscenza della seconda vita di Maciel – o di come Maciel avesse fondato l’ordine con la cassa di una fondazione religiosa – non è chiaro da una prima occhiata ai documenti. Secondo la trascrizione di un discorso di Garza, vicario generale per lungo tempo, Maciel ha versato, negli ultimi anni della sua vita, 20.000 dollari al mese dal conto della Legione al gruppo di Regnum Christi di Monterrey, Mexico, dopo che nel 2009 si era saputo dell’esistenza di una figlia.
Questo discorso non era stato ammesso come prova nel processo, e non fu neanche sentito per questo. Un portavoce della Legione ha detto al NCR di non poter rispondere alle domande.
La testimonianza di Garza è una parte essenziale dell’azione legale. In qualità di vicario generale, era il secondo in grado dopo Maciel ed era, secondo l’organigramma di Regnum Christi, “responsabile della supervisione di aree chiave della governance logistica, ivi compresa l’analisi completa dei numeri, delle persone, delle strutture, delle organizzazioni, dei rischi e delle opportunità”.
Garza era cresciuto con cinque fratelli a Monterrey ed era il rampollo di una delle famiglie più ricche dell’America Latina, spesso comparata ai Rockfeller. Maciel aveva puntato la famiglia Gaza per anni, ingraziandosi i genitori. Tre dei fratelli sono entrati in Regnum Christi; l’altra metà si è invece opposta alle pressioni di Maciel. “La nostra famiglia è ad oggi irrimediabilmente divisa. Una delle mie zie ha donato una casa a Maciel”, ha dichiarato Roberta Garza, la più giovane dei fratelli.
Luis Garza, laureato in ignegneria a Stanford nel 1978 è entrato nei Legionari dopo un periodo in Regnum Christi. La famiglia ha fatto grandi donazioni negli anni. Un ex legionario afferma che Luis abbia versato diversi milioni di tasca propria. Ha conseguito una laurea in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Maciel lo ha nominato vicario generale quale segno della sua crescente autorità.
Nel 1989 la signora Mee si recò a Roma e incontrò Maciel per discutere dei progressi del seminario dei Legionari, costruito con il suo generoso contributo. Jacvony, ex governatore repubblicano del Rhode Island ha chiesto a Garza nella sua deposizione: “Sapeva di una donazione (Mee) fatta alla Legione nel 1989 pari a un milione di dollari”
“No, non lo sapevo”
“Lo ha mai saputo nell’arco del suo incarico?
“No.”
“Lo seppe in seguito?”
“Non ricordo”.
Jackvony ha incalzato: “Nel 2002 ci furono quattro milioni di dollari in lasciti, incluso un condominio a Narragansett?”
“L’unica cosa che so è che si tratta di un condominio”.
Jackvony ha continuato: “Nel 2003 ci sono state donazioni per un totale di 3milioni e secentomila dollari. E’ a conoscenza di alcuna di queste?”
“No”
Al contrario P. Stephen Fichter, capo dell’amministrazione della Legione alla fine degli anni ’90, ha fornito risposte dettagliate nonostante fossero trascorsi 11 anni. Fichter ha lasciato l’ordine nel 2000, cosa non facile vista la rigidità interna, pur credendo che Maciel fosse innocente rispetto alle accuse dei seminaristi. Nel 1997, prima che l’indagine Hartford Courant raccontasse come Maciel avesse abusato dei nove ex-seminaristi, Garza si era recato nelle case dei Legionari di tre continenti, convincendo i Legionari e i membri di Regnum Christi che certe accuse di lì a poco pubblicate erano menzoghe e che nessuno avrebbe dovuto leggere i resoconti mediatici su questa faccenda. Era perfino stato limitato l’accesso ai computer in quegli anni.
Fichter è stato incardinato nell’arcidiocesi di Neward, N.J. e aveva conseguito il dottorato in sociologia. Ora è pastore nel New Jersey e ricercatore al Centro Universitario per le Ricerche Applicate nell’Apostolato di Washington.
