Contattaci

ESTERI

L’ombra della Cina dietro i “nuovi missili” di Kim Jong-un

Fonti americane ufficiali dicono che la Corea del Nord ha ripreso il suo programma di armamento nucleare. La luna di miele con gli Stati Uniti è già finita? Risponde Francesco Sisci

Pubblicato

il

Secondo quanto ha detto pubblicamente il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, nei giorni scorsi, la Corea del Nord sta continuando ad arricchire industrialmente l’uranio, un procedimento fondamentale nella costruzione di armi nucleari. Ma l’intelligence, secondo invece il Washington Post che ha pubblicato anche alcune foto indicative, dice anche che Pyongyang starebbe costruendo uno o anche due missili nucleari. Abbiamo chiesto al  corrispondente della rivista cinese Zhanglue yu guanli (Strategia e gestione) Francesco Sisci che sta succedendo: Kim Jong-un ha preso in giro #Trump ?

Sisci, nelle foto pubblicate dal Washington Post si vede chiaramente che in Corea del Nord si lavora di nuovo a missili nucleari, che sta succedendo?

Gli accordi presi da Kim Jong-un e Trump erano molto vaghi, non c’era nulla di esplicito, nulla di nero su bianco per quello che abbiamo potuto sapere. Dal punto di vista nordcoreano si può capire quello che sta succedendo: l’aspettativa di Pyongyang era quella di essere inserita nel mercato economico mondiale, cosa che non è avvenuta. Dunque Kim può tranquillamente dire: fino a quando non vengo inserito, io continuo il mio programma di armamento, non sto violando alcun accordo.

Inserire un Paese come la Corea del Nord, dove esiste un regime dittatoriale e dopo decenni di isolamento, non può essere una cosa facile, o no?

Infatti, tenendo poi conto che la maggior parte dell’economia nordcoreana dipende dalla Cina. O l’America sostituisce Pechino in questo tipo di rapporto oppure è la Cina che in qualche modo detta il ritmo di Pyongyang.

Intende che dietro a quello che sta succedendo c’è la Cina?

La Cina è stata il grande escluso del vertice e quindi perché non dovrebbe remare contro agli accordi ottenuti o per quale motivo dovrebbe remare a favore di un accordo che la esclude?

Che significa invece che Mike Pompeo abbia dato questa notizia pubblicamente? Non è controproducente?

Pompeo è il numero due della amministrazione americana, fedelissimo di Trump. Non è che voglia smentire il suo capo o dire che si è fatto fregare. La tesi dietro a questa uscita potrebbe essere: se la Corea del Nord non si allinea alle nostre condizioni, noi la ributtiamo a mare e con essa la Cina.

Dunque anche Trump è convinto che dietro a questo riarmo ci sia Pechino?

La colpa di questo mancato accordo è della Corea, ma domani sarà della Cina che la sostiene. L’America trae vari vantaggi da questa situazione: non c’è nessun accordo concreto fra i due paesi. Di fatto era molto complicato ottenerne uno. Integrare Pyongyang nel sistema economico mondiale è qualcosa di molto lungo e complicato, si apre un fronte enorme e anche una prospettiva di riunificazione che il Giappone non gradirebbe. E comunque sarebbe pesante per la Corea del Sud.

In che senso?

Ci sono 300mila nordcoreani in Cina e forse 3mila nella Corea del Sud. Nella Germania ovest c’erano milioni di tedeschi fuggiti dall’est cosa che non succederà mai con Seul. La prospettiva dell’unificazione è un dossier pieno di trappole. È molto più semplice chiedere l’adesione incondizionata di Kim Jong-un alle volontà americane e se non aderisce oltre che a lui si dà qualche colpo anche alla Cina: ecco lo schema di Trump.





Licenza Creative Commons



 

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Per commentare puoi anche connetterti tramite:



Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ESTERI

La Germania accoglierà il 25% dei migranti che arrivano in Italia

Lo ha confermato il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung. Una analoga disponibilità è stata manifestata, spiega, anche dalla Francia

Pubblicato

il

La Germania è pronta ad accogliere un quarto dei migranti salvati nel Mediterraneo e approdati in Italia. Lo ha confermato il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, spiegando che una analoga disponibilità è stata manifestata dalla Francia. Questa proposta per una soluzione temporanea della suddivisione dei migranti fra i Paesi europei verrà presentata, a detta della SZ, al vertice dei ministri degli Interni dell’Ue fissata per il 23 settembre a Malta per essere esposta ufficialmente al Consiglio europeo di ottobre.

“Io ho sempre detto che la nostra politica migratoria debba anche essere umana e che non faremo affogare nessuno”, ha spiegato Seehofer al giornale bavarese. “I colloqui stanno continuando, ma se tutto rimane come abbiamo detto, possiamo accogliere il 25% delle persone salvate in mare che finiscono in Italia. Con questo la nostra politica migratoria non sarà sovraccaricata”.

Una precedente ipotesi lanciata da Seehofer, secondo la quale i profughi andrebbero riportati in appositi centri in Nordafrica dove esaminare prima le domande d’asilo, è invece stato messo da parte, per ora. “Per quello sarebbe necessario l’assenso di uno o due Paesi nordafricani, e quello per ora non c’è”.

