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Metodo Bates, solo una grande bufala

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Il Metodo Bates trae il nome dal suo ideatore William Horatio Bates, un medico nato nel 1860 in America. Pieno di errori ed anche dannoso come accade per tutte le pseudoscienze

l Metodo Bates: vedere meglio o esserne convinti? William Horatio Bates, un medico nato nel 1860 in America, nel 1919 pubblicò un libro autoprodotto dal titolo “The cure of imperfect eyesight by treatment without glasses” (“La cura dei problemi di vista con trattamento senza occhiali” in Italia conosciuto come “Vista perfetta senza occhiali“). Il medico americano sosteneva di aver scoperto un nuovo metodo che migliorava (e risolveva) notevolmente i problemi di vista senza l’uso di lenti o di interventi chirurgici. Dei semplici esercizi avrebbero consentito ai miopi ed a chi riferiva di “vedere male” di tornare ad una visione perfetta. Bates asseriva di poter curare miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia ma anche malattie infettive dell’occhio ed altre come la cataratta ed il glaucoma. Gli occhiali e le lenti da vista erano praticamente da abolire (per il metodo Bates erano inutili ed addirittura peggioravano i difetti di vista).

Prima di entrare nel merito medico della vicenda vediamo quanto di scientifico vi sia nel metodo Bates per capirne intanto l’attendibilità

E’ già l’assunto iniziale a smentire il metodo Bates. I difetti di vista più comuni (miopia, presbiopia, ipermetropia, eccetera…), sono causati da un’anomalia del bulbo oculare (che si presenta per esempio più allungato o “schiacchiato”) o del cristallino (la “lente” naturale presente nel nostro occhio). Il nostro cristallino si curva, diventa più spesso, si avvicina alla cornea, attua insomma una serie di trasformazioni utili a “vedere bene” adattandosi alle varie situazioni, questo processo si chiama “accomodamento”. In condizioni patologiche (o per l’età, uno dei fattori che possono condizionare la vista) queste capacità possono mancare o diventare insufficienti.

metodo Bates

Secondo il metodoBates invece, i difetti di vista derivano tutti da un’eccessiva tensione muscolare (dei muscoli esterni all’occhio) che causa continuo sforzo dell’occhio e quindi conseguentemente da stanchezza dell’apparato visivo ma anche da “stanchezza mentale”. Rilassare l’occhio, la mente ed i muscoli quindi (secondo lui) farebbe riacquistare la vista perduta. Sempre secondo Bates, l’occhio di chi ha difetti di vista, sarebbe tanto stanco da “muoversi di meno” ed i suoi esercizi avrebbero riportato alla normalità anche questo difetto.
L’idea del metodo Bates quindi appare assolutamente priva di senso: un’eccessiva “tensione muscolare” può rendere momentaneamente difficile una visione rilassata (come quando stiamo troppo tempo davanti ad un monitor) ed a lungo andare contribuire ad alterare la vista ma non esistono esercizi che possano modificare la forma del globo oculare o la struttura del cristallino.

Alcuni elementi non giocano a favore del medico che diede nome al metodo. Iniziamo dalla personalità.

Bates utilizzò racconti aneddotici e “casi personali” come prove scientifiche dell’efficacia del suo metodo, non ha mai pubblicato nulla di scientifico ed utilizzava la scusa del complotto nei suoi confronti per giustificare il disinteresse della #medicina al suo metodo. Tra le tante “stranezze” contenute nel libro di Bates anche quella di riuscire a diagnosticare un problema di visione già dalla fotografia di un individuo.

In senso positivo Bates fu un pioniere dell’adrenalina. Ne studiò i suoi effetti e la utilizzò sull’occhio. Soffrì anche in maniera profonda di disturbi della memoria tanto da perdere per due volte l’orientamento e venire ritrovato dopo lunghe ricerche. Forse anche per questo riteneva la memoria una qualità fondamentale per una buona vista.
Gli esercizi proposti dal metodo Bates variano dalla visione di luci intermittenti, esercizi di coordinazione mano-occhio, visione di luci colorate ma anche il dormire in una posizione particolare e saltare su un tappeto elastico. Il tutto migliorerebbe (guarirebbe, secondo molti “terapeuti”) i problemi di vista e migliorerebbe anche la qualità di vita, il quoziente intellettivo e le prestazioni fisiche e psicologiche. Un po’ troppo mi sembra.

Dal punto di vista medico, anomalie della vista (comunissime) come la miopia, l’astigmatismo o la presbiopia, sono condizioni (presenti dalla nascita o acquisite con l’età) che dipendono da variazioni di conformazione delle strutture dell’occhio come il bulbo oculare, la cornea o il cristallino. L’anomalia di queste strutture non può essere migliorata da nessun “esercizio” oculare. Possiamo quindi definire già così errata la teoria del metodo Bates.
Tra i vari esercizi vi è anche il “palming” (in italiano “palmeggiamento”, considerato l’esercizio principale del metodo), una sorta di “diagnosi” estemporanea dei problemi della vista che serve anche come terapia.