“Anche se sono fermamente convinto che Dio possa scrivere diritto su linee storte, e che abbia portato qualcosa di buono nella mia vita personale attraverso la Legione, mi sento ingannato, defraudato rispetto alle informazioni su Maciel che sono venute alla luce nel 2011″.
Fichter ha ricordato di aver riveduto i file degli investimenti bancari di Gabrielle Mee a Roma e di averli riposti tra i dati delle donazioni “in qualche archivio cartaceo”.
Maciel ha gestito il denaro in modi “del tutto contrari” alla politica dei Legionari. “Dovevo sempre dargli 10.000 dollari in contanti, 5.000 in dollari americani e 5.000 nell’equivalente della valuta del paese in cui si recava”, ha dichiarato Fichter. “Non so come abbia usato quel denaro. Non ha mai fornito resoconti”.
“Il procuratore generale di Rhode Island, Peter Kilmartin, ha il diritto di intervenire nel nostro caso perché si tratta di un fondo di benevidenza”, ha detto Jackvony. “La truffa perpetuata da Maciel e dai Legionari di Cristo illustrata in questi documenti necessita di immediata attenzione per determinare se le norme contro gli abusi finanziari sugli anziani siano state violate”.
Maciel aveva nascosto la sua vita sessuale patologica dietro un muro di ricchezza e un’immagine di ortodossia militante, risultata affascinante anche agli occhi di Giovanni Paolo II. Ha tratto vantaggio da un papa adorante, che tesseva pubbicamente le lodi di Maciel e dei suoi Legionari. Le trenta risorse che operavano per la racconta fondi presso la casa madre dei Legionari Statunitensi a Cheshire, Connecticut, hanno commercializzato le videocassette della manifestazione quale testimonianza fondamentale per la raccolta. La scena in cui Giovanni Paolo abbraccia Maciel sull’altare ha enfatizzato la sua posizione agli occhi dei ricchi benefattori come Gabrielle Mee.
Nel 2004 la Legione aveva 650 milioni di dollari a bilancio e 1 miliardo di dollari in beni per le attività delle scuole, dei seminari e delle opere in America Latina, Europa e Nord America. Nel 2005, con la morte di Giovanni Paolo II, Ratzinger ha interrotto l’impunità di Maciel e ha ordinato al canonista vaticano Mons. Charles Scicluna di avviare un’indagine. Cicluna ha lavorato alla Concregazione per la Dottrina della Fede, che ha sede nel maestoso palazzo del Sant’Uffizio in cui è stato condannato Galileo per eresia. I piani superiori ospitano i funzionari della Curia Romana tra cui Rodé, 78enne, ex prefetto della Congregazione gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ora in pensione.
Un segreto al sicuro
Nel 2004 Rodé è diventato prefetto della congregazione che governa gli ordini religiosi. Il suo predecessore, cardinale Eduardo Martinez Somalo, ha ricevuto una donazione di 90.000 dollari da Maciel, stando ai racconti del prete che ha portato la busta. Martinez Somalo ha rifiutato di essere intervistato.
Rodé ha dichiarato di non aver preso soldi dalla Legione.
“Ho stima del carisma dei Legionari”, ha dichiarto al NCR in una intervista in 20 novembre nei suoi appartamenti in Vaticano. Ha visto giovanotti di ortodossa tradizione crescere in numero in America Latina mentre le vocazioni diminuivano tragicamente in Europa e Nord America. Rodé ha fatto discorsi celebrativi per la Legione in Brasile e in Cile, elogiando il fondatore anche dopo la sua cacciata.
Alla domanda se questo fosse stato un errore, ha ripiegato verso una presunta fedeltà al papa. “E’ difficile dire se questo fosse un errore da parte del papa”, ha detto riferendosi alle lodi intessute da Giovanni Paolo nei confronti di Maciel dopo che nel 1998 il suo caso era stato archiviato dalla Congregazione per la Dottrina. “Non lo so. Io non c’ero” per poter sapere cosa Giovanni Paolo sapesse o non avrebbe considerato riguardo Maciel.
