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Metodo Bates, solo una grande bufala

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Il Metodo Bates trae il nome dal suo ideatore William Horatio Bates, un medico nato nel 1860 in America. Pieno di errori ed anche dannoso come accade per tutte le pseudoscienze

l Metodo Bates: vedere meglio o esserne convinti? William Horatio Bates, un medico nato nel 1860 in America, nel 1919 pubblicò un libro autoprodotto dal titolo “The cure of imperfect eyesight by treatment without glasses” (“La cura dei problemi di vista con trattamento senza occhiali” in Italia conosciuto come “Vista perfetta senza occhiali“). Il medico americano sosteneva di aver scoperto un nuovo metodo che migliorava (e risolveva) notevolmente i problemi di vista senza l’uso di lenti o di interventi chirurgici. Dei semplici esercizi avrebbero consentito ai miopi ed a chi riferiva di “vedere male” di tornare ad una visione perfetta. Bates asseriva di poter curare miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia ma anche malattie infettive dell’occhio ed altre come la cataratta ed il glaucoma. Gli occhiali e le lenti da vista erano praticamente da abolire (per il metodo Bates erano inutili ed addirittura peggioravano i difetti di vista).

Prima di entrare nel merito medico della vicenda vediamo quanto di scientifico vi sia nel metodo Bates per capirne intanto l’attendibilità

E’ già l’assunto iniziale a smentire il metodo Bates. I difetti di vista più comuni (miopia, presbiopia, ipermetropia, eccetera…), sono causati da un’anomalia del bulbo oculare (che si presenta per esempio più allungato o “schiacchiato”) o del cristallino (la “lente” naturale presente nel nostro occhio). Il nostro cristallino si curva, diventa più spesso, si avvicina alla cornea, attua insomma una serie di trasformazioni utili a “vedere bene” adattandosi alle varie situazioni, questo processo si chiama “accomodamento”. In condizioni patologiche (o per l’età, uno dei fattori che possono condizionare la vista) queste capacità possono mancare o diventare insufficienti.

metodo Bates

Secondo il metodoBates invece, i difetti di vista derivano tutti da un’eccessiva tensione muscolare (dei muscoli esterni all’occhio) che causa continuo sforzo dell’occhio e quindi conseguentemente da stanchezza dell’apparato visivo ma anche da “stanchezza mentale”. Rilassare l’occhio, la mente ed i muscoli quindi (secondo lui) farebbe riacquistare la vista perduta. Sempre secondo Bates, l’occhio di chi ha difetti di vista, sarebbe tanto stanco da “muoversi di meno” ed i suoi esercizi avrebbero riportato alla normalità anche questo difetto.
L’idea del metodo Bates quindi appare assolutamente priva di senso: un’eccessiva “tensione muscolare” può rendere momentaneamente difficile una visione rilassata (come quando stiamo troppo tempo davanti ad un monitor) ed a lungo andare contribuire ad alterare la vista ma non esistono esercizi che possano modificare la forma del globo oculare o la struttura del cristallino.

Alcuni elementi non giocano a favore del medico che diede nome al metodo. Iniziamo dalla personalità.

Bates utilizzò racconti aneddotici e “casi personali” come prove scientifiche dell’efficacia del suo metodo, non ha mai pubblicato nulla di scientifico ed utilizzava la scusa del complotto nei suoi confronti per giustificare il disinteresse della #medicina al suo metodo. Tra le tante “stranezze” contenute nel libro di Bates anche quella di riuscire a diagnosticare un problema di visione già dalla fotografia di un individuo.

In senso positivo Bates fu un pioniere dell’adrenalina. Ne studiò i suoi effetti e la utilizzò sull’occhio. Soffrì anche in maniera profonda di disturbi della memoria tanto da perdere per due volte l’orientamento e venire ritrovato dopo lunghe ricerche. Forse anche per questo riteneva la memoria una qualità fondamentale per una buona vista.
Gli esercizi proposti dal metodo Bates variano dalla visione di luci intermittenti, esercizi di coordinazione mano-occhio, visione di luci colorate ma anche il dormire in una posizione particolare e saltare su un tappeto elastico. Il tutto migliorerebbe (guarirebbe, secondo molti “terapeuti”) i problemi di vista e migliorerebbe anche la qualità di vita, il quoziente intellettivo e le prestazioni fisiche e psicologiche. Un po’ troppo mi sembra.

Dal punto di vista medico, anomalie della vista (comunissime) come la miopia, l’astigmatismo o la presbiopia, sono condizioni (presenti dalla nascita o acquisite con l’età) che dipendono da variazioni di conformazione delle strutture dell’occhio come il bulbo oculare, la cornea o il cristallino. L’anomalia di queste strutture non può essere migliorata da nessun “esercizio” oculare. Possiamo quindi definire già così errata la teoria del metodo Bates.
Tra i vari esercizi vi è anche il “palming” (in italiano “palmeggiamento”, considerato l’esercizio principale del metodo), una sorta di “diagnosi” estemporanea dei problemi della vista che serve anche come terapia.

Secondo Bates, chiudere gli occhi (senza “sforzarli”) e coprirli con il palmo della mano permetterebbe di capire se si hanno problemi di vista: chi vede, con gli occhi chiusi e coperti, un nero perfetto non ha nessun problema di vista, chi invece vede grigio o sfumature o colori ha un problema da risolvere.
C’è un particolare che sfugge a Bates: nessuno vede in quelle condizioni “perfettamente” nero. Per vari motivi (anche per meccanismi fisici o per stimolazioni esterne) tutti noi vediamo un nero con sfumature di grigio, spesso piccoli lampi, scintille, velature chiare. E’ assolutamente normale e non dipende da eventuali problemi di vista.
La cura per rilassare gli occhi “malati” sarebbe proprio quella di coprirli con il palmo delle mani immaginando un nero perfetto, anche degli oggetti neri come un vestito o un vaso nero.

Il tutto condito da termini e concetti molto astratti:evasione dal corpo fisico“, “pensiero positivo“, eccetera, che hanno poco in comune con le strutture anatomiche che provocano i disturbi oculari. Si legge in un sito “ufficiale” dedicato al metodo in questione:

Bates non poté fare a meno di notare questa costante: gli occhi di chi ha problemi visivi si muovono molto di meno di chi ha una vista normale, e il rifiuto del movimento si estende anche a molti altri campi, coinvolgendo il corpo le emozioni e il pensiero.

E’ un suo riferimento ricorrente alle “emozioni” ed addirittura ai “traumi psicologici” collegati arbitrariamente ai difetti di vista tra i tanti proposti da chi appoggia il metodo Bates.
Il “palming”, è l’esercizio più importante per il rilassamento oculare per Bates.
Ci sono comunque esercizi previsti dal metodo assolutamente ridicoli ed imbarazzanti come fissare le lettere scritte in un pannello dondolando continuamente la testa, leggere caratteri piccolissimi pensando a cose piacevoli e così via.
Ma è il turno del classico consiglio pericoloso che in tutti i metodi alternativi non manca mai: fissare il Sole. Con gli occhi aperti o chiusi, dopo adeguato esercizio, fissare il Sole direttamente. Lo chiamano “sunning“.

Ora, è inutile sottolineare l’inconsistenza di questa pratica (non provateci…) che ha già causato diversi danni ma è bene stabilirne l’inutilità assoluta: lo stesso Bates non ha spiegato cosa provocherebbe (a parte i danni) la visione diretta del Sole (sembra esserci un riferimento al “riscaldamento dei vasi sanguigni dell’occhio”).
Secondo Bates persino i gravissimi danni retinici che si possono provocare in seguito a errate esposizioni degli occhi al sole sono solamente un prodotto dell’immaginazione causata da sforzo mentale. Anche in questo caso Bates non dimostra come mai un danno fisico gravissimo e direttamente collegato ad un agente dannoso come la luce del Sole, possa essere prodotto da “forze mentali”.

metodo Bates

Già nel 1929 la Federazione del commercio statunitense denunciò Bates per pubblicità ingannevole proprio perchè già a quei tempi i fondamenti dell’ottica umana erano già noti. Negli anni successivi molti oculisti americani criticarono selvaggiamente le idee di Bates giudicandole errate nei concetti di base e pericolose perchè potevano aggravare i disturbi visivi esistenti in chi si sottoponeva a quelle “cure”.

Con il tempo il metodo Bates si è diffuso nel mondo ed oggi esistono diversi gruppi che lo propongono anche via internet

Sono in vendita veri e propri kit per seguire la terapia con tanto di DVD, manuali e schede di valutazione e qualcuno ha pensato anche di unire al metodo Bates termini come “medicina olistica” “naturopatia” “terapia vibrazionale” e com’è tipico in tutti i metodi non riconosciuti dalla medicina prima o poi si finisce per mischiare pseudomedicina con magia e superstizione.

Cercando in internet qualcosa sul metodo Bates ci si imbatte in situazioni imbarazzanti. Si entra praticamente nel paranormale. Nessuna spiegazione scientifica o almeno plausibile dal punto di vista medico, è tutto spostato sul piano filosofico ed a volte assolutamente cialtronesco. Come giudicare ad esempio passi come questo:

Chi ha problemi visivi sembra cercare costantemente di crearsi un ambiente “sicuro”, dove le cose cambino il meno possibile e le attività non siano intense, provochino meno cambiamenti possibili. E l’ambiente più stabile e sicuro finisce per essere il proprio pensiero, forgiato appunto su certezze e “punti fermi”. E quindi si cerca di privilegiare una vita il più possibile “pensata” (e non vissuta).

