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Luce e gas, lo sai che hai diritto agli sconti? Ma le compagnie tacciono

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Circa quattro milioni di famiglie italiane avrebbero diritto a uno sconto sulle bollette di luce e gas. Sono molte di meno, però, quelle che sfruttano questa possibilità. Il dato era già emerso un anno fa con l’indagine conoscitiva dell’autorità di settore Aeegsi e oggi la situazione non sembra essere cambiata di molto.

C’è chi non conosce affatto il bonus, chi pensa che sia troppa la burocrazia da affrontare per ottenerlo e chi lo ritiene inadeguato in rapporto alle proprie spese energetiche. Di certo, se solo il 34% degli aventi diritto ha aderito al bonus elettrico e solo il 27% al bonus gas, un problema esiste. Anche per questo le maggiori associazioni di consumatori hanno portato in tutta Italia la campagna “Bonus a sapersi” (ormai conclusa) con l’obiettivo di far conoscere a più persone possibile i due bonus.

Secondo l’indagine tra i potenziali beneficiari che, tuttavia, non hanno richiesto il bonus, ci sono soprattutto i nuclei familiari con capofamiglia sotto i 30 anni o sotto i 70. E sono proprio le famiglie con una spesa energetica mediamente alta.

Dalla pubblicazione dell’indagine a oggi, però, l’autorità ha ampliato la platea dei beneficiari. E per l’energia elettrica ha anche aumentato lo sconto.

Come funziona il bonus per l’energia elettrica.
Chi lo può richiedere.

  • Nuclei familiari con Isee non superiore a 8.107,5 euro (fino al 2016 il limite era di 7.500 euro);
  • Nuclei familiari con più di 3 figli a carico e Isee non superiore ai 20.000 euro

A patto che siano clienti domestici e, comunque, per la sola utenza della casa di residenza

A quanto ammonta.
Nel 2017 l’importo del bonus è stato aumentato. Ecco le nuove aliquote, che variano in base alla numerosità del nucleo familiare

  • 1-2 componenti: 112 euro l’anno
  • 3-4 componenti: 137 euro l’anno
  • 5-6 componenti: 165 euro l’anno

Il bonus viene detratto direttamente dalla bolletta della luce ma non in un‘unica soluzione: viene suddiviso nelle diverse bollette che corrispondono ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda.

Come e dove si richiede.
La domanda si deve presentare negli uffici del proprio comune o in un Caf. Bisogna compilare alcuni moduli.

Nel dettaglio:

  • Se la domanda è presentata da un delegato e non dal diretto interessato, un modulo chiamato allegato D;
  • Il modulo A, cioè la vera e propria richiesta di bonus;
  • L’allegato CF, che serve a indicare i componenti del nucleo familiare che concorrono all’Isee;
  • In caso di famiglia numerosa (con Isee entro i 20.000 euro), un altro documento che si chiama allegato FN

Bisogna anche ricordarsi di portare con sé un documento di identità e una bolletta, che servirà per prendere nota del codice Pod e della potenza impegnata. Per maggiori informazioni, l’Aeegsi ha pubblicato un elenco di domande frequenti con relative risposte.

Come funziona il bonus gas. 
Chi lo può richiedere.

  • Nuclei familiari con Isee non superiore a 8.107,5 euro (fino al 2016 il limite era di 7.500 euro);
  • Nuclei familiari con più di 3 figli a carico e Isee non superiore ai 20.000 euro.

Viene erogato sia ai contratti di fornitura individuale (solo residenti) sia a chi utilizza un impianto condominiale centralizzato.

A quanto ammonta.
Qui le cose sono un po’ più complesse. L’importo del bonus dipende infatti da quanto è numeroso il nucleo familiare e dalla fascia climatica del Comune di residenza

Come e dove si richiede. Funziona come il bonus elettrico. L’unica differenza è che in questo caso bisogna avere con sé il Pdr, cioè il codice di 14 numeri che identifica il punto di consegna del gas. È scritto sulla bolletta.

