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Madre Teresa: la fabbrica dei santi colpisce ancora

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Ed è arrivato il giorno in cui anche Madre Teresa ha fatto il salto di qualità post-mortem. È diventata santa e non c’è da stupirsi dell’approvazione delle platee. Un po’ ce lo meritiamo tutti

on l’aggiunta di Madre Teresa la fabbrica dei santi ha raggiunto l’apice della qualità necessaria agli introiti commerciali. Un business più che milionario, sostenuto dalla credulità popolare abusata a suon di bufale, tra millantato moralismo e inesistenti virtù.  Dopo il santo impostore Padre Pio non poteva che mancare lei alla collezione dei signori dell’aldilà.  Intanto, molto più concrete e meno spirituali sono le spese sstenute. Il piano sicurezza ha visto scendere in campo oltre 2.000 uomini ed è stato emesso addirittura il divieto di sorvolo sulle zone interessate.

Il vero miracolo, a mio parere, sarebbe stato se quei soldi impiegati fossero stati devoluti a chi, oggi, è vittima del terremoto. Non si può avere tutto però. Servono simboli dietro cui nascondere la propria ipocrisia ed i santi sono i simboli migliori. Con questo non voglio impedire alle greggi di credere che il sole giri attorno alla terra o che un morto possa mandare influssi cosmici – spirituali in grado di guarire o agiare le malattie, fare vincere al lotto, fare passare un’esame e via dicendo. Ognuno è libero di credere nelle caz… che vuole, ci mancherebbe. Però sono giuste anche le critiche, è giusto anche mettere di fronte ad una serena valutazione logica il danno che pesa sul sociale, compreso l’inganno, se c’è, di chi muove i fili delle marionette.

Marco Dimitri - madre teresa

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È sempre mia opinione vedere più santità in chi si alza, va al lavoro e mantiene la propria famiglia in un Paese come l’Italia ormai con scarsissime speranze di recupero, piuttosto che altrove. Se c’è un santo è l’operaio, colui che persevera in nome di un futuro migliore per i propri figli e dove la realtà sia concreta, scientificamente educata e preferibilmente non piegata ai capricci di un’inesistente dimensione spirituale gestita da più concreti profitti bancari. Il mio è un sogno però. Sono le maggioranze a decidere e le minoranze a subire.

Ad ogni buon conto e tornando a Madre Teresa, un’informazione più dettagliata evince come questa donna fu un’icona lontana anni luce dal concetto comune di santità. Fu piuttosto l’immagine simbolo del bianco benevolo che porta aiuti ai neri del terzo mondo in un contesto però davvero malgestito. A muovere tutto, ovviamente, fu il Vaticano. Oggi come ieri Madre Teresa è un buon prodotto tramite cui si possono incrementare le proprie finanze.

Madre Teresa fu quindi il veicolo tramite cui colonizzare. Una figura usata per esercitare la supremazia bianca ed espandere il cattolicesimo nelle popolazioni nere. Fermo restando che non tutti i malati  hanno avuto cure mediche e quelli che le hanno avute si sono trovati in un contesto davvero pessimo con mancanza di cibo e igiene. Addirittura  assenza dei comuni farmaci antidolorifici.  Queste persone sofferenti erano utilizzate per fini tutt’altro che medici o umanitari, erano utilizzate per espandere il credo cattolico, forzate al battesimo. Se volevano mangiare o guarire dovevano genuflettersi. Questo in sostanza l’operato meglio descritto da un testo dettagliato preso da Huffingtonpost  che spiega il motivo per cui Madre Teresa non fu una santa, proprio non lo fu mai:

Il 4 settembre Madre Teresa è diventata Santa Teresa. Cosa tutt’altro che sorprendente; era stata beatificata nel 2003, e la beatificazione è una specie di strada a senso unico per la canonizzazione. Ma questa è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno. Lei una santa non lo fu.

Canonizzare Madre Teresa significherebbe chiudere la questione di quella problematica eredità che si è lasciata alle spalle, che include le conversioni forzate, i discutibili rapporti intrattenuti coi dittatori, la sua mala gestione, a onor del vero, delle cure mediche di qualità davvero pessima. Cosa peggiore di tutte, lei incarnava la classica figura dell’uomo bianco che porta la propria carità nel terzo mondo – che poi è il senso stesso di quella che è stata la sua immagine pubblica, nonché fonte d’incommensurabili traumi per la psiche collettiva postcoloniale dell’India e della sua diaspora.

