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Martin Mystère

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Chi ha costruito Stonehenge? Quali poteri custodiva il Santo Graal? Chi si celava dietro la Maschera di Ferro? Esiste una società segreta che decide il destino dell’umanità? E gli UFO, sono davvero prove di civiltà extraterrestri? A questi misteri destinati a rimanere tali per sempre la risposta è una sola: Martin Mystère, Detective dell’Impossibile.

Fantasia&Nuvole torna in Italia alla scoperta di un personaggio che da anni raccoglie consensi ed elogi in tutto il mondo: Martin Mystère. Creato da Alfredo Castelli per la Sergio Bonelli Editore e protagonista della serie omonima, il BVZM (che sta per “Buon Vecchio Zio Marty”) è ormai a pieno titolo una delle icone più significative del fumetto nostrano. Conosciamolo meglio in questo articolo di introduzione alla serie.

Chi è Martin Mystère

Martin Jaques Mistere è nato a New York il 26 giugno 1942. Ha un fisico atletico, è biondo, affascinante e dotato di un’intelligenza non comune. Si laurea all’Università di Harvard con il massimo dei voti e sceglie di specializzarsi alla Sorbona, a Parigi, in Archeologia. Segue inoltre Storia dell’Arte all’Istituto di Belle Arti di Firenze e ha il tempo di studiare cibernetica applicata al linguaggio presso il Massachussetts Institute of Technology.

Il suo campo di interessi è ampio e lo porta a leggere e studiare attentamente la fisica, l’astronomia, l’informatica. Con un acutissimo spirito di osservazione e un’inguaribile curiosità, è capace di intrattenere per ore e ore su qualsiasi argomento (lui stesso è consapevole di essere irrimediabilmente logorroico). Martin è un uomo moderno, altruista, sempre disponibile a mettere la propria vastissima conoscenza al servizio degli altri. Rifiuta ogni tipo di violenza e intolleranza e sogna una libertà totale per ogni individuo e per qualunque idea o opinione.

La sua fama come divulgatore scientifico lo ha portato a stringere rapporti con autorità e persone molto influenti nel settore della cultura, della scienza e della politica. Le sue imprese nel campo del paranormale e del mistero sono il tema di una fortunata trasmissione televisiva, I Mysteri di Mystère, condotta e ideata sempre da lui. Dietro l’uomo dedito alla scienza e alla storia si nasconde un eccezionale avventuriero.

Dopo un periodo di meditazione trascorso in Tibet acquista il terzo occhio e apprende segreti esoterici. Qui conosce Kut Humi che vede in Martin un uomo di grande valore e saggezza e gli dona il Murchadna, un’arma a raggi paralizzanti che il Detective dell’Impossibile utilizzerà nelle sue avventure.

Viene a conoscenza di una setta segreta conosciuta come Gli Uomini in Nero che da tempo immemore occulta verità “scomode” all’Umanità. Martin decide di combatterla e si attira l’attenzione di molti nemici. Nel frattempo, durante un viaggio in Mongolia conosce Java, un uomo di Neanderthal sopravvissuto ai secoli assieme a un’intera tribù in una misteriosa città nascosta fra i monti. I due diventano inseparabili amici.

Alla vita avventurosa e “mysteriosa” ne contrappone una apparentemente ordinaria. Ha una bellissima fidanzata, Diana, veste abiti normalissimi, possiede una Ferrari. Ha la mania del collezionismo e ha in casa un piccolo museo di cose strane e antiche.

La sua viscerale curiosità lo porterà a confrontarsi con i Grandi Misteri dell’Universo.

Le Origini

Il prototipo di Martin è datato 1975 e porta il nome di Allan Quatermain (come lo scopritore delle Miniere di Re Salomone di Haggard).

La serie venne presentata al Giornalino delle Edizioni Paoline che la rifiutò.

Nel 1978 la serie viene accettata dalla Mondadori che la inserisce nel settimanale Supergulp. Escono due storie illustrate da Fabrizio Busticchi. Con la chiusura del settimanale cessano le avventure della serie ma Castelli, fermamente convinto delle potenzialità del personaggio, lo ripropone senza successo alla Koralle Verlag, Casa Editrice francese (con il nome di Martin Mystère).

Finalmente, nel 1980, Bonelli accetta di pubblicare il personaggio che ha cambiato ancora nome (quello precedente appare difficile da pronunciare e viene scartato). Il personaggio si chiamerà Cepim e avrà un albo mensile, in perfetto stile Bonelli. Castelli modifica la serie e i suoi protagonisti. Quatermain agiva in Inghilterra e aveva caratteristiche fisiche diverse così si opta per un’altra ambientazione (USA) e un nuovo design (ragazzone alto e biondo, molto simpatico e affabile). Torna a chiamarsi MM ma solo provvisoriamente. Si sceglie per lui il nome di Doc Robinson (il Doc ha duplice significato di Dottore e Donald Oswald Craig). Così la serie viene presentata alla III Edizione della Fiera del Fumetto presso Lugano. Il lancio pubblicitario suona come “Doc Robinson, il Detective dell’Ignoto” e desta i primi interessi. Le cose sembrano funzionare per il verso giusto per la creatura di Alfredo Castelli quando nel 1980 esce Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta, film che riscuote un incredibile successo. Doc risulterebbe una copia dell’archeologo di Spielberg e si decide ancora una volta di cambiargli i connotati e le caratteristiche. Il primo numero esce nel 1982 e vende pochissimo. Fortunatamente, non si decide per una chiusura drastica e si concede altro tempo alla serie che presto ripaga le aspettative.