Famiglie fino a 4 componenti:

Zona climatica A/BZona CZona DZona EZona F
Acqua calda31€ all’anno31€ all’anno31€ all’anno31€ all’anno31€ all’anno
Acqua calda + riscaldamento72€ all’anno89€ all’anno117€ all’anno146€ all’anno184€ all’anno

Famiglie oltre i 4 componenti.

Zona climatica A/BZona CZona DZona EZona F
Acqua calda48€ all’anno48€ all’anno48€ all’anno48€ all’anno48€ all’anno
Acqua calda + riscaldamento100€ all’anno130€ all’anno170€ all’anno207€ all’anno266€ all’anno

Se il bonus non basta.
Poche decine di euro possono aiutare, ma spesso non sono risolutive per le famiglie che si trovano in uno stato di “povertà energetica”. Con questo termine si intendono le famiglie che spendono oltre il 10% del proprio reddito per pagare le bollette energetiche.

“Semplificare le procedure per ottenere i bonus è solo il primo passo. Abbiamo fatto tre proposte all’Aeegsi per aiutare gli italiani in difficoltà con le bollette” spiega Carlo De Masi, presidente dell’associazione di consumatori Adiconsum. “La prima è una campagna di sensibilizzazione per far capire alle famiglie cosa fare, materialmente, per risparmiare energia. La seconda è la creazione di un fondo sociale nazionale, proprio per venire incontro ai cittadini più bisognosi. Denaro che potrebbe arrivare proprio dalle bollette, e senza chiedere un euro in più: basterebbe utilizzare quelle risorse che non vengono utilizzate, o che il Governo stanzia in settori diversi da quello energetico”.

La terza proposta è quella che potremmo definire il “kilowatt sospeso”: una famiglia in buone condizioni economiche paga una piccola somma in più in bolletta per pagare una quota di energia consumata da una famiglia indigente. “In alcune parti d’Italia già si fa, e nel prossimo futuro queste forme di solidarietà energetica saranno tecnicamente sempre più realizzabili” conclude De Masi.



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Crediti :

la Repubblica

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Coronavirus, Burioni alla carica contro la Regione Toscana: sottovaluta il rischio

Botta e risposta infuocato tra la Regione Toscana e il dottor Roberto Burioni. L’eminente virologo di fama internazionale ha più volte e in più sedi chiesto che le istituzioni non sottovalutino il pericolo di diffusione del Coronavirus e molte perplessità ha espresso sulla quarantena volontaria dei 2.500 in rientro dalla Cina verso la Toscana.

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Botta e risposta infuocato tra la Regione Toscana e il dottor Roberto Burioni. L’eminente virologo di fama internazionale ha più volte e in più sedi chiesto che le istituzioni non sottovalutino il pericolo di diffusione del Coronavirus e molte perplessità ha espresso sulla quarantena volontaria dei 2.500 in rientro dalla Cina verso la Toscana. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, rassicura i toscani dalla sua pagina Facebook. La Toscana non sta mettendo a rischio i suoi cittadini: “La Toscana in materia di prevenzione contro il Coronavirus, seguendo le linee nazionali di sorveglianza attiva, sta facendo più di tutte le altre Regioni. E ho i dati per dimostrarlo- e prosegue-. Chi ci attacca o non è bene informato, o è in malafede o è un fascioleghista.” Di seguito il governatore toscano, invita alla lettura della lettera del direttore della Asl Toscana Centro al commissario nazionale Borrelli. Ma il prof. Roberto Burioni non ci sta: “Il Presidente della Regione Toscana, che secondo me sottovaluta il rischio del coronavirus esponendo a rischi evitabili i propri cittadini, afferma che chi lo critica o è male informato o è fascioleghista – risponde via social il dottore-. Lo stesso Presidente che nella sua regione offre l’omeopatia all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. Complimenti davvero.” Il botta e risposta è serrato e si consuma a suon di tasti. “Penso che il prof. Burioni fosse male informato – replica Rossi-. Peccato, bastava che prima di attaccare chiedesse come stavano le cose. Confermo che noi siamo la prima regione nella prevenzione contro il Coronavirus.” Torna a farsi sentire il prof. Burioni: “Per il governatore della Toscana Rossi tutto a posto, il Coronavirus è meno pericoloso dell’influenza. Alla fine tutto torna, dall’omeopatia alla quarantena che non è necessaria.” Il direttore sella Asl Toscana Centro ha scritto al commissario nazionale Borrelli.