Secondo Bates, chiudere gli occhi (senza “sforzarli”) e coprirli con il palmo della mano permetterebbe di capire se si hanno problemi di vista: chi vede, con gli occhi chiusi e coperti, un nero perfetto non ha nessun problema di vista, chi invece vede grigio o sfumature o colori ha un problema da risolvere.
C’è un particolare che sfugge a Bates: nessuno vede in quelle condizioni “perfettamente” nero. Per vari motivi (anche per meccanismi fisici o per stimolazioni esterne) tutti noi vediamo un nero con sfumature di grigio, spesso piccoli lampi, scintille, velature chiare. E’ assolutamente normale e non dipende da eventuali problemi di vista.
La cura per rilassare gli occhi “malati” sarebbe proprio quella di coprirli con il palmo delle mani immaginando un nero perfetto, anche degli oggetti neri come un vestito o un vaso nero.

Il tutto condito da termini e concetti molto astratti:evasione dal corpo fisico“, “pensiero positivo“, eccetera, che hanno poco in comune con le strutture anatomiche che provocano i disturbi oculari. Si legge in un sito “ufficiale” dedicato al metodo in questione:

Bates non poté fare a meno di notare questa costante: gli occhi di chi ha problemi visivi si muovono molto di meno di chi ha una vista normale, e il rifiuto del movimento si estende anche a molti altri campi, coinvolgendo il corpo le emozioni e il pensiero.

E’ un suo riferimento ricorrente alle “emozioni” ed addirittura ai “traumi psicologici” collegati arbitrariamente ai difetti di vista tra i tanti proposti da chi appoggia il metodo Bates.
Il “palming”, è l’esercizio più importante per il rilassamento oculare per Bates.
Ci sono comunque esercizi previsti dal metodo assolutamente ridicoli ed imbarazzanti come fissare le lettere scritte in un pannello dondolando continuamente la testa, leggere caratteri piccolissimi pensando a cose piacevoli e così via.
Ma è il turno del classico consiglio pericoloso che in tutti i metodi alternativi non manca mai: fissare il Sole. Con gli occhi aperti o chiusi, dopo adeguato esercizio, fissare il Sole direttamente. Lo chiamano “sunning“.

Ora, è inutile sottolineare l’inconsistenza di questa pratica (non provateci…) che ha già causato diversi danni ma è bene stabilirne l’inutilità assoluta: lo stesso Bates non ha spiegato cosa provocherebbe (a parte i danni) la visione diretta del Sole (sembra esserci un riferimento al “riscaldamento dei vasi sanguigni dell’occhio”).
Secondo Bates persino i gravissimi danni retinici che si possono provocare in seguito a errate esposizioni degli occhi al sole sono solamente un prodotto dell’immaginazione causata da sforzo mentale. Anche in questo caso Bates non dimostra come mai un danno fisico gravissimo e direttamente collegato ad un agente dannoso come la luce del Sole, possa essere prodotto da “forze mentali”.

metodo Bates

Già nel 1929 la Federazione del commercio statunitense denunciò Bates per pubblicità ingannevole proprio perchè già a quei tempi i fondamenti dell’ottica umana erano già noti. Negli anni successivi molti oculisti americani criticarono selvaggiamente le idee di Bates giudicandole errate nei concetti di base e pericolose perchè potevano aggravare i disturbi visivi esistenti in chi si sottoponeva a quelle “cure”.

Con il tempo il metodo Bates si è diffuso nel mondo ed oggi esistono diversi gruppi che lo propongono anche via internet

Sono in vendita veri e propri kit per seguire la terapia con tanto di DVD, manuali e schede di valutazione e qualcuno ha pensato anche di unire al metodo Bates termini come “medicina olistica” “naturopatia” “terapia vibrazionale” e com’è tipico in tutti i metodi non riconosciuti dalla medicina prima o poi si finisce per mischiare pseudomedicina con magia e superstizione.

Cercando in internet qualcosa sul metodo Bates ci si imbatte in situazioni imbarazzanti. Si entra praticamente nel paranormale. Nessuna spiegazione scientifica o almeno plausibile dal punto di vista medico, è tutto spostato sul piano filosofico ed a volte assolutamente cialtronesco. Come giudicare ad esempio passi come questo:

Chi ha problemi visivi sembra cercare costantemente di crearsi un ambiente “sicuro”, dove le cose cambino il meno possibile e le attività non siano intense, provochino meno cambiamenti possibili. E l’ambiente più stabile e sicuro finisce per essere il proprio pensiero, forgiato appunto su certezze e “punti fermi”. E quindi si cerca di privilegiare una vita il più possibile “pensata” (e non vissuta).

È importante comprendere che questo atteggiamento crea una intera visione del mondo, basata sulla rigidità: si cerca di “fermare il mondo”. A volte nei gruppi vengono a galla situazioni dell’infanzia in cui, di fronte ad un trauma come mamma e papà che litigano, si è cercato di fermarli; come? Partendo da sé, fissando lo sguardo e smettendo di respirare e irrigidendo tutto il corpo e pensando NO, NO!

Queste parole sono scritte in un sito italiano che pubblicizza il metodo Bates come cura certa e definitiva dei “problemi della vista” e parla di traumi e shock psichici come causa per i problemi come la miopia. Per fare un esempio, sempre lo stesso sito (che non cito per non pubblicizzarlo ma si trova con una breve ricerca) dice:

Cosa propone Bates riguardo a questo punto? Il suo approccio è in fondo simile a quello del Buddismo e altri sentieri spirituali: la radice della tensione mentale, che a sua volta genera problemi alla vista sta nella titanica e disperata lotta contro l’esistenza e le sue leggi, in particolare contro quella che citavamo all’inizio: tutto scorre, tutto si muove, tutto si trasforma, nessuna cosa è MAI stabile. Bisogna cambiare punto di vista, smettere di lottare e rilassarsi consapevolmente e volonterosamente.