Nel 2013 una ricerca condotta dall’Università di Ottawa ha sfatato il “mito dell’altruismo e della generosità” che avvolge Madre Teresa, raggiungendo la conclusione che la sua santificata immagine non regge al confronto coi fatti, e rappresenta sostanzialmente il compimento di una vigorosa campagna mediatica organizzata da una Chiesa Cattolica in sofferenza.

Nonostante tutte le sue 517 missioni, che al momento della sua morte erano state organizzate in cento diversi paesi del mondo, la ricerca ha scoperto che praticamente nessuno di coloro che vi si era recato alla ricerca d’assistenza medica ne aveva poi effettivamente ricevuta. Le condizioni che vi si potevano osservare erano non igieniche, “perfino inappropriate”, l’alimentazione inadeguata, e gli antidolorifici assenti – non certo per mancanza di fondi, nei quali l’ordine di Madre Teresa, famoso in tutto il mondo, in realtà sguazzava – ma in nome di quella che gli autori della ricerca definiscono la sua “peculiare concezione della sofferenza e della morte”.

“C’è qualcosa di meraviglioso nel vedere i poveri accettare la propria sorte, sopportandola come se si trattasse della Passione di Cristo. Il mondo ha parecchio da guadagnare dalla loro sofferenza”: lo dichiarò Madre Teresa a un Christopher Hitchens tutt’altro che entusiasta.

Pure tenendoci all’interno della concezione cristiana della benedetta mansuetudine, che razza di logica perversa sottende a questo punto di vista? Non sorprendentemente, tenendo conto della cornice in cui si svolgeva la sua opera, la risposta sta nel colonialismo razzista. Per tutti quei cento paesi, Madre Teresa appartiene all’India, ed è l’India ad aver concepito la Beata Teresa di Calcutta. Fu lì che lei acquisì l’immagine che lo storico Vijay Prakash ha definito della “donna bianca nelle colonie per antonomasia, impegnata per la salvezza di quei corpi scuri dalle loro tentazioni e dai loro fallimenti”.

La sua immagine è interamente racchiusa nella logica coloniale: quella del salvatore bianco che getta una luce sugli uomini dalla pelle ambrata più poveri del pianeta. Madre Teresa fu una martire – non per i poveri dell’India e del Sud globale – ma per quel senso di colpa bianco e borghese. (Come nota Prakash, svolgeva esattamente questa funzione al posto di, e non certo insieme a, una “autentica sfida a quelle forze che la povertà la producono e la coltivano”). E tutti quei suddetti uomini dalla pelle ambrata, poi, come li avrebbe aiutati? In modo quanto meno discutibile, ammesso che l’abbia mai fatto. Il suo persistente “secondo fine” era quello di convertire al cristianesimo alcuni fra gli individui più vulnerabili del Paese, come del resto ha dichiarato l’anno scorso il capo di una Ong induista . Esistono perfino alcune testimonianze secondo le quali lei e le sue suore avrebbero provato a battezzare persone in punto di morte.

Tutto questo accanirsi nei confronti della suora e del suo ordine potrebbe apparire meschino, se non fosse per quella che è stata l’incessante campagna condotta dalla chiesa per renderla qualcosa di più di ciò che fu. Una campagna che partì quando lei era ancora in vita, all’epoca in cui il giornalista antiabortista inglese Malcolm Muggeridge si accollò la croce di curare l’immagine pubblica di Madre Teresa, prima con un documentario agiografico del 1969, poi con un libro pubblicato nel 1971. Fu lui ad avviare il movimento d’opinione per andare a collocarla nel “regno del mito” più che in quello della storia.