“La Asl Toscana Centro ha attivato tempestivamente, in base alle circolari del Ministero della Salute, l’Unità Sanitaria di Crisi direttamente collegata con la task force della Regione Toscana.” Elenca le azioni messe in atto dalla Asl Toscana Centro, di seguito riportate e chiude con queste considerazioni: “Riteniamo pertanto di aver messo in essere quanto previsto dalle vostre disposizioni e da quelle del Ministero della Salute. A seguito di ripetute comunicazioni a mezzo stampa e social sulla necessità di “obbligare” in isolamento tutta la popolazione di rientro dalla Cina, cinese e non, si chiede alla S.V. delucidazioni in merito a quanto riportato”. LE MISURE DI PREVENZIONE Le azioni messe in essere dalla ASL Toscana Centro sono state: – Disposizioni generali per tutti gli operatori sanitari dell’azienda, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, in particolare: Procedure per le centrali operative 118 ed Emergenza Sanitaria Territoriale, disposizioni inerenti ricovero ospedaliero dei casi sospetti, disposizione per l’uso dei dispositivi di protezione individuale in emergenza sanitaria territoriale e pronto soccorso, indicazioni per la Medicina Generale e Pediatri di Famiglia, raccomandazioni per il monitoraggio autogestito a domicilio con schede informative in inglese, italiano e cinese, raccomandazioni in caso di isolamento fiduciario. – In riferimento alla circolare del Ministero della pubblica istruzione sono stati identificati circa 300 bambini cinesi che sono rientrati dal capodanno cinese in toscana, è stato concordato con i rispettivi genitori di effettuare una permanenza volontaria fiduciaria a domicilio. Conseguentemente sono, ad oggi, sotto monitoraggio giornaliero relativamente alla condizioni cliniche circa 1300 persone che stanno stazionando volontariamente presso il proprio domicilio. – In questi giorni si sta completando il rientro dal capodanno cinese di un numero imprecisato di cittadini ( il Consolato Generale Cinese di Firenze ritiene che possa trattarsi di circa 2500 persone). non potendo procedere alla identificazione puntuale di ciascuna persona, la Regione Toscana ha predisposto, in accordo con il consolato generale cinese in Firenze, un ambulatorio rivolto a soggetti che rispondono al criterio epidemiologico sopra descritto e che presentano blandi sintomi clinici simil infuenzali (rinite, tosse e lieve stato febbrile), a cui si accede, da parte di persone che sono di rientro dalla Cina , tramite numero telefonico del CUP dedicato e provvisto di supporto in lingua cinese . attraverso la prenotazione viene dato un appuntamento. Durante la visita viene compilata la scheda anagrafica, anamnnestica, misurazione della temperatura e tampone orofaringeo.