È importante comprendere che questo atteggiamento crea una intera visione del mondo, basata sulla rigidità: si cerca di “fermare il mondo”. A volte nei gruppi vengono a galla situazioni dell’infanzia in cui, di fronte ad un trauma come mamma e papà che litigano, si è cercato di fermarli; come? Partendo da sé, fissando lo sguardo e smettendo di respirare e irrigidendo tutto il corpo e pensando NO, NO!

Queste parole sono scritte in un sito italiano che pubblicizza il metodo Bates come cura certa e definitiva dei “problemi della vista” e parla di traumi e shock psichici come causa per i problemi come la miopia. Per fare un esempio, sempre lo stesso sito (che non cito per non pubblicizzarlo ma si trova con una breve ricerca) dice:

Cosa propone Bates riguardo a questo punto? Il suo approccio è in fondo simile a quello del Buddismo e altri sentieri spirituali: la radice della tensione mentale, che a sua volta genera problemi alla vista sta nella titanica e disperata lotta contro l’esistenza e le sue leggi, in particolare contro quella che citavamo all’inizio: tutto scorre, tutto si muove, tutto si trasforma, nessuna cosa è MAI stabile. Bisogna cambiare punto di vista, smettere di lottare e rilassarsi consapevolmente e volonterosamente.

Buddismo? Sentieri spirituali? Da quando in qua un problema di vista si risolve con la “lotta contro l’esistenza” o la “spiritualità”?
Puzza di bufala…e tanto e tutti i siti che pubblicizzano il metodo fanno affermazioni di questo tenore. In effetti non esiste nessuno studio che dimostri l’efficacia di tale metodo Bates, nessuno di coloro che lo pubblicizza e lo pratica ne ha mai fatto una statistica. E’ anche noto che la maggioranza della clientela è “arruolata” con il passaparola. Si forma una sorta di “gruppo di lavoro” nel quale chi ha problemi visivi segue le direttive del terapeuta ed impara gli esercizi. C’è chi ha chiamato questo metodo “terapia visiva comportamentale” perchè agisce più sul comportamento e sulla psiche dell’individuo che sul suo problema di visione (che alla fine è un’anomalia anatomica, un problema fisico, non psicologico…).

Chi si sottopone a questi metodi ha reazioni differenti: alcuni sono entusiasti altri delusi e scontenti. Gli entustiasti però non hanno mai dimostrato ad un esame clinico di aver realmente migliorato i loro problemi di visione. Si può dire con sufficiente sicurezza che si tratta di una sorta di “effetto placebo” visivo: alcuni individui si convincono di vedere meglio perchè questo è lo scopo del metodo Bates ma in realtà non hanno migliorato per nulla il loro problema. Un “effetto placebo visivo”?
Probabile.

I casi di persone “guarite” dal metodo sono descritti solo nei siti che pubblicizzano la cura (e descrivono interviste rilasciate dopo qualche giorno la fine dei corsi, se non dopo pochi minuti dal corso) non esistono “follow up” dei pazienti e molti si sono dichiarati guariti ma indossano lo stesso i loro occhiali. Il sospetto di un effetto placebo è quindi molto forte.
Qualcuno obietta che un effetto placebo sia impossibile nel campo della visione, se una persona vede bene non può credere di farlo, evidentemente vedrà realmente meglio di prima ma questo, riguardo il metodo Bates non è corretto in quanto la maggioranza delle persone che hanno dichiarato di “vederci meglio” lo hanno fatto pochissimo tempo dopo le “sedute terapeutiche”, senza alcun controllo a distanza. Esistono anche alcuni casi di vera e propria truffa.

Si invita il “corsista” a leggere alcune lettere di un pannello a sfondo bianco (e lettere nere) e si avrà un risultato. Si invita poi la stessa persona a coprire gli occhi con le mani (il “palming” previsto proprio dal metodo Bates) per alcuni secondi e rilassare la mente. Appena scoperti nuovamente gli occhi si invita a leggere un altro pannello questa volta a sfondo nero con lettere bianche ed il soggetto riuscirà a leggere molte più lettere, anche le più piccole. Sembra un risultato eclatante.
E’ invece la conseguenza dell’esaltazione delle lettere bianche che segue il momento di “buio” causato dal “palming”. I nostri occhi per qualche secondo (anche per alcuni minuti) risultano più sensibili alla luce e di conseguenza anche più “sensibili” alle lettere bianche su sfondo nero.

metodo Bates

Gli “occhiali bufala” basati sul Metodo Bates e venduti con promesse di guarigione miracolosa. Sono l’ultimo grido della “medicina” alternativa i cui effetti curativi, come noto, sono inesistenti.

E’ lo stesso fenomeno che accade quando restiamo abbagliati dalla luce del mattino appena svegli oppure se accendiamo la luce in una stanza nella quale eravamo al buio da un po’ di tempo: quella luce sembrerà “illuminare di più”. Allo stesso modo, le lettere bianche su sfondo nero, dopo un periodo di “buio”, sembreranno più nitide.
Un’ulteriore prova che i “risultati” del metodo non sono reali ma solo una illusione temporanea.

In realtà esistono anche diversi esperimenti che dimostrano come convincersi di vedere meglio faccia percepire un miglioramento della visione senza per questo assistere ad un miglioramento reale. Il condizionamento psicologico nel miglioramento apparente della vista è stato anche studiato ed ha confermato questa possibilità.
L’assoluta inconsistenza delle ricerche che sostengono le idee di Bates sono evidenti anche perchè non esiste una statistica specifica che controlla i risultati di questo metodo ed i “pazienti”, dopo “la cura” sono praticamente abbandonati senza alcun controllo delle condizioni successive al trattamento (tranne ripetere i corsi, pagando di nuovo).

In realtà chi segue il metodo Bates non corre rischi particolari (eccetto quello derivante dall’assurda visione diretta del Sole) se non quello di tralasciare la cura della vista e non approfittare dei metodi correttivi esistenti (aggiungo anche quello di spendere inutilmente i propri soldi).
Discutibile anche il lato commerciale di questo metodo. Di fronte a promesse di miglioramenti eccezionali si mischiano quasi sempre concetti scientifici ad argomenti “alternativi”, si “vende” il metodo con mezzi assolutamente non corretti (multilevel marketing, corsi itineranti, settimana vacanze) non si forniscono spiegazioni scientifiche o plausibili che permettano di comprendere meglio gli scopi di questa tecnica, la diffusione di questa pratica insomma non ha l’aspetto di un metodo dalle basi scientifiche ma di una vera e propria vendita pubblicitaria, come i prodotti dimagranti miracolosi o quelli anticalvizie.
Non esiste quindi nessuna ragione nè evidenza che consigli a chi ha problemi di vista l’utilizzo di questo metodo che potenzialmente potrebbe risultare anche pericoloso.

Tratto da Nedbunker.blogspot.it

Gli occhiali stenopeici

Ultimamente sono venduti un po’ ovunque e, su Internet, è esplosa la mania collettiva, come accade per ogni pseudoscienza, fa da garante il semplice utente o il venditore, l’unico a trarne profitto.
In sostanza si tratta di occhiali in plastica privi di lenti correttive, al loro posto ci sono due specie di “scolapasta” cioè tanti buchi più o meno ravvicinati, alcuni conici ed altri piramidali. In realtà non sono un oggetto nuovo, sono sul mercato da molti anni e mai hanno guarito qualcuno. Chi vende questi occhiali spesso promette miglioramenti della miopia. In un noto sito di vendite online un venditore di occhiali stenopeici riporta:

  • I fori stenopeici lasciano passare solo uno stretto fascio di luce negli occhi, migliorando la messa a fuoco
  • Aiutano a rilassare i muscoli dell’occhio, riducendo l’affaticamento. Riducono la dipendenza da occhiali.
  • Indossare questi occhiali anche solo 15 minuti al giorno contribuirà a migliorare la vista in poche settimane. Circa 10-20% dei miglioramenti della vista già dopo 2-4 settimane, con uso quotidiano
  • Adatto per adulti e bambini. Nella confezione troverete un set di occhiali a fori stenopeici neri

Ora, è palese che i deficit visivi abbiano una natura fisica dovuta ad anomalie dell’occhio, cornea, cristallino ecc. Non esiste alcun esercizio fisico in grado di sanare queste anomalie, quindi questi occhiali non migliorano la vista assolutamente. La sensazione di “vedere meglio” è dovuta alla restrizione della luce che arriva alla retina, un po’ come accade col diaframma di una macchina fotografica, meno luce arriva e più è profonda la messa a fuoco. Potete fare una prova voi stessi, prendete un cracker, non sto scherzando, prendete un cracker…

Batesmetodo Bates

Preso il cracker? Bene,  guardateci attraverso, guardate attraverso i piccoli fori, concentratevi qualche istante e vedrete che tutte le immagini e gli oggetti nella vostra stanza risulteranno più nitidi ed a fuoco.  Provate a leggere il display del vostro cellulare, anche questo apparirà più a fuoco. Non è nulla di sovrannaturale, la visione risulta migliore perchè nel vostro occhio entra minore luce ed i raggi luminosi arrivano paralleli. Ovvio non guarirete dalla miopia o dagli altri deficit visivi ma effettivamente avrete una migliore visione.