Buddismo? Sentieri spirituali? Da quando in qua un problema di vista si risolve con la “lotta contro l’esistenza” o la “spiritualità”?
Puzza di bufala…e tanto e tutti i siti che pubblicizzano il metodo fanno affermazioni di questo tenore. In effetti non esiste nessuno studio che dimostri l’efficacia di tale metodo Bates, nessuno di coloro che lo pubblicizza e lo pratica ne ha mai fatto una statistica. E’ anche noto che la maggioranza della clientela è “arruolata” con il passaparola. Si forma una sorta di “gruppo di lavoro” nel quale chi ha problemi visivi segue le direttive del terapeuta ed impara gli esercizi. C’è chi ha chiamato questo metodo “terapia visiva comportamentale” perchè agisce più sul comportamento e sulla psiche dell’individuo che sul suo problema di visione (che alla fine è un’anomalia anatomica, un problema fisico, non psicologico…).

Chi si sottopone a questi metodi ha reazioni differenti: alcuni sono entusiasti altri delusi e scontenti. Gli entustiasti però non hanno mai dimostrato ad un esame clinico di aver realmente migliorato i loro problemi di visione. Si può dire con sufficiente sicurezza che si tratta di una sorta di “effetto placebo” visivo: alcuni individui si convincono di vedere meglio perchè questo è lo scopo del metodo Bates ma in realtà non hanno migliorato per nulla il loro problema. Un “effetto placebo visivo”?
Probabile.

I casi di persone “guarite” dal metodo sono descritti solo nei siti che pubblicizzano la cura (e descrivono interviste rilasciate dopo qualche giorno la fine dei corsi, se non dopo pochi minuti dal corso) non esistono “follow up” dei pazienti e molti si sono dichiarati guariti ma indossano lo stesso i loro occhiali. Il sospetto di un effetto placebo è quindi molto forte.
Qualcuno obietta che un effetto placebo sia impossibile nel campo della visione, se una persona vede bene non può credere di farlo, evidentemente vedrà realmente meglio di prima ma questo, riguardo il metodo Bates non è corretto in quanto la maggioranza delle persone che hanno dichiarato di “vederci meglio” lo hanno fatto pochissimo tempo dopo le “sedute terapeutiche”, senza alcun controllo a distanza. Esistono anche alcuni casi di vera e propria truffa.

Si invita il “corsista” a leggere alcune lettere di un pannello a sfondo bianco (e lettere nere) e si avrà un risultato. Si invita poi la stessa persona a coprire gli occhi con le mani (il “palming” previsto proprio dal metodo Bates) per alcuni secondi e rilassare la mente. Appena scoperti nuovamente gli occhi si invita a leggere un altro pannello questa volta a sfondo nero con lettere bianche ed il soggetto riuscirà a leggere molte più lettere, anche le più piccole. Sembra un risultato eclatante.
E’ invece la conseguenza dell’esaltazione delle lettere bianche che segue il momento di “buio” causato dal “palming”. I nostri occhi per qualche secondo (anche per alcuni minuti) risultano più sensibili alla luce e di conseguenza anche più “sensibili” alle lettere bianche su sfondo nero.

metodo Bates

Gli “occhiali bufala” basati sul Metodo Bates e venduti con promesse di guarigione miracolosa. Sono l’ultimo grido della “medicina” alternativa i cui effetti curativi, come noto, sono inesistenti.

E’ lo stesso fenomeno che accade quando restiamo abbagliati dalla luce del mattino appena svegli oppure se accendiamo la luce in una stanza nella quale eravamo al buio da un po’ di tempo: quella luce sembrerà “illuminare di più”. Allo stesso modo, le lettere bianche su sfondo nero, dopo un periodo di “buio”, sembreranno più nitide.
Un’ulteriore prova che i “risultati” del metodo non sono reali ma solo una illusione temporanea.

In realtà esistono anche diversi esperimenti che dimostrano come convincersi di vedere meglio faccia percepire un miglioramento della visione senza per questo assistere ad un miglioramento reale. Il condizionamento psicologico nel miglioramento apparente della vista è stato anche studiato ed ha confermato questa possibilità.
L’assoluta inconsistenza delle ricerche che sostengono le idee di Bates sono evidenti anche perchè non esiste una statistica specifica che controlla i risultati di questo metodo ed i “pazienti”, dopo “la cura” sono praticamente abbandonati senza alcun controllo delle condizioni successive al trattamento (tranne ripetere i corsi, pagando di nuovo).

In realtà chi segue il metodo Bates non corre rischi particolari (eccetto quello derivante dall’assurda visione diretta del Sole) se non quello di tralasciare la cura della vista e non approfittare dei metodi correttivi esistenti (aggiungo anche quello di spendere inutilmente i propri soldi).
Discutibile anche il lato commerciale di questo metodo. Di fronte a promesse di miglioramenti eccezionali si mischiano quasi sempre concetti scientifici ad argomenti “alternativi”, si “vende” il metodo con mezzi assolutamente non corretti (multilevel marketing, corsi itineranti, settimana vacanze) non si forniscono spiegazioni scientifiche o plausibili che permettano di comprendere meglio gli scopi di questa tecnica, la diffusione di questa pratica insomma non ha l’aspetto di un metodo dalle basi scientifiche ma di una vera e propria vendita pubblicitaria, come i prodotti dimagranti miracolosi o quelli anticalvizie.
Non esiste quindi nessuna ragione nè evidenza che consigli a chi ha problemi di vista l’utilizzo di questo metodo che potenzialmente potrebbe risultare anche pericoloso.

