Linus

Una storia una rivista

Linus, la prima e più prestigiosa fra le riviste di fumetti italiane non pensata espressamente per un pubblico di ragazzi bensì dedicata ad un’utenza adulta e colta, appare nelle edicole nell’aprile del 1965 col chiaro intento di far riconoscere ai fumetti quella dignità e quello spessore culturale che indubbiamente essi hanno ma che non tutti, soprattutto in quegli anni, riescono a percepire.

Linus

La storica copertina del primo numero di Linus

Sulla copertina di quel primo storico albo, caratterizzata da un verde accesso, appare il personaggio che concede il suo nome alla rivista, il piccolo e saggio Linus (famosissimo personaggio delle strisce Peanuts) intento a succhiarsi tranqillamente il pollice, protetto dalla sua onnipresente coperta.
Sopra al nome della rivista appare in piccolo il commento “rivista dei fumetti e dell’illustrazione” (ma questa didascalia cambierà col passare degli anni) e sotto il titolo un accenno alle storie presenti (“Le storie di Charlie Brown e Li’l Abner e un episodio completo di Braccio di Ferro”).
Sulla quarta di copertina Linus porta in giro un grande cartello con scritto “Arriva il grande cocomero” ed è osservato con perplessità da Charlie Brown.
All’interno un breve articolo spiega il perché della rivista: “Questa rivista è dedicata per intero ai fumetti. Fumetti s’intende di buona qualità, ma senza pregiudizi intellettualistici. Accanto alle storie e ai personaggi più moderni e significativi come i « Peanuts » (studiati ormai come un autentico prodotto di cultura), la rivista intende presentare fumetti di avvenutra, classici per l’infanzia, inediti di giovani autori. L’unico criterio di scelta di questa « letteratura grafica » è quello del valore delle singole opere, del divertimento che ne può trarre il lettore, oggi; non quello di un interesse puramente documentario o archeologico. I classici della storia del fumetto che pubblicheremo saranno solo quelli veramente originali e ancora validi oggi, verificati a una lettura il più possibile disinteressata, scevra di mitologie. Cercheremo poi di presentare al pubblico italiano quei fumetti che ancora non conosce, di rivelargli tempestivamente le nuove scoperte di tutto il mondo, di tenerlo informato su quanto avviene e si dice in questo campo.”
Ci viene fornita anche una spiegazione del nome della rivista: “Perché « Linus » ? Perché Linus, partner e antagonista di Charlie Brown, è un personaggio pieno di fantasia ( anche « grafica » : disegna nell’aria! ), è simpatico e ha un nome facile da dire e da ricordare.”

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Pogo di Walt Kelly

Il mensile è diretto inizialmente da Giovanni Gandini. Si comprende immediatamente l’importanza che può essere assegnata al fumetto come prodotto intellettuale e culturale leggendo il primo articolo presente sulla rivista, una intervista di Umberto Eco ad Elio Vittorini ed Oreste Del Buono incentrata su Charlie Brown e i fumetti.

Per quanto riguarda la qualità dei fumetti pubblicati su questo primo numero non c’è nulla da eccepire, si tratta di grandi opere riconosciute del fumetto, in gran parte capolavori: i Peanuts di Schultz, Li’l Abner di Al Capp, il Braccio di Ferro di Segar ed il Krazy Kat di Herriman. Tutti questi fumetti sono preceduti da una breve introduzione che ne specifica poetica, origini ed autori. Sulla rivista sono inoltre presenti vari ed interessanti articoli sul fumetto, italiano e non.

 


Nel secondo numero della rivista proseguono le storie dei fumetti presentati nel primo numero ed incominciano le novità. Ha inizio la collaborazione di Linus con un giovane che sicuramente farà strada, un certo Guido Crepax, che propone le fantastiche storie di un uomo dagli strani poteri, Neutron (“un personaggio inedito in una storia avventurosa sullo sfondo della società letteraria e mondana fra Monza e New York”). Eppure questo personaggio sarà ben presto scalzato nelle pagine della rivista da un altro personaggio dello stesso fumetto, che crescerà con una fama meritata ed inarrestabile, stiamo parlando dell’onirica e sensuale Valentina. Sempre sul secondo numero fa la sua apparizione il personaggio Jeff Hawke di Sidney Jordan (da molti consideratio il primo esempio di fantascienza scientifica ed adulta) con la serie di strisce Jeff Hawke e i giocattoli immortali.

 

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Li’l Abner di Al Capp

Ed ancora nel corso del 1965 faranno la loro apparizione nuovi personaggi e fumetti, l’universo preistorico di B.C. di Johnny Hart, le sagge avventure di Pogo di Walt Kelly ed ancora il preistorico personaggio Girighiz di Enzo Lunari.