A Italia, Francia, Germania e Malta che sono intenti a fissare un primo e provvisorio regolamento per la suddivisione delle quote, dovrebbero seguire altri Paesi, afferma il ministro dell’Interno del governo di Angela Merkel: “La nostra aspettativa è che altri Stati si aggiungeranno”, ha detto Seehofer, secondo il quale finora la Germania ha già accolto più o meno un quarto delle persone salvate in mare. Stando ai dati del ministero federale dell’Interno, negli scorsi dodici mesi sono stati 561 i profughi salvati nel Mediterraneo che sono giunti in Germania passando dall’Italia.





Licenza Creative Commons



Crediti :

AGI

Continua a leggere

ESTERI

11 settembre 2001: il video del secolo

Le nuove immagini, pubblicate su Youtube a 17 anni dall’attentato che ha cambiato il mondo, mostrano quanto accaduto negli attimi dopo la caduta delle Torri Gemelle a New York

Pubblicato

il

Tenetevi forte, come dicono i venditori di emozioni. Possiamo garantirvi che non avete mai visto ciò che state per vedere. Queste immagini non provengono dalla fabbrica delle illusioni, non siamo a Hollywood, e non vedrete mirabolanti effetti speciali inventati da un computer.
L’effetto speciale qui è un uomo. Un uomo di origine italiana, Mark LaGanga, che lavorava come operatore per la CBS la mattina dell’11 Settembre 2001, quando sono venute giù le Torri Gemelle al World Trade Center.
Mark LaGanga è soltanto uno che fa il suo lavoro. E lo fa senza accorgersi, nemmeno per un attimo, che sta per lasciarci la pelle.
Dopo il crollo di una delle due Torri, Mark LaGanga cammina contromano rispetto alla folla che fugge dal disastro.
Mark si avvicina alla Torre Sud che è ancora in piedi, inquadra a lungo gli ultimi piani avvolti dalle fiamme, aspetta a piè fermo che la tragedia si compia. Poi viene anche lui travolto dal crollo, cade a terra, lo schermo diventa completamente nero, ma il suo microfono continua a registrare i suoni attorno a lui.
Pochi minuti di un’angoscia indescrivibile, sprofondati nel buio.

Ma ecco che Mark si rialza, riesce persino a trovare la forza di pulire l’obiettivo come un automobilista pulirebbe il parabrezza, e riparte.
Mark LaGanga incontra altri uomini come lui e ha il coraggio di intervistarli. Si imbatte nel dirigente di un’azienda, anche lui di origine italiana, Mike Benfante, che gli racconta di essere appena venuto giù a piedi dalla Torre Nord portando sulle spalle una donna paralitica per 68 piani.
L’operatore della CBS incontra addirittura un agente appartenente a un non meglio identificato reparto dei Servizi Segreti, alquanto smarrito, che si dichiara candidamente come tale.
Mark registra le reazioni più diverse. Quella di chi stenta a credere di essere ancora vivo e si rallegra con se stesso di poter “ancora correre a 69 anni”, come quella di chi non vuole nemmeno parlare perché non sa più, da quel preciso momento, che senso potrà ancora avere la propria vita.
È un film folle come è folle, da quel giorno, la nostra vita.
Perché tutto è cominciato quel giorno.
Perché da allora tutto è cambiato.

Perché da quel giorno conviviamo tutti i giorni con l’odio, con il terrorismo, con la fine del mondo.
Perché la storia dell’umanità si spezza tra il prima e il dopo l’11 Settembre 2001.
Quel giorno, al World Trade Center hanno perso la vita circa 3300 persone.
Un terzo è letteralmente sparito dalla faccia della Terra.
Di 1100 vittime non è stata trovata neppure un’unghia.

Tutti quei corpi si sono squagliati lentamente, molto lentamente, sotto le macerie. Immagino cosa proveranno nel vedere queste immagini tutti coloro che erano legati a queste 1100 persone e che continuano a pregare, da diciassette anni a questa parte, davanti a bare vuote. Io stesso, arrivato a New York tre giorni dopo, non potrò mai dimenticare quel tanfo di bruciato, così diverso da quello di MacDonald, che correva inesorabile nel vento, di giorno e di notte, tra i blocks di Manhattan, Harlem, Bronx e Tribeca.
Questi 29 minuti di footage straordinariamente restaurato in HD, e dotato di un suono altrettanto limpido, potrebbero rappresentare la fine e l’inizio di qualcosa. Forse segneranno il declino di tanti blockbuster catastrofici hollywoodiani che mettono in scena disastri per puro intrattenimento.
Oggi che viviamo a stretto contatto con una quantità impressionante di immagini che intasano i nostri cervelli come pattumiere indifferenziate, dopo aver vissuto con gli occhi di Mark LaGanga ciò che accadde l’11 Settembre del 2001 a New York, molto probabilmente tutti noi non saremo più gli stessi.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Globalist

Continua a leggere

ESTERI

«Bugiardo, non sei stato sulla Luna», regista complottista aggredisce con la Bibbia Buzz Aldrin e lui l’atterra con un pugno Video

Non ha riportato alcuna conseguenza penale per quel pugno sferrato al volto di un tipo che crede che le missioni Apollo siano un inganno

Pubblicato

il

Quando ci vuole ci vuole, tanto è vero che Buzz Aldrin, il secondo uomo a camminare sulla Luna, non ha riportato alcuna conseguenza penale per quel pugno sferrato al volto di un tipo che crede che le missioni Apollo siano un inganno ordito dal governo americano con la complicità della Nasa e degli studios di Hollywood.

