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Medjugorje: è tutto falso

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8888857176Questo è un titolo fatto per colpire. E chiaramente farà storcere il naso a qualcuno, magari abituato all’ossequio nei confronti di certi fenomeni culturali che hanno grande presa sulla popolazione. Il terreno dell’analisi laica dei fenomeni miracolistici è sempre scivoloso e richiede grande attenzione – e tatto. Ma è anche vero che, di fronte alla montagna di apologetica a senso unico che sommerge l’editoria, e di fronte alla scarsa criticità dei mass media (a parte alcune eccezioni, che mantengono però una soglia di ossequio fin troppo guardinga, per non bruciare i pochi spazi di autonomia), un libro del genere serve, e serve – perché no – anche un titolo del genere. Perché di fronte a certe cose, o si è da una parte, o si è dall’altra: d’altronde, il titolo è solo la dovuta risposta a quello, trionfalistico, di un altro libro, Medjugorje. È tutto vero, di Saverio Gaeta.

Comunque, per tranquillizzare i lettori, è bene precisare che il testo – al di là del titolo a effetto – risulta centrato su un’analisi tutto sommato pacata, ma soprattutto approfondita e critica delle fonti (principalmente proprio di quelle apologetiche dei vari Socci, Gaeta et similia – ma anche quelle che costoro tendono bellamente a tralasciare), e delle ricostruzioni dei fatti fornite anche dagli stessi protagonisti delle vicende, che si avvale di un’ampia bibliografia. Il suggerimento dell’autore è che, in realtà, l’inconsistenza di tali “fenomeni” fosse già palese agli inizi, anche perché si basa unicamente – cosa che è sempre importante rimarcare – solo sulle dichiarazioni di un gruppo di presunti veggenti.

Ciò che emerge da questo studio è che una storia solo apparentemente lineare, come apparirebbe quella di Medjugorie, sia in realtà costellata fin dagli inizi di evidenti contraddizioni, di imprecisioni, di incongruenze vistose, di strumentalizzazioni sia in buona che cattiva fede, di letture a senso unico, e soprattutto montata da una corposa propaganda, tale da far sparire le limature delle incoerenze sotto il tappeto della devozione.

Persino il vescovo della zona, Pavao Zani?, nutrì fin dagli inizi fortissimi dubbi sulle presunte apparizioni, proprio sentendo i protagonisti – tanto da definire poi il caso Medjugorie come «il più grande imbroglio nella storia della Chiesa». Non a caso la faccenda divenne il terreno di un durissimo scontro di autorità tra l’episcopato che cercava di riacquisire il controllo della zona e i francescani con spiccate tendenze nazionalistiche, in cui la Madonna era “schierata” dalla parte dei riottosi frati, tanto da alimentare fondati sospetti che i francescani manipolassero i veggenti o quantomeno approfittassero della situazione. D’altra parte, i veggenti, crescendo, si dimostreranno tutt’altro che sprovveduti, giocando un ruolo primario nell’affermazione del mito di Medjugorie, con i loro viaggi per il mondo, con atti tra l’equivoco e il furbesco e instaurando a volte contatti e rapporti ambigui con consiglieri spirituali e altro sottobosco devozionale, non troppo in linea coi dettami ecclesiastici.

Col passare del tempo, Medjugorie diventa catalizzatore di devozione, ma allo stesso tempo una vera e propria fonte di «leggende metropolitane», frutto di suggestioni e credulità, che si propagano in maniera incontrollata (come quella famigerata della “rotazione” del sole), e di guarigioni (solo) apparentemente inspiegabili, ma che non fanno altro che aumentarne la fama – e di conseguenza, le potenzialità turistico-devozionali. «Del resto», sottolinea l’autore, «chi si nutre, anche in buona fede, di propaganda, produrrà a sua volta propaganda: è un processo che si autoalimenta».

In tutto questo, la posizione della Chiesa appare quanto mai ambigua: da una parte, il clero locale ha emanato il giudizio non constat de supernaturalitate (non è evidente la soprannaturalità) su tali presunti fenomeni miracolistici, frenando i fan di Medjugorje; dall’altra però ufficialmente il Vaticano non ha mai preso una posizione ufficiale, dato che evidentemente le apparizioni mariane (e anche il “mistero” che vi ruota attorno) fanno buon gioco nel rinsaldare la fede delle masse.

Capitolo importante è quello delle indagini scientifiche cui sono stati sottoposti i veggenti, e che vengono sostanzialmente spacciate dall’apologetica come la prova inoppugnabile della soprannaturalità dei fenomeni e della sincerità dei veggenti. L’autore dà molto spazio alla questione: per la prima volta vengono esaminati in maniera scettica e minuziosa questi esperimenti. Tali esami in sostanza non si rivelano per nulla probatori, né offrono risultati strabilianti, dato che questi sono interpretabili in maniera molto più terrena e umana, senza davvero dover scomodare divinità e affini; inoltre gettano molte ombre sulla buona fede dei protagonisti, senza contare il fatto che sono stati eseguiti in maniera discontinua e a volte senza i minimi e dovuti accorgimenti atti a garantire una sufficiente controllabilità (e neutralità). Ma soprattutto, sono i dottori che li presiedono a sorprendere – e sconfortare – il lettore attento: si lasciano andare in dichiarazioni e interpretazioni tutt’altro che scientifiche e mostrano una deferenza eccessiva nei confronti dei veggenti.