Vediamo così come fin da subito venga mantenuta la promessa di recuperare e far conoscere classici vecchi e nuovi e di presentare nuovi e talentuosi autori.
Oltre ai fumetti anche alcune sezioni ed articoli ottengono notevole successo. Proseguono gli articoli di approfondimento sul mondo del fumetto, a cui si affiancano articoli di altro tipo, di cronaca, di politica, ed anche di carattere ludico, fra cui andrebbe citata La pagina dei Wutki dedicata a logica, matematica, giochi, dissertazioni varie, pagina che darà vita a veri e propri concorsi, pagina poi reintegrata sulle pagine della rivista a distanza di molti anni. E col tempo il mensile si occuperà anche di libri, cinema, musica e di tanti altri aspetti culturali e di attualità. Numerosi saranno i grandi giornalisti, scrittori e critici che nel corso degli anni saranno ospiti della rivista, da Piervittorio Tondelli a Michele Serra, da Stefano Benni ad Alessandro Baricco, passando per l’umorismo stralunato e grottesco di Gino e Michele.

Beetle Bailey di Mort Walker

Beetle Bailey di Mort Walker

Inizia anche la pratica dei supplementi in cui raccogliere quel surplus di racconti, strisce, vignette che non è possibile inserire nei Linus mensili. Questi supplementi sono spesso indicati con nomi particolari (oltre ai vari linusestate esistono ReLinus, AcquaLinus, LinusDaieDai, lo storico linusilrosso e tanti altri). Proprio su linusestate del 1966 è pubblicata per la prima volta in Italia una storia dei Fantastici Quattro, anche se successivamente i diritti per i personaggi Marvel saranno detenuti dall’Editoriale Corno che ne curerà la pubblicazione sistematica. Col passare degli anni fanno la loro apparizione nuovi personaggi ed autori di varia rilevanza ed impegno: Bristow, Feiffer, Wizard of Id, Barbarella, Copi, Fearless Fosdick, Dick Tracy, il gatto Felix, Wolinski, Dropouts. Fa il suo ingresso sulla rivista anche il maestro veneziano Dino Battaglia con racconti personali e con i suoi storici adattamenti (da Poe a Maupassant) e, dato che la rivista non trascura certo l’underground USA, anche Robert Crumb col suo personaggio Mister Natural e col più noto Fritz il gatto.

Non può mancare Pichard nelle sue collaborazioni con Lob (per l’adattamento dell’omerico Ulysse e per il personaggio di Tenebrax) e con Wolinski (per il personaggio di Paulette). Nel 1971 fa il suo ingresso un’altra striscia destinata a diventare storica, Doonesbury di Garry B. Trudeau che partendo da un ambiente universitario cresce sempre più arrivando a trattare ogni aspetto della vita americana.

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Il Cipputi di Altan

Il 1972 è l’anno di Corto Maltese che si presenta nella sua avventura contro il Barone Rosso (pubblicata originariamente in Francia su Pif) spianando la strada a nuove ed inedite avventure del famosco marinaio di Malta pubblicate successivamente sulla rivista. Su Linus sarà infatti pubblicata Corte Sconta detta Arcana e la prima parte di La casa dorata di Samarcanda (che sarà portata a termine sulla rivista Corto Maltese). Sulle pagine di Linus avverrà anche un ‘incontro impossibile’  fra Corto Maltese e Valentina.

Ed ancora vedremo (è impossibile citare tutti coloro che negli anni si accosteranno e spesso nasceranno sulle pagine di questa rivista, pertanto sicuramente tralasceremo di citare tanti grandi autori) il sordido ed intelligente Reiser (coi suoi personaggi Il Porcone ed Orecchie Rosse e la sua infinita galleria di poveri, crudeli, cinici, reietti, perdenti e bastardi esseri umani, terribilmente umani), Altan (innanzitutto col suo geniale Trino nel 1974, poi con le sue acide vignette ed i suoi Cipputi, sarcastici operai testimoni dei tempi, i suoi foschi e conturbanti racconti lunghi, come Colombo o Ada, o ancora i suoi dolci racconti per bambini, come Kamillo Kromo), lo sfaticato soldato Beetle Bailey di Mort Wolker, nuove storie e personaggi di Lunari (come Fra’ Salmastro ed il successivo ed estremamente famoso vecchietto Eritreo Cazzulati), Lauzier, Vincino, Vauro, Crock.

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Doonesbury di Garry B. Trudeau

Nel 1974, con la nascita della rivista satellite Alter Linus, una parte dei fumetti e delle strisce pubblicate su Linus trovano ospitalità sulla nuova rivista. E sebbene la stessa sia dedicata maggiormante a storie, racconti e fumetti d’avventura, non mancherà di ospitare, almeno nei primi tempi, anche strisce e tavole umoristiche. Nel tempo nasceranno altre riviste che andranno ad affiancarsi a Linus, si tratta di Snoopy, rivista di strisce e racconti dedicata ai ragazzi e Corto Maltese, rivista di fumetti avventurosi ed adulti che ospiterà tantissimi grandi e rivoluzionari autori italiani ed internazionali.

