Contattaci

Bufale

Lourdes la bufala dei “miracoli”

Pubblicato

il

Negli ultimi 150 anni sono stati 67 in totale, ma nei passati 50 anni se ne contano solo 7. Possibile che la scienza sia arrivata a Lourdes ?

è un unico motivo per cui Lourdes, cittadina nella Francia del Sud ai piedi dei Pirenei con poco più di 15mila anime residenti, è nota a livello planetario ed è per questa ragione che l’abbiamo scelta come tappa per il nostro viaggio estivo tra scienza, pseudoscienza e bufale. Nel febbraio del 1858, Bernadette Soubirous, una bambina quattordicenne figlia di un mugnaio e di una lavandaia, cominciò a raccontare di aver avuto delle visioni di una giovane donna nei pressi della Grotta di Massabielle, vicino al fiume Gave de Pau. La grotta carsica era al tempo utilizzata dagli abitanti del villaggio come discarica e la prima volta Bernadette si era recata lì assieme a sua sorella Toinette e a un amico per raccogliere legna. Nonostante il divieto della madre, Bernadette tornò più volte alla grotta, prima da sola e poi accompagnata da un pubblico sempre più numeroso, desideroso di sapere dalla bambina le parole di quella che già per molti era  indubbiamente la Vergine Maria.

Secondo Bernadette alla nona apparizione la donna le indicò il punto dove scavare per trovare una sorgente da cui bere e lavarsi.

Alla sedicesima visione la donna si identificò per quello che i popolani suggerivano: in dialetto guascone disse “Io sono l’Immacolata Concezione“. La storia di Bernadette e delle prodigiose guarigioni che avrebbero immediatamente cominciato a manifestarsi grazie alle acque della sorgente, venne creduta da abbastanza persone da attirare l’attenzione della Chiesa Cattolica, che proprio quattro anni prima aveva stabilito il dogma dell’Immacolata Concezione  per la Vergine Maria. Come – secondo la bambina – voleva la madonna, vicino alla grotta fu costruito il Santuario Nostra signora di Lourdes e alla fine Bernadette, morta giovanissima di tubercolosi nel 1879, fu fatta Santa.

Oggi, con quasi 300 hotel tra cui scegliere, sembra che in Franciasolo Parigi superi Lourdes come numero di alberghi per chilometro quadrato: la città può infatti accogliere ogni anno imilioni di pellegrini da tutto il mondo che si mettono in fila per poter toccare le acque delle sorgenti intorno alla grotta.

Un problema sia per i laici che per i credenti
Quando si parla di ciò che accade a Lourdes è facile liquidare il tutto come una materia che vede necessariamente contrapposti atei mangiapreti da una parte e fedeli devoti dall’altra, ma questo in realtà non ha senso. Quando si grida al miracolo entrambe le parti dovrebbero infatti avere tutto l’interesse ad appurare i fatti per quello che realmente sono, visto che le inspiegabili guarigioni non sarebbero di per sé una prova dell’esistenza di una particolare divinità, né la loro assenza sarebbe prova della sua inesistenza.

Ma se invece le guarigioni non hanno nulla di miracoloso eLourdes è quindi solamente un immenso business in gran parte basato sull’autoinganno, allora sia atei che credenti devono domandarsi se tutto questo, compreso il fiorente commercio diamuleti di dubbio gusto (per la cronaca: nonostante nel Santuario l’acqua delle sorgenti sia assolutamente gratuita e a disposizione dei pellegrini, quando viene rivenduta dai commercianti, anche on-line, all’interno di caratteristici flaconi, il prezzo dell’acqua al litro, sottratto il costo irrisorio del divino contenitore, raggiunge livelli “omeopatici “), abbia davvero a che vedere con la spiritualità o se non sia qualcosa di più vicino agli show dei televangelisti americani.

