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Londra, esplosione nella metro, 20 feriti. Scotland Yard: «È terrorismo»

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Un’esplosione si è verificata nella metropolitana di #Londra , venerdì mattina intorno alle 8.20 ora locale (le 9,20 in Italia), sulla District Line, alla fermata di Parsons Green, nella zona residenziale di Fulham, zona ovest della città. Panico tra i passeggeri. Almeno venti i feriti e diverse persone presentano bruciature sul volto ed escoriazioni. La stazione, della linea verde, è stata evacuata. La polizia ha dichiarato che si tratta di «un atto terroristico», provocato da un «ordigno costruito in modo artigianale». Squadre speciali sarebbero in azione – secondo quanto scrive il Daily Mail – per disattivare un secondo ordigno. Notizia non confermata dalla #polizia londinese, così come quella di un sospetto in fuga, armato di coltello. Le forze dell’ordine però hanno invitato a riportare qualunque movimento o persona sospetta.

May informata

La premier britannica Theresa May ha espresso vicinanza per i feriti e ha convocato una riunione d’emergenza del Cobra, il comitato di crisi del governo britannico.

L’esplosione

L’esplosione è partita da un ordigno artigianale, collocato nei vagoni posteriori del treno, e ha riempito di fumo la carrozza. Una foto circolata su Twitter poco dopo l’esplosione mostra un secchio bianco, con fili elettrici, in un sacco della Lidl, da cui fuoriesce del fuoco. Un utente del social, Rigs, ha twittato: «Esplosione a Parsons Green, su un treno della District Line. Una palla di fuoco è volata per la carrozza e siamo saltati fuori dalle porte aperte». Un altro testimone ha affermato di non aver sentito il rumore del’esplosione, ma un forte sibilo, «poi ho visto delle fiamme che invadevano la carrozza e venivano verso di me». Alcuni passeggeri sarebbero rimasti feriti nella calca, in fuga sul marciapiedi della stazione: sono saltati fuori dalle carrozze e si sono messi a «correre per la loro vita», come ha scritto un testimone in un tweet. Tra i feriti, anche un bambino che si stava recando a scuola.

La testimone italiana

Una testimone italiana, Roberta Amuso, di Bergamo, che si trova a Londra per lavoro, si trovava nella stazione al momento dell’accaduto. Questo il suo racconto: «Non ho sentito chiaramente l’esplosione, non ho avuto neppure il tempo di capire. Sono stata investita da una massa di persone che si precipitavano fuori dal treno. Sono corsa anche io verso l’uscita. Chi inciampava e cadeva per terra veniva calpestato. Sono stati attimi di paura».

Panico

Circolano anche foto di feriti con bruciature sulla fronte. «Ho visto una donna con ustioni sulla faccia e sulle gambe che veniva portata via in barella», ha raccontato la presentatrice della Bbc Sophie Raworth che si trovava alla stazione della metropolitana. La giornalista ha raccontato del panico a cui ha assistito con decine di persone che, proprio nell’orario di punta, cercavano di allontanarsi dalla carrozza su cui si era udito un forte boato.

Atto terroristico

Facebook e Twitter sono stati subito inondati di messaggi di chi sostiene che si è trattato di un attacco terroristico; Scotland Yard alle 8.51 ora locale ha diffuso un tweet molto cauto: «Siamo a conoscenza di quanto si scrive sui sociale media a proposito di Parsons Green. Diffonderemo una nota appena possibile. Le nostre informazioni devono essere precise». Poi, nel corso della mattinata, il tweet di scotland yard: «È stato dichiarato un caso di terrorismo».

Corse sospese

La stazione di Parsons Green è chiusa e il servizio di metropolitana è sospeso tra Earls Court e Wimbledon, come riferito su Twitter da «Transport for London». Sul posto sono arrivati gli esperti dell’antiterrorismo, sebbene le operazioni siano al momento sotto il comando della British Transport Police, oltre a numerosi mezzi di soccorso e vigili del fuoco: «sei autopompe, due unità di salvataggio dei vigili del fuoco e circa 50 pompieri e specialisti», fa sapere la London Fire Brigade. Un elicottero sorvola la zona. Sono intervenuti anche i medici super-specializzati di London Ambulance Hart, che fanno parte di un’unità specializzata nei soccorsi più complicati, come incidenti multipli e le situazioni di salvataggio complesse.

Quatro attacchi

Da inizio anno a oggi, la Gran Bretagna ha subito quattro attacchi terroristici in cui hanno perso la vita 36 persone.

L’appello

In un messaggio via Twitter, Scotland Yard ha lanciato un appello a chiunque abbia scattato foto o girato video sulla scena dell’esplosione nella metro di Londra. «Si richiede a chiunque abbia immagini della scena alla stazione del tube di #ParsonsGreen di caricarle nel sito ukpoliceimageappeal.co.uk».





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il Corriere

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

ESTERI

New York, esplode centrale elettrica: il cielo si tinge di azzurro in piena notte

La deflagrazione in un impianto dell’azienda elettrica cittadina Con Edison nel Queens. Il fenomeno ha causato enorme curiosità, ma anche inquietudine sui social network. Il sindaco Bill De Blasio è dovuto intervenire per rassicurare i newyorchesi: “Nessuna invasione aliena o minaccia dallo spazio”

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Il cielo di New York si è colorato di azzurro nella notte: sui social network qualcuno ha addirittura ipotizzato l’invasione aliena o una guerra nucleare. Tanta paura per gli abitanti della Grande Mela, a seguito dell’esplosione nella centrale elettrica Con Edison ad Astoria, nel quartiere Queens. Prima il boato, poi la scia di luce intensa era visibile anche in New Jersey. “Le luci che avete visto sulla città sembrano essere conseguenza dell’esplosione di un trasformatore nell’impianto di Con Ed, nei Queens. L’incendio innescato dall’esplosione è sotto controllo, non ci sono notizie di feriti, non ci sono fiamme“, hanno spiegato i vigili del fuoco. Il Governatore Andrew Cuomo ha parlato di “grave guasto elettrico” nella sottostazione elettrica lungo l’East River, vicino al complesso carcerario dell’isola di Rikers Island.