La sua beatificazione postuma è stata intrapresa col furore di chi non vuole essere beccato. Papa Giovanni Paolo II esonerò il suo processo di beatificazione da quello che sarebbe stato un normale periodo d’attesa quinquennale e infatti esso cominciò ad appena un anno dalla sua morte. Si sarebbe propensi a supporre che una donna disposta a ricorrere a metodi tanto straordinari dovesse essere al di sopra di ogni sospetto. E tuttavia nel corso della sua vita Madre Teresa s’intrattenne con famigerati despoti del calibro di Jean-Claude Duvalier di Haiti (dal quale accettò la Legione d’Onore nel 1981) e l’albanese Enver Hoxha.

Ora, niente di quanto detto finora è particolarmente nuovo. Gran parte di tutto ciò venne alla luce già nel 2003, all’epoca della sua beatificazione, con la polemica sollevata da Christopher Hitchens, nonché nel documentario “Hell’s Angel” di Tariq Ali. Qui non si vuol parlare male dei morti.

Ma l’imminente santificazione di Madre Teresa è un qualcosa in grado di suscitare un’irritazione del tutto inedita. Noi concepiamo Dio a nostra immagine, e vediamo la santità in coloro che ci somigliano. Da questo punto di vista l’immagine di Madre Teresa rappresenta un reperto della supremazia bianca occidentale. La sua glorificazione avviene a scapito della psiche collettiva indiana – della mia psiche indiana. E di un miliardo di indiani e della diaspora a cui è stato inculcato il concetto che quando sono i bianchi ad aiutarci è diverso, è meglio. A cui è stato insegnato che una conversione forzata non è poi questo gran problema. Che sono cresciuti apprendendo il vergognoso fatto che uno dei cinque premi Nobel “indiani” fu una donna che lasciava morire i malati. La povertà non è bella, è tremenda. Madre Teresa assurgerà al ruolo di santo patrono dei bianchi in anno sabbatico, ma mai di alcuna reale persona di colore.



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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

2 Commenti

2 Comments

  1. alcide

    8 Settembre 2016 at 15:51

    tutto quanto falso e bugiardo come lo é satana e i suoi bambini gli assomigliano in tutto e per tutto

  2. BullHead

    16 Settembre 2016 at 14:12

    Povero Alcide…crede ancora che Satana sia un caprone cornuto con una forca in mano…

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Vicere per la verità, il nuovo messia ci salverà tutti, certo, come no

Condivido questo video spazzatura per il semplice motivo di evidenziare l’orrore che può raggiungere un complottista. Essere in democrazia non significa spargere terrore.

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Condivido questo video spazzatura per il semplice motivo di evidenziare l’orrore che può raggiungere un complottista, un vero santone purtroppo seguito dalle  masse, per insufficiente cultura . Condiviso da molti in rete potrei appellarlo come virale ma, oggi, meglio  usare altri termini.

marco dimitri

 

Vivere per la Verità RIVELAZIONI SHOCK SUL CORONAVIRUS IN 8 MINUTI

Condivido questo video spazzatura per il semplice motivo di evidenziare l’orrore che può raggiungere un complottista. La logica, dunque… Nel mondo ci sono troppi anziani, vecchi e malati. Sarebbe una questione di settimane, mesi… morirebbero da soli. Invece, secondo questo complottista i potenti della Terra avrebbero messo in scena la regina delle commedie coinvolgendo sanitari, polizia, esercito. Quello che racconta è terribile. Certamente ha in tasca la verità sotto forma di documenti segretissimi. Ma andiamo con ordine, i cinesi vogliono conquistare la Terra, creano un virus in laboratorio, già per non dare nell’occhio simulano che gli sia scappato proprio dal laboratorio dove sarebbe stato generato. In realtà il batterio è una delle vite che lascia più tracce di se, le analisi parlano della dua presenza in Italia da novembre, il virus aveva già mutato tre volte il proprio genoma, i percorsi analizzati con l’orologio molecolare.