In sostanza gli occhiali stenopeici non sono altro che pezzi di plastica con tanti fori, possono servire se avete rotto i vostri occhiali o perso una lente a contatto, possono servire per brevi momenti ma non separatevi mai dalle vostre lenti correttive.

I mercanti, allo scopo di vendere questi occhiali, utilizzano termini che vanno dal drammatico al risibile, come ” Bio-Occhiali “, forse per solleticare i seguaci del “biologico” (che biologico non è),  e ci troviamo di fronte ad occhiali venduti in erboristeria… tra un po’ compreremo anche i computer in erboristeria, i bio-Acer, i Bio-Iphone, i Bio-Windows, l Bio-Mac…

Spesso gli occhiali stenopeici sono made in China, del resto sono in plastica, i costi sono bassissimi. I mercanti si dividono, c’è chi li vende ad 1 Euro su Ebay o su Amazon, c’è chi li vende a 40 Euro e gli chiama “Occhiali stenopeici AA bodyguard“.  Non avendo lenti ma soltanto dei fori, anche se egregiamente fatti, le differenze variano nella montatura e nel tipo di griglia, comunque sempre realizzati con materiali plastici o di bassissimo costo che mai arriverà a superare i 5 Euro a stare larghi.

C’è inoltre il diretto ed indiretto suggerimento di ridurre “dipendenza” da lenti correttive e dai comuni occhiali, questo purtroppo può, col tempo, aggravare la vista.  “Adatto per adulti e bambini” si legge in qualche e-commerce. Un adulto è responsabile, forse, di quello che fa, se è disinformato sono affari suoi ma, un bambino, con miopia non ancora stabile, rinunciando agli occhiali correttivi prescritti dal medico, può subire danni di diversa natura e, sovente, sono proprio gli adulti che, pensando di fare la cosa giusta, li sottopongono a terapie che terapie non sono. Torno a ricordare che sono metodi rigettati dalla comunità scientifica, Bates è stato screditato da più di cento anni!

La scienza non è una persona e non è un’opinione, adempie al metodo di Galileo ed è l’insieme dei riscontri ripetibili che sono stati pubblicati. Il resto è ignoranza, fanatismo, religione.

La miopia, giusto per menzionare un’anomalia che hanno parecchie persone, è dovuta al fatto che i raggi luminosi che passano attraverso la cornea, il cristallino, convergono nel bulbo oculare in modo errato fino davanti alla retina invece che su questa. Quindi è in sintesi un difetto meccanico che solo una lente correttiva con curvatura e spessore riesce ad ammortizzare.  Gli occhiali stenopeici non correggono assolutamente nulla perchè privi di lenti e l’illusione di una migliore messa a fuoco è solo dovuta al fatto che, nell’occhio, arriva molta meno luce, con tutte le conseguenze che può comportare.

Inoltre, la visione a “griglia” di questi occhiali è una visione innaturale, le immagini percepite sono ampiamente sottoesposte e l’occhio (cornea, cristallino, retina, nervo ottico macula) è stimolato solo in alcune parti, la griglia nera sarà sempre presente anche se il cervello si abituerà ad ignorarla. La risultante è la stimolazione visiva solo in alcuni punti dell’occhio, in pratica alcune parti dell’organo visivo rimangono “in sonno”. Chiedete sempre ad un medico oculista (non ad un semplice ottico, non ad un erborista, non ad un commerciante… Ricordo che stiamo parlando di medicina, di salute, di oftalmologia) parere e consigli prima di calzare qualsiasi tipo di occhiale.

UNA CARRELLATA DI SITI CHE VENDONO OCCHIALI BASATI SUL METODO BUFALA DI BATES

Non è mia intenzione rompere le uova nel paniere ai mercanti che, in una maniera o nell’altra, fanno il loro lavoro, devono pure vivere. Purtroppo non si tratta di maghi o cartomanti, si tratta di disinformazioni mediche che possono condurre anche a serie conseguenze.

Il sito metodobates.it è interamente dedicato al ciarlatano Bates, con tanto di corsi dal costo di 1.700 Euro più IVA. Ora, un medico navigando questo sito, con tutto il rispetto, non può che farsi due risate leggendo le disinformazioni, tra cui alcune di una certa gravità, a mio parere:

Ma non bastano un paio d’occhiali?

Gli occhiali e le lenti a contatto non sono una cura  per nessuna di queste condizioni anzi, spesso, molto spesso, anzi sempre… le aggravano, esattamente come una sedia a rotelle non insegna a camminare. Se vuoi saperne di più, vai a o gli occhiali o la vista!

E le attività del metodo Bates, invece?

Il metodo Bates insegna ad utilizzare gli occhi e la mente nel modo naturale, diventando consapevoli di tutte le interferenze e cattive abitudini che abbiamo inconsapevolvente assorbito. È semplice e naturale.
Trovi i concetti base a i principi di base

E funzionano?

Sempre e invariabilmente. A patto di farle con consapevolezza.

Si tratta di una novità?

No, Il dott W. Bates ha elaborato e applicato il metodo Bates (Visual Training, o Natural Vision Improvement) quasi un secolo fa. Da questo nucleo è nata una disciplina olistica che ha aiutato a risolvere i problemi visivi di milioni di persone in tutto il mondo. È recentemente apparso un sito totalmente dedicato alla figura e all’opera di W. H. Bates

E come mai non se ne parla?

Nei paesi in cui è stato applicato su vasta scala ha dovuto affrontare una durissima opposizione da parte degli interessi della classe medica e degli ottici: In Italia non è del tutto vero che non se ne parli: grazie all’attività svolta dall’AIEV, Associazione Italiana per l’Educazione Visiva

A links trovi alcuni siti italiani e stranieri dedicati al metodo Bates

Esistono anche ottici, optometristi, oculisti e altri professionisti che simpatizzano per Buena Vista e il metodo Bates: trovi una lista a Indirizzi professionisti

Come spesso accade nel settore delle pseudoscienze, i guru scrivono domande e si autorispondono, in maniera di creare un abbaglio nella mente (già confusa) di chi “abbocca”.

I corsi da migliaia di Euro sono diretti dal ciarlatano Maurizio Cagnoli, ciarlatano perchè promuove e /o vende un metodo “curativo” già dichiarato inefficace dalla scienza medica. Non solo, il metodo può anche procurare danni perchè promuove di non usare gli occhiali o le lenti correttive.  Se non bastasse, il metodo Bates è contro ad ogni logica anatomica (cioè non conosce nemmeno l’anatomia dell’occhio umano). Maurizio Cagnoli da il meglio di se con questa frase: “Gli occhiali e le lenti a contatto non sono una cura  per nessuna di queste condizioni anzi, spesso, molto spesso, anzi sempre… le aggravano, esattamente come una sedia a rotelle non insegna a camminare. Se vuoi saperne di più, vai a o gli occhiali o la vista!“.

A parte che non esiste in letteratura alcun riscontro che gli occhiali o le lenti correttive aggravino la vista, sussiste invece il riscontro all’esatto contrario: non correggere  i problemi visivi può aggravarli. Probabilmente una sua convinzione personale, molti sono convinti di essere Napoleone, altri sono convinti che basti un poco di zucchero per fare andare giù la pillola, oppure cercano di convincere i disinformati (e ce ne sono tanti in Italia).

Il paragone con la “sedia a rotelle” la dice lunga sulla deontologia di questo personaggio.

Maurizio Cagnoli

Curioso anche come Maurizio Cagnoli descrive se stesso: “Maurizio Cagnoli, 1947, sociologo ad indirizzo psicologico ed esperto in percezione visiva” , ha un’età avanzata, anzi a proposito, che il metodo Bates era contro ogni logica ed anatomia oculare era già noto ai primi del ‘900. Comunque Maurizio Cagnoli NON è un medico e qualificarsi come psicologo esperto in percezione visiva ha lo stesso senso come se io mi qualificassi “Ferroviere esperto in cardiochirurgia psicologica”.

Il fatto che Maurizio Cagnoli vanti dei medici tra le sue schiere non è una garanzia per il semplice fatto che, promuovendo un’attività disconosciuta dalla medicina e ritenuta pseudoscienza, farebbe collassare il titolo di “dottore” e comporterebbe, se non ancora accaduto, l’intervento dell’Ordine dei Medici per valutare di estromettere in virtù di mancata deontologia atta all’esercizio della professione medica.

Non bisogna sbalordirsi troppo, abbiamo visto in passato medici buttati fuori dall’Ordine perchè affermavano di curare il cancro col bicarbonato. Quindi non bisogna escludere che uno o più medici “escano di cotenna” e si mettano a parlare coi fantasmi… (parlare coi fantasmi è possibile allo stesso modo che curare un tumore col bicarbonato).

Fortunatamente non si tratta di tumori “curati” con le barzellette ma di occhi, male che vada perderete qualche diottria o, se seguite i sistemi di Bates e fissate il sole, al massimo diventerete ciechi ma non morirete, garantito.

Ora la domanda sorge spontanea, perchè nessun pubblico ministero ha mai aperto un’inchiesta? Sarebbe interessante anche sentire il parere dell’Ordine dei Medici di fronte ad “oculisti simpatizzanti” anche se il termine “simpatizzante” non implica la partecipazione effettiva. Sono affermazioni gravi, certo occhiali e lenti a contatto non sono curativi. come tutti sappiamo sono strumenti correttivi ma non aggravano nulla! Anzi, rinunciando alle correzioni delle lenti prescritte dai veri medici, c’è il rischio concreto che i deficit visivi si aggravino!  Torno a ripeterlo, ancora ed ancora, i deficit visivi sono genetici, sono dovuti ad anomalie dei componenti dell’organo oculare, cioè del bulbo oculare, della macula, della cornea e… NON SONO DOVUTI A PROBLEMI PSICOSOMATICI, la mente non c’entra nulla! Se forate la ruota della vostra macchina è un problema fisico o un vostro problema di carattere mentale? “Il metodo Bates insegna ad utilizzare gli occhi e la mente nel modo naturale” mammamia cosa si legge!