In un’intervista, Alfredo Castelli parla della difficile gestazione del personaggio e del suo rapporto con lui: “Ho pagato caro questa scelta: per parecchio tempo Martin mi è stato antipatico e ne ho scritto le storie con una certa sufficienza, e forse questa è la ragione per cui la serie non decolla istantaneamente. Poi il personaggio si è umanizzato, mi è divenuto simpatico e ora gli sono affezionato come a un vecchio amico. Volevo che Martin Mystère fosse legato al mondo reale, si guadagnasse da vivere, vestisse a seconda delle occasioni e invecchiasse: per questo gli inventai una data di nascita ben precisa, una biografia e un indirizzo realmente esistente. A volte, il personaggio è cosi reale che riesce a prendere il sopravvento persino su di me, ed ecco allora che la sua firma si sostituisce alla mia in articoli, libri, e rubriche. Tra l’autore e la sua creazione si sviluppa inesorabilmente un effetto di feedback: l’autore trasferisce nel personaggio i propri tic, deformandoli letteralmente; e il continuo contatto con la deformazione letteraria lo spinge inconsciamente a imitarla.”

E ancora: “Non mi fa paura che MM sia destinato a morire. Mi spiacerebbe molto di più se morisse editorialmente per carenza di lettori. Significherebbe che, molto probabilmente, li perderei anch’io.”

Gli Autori: Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini

Alfredo Castelli

Nasce a Milano il 26 Giugno 1947. Nel 1960, a 13 anni, legge il saggio di Carlo Della Corte (I fumetti, la prima pubblicazione del genere in Italia) che segna letteralmente la sua vita, e lo “inizia” alla passione per i comics.

Nel 1965 realizza assieme a Paolo Sala la prima fanzine italiana di fumetti, Comics Club 104, che pubblica periodicamente. E’ un periodo particolarmente vivace per l’editoria fumettistica nostrana. Oreste Del Buono, Umberto Eco e Elio Vittorini, scrittori di grande fama e prestigio, scrivono saggi e commenti iniziando la critica fumettistica italiana mentre nelle edicole vedono la luce Eureka e Linus.

L’esordio avviene in qualità di soggettista e disegnatore con Scheletrino sulle pagine di Diabolik (Casa Editrice Astorina). Dal 1967 in poi si occupa principalmente di sceneggiature, lavorando su Pedrito e Rocky Rider (Universo) e alternando storie serie (sceneggia Diabolik) ad altre di puro humour (Cucciolo, Tiremmolla e Topolino). Si iscrive alla Facoltà di Architettura che abbandonerà per dedicarsi completamente al lavoro. Prova della sua incredibile versatilità creativa sono alcuni spot pubblicitari per Carosello.

Nel 1968 tenta subito la carta della sperimentazione realizzando con Marco Baratelli, Carlo Peroni e l’amico Mario Gomboli (conosciuto ai tempi del Liceo) il periodico Tilt, rivista di satira intelligente e particolare sulla falsariga di Mad. Il periodico non riscontra il favore del pubblico e chiude dopo soli due numeri.

L’anno dopo vara un’altra rivista, Horror (Sansoni) con Piero Carpi. Per questo mensile crea il personaggio di Zio Boris e pubblica Van Helsign, una serie che ha per protagonista un detective paranormale, tema che sarà molto usato nelle serie degli anni ’90.

Nel 1970 riceve lo Yellow Kid al Salone di Lucca come migliore sceneggiatore dell’anno. Nello stesso periodo si dedica ancora a fumetti umoristici (Mister Charade e Gli Astrostoppisti per le Edizioni Paoline) e incontra il disegnatore Giancarlo Alessandrini.

Nel 1972 entra nella redazione del Corriere dei Ragazzi, per il quale realizza un seguito delle avventure di Zio Boris. Alfredo è un autore instancabile, dotato di una facilità narrativa sbalorditiva. Crea le serie Otto KrunzL’Ombra e Gli Aristocratici. Quest’ultima ottiene un buon successo in Germania, uno dei paesi europei dove le sue opere vengono tradotte e pubblicate.

Contrasti interni lo portano a dimettersi dal Corriere. Approda in Francia dove collabora con Scop e Pif. Nel 1975 torna in Italia e propone due serie per Il Giornalino. Una di queste, Allan Quatermain (nome che ricorda il mitico dott. Quatermass), diventerà in futuro Martin Mystère. La dirigenza sceglie l’altra serie, Chico e Basco, realizzata con Tiziano Sclavi. Lavora ancora per Diabolik e scrive Nick Carter con Bonvi. Sembra essere instancabile e accetta di scrivere alcuni episodi dell’Uomo Ragno, gli unici prodotti in Italia.

