Londra, inferno nel grattacielo. La polizia: “Ci sono sei morti”

Il rogo nella Grenfell Tower nella zona ovest della capitale, vicino alla stazione di Latimer Road: 24 piani, abitati da 450-500 persone. Cinquanta persone in ospedale. Duecento vigili impegnati. "Per ora nessun timore che l'edificio crolli". Un blog degli inquilini denunciava difetti negli impianti di cablaggio e pericoli di incendi

LONDRA – “Ci sono sei morti”. Dopo aver lottato per ore contro il fuoco vigili del fuoco e #polizia di Londra hanno dato le prime notizie sul numero delle vittime, un bilancio che gli stessi soccorritori spiegano che è destinato a salire. Nell’incendio che da ore sta devastando un grattacielo a nord Kensington ci sono anche almeno 50 feriti, e si cercano molti dispersi.

“Ho sentito urla di bambini che chiedevano aiuto”, dice un testimone. “Ho visto persone gettarsi dalle finestre su materassi gonfiabili portati dai pompieri”, racconta un altro. “Terrificante, non ho mai assistito a nulla di così spaventoso”, è un terza testimonianza. Tutte da lontano, perché la polizia ha tirato cordoni di plastica a isolati di distanza, nel timore che il grattacielo di Latimer Road, dove verso l’una di notte è scoppiato il rogo, possa crollare – come le Torri Gemelle di New York nell’attentato dell’11 settembre 2001. Questa volta il terrorismo non sembra entrarci, ma la causa del rogo resta per il momento sconosciuta: forse un corto circuito, forse una disattenzione, una sbadataggine, come una padella dimenticata accesa sui fornelli o qualcuno che si è addormentato con una sigaretta accesa. Ma ci sono anche resoconti che parlano di un’esplosione, forse dovuta a una fuga di gas, al quarto piano. E i residenti ricordano di essersi lamentati di recente del rischio di incendi, un problema apparentemente causato da una ristrutturazione non compiuta secondo le norme un paio di anni or sono. E nel loro blog, alcuni inquilini nel novembre 2016 scrivevano: “Solo un grande incendio nel grattacielo, con conseguenze devastanti, dimostrerà le vostre responsabilità”, riferendosi alla società che gestisce l’immobile per conto della proprietà pubblica e citando, tra l’altro, pericolosi difetti nell’impianto di cablaggio dell’edificio e un principio di incendio nel 2013 “che poteva essere devastante”.

Cinquanta persone sono ricoverate in ospedale per ustioni, intossicazione, cadute nella corsa forsennata nel cuore della notte attraverso i 24 piani dell’edificio per raggiungere l’uscita. Ma c’è il forte timore che delle persone siano rimaste intrappolate dentro. Ci sono molti dispersi. E il timore che possano esserci delle vittime si è concretizzato nella dichiarazione del responsabile dei vigili del fuoco. Quando il grattacielo era ancora avvolto dalle fiamme, sono state viste delle luci sul tetto, forse telefonini, forse torce, per segnalare che qualcuno aveva cercato rifugio lassù, scegliendo una via tragicamente sbagliata, ma probabilmente l’unica se fiamme e fumo impedivano l’accesso verso il basso. “Ho visto gente disperata buttarsi dalle finestre e sfracellarsi”, ha detto una donna alla Bbc. “Come un film dell’orrore di Hollywood“, ha raccontato un uomo.

 

 

Il fuoco sembra avere avuto origine nella parte inferiore della torre di cemento, intorno al quarto o quinto piano. Quaranta mezzi di soccorso con duecento vigili del fuoco sono stati impegnati nelle operazioni per spegnerlo. Purtroppo sembra che l’acqua sparata dai pompieri poteva raggiungere soltanto la metà inferiore del palazzo, che ha così continuato a bruciare per ore, riducendosi a uno scheletro annerito, fino a quando l’intensità delle fiamme si è ridotta da sola. Dall’alba in avanti tanto fumo nero dal grattacielo e qualche fiammata isolata.  Intorno alle 12, ora italiana, i vigili del fuoco hanno fatto sapere che “l’edificio non è al momento a rischio crollo e continua ad essere sicuro per le nostre squadre”. Sul posto sono presenti ingegneri strutturali che ne stanno monitorando la stabilità.

Denominato Grenfell Tower, il grattacielo in cemento fu costruito nei primi anni ’70 e fa parte della Lancaster West Estate. È una delle tante case popolari costruite dal governo britannico per fornire alloggi sovvenzionati dallo Stato a famiglie a basso reddito. Nei suoi 120 appartamenti vivevano circa 500 persone di tutte le etnie e le religioni. Due anni fa aveva subito un ampio restauro, al termine del quale è possibile che qualche unità sia stata privatizzata e messa sul mercato immobiliare. L’edificio si trova nel quartiere di Notting Hill, a circa dieci isolati di distanza da Portobello Road, la strada del celebre mercato delle pulci, un’area piena di residenze di lusso che valgono milioni di sterline – ci abitava David Cameron prima di andare a Downing Street – ma anche con strade povere e disagiate.

Come Latimer Road, la strada dove sorge il grattacielo, che si trova nelle vicinanze della A40, la tangenziale che porta verso l’aeroporto di Heathrow, che è stata chiusa stamattina come conseguenza dell’incendio. Chiuse anche le più vicine stazioni della metropolitana ed evacuate le abitazioni circostanti. Sadiq Khan, il sindaco di Londra, ha parlato di “grave incidente” e predisposto misure speciali per fronteggiare l’evenienza.

Dany Cotton, capo della Fire Brigade dei pompieri della città, ha detto che i vigili del fuoco hanno lavorato “in condizioni estremamente difficili”. Squadre di infermieri e medici appositamente addestrati per situazioni del genere stanno partecipando all’operazione. “Sono coperto di cenere dalla testa ai piedi”, ha dichiarato George Clark, presentatore del programma televisivo Amazing Spaces, che vive da quelle parti ed è andato a vedere l’incendio da dietro gli sbarramenti della polizia. “Sono a 100 metri di distanza, eppure la cenere mi ricopre – ha aggiunto il presentatore tivù – E’ una scena che spezza il cuore”. Andy Moore ha detto di avere visto detriti cadere dall’alto e avere sentito esplosioni dall’interno: “La polizia ci spingeva indietro per paura che venisse tutto giù”. C’è anche chi, come Jody Martin, un’altra residente della zona, nei primi minuti dell’incendio ha provato a correre verso il grattacielo per aiutare in qualche modo i suoi abitanti a scappare: “Gridavo alla gente che era alla finestra, fuggite, fuggite, ma mi hanno risposto che erano bloccati dal fumo e non potevano passare dal corridoio”. Chi ce l’ha fatta è uscito con i figli in braccio, in pigiama o in mutande. “Ma ho sentito urla di aiuto dall’interno di gente che non ce l’ha fatta”, riferisce Safyiha, un’altra testimone. “E’ terribile”.

     
 
 

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Crediti :

la Repubblica

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ESTERI

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma.
Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni
Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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