Ma, la parte più comica è questa “Nei paesi in cui è stato applicato su vasta scala ha dovuto affrontare una durissima opposizione da parte degli interessi della classe medica e degli ottici” lo scrive uno che vende corsi a 1.700 Euro più IVA!  Quello che dispiace è che le persone con deficit visivi, spesso in difficoltà per vari fattori, spessissimo disinformate e credulone (alla fine siamo un popolo di “boccaloni”) si affidano a queste persone nella speranza di avere risultati che MAI sono stati verificati in sede scientifica e MAI si potrebbero ottenere perchè basati sul falso. Non dico di credere a me, chiedete al vostro medico oculista, fatevelo dire da lui.

In ultimo il punto “Esistono anche ottici, optometristi, oculisti e altri professionisti che simpatizzano per Buena Vista e il metodo Bates: trovi una lista a Indirizzi professionisti“. Se andiamo nel link vediamo un listato di “professionisti” ed “operatori” riconosciuti dall’ AIEV, peccato che l’AIEV sia un’associazione privata, un club, e non un ente medico, l’acronimo di Associazione Italiana per l’Educazione Visiva e, come accade per tutte le pseudoscienze (quindi teoremi smentiti e non dimostrati in alcun modo), è un nucleo privato non riconosciuto da nessun ente medico.

Cosa scrive di se stessa l’ AIEV:

L’Associazione Italiana per l’Educazione Visiva è un’associazione di promozione sociale registrata presso il Conacreis che non persegue fini di lucro. In particolare scopo dell’Associazione è quello di promuovere la consapevolezza dell’individuo nell’uso della vista, il contatto con gli occhi ed i pensieri, emozioni e sensazioni ad essi collegati, durante lo svolgimento di tutte le attività della vita; nonchè il rilassamento degli occhi secondo i principi e gli insegnamenti elaborati dal Dott. William H. Bates; attraverso corsi e seminari dedicati in primo luogo allo stesso metodo Bates, ma anche alllo yoga, la danza, il metodo Feldenkrais, il metodo Alexander, il T’ai Ji, il Qigong, lo Shiatsu, l’arteterapia, la meditazione, il massaggio, il lavoro sul respiro, il lavoro sulla postura, l’alimentazione naturale e comunque ogni altro metodo olistico di rilassamento e per il benessere dell’individuo.

Personalmente non ho nulla in contrario allo yoga ed alla danza, fatti loro, però proprio non guariscono un difetto di formazione dell’occhio umano, chiunque abbia un minimo di informazione sull’anatomia umana si metterebbe le mani sui capelli a leggere queste cose. Siamo nell’ambiente della spiritualità, dell’assurdo, del logicamente incompatibile. In più, tra yoga e qualche balletto si suggerisce che le lenti correttive degli occhiali rovinino gli occhi e pare che siano gli ottici iscritti al club o all’associazione che lo garantiscano. Dai, andiamo! Faccio l’ottico e garantisco che gli occhiali rovinano la vista. Ma per piacere, davvero! Se poi affianco i teoremi di uno psicopatico come Bates, butto la carriera ed il diploma (se ce l’ho) indovinate dove…

Di siti come quello appena citato ne trovate purtroppo a valanghe, basta una ricerca su Google per vedere quanti “bufalari” della finta medicina ci sono in giro e, per capire, come lontani siano i traguardi scientifici in un Paese che ha bisogno di scienza e di cultura scientifica. In conclusione, non esiste persona al mondo che sia guarita col metodo di Bates. Gli occhiali forati migliorano solo la visuale quando indossati e solo in alcune persone, altre hanno visione sdoppiata, sommaria “correzione” del deficit visivo. Sono utili in caso di emergenza ed il prezzo di vendita, visti i materiali, non dovrebbe superare nemmeno i 5 Euro. Se vi chiedono di più o se vi parlano del metoto Bates, andate in un altro sito. Poi, se uno nasce “pollo” non ci sono parole che tengono, si farà sempre… fottere.

“PSEUDOSCIENZA”

In realtà il termine è incorretto perchè affiancare la parola “scienza” in un contesto che di scientifico non ha nulla? Solitamente i guru giustificano le proprie teorie come funzionanti ed attaccate dalla scienza perchè la scienza si sente minacciata da questi metodi “miracolosi”.  In realtà sono persone che, nell’inventarsi una professione non riconosciuta, nemmeno sanno che la scienza non è un individuo, non è una lobby, non è un’opinione ma è l’insieme dei riscontri ripetibili. In sostanza e, per fare un esempio alla portata di tutti, premendo un interruttore si accenderà la luce, a prescindere dalle convinzioni di chi lo preme. Ogni volta che si preme l’interruttore la luce si accende. Un evento ripetibile gestito da un’azione che, in se, sembra di poco conto ma che cela una miriade di traguardi frutto di studio e sperimentazioni. Viceversa, convincendoci o facendo yoga e danze, la luce non si accenderà.

Se il metodo Bates fosse patriarca di grandi riscontri ripetibili, se fosse la causa di guarigioni o, semplicemente, di sollievo di parte del deficit visivo, sarebbe stato pubblicato sulle riviste scientifiche già da anni. Invece, tutto quello che è stato riscontrato (e parlo di riscontri non di opinioni) è che Bates non conosceva nemmeno l’anatomia umana ed il suo metodo non ha mai guarito nessuno perchè è razionalmente inefficace, non può in alcun modo funzionare per antitesi all’anatomia umana.

Quindi la scienza non è un’opinione, non è un gruppo, non è una lobby ma è il riscontro basato sul metodo di Galileo ( o metodo scientifico). Ed è UNA soltanto così come UNA soltanto è la medicina. Qualsiasi studio seguito da sperimentazioni e riscontri ripetibili diviene scienza e viene pubblicata. Se mancano i riscontri ripetibili allora diviene elemento inaffidabile. Quando addirittura ci sono i riscontri contrari, allora si può tranquillamente parlare di bufala e di bufalari.

Più i  sedicenti “esperti” (del nulla) portano al popolo teorie strampalate e disconosciute, più la scienza viene privata di energie essenziali. Un popolo meno sciocco avrebbe a disposizione immensi traguardi scientifici, invece la ricerca in Italia è ferma, mancano i fondi, gli ospedali non hanno strumenti essenziali per esercitare terapie solutive. Il malato rimane malato, chi può si cura all’estero, i ricercatori fuggono dal Paese perchè qua non hanno speranze d’esercizio.

Lo spiega bene Margherita Hack nel suo libro “Libera scienza in libero stato“. E vogliano perdonarmi i santoni che sbarcano il lunario vendendo favole, quello che mi fa adirare  (leggi: incazzare) è il pullulare di sedicenti “professionisti” che vantano virtù miracolose riciclando follie di personaggi frizzanti  già disconosciute con evidenze e prove da oltre cento anni.  Ed i siti disinformativi crescono a vista d’occhio,  orde di seguaci che accerchiano quello che afferma di avere la bacchetta magica, la madre di tutte le soluzioni, ovviamente e rigorosamente “alternative”. Un giorno, forse, capirete che abbiamo bisogno di scienza perchè la scienza ci rende liberi!

COME SI PONE LA SCIENZA NEI CONFRONTI DEL METODO BATES

Quello che segue è tratto da Wikipedia e dimostra come il metodo Bates sia una gigantesca bufala anche dannosa

Il metodo Bates è un metodo di medicina alternativa elaborato dal Dott. William Horatio Bates nel 1919, nel libro autoprodotto The Cure of Imperfect Sight by Treatment Without Glasses.

Le teorie di Bates sono prive del supporto di studi scientifici e sono state tacciate di andar contro tutti i più evidenti principi dell’anatomia oculare, già ben noti all’epoca in cui Bates pubblicò il suo libro. A causa di questo e della mancanza di benefici oggettivamente accertati, nell’uso della tecnica proposta, Bates fu espulso dalla American Optometric Association.