Tratto da Nedbunker.blogspot.it

Gli occhiali stenopeici

Ultimamente sono venduti un po’ ovunque e, su Internet, è esplosa la mania collettiva, come accade per ogni pseudoscienza, fa da garante il semplice utente o il venditore, l’unico a trarne profitto.
In sostanza si tratta di occhiali in plastica privi di lenti correttive, al loro posto ci sono due specie di “scolapasta” cioè tanti buchi più o meno ravvicinati, alcuni conici ed altri piramidali. In realtà non sono un oggetto nuovo, sono sul mercato da molti anni e mai hanno guarito qualcuno. Chi vende questi occhiali spesso promette miglioramenti della miopia. In un noto sito di vendite online un venditore di occhiali stenopeici riporta:

  • I fori stenopeici lasciano passare solo uno stretto fascio di luce negli occhi, migliorando la messa a fuoco
  • Aiutano a rilassare i muscoli dell’occhio, riducendo l’affaticamento. Riducono la dipendenza da occhiali.
  • Indossare questi occhiali anche solo 15 minuti al giorno contribuirà a migliorare la vista in poche settimane. Circa 10-20% dei miglioramenti della vista già dopo 2-4 settimane, con uso quotidiano
  • Adatto per adulti e bambini. Nella confezione troverete un set di occhiali a fori stenopeici neri

Ora, è palese che i deficit visivi abbiano una natura fisica dovuta ad anomalie dell’occhio, cornea, cristallino ecc. Non esiste alcun esercizio fisico in grado di sanare queste anomalie, quindi questi occhiali non migliorano la vista assolutamente. La sensazione di “vedere meglio” è dovuta alla restrizione della luce che arriva alla retina, un po’ come accade col diaframma di una macchina fotografica, meno luce arriva e più è profonda la messa a fuoco. Potete fare una prova voi stessi, prendete un cracker, non sto scherzando, prendete un cracker…

Batesmetodo Bates

Preso il cracker? Bene,  guardateci attraverso, guardate attraverso i piccoli fori, concentratevi qualche istante e vedrete che tutte le immagini e gli oggetti nella vostra stanza risulteranno più nitidi ed a fuoco.  Provate a leggere il display del vostro cellulare, anche questo apparirà più a fuoco. Non è nulla di sovrannaturale, la visione risulta migliore perchè nel vostro occhio entra minore luce ed i raggi luminosi arrivano paralleli. Ovvio non guarirete dalla miopia o dagli altri deficit visivi ma effettivamente avrete una migliore visione.

In sostanza gli occhiali stenopeici non sono altro che pezzi di plastica con tanti fori, possono servire se avete rotto i vostri occhiali o perso una lente a contatto, possono servire per brevi momenti ma non separatevi mai dalle vostre lenti correttive.

I mercanti, allo scopo di vendere questi occhiali, utilizzano termini che vanno dal drammatico al risibile, come ” Bio-Occhiali “, forse per solleticare i seguaci del “biologico” (che biologico non è),  e ci troviamo di fronte ad occhiali venduti in erboristeria… tra un po’ compreremo anche i computer in erboristeria, i bio-Acer, i Bio-Iphone, i Bio-Windows, l Bio-Mac…

Spesso gli occhiali stenopeici sono made in China, del resto sono in plastica, i costi sono bassissimi. I mercanti si dividono, c’è chi li vende ad 1 Euro su Ebay o su Amazon, c’è chi li vende a 40 Euro e gli chiama “Occhiali stenopeici AA bodyguard“.  Non avendo lenti ma soltanto dei fori, anche se egregiamente fatti, le differenze variano nella montatura e nel tipo di griglia, comunque sempre realizzati con materiali plastici o di bassissimo costo che mai arriverà a superare i 5 Euro a stare larghi.

C’è inoltre il diretto ed indiretto suggerimento di ridurre “dipendenza” da lenti correttive e dai comuni occhiali, questo purtroppo può, col tempo, aggravare la vista.  “Adatto per adulti e bambini” si legge in qualche e-commerce. Un adulto è responsabile, forse, di quello che fa, se è disinformato sono affari suoi ma, un bambino, con miopia non ancora stabile, rinunciando agli occhiali correttivi prescritti dal medico, può subire danni di diversa natura e, sovente, sono proprio gli adulti che, pensando di fare la cosa giusta, li sottopongono a terapie che terapie non sono. Torno a ricordare che sono metodi rigettati dalla comunità scientifica, Bates è stato screditato da più di cento anni!

La scienza non è una persona e non è un’opinione, adempie al metodo di Galileo ed è l’insieme dei riscontri ripetibili che sono stati pubblicati. Il resto è ignoranza, fanatismo, religione.

La miopia, giusto per menzionare un’anomalia che hanno parecchie persone, è dovuta al fatto che i raggi luminosi che passano attraverso la cornea, il cristallino, convergono nel bulbo oculare in modo errato fino davanti alla retina invece che su questa. Quindi è in sintesi un difetto meccanico che solo una lente correttiva con curvatura e spessore riesce ad ammortizzare.  Gli occhiali stenopeici non correggono assolutamente nulla perchè privi di lenti e l’illusione di una migliore messa a fuoco è solo dovuta al fatto che, nell’occhio, arriva molta meno luce, con tutte le conseguenze che può comportare.