Opinione più che legittima, per quanto non sostenuta da prove, ma comunque da non impugnare come una clava aggredendo l’anziano astronauta in pubblico accusandolo di essere  «un codardo, un bugiardo e un ladro». Pesanti calunnie che hanno innescato il destro dell’eroe dell’Apollo 11, come registrato in un video diffuso in questi giorni durante i quali si ricorda il 50° anniversario della conquista della Luna. Un video visto e twittato da oltre due milioni di persone in poche ore.

n realtà l’episodio di Beverly Hills è del 2002 e riguarda, come riporta Usa Today, l’ex regista Bart Sibrel, del Tennesee, che all’epoca aveva 38 anni, così come Buzz Aldrin di anni ne aveva allora 72 quando reagì con le maniere forti a quelle assurde accuse espresse con tanta e immotivata veemenza nei confronti per di più di una persona di quell’età. La polizia lasciò poi perdere ritenendo, con coerenza, che il pluridecorato Aldrin fosse stato provocato.

Il pugno arrivò dopo un lungo tampinamento di Sibrel al quale Aldrin, nella sua spaziale pazienza, aveva comunque inizialmente concesso di esprimere le proprie idee. Niente, l’inseguimento davanti alla sala-conferenze era proseguito a lungo fino a culminare nell’aggressione verbale con una sfilza di calunnie.

Con queste sceneggiate, del resto, Sibrel, autore di alcuni film “corti, si era un fatto un nome utile a sostenere la tesi del complotto firmando alcuni “documentari” puntualmente smentiti dagli scienziati. Per anni ha inoltre molestato  Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins chiedendo loro di giurare sulla Bibbia. Di solito incassava un cortese diniego ma quel giorno del 2002 gli andò peggio. Buzz Aldrin era a Beverly Hills per assistere a un programma giapponese per ragazzi e venne avvicinato pià volte da Sibrel, con la Bibbia in mano, all’uscita dell’hotel. Aldrin gentilmente rifiutò per l’ennesima volta di prestarsi all’assurda “cerimonia”, ma poi Sibrel continuò a importunarlo fino a urlargli in faccia quella serie di ingiurie. Nonostate la differenza di età e di altezza, l’anziano e assai più basso astronauta si liberò infine del molestatore.

In questi giorni dedicati all’epopea lunare la vicenda è stata rievocata andando a cercare lo stesso Sibrel che non ha cambiato idea: crede anncora alla – ridicola – ipotesi della cospirazione che avrebbe coinvolto 400mila persone per fingere di mandare l’uomo sulla Luna persino con la complicità indiretta anche dei russi che seguirono in diretta lo sbarco con le loro sonde senza poter fare altro che ammettere la sconfitta.

Come ha ricordato anche di recente Samantha Cristoforetti, citando i protagonisti di quell’impresa, sarebbe stato molto più difficile fare finita di andare sulla Luna che sbarcarci davvero.





Licenza Creative Commons



Crediti :

il Messaggero

Continua a leggere

Chi Siamo

Newsletter

Dicono di noi

ANSA

  • Ultima Ora
  • Italia
  • Mondo
  • Calcio

In Thailandia il discorso di Francesco alle autorità [...]

'Democracy Act' passa anche alla Camera e va alla firma di Trump [...]

Non potranno più essere mirati in base all'affiliazione politica [...]

Pesa possibile posticipazione accordo commerciale Cina-Usa [...]

Fritz vince 5-7 7-6 6-2, ora il doppio [...]

In Thailandia il discorso di Francesco alle autorità [...]

Vince con l'opera 'teste'. Premiazione a Palazzo Reale di Milano [...]

'Non possiamo confermare ma temiamo strage, 30 i sopravvissuti' [...]

Stop disposto da vicesindaco. Sarà effettuata derattizzazione [...]

38enne del Napoletano assassinata nel Veneziano nel luglio 2017 [...]

In Thailandia il discorso di Francesco alle autorità [...]

Congresso sfida la Cina, si attende la firma del presidente [...]

'Ambasciatore Usa in Ue ha smontato accuse impeachment' [...]

Sos ad Alarm phone, 'non possiamo confermare ma temiamo strage' [...]

Il più giovane in Inghilterra, progettava attacchi antisemiti [...]

Presidente Torino "tutte queste coincidenze lasciano pensare" [...]

Il francese oggi non si è allenato, per Verona sarà disponibile [...]

Sarri ritrova Matuidi, migliorano condizioni Alex Sandro [...]

Club conferma, c'è interesse del gruppo del texano Friedkin [...]

L'attaccante svedese interessa anche al Bologna [...]

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

I più letti