E quando il fenomeno Lourdes viene analizzato con occhio critico non mancano infatti i dubbi esposti dagli stessi credenti. Nel libroNostra Signora di Lourdes, la Madonna che non conosceva il vangelo (Mind, 2012), Renato Pierri, saggista e docente scolastico di religione cattolica, evidenzia le incongruenze  tra quello che ha detto Bernadette e quello che è diventato il suo mito e propone che la pastorella, ignorante, poverissima, nonché come molti nella sua situazione assidua consumatrice di alcol, sia stata strumentalizzata da chi la voleva “santa a tutti i costi“.

[related-post id=”5286″]

Comunque si sia fissato il mito (probabilmente anche l’agiografico film Bernadette del 1943, basato sul romanzo La canzone di Bernadette del 1941, ha avuto il suo peso) oggi la ragazza è morta e non può più essere interpellata, mentre le guarigioni miracolosecontinuerebbero. Secondo le voci decine di migliaia di persone guarirebbero ogni anno nella città, ma solo una piccola parte di questi eventi vengono riconosciuti dalla Chiesa Cattolica comemiracoli. A oggi se ne contano 67, l’ultimo dei quali riconosciuto nel 2005 (anche se la presunta guarigione sarebbe avvenuta nel 1952).

La fabbrica dei miracoli
Il processo di verifica del miracolo comincia con i dottori dell’equipe del Bureau delle constatazioni mediche di Lourdes  il quale, se ritiene di aver identificato una guarigione inspiegabile, compila un dossier che passa nelle mani del Comitato medico internazionale di Lourdes , con sede a Parigi. Se anche questo secondo tribunale scientifico concorda con il Bureau, la pratica passa nella mani dell’arcivescovo della diocesi a cui appartiene il presunto miracolato e viene istituita unaCommissione ecclesiestica che discute a lungo se la guarigione sia o meno opera dell’intercessione divina.

Chi è convinto del mito di Lourdes descrive il complesso meccanismo di questa fabbrica dei miracoli come autorevole e assolutamente a prova di errore: ricevuto il sigillo di autenticità prima da parte dalla scienza, e poi da parte della teologia, non è più lecito dubitare. A supporto di questa narrativa non guastano le opinioni di ben due premi Nobel per la medicina, Alexis Carrell eLuc Montagnier, entrambi convintisi della realtà dei miracoli di Lourdes. Stranamente gli apologeti tralasciano di citare anche altre convinzioni bizzarre dei pur illustri scienziati, come ilsupporto per le pratiche eugenetiche del Terzo Reich  da parte di Carrel e la fede nell’omeopatia  di Montagnier, ma questa è un’altra storia.

Come si può leggere nel libro Lourdes – I dossier sconosciuti  (Italian University Press, 2011) a cura di Luigi Garlaschelli, la realtà sui presunti miracoli è ben diversa da come di solito viene presentata.

Se avessimo a che fare con arti amputati che ricrescono, o malattie genetiche che scompaiono, sarebbe quasi automatico giudicare questi eventi come inspiegabili, che siano opera o meno della benevolenza della Vergine. Ma non è questo il caso diLourdes (come di nessun altro posto finora) quindi per lacertificazione del miracolo sarebbe d’obbligo un attento confronto specialistico tra le condizioni del malato prima di arrivare a Lourdes e dopo la presunta guarigione. Ciò che i medici oggi scoprono leggendo i pochi dossier diffusi fuori dal Bureau sui miracoli è però che il rigore con il quale sono state valutate queste condizioni, nonostante le complessità burocratica, è in realtàmolto scarso.

lourdes

Non potendo materialmente visitare ogni pellegrino giunto aLourdes, per la diagnosi iniziale ci si basa principalmente suicertificati dei medici curanti. Questo, specialmente nei primi tempi di attività del Bureau, non poteva assolutamente garantire che la diagnosi fosse quella effettiva, ma nonostante questo i dottori sembrano aver sistematicamente ignorato il problema, rigettando le interpretazioni alternative dei sintomi che, a guarigione avvenuta, avrebbero potuto rendere quest’ultima un po’ meno misteriosa. Si nota anche come la maggior parte dei casi sia concentrata nei primi anni di attività del bureau: in 150 anni, scrive Garlaschelli, ben 37 guarigioni inspiegabili si sono verificate nei primi 50 anni, ma solamente 7 negli ultimi 50, nonostante il flusso di pellegrini sia aumentato enormemente nel frattempo. Sono diminuiti i poteri di Lourdes o i progressi della medicina hanno portato a controlli più accurati e si sono aggiornati gli standard del Bureau? Non sorprende che la patologia più frequente (oltre la metà dei casi) sia la tubercolosi,per la quale da una parte i casi remissione sono ben noti e dall’altra, come moltissime altre malattie, in assenza di adeguati strumenti può essere diagnosticata per errore. Le radiografie, per esempio, cominciarono a diventare di uso comune solamente dopo 1925.