Inoltre, la visione a “griglia” di questi occhiali è una visione innaturale, le immagini percepite sono ampiamente sottoesposte e l’occhio (cornea, cristallino, retina, nervo ottico macula) è stimolato solo in alcune parti, la griglia nera sarà sempre presente anche se il cervello si abituerà ad ignorarla. La risultante è la stimolazione visiva solo in alcuni punti dell’occhio, in pratica alcune parti dell’organo visivo rimangono “in sonno”. Chiedete sempre ad un medico oculista (non ad un semplice ottico, non ad un erborista, non ad un commerciante… Ricordo che stiamo parlando di medicina, di salute, di oftalmologia) parere e consigli prima di calzare qualsiasi tipo di occhiale.

UNA CARRELLATA DI SITI CHE VENDONO OCCHIALI BASATI SUL METODO BUFALA DI BATES

Non è mia intenzione rompere le uova nel paniere ai mercanti che, in una maniera o nell’altra, fanno il loro lavoro, devono pure vivere. Purtroppo non si tratta di maghi o cartomanti, si tratta di disinformazioni mediche che possono condurre anche a serie conseguenze.

Il sito metodobates.it è interamente dedicato al ciarlatano Bates, con tanto di corsi dal costo di 1.700 Euro più IVA. Ora, un medico navigando questo sito, con tutto il rispetto, non può che farsi due risate leggendo le disinformazioni, tra cui alcune di una certa gravità, a mio parere:

Ma non bastano un paio d’occhiali?

Gli occhiali e le lenti a contatto non sono una cura  per nessuna di queste condizioni anzi, spesso, molto spesso, anzi sempre… le aggravano, esattamente come una sedia a rotelle non insegna a camminare. Se vuoi saperne di più, vai a o gli occhiali o la vista!

E le attività del metodo Bates, invece?

Il metodo Bates insegna ad utilizzare gli occhi e la mente nel modo naturale, diventando consapevoli di tutte le interferenze e cattive abitudini che abbiamo inconsapevolvente assorbito. È semplice e naturale.
Trovi i concetti base a i principi di base

E funzionano?

Sempre e invariabilmente. A patto di farle con consapevolezza.

Si tratta di una novità?

No, Il dott W. Bates ha elaborato e applicato il metodo Bates (Visual Training, o Natural Vision Improvement) quasi un secolo fa. Da questo nucleo è nata una disciplina olistica che ha aiutato a risolvere i problemi visivi di milioni di persone in tutto il mondo. È recentemente apparso un sito totalmente dedicato alla figura e all’opera di W. H. Bates

E come mai non se ne parla?

Nei paesi in cui è stato applicato su vasta scala ha dovuto affrontare una durissima opposizione da parte degli interessi della classe medica e degli ottici: In Italia non è del tutto vero che non se ne parli: grazie all’attività svolta dall’AIEV, Associazione Italiana per l’Educazione Visiva

A links trovi alcuni siti italiani e stranieri dedicati al metodo Bates

Esistono anche ottici, optometristi, oculisti e altri professionisti che simpatizzano per Buena Vista e il metodo Bates: trovi una lista a Indirizzi professionisti

Come spesso accade nel settore delle pseudoscienze, i guru scrivono domande e si autorispondono, in maniera di creare un abbaglio nella mente (già confusa) di chi “abbocca”.

I corsi da migliaia di Euro sono diretti dal ciarlatano Maurizio Cagnoli, ciarlatano perchè promuove e /o vende un metodo “curativo” già dichiarato inefficace dalla scienza medica. Non solo, il metodo può anche procurare danni perchè promuove di non usare gli occhiali o le lenti correttive.  Se non bastasse, il metodo Bates è contro ad ogni logica anatomica (cioè non conosce nemmeno l’anatomia dell’occhio umano). Maurizio Cagnoli da il meglio di se con questa frase: “Gli occhiali e le lenti a contatto non sono una cura  per nessuna di queste condizioni anzi, spesso, molto spesso, anzi sempre… le aggravano, esattamente come una sedia a rotelle non insegna a camminare. Se vuoi saperne di più, vai a o gli occhiali o la vista!“.

A parte che non esiste in letteratura alcun riscontro che gli occhiali o le lenti correttive aggravino la vista, sussiste invece il riscontro all’esatto contrario: non correggere  i problemi visivi può aggravarli. Probabilmente una sua convinzione personale, molti sono convinti di essere Napoleone, altri sono convinti che basti un poco di zucchero per fare andare giù la pillola, oppure cercano di convincere i disinformati (e ce ne sono tanti in Italia).

Il paragone con la “sedia a rotelle” la dice lunga sulla deontologia di questo personaggio.

Maurizio Cagnoli

Curioso anche come Maurizio Cagnoli descrive se stesso: “Maurizio Cagnoli, 1947, sociologo ad indirizzo psicologico ed esperto in percezione visiva” , ha un’età avanzata, anzi a proposito, che il metodo Bates era contro ogni logica ed anatomia oculare era già noto ai primi del ‘900. Comunque Maurizio Cagnoli NON è un medico e qualificarsi come psicologo esperto in percezione visiva ha lo stesso senso come se io mi qualificassi “Ferroviere esperto in cardiochirurgia psicologica”.