  • Il metodo Bates si prefigge di curare difetti visivi considerati insolubili (miopia, ipermetropia, presbiopia, astigmatismo) mediante tecniche ed esercizi. Il metodo di Bates ritiene inutile, o addirittura dannoso, l’uso di occhiali o interventi chirurgici per la soluzione dei problemi visivi perché ogni persona che comincia a usare gli occhiali incorre inesorabilmente in un peggioramento della visione.Nel suo libro Bates afferma di aver dimostrato che l’accomodazione deriva dalla contrazione dei muscoli estrinseci oculari obliqui, muscoli striati e quindi volontari. Afferma inoltre di aver ritentato l’esperimento di Hermann von Helmholtz e che dalle proprie fotografie dell’immagine riflessa sul fronte del cristallino non risulterebbero variazioni in dimensione e forma durante l’accomodazione (“The images photographed from the front of the lens did not show any change in size or form during accommodation.“).Al contempo le immagini riflesse sulla cornea e sulla sclera confermerebbero la sua teoria (secondo Bates l’immagine riflessa sulla cornea e sul fronte della sclera si rimpicciolisce con l’accomodazione mentre sul lato della sclera avviene il contrario).Secondo questi presupposti, i difetti visivi sarebbero generati dallo sforzo per vedere meglio. A parere di Bates, chi si sforza di vedere al punto prossimo genererà ipermetropia. Chi invece si sforza di vedere da lontano diventerebbe miope. Nel momento in cui una persona non si sforza più di vedere meglio avrà una vista perfetta. Il fatto che la vista imperfetta sia un qualcosa di perenne per gli affetti da vista difettosa sarebbe dovuto, secondo Bates, ad uno sforzo continuo causato da “cattive abitudini di pensiero”. Perciò secondo il medico il recupero della vista dovrebbe passare attraverso un metodo per ottenere il cosiddetto “rilassamento mentale”. Il metodo dovrebbe riproporsi inoltre di curare cataratte incipienti, glaucomi e cefalee di varia natura anch’esse patologie causate, a parere di Bates, dallo “sforzo mentale”.Tra le tecniche utilizzate nel metodo Bates si riportano in ordine:
  • Blinking o sbattito di palpebre: l’occhio sbatte le palpebre già automaticamente per idratarsi. Farlo appena si appanna la vista o sentono gli occhi stanchi, più volte al giorno, l’occhio si rilassa ulteriormente e aumenta la lubrificazione;
  • Sunning, esposizione alla luce solare: nel suo libro Bates consigliava in certi casi di guardare direttamente il sole, con le palpebre chiuse o aperte, per brevi periodi; secondo Bates gli occhi sarebbero infatti “gli organi della luce”, per cui quest’ultima sarebbe loro necessaria. Tuttavia guardare il sole direttamente per periodi prolungati è altamente dannoso ed è in grado di causare lesioni irreversibili a carico della retina (retinopatia solare).
  • Shifting e Swinging, dondolio ed oscillazione: stando in posizione eretta con i piedi distanti tra loro di un piede, con il viso di fronte ad un lato della stanza, alzare il tallone sinistro mentre si girano spalle, testa e occhi a destra finché le spalle non sono parallele al muro di destra. Dopodiché posare il tallone sinistro e alzare l’altro e girarsi verso sinistra. Alternare lo sguardo dalla parete di destra a quella di sinistra stando attenti a muovere la testa e gli occhi con il movimento delle spalle. Non bisogna forzare e prestare attenzione agli oggetti in movimento.
  • Palming o riposo oculare: questa tecnica consiste nel chiudere gli occhi e coprirli con il palmo di una mano, in modo da non far filtrare la luce, senza schiacciare i bulbi oculari e senza contrarre le spalle. Questa tecnica è utilizzata dai fautori del metodo sia a scopo diagnostico che terapeutico. Bates sosteneva infatti che solo chi vedeva un nero perfetto durante il palming poteva definirsi esente da problemi di vista, dimenticando che nessuno si trova mai in questa condizione, a prescindere dalla sua acuità visiva;

Le critiche scientifiche al metodo Bates

  • Nessun lavoro scientifico dimostra l’efficacia del metodo Bates nel curare i disturbi visivi; al contrario, è stata studiata l’efficacia del condizionamento psicologico nel miglioramento apparente della vista, una sorta di effetto placebo visivo, che spiegherebbe come il convincimento di aver seguito un metodo efficace porterebbe a credere di vedere meglio senza aver avuto alcun reale miglioramento visivo.
  • Il metodo Bates non rispetta alcuna delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche dell’occhio: ad esempio, il controllo del processo accomodativo che Bates sostiene di poter esercitare non è fisiologicamente possibile, dato che questo è regolato dal sistema nervoso autonomo che, come dice il nome, non risponde a comandi volontari.
  • Al contrario di molti altri metodi di medicina alternativa, il metodo Bates non suggerisce tecniche in grado di danneggiare il sistema visivo, eccezion fatta per il sunning che potrebbe causare, anche alla prima esposizione, una cecità permanente. Il paziente con problemi di vista, comunque, potrebbe incorrere in un danno anche grave dal mancato utilizzo di occhiali, assolutamente sconsigliati dal metodo Bates; questa scelta potrebbe comportare un peggioramento delle condizioni visive, oltre a un potenziale corredo di sintomi di contorno (come la cefalea) e all’aumentato pericolo di incorrere in infortuni gravi.
  • Oculisti e oftalmologi che hanno conosciuto il metodo Bates rimangono scettici e molto critici. Nel suo libro Fads and Fallacies in the Name of Science, Martin Gardner definisce il lavoro di Bates come un “fantastico compendio di casi risolti incredibilmente esagerati, conclusioni infondate e ignoranza della stessa anatomia.

In conclusione i sostenitori del metodo Bates sono ignoranti dell’anatomia umana, venditori e diffusori di bufale ai danni del popolo credulone. Ci sarebbe materiale più che sufficiente per ipotizzare l’abuso della credulità popolare, però questo è mestiere degli inquirenti e non il mio. Abbiamo visto e riscontrato come facilmente il popolo sia plagiabile dai mercanti, abbiamo visto in questo articolo tutti i riscontri dell’inutilità e della dannosità del metodo Bates. Come diceva Albert EinsteinDue cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.

Marco Dimitri

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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5 Commenti

5 Comments

  1. Elisabetta Kohen

    18 Aprile 2016 at 22:07

    posso ricordarti che molte scoperte della medicina,e della scienza, solo un secolo fa,erano considerate vere e proprie bufale? Le muffe che curano le infezioni, gli estratti di salice contro l’influenza… non più di 100 anni fa erano considerate leggende. E rompere l’atomo? Ma dai,l’atomo è per sua natura indivisibile. Poi è venuta madame Curie,la pennicillina e una cosa che ormai usiamo senza pensarci come l’aspirina. Va bene credere nella scienza,ma la scienza non è un mostro sacro, non deve mai diventare religione. Razionalismo,ok. Ma la ragione è solo un prodotto della mente umana,sempre perfettibile ma MAI perfetta.

    • Carlo

      19 Agosto 2016 at 15:49

      @Elisabetta Kohen:
      Sono perfettamente d’accordo su quanto lei scrive.
      1) Mi permetto solo di aggiungere che la Medicina occidentale (il mostro sacro) non è certo l’unica esistente al mondo: basti pensare alla Medicina orientale, vecchia di millenni, dalla quale anche quella occidentale ha attinto….
      2) Ma la stessa nostra Medicina, che ha fatto progressi veramente enormi e inimmaginabili fino a non molto tempo fa, ha delle pecche e spesso non da poco. Il solo fatto di “dividere” il corpo a fette o a pezzi e di curare solo “quella” determinata parte, mi fa venire i brividi. Per farla breve, ecco un esempio che mi riguarda: ipertrofia prostatica dal 1994. In cura presso l’urologia dell’Ospedale ed anche privatamente da un altro urologo. Ma la mia situazione continuava nettamente a peggiorare. Ho ancora il foglio del reparto urologia con la scritta: “da operare”.
      Senonchè, dopo un grave fatto accadutomi, decisi di cambiare drasticamente ogni cosa: iniziai quella che definisco la mia seconda vita. E’ sufficiente dire che, a differenza di prima, non ho più problemi a rimanere fuori casa anche per diverse ore? Non sono più lo schiavo della mia ipertrofia. E di notte dormo ininterrottamente…..
      Cos’ho fatto? Semplicemente ciò che cura l’intero corpo e che lo rispetta. Semplice, ma solo a dirsi.

  2. Marco Dimitri

    19 Aprile 2016 at 20:50

    La scienza adempie al metodo di Galileo, sperimentazione, annotazione dei risultati, ripetitività dei risultati. Oggi, la scienza, è l’unico strumento evolutivo a nostra disposizione ed è li che vanno messe le energie. Purtroppo l’ignoranza e la furbizia di chi segue e inventa metodi “alternativi fanno in modo di sottrarre energie preziose. Non esiste una scienza alternativa e tantomeno una medicina alternativa, la scienza e la medicina sono UNA soltanto. Per quello che riguarda il metodo di Bates è in antitesi con la morfologia dell’occhio umano, i deficit visivi non sono a carattere nevralgico o contrattivo dei muscoli, i deficit visivi sono dovuti ad anomalie fisiche (cornea, cristallino, retina, nervo ottico, macula ecc.) e non esiste esercizio fisico in grado di fare “guarire”, tantomeno nessun mantra e nessun elemento ancestrale. Bates era un uomo dei primi del ‘900 ma già allora le sue teorie erano talmente incompatibili con l’anatomia umana da fargli prendere una denuncia per abuso di credulità.

  3. Carlo

    19 Agosto 2016 at 15:22

    Buongiorno,
    ho letto l’intero articolo, più per curiosità che per altro e mi ha colpito il vigore “contro” qualcuno. Non ho interessi particolari al riguardo e quindi per me la cosa potrebbe finire qui.
    Ma all’inizio dell’articolo lei ha accennato (solo accennato) alla CATARATTA e questo argomento, sì, mi interessa, perché ho cominciato ad averla ormai molti anni fa.
    Chiedo a lei, come oculista, se esiste un metodo ufficiale alternativo all’operazione. Ne sono davvero interessato e la sua risposta probabilmente potrebbe stupire qualcuno di noi due.