Il fenomeno ha causato tanta curiosità, con migliaia di post sui social in pochi minuti, e provocato anche inquietudine: “Qualcosa di folle sta accadendo nel cielo sopra Manhattan in questo momento”, ha scritto su Twitter il sociologo della New York University, Eric Klineberg, sotto un video del cielo lampeggiante. Il sindaco Bill de Blasio è dovuto intervenire per rassicurare i newyorchesi precisando che non era in corso “nessuna invasione aliena o minaccia dallo spazio. Si tratta di un trasformatore saltato“. Sebbene quella del primo cittadino possa essere vista come una battuta, una rassicurazione simile è arrivata anche dal New York Police Department e dagli stessi uomini del  New York City Fire Department impegnati a spegnere l’incendio causato dalla deflagrazione. Chiuso in via precauzionale il vicino aeroportoLa Guardia, anche per una serie di blackout provocati dall’incidente.

 

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Fanpage

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Norimberga, tre donne accoltellate in strada. «Probabile matrice islamica»

a colpire secondo le prime testimonianze sarebbe stato sempre lo stesso uomo, tutte avvenute nel quartiere di St. Johannis.

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Norimberga tre donne sono state ferite gravemente con diverse coltellate nella serata di ieri. L’aggressore, secondo fonti della polizia, sarebbe riuscito a fuggire. Due delle tre persone colpite dai fendenti della lama, sono state operate d’urgenza e sono in prognosi riservata. I colpi inferti sono stati profondi e le condizioni restano critiche. Non ci sono ancora indizi per parlare di attentato terroristico, anche se gli investigatori propendono verso questa direzione.

Gli attacchi sono iniziati verso le 19  nel quartiere di  St. Johannis  ad essere stata colpita per prima è stata una 56enne. Dopo qualche ora è toccato ad altre due donne  una 26enne e una 34enne, l’identità delle vittime ancora non è stata resa nota. Ma subito è scattata la caccia all’uomo. Sul posto squadre speciali con l’ausilio di elicotteri.

La polizia ha chiesto ai cittadini di fare attenzione.

Le ricerche sono proseguite per tutta la notte e sono ancora in corso. Una cosa è certa a colpire secondo le prime testimonianze sarebbe stato sempre lo stesso uomo, tutte avvenute nel quartiere di  St. Johannis.





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il Messaggero

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ESTERI

Cherif Chekatt, il killer di Strasburgo, è stato ucciso dalla polizia

L’uomo è stato riconosciuto in strada da una donna. Avvicinato dagli agenti ha aperto il fuoco. Aveva con sé una pistola e un coltello. Amaq, l’agenzia di propagnada dell’Isis rivendica: “era un nostro soldato”

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Chérif Chekatt, il killer dell’attentato a Strasburgo, è stato ucciso delle forze speciali nel quartiere di Neudorf, a poche centinaia di metri dal luogo in cui era stato visto per l’ultima volta. Chekatt stava camminando per strada quando è stato avvicinato dai poliziotti, avvertiti da una donna che lo aveva riconosciuto, e ha reagito immediatamente sparando. Gli agenti hanno risposto al fuoco e la fuga del 29enne radicalizzatosi in carcere è finita.

Poco dopo che si era diffusa la notizia della morte dell’assalitore, l’agenzia di propaganda dello stato islamico Amaq ha rivendicato l’attentato ai mercatini di Natale a Strasburgo, sostenendo che Cherif Chekatt era un “soldato” dello Stato islamico che “ha portato avanti l’operazione per vendicare i civili uccisi dalla coalizione internazionale”. Chekatt aveva con sé una pistola e un coltello. Due giorni dopo l’attentato era ancora a Neudorf, il luogo in cui si era fatto portare da un tassista e aveva fatto perdere le sue tracce, non lontano dall’area in cui aveva ucciso tre persone e ne aveva ferite altre 13. Una zona che conosceva benissimo, dove forse ha anche goduto di appoggi e dove probabilmente ha cercato di farsi curare la profonda ferita a un braccio provocata dai colpi d’arma da fuoco esplosi dalla polizia dopo l’attacco al mercatino di Natale.

Più di 700 poliziotti erano stati mobilitati per dare la caccia all’uomo che martedì sera aveva terrorizzato Strasburgo, sparando ad altezza uomo sui passanti.

Tre dei feriti sono in condizioni gravi e lottano fra la vita e la morte, come il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi, colpito alla testa. Altri tre sono stati dimessi dall’ospedale in giornata.

Sempre in giornata, un amico stretto di Chekatt, che lo aveva anche ospitato la notte precedente l’attentato, era stato posto in stato di fermo ed è stato interrogato. È il quinto fermato dopo il padre, la madre e due fratelli dell’attentatore. A Parigi, la polizia ha perquisito la casa in cui una delle sorelle abita con il marito, nel centralissimo boulevard Raspail.





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la Repubblica

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