Il fatto che Maurizio Cagnoli vanti dei medici tra le sue schiere non è una garanzia per il semplice fatto che, promuovendo un’attività disconosciuta dalla medicina e ritenuta pseudoscienza, farebbe collassare il titolo di “dottore” e comporterebbe, se non ancora accaduto, l’intervento dell’Ordine dei Medici per valutare di estromettere in virtù di mancata deontologia atta all’esercizio della professione medica.

Non bisogna sbalordirsi troppo, abbiamo visto in passato medici buttati fuori dall’Ordine perchè affermavano di curare il cancro col bicarbonato. Quindi non bisogna escludere che uno o più medici “escano di cotenna” e si mettano a parlare coi fantasmi… (parlare coi fantasmi è possibile allo stesso modo che curare un tumore col bicarbonato).

Fortunatamente non si tratta di tumori “curati” con le barzellette ma di occhi, male che vada perderete qualche diottria o, se seguite i sistemi di Bates e fissate il sole, al massimo diventerete ciechi ma non morirete, garantito.

Ora la domanda sorge spontanea, perchè nessun pubblico ministero ha mai aperto un’inchiesta? Sarebbe interessante anche sentire il parere dell’Ordine dei Medici di fronte ad “oculisti simpatizzanti” anche se il termine “simpatizzante” non implica la partecipazione effettiva. Sono affermazioni gravi, certo occhiali e lenti a contatto non sono curativi. come tutti sappiamo sono strumenti correttivi ma non aggravano nulla! Anzi, rinunciando alle correzioni delle lenti prescritte dai veri medici, c’è il rischio concreto che i deficit visivi si aggravino!  Torno a ripeterlo, ancora ed ancora, i deficit visivi sono genetici, sono dovuti ad anomalie dei componenti dell’organo oculare, cioè del bulbo oculare, della macula, della cornea e… NON SONO DOVUTI A PROBLEMI PSICOSOMATICI, la mente non c’entra nulla! Se forate la ruota della vostra macchina è un problema fisico o un vostro problema di carattere mentale? “Il metodo Bates insegna ad utilizzare gli occhi e la mente nel modo naturale” mammamia cosa si legge!

Ma, la parte più comica è questa “Nei paesi in cui è stato applicato su vasta scala ha dovuto affrontare una durissima opposizione da parte degli interessi della classe medica e degli ottici” lo scrive uno che vende corsi a 1.700 Euro più IVA!  Quello che dispiace è che le persone con deficit visivi, spesso in difficoltà per vari fattori, spessissimo disinformate e credulone (alla fine siamo un popolo di “boccaloni”) si affidano a queste persone nella speranza di avere risultati che MAI sono stati verificati in sede scientifica e MAI si potrebbero ottenere perchè basati sul falso. Non dico di credere a me, chiedete al vostro medico oculista, fatevelo dire da lui.

In ultimo il punto “Esistono anche ottici, optometristi, oculisti e altri professionisti che simpatizzano per Buena Vista e il metodo Bates: trovi una lista a Indirizzi professionisti“. Se andiamo nel link vediamo un listato di “professionisti” ed “operatori” riconosciuti dall’ AIEV, peccato che l’AIEV sia un’associazione privata, un club, e non un ente medico, l’acronimo di Associazione Italiana per l’Educazione Visiva e, come accade per tutte le pseudoscienze (quindi teoremi smentiti e non dimostrati in alcun modo), è un nucleo privato non riconosciuto da nessun ente medico.

Cosa scrive di se stessa l’ AIEV:

L’Associazione Italiana per l’Educazione Visiva è un’associazione di promozione sociale registrata presso il Conacreis che non persegue fini di lucro. In particolare scopo dell’Associazione è quello di promuovere la consapevolezza dell’individuo nell’uso della vista, il contatto con gli occhi ed i pensieri, emozioni e sensazioni ad essi collegati, durante lo svolgimento di tutte le attività della vita; nonchè il rilassamento degli occhi secondo i principi e gli insegnamenti elaborati dal Dott. William H. Bates; attraverso corsi e seminari dedicati in primo luogo allo stesso metodo Bates, ma anche alllo yoga, la danza, il metodo Feldenkrais, il metodo Alexander, il T’ai Ji, il Qigong, lo Shiatsu, l’arteterapia, la meditazione, il massaggio, il lavoro sul respiro, il lavoro sulla postura, l’alimentazione naturale e comunque ogni altro metodo olistico di rilassamento e per il benessere dell’individuo.