    Infatti, le dico brevemente che all’inizio dello scorso anno mi sottoposi ad una visita oculistica e l’oculista mi disse che ero da operare subito perché avevo “DUE GROSSI CORDONI”. Io mi rifiutai, feci qualcosa per conto mio e dopo 2 (due) mesi tornai per una seconda visita oculistica, ma senza dire nulla della cataratta: ebbene, l’oculista mi parlò della mia miopia e di altro e quando stava per salutarmi, le chiesi come stava la mia cataratta. L’oculista, dopo avermi guardato meravigliata, mi suggerì testualmente: “si faccia vedere tra un anno”.
    Quindi, in quei due mesi, ho fatto sparire i due grossi cordoni fino al punto che l’oculista non aveva notato nulla che fosse riconducibile alla cataratta. Ovviamente queste mie parole sono documentate dai certificati oculistici.
    Per ora non aggiungo altro. Ripeto solo che sono seriamente interessato per quanto riguarda una cura ufficiale alternativa alla cataratta.

    Siccome non sempre vado in internet a girovagare qua e là, la pregherei cortesemente di volermi rispondere alla mail: carlogiuliocolombo@libero.it
    Attendo fiducioso e la saluto distintamente /Colombo

    • Marco Dimitri

      19 Agosto 2016 at 21:45

      Salve, non sono oculista, ho riportato le conoscenze scientifiche ufficiali e messo in guardia sui “metodi alternativi” già ampiamente riconosciuti come bufale.
      Quello che le posso dire riguardo alla cataratta è che l’operazione di sostituzione del cristallino opacizzato è un intervento di routine ed è solutivo. Per quello che ne so, non esistono metodi alternativi a quelli chirurgici, questo è dovuto al fatto che, il cristallino dell’occhio, diventa opaco e col tempo rende molto difficoltosa la visione. E’ comunque un problema facilente risolvibile oggi. L’intervento è indolore e viene sostituito il cristallino con uno artificiale, eventualmente graduato (quindi risolve anche problemi di miopia ed ipermetropia) . Fosse un intervento sulla retina sarebbe molto differente e più complesso con più effetti collaterali ma, trattandosi solo del cristallino non vedo il problema. Poi il suo medico sicuramente saprà come indirizzarla

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Bufale

Tutte le bufale su Carola Rackete e la Sea Watch 3

Dal padre venditore di armi all’assenza di patente nautica, passando per un fantomatico banchetto dei parlamentari Pd a bordo della nave: la comandante è stata investita da un’ondata di fake news

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Mentre Carola Rackete si trova da due giorni agli arresti domiciliari, in rete continua a circolare una lunga serie di notizie false o tendenziose a proposito della chiacchieratissima capitana della Sea Watch 3. Nella maggior parte dei casi si tratta di fake news molto semplici da smascherare, che sono frutto di una palese volontà di disinformare, oppure di rielaborazioni politiche e giornalistiche piuttosto discutibili. Molte delle bufale hanno iniziato a comparire sul web nel corso del weekend scorso, in concomitanza con la notizia dello sbarco dei 40 migranti rimasti a bordo e l’arresto di Rackete da parte della guardia di finanza.

Ma andiamo con ordine. A fianco delle tante discussioni più tecniche, le fake news diventate più virali in rete sono le seguenti: ecco come sappiamo che si tratta di falsi.

1. Il padre di Carola Rackete NON vende armi

Come nella più classica delle macchine del fango, già da sabato scorso ha iniziato a diffondersi sui social la notizia che il papà di Rackete, di nome Ekkehart, sarebbe un mercante di armi, e che l’intera famiglia trarrebbe vantaggio economico dalla destabilizzazione del contesto internazionale. La storia falsa, smascherata inizialmente da GiornalettismoBufale.net e da Bufale per tutti i gusti, è ben presto chiarita: Rackete padre svolge, tra le altre cose, un’attività di consulenza da 7 anni presso l’azienda tedesca Mehler Engineered Defence, un’impresa che non produce armi o dispositivi offensivi, bensì sistemi difensivi di sicurezza,

tra l’altro impiegati sia in campo militare sia in ambito civile.

Se è vero che nel passato di Ekkehart Rackete ci sono anni di esperienza militare, la sua attuale occupazione riguarda (attraverso un’attività di consulenza, lo ribadiamo: quindi in modo parecchio indiretto) la blindatura di mezzi di trasporto, dunque non ha alcun collegamento con i traffici di armi né con i flussi migratori dal continente africano verso l’Europa.

2. Rackete NON è sprovvista di patente nautica

La sparata secondo cui la trentenne tedesca sarebbe priva dei titoli per poter condurre una nave è semplicemente falsa. Da quanto emerge in base alle ricostruzioni che sono state fatte online, sembra che si sia iniziato a sparlare di Rackete come di presunta non-patentata dopo che non si è riusciti a trovare riscontro dell’esistenza della patente né su Google né sui social network. In altre parole, dato che Rackete non aveva mai particolarmente pubblicizzato online l’aver conseguito l’abilitazione nautica, qualcuno ha scambiato l’impossibilità di trovare conferme online con l’inesistenza della patente stessa, oppure – più probabile – ha volutamente raccontato una frottola.

 Sea Watch 3

Secondo le informazioni raccolte finora, in particolare, Rackete avrebbe ottenuto la laurea in Nautica e trasporto marittimo presso la Jade Hochschule di Elsfleth già nel 2011, ricevendo quindi d’ufficio la qualifica di ufficiale di picchetto. Il titolo di comandante, invece, non corrisponde a un’attribuzione formale sancita da un esame, ma è stato conferito sulla base dell’esperienza maturata sul campo.

3. I parlamentari sulla Sea Watch 3 NON hanno banchettato

A partire da una foto (ritoccata) che lo scorso weekend si è diffusa sui social network, è circolata la notizia che i parlamentari che sono saliti sulla Sea Watch 3 ne abbiano approfittato per un lauto pranzetto a base di pesce fresco. In questo caso il debunking è immediato, visto che online è disponibile anche la versione originale dell’immagine, in cui si vede che tutte le persone inquadrate – tra cui alcuni esponenti del Partito democratico e di Sinistra italiana – sono semplicemente seduti sul bordo di un gommone, senza alcuna tavola imbandita al centro dell’imbarcazione.

Sulla sinistra il fotomontaggio, sulla destra la foto originale

I più attenti hanno fin da subito notato anche alcune stranezze nel fotomontaggio, dato che al gommone è stato aggiunto un nome con un evidente errore grammaticale (“gita Sea Wathc” anziché Sea Watch, secondo Bufale.net un possibile riferimento sarcastico alle polemiche sulla cannabis), oltre che un volto ritagliato in malo modo sul lato destro del gommone. Al di là dei dettagli tecnici, qui è palese la volontà di creare un caso politico a partire dal nulla. Interessante, come ha fatto notare Next Quotidiano, che molti diffusori della bufala abbiano continuato a difendere la propria tesi anche dopo essere stati smascherati, sostenendo che i volti corrucciati di alcuni politici siano la prova schiacciante che sono stati colti in flagranza di banchetto.

4. Padre Alex Zanotelli NON ha negato l’incidente di Lampedusa

Dopo la notizia, confermata da Adnkronos, che il padre missionario Alex Zanotelli avrebbe sostenuto la candidatura di Rackete per un premio Nobel, ha iniziato a spargersi la voce di un’ulteriore affermazione dello stesso Zanotelli, secondo cui tutti i fatti di cronaca relativi a Lampedusa sarebbero stati alterati dalla stampa, incluso lo speronamento stesso tra la Sea Watch 3 e la motovedetta della guardia di finanza.

La falsa dichiarazione attribuita a padre Alex Zanotelli

 

In realtà però questa seconda affermazione, che farebbe riferimento a fantomatiche prove del mancato contatto tra le due imbarcazioni, è frutto di una falsa attribuzione. Non risulta infatti alcuna prova, né giornalistica né sotto forma di registrazioni, di una simile tesi sostenuta da Zanotelli. Addirittura, online si trova la medesima storia, con le stesse identiche parole, attribuita a Laura de Clementi, ma è possibile che in realtà sia frutto di una totale invenzione. Sicuramente, invece, simili argomentazioni non si trovano né nelle interviste rilasciate né sui canali social di Zanotelli, quindi fino a prova contraria sono da ritenere informazioni non confermate.

5. Rackete NON è stata intervistata dal Corriere della Sera

Il 30 giugno il Corriere della Sera ha pubblicato (sia sulla versione cartacea sia online) un’intervista a Carola Rackete, nello specifico un botta-e-risposta in prima persona contenente una dozzina di domande. Come diverse persone hanno fatto notare immediatamente dopo la pubblicazione, l’intervista non può essere vera, poiché Rackete non può parlare coi giornalisti mentre è agli arresti domiciliari.

Il titolo dell’intervista (simulata) del Corriere della Sera

 

La situazione è stata parzialmente chiarita dal Corriere stesso, che nell’articolo ha specificato che “la capitana trentunenne è ai domiciliari e non può rilasciare dichiarazioni, ma attraverso i suoi avvocati chiarisce i dubbi sollevati da più parti sul suo comportamento”. Se ne può dedurre, dunque, che l’intervista sia stata ricavata rielaborando le risposte fornite dai legali, trasformandole in un’ipotetica conversazione con Rackete che però non è mai avvenuta.