Sergio Bonelli gli offre la possibilità di lavorare per la famosa Casa Editrice italiana. Castelli scrive per ZagorMister No e Ken Parker. Nel 1976 collabora alla serie Un uomo Un’avventura, fumetto che vede impegnati i migliori autori presenti in Italia. Scrive i volumi L’Uomo delle Nevi (disegni di Milo Manara) e L’Uomo di Chicago (disegni di Alessandrini).

Nel 1980 propone a Bonelli una versione modificata di Quatermain. Dopo due anni di preparazione esce il numero uno di Martin Mystère. Nel frattempo, con Silver (il creatore di Lupo Alberto) realizza una sorta di continuazione di Eureka che ha vita brevissima.

Nel 1984 diventa direttore responsabile di Martin Mystère e vara altri progetti legati al personaggio (la più interessante è sicuramente Zona X, serie spin-off di autori vari). Ovviamente ciò non frena la sua inesauribile vena creativa che si sviluppa in altri campi, con l’ideazione di programmi per la televisione e la radio e una serie di libri di divulgazione e saggistica.

Giancarlo Alessandrini

E’ nato a Jesi (Ancona) il 20 Marzo 1950. Sul Corriere dei Piccoli ammira le storie disegnate da Hugo Pratt e ne rimane estasiato. Si iscrive all’Istituto d’Arte di Ancona e inizia la sua carriera professionale sul Corriere dei Ragazzi illustrando le serie Anni 200 e Lord Shark.

Chiusa la parentesi con il Corriere comincia la sua lunga collaborazione con Castelli con alcune storie di Eva Kant apparse su Cosmopolitan. Con Claudio Nizzi realizza la serie Rosso & Sonny.

Nel 1977 realizza L’Uomo di Chicago, per la serie Un Uomo un’Avventura (su sceneggiatura di Castelli). Su testi di Tiziano Sclavi realizza il personaggio di Steve Vadam.

Nel 1982 è il creatore grafico di Martin Mystère, di cui illustra le copertine e realizza storie per tutte le serie del personaggio. In questo periodo conosce lo sceneggiatore Roberto del Pra’ e con lui crea L’Uomo di Mosca e Anastasia Brown.

Background

MM è una serie dotata di una profondità e di una complessità davvero senza precedenti. Le tante tematiche, diverse e articolate sapientemente, permettono a Martin di sondare i campi dell’Occulto e del Mistero, di incontrare creature spaventose, di conoscere i grandi personaggi del passato. Alieni, viaggi nel tempo, cospirazioni, ritrovamenti, scoperte sensazionali, dimensioni parallele sono solo alcuni degli elementi trattati nella serie. Vediamoli in dettaglio.

I grandi misteri dell’Umanità

Quali furono le cause dell’esplosione che nel 1908 distrusse il bacino della Tunguska? Martin cercherà di scoprirlo in una delle sue prime avventure e la rivelazione lo sconvolgerà. In ogni parte del pianeta esistono misteri che la scienza e la storia si sforzano di rivelare, come l’origine degli Etruschi, la verità sulla scoperta dell’America, l’uccisione di JFK. Gli Uomini in Nero cercano di insabbiare prove e fatti che celano eventi che se scoperti cambierebbero la storia e la cognizione di vita dell’intera umanità.

I mostri

Martin si reca in Scozia per scoprire se esiste o meno il mostro di Loch Ness. E’ sola la prima delle tante spedizioni dedicate alle creature misteriose che albergano nel nostro pianeta. Poi sarà la volta del Moha-Moha australiano, delle origini di Frankenstein, dell’Uomo Lupo, dei Golem, del conte Vlad Draculia. Spesso Martin si unirà al suo amico londinese Dylan Dog per visitare castelli infestati e vecchi manieri alla ricerca di fantasmi e demoni.

Gli eroi leggendari

La macchina del tempo ritorna sovente nelle avventure di Martin. Le azioni degli Uomini in Nero hanno sabotato eventi storici che avrebbero avuto sorti diverse. Il Detective dell’Impossibile incontra Re Artù, l’indomito Orlando, San Nicola, Carlo Magno e…Babbo Natale!

Le invenzioni impossibili

Cos’è il meccanismo di Antikythera? O la ruota di Orfyrreus? Martin scopre che le civiltà del passato avevano costruito congegni in grado di modificare la gravità, allungare o accorciare il tempo (esiste un hotel dove in ventiquattrore si può trascorrere un mese di vacanza), conservare oggetti di grandi dimensioni dentro dimensioni parallele che fungevano da “contenitori” esoterici.