Il ritardo con cui è stata resa pubblica la notizia era forse dovuto al tentativo di debellare il virus. Adesso questo complottista sostiene che il personale medico abbia volontariamente ucciso gli anziani, afferma che la sceneggiata è stata messa in piedi con l’ausilio dell’esercito italiano. Francamente non ce lo vedo un comandante che dice ai suoi uomini “Caricate bene quei camion con una cinquantina di bare vuote, sapete… devo fare un complotto con Bill Gates il genio del male!”. Nel frattempo i cinesi a furia di ingozzarsi di pneumatici e coccodrilli avevano scatenato 3 epidemie in una settimana. Il complottista dimetica che sono morti dei bambini, dei medici e del personale delle forze dell’ordine. Ma questo signore arriva a superare se stesso, apostrofa i nostri nonni come bestiame improduttivo. Eppure, nonostante l’anzianità questi vecchietti sano benissimo dove il complottista dovrebbe mettere bastone e carota.



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Tentativi della scienza di emergere dall’oscenità religiosa

Dal sonno della ragione alla conquista dello spazio

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È interessante vedere come da una parte vi siano persone che tentano di introdurre l’umanità in una nuova era scientifica e dall’altra chi spinge verso una sua involuzione per un tornaconto personale. Un domani sarà inevitabile emigrare nello spazio, anche per stemperare una crisi di risorse naturali conclamata e una crescita demografica sempre più accelerata. La conquista dello spazio è una fase evolutiva fondamentale: perdersela, equivarrebbe a non avere più un futuro come specie, appoggiarla, implicherebbe la fine della superstizione e l’inizio di un’età dell’oro.



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Non il virus ma la gente. Tutti virologi in 5 giorni

Non neghiamo che una buona fetta di cretini violava il coprifuoco, usciva di casa nonostante il decreto, sbraitava e chiedeva i documenti ai poliziotti. Questo perchè l’articolo 13 della Costituzione,cittadini conoscono l’art. 13 che sancisce la libertà personale.

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Orthocoronavirinae è una sottofamiglia di virus, noti anche come coronavirus, della famiglia Coronaviridae, del sottordine Cornidovirineae, dell’ordine Nidovirales. In passato era classificata come genere.

È suddivisa nei generi (in passato sottogeneri) AlphacoronavirusBetacoronavirusGammacoronavirus e Deltacoronavirus. Questi includono genogruppi filogeneticamente compatti di RNA avvolto, a senso positivo, a singolo filamento e con un nucleocapside di simmetria elicoidale. Alphacoronavirus e Betacoronavirus derivano dal pool genico dei pipistrelli. ( Wikipedia )

La “dimensione genomica” dei coronavirus varia da circa 26 a 32 kilobasi, straordinariamente grande per un virus a RNA Il loro numero sta crescendo rapidamente con diversi nuovi coronavirus scoperti di recente, tra cui MERS-CoV scoperto nel 2012 e SARS-CoV-2 scoperto nel 2019 a Wuhan, in Cina. ( Vikipedia )

marco dimitri

I primi casi hanno coinvolto principalmente lavoratori del mercato umido di Wuhan in Cina, in cui si vendevano pesce e altri animali, anche vivi. Nelle prime settimane di gennaio 2020 gli scienziati hanno individuato in questi soggetti un nuovo coronavirus, designato SARS-CoV-2 (coronavirus 2 da sindrome respiratoria acuta grave), risultato essere simile almeno al 70% della sua sequenza genica a quella del SARS-CoV. Alla fine del gennaio 2020 non erano ancora state ben determinate le caratteristiche del virus, sebbene fosse accertata la capacità di trasmettersi da persona a persona, e permanevano incertezze sulle esatte modalità di trasmissione e sulla patogenicità (la capacità di creare danno). La malattia associata è stata riconosciuta con il nome di COVID-19.

La prima segnalazione attribuibile al nuovo virus è avvenuta il 31 dicembre 2019, ma già l’8 dicembre sono comparsi i primi pazienti con malattia sintomatica. Il 1º gennaio 2020 le autorità hanno disposto la chiusura del mercato e l’isolamento di coloro che presentavano segni e sintomi dell’infezione.

Il primo decesso confermato risale al 9 gennaio 2020. Al 28 gennaio 2020 si registravano più di 4 600 casi di contagio confermati in molti paesi del mondo e 106 decessi mentre il 15 febbraio tali dati erano già saliti a 49 053 casi e 1 381 decessi. A partire dal 23 gennaio 2020, Wuhan è stata messa in quarantena con la sospensione di tutti i trasporti pubblici in entrata e in uscita dalla città, misure che il giorno seguente sono state estese alle città limitrofe di Huanggang, Ezhou, Chibi, Jingzhou e Zhijiang. Ulteriori limitazioni e controlli sono stati adottati in molte zone del mondo.