6. La Sea Watch 3 NON può essere definita “pirata”

In questo caso si tratta di una questione a metà tra i tecnicismi e le strategie di comunicazione. Diversi giornali ed esponenti politici, soprattutto orientati verso destra, hanno più volte utilizzato le immagini di pirata e pirateria per riferirsi a Rackete e all’imbarcazione che ospitava i migranti, nonché ai politici saliti a bordo della stessa Sea Watch 3. Nel caso si tratti di un’immagine evocativa senza alcuna pretesa di correttezza tecnica, allora la questione può essere relegata a una discussione sullo storytelling della vicenda, con tutte le evocative implicazioni giornalistiche e politiche.

La prima pagina de ‘La Verità’ di domenica 30 giugno

 

Qualora invece si volesse valutare tecnicamente l’opportunità di fare riferimento alla pirateria, la risposta sarebbe allora che non ha senso. Come ha dettagliatamente spiegato Il Post, infatti, in questo caso manca il requisito fondamentale di trovarsi all’esterno delle acque territoriali nazionali: quanto accaduto non può rientrare nella fattispecie giuridica cui fa riferimento l’articolo 101 della Convenzione dell’Onu sul diritto del mare, quello che regola la definizione di pirateria.



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Crediti :

Wired

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Bufale

Pietro Crisafulli e la bufala della bimba danneggiata dal vaccino

Una bufala che nasce da un No-Vax e racconta la falsa storia di una bimba danneggiata da un vaccino. Giusto per spargere il panico

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Mi sono imbattuto post su Facebook. Uno di quei post contro i vaccini, scritto palesemente da un no-vax, in un italiano approssimativo.

marco dimitri

Premetto che le vaccinazioni vanno fatte, per varie evidenti ragioni, alcune malattie come il morbillo sono mortali, in più esistono persone immunodepresse, non possono essere vaccinate perchè sofferenti di malattie, ad esempio la leucemia, bambini in età prevaccinale.

Chiedete comunque al vostro medico immunologo, io non ho titolo.

Torniamo al messaggio in oggetto, incorporo da Facebook

“VACCINI, SONO SCONVOLTO. 
Ho assistito oggi, ad una straziante scena al pronto soccorso pediatrico.
Una giovane madre, con una piccola bambina in braccio, ed altri parenti urlavano e piangevano disperatamente. Alla piccola bambina sotto un anno di età, nelle ore precedenti avevano fatto il vaccino. Qualche ora dopo, la bambina stava malissimo, gli occhi che non si vedevano più, febbre alta, tremava, ed urlava. Erano tutti nel totale panico. Sono veramente sconvolto. Parlando poi con i medici del PS pediatrico, concordavano con quello che gli avevo detto, ma alzavano le mani. Anche qualche operatore sanitario, mi diceva i miei non li ho vaccinati, è mai li vaccineró. 
Dobbiamo fare qualcosa, per il bene dei nostri figli, nipoti, è per la nuova generazione. Tutti uniti, fermiamo questi criminali per il bene dell’umanità. Auguri piccola, mi auguro che non sia stata danneggiata.
Pietro Crisafulli

Il messaggio è stato scritto da un certo Pietro Crisafulli, non so chi sia ma la storia raccontata è davvero lacunosa “Alla piccola bambina sotto un anno di età, nelle ore precedenti avevano fatto il vaccino”.

Avevano fatto il vaccino? Non specifica quale tipo di vaccinazione sia stata iniettata alla presunta bambina, nemmeno specifica quale relazione medica abbia assodato  “il vaccino” al malore che  Pietro Crisafulli descrive.L’uomo afferma di trovarsi  in un pronto soccorso pediatrico.

Sempre in un italiano approssimativo, afferma “Parlando poi con i medici del PS pediatrico, concordavano con quello che gli avevo detto, ma alzavano le mani. Anche qualche operatore sanitario, mi diceva i miei non li ho vaccinati, è mai li vaccineró. “. Questa è un’affermazione gravissima, in quanto  il personale medico non fornisce informazioni a terze persone, tantomeno consiglia di non vaccinare.

Anche se è palese essere una bufala inventata e scritta pure male, è stata condivisa da 700 persone. Bisogna sempre controllare la veridicità di ciò che si condivide, la notizia, ad esempio, non appare in nessun giornale, in nessuna  agenzia stampa.

Semplicemente una bufala che potrebbe (dovrebbe) sfociare nel reato, visto che gioca con la vita delle persone più fragili: i bambini.

Oggi una bimba non vaccinata  sta lottando tra la vita e la morte, succede a Verona, la bambina ha 10 anni ed ha contratto il tetano perchè i suoi genitori non l’hanno vaccinata.

Persone che postano messaggi con storie false come il Sig. Pietro Crisafulli, contribuiscono a seminare il panico ed a desistere di vaccinare i propri figli.  La bimba di Verona è una vittima dei No-Vax, non è una vittima del tetano, il tetano l’abbiamo scongiurato grazie ai vaccini.

Il resto della pagina di Pietro Crisafulli è pieno zeppo di offese rivolte all’immunologo Roberto Burioni, offese tipo “somaro” “vaccinati il cervello”. Questo per dire a che punto i No-Vax sono arrivati. Non resta che sperare in una legge severa che punisca questi untori.



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Bufale

Ci risiamo con la fine del mondo: stavolta è il turno dell’era glaciale

Ci risiamo con la fine del mondo, stavolta ecco nuovamente la bufala della mini era glaciale

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Abbiamo davvero troppe fini del mondo, dei camion pieni, potremmo riscrivere la storia del cinema hollywoodiano dove le catastrofi all’ultimo secondo vengono scongiurate dagli americani. Apocalissi zombie, calendari Maya, meteoriti giganti, terremoti come nel film “Magnitudo 10.1”. Nel frattempo la Terra è diventata piatta (e non solo la Terra…).

marco dimitri

Perdonatemi, vado a memoria sul numero delle volte che è stata annunciata la fine del mondo:

Fine del mondo 1 gennaio 2000

Il millenium bug avrebbe fatto impazzire tutti i computer della Terra provocando eventi catastrofici che avrebbero portato inevitabilmente, indovinate dove? Ma alla fine del mondo.

Fine del mondo 2007

Questa è la data stabilita per la fine del mondo da un pazzo: il pastore battista Pat Robertos, che tra l’altro ha predetto l’Apocalisse innumerevoli volte, una delle quali il 29 aprile 2007.

Fine del mondo 2011

Secondo Harold Camping, il mondo sarebbe finito il 21 maggio 2011 perchè quel giorno, una serie di potenti terremoti avrebbe distrutto tutto.  Ora, una delle cose fondamentali che tutti dovrebbero sapere è che i terremoti non sono prevedibili.  Infatti non vi fu alcun terremoto apocalittico quel giorno. Harold Camping non si perse d’animo e spostò la fine del mondo al 22 ottobre dello stesso anno. Ovvio: non accadde nulla.

Fine del mondo 2012

Il calendario Maya chiudeva il proprio ciclo il 21 dicembre 2012, infatti, il mondo sarebbe dovuto finire grazie a quella che era stata chiamata “l’Apocalisse Maya” (siamo ancora qui).

Altra previsione di fine del mondo da parte del leader del gruppo eBible Felloship di Philadelphia, Chris McMann che aveva avvertito che il mondo sarebbe addirittura stato distrutto da un incendio il 7 ottobre 2015. McCann, quando ciò non avvenne si dichiarò addirittura sorpreso.

Fine del mondo 2017

Un appassionato di “numerologia”, David Maede, il 15 ottobre 2017 sarebbero iniziate sofferenze per 7 anni che avrebbero portato alla fine del mondo.

Fine del mondo 2019

Eccoci arrivati alla bufala del ritorno dell’era glaciale.

Stavolta è un pessimo giornalismo a diffondere titoli catstrofici:

Anche se il titolo è virgolettato, cioè riporta una frase detta da altri, Tiscali News continua affermando che è a rischio la vita sulla Terra. Anzi, altri esperti confermerebbero ma spostando l’era glaciale a qualche anno in più, giusto il tempo di finire di pagare le rate della lavastoviglie.

Meteoweb, un sito conosciuto per i titoloni “catastrofici” (una nuvola diventa un uragano) questa volta riduce il fenomeno parlando di una mini era glaciale, un termine usato anche da Sky News e da tanti altri che non controllano i dati scientifici, la fondatezza delle notizie e via dicendo.

Cosa sia una mini era glaciale ancora non ci è dato saperlo. Un termine improprio per dire basta “allarmismo”.

 

 

Circa ogni due anni siamo siamo bombardati da titoli di notizie allarmistiche e che ripetono il mito secondo cui la Terra è diretta verso una “mini glaciazione” imminente. È successo nel 2013, nel 2015, e di nuovo di recente a fine 2017.

Questa volta, il mito sembra essere stato scatenato da un’intervista di Sky News con la professoressa di matematica della Northumbria University, Valentina Zharkova. La notizia è stata subito ripresa dal Daily Mail, International Business Times, Sputnik News, Metro, Tru News e altri. Zharkova era anche dietro le “mini glaciazioni” nel 2015, basandosi sulle sue ricerche che prevedono come il Sole entrerà presto in una fase tranquilla. Tuttavia ci si dimentica che, se il Sole esaurirà l’idrogeno, il problema sarebbe inverso, la prima emergenza sarebbe il caldo, non il freddo! Questo perchè prima di spegnersi si espanderà come spiega Wikipedia :

Il Sole si trova a circa metà della propria sequenza principale. Al termine di questo periodo di stabilità, tra circa 5 miliardi di anni, il Sole entrerà in una fase di forte instabilità che prende il nome di gigante rossa: nel momento in cui l’idrogeno del nucleo sarà totalmente convertito in elio, gli strati immediatamente superiori subiranno un collasso dovuto alla scomparsa della pressione di radiazione delle reazioni termonucleari. Il collasso determinerà un incremento termico fino al raggiungimento di temperature tali da innescare la fusione dell’idrogeno negli strati superiori, che provocheranno l’espansione della stella fino ad oltre l’orbita di Mercurio; l’espansione causerà un raffreddamento del gas (fino a 3500 K), motivo per il quale la stella avrà una colorazione fotosferica tipicamente gialla intensa.