Rodé difende i Legionari considerandoli come un fenomeno differente rispetto a Maciel, posizione che Benedetto ha mantenuto dopo la decisione vaticana di riformare l’ordine.
Un prete ex Legionario, parlando del contesto, ha affermato di aver incontrato Rodé dopo la morte di Maciel e che il cardinale gli aveva detto di aver visto una videocassetta di Maciel e la sua figlioletta, quando egli era superiore generale.
Interrogato su questo Rodé ha annuito cupamente, dicendo che si trattava della fine del 2004 e non del 2005. Il Legionario che glielo aveva mostrato intendeva informarlo prima delle elezioni del superiore generale, posizione che Maciel aveva detenuto per decenni. Rodé ha dichiarato di aver persuaso l’ormai 84enne Maciel, ormai sotto stretta indagine, di dimettersi. Maciel è stato rieletto, ma poi si è ritirato.
Cosa ha fatto Rodé della videocassetta che mostrava la figlia di Maciel?
“Ho detto tutto a Mons. Scicluna”.
Scicluna ne ha riferito direttamente a Ratzinger.
Quale prefetto degli ordini religiosi perché Rodé non ha punito Maciel?
“Non dipendeva da me comminare una pena, ma alla fine ha avuto la sua punizione” – dall’ordine di Benedetto nel 2006 che lo obbligava a “una vita di preghiera e penitenza”.
Il cardinale ha affrontato Maciel riguardo suo figlio?
“Non era compito mio”
Perché no?
“Non ero il suo confessore”. Rodé fa una pausa. “Era mio obbligo come prefetto per i religiosi convincerlo a dimettersi, e l’ho fatto”.
L’intervista al cardinale evidenzia un’altra dimensione della testimonianza di Garza: il suo crescente sospetto sul fatto che la paternità di Maciel fosse un montaggio e il tempo impiegato prima che lui confermasse. Ci sono voluti quasi due anni dopo che un altro Legionario aveva mostrato la videocassetta a Rodé.
Nel 2005 Maciel mostrava “un principio di demenza, dimenticava le cose, le ripeteva più volte in una conversazione”, questo affermò Garza nella sua testimonianza a Rhode Island.
Dopo le sue dimissioni da superiore generale, Maciel lasciò Roma ed incominciò a viaggiare. Trascorse la primavera nella sua città natale, Cotija de la Paz, in Messico, dove i Legionari hanno una sede. Foto di un incontro con la sua ex amante Norma Banos HIlda e la loro figlia Normita, 23 anni, sono poi comparse su una rivista messicana di gossip.
Gli ultimi mesi di Maciel
Anche mentre combatteva contro la demenza, Maciel rimase una figura dominante. Chi si prende la briga di controllare un ex superiore generale a lungo venerato come un santo? Ma le gerarchie della Legione erano molto preoccupate per l’indagine Scicluna, così come per la stabilità di Maciel dopo la visita alla Clinic a Mayo di Rochester. La testimonianza di Garza rivelava che Maciel, in un lento declino mentale, aveva ancora la facoltà di viaggiare ovunque e quandunque desiderasse. Dopo la visita alla Clinica Mayo, Maciel nella primavera del 2006 si registrò in entrata al Sawgrass, un hotel a cinque stelle di Jacksonville. La Legione, come sempre, pagava le sue spese.
Le prove rivelano che lui si trovava a Jacksonville in quel maggio quando il Vaticano annunciava le sue dimissioni in favore di “una vita di preghiera e penitenza”.
Non esiste alcuna indicazione nel processo che Garza, nato nel 1958, fosse a conoscenza del fatto che Maciel avesse abusato dei seminaristi di alcune generazioni prima. Il contrattacco della Legione nei confronti degli accusatori si basava sul fatto che gli stessi, alla fine degli anni ’50, avevano ordito dal Messico e dalla Spagna un complotto per deporre il Nostro Padre. Le ragioni non furono mai spiegate, ma la personalità carismatica e le mole donazioni che riservava ai funzionari di Curia e agli alti prelati nell’arco degli anni erano tra i motivi per cui i difensori si batterono alla fine degli anni ’90. Tra quelli che facevano eco alle lodi di Giovanni Paolo per Maciel c’erano P. Richard John Neuhaus, William Bennett, George Weigel, uno dei biografi di Giovanni Paolo II e la docente di diritto ad Harvard, Mary Ann Glendon, che poi divenne ambasciatrice USA presso il Vaticano.
