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Londra, trovata bomba sulla metro: strage evitata

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Un attentato dinamitardo miracolosamente sventato grazie alla prontezza di passeggeri della metropolitana e preparato da qualcuno che aveva pianificato altri attacchi: si è svegliata con questa notizia oggi Londra, che da giorni vive una tensione altissima nel timore di attacchi terroristici, dopo aver saputo che due giorni fa la metropolitana è stata bloccata a Greenwich per ore per un bagaglio contenente un «marchingegno sospetto» e dello spettacolare arresto compiuto ieri in pieno giorno in un’affollata strada londinese di un giovane. E oggi, a centinaia di chilometri di distanza, a Newton Abbott, cittadina rurale del Devon, nel sud-ovest dell’Inghilterra, in una perquisizione che viene collegata alla vicenda londinese, gli agenti hanno rinvenuto un altro «ordigno sospetto».

La casetta è stata isolata e transennata in un raggio di 200 metri. Il giovane in questione, un 19enne descritto dai testimoni del suo arresto come «bianco, con la barba lunga e incappucciato» e da altri come «asiatico», è stato bloccato in mezzo alla folla di Halloway Road, Londra nord, gettato a terra da agenti in borghese – ma appoggiati da altri pesantemente armati – che prima gli hanno sparato con il taser, la pistola elettrica, alla schiena. Il rocambolesco arresto è stato subito messo in collegamento con quel bagaglio abbandonato su un treno della Jubilee Line. L’ordigno sarebbe stato consegnato da passeggeri al macchinista, che ha avvertito l’ #antiterrorismo , provocando la chiusura della stazione di North Greenwich, dove sorge la gigantesca 02 Arena (l’ex Millennium Dome), consentendo agli artificieri di far brillare il bagaglio. A detta di chi l’ha visto, il marchingegno conteneva «fili» e qualcosa che poteva far pensare a un timer.

I media oggi riferiscono che la polizia sta esaminando eventuali collegamenti del misterioso giovane con ambienti estremisti islamici, eventuali giuramenti all’ Isis o altri elementi, ma sta anche vagliando la pista dei disturbi mentali. Il tutto nel riserbo assoluto, dal quale emerge qualche labile indizio. Secondo le fonti citate oggi dal Telegraph, gli inquirenti ritengono che quello fatto brillare giovedì pomeriggio fosse «una bomba in grado di funzionare», ma che ci vorranno alcuni giorni prima che gli esami sui resti dicano esattamente cosa fosse e come fosse congegnato.

Oggi è emerso anche che la polizia, che con ogni probabilità è risalita al presunto autore attraverso la rete delle telecamere di sicurezza, ha dato l’ordine di arrestare il giovane – descritto come “pericoloso” – in quanto aveva pianificato altri attacchi e avrebbe potuto “provarci di nuovo”. Secondo un memo diramato fra il rinvenimento della bomba e l’arresto, le forze di polizia hanno ricevuto un memorandum del Joint Terrorism Analysis Centre in cui si affermava che l’allarme terrorismo è stato immediatamente elevato a “severe” (grave), che indica che attentati sono “altamente probabili”.

L’oggetto viene descritto con il nome-spauracchio di Improvised Explosive Device (Ied, ordigno esplosivo artigianale), neologismo dell’era della “guerra al terrorismo” associato alle terribili mine che tante vittime hanno falciato fra i militari in Iraq e Afghanistan. Un clima di tensione e allerta che nella capitale ieri ha avuto un picco con l’emergenza all’aeroporto della City di Londra, dove un sospetto “incidente chimico” ha provocato panico e lo sgombero del terminal per circa tre ore.





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il Messaggero

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Liberato Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016

Il 33enne bresciano è stato liberato da un gruppo di siriani ribelli chiamati ‘il governo della salvezza’

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L’italiano Alessandro Sandrini, rapito in Siria nel 2016 al confine turco-siriano è stato liberato. Lo ha confermato il premier Conte che ha dichiarato: “Il connazionale Alessandro Sandrini è stato liberato al termine di un’articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall’intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall’unità di crisi del Ministero degli Esteri”.

Sandrini è stato liberato da un gruppo ribelle siriano della provincia di Idlib, il ‘Governo siriano di salvezza’, che ha diffuso la notizia sui social. L’operazione è scattata dopo aver saputo che un gruppo criminale attivo in zona e specializzato in rapimenti si nascondeva lungo il confine con un ostaggio.
Sandrini era comparso lo scorso anno in un video in cui compariva inginocchiato con alle spalle due uomini armati e indosso una tuta arancione che ricordava quelle utilizzate dall’Isis. I suoi rapitori, però, non sono parte dello Stato islamico.

Il nome di Alessandro Sandrini è comparso due volte tra gli imputati del tribunale di Brescia: la prima volta per un processo per rapina e ricettazione (aveva tentato di vendere dei tablet rubati e aveva compiuto una rapina nel 2016). Sarà infatti ora ascoltato dai pm di Roma.