Tale prelievo viene inviato presso il laboratorio di microbiologia e virologia dell’AOU Careggi. Primo caso negativo all’ambulatorio Lilla dell’Osmannoro Le reazioni Coronavirus, Nardella: Confido Regione assicuri tutte misure Il sindaco di Firenze Dario Nardella interviene sulla questione: “Ho grande stima e rispetto per il professor Burioni che tra l’altro si è contraddistinto per una battaglia trasparente e forte su tutto il tema delle vaccinazioni. Confido nel fatto che la Regione Toscana, che ha professionalità eccellenti e che ha le competenze per questo tipo di situazioni, assicuri tutte le misure possibili e praticabili per la sicurezza della salute non solo della comunità cinese ma anche di tutta la comunità in generale. Noi sindaci non possiamo che essere vigili nel raccogliere gli input che arrivano dal territorio, come sicuramente il sindaco di Prato sta facendo, ma allo stesso tempo applicare le misure che vengono dalle autorità sanitarie ed è a queste che ci dobbiamo rifare”. Coronavirus, Quartini (M5S): “Questione gestita con superficialità, la soluzione è un’altra”

“La questione dei 2.500 viaggiatori di rientro dalla Cina meritava sicuramente un occhio vigile da parte della Regione, secondo il principio di massima cautela, ma è innegabile che ci sia stata superficialità nella pianificazione e organizzazione delle misure di prevenzione e nella comunicazione al pubblico, e tali responsabilità sono ascrivibili direttamente al quasi ex governatore Enrico Rossi e alla renziana Stefania Saccardi, attuale assessore regionale alla sanità. C’è da sottolineare anche un atteggiamento decisamente inopportuno da parte delle destre, che hanno cavalcato le paure dei cittadini rispetto alla reale possibilità di contagio da Coronavirus.” Così Andrea Quartini, medico, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e commissario della Terza commissione sanità e politiche sociali, ammonisce l’operato della giunta regionale sulle operazioni di prevenzione dagli effetti sanitari e sociali provocati dal Coronavirus. “Un plauso alle famiglie dei 400 bambini della comunità cinese che responsabilmente, dopo la comunicazione del Ministero, hanno deciso per una quarantena volontaria, e una simpatica tirata d’orecchi al virologo Roberto Burioni, che giustamente sottolinea l’importanza della quarantena in casi di epidemia, senza però chiarire che l’istituzione di tale misura non compete alla Regione. E i pochissimi casi in Italia certificano che siamo ben distanti dall’emergenza nazionale.” Quartini critica la scelta dell’ambulatorio previsto dalla Regione e rilancia la sua ricetta per ridurre sensibilmente l’ipotesi di contagio da Coronavirus: “L’ambulatorio ubicato nella struttura Asl Centro Cromed Salus di Sesto Fiorentino, anche in considerazione del contesto urbano, ha delle evidenti criticità: non possiamo sapere con certezza se i percorsi sicuri previsti per raggiungere la struttura, e le precauzioni consigliate dagli esperti, verranno appropriatamente adottate dagli utenti. Sarebbe stato più proficuo allestire una postazione mobile attrezzata, con medico a bordo, personale formato e un mediatore culturale. L’ambulanza può raggiungere il cittadino che manifesta sintomi sospetti, accertare in loco la situazione senza esporre terzi a eventuale pericolo di contagio. Oltre a questo esiste già un numero verde predisposto dal Ministero della salute, il 1500, un riferimento che può dare tutte le informazioni utili a capire la sintomatologia del Coronavirus, le operazioni di prevenzione e il comportamento da seguire se si sospetta un contagio. Resta fondamentale l’invito alla quarantena per tutti coloro che rientrano da contesti di rischio.”