L’ordine Vaticano di dimissioni mise Garza in una situazione imbarazzante. La risposta della Legione conteneva elementi contraddittori. L’ordine aveva proclamato la sua fedeltà a Benedetto, paragonando Maciel a Cristo per le false accuse, affermando che stava vivendo la sua vita “con la coscienza in pace”. In questo fandango bizzarro del linguaggio – il Vaticano relegando Maciel ad una vita di penitenzia mentre lodava la Legione, e la Legionie comparando il suo fondatore a Cristo – Maciel ricaricava le batterie in un albergo di lusso in Florida.
E quindi la Legione acquistò una residenza in un complesso recintato a Jacksonville e portò alcuni preti a vivere con il Nostro Padre.
“E qual era la ragione dalla loro presenza?” chiese Jackvony nella deposizione.
Garza rispose: “creare una comunità”.
“Perché?” incalzò Jackvony.
“Affinché P. Maciel potesse vivere in penitenza e in assenza di un ministero pubblico”. rispose Garza.
Anche nella sua nuova casa Maciel si struggeva per Roma. Ci tornò nel settembre del 2006, nella speranza di partecipare alla cerimonia di canonizzazione di suo zio, un vescovo messicano. Le tempistiche delle dimissioni comminate da Benedetto senza dubbio furono legate a quella canonizzazione. I funzionari vaticani non gradivano un Maciel raggiante alla cerimonia sapendo, come poi dichiarò un funzionario del NCR, che aveva molestato “più di 20 vittime, anche se meno di 100″.
Garza non specificò come Maciel fosse stato convinto di non poter partecipare alla canonizzazione, ma fatto sta che lui fece ritorno a Jacksonville.
Da allora Garza sospettò anche di Normita e di sua madre, che avevano soggiornato presso l’Hotel Sawgrass e trascorrevano il loro tempo con Maciel nella sua vita di penitenza nella dimora de Legionari con la piscina.
Nel gruppo di preti presenti nella casa c’era Javier Maciel, fratello del Nostro Padre. I preti e Javier, come ha testimoniato Garza, “conoscevano le donne”, ma non avrebbero saputo dire chi fossero. Di fronte ai crescenti sospetti di Garza, scelse un hotel meno costoso nei suoi viaggi a Jacksonville, ma mai decise per la “comunità” situtata nella casa appena acquistata. Nell’ottobre 2006, Garza chiese a Norma “se la ragazza fosse la figlia di P. Maciel. E lei confermò”.
Garza ottenne il certificato di nascita e stabilì che Normita compisse gli studi al collegio dei Legionari in Messico.
Garza, come tutti i Legionari, era legato al “voto privato” e non poteva criticare Maciel o i superiori, e aveva promesso di non cercare promozioni nella Legione e di riferire ai superiori critiche riguardo al fondatore. Maciel aveva imposto i voti per salvaguardare i suoi segreti sessuali. Benedetto poi avrebbe abolito i voti. Ma a quel tempo, Garza poteva confidare su una sola persona: il nuovo superiore generale, P. Alvaro Corcuera.
All’inizio del 2007 la Legione era nei guai col Vaticano. Maciel era andato, o quasi. Corcuera e Garza, che l’avevano difeso a lungo contro le accuse di pedofilia, si trovarono di fronte ad un dilemma interno: come dire ai Legionari, ai membri di Regnum Christi delle famiglie segrete di Maciel.