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Globalist

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New York, folle tenta di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick

voleva bruciarla come Notre-Dame?
Fermato prima dellʼingresso nella chiesa. Aveva taniche di benzina e accendini

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Un uomo di 37 anni con evidenti problemi psichici ha tentato di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick a New York. Fortunatamente è stato fermato prima che potesse mettere atto il suo piano. Marc Lamparello aveva con sè due taniche di benzina quando i sorveglianti della cattedrale lo hanno fermato mentre stava per entrare nella navata centrale. Forse l’uomo voleva bruciarla come Notre-Dame dopo essere stato suggestionato dalla notizia.

La polizia non ha ancora stabilito con certezza il movente e nemmeno ha voluto esprimersi sulla possibile disabilità mentale del fermato. Ha confermato però che Marc Lamparello quando è stato fermato dal personale di sicurezza fuori dalla cattedrale aveva con sè due taniche da 5 litri di benzina, un sacchetto con dentro altri due flaconi di liquido infiammabile e due accendini da cucina. Ai poliziotti ha detto di essere rimasto senza carburante e per questo stava andando in giro con le taniche. Gli agenti hanno però controllato la sua macchina e scoperto che non era affatto in riserva.

Voleva bruciarla come Notre-Dame? – Dopo l’incendio di Notre-Dame a Parigi molte cattedrali nel mondo hanno intensificato i controlli (anche se nel caso francese è quasi certo che ci si trovi di fronte a un incidente). E sono state proprio le guardie private della chiesa di Saint Patrick a dare l’allarme quando hanno visto Lamparello che stava per entrare nella cattedrale. Inizialmente ha tentato di difendersi dicendo che stava “tagliando” dentro la cattedrale per uscire verso Madison Avenue. Poi ha continuato a dare risposte deliranti, tanto che inizialmente la polizia di New York aveva confermato i disturbi psichici del fermato. “Difficile capire quali fossero le sue reali intenzioni, ma uno che va in giro con taniche di benzina e accendini dà sicuramente grande preoccupazione”, ha detto John Miller, vice commissario dell’area anti terrorismo della polizia di New York.





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Tgcom

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Assassin’s Creed potrebbe aiutare a ricostruire Notre Dame

Dopo il disastroso incendio l’obiettivo primario è quello di ricostruire il monumento: un aiuto potrebbe venire dai modelli 3D realizzati per il famoso videogioco di Ubisoft

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Com’è noto, nella serata del 15 aprile un violento incendio ha colpito la cattedrale di Notre Dame a Parigi, portando al crollo della copertura della navata, del coro e del transetto, oltre alla guglia centrale di costruzione ottocentesca. Con la struttura portante rimasta intatta, l’obiettivo, ribadito anche dal presidente francese Emmanuel Macron, è ora quello di ricostruire il monumento che fino a ieri era il più visitato d’Europa. Data la struttura particolarmente stratificata dell’edificio, costruito nel corso di oltre 180 anni, e gli ingenti danni riportati, la ricostruzione potrebbe impiegare anni se non decenni, ma un aiuto potrebbe venire da una fonte inaspettata come Assassin’s Creed.

La serie di videogiochi è celebre perché, ambientando le proprie avventure in diverse epoche storiche e luoghi del mondo, permette ai propri giocatori di esplorare questi scenari, scalando e arrampicandosi soprattutto su edifici e monumenti di rilevanza storica in uno stile che richiama il parkour. Uno dei titoli della serie, Assassin’s Creed: Unity del 2014, è ambientato proprio a Parigi durante la Rivoluzione francese e presenta, fra gli altri, un modello molto accurato della cattedrale: i designer della Ubisoft hanno lavorato per ben due anni a realizzare un’immagine verosimile di Notre Dame, includendo anche numerosi dettagli (come le guglie, i pinnacoli e alcune statue introdotte nei restauri ottocenteschi) che nel 1789 non erano presenti ma risultano invece molto familiari nell’immaginario dei giocatori (gli stessi giocatori che in queste ore stanno tributando il loro omaggio online riproponendo le scene delle loro imprese nel videogame).

Utilizzare i precisissimi modelli 3d creati dai realizzatori del videogioco potrebbe aiutare la ricostruzione accorciando i tempi di recupero delle immagini e dei progetti. A ciò potrebbe aggiungersi l’aiuto di Andrew Tallon, uno storico dell’arte recentemente scomparso ma che, secondo il National Geographic, ha completato già nel 2015 una mappatura della cattedrale con misurazioni estremamente precise grazie all’impiego di puntatori laser: “Se ho lavorato correttamente la scansione è accurata con uno scarto di cinque millimetri”, aveva dichiarato lo studioso al magazine. Già in serata diverse campagne di sottoscrizione sono state lanciate per raccogliere fondi per la ricostruzione di Notre Dame, e contributi milionari stanno già giungendo da aziende private e da famiglie come Arnault e Pinault, le proprietarie dei più grandi gruppi del lusso francese.





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Wired

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