Coronavirus, Alberti richiede commissione dedicata Coronavirus, Lega e i fascioleghisti di Rossi “Sapete qual è il nuovo inedito mezzo per attaccare la Lega? L’ha appena utilizzato su Facebook il Presidente Rossi, il quale in un post afferma che chi non è d’accordo con lui in tema di prevenzione sul Coronavirus è un fascioleghista…-affermano esterrefatti ed indignati Daniele Belotti ed Elisa Montemagni, rispettivamente Commissario regionale e Capogruppo in Consiglio regionale della Lega. Una frase che stigmatizziamo apertamente ritenendola indegna di una persona che, tra l’altro, riveste, fortunatamente ancora per poco, un ruolo di primissimo piano. Sapevamo che la Sinistra fosse allo sbando e priva di seri argomenti ma tirare in ballo la salute (il noto virologo Burioni ha, per noi, idee chiare in materia) per attaccare ignobilmente un avversario politico e tutti coloro che votano per un determinato partito, ci pare davvero inaccettabile e privo di alcuna giustificazione. Meno male che Rossi è un democratico; se non lo fosse, non osiamo nemmeno pensare quali esternazioni potrebbe fare nei nostri confronti. Saremo poi curiosi di sapere -cosa ne pensa il degno aspirante sostituto, ovvero Eugenio Giani, alla poltrona di Rossi sulle predette affermazioni: le condivide, ne prenderà le distanze, oppure salomonicamente non dirà nulla, perché magari distratto da qualche cerimonia?

Agli elettori, nel prossimo maggio, l’ardua sentenza”. Coronavirus, in aula la comunicazione chiesta da Forza Italia Marchetti e Stella: “Finalmente covid-19 in Assemblea toscana” “Finalmente nella prossima seduta di Consiglio regionale si parlerà di coronavirus con una comunicazione di giunta dinanzi ai rappresentanti dei cittadini toscani. Era ora, e Forza Italia ha preso l’iniziativa ottenendo la comunicazione in aula”: a dare la notizia sono i Consiglieri regionali di Forza Italia Maurizio Marchetti (Capogruppo) e Marco Stella (Vicepresidente dell’Assemblea toscana) al termine della Conferenza di programmazione lavori che ha accolto la richiesta di comunicazione urgente avanzata ieri dal gruppo azzurro. “L’analisi del virologo Burioni sulle 2.500 persone di ritorno in Toscana dalla Cina al termine delle celebrazioni per il Capodanno cinese – spiegano – non ha che rafforzato la nostra convinzione di una forte sottovalutazione da parte della Regione circa il rischio contagio. Altrimenti non si capisce perché il nostro giovane connazionale trattenuto in Cina per poche linee di febbre sia stato trasportato in ambiente sterile e trattenuto in isolamento, mentre 2500 persone provenienti dalle aree a rischio possono rientrare senza alcuna forma di controllo e contenimento”. “L’incubazione del covid-19 – ricordano Marchetti e Stella – è di un paio di settimane.

Queste persone magari rientrano in Toscana asintomatiche ma contagiose, e lo scopriremo solo vivendo e purtroppo ammalandoci. Perché? Perché negare la quarantena? A nostro avviso è da irresponsabili, e la giunta deve venire in aula a spiegare nel dettaglio i perché e i per come sulle scelte di gestione sanitaria di questo evento di estrema potenzialità di rischio. Dopo il caso del superbatterio New Delhi e il silenzio con sui i focolai sono rimasti coperti da silenzio per mesi, rispetto ai cittadini, intendiamo scongiurare una simile condotta omissiva. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la comunicazione in aula”.