Inoltre Garza era preoccupato dell’impatto sulle due donne. Egli disse che “Normita aveva un padre molto attaccato a lei, ma in generale piuttosto assente. Norma si mantiene attraverso le proprietà che affitta”, sollevando ulteriori dubbi su eventuali frodi legali. Come ha conseguito il titolo di agente immobiliare se apparentemente non aveva un’occupazione?
Maciel aveva incontrato Norma ad Acapulco in Messico nel 1980. Normita era nata tre anni più tardi. Nel 1997 le aveva trasferite a Madrid, manenendole in un appartamento di lusso, stando ai report spagnoli.
Nel 2007 la paternità di Maciel rimane segreta. Il Vaticano non rivela nulla, e neanche la Legione. Quanto ciascuna parte sapesse dell’altra non è chiarito da alcuna evidenza.
La demenza di Maciel andava peggiorando verso la fine dell’anno, secondo la testimonianza di Garza. Alla fine del gennaio 2008 la malattia ebbe la meglio. Secondo l’articolo di El Mundo, quotidiano di Madrid, mentre Norma e Normita si sono trasferite pressoi preti vicini a Maciel nella casa di Jacksonville, Corcuera, il suo successore alla guida dell’ordine, ha cercato di somministrargli l’unzione degli infermi e pare che lui abbia gridato: “Ho detto di no!”
Il corpo fu riportato a Cotija de la Paz per la sepoltura nella tomba di famiglia. La Legione annunciò che era andato in paradiso. Garza e Corcuera cercavano di decidere come rivelare la verità mentre i funzionari Vaticani attendevano le novità.
Gabrielle Mee morì quattro mesi più tardi a Rhode Island.
Nel luglio 2008 il direttore delle comunicazioni dei Legionari americani, Jim Fair, si recò a Roma per stabilire la strategia mediatica. Fair rilasciò una deposizione anche per la causa. Dichiarò che nell’incontro di Roma Corcuera aveva rivelato che Maciel aveva una figlia. Dovevano preparare la copertura mediatica dell’avvenimento. “Per noi era cruciale la risposta a tutto questo” affermò Fair. “Credo che l’unica cosa che abbiamo chiesto era se fosse sicuro e (Corcuera) ha risposto di sì”.
In una conversazione telefonica domenicale con il NCR, Fair ha detto che nessun funzionario Vaticano ha partecipato all’incontro e che nessuno ha messo in discussione il coinvolgimento del Vaticano.
Perché la Congregazione per la Dottrina della Fede, che aveva investigato su Maciel e poi sulla Legione, non ha diffuso l’informazione o non ha spinto i Legionari a farlo quando Benedetto ha sospeso Maciel nel 2006?
Perché il Vaticano ha taciuto quest’informazione per tutti questi anni?
José Barba, il professore in pensione del Mexico City college che ha presentato ricorso nel 1998 contro Maciel presso il tribunale della Congregazione dottrinale, sostiene che la questione fondamentale per Benedetto era proteggere la reputazione di Giovanni Paolo II.
“Ratzinger voleva garantire la beatificazione di Giovanni Paolo”, afferma Barba, coautore de La Voluntad de No aber (La volontà di non sapere), una analisi dei documenti vaticani su Maciel. La pubblicazione del libro nello scorso marzo e il rifiuto di Benedetto di incontrare le vittime di Maciel in viaggio in Messico ha innescato una serie di attacchi e critiche verso il papa. Benedetto ha dovuto fare i conti con l’imbarazzo per l’entusiasmo di Giovanni Paolo verso Maciel dopo la causa del 1998, che quasi ignorava le accuse contro uno dei più famosi predatori sessuali della storia della chiesa. Barba afferma che pressando il coperchio sulla vita segreta di Maciel Benedetto spera “di difendere la causa di canonizzazione dalle accuse che Giovanni Paolo ha protetto un maniaco”.Jason Berry – 18 febbraio 2013

 

Categorie
Comunicati Altre Realtà

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma
Nessun Commento

Replica al Commento

Per commentare come utente registrato puoi connetterti tramite:




*

*

Lista Siti fake
Preti Pedofili
Libere Donazioni
Ultimi Commenti

TI POTREBBE INTERESSARE