Il punto più importante da tenere in considerazione è che la ricerca scientifica è chiara: se si verifica un grande minimo solare potrebbe ridurre temporaneamente le temperature globali di meno di 0,3 ° C, mentre gli esseri umani stanno già provocando un riscaldamento di 0,2 ° C per decennio.

La differenza di temperatura media globale è indicata per il periodo di tempo 1900-2100 per lo scenario di emissioni IPCC A2. La linea rossa mostra il cambiamento di temperatura previsto per il livello corrente di attività solare, la linea blu mostra il cambiamento di temperatura previsto per l’attività solare al livello molto più basso del Maunder Minimum e la linea nera mostra le temperature osservate fino al 2010. Illustrazione: Feulner & Rahmstorf (2010) in Geophysical Research Letters by SkepticalScience.com

 

Quindi il Sole poteva solo compensare al massimo il valore di 15 anni di riscaldamento globale causato dall’uomo, e una volta terminata la sua fase silenziosa, il sole avrebbe aiutato ad accelerare ancora una volta il riscaldamento globale.

Il termine improprio “mini glaciazione”

Il mito deriva in ultima analisi da un periodo in cui gli scienziati del clima hanno coniato “The Little Ice Age” (LIA). Si trattava di un periodo modestamente freddo che va da circa il 1300 al 1850. Era particolarmente freddo nel Regno Unito, dove a volte il fiume Tamigi si congelava e si svolgevano le “fiere del gelo”.

Una squadra guidata dal fisico dell’università di Reading e dall’esperto solare Mike Lockwood ha scritto un documento che esamina la scienza alla base di fiere del gelo, macchie solari e LIA. Comprendeva la figura sottostante che mostra le temperature dell’emisfero settentrionale insieme al numero di macchie solari e il livello delle particelle vulcaniche nell’atmosfera nel corso dell’ultimo millennio:

Il numero di macchie solari, le temperature dell’emisfero settentrionale e la profondità ottica dell’aerosol vulcanico (AOD) intorno al periodo della piccola era glaciale. Illustrazione: (2017), News & Reviews in Astronomy & Geophysics

 

Durante le ere glaciali, le temperature sono state generalmente inferiori di 4-8 ° C rispetto ai tempi moderni. Come mostra questa figura, durante la LIA, le temperature erano al massimo di circa 0,5 ° C più fredde rispetto all’inizio del 20 ° secolo. Così, Lockwood definisce la “piccola era glaciale” un termine improprio. “Come affermano gli autori:

Rispetto ai cambiamenti delle ere glaciali, la cosiddetta “piccola era glaciale” (LIA) è un clima e una perturbazione sociale di breve durata e mitezza.

Per fare un confronto, le temperature sono aumentate di un intero 1 ° C negli ultimi 120 anni e di 0,7 ° C negli ultimi 40 anni.

 

L’influenza minima minima solare sul clima

Il minimo di Maunder era un periodo di tranquilla attività solare tra il 1645 e il 1715 circa. Si riferisce spesso a intercambiabilmente con la “Piccola era glaciale”, ma quest’ultima durò secoli più a lungo. In effetti, durante la LIA si sono verificati tre minimi solari separati, che includevano anche periodi di attività solare relativamente più elevata. Altri fattori come le eruzioni vulcaniche e le attività umane hanno contribuito alle temperature fresche. Infatti, un documento del 2017 guidato dal Mathew Owens dell’Università di Reading ha concluso:

Le simulazioni di modelli climatici suggeriscono che molteplici fattori, in particolare l’attività vulcanica, sono stati cruciali per causare le temperature più fredde nell’emisfero settentrionale durante la LIA. Una riduzione della radiazione solare totale probabilmente ha contribuito alla LIA ad un livello paragonabile al cambiamento dell’uso del suolo [da parte dell’uomo].

Simulazioni delle variazioni di temperatura dell’emisfero settentrionale risultanti da singoli fattori climatici, rispetto ai cambiamenti osservati nel pannello superiore. Il pannello inferiore mostra una simulazione senza modifiche ai fattori climatologici, per illustrare il livello di variabilità naturale nel clima. Illustrazione: Owens et al.Owens et al. (2017), Journal of Space Weather and Space Climate

Diversi studi hanno studiato il potenziale impatto sul clima di un futuro grande minimo solare. In ogni caso, hanno concluso che un periodo solare così calmo causerebbe meno di 0,3 ° C di raffreddamento, che come precedentemente notato, avrebbe temporaneamente compensato non più di un decennio e mezzo del riscaldamento globale causato dall’uomo. Queste stime basate su modelli sono coerenti con la quantità di raffreddamento che si è verificata durante i minimi solari nella LIA.

È imminente un altro grande minimo solare?
Anche se avrebbe un impatto relativamente piccolo sul clima, è comunque interessante chiedersi se siamo diretti verso un altro periodo solare tranquillo. Zharkova la pensa così. Il suo team ha creato un modello che cerca di predire l’attività solare e suggerisce che un altro minimo solare si verificherà tra il 2020 e il 2055. Tuttavia, altri scienziati solari hanno criticato il modello come troppo semplice, creato sulla base di soli 35 anni di dati, e non riuscendo a riprodurre accuratamente l’attività solare passata.

Ilya Usoskin, capo della stazione Cosmic Ray di Oulu e vicedirettore del Centro di eccellenza ReSoLVE ​​nella ricerca, ha pubblicato una critica del modello solare di Zharkova che ha fatto questi punti. Ancora più importante, il modello fallisce nel riprodurre l’attività solare nota in passato perché la squadra di Zharkova tratta il sole come un sistema semplice e prevedibile come un pendolo. In realtà, il sole ha un comportamento più casuale e imprevedibile (in termini scientifici, “stocastico”):

Ad esempio, un pendolo perfetto: se hai visto alcuni cicli del pendolo, puoi prevederne il comportamento. Tuttavia, l’attività solare è nota per essere un processo non stazionario, che principalmente non può essere previsto (l’orizzonte di previsione per l’attività solare è noto per essere di 10-15 anni). La predizione deterministica non può essere fatta a causa della componente stocastica essenziale.

Immagina un flusso d’acqua molto turbolento in un fiume rapido, e lanci un piccolo bastone di legno nell’acqua e lo rintraccia. Poi lo fai la seconda volta e la terza volta … ogni volta che il bastone finirà in posizioni molto diverse dopo lo stesso periodo di tempo. Il suo movimento è imprevedibile a causa del componente stocastico turbolento. Questa è esattamente la situazione con l’attività solare.

Lockwood concorda sul fatto che non abbiamo ancora una comprovata teoria predittiva del comportamento solare. Ha pubblicato ricerche che esaminano la gamma di possibili evoluzioni solari basate sui periodi passati in cui il Sole si trovava in uno stato simile ad oggi, ma come dice lui, “questo è il meglio che penso che possiamo fare al momento attuale!”

Anche il fisico solare Paul Charbonneau dell’Università di Montreal era d’accordo con Usoskin. Mi ha detto che mentre gli scienziati stanno lavorando per simulare l’attività solare, compreso l’uso di modelli semplificati come quelli di Zharkova,

sugli standard dei modelli di dinamo contemporanei, il loro è estremamente semplice, in realtà banale, semplicistico … Per estrapolare un tale modello al di fuori della sua finestra di calibrazione, è necessaria un’ipotesi extra, molto forte: che i sistemi fisici alla base della generazione del campo magnetico mantengano la loro coerenza (Fase, ampiezza, ecc.). Come ha già spiegato la mia collega Ilya Usoskin, è improbabile che ciò avvenga nel caso del ciclo di attività solare.

Perché questo mito non morirà?

Zharkova crede che il suo modello solare sia corretto, ma nel migliore dei casi può solo cercare di prevedere quando si verificherà il prossimo periodo solare tranquillo. La sua influenza sul clima della Terra è al di fuori della sua esperienza, e la ricerca sottoposta a peer review è chiara che sarebbe un impatto minimo.

Zharkova non è d’accordo – l’ho contattata e lei mi ha detto che crede che un grande minimo solare avrebbe un effetto di raffreddamento molto più grande. Tuttavia, ha anche fatto riferimento a miti a lungo sfatati sul riscaldamento globale su Marte e Giove, e ha fatto un commento su “i predicatori del riscaldamento globale”. È chiaramente appassionata della sua ricerca, e ha la credibilità che viene con la pubblicazione di studi peer-reviewed su attività solare. Forse questi fattori motivano i giornalisti a scrivere queste frequenti storie di “mini glaciazione”.

Ma le credenze sulla scienza del clima di Zharkova sono irrilevanti. Mentre ha creato un modello che prevede un imminente periodo di silenziosa attività solare, altri scienziati hanno identificato gravi difetti nel modello, e in ogni caso, la ricerca ha dimostrato che un altro minimo solare avrebbe solo un impatto piccolo e temporaneo sul clima della Terra.

In questo momento critico …

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