Coronavirus, Marcheschi (FdI): “Falla nel sistema sanitario regionale” “In Toscana Rossi e Saccardi hanno provocato una falla nel sistema sanitario di protezione nazionale. Una falla che mette a rischio la possibile diffusione del coronavirus in tutta Italia. Nonostante gli appelli di virologi di fama internazionale, la Regione va avanti con l’ambulatorio dell’Osmannoro fregandosene delle proteste dei residenti in primis, e delle paure dei pratesi, fiorentini e toscani in generale – sottolinea il Capogruppo regionale Paolo Marcheschi (Fdi)- Il ministro Speranza ignora l’appello ad occuparsi della follia della Toscana ribadendo che, invece, la quarantena verrà applicata per gli italiani che verranno rimpatriati dalla nave da crociera Diamond Princess in Giappone. Per i cinesi di ritorno a Prato e Firenze si parla soltanto di quarantena volontaria. Ma si parla del niente perché la quarantena volontaria non esiste, c’è solo quella obbligatoria decisa dalla task force nazionale e controllata strettamente dalle autorità sanitarie. Ribadiamo l’appello ai sindaci di contestare questa incosciente procedura adottata dalla Regione Toscana per non essere complici di eventuali emergenze anche sul nostro territorio”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, si dice preoccupato: “Mentre la Russia chiude le frontiere cinesi per mettere in sicurezza la salute del proprio popolo, in Italia si sta irresponsabilmente consentendo, senza imporre misure di quarantena, il rientro in Toscana di circa 2.500 persone provenienti da una Nazione nella quale, ormai, sono più di 75.000 i contagiati e oltre 2.000 i morti. Riteniamo un azzardo, se non addirittura una follia, non obbligare all’isolamento e a serrati controlli sanitari chiunque giunga sul nostro suolo dalla Cina, e siamo oltremodo preoccupati che proprio in una zona come Prato, città già compromessa da diverse e note criticità e nella quale è previsto un massiccio rientro di cinesi, non si registri una strategia davvero efficace per la tutela della salute dei cittadini. Fratelli d’Italia in più occasioni ha denunciato come le condizioni igienico sanitarie in cui vivono molti cinesi non siano compatibili ancor più con la condizione di emergenza generata dal coronavirus, preoccupazione confermata anche da esperti come Roberto Burioni. Non cediamo a strumentalizzazioni, ma pretendiamo sicurezza per il nostro popolo”.

Coronavirus, Lega Prato: niente quarantena per antirazzismo “A Prato rientreranno circa 2000 persone dalla Cina e, malgrado l’emergenza coronavirus, queste verranno sottoposte soltanto ad un semplice controllo mettendo seriamente a repentaglio la salute pubblica” commenta la Capogruppo in Consiglio Comunale, Patrizia Ovattoni. “Secondo il presidente della Regione, Enrico Rossi – prosegue l’esponente leghista – metterli in quarantena sarebbe una forma di razzismo. Si tratta di una presa di posizione inconcepibile e gravemente irresponsabile dato che qui il razzismo non c’entra proprio un bel niente. C’è di mezzo l’incolumità collettiva e le istituzioni anziché pensare a fantasmi, frutto di assurde ideologie, dovrebbero fare il massimo, anzi di più, per la tutela delle persone. Anche Biffoni – sottolinea la Capogruppo – tace e si è furbescamente defilato malgrado, in qualità di sindaco, sia responsabile della salute pubblica. Perché gli italiani rientrati dalla Cina sono stati messi in quarantena mentre per i cinesi la misura è solo facoltativa? Una forma che ritengo discriminatoria nei confronti dei nostri connazionali”,



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Gonews

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L’arresto di Carola Rackete non era legittimo

Il no della Cassazione al ricorso della Procura di Agrigento
Respinto il ricorso contro l’ordinanza della gip di Agrigento Alessandra Vella che lo scorso 2 luglio ha rimesso in libertà la comandante della nave Sea watch 3

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È stato legittimo il no del gip di Agrigento all’arresto della comandante della Sea Watch, Carola Rackete. È stato respinto dalla Corte di Cassazione il ricorso della Procura di Agrigento contro l’ordinanza che lo scorso 2 luglio ha rimesso in libertà Carola Rackete, la comandante della nave Sea Watch 3 approdata a Lampedusa forzando il blocco. La giovane comandante tedesca a fine giugno era entrata nel porto di Lampedusa nonostante il divieto della Guardia di Finanza. La terza sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura, dando così ragione alla gip di Agrigento Alessandra Vella, che non aveva convalidato l’arresto di Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra, che era stato contestato alla giovane donna.

«Grande soddisfazione per un provvedimento coerente da un punto di vista istituzionale e giuridico», commenta l’avvocato Alessandro Gamberini, difensore di Rackete. «Ora«, aggiunge il legale, «sarà importante leggere le motivazioni, ma l’esito di oggi mi lascia ben sperare per il proseguio del procedimento».