I pazienti accusano sintomi simili all’influenza come febbre, tosse secca, stanchezza, difficoltà di respiro. Nei casi più gravi, spesso riscontrati in soggetti già gravati da precedenti patologie, si sviluppa polmonite, insufficienza renale acuta, fino ad arrivare anche al decesso. I pazienti presentano anche leucopenia e linfocitopenia. Dalla metà di gennaio 2020 è disponibile un test per effettuare la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, ma al momento sono in fase di ricerca e sperimentazione cure e vaccini specifici. Le guarigioni sono spontanee e i trattamenti sono principalmente volti a gestire i sintomi e a supportare le funzioni vitali.

Marco Dimitri

Marco Dimitri

In questi periodi si leggono e si vedono i testi ed i video contenenti le dichiarazioni più stupide.

La gente che fino a ieri ha fatto il meccanico, l’arrotino e l’ombrellaio, lo spazzacamino, si è trasformata in virologa, immunologa.

Non neghiamo che una buona fetta di cretini violava il coprifuoco, usciva di casa nonostante il decreto, sbraitava e chiedeva i documenti ai poliziotti. Questo perchè l’articolo 13 della Costituzione,cittadini conoscono l’art. 13 che sancisce la libertà personale.

Dimenticano però che l’art 120 recita: “Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane,
delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Quindi, se sussiste un pericolo per se stessi e per gli altri, a scopo di tutela il Governo può tenervi in casa (bombe, sostanze tossiche, incendi pandemie ecc.). Non entro nel merito di lavoro, commercio, guadagni, ma la pandemia ha la priorità, la vita umana ha la priorità.
Una pandemia che sta ancora mietendo vittime nel mondo. Più che la salute pubblica sembra interessi il guadagno. Ai lavoratori, ai medici morti sul lavoro, ai pazienti deceduti pare che a nessuno interessi nulla. Altro che Stato di polizia, questo è il risultato di poveri mentecatti che durante una pandemia se ne sbatte portandosi dietro virus su virus. Il Governo non può prendersi la briga di lasciarvi in mezzo al pericolo.

Se siamo qua vivi e vegeti lo dobbiamo ai vaccini che hanno debellato malattie terribili, tifo, peste, colera, autismo. Quindi è inutile che gridiate o che cerchiate un capro espiatorio.

In ultimo, la terapia al plasma da buoni risultati sulle persone infette, offre anche una discreta copertura, però ha dei costi e può trasmettere eventuali virus che nemmeno il donatore sapeva di avere.

Resta il fatto che i vaccini nascono per addestrare gli anticorpi e sono più che testati e sicuri.
Come sempre non mancano i no-vax che decidono di non vaccinare i membri della propria famiglia e di uccidere le persone immunodepresse.

E che dire di uno strillone come Vittorio Sgarbi che non crede al coronavirus ed asserisce arbitrariamente che si tratti di influenza, attaccando uno dei più grandi ricercatori quale è il prof. Roberto Burioni. In seguito allìimmenso numero di morti Sgarbi si scusò affermando di essere stato influenzato da un ciarlatano.
Eppure basterebbe dare il proprio 5 x 1.000 alla ricerca scientifica, basta avere attrezzature atte al trattamento delle funzioni respiratorie principali, invece questi soldi vengono donati altrove.

Riepilogando: “chi se ne frega della pandemia, usciamo ugualmente alla faccia delle case farmaceutiche”, “andiamo a prendere in giro vigili e poliziotti”. Si anche loro sono operai, un organo esecutivo, ma non lo capiscono, continuano ad incolpare il governo (come se il governo fosse un’insetticida ed avesse la bacchetta magica). Quello che stanno pagando sono errori di una parte del popolo, non certo errori di governo (qualsiasi sia il governo in carica).

Intanto chiese , santuari come, per esempio, Lourdes sono state chiusi per pandemia e le cerimonie trasmesse in TV, finchè qualche complottista ha messo da parte la Terra piatta per prendersela col 5G.



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