I luoghi del mistero

Non ha problemi di denaro e viaggia in tutto il globo e nei modi più vari. Visita Stonehenge, Ayers Rock, Hanging Rock, Macchu Picchu, i megaliti di Carnac e i dolmen pugliesi. Scopre che la Terra ha delle “stazioni esoteriche” che permettono di catalizzare energie paranormali come le fortezze dei Catari, Rennes Le Chateau, Gisors, la Piramide di Gizah.

I libri maledetti

Da inguaribile collezionista, Mystère si mette sulle tracce dei libri che la leggenda vuole “maledetti” o “perduti” come il diabolico Necronomicon, il libro dei morti o il manoscritto di Thot. Visita la Biblioteca di Babele, dove il destino di ognuno di noi è già scritto, e la Biblioteca di Alessandria, luogo dove hanno dimora particolari manuali per diventare invisibile o imperatore.

I mondi impossibili

Martin intraprende i sentieri invisibili che portano ad Atlantide e a Mu, nel Regno di Prete Gianni, nel Paese senza colori, sull’Isola che non c’è e alla leggendaria Avalon. In questi luoghi confinati nel fantastico trova Excalibur e la Lancia di Longino e scopre cosa contiene veramente l’Arca dell’Alleanza.

I personaggi del passato

Adolf Hitler si circondava di stregoni e medium. William Shakespeare cavava le sue commedie da un mondo fatato. Leonardo da Vinci e Jorge Luis Borges avevano strani aiutanti… Martin svela peculiarità inedite dei grandi personaggi della storia, da Mosè a Cristoforo Colombo, da Mozart a Casanova.

Le società segrete

Gli Uomini in Nero non sono gli unici membri di società segrete che bramano nell’ombra. Sono esistiti (o esistono?) i Cavalieri Templari e i Cavalieri Teutonici. Martin darà un’occhiata anche alla carboneria…

Gli extraterrestri

In una serie di fantascienza non potevano certo mancare gli omini verdi a noi tanto cari. Martin li incontra in stile Jeff Hawke (Delos 57), con la sua umanità e la sua comprensione del cosmo.

I comprimari

Java

E’ l’inseparabile assistente e amico di Martin. Nonostante vesta abiti moderni, è facile scoprire la sua natura di uomo di Neanderthal. Muscoloso, un po’ curvo e con la fronte bassa (come vuole la tradizione), Java non è capace di parlare ed emette solo mugolii simili a quelli di un animale che mutano in grugniti quando si arrabbia (è molto suscettibile). La sua patria era Diafane, la Città delle Ombre nascosta tra i monti Hangaj, in Mongolia. Per aiutare Martin ad annientare un nemico, ha deciso di lasciare la città natale e seguirlo nella civiltà moderna. Dopo tante difficoltà è riuscito a integrarsi nella vita di New York City. Con l’amico americano (l’unico che riesce a comprendere perfettamente il linguaggio arcaico dell’uomo del passato), forma una coppia formidabile che combina forza, astuzia e intelligenza.

Diana Lombard

E’ la fidanzata “storica” di Martin. Bellissima, con un fisico da modella, Diana costituisce per Martin un fondamentale punto di riferimento, e riesce a temperarne i difetti grazie a una grande pazienza, ironia e un tocco di acume femminile.

I nemici

Gli Uomini in Nero

Sono una setta che, fin dagli albori della civiltà, occulta, distrugge e modifica tutto quanto potrebbe sconvolgere il modo di pensare della gente: le prove dell’esistenza degli UFO, le prove dell’esistenza di una civiltà evoluta precedente la nostra, i reperti storici e scientifici che non coincidono con quanto è comunemente accettato dalle discipline ufficiali e dalla religione. Sono infiltrati ad alto livello in organizzazioni politiche, industriali, culturali, religiose, e dirigono di nascosto l’andamento della storia. Devono il loro soprannome al fatto che, durante le loro missioni distruttive, indossano completi, cravatte e occhiali neri in perfetto stile Men in Black per garantire un perfetto anonimato.

Sergej Orloff

Proprietario del potente gruppo S.O. Communications, ha la fama di essere un mecenate e un benefattore, amato e stimato da tutti. Solo Martin sa che, dietro la sua rispettabile facciata, si nasconde un assassino senza scrupoli. Martin e Sergej sono stati amici per molti anni, e condividono gli stessi interessi e le stesse conoscenze. Per ragioni ancora oscure, Orloff ha volto la sua intelligenza al male. Rimasto sfigurato in un incendio, ha il volto coperto da una maschera, e un braccio artificiale in cui è inserita un antica arma a raggi, analoga a quella di Martin, ma in grado di uccidere.

Mr. Jinx

Ex prestigiatore dal volto mefistofelico e dall’agile parlantina, è una sorta di Diavolo tecnologico che realizza, non con la magia ma con l’ausilio della moderna informatica e di un innato talento imprenditoriale, le più segrete e proibite aspirazioni dell’uomo: l’eterna giovinezza, la possibilità di scegliere e pilotare i propri sogni, la possibilità di disporre di tempo illimitato, la possibilità di rivivere a proprio piacimento i momenti felici. Come accade nei tradizionali patti con il diavolo, le sue diaboliche invenzioni si ritorcono inevitabilmente contro gli imprudenti che hanno osato sperimentarle.