Personalmente non ho nulla in contrario allo yoga ed alla danza, fatti loro, però proprio non guariscono un difetto di formazione dell’occhio umano, chiunque abbia un minimo di informazione sull’anatomia umana si metterebbe le mani sui capelli a leggere queste cose. Siamo nell’ambiente della spiritualità, dell’assurdo, del logicamente incompatibile. In più, tra yoga e qualche balletto si suggerisce che le lenti correttive degli occhiali rovinino gli occhi e pare che siano gli ottici iscritti al club o all’associazione che lo garantiscano. Dai, andiamo! Faccio l’ottico e garantisco che gli occhiali rovinano la vista. Ma per piacere, davvero! Se poi affianco i teoremi di uno psicopatico come Bates, butto la carriera ed il diploma (se ce l’ho) indovinate dove…

Di siti come quello appena citato ne trovate purtroppo a valanghe, basta una ricerca su Google per vedere quanti “bufalari” della finta medicina ci sono in giro e, per capire, come lontani siano i traguardi scientifici in un Paese che ha bisogno di scienza e di cultura scientifica. In conclusione, non esiste persona al mondo che sia guarita col metodo di Bates. Gli occhiali forati migliorano solo la visuale quando indossati e solo in alcune persone, altre hanno visione sdoppiata, sommaria “correzione” del deficit visivo. Sono utili in caso di emergenza ed il prezzo di vendita, visti i materiali, non dovrebbe superare nemmeno i 5 Euro. Se vi chiedono di più o se vi parlano del metoto Bates, andate in un altro sito. Poi, se uno nasce “pollo” non ci sono parole che tengono, si farà sempre… fottere.

“PSEUDOSCIENZA”

In realtà il termine è incorretto perchè affiancare la parola “scienza” in un contesto che di scientifico non ha nulla? Solitamente i guru giustificano le proprie teorie come funzionanti ed attaccate dalla scienza perchè la scienza si sente minacciata da questi metodi “miracolosi”.  In realtà sono persone che, nell’inventarsi una professione non riconosciuta, nemmeno sanno che la scienza non è un individuo, non è una lobby, non è un’opinione ma è l’insieme dei riscontri ripetibili. In sostanza e, per fare un esempio alla portata di tutti, premendo un interruttore si accenderà la luce, a prescindere dalle convinzioni di chi lo preme. Ogni volta che si preme l’interruttore la luce si accende. Un evento ripetibile gestito da un’azione che, in se, sembra di poco conto ma che cela una miriade di traguardi frutto di studio e sperimentazioni. Viceversa, convincendoci o facendo yoga e danze, la luce non si accenderà.

Se il metodo Bates fosse patriarca di grandi riscontri ripetibili, se fosse la causa di guarigioni o, semplicemente, di sollievo di parte del deficit visivo, sarebbe stato pubblicato sulle riviste scientifiche già da anni. Invece, tutto quello che è stato riscontrato (e parlo di riscontri non di opinioni) è che Bates non conosceva nemmeno l’anatomia umana ed il suo metodo non ha mai guarito nessuno perchè è razionalmente inefficace, non può in alcun modo funzionare per antitesi all’anatomia umana.

Quindi la scienza non è un’opinione, non è un gruppo, non è una lobby ma è il riscontro basato sul metodo di Galileo ( o metodo scientifico). Ed è UNA soltanto così come UNA soltanto è la medicina. Qualsiasi studio seguito da sperimentazioni e riscontri ripetibili diviene scienza e viene pubblicata. Se mancano i riscontri ripetibili allora diviene elemento inaffidabile. Quando addirittura ci sono i riscontri contrari, allora si può tranquillamente parlare di bufala e di bufalari.

Più i  sedicenti “esperti” (del nulla) portano al popolo teorie strampalate e disconosciute, più la scienza viene privata di energie essenziali. Un popolo meno sciocco avrebbe a disposizione immensi traguardi scientifici, invece la ricerca in Italia è ferma, mancano i fondi, gli ospedali non hanno strumenti essenziali per esercitare terapie solutive. Il malato rimane malato, chi può si cura all’estero, i ricercatori fuggono dal Paese perchè qua non hanno speranze d’esercizio.

Lo spiega bene Margherita Hack nel suo libro “Libera scienza in libero stato“. E vogliano perdonarmi i santoni che sbarcano il lunario vendendo favole, quello che mi fa adirare  (leggi: incazzare) è il pullulare di sedicenti “professionisti” che vantano virtù miracolose riciclando follie di personaggi frizzanti  già disconosciute con evidenze e prove da oltre cento anni.  Ed i siti disinformativi crescono a vista d’occhio,  orde di seguaci che accerchiano quello che afferma di avere la bacchetta magica, la madre di tutte le soluzioni, ovviamente e rigorosamente “alternative”. Un giorno, forse, capirete che abbiamo bisogno di scienza perchè la scienza ci rende liberi!

COME SI PONE LA SCIENZA NEI CONFRONTI DEL METODO BATES

Quello che segue è tratto da Wikipedia e dimostra come il metodo Bates sia una gigantesca bufala anche dannosa

Il metodo Bates è un metodo di medicina alternativa elaborato dal Dott. William Horatio Bates nel 1919, nel libro autoprodotto The Cure of Imperfect Sight by Treatment Without Glasses.

Le teorie di Bates sono prive del supporto di studi scientifici e sono state tacciate di andar contro tutti i più evidenti principi dell’anatomia oculare, già ben noti all’epoca in cui Bates pubblicò il suo libro. A causa di questo e della mancanza di benefici oggettivamente accertati, nell’uso della tecnica proposta, Bates fu espulso dalla American Optometric Association.