E l’obiettività scientifica, chiaramente, va a farsi benedire – non a caso, preferibilmente in pellegrinaggio a Medjugorje: anzi, il rischio – come da copione – è che l’approccio naturalistico e dettato dal buon senso venga tacciato di grettezza, limitatezza e mancanza di apertura mentale nei confronti della religione e della spiritualità.

Per concludere, il libro risulta un contributo originale e gradito – anche perché raro – nello studio razionale del caso Medjugorje, nel ricostruirne in maniera il più possibile compiuta i fatti salienti e nell’evidenziarne i punti critici e sospetti, tali da inficiare sostanzialmente l’attendibilità di queste presunte apparizioni.

L’Autore

Marco Corvaglia, nato a Casarano (LE) nel 1969, è docente di lettere classiche, ma ormai da molti anni ha sviluppato marcati interessi in ambito scientifico, con specifico riguardo all’analisi razionale dei presunti fenomeni paranormali e attenzione alle diverse forme di inganno e autoinganno legate a tali fenomeni. È consulente dell’ASAAP (Centro di Consulenza Anti Abuso Psicologico).

 

UAAR

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Il nuovo libro di Roberto Burioni mette ko l’omeopatia

Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

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Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

marco dimitri

In realtà l’omeopatia si mette K.O. da sola, nessuna proprietà magica, nessun elemento attivo, semplicemente acqua. Acqua che esce dai vostri rubinetti ma molto più costosa. Certo l’omeopatia non fa male ma, come quasi sempre accade, chi la usa abbandona le cure vere, si vere, quelle che hanno superato il metodo scientifico. Non raramente l’abbandono delle cure ufficiali (ricordiamoci che la scienza è UNA e che non esistono scienze non ufficiali) si conclude con la morte del malato.

Per quanto sia stata ampiamente dimostrata l’inefficacia assoluta dell’omeopatia, la gente continua ad usarla perchè è stata ammaestrata a considerare le medicine ufficiali come “porcherie chimiche”, e l’assalto ai rimedi naturali continua. Peccato che la natura ci stia lentamente uccidendo, non vuole guarirci, ha un meccanismo caotico evolutivo. Ovviamente la chimica è presente in ogni cosa che mangiamo e, non solo nelle medicine.

Si… Vale la pena dimostrare, spiegare, nel modo più semplice, anche aggressivo. Guidiamo la nostra bella macchina senza freni e ci lamentiamo se ci danno degli idioti.

Il libro di Roberto Burioni, davvero mostra l’illusione demolendo ciò che è rimasto della truffa del nulla che in tutto il mondo ha fruttato centinaia di milioni di Euro, oserei dire “denaro liquido” visto che  si parla di acqua fresca spacciata per medicina.

Cartonato: 208 pagine

Editore: Rizzoli (8 ottobre 2019)

Un’ultima cosa, chi pensa che l’editoria arricchisca economicamente, ha visto un film di fantascienza…



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Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani

Roberto Burioni. Collana: Saggi italiani. Editore: Rizzoli

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In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

«Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo.»

Nel suo nuovo libro, Roberto Burioni esamina da vicino una serie insieme tragica e grottesca di bufale pericolose, anzi di balle mortali che ci mettono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali, al metodo scientifico della medicina. Un bambino muore per un’otite curata con l’omeopatia invece che con antibiotici; una donna soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina. Le promesse non mantenute di Stamina e del metodo Di Bella – due tra le pagine più buie della storia recente del nostro Paese – ricordano quelle alimentate, decenni prima, dal segreto “siero” anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra.

E sono centinaia di migliaia, nel mondo, le vittime delle sciocchezze divulgate dai negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l’AIDS. Cosa possiamo fare per difendere la nostra salute, quella dei nostri cari e dell’intera comunità dai danni prodotti dalle balle mortali? Dobbiamo difendere prima di tutto la ragione e la scienza, cioè quel metodo che da secoli ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e aumentare non solo la durata ma anche la qualità della nostra vita; quel metodo oggi sotto attacco da parte della disinformazione e del nuovo oscurantismo in cui proliferano i ciarlatani. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

Riduci



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La congiura dei somari

Perché la scienza non può essere democratica

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«Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri.» La battaglia di uno scienziato contro le false credenze che rischiano di cancellare le grandiose conquiste della medicina

«Non sopporto che mia figlia cresca in un mondo in cui la menzogna ha lo stesso peso della verità.»

Chi è il somaro? È un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Di somari, Roberto Burioni ne ha incontrati parecchi: sono quelli che pur non avendo la minima nozione di medicina o di biologia, pur non sapendo cos’è un virus e come funziona un vaccino, pretendono di convincerci che “dieci vaccini sono troppi”, “le malattie guariscono da sole o grazie ai soli rimedi naturali”, “le vaccinazioni obbligatorie servono solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e quelli che sono sul loro libro-paga”. Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. Nella scienza, possono dire la loro solo coloro che per anni hanno sudato sui libri, hanno sottoposto le proprie ipotesi a una rigorosa procedura di esperimenti e controlli, possiedono un metodo che consente di distinguere la verità dalla bugia. Certo, la scienza è imperfetta, fatta da uomini ancora più imperfetti, le verità che ci offre sono sempre parziali e mai troppo sicure. Però vale la pena fidarsi, perché l’alternativa è costituita dal buio, dall’oscurantismo e – quando si scherza con la salute propria e altrui – dalla morte. La scienza sarà anche poca cosa, ma – come dimostra questo libro con abbondanza di dati, numeri, tabelle, storie vere di trionfi e fallimenti – è tutto quello su cui possiamo contare: non ci conviene buttarla via.



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