L’Ineffabile Trio

Quello con i baffi si chiama John Dee, e sostiene di discendere dal John Dee che fu astronomo, matematico e necromante nel XVI secolo. L’altro si chiama Edward Kelly (anche se Dee preferisce definirlo “miserabile verme”) e sostiene di essere il discendente del socio del Dee cinquecentesco, tale Edward Kelley, violatore di tombe, truffatore e medium. Sono entrambi abissalmente malvagi, ma altrettanto abissalmente pasticcioni, cosicché i loro colpi si risolvono in colossali catastrofi, anche perché il buon Martin, pur senza volerlo, si trova invariabilmente a intralciare la loro attività. La biondina si chiama Angie, e non è certo una cattiva; ma neppure Martycaro (come lei chiama il Detective dell’Impossibile) riesce a dissuaderla dall’idea che i due siano signori tanto distinti e bisognosi di aiuto. Per la gioia dei lettori, ogni suo intervento a loro favore si risolve in una generosa esibizione di…

Perché leggerlo

Per ogni appassionato di fantascienza, MM è una sorta di enciclopedia del mistero. Al suo interno scopriamo innumerevoli trovate, storie geniali, personaggi variopinti e interessanti. Non credo serva aggiungere altro alla qualità dell’opera di Alfredo Castelli. Un fumetto che non smette ancora, a 18 anni dalla sua prima apparizione, di regalare ai lettori bellissime avventure nell’impossibile.

L’intera serie di Martin Mystère è disponibile in ristampe e inediti presso la Sergio Bonelli Editore.

 
  

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Crediti :

Fantascienza

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Leone Svicolone

Svicolone (Snagglepuss nell’originale americano) è un simpatico leone rosa ideato da Hanna e Barbera nel 1959, inizialmente come personaggio secondario che comparve all’interno della serie di Ernesto Sparalesto e Tatino e Tatone.

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l successo di questa apparizione, gli ha fatto meritare una serie a cartoni animati tutta sua, che è stata realizzata nel 1961 e trasmessa all’interno dello Show dell’Orso Yoghi. Svicolone è un leone che vorrebbe essere considerato come un uomo normale pertanto, cerca in tutti i modi di convincere le persone con i suoi comportamenti civili ed educati, suo malgrado gli esseri umani lo considerano come un temibile leone e cercano in tutti i modi di dargli la caccia, cosicchè da animale predatore, Svicolone è sempre destinato ad essere preda e a scappare, non prima di aver pronunciato la caratteristica frase con accento bolognese ” Svicolo, svicolando tutto a mancina!” talvolta con l’aggiunta della parola “perfino!”.

La caratteristica del leone Svicolone è proprio la suo voce, che in Italia è stata doppiata splendidamente dal grande Renzo Palmer. Svicolone possiede anche una grande passione per il teatro e non di rado, lo si vede recitare l’Amleto, con in mano un teschio. Svicolone fa parte della banda di Yoghi dal 1973, che a bordo dell’Arcaplano, si impegna a salvare il mondo dall’inquinamento. I cartoni animati attualmente vengono trasmessi sul digitale terrestre Boing e sul canale satellitare di Boomerang.

È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino. Svicolone colto è e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia…Svicolone (chiamato così perché scappa rapidamente quando un guaio incombe pericolosamente) è un leone rosa civile e ben educato, la cui ‘umanità’ non pare essere molto apprezzata dagli altri che continuano a vederlo come un pericoloso felino. Creato sulla falsariga del precedente (di poco) Lupo De Lupis, il personaggio dal carattere invertito è divertente e stimola solidarietà, oltre che risate.
La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.

Svicolone (Snagglepuss) è un personaggio dei cartoni animati di Hanna-Barbera, creato nel 1959. È un puma antropomorfizzato, di colore rosa, e indossa un paio di polsini e un colletto con cravattino.

Caratterizzazione

Svicolone è colto e raffinato (in particolare ha una passione per il teatro, e lo si vede frequentemente recitare l’Amleto di Shakespeare). Vorrebbe essere gentile e amichevole con gli uomini, che invece lo considerano una belva feroce e gli danno la caccia.

La caratterizzazione del personaggio è basata in gran parte sulla voce, prestata da Daws Butler dell’originale inglese, e in italiano doppiato da Renzo Palmer, che interpreta Svicolone con un marcato accento bolognese. Il personaggio è noto per l’uso di una serie di espressioni-tormentone, fra cui “Svicolo tutto a mancina” (o “tutto a dritta”, o in altre varianti; in inglese era l’espressione del gergo teatrale exit… stage left!), pronunciata subito prima di fuggire dagli inseguitori di turno, e “perfino” (even nell’originale) usato come intercalare.
Storia

Svicolone apparve inizialmente come personaggio minore nei cartoni animati di Ernesto Sparalesto. L’apprezzamento da parte del pubblico convinse Hanna & Barbera a creare una serie dedicata al personaggio, che venne trasmessa a partire dal 1961 all’interno dell’Orso Yoghi Show.