Sebbene la politica editoriale di Linus sembri orientarsi maggiormente sulle strisce che non sui racconti, gli stessi non mancheranno mai, sia con gli autori storici già presentati che con nuovi autori, fra cui Mattotti, Igort, Carpinteri, Jori, Giacon. Sul finire degli anni 70 nuovi interessanti autori appaiono all’orizzonte, molto legati agli sconvolgimenti ed alle contestazioni di quegli anni come Filippo Scozzari in un paio di rapide ed interessanti apparizioni (poi passato su Alter Linus ed in seguito verso altri frigideriani lidi) ed Andrea Pazienza, pubblicato più volte sulle pagine della rivista nel corso degli anni e sugli allegati AVAJ del 1988 (soprattutto con le sue storie umoristiche). Ma i nuovi grandi autori non finiscono mai, ed allora abbiamo il surreale Daniele Panebarco, sia coi suoi racconti smaccatamente politici che con i suoi rocamboleschi e travolgenti intrighi noir (interpretati dal suo investigatore privato Big Sleeping, impegnato spesso in casi cinici e assurdi), il politico e quotidiano Bobo di Staino, i frustrati, Agrippine e altri personaggi di Bretecher, e col passare degli anni anche il geniale Bloom County (poi Outland) di  Berkeley Breathed col suo pinguino Opus, gli intrighi scolastici di Ciacci di D’Alfonso e Cascioli, le assurde fantasie e vignette di Angese, le satire di Ellekappa, le visoni di Matticchio.

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Calvin e Hobbes di Bill Watterson

Nel 1985 appare il geniale Calvin e Hobbes di Bill Watterson, uno dei più amati fumetti degli ultimi decenni, continuamente ristampato, anche dopo che l’autore ha smesso di realizzarlo. Qualche fumetto storicamente presente sulla rivista man mano sparirà e compariranno nuovi autori e personaggi, Dilbert (che potrebbe essere tranquillamente una continuazione moderna e più cinica e cattiva di Bristow), i poetici Mutts (apprezzati tantissimo anche da Schultz che sottolinea come la striscia riesca a dire qualcosa di assolutamente nuovo ed originale sui cani e sugli animali domestici), lo strampalato Monty, le assurde vignette di Gary Larson (The Far Side), persino il raffinato Mr. Mamoulian di Brian Bolland o I Simpson e Life in Hell di Matt Groening e ancora Zits, Committed, Get Fuzzy e tanti altri.

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Valentina di Guido Crepax

La rivista ha cambiato formato nel corso degli anni per scelte editoriali o talvolta meramente economiche. La dimensione originale degli albi è di 20,5×27 cm, si tratta di albi spillati. Nel gennaio 1979 cambia formato e diventa tascabile (15,5×21 cm, continuando ad essere spillato). Dal 1981, pur con le stesse dimensioni, Linus perderà la spillatura e diventerà col bordo rigido. Il formato ritornerà grande e spillato nel gennaio 1992 con dimensioni 21×26 cm (ed un’attenzione ecologista con stampa su carta riciclata) ed ancora più grande nel gennaio 1996 con dimensioni 22×27,5 cm.

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Le folli vignette di Gary Larson

Un cambio periodico si ha anche nella direzione editoriale della rivista, all’originario direttore responsabile Giovanni Gandini si succederanno Oreste del Buono, Fulvia Serra (dal 1981), nuovamente Oreste Del Buono (a partire dal numero di aprile 1995, a trent’anni esatti dalla pubblicazione del primo numero della rivista) che dal 1997 diventerà direttore responabile non profit. Successivamente l’incarico passerà ad altri. Anche il sottotitolo associato alla rivista in copertina cambierà nel corso degli anni, all’originario “rivista dei fumetti e dell’illustrazione” (che in realtà durerà ben poco, lasciando la copertina priva di questa indicazione) seguirà “rivista di fumetti e d’altro” e successivamente dal luglio 1996 “rivista di fumetti e diversità”.

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I poetici e filosofici Peanuts di Charles M. Schultz

Nel maggio 2013 la pubblicazione della rivista è sospesa dall’editore Dalai Editore a causa di vari problemi e della crisi diffusa che colpisce il mondo del fumetto, mentre i numerosi fan della rivista insorgono a gran voce sul web e fuori dal web. La sospensione, che l’editore auspicava come temporanea, si rivela per il momento breve. Così dopo il numero di aprile 2013 e la sospensione di qualche mese, nel luglio 2013 la storica rivista torna in edicola per la gioia delle folte schiere di intramontabili affezionati lettori, evitando per ora la fine di un simbolo ed un monumento della cultura (non solo a fumetti) italiana.

A partire dal 4 luglio 2015 il quotidiano La Repubblica propone una ristampa anastatica dei primi numeri della rivista, in occasione dei 50 anni della stessa.

     
 
 

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Crediti :

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Fumetti

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma.
Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni
Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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