  • Il metodo Bates si prefigge di curare difetti visivi considerati insolubili (miopia, ipermetropia, presbiopia, astigmatismo) mediante tecniche ed esercizi. Il metodo di Bates ritiene inutile, o addirittura dannoso, l’uso di occhiali o interventi chirurgici per la soluzione dei problemi visivi perché ogni persona che comincia a usare gli occhiali incorre inesorabilmente in un peggioramento della visione.Nel suo libro Bates afferma di aver dimostrato che l’accomodazione deriva dalla contrazione dei muscoli estrinseci oculari obliqui, muscoli striati e quindi volontari. Afferma inoltre di aver ritentato l’esperimento di Hermann von Helmholtz e che dalle proprie fotografie dell’immagine riflessa sul fronte del cristallino non risulterebbero variazioni in dimensione e forma durante l’accomodazione (“The images photographed from the front of the lens did not show any change in size or form during accommodation.“).Al contempo le immagini riflesse sulla cornea e sulla sclera confermerebbero la sua teoria (secondo Bates l’immagine riflessa sulla cornea e sul fronte della sclera si rimpicciolisce con l’accomodazione mentre sul lato della sclera avviene il contrario).Secondo questi presupposti, i difetti visivi sarebbero generati dallo sforzo per vedere meglio. A parere di Bates, chi si sforza di vedere al punto prossimo genererà ipermetropia. Chi invece si sforza di vedere da lontano diventerebbe miope. Nel momento in cui una persona non si sforza più di vedere meglio avrà una vista perfetta. Il fatto che la vista imperfetta sia un qualcosa di perenne per gli affetti da vista difettosa sarebbe dovuto, secondo Bates, ad uno sforzo continuo causato da “cattive abitudini di pensiero”. Perciò secondo il medico il recupero della vista dovrebbe passare attraverso un metodo per ottenere il cosiddetto “rilassamento mentale”. Il metodo dovrebbe riproporsi inoltre di curare cataratte incipienti, glaucomi e cefalee di varia natura anch’esse patologie causate, a parere di Bates, dallo “sforzo mentale”.Tra le tecniche utilizzate nel metodo Bates si riportano in ordine:
  • Blinking o sbattito di palpebre: l’occhio sbatte le palpebre già automaticamente per idratarsi. Farlo appena si appanna la vista o sentono gli occhi stanchi, più volte al giorno, l’occhio si rilassa ulteriormente e aumenta la lubrificazione;
  • Sunning, esposizione alla luce solare: nel suo libro Bates consigliava in certi casi di guardare direttamente il sole, con le palpebre chiuse o aperte, per brevi periodi; secondo Bates gli occhi sarebbero infatti “gli organi della luce”, per cui quest’ultima sarebbe loro necessaria. Tuttavia guardare il sole direttamente per periodi prolungati è altamente dannoso ed è in grado di causare lesioni irreversibili a carico della retina (retinopatia solare).
  • Shifting e Swinging, dondolio ed oscillazione: stando in posizione eretta con i piedi distanti tra loro di un piede, con il viso di fronte ad un lato della stanza, alzare il tallone sinistro mentre si girano spalle, testa e occhi a destra finché le spalle non sono parallele al muro di destra. Dopodiché posare il tallone sinistro e alzare l’altro e girarsi verso sinistra. Alternare lo sguardo dalla parete di destra a quella di sinistra stando attenti a muovere la testa e gli occhi con il movimento delle spalle. Non bisogna forzare e prestare attenzione agli oggetti in movimento.
  • Palming o riposo oculare: questa tecnica consiste nel chiudere gli occhi e coprirli con il palmo di una mano, in modo da non far filtrare la luce, senza schiacciare i bulbi oculari e senza contrarre le spalle. Questa tecnica è utilizzata dai fautori del metodo sia a scopo diagnostico che terapeutico. Bates sosteneva infatti che solo chi vedeva un nero perfetto durante il palming poteva definirsi esente da problemi di vista, dimenticando che nessuno si trova mai in questa condizione, a prescindere dalla sua acuità visiva;

Le critiche scientifiche al metodo Bates

  • Nessun lavoro scientifico dimostra l’efficacia del metodo Bates nel curare i disturbi visivi; al contrario, è stata studiata l’efficacia del condizionamento psicologico nel miglioramento apparente della vista, una sorta di effetto placebo visivo, che spiegherebbe come il convincimento di aver seguito un metodo efficace porterebbe a credere di vedere meglio senza aver avuto alcun reale miglioramento visivo.
  • Il metodo Bates non rispetta alcuna delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche dell’occhio: ad esempio, il controllo del processo accomodativo che Bates sostiene di poter esercitare non è fisiologicamente possibile, dato che questo è regolato dal sistema nervoso autonomo che, come dice il nome, non risponde a comandi volontari.
  • Al contrario di molti altri metodi di medicina alternativa, il metodo Bates non suggerisce tecniche in grado di danneggiare il sistema visivo, eccezion fatta per il sunning che potrebbe causare, anche alla prima esposizione, una cecità permanente. Il paziente con problemi di vista, comunque, potrebbe incorrere in un danno anche grave dal mancato utilizzo di occhiali, assolutamente sconsigliati dal metodo Bates; questa scelta potrebbe comportare un peggioramento delle condizioni visive, oltre a un potenziale corredo di sintomi di contorno (come la cefalea) e all’aumentato pericolo di incorrere in infortuni gravi.
  • Oculisti e oftalmologi che hanno conosciuto il metodo Bates rimangono scettici e molto critici. Nel suo libro Fads and Fallacies in the Name of Science, Martin Gardner definisce il lavoro di Bates come un “fantastico compendio di casi risolti incredibilmente esagerati, conclusioni infondate e ignoranza della stessa anatomia.

In conclusione i sostenitori del metodo Bates sono ignoranti dell’anatomia umana, venditori e diffusori di bufale ai danni del popolo credulone