 
  

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Isola Felice

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Tom & Jerry

Le origini ed un po’ di storia

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Tom il gatto e Jerry il topo sono due personaggi dei fumetti creati nel 1939 da William Hanna e Joseph Barbera per la Metro Goldwyn Mayer. Gli autori si erano ispirati a due terribili ragazzini in perenne scontro tra loro.

“Nati” a Hollywood, questi personaggi hanno ottenuto un gran successo in tutto il mondo. Le loro pellicole cinematografichehanno raccolto sino a oggi tredici nomination agli Oscar, vincendone sette (si tratta di un record a parimerito con le Silly Symphonies Disney), oltre a un riconoscimento speciale.

Il primo cortometraggio animato con questi due personaggi è stato Puss gets the boot. A quel tempo il gatto non si chiamava ancora Tom bensì Jasper e il topolino non possedeva ancora un proprio nome. Il pubblico dei ragazzi, affascinati dal dinamismo e dalla situazione, si schierò immediatamente e idealmente con il minuscolo topo coalizzandosi, sempre idealmente, contro il grosso ed egoista gatto Jasper.

Le caratteristiche

Naturalmente i personaggi hanno subito un’evoluzione da quando sono nati, citiamo solo alcuni aspetti recenti.

  • Tom è un gatto opportunista. Si diverte a dominare gli animali più piccoli di lui. Il suo stile di vita è quello di un gatto domestico: mangiare, dormire e divertirsi. Quando è spronato dalla padrona di casa (nei primi cortometraggi una grossa governante di colore) stufa di continui saccheggi al frigorifero, si lancia all’inseguimento del topolino ma la sua stupidità (oltre all’astuzia dell’avversario) lo fa immancabilmente fallire.
  • Jerry, minuscolo topo d’appartamento, si è costruito una tana in miniatura nelle intercapedini dei muri. Al suo interno riproduce in tutti i particolari le comodità della casa umana (letto, divano, cassettiere, quadri, soprammobili ). Sembra innocuo così piccino e rotondetto, possiede però buona velocità e solido carattere. Spesso riesce a procurarsi il cibo a danno di Tom che deve difenderlo.

All’occorrenza Jerry è determinato ed affronta il nemico naturale, più grosso e forte di lui, per soccorrere un suo pari in difficoltà.

Nemici o amici?

La relazione che vincola i due personaggi in modo inscindibile non si ritrova solo nella classica guerra del gatto contro il topo. Quella che a prima vista sembrerebbe una naturale rivalità rassomiglia piuttosto ad una guerra di dispetti tra due compagni di vita che si accapigliano per il solo gusto di farlo. Per Tom, rincorrere il topino è un gioco divertente e gratificante, specie quando riesce a catturarlo ed “ammaestrarlo” nei modi più disparati (un cameriere, un portamazze da golf, addirittura un regalo di fidanzamento). A sua volta Jerry, anziché scappare di volata presso il suo nascondiglio, ritiene molto più divertente punzecchiare il gatto fino a farlo uscire di senno. Addirittura, in un caso le parti si sono rovesciate ed è stato Jerry che è riuscito a catturare il gatto ed a cercare di mangiarselo. Nonostante ciò ognuno non cerca l’eliminazione dell’altro, ma tutt’altro. Quando Tom si innamora di una gattina, dimenticandosi di tutto e di tutti, è Jerry che si ingelosisce; quando quest’ultimi è in pericolo di vita, Tom si procura di salvarlo. Inoltre i due si coalizzano quando, nel loro mondo, arriva un nemico comune, sia esso un gatto “troppo efficiente” nel cacciare i topi, oppure un gruppetto di gattini pestiferi.

Del resto, i due personaggi sono creati l’uno in funzione dell’altro: ogni vicenda si basa sempre sui consecutivi attacchi di uno dei due personaggi ed i conseguenti contrattacchi dell’altro, riportando alla fine una situazione di equilibrio tra i due.

I cortometraggi e i film

individuare almeno due sempre presenti negli anni: l’impostazione convenzionale che consiste nell’inseguimento del gatto al topo e quelle che includono un grosso e agguerrito cane che caccia il cacciatore e difende la piccola preda. Quasi sempre queste storie si svolgono in spazi ristretti quali stanze di un appartamento o in piccole case con giardino annesso, a volte in fattorie di campagna oppure con ambientazione il mare, su navi da pesca e da crociera. Ci sono inoltre personaggi di contesto che animano le storie, tra questi i più frequenti sono:

  • Butch, un gatto nero, randagio e prepotente è un eterno nemico sia di Tom che di Jerry. In queste avventure Tom e Jerry si coalizzano per limitare e vincere il nemico rappresentato dal gatto nero.
  • Toodles, un’aggraziata gatta bianca. Tom è perdutamente innamorato della bella gattina.
  • Mamy, una grossa governante di colore che accudisce la casa in cui vivono Tom e Jerry. La particolarità è che non appare mai il suo viso perché le storie del gatto e del topo si svolgono sempre a livello del pavimento.
  • Little Nibbles (chiamato anche Tuffy), un giovanissimo topino grigio con addosso il pannolino. Tuffy è sempre affamato e si caccia spesso nei guai così che Jerry deve intervenire all’ultimo secondo per salvarlo dai pericoli, tra cui naturalmente Tom.
  • Spike un grosso cane mastino. È indolente e certamente non molto arguto. Spesso passa il tempo dormendo nella sua casetta di legno ed è amico di Jerry e lo difende dalle molestie di Tom.
  • Tike (chiamato anche Junior), è un cucciolo di cane mastino. È il figlio di Spike. Giovane e inesperto sta imparando a cavarsela nella vita, ma è sempre molestato, a volte per puro errore da Tom, che così viene regolarmente punito dal grosso e manesco papà.
  • Uncle Pecos. Zio di Jerry. Cantante e ballerino country accompagna le sue canzoni suonando la chitarra. Ogni volta che rompe una corda dello strumento stacca un baffo di Tom per sostituirla.
  • Ducking, è una papera molto ingenua. Quando è nata la prima “persona” che ha visto è Tom il gatto. Si convince allora che sia la sua mamma.

Le storie con tema insolito portano i due antagonisti a calarsi nei panni di personaggi storici o di romanzi classici. A volte lo sfondo alle gag è costituito da parti di famose città europee: Napoli (Neapolitan Mouse1954), i canali di VeneziaRomaVeronaVienna, le strade della Parigidell‘800, le arene per la corrida a Madrid o Siviglia, deserti e giungle nel continente africano o nelle isole tropicali; addirittura in una storia troviamo Tom e Jerry nello spazio all’interno di una stazione orbitante. Importanti le storie costruite sulle musiche di celeberrime opere classiche: Norma o Aida.

Alcune avventure si svolgono in precise epoche storiche: famosa la serie con Tom, Jerry e Little Nibbles nella parte di moschettieri del re di Francia. La serie The two Mouseketeers è del 1952.

Tra i principali produttori delle serie a cartoni animati di Tom & Jerry ricordiamo Chuck Jones e Fred Quimby, capo del reparto animazione della MGM sino al 1955. Oltre a Hanna e Barbera la direzione di alcuni episodi è stata affidata ad Abe Levinton, le musiche a Scott Bradley ed Eugene Poddany.

Film

Tom & Jerry, the movie

I proprietari della casa in cui abitano Tom e l’intruso topolino Jerry devono traslocare. Tutto è pronto e i due sono già sull’auto. Tom vuole scacciare il topino e inizia un inseguimento e i nostri due eroi vengono lasciati sul posto. La casa il giorno dopo viene distrutta e così i nostri eroi rimangono per strada. Camminando in città incontrano il cane Carlone, un cocker randagio, anch’esso abbandonato da tempo e che vive per strada assieme alla sua inseparabile pulce. Sarà Carlone a rincuorare i nostri eroi, che in quel momento e per necessità diventano alleati. Il caso porta Tom e Jerry a incontrare una piccola bambina orfana della mamma e con il papà in viaggio. La bimba in quel momento è soggiogata da una grassa e avida zia e da un perfido avvocato che intendono sfruttare l’eredità della bambina. La zia possiede un bassotto di nome Ferdinando, talmente viziato e grasso che per muoversi deve appoggiare il corpo a uno skateboard. Passando tra varie peripezie e altri strani malfattori il gatto Tom e il topolino Jerry aiuteranno la bambina a smascherare i cattivi tutori e a ritrovare il padre.

L’amicizia gatto-topo, chiaramente anti-natura, iniziata a causa degli eventi sfortunati iniziali, prosegue per tutto il racconto sino alla scena finale del film dove, per la gioia degli spettatori, Tom e Jerry tornano a essere rivali, sempre pronti a scontrarsi e farsi danni tra di loro travolgendo tutto e tutti.

Curiosità

Due episodi del cartone animato, datati 1949 e 1950, sono stati auto-censurati dalla Turner(proprietaria dei diritti della serie) a seguito di una lettera inviata, nel 2006, alla Ofcom (l’ente britannico che vigila sui contenuti televisivi) da parte di uno spettatore; la lettera lamentava l’effetto nocivo che i disegni animati, in quegli episodi alle prese con delle sigarette, avrebbero avuto sui suoi figli. Nel primo dei due episodi, Tom, per fare colpo su di una gattina, si comporta come un adolescente e, per fortificare la sua virilità felina, si accende una sigaretta. Nel secondo episodio, invece, Tom è impegnato in un torneo di tennis in cui il suo rivale sbruffone, durante l’incontro, aspira un paio di boccate da un’altra sigaretta. La Ofcom ha spiegato che Tom & Jerry è un cartone animato “vintage“, nato in un periodo in cui il rischio legato al fumo non era ancora stato attentamente studiato e che questa era un’ottima ragione per chiedere alla Turner di prendere provvedimenti.

 

Tom & Jerry Tales

Questa nuova serie viene trasmessa sul canale satellitare Boomerang; rispetto ai cartoni originali, la grafica è stata modernizzata.

I riconoscimenti

Elenco dei cortometraggi che hanno ricevuto un premio Oscar nella categoria animazione:

  • Yankee doodle mouse (1943).
  • Mouse Trouble (1944).
  • Quiet Please (1945).
  • The cat concerto (1946).
  • The little orphan (1948).
  • The Two Mouseketeers (1951).
  • Johann mouse (1952).

Un Oscar speciale è stato loro assegnato grazie ad una “partecipazione straordinaria” nel film musicale Anchors Aweigh (conosciuto in Italia come Canta che ti passa oppure Due marinai e una ragazza), film diretto nel 1945 da George Sidney e interpretato da Gene Kelly e Frank Sinatra.

 

 
  

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Fumetti

Calimero, il pulcino veneto nero che 50 anni fa conquistò il mondo

È un’ingiustizia però

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Calimero, il pulcino nero, comparve per la prima volta esattamente cinquant’anni fa in uno spot della Miralanza. Quinto uovo di una gallina veneta coi mutandoni a pallini e il foulard, si schiuse tardi e iniziò la sua ricerca della mamma finendo subito in una pozzanghera.

Rifiutato prima da un grosso cane, poi da un topo inseguito da un gatto, viene rifiutato anche dalla sua mamma perché “io non ho pulcini neri…”. “Ma se io fossi bianco mi vorresti?”. “Sì certamente, piccolo” replica la gallina veneta in tempi non leghisti. Per fortuna Calimero incontra l’olandesina simbolo dell’industria di Mira che gli spiega: “Tu non sei nero, sei solo sporco”, e gli dà un’ insaponata decolorante che risolve.

Mentre in America stava esplodendo la campagna per l’integrazione e i diritti civili di Martin Luther King, in Italia non si colse la “scorrettezza” di un messaggio allora letto senza alcuna malizia o doppio senso razziale. La sua frase “Eh, che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però” entrò nel lessico italiano facendo del piccolo pulcino dei fratelli veneziani Nino e Toni Pagot, con la voce di Ignazio Colnaghi, un vero e proprio “cult”.

«Nino Pagot, Pagotto il vero cognome, – ricorda Piero Zanotto, grande esperto di cinema e fumetti – era veneziano di nascita ma si trasferì presto a Milano dove nacque il fratello Nino. Insieme cominciarono a fare fumetti, illustrare libri della Scala d’oro della Utet, fino ad iniziare quella scuola disneyana che avrebbe poi prosperato nella nostra regione. Fu il primo a continuare su licenza Disney la storia di Biancaneve con due episodi, lei sposata col principe, con un figlio e col mago Basilisco che la insidia, e poi, nel ’39/’40 “I sette nani cattivi contro i sette nani buoni”. Era un gran lavoratore, e con “I fratelli Dinamite” realizzò il primo film d’animazione italiano, che conteneva una sequenza “veneziana”».

 

 

I fratelli Pagot si occuparono anche delle animazioni di Cocco Bill e dei personaggi di Hanna e Barbera (Yoghi, Braccobaldo) e Nino scomparve nel 1972, a 64 anni dopo aver fatto di Calimero (nome mato dalla chiesa di San Calimero frequentata dai Pagot) un mito ma senza poter vedere sul piccolo schermo l’ultima creazione per la pubblicità, il draghetto Grisù.

Ma perchè Calimero ha avuto tanto successo? «È in fondo la storia del brutto anatroccolo – commenta Annamaria Testa, esperta di pubblicità e docente alla Bicocca di Milano – e funzionava come molte altre storie perchè la struttura narrativa di Carosello era tale da consentire di creare queste storie da due minuti, che intrattenevano l’ascoltatore. Questa è una delle tante. Una storia semplice che finiva bene, dopo alcune disaventure, con un pulcino carino, tenero, piccolino».

Calimero

la versione giapponese di Calimero

Simbolo dei tempi? «Non farei di Calimero più di quel che è. Quel tipo di narrazione è finito quando si è smesso di fare spot da due minuti e si è entrati nel modulo da 30 secondi, ma è anche finito perchè si è rinunciato a narrare. All’estero invece ci sono tuttora grandi narrazioni pubblicitarie che hanno presa, fanno pensare, parlare, e anche il web che permette di fare narrazioni anche più lunghe è una opportunità». Intanto il piccolo pulcino ha ritrovato quest’anno la sua strada narrativa in una nuova serie a episodi per la tv, 104, realizzati in Francia, e un sito internet, www.calimero.com, con giochi, filmati, barzellette, fiabe. Ed in Giappone – dove è un piccolo mito – lo hanno disegnato in 3D. Ma quando tra i disegni si trova un Calimero col pallone da calcio e la maglia rossonera come si fa a non pensare a un altro personaggio dello sport italiano pronto a lamentarsi dicendo “Perché sempre io?”

 
  

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Crediti :

il Gazzettino

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