Pieter De Rudder

Ogni caso è unico, ma la storia Pieter De Rudder, celebrata come uno dei miracoli più straordinari degli ultimi secoli, è particolarmente significativa perché oggi non ingannerebbe (forse) nemmeno Le Iene. Nel 1867 questo manovale belga si fratturò tibia e perone durante il taglio di un albero. Per una frattura esposta si consigliava, al tempo, un’amputazione, che però non venne eseguita. L’uomo tuttavia sopravvisse e quando otto anni dopo De Rudder si recò al Santurio Nostra Signora di Lourdescostruito a Oostakker, nelle Fiandre, magicamente la gamba guarì perfettamente.

Si può credere a questa storia solamente volendoci credere: le testimonianze sono tardive e contraddittorie e solamente un medico, Von Hoestenberghe, certificherà la condizione di De Rudder prima della guarigione. Questi non solo non era il medico curante, ma cambiò diverse volte versione. Molto più verosimile, anche se per alcuni meno edificante, è che le ossa della gamba si siano col tempo saldate e la ferita sia guarita da sola (evento certo improbabile in un’epoca priva di antibiotici, ma non impossibile), ma che De Rudder abbia tenuto nascosta la guarigione in modo da continuare a godere della pensione che gli veniva versata per pietà dal visconte Alberic du Bus presso cui lavorava. Alla morte di quest’ultimo De Rudder, rimasto senza pensione, si recò al Santuario e rese manifesta la guarigione. Dopo la riesumazione del suo cadavere, l’aspetto delle ossa rimarginate  dell’uomo sembra ben poco divino, compatibile con una lenta guarigione in condizioni non ottimali.

Nelle parole di uno degli ex-direttori del Bureau, il professor Patrick Thellier, a Lourdes:

Un malato non può guarire se non di una malattia suscettibile di guarigione. Il miracolo non forza la natura. Non si è mai visto un soggetto Down guarire a Lourdes. In definitiva, ciò che io chiamo miracolo può essere qualificato in medicina come remissione spontanea. Da parte mia, credo che il miracolo utilizzi le vie della natura, ma con delle modalità ancora sconosciute alla medicina.

E allora perché ostinarsi a chiamarli miracoli?





Licenza Creative Commons



Crediti :

Wired_

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Bufale

Cari razzisti, il complotto per nascondere il “bambino biondo” del bus non esiste

Da qualche ora gira una strana teoria che coinvolge giornali, lo ius soli e il racconto della tragedia sfiorata a San Donato Milanese: dietrologie razziste su tre amici e compagni di scuola

Pubblicato

il

Da qualche ora una parte non marginale del dibattito pubblico su internet è dedicata a una strana teoria del complotto, secondo cui i media italiani starebbero tramando per riscrivere la storia della tragedia sfiorata a San Donato Milanese, in modo tale da tributare gli onori dell’eroico salvataggio a due ragazzi di origine straniera e cancellare dalle cronache la storia di Riccardo, l’unico vero eroe sullo scuolabus dirottato da Ousseynou Sy, incidentalmente biondo e italiano.

A lanciare per prima l’allarme su Twitter è Francesca Donato – Lady Onorato, per i frequentatori del social network di Jack Dorsey – l’avvocato che da qualche tempo anima le serate di La7 con le sue ospitate a Di Martedì, in qualità di rappresentante di Eurexit, “un’associazione no-profit, nata dall’incontro fra liberi professionisti e imprenditori”, naturalmente euroscettica. Il messaggio è di quelli che puntano a scuotere le coscienze: “Il ragazzino che ha chiamato la polizia intervistato ieri era biondo e di pelle bianca.

Se oggi un giornale tenta di propinarci un eroe per forza musulmano e immigrato, questa è manipolazione dell’informazione“.

A preoccupare Donato è soprattutto la dichiarazione di Khalid Shehata, il padre di uno di uno dei ragazzi che secondo le ricostruzioni avrebbero lanciato l’allarme, che al Corriere della Sera aveva confidato la speranza di ottenere per il figlio la cittadinanza italiana, proposta rilanciata dal vicepremier Luigi Di Maio e accolta con una timida apertura anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In poco tempo il tweet fa il giro dell’internet italiano e questa eccentrica variazione sul tema della sostituzione etnica inizia a solleticare gli ambienti più avvezzi al complottismo – e al razzismo – da tastiera, che si intestano la battaglia per la verità, iniziando ad accumulare indizi. Se avete del tempo da impiegare molto male, provate a usare su Twitter la chiave di ricerca “bambino biondo.

Al centro di ogni speculazione c’è un video, circolato negli istanti successivi alla liberazione degli ostaggi, in cui i giornalisti accorsi sul posto raccolgono le parole di Riccardo, detto Ricky, in cui il ragazzino racconta i tragici momenti del sequestro, spiegando come sia riuscito a liberarsi dalle fascette con cui era stato ammanettato per recuperare il cellulare con cui ha poi allertato i soccorsi. Ovviamente gli indagatori su Twitter non mancano mai di sottolineare quelle che ritengono essere le caratteristiche fondamentali del bambino-eroe: è biondo, italiano e soprattutto cattolico.

Gli approfondimenti delle ore successive, effettivamente, spostano il fuoco del racconto sui profili di altri due protagonisti. Si tratta di Adam, un ragazzo di origini marocchine il cui padre vive in Italia dal 2002, anche se non continuativamente, e di Rahmi, uno studente figlio di migranti egiziani al quale i giornali si riferiscono anche come Ramy o Rami. Entrambi, come molti ragazzi nati in Italia ma figli di immigrati di prima generazione, non godono dei diritti di cittadinanza e le loro storie, una volta emerse, sono servite a completare il mosaico della mattinata di paura a San Donato Milanese.

Ma a parlare per la prima volta di Rahmi e Adam non è stata una fantasiosa ricostruzione della stampa volta a reintrodurre il tema dello ius soli nel dibattito politico: è stato proprio Riccardo, il ragazzino biondo, in un’intervista rilasciata al Corriere: “Un mio compagno, Rami, aveva nascosto il cellulare, ha fatto le prime chiamate al 112” ricorda Ricky, divenuto suo malgrado l’eroe degli sciacalli su Twitter. “Ad un certo punto gli è caduto per terra, senza farmi vedere sono andato a raccoglierlo e l’ho passato ad Adam, dietro di me“.

 

Riccardo, insomma, ha giocato un ruolo fondamentale nella brutta storia a lieto fine svoltasi nell’autobus, ma le telefonate al 112 sono realmente state effettuate fa Rahmi e Adam. Se davvero si tornerà a parlare di ius soli – per quanto la cittadinanza non sia e non dovrà mai essere considerata un premio, ma un diritto – sarà solo perché tre ragazzi, amici e compagni di scuola, hanno collaborato per salvare 51 vite. Senza che nessuno, fuori da Twitter, vedesse alcuna differenza tra di loro.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Wired

Continua a leggere

Bufale

Le bufale sull’incidente del volo Ethiopian Airlines

Geoingegneria con le scie chimiche, massoneria, censura dei media e negazionisimo sono solo alcune delle ipotesi (campate in aria) che sono spuntate sul web dopo che il Boeing 737 Max di Ethiopian Airlines è precipitato

Pubblicato

il

Ormai è un’abitudine: a ogni grande sciagura, incidente o calamità fanno seguito bufale e false informazioni di ogni sorta. E la tragedia del volo ET 302 di Ethiopian Airlines, precipitato ad Addis Abeba nella mattina del 10 marzo uccidendo 157 persone, non poteva certo sottrarsi a questa triste tendenza. Così, mentre ancora sono in corso le operazioni di recupero di ciò che rimane del velivolo e dei passeggeri, e sono ancora incerte le cause dello schianto, in rete hanno iniziato a circolare strane storie a proposito di complotti internazionali architettati per eliminare alcune persone scomode.

Nonostante le varie teorie del complotto siano in qualche modo interrelate, abbiamo cercato di metterle in ordine dividendole in 7 temi principali. Tutte quante, ovviamente, sono prive di fondamento.

1. L’ipotesi della geoingegneria
Secondo questa prima teoria, che è anche la più chiacchierata ed elaborata, lo schianto dell’aereo non sarebbe stato accidentale. Il velivolo sarebbe stato abbattuto di proposito per liberarsi di alcune persone, in particolare di studiosi di fama internazionale che si opponevano alla pratica della geoingegneria e delle irrorazioni malvagie come arma di guerra climatica.

In pratica, dunque, si sarebbe trattato di un gesto deliberato da parte di coloro che volevano mantenere segreta la prassi di spruzzare i cieli con alluminio e solfuri, mettendo a tacere per sempre le pericolose voci discordanti. Questa idea ha iniziato a circolare poche ore dopo lo schianto, già dalle 18 di domenica sera, in seguito alla pubblicazione di un decalogo complottista su un sito in lingua spagnola.

La prova di una simile teoria, dicono i suoi sostenitori, sarebbe la meta verso cui erano diretti alcuni passeggeri, ossia a Nairobi per partecipare a un’iniziativa organizzata dall’Onu: l’assemblea per l’ambiente Unea (qui il programma in pdf). Per le fonti complottiste, il tema del convegno sarebbero le scie chimiche, ma in realtà si tratta di una conferenza molto più ampia che spazia dalla gestione dei rifiuti all’inquinamento, sopratutto in merito all’attività antropica. Come ha fatto notare Next Quotidiano, nel programma si cita effettivamente una conferenza di un paio d’ore in cui si affronta in tema della geoingegneria. Tuttavia il materiale informativo indica chiaramente che il giorno dell’iniziativa è stato mercoledì 6 marzo, quattro giorni prima dell’incidente aereo. Se davvero i passeggeri avessero dovuto partecipare a quel convegno, sarebbero stati terribilmente in ritardo. Naturalmente, poi, in quell’occasione non si è affatto parlato di scie chimiche come esperimento occulto, e non è nemmeno chiaro quali dei passeggeri sarebbero dovuti essere i fantomatici esperti oppositori della geoingegneria.

2. La complicità oscurantista dei media
Leggendo quanto riportato in alcuni post pubblicati su Facebook, anche televisioni e giornali europei sarebbero coinvolti nel complotto delle scie chimiche, e infatti nessuna fonte avrebbe riportato la notizia del convegno internazionale di geoingegneria a Nairobi.

Ovviamente la notizia non è stata battuta dalle agenzie perché il convegno è del tutto irrilevante in relazione al disastro aereo, e poi perché nessuno dei passeggeri si stava recando a un seminario scientifico sulle irrorazioni (perché, come già detto, l’unico evento vagamente collegabile al tema si era tenuto quattro giorni prima).

3. Guai a chi nega il riscaldamento globale
In una variante della prima teoria complottista, alcuni passeggeri dell’aereo si stavano dirigendo a Nairobi non per parlare di scie chimiche, ma per esporre le proprie tesi negazioniste sul cambiamento climatico. Per evitare che fossero messe in circolazione prove di quanto il riscaldamento globalesia un grande inganno, gli scienziati ribelli sarebbero stati eliminati brutalmente.

4. L’aereo fantasma
La più semplice delle versioni complottiste: l’aeromobile precipitato in realtà non è mai esistito. A sostegno di questa storia, le prove inattaccabili sarebbero le foto delle agenzie di stampa in cui non si vedono ritratti né i resti del velivolo né i cadaveri dei passeggeri, fatta eccezione per una scarpa da ginnastica. Peccato però che tutto ciò sia semplicemente falso, dato che – come mostrano anche la foto d’apertura di questo articolo e quella qui di seguito – nelle ore successive sono arrivate molte altre fotografie in cui sono mostrate altre parti dell’aereo distrutto.

volo Ethiopian Airlines

(foto: Jemal Countess/Getty Images)

5. Omicidi mirati massonici

Rivelazione a sorpresa, secondo alcuni commentatori sui social almeno uno dei passeggeri del volo ET 302 sarebbe stato un massone. Ciò significherebbe, completando questa teoria, che lo erano anche altri passeggeri, anche se nessuno ha chiarito quali siano i nomi di questi fantomatici consociati. L’incidente aereo sarebbe quindi stato un attentatocontro la massoneria, oppure (in alternativa) la morte di alcuni massoni rappresenterebbe il risvolto positivo della tragedia.

6. Una mossa anti-Boeing e anti-assicurazioni
In base a un’altra teoria, il disastro aereo non sarebbe frutto di un attacco alle vite umane, ma a un sistema economico. I veri bersagli del complotto, dunque, sarebbero l’azienda Boeing (il cui titolo, effettivamente, ha risentito dell’accaduto in borsa) e le compagnie assicuratrici, che ora sarebbero costrette a spendere molti soldi in rimborsi. Alla faccia del guerrilla marketing.

7. Altri due complotti minori
Li riportiamo in rapida sequenza. C’è chi sostiene che l’azienda Boeing sia controllata dal Vaticano tramite i Gesuiti, e che quindi tutto verrà oscurato per volere della Chiesa, o al contrario che si sia trattato di un attacco contro gli interessi economici della Santa sede. Altri invece, proponendo una variante della storia dell’aereo fantasma, dicono che l’aereo sarebbe stato per qualche ragione colpito direttamente mentre era in volo, e che poi per occultare le prove tutti i resti siano stati fatti sparire.





Licenza Creative Commons



 

Crediti :

Wired

Continua a leggere

Bufale

Tutte le bufale su Cesare Battisti

Dalle presunte strade dedicate al terrorista da parte del Pd alle false citazioni di Roberto Saviano, le fake news più virali delle ultime ore sull’ex terrorista appena catturato in Bolivia

Pubblicato

il

Il terrorista Cesare Battisti è arrivato, nella serata di lunedì 14 gennaio, al carcere di Massama a Oristano, dove ha iniziato a scontare la pena dell’ergastolo che gli era stata comminata dalla giustizia italiana. Rientrato in Italia dalla Bolivia, catturato dopo 37 anni di latitanza, l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (i Pac) è stato trasferito in Sardegna “per ragioni di sicurezza” (come ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede), e da quanto si è appreso resterà in isolamento diurno per i prossimi 6 mesi.

Insieme alla nuova ondata di attenzione mediatica sulle vicende di Battisti, in rete sono ritornate a circolare alcune vecchie falsità sulla lunga e intricata vicenda destinata a entrare nei libri di storia, ma hanno anche segnato la loro comparsa alcune bufale mai viste prima. Ecco quali sono le 5 complessivamente più chiacchierate, sistemate in ordine.

1. Il Pd NON ha dedicato strade al terrorista Cesare Battisti
Decisamente la più semplice da trattare dal punto di vista del debunking, è anche la falsa storia che ha raggiunto la massima viralità sui social.

Secondo un meme molto condiviso negli ultimi giorni che ritrae il volto dell’ex latitante Battisti, “il governo Conte lo ha arrestato”, mentre “il Pd gli dedicava strade. A supporto di questo forte contrasto tra l’esecutivo gialloverde e chi lo ha preceduto, è mostrata una foto che ritrae il nome di due vie, di cui una dedicata a Giuseppe Mazzini e l’altra a Cesare Battisti.

cesare battisti

cesare battisti

In realtà è assolutamente vero che esistono vie dedicate a Cesare Battisti, anche in gran numero e distribuite in tutta Italia, ma si tratta di un caso di omonimia. Come si può agevolmente dedurre dalle date di nascita (1875) e morte (1916) riportate anche nel meme sotto al nome della via, la persona a cui si fa riferimento non è il noto terrorista, ma il patriota italiano catturato e impiccato per alto tradimento dagli austriaci durante la Prima guerra mondiale, per questo considerato tra le figure chiave dell’irredentismo italiano (e dunque un eroe nazionale). Solo qualcuno particolarmente disattento – o del tutto disorientato rispetto ai cosiddetti anni di piombo – può aver creduto alla tesi sostenuta da queste immagini.

2. Saviano NON ha scritto che Battisti è “un uomo onesto”
Bufala sì, ma con un piccolo fondo di realtà. Circola sui social un altro meme, questa volta solo testuale, con una citazione che viene attribuita allo scrittore Roberto Saviano“Cesare Battisti, un uomo onesto, arguto, profondo, anticonformista, in una parola un intellettuale vero”. Se si intende che Saviano abbia scritto o pronunciato quelle parole riferite a Battisti, allora siamo di fronte a un falso, in quanto le frasi in questione non sono state formulate da lui.

In verità la citazione è stata abilmente estrapolata da un testo che è online fin dal febbraio 2004, pubblicato sul sito Carmilla Online e pensato per essere un appello proprio a favore di Cesare Battisti e della sua liberazione. La citazione andrebbe dunque attribuita a chi ha scritto quella lettera, ossia a qualcuno che certamente non è Saviano.

cesare battisti

Come ricostruito da Bufale.net e Open, in effetti però Saviano compare (o meglio, compariva, come dimostra Web Archive) tra i firmataridell’appello, insieme ad altre 1499 persone. Ma se già si può considerare una storpiatura l’attribuire a una persona – come se fosse una citazione originale – una singola frase di un appello che ha sottoscritto, va aggiunto anche che Saviano nel gennaio 2009 ha chiesto e ottenuto di rimuovere la propria firma dall’appello, dichiarando di non saperne abbastanza sulla vicenda e di non sentirsi parte della causa. Lo scrittore non ha negato di aver sottoscritto in precedenza l’appello, ma ha detto di non ricordare la dinamica che lo avrebbe portato ad apporvi il suo nome. Se quindi il collegamento Saviano-Battisti non è del tutto campato in aria, lo scrittore ha comunque chiarito la sua posizione ormai 10 anni fa.

3. Mattarella NON ha firmato il decreto per la grazia per Battisti
Un simile decreto non è mai esistito. La notizia della presunta grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al terrorista deriva da un finto articolo – senza firma né attribuzione – datato 30 maggio 2015, ossia qualche mese dopo l’inizio del suo mandato.

Anche se, dalla grafica, si potrebbe credere che la notizia sia stata ricavata da un giornale online, basta leggere la notizia fino in fondo per accorgersi che a un certo punto si passa inspiegabilmente dall’italiano all’inglese. All’epoca nessun giornale riportò la notizia, né esiste traccia del fantomatico decreto. La storia, dunque, è una totale invenzione, e ha avuto come unici risultati una marea di condivisioni online (oltre 14mila solo su Facebook) e una serie di insulti contro lo stesso Mattarella sui social.

4. Battisti NON ha evitato l’estradizione con un matrimonio
Sempre nel 2015, appena qualche giorno più tardi della bufala precedente, si era molto discusso di come Battisti potesse aver scongiurato definitivamente l’ipotesi dell’estradizione grazie al matrimonio con la fidanzata di lungo corso Joice Lima. Secondo la versione circolata all’epoca, Battisti avrebbe potuto ottenere in anticipo la cittadinanza brasiliana, riducendo i tempi di attesa (di norma 15 anni, che sarebbero stati completati solo nel 2019) a un solo anno, grazie all’aver sposato una cittadina brasiliana. La notizia è uscita, tra i tanti giornali, su OggiIl GiornaleDagospia e Il Tempo, ed è stata prontamente discussa anche da alcuni siti anti-bufala.

Anche se i tempi per la cittadinanza previsti dalla legge erano stati descritti correttamente, il punto fondamentale è che diventare cittadini brasiliani non impedisce in assoluto che si possa essere estradati, ma blocca solo le procedure di espulsione, che sono un’altra cosa. La teoria dell’estradizione impossibile, tra l’altro, era stata smentita proprio lo scorso 14 dicembre, quando il presidente brasiliano uscente Michel Temer, dopo la revoca a Battisti dello status di residente permanente, aveva firmato il decreto di estradizione. Il decreto poi non è stato sfruttato, visto che il fuggitivo è stato riportato in Italia direttamente dalla Bolivia.

5. Battisti NON è passato per il Brasile e NON è finito a Rebibbia
Più che di fake news, si tratta di indiscrezioni e anticipazioni giornalistiche che poi si sono rivelate sbagliate. Subito dopo la cattura del terrorista a Santa Cruz, pareva essere cosa certa il suo rientro in Brasile prima dell’estradizione verso l’Italia, con la conseguente riduzione della pena dall’ergastolo (previsto dalla giustizia italiana) ai 30 anni di carcere della giustizia brasiliana. In realtà poi, a seguito di un intenso lavoro diplomatico, Battisti è tornato in Italia direttamente dalla Bolivia, mantenendo dunque la pena nella misura italiana.

Ancora più a lungo è stata riportata la notizia del trasferimento di Battisti, subito dopo l’arrivo all’aeroporto di Ciampino, nel carcere romano di Rebibbia. Solo all’ultimo si è appreso, invece, che il detenuto sarebbe stato trasferito a Oristano. Mentre alcuni giornali, come Il Messaggeroriportano ancora online la vecchia versione della notizia, altri come Rai News hanno del tutto rimosso gli articoli corrispondenti, di cui resta traccia solo nella url originale. Altre testate come il Corriere, infine, rivelano nella url la vecchia notizia ma nel testo degli articoli hanno fatto sparire qualunque riferimento a Rebibbia.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Wired

Continua a leggere

Chi Siamo

Dicono di noi

5 star review  Difficile spiegare per me.Ho conosciuto i Bambini di Satana tramite mio figlio e ho trovato tanti argomenti interessanti,a volte scomodi,che i perbenisti non affrontano.Grazie ragazzi

thumb Susy Barini
12/30/2017

Newsletter

Siti con notizie false

Bufale

  • BUTAC
  • Bufale.net
  • Dott ma è vero che

Le nomination ai Nobel https://www.butac.it/le-nomination-ai-nobel/ … pic.twitter.com/QWZGXq7tyv [...]

Nonostante i ripetuti appelli a prestare attenzione a ciò che si condivide, ciò che si scrive e ciò [...]

Da un paio di mesi a questa parte c’è stata una netta impennata di segnalazioni da parte di utenti c [...]

Un articolo pubblicato sul Primato Nazionale il 22 marzo 2019 ci viene segnalato dai nostri lettori. [...]

Una catena WhatsApp e Facebook oggi 22 marzo ha creato non pochi patemi a tutti coloro che hanno a c [...]

Non è una bufala quella relativa al murales con Salvini, Di Maio e Conte a Roma. In queste ore sta s [...]

L'articolo I neonati allattati al seno rischiano una carenza di vitamine? proviene da Dottore, [...]

L'articolo Il morbillo nel primo anno di vita proviene da Dottore, ma è vero che... ?. [...]

L'articolo La cybercondria è un problema emergente? proviene da Dottore, ma è vero che... ?. [...]

L'articolo Gli antibiotici più si usano, meno diventano efficaci? proviene da Dottore, ma è ver [...]

L'articolo L’effetto placebo è un’invenzione? proviene da Dottore, ma è vero che... ?. [...]

Sbattezzo

Anonymous #AnonOps

Facebook

I più letti