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il Corriere

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Matteo Salvini assente in Aula mentre si stanziano 1,2 miliardi di euro per i terremotati

Salvini salta il voto per gli aiuti colpiti dal terremot. È la seconda volta

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A segnalare l’episodio è stato l’europarlamentare PD Daniele Viotti che ha postato su Facebook una foto della seduta dove si vede che il posto di Salvini è vuoto. Per Viotti Salvini è “senza vergogna” perché il giorno prima Ia Strasburgo per votare, poi – spiega Viotti – «è volato a Roma per partecipare all’ennesima trasmissione televisiva. Questa mattina, invece, ha fatto un tweet lamentandosi di essersi svegliato presto e avere l’aereo in ritardo e, già che c’era, ha fatto una diretta Facebook».

Nella diretta fatta su Facebook dall’Aeroporto Salvini ha anche avuto il coraggio di lamentarsi del Parlamento italiano che perde tempo a votare una legge contro la propaganda fascista invece che preoccuparsi dei problemi degli italiani. Eppure non è che il Ruspa ieri abbia dimostrato di essere in grado di occuparsi dei problemi di quei cittadini italiani che vivono nelle zone terremotate visto che invece che essere in Aula se ne stava a fare il pendolare a spese dei contribuenti europei.

Molti parlamentari del PD ieri hanno criticato l’assenza di Salvini. Tra questi anche l’ex Ministra Cécile Kyenge che su Twitter ha twittato “Salvini? Chi l’ha visto”.

Vuoi vedere che ora gli stranieri rubano il lavoro anche agli eurodeputati? Oppure gli eurodeputati di origine straniera fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare?

Salvini salta il voto per gli aiuti ai terremotati per la seconda volta

La tecnica di Salvini è nota e l’abbiamo già spiegata in occasione degli attentati di Bruxelles quando Salvini fu colto di sorpresa mentre dal centro della capitale belga si stava recando all’aeroporto Zaventem. Il problema in quel caso era che che in quel momento Salvini avrebbe dovuto essere in Commissione invece che tornare in Italia. Anche in quel caso la sera prima Salvini era a Roma, perché aveva partecipato alla registrazione di una puntata di Porta a Porta. Il trucco di Salvini è quindi quello di andare su e giù da Bruxelles (a spese dei contribuenti) senza prendere parte ai lavori parlamentari.

Stando all’agenda dei lavori del Parlamento europeo ieri la discussione e il voto sui fondi di solidarietà all’Italia (di cui era relatore l’europarlamentare Giovanni La Via) si sarebbe dovuta tenere poco dopo le 12:00. Salvini però – che la sera prima era volato a Roma per intervenire a Di Martedì – all’arrivo in aeroporto ha scoperto che il volo era in ritardo. Sicuramente si giustificherà dicendo che “il volo era in ritardo” (che è appena più credibile del cane che ti mangia i compiti il giorno prima di andare a scuola). Anche perché l’Europarlamento si riunisce in seduta plenaria per quattro giorni una volta al mese. È così difficile riuscire a essere presente?

Povero Matteo, lui ci prova anche ad andare a fare il suo lavoro ma la cosa non gli riesce bene. Questa infatti è la seconda volta che Salvini perde l’appuntamento con il voto per i fondi ai terremotati. Era già successo nel dicembre del 2016. Ma Salvini è fatto così: crede che per aiutare i terremotati del Centro Italia sia sufficiente farsi un giro in montagna tra la neve e poi presentarsi da Lilli Gruber con ancora addosso i moon boot. Eppure per lui sarebbe così semplice dare una mano ai terremotati, basterebbe che si limitasse a fare il lavoro per cui è pagato. E non gli serve nemmeno essere eletto Presidente del Consiglio per farlo. Quando si dice che uno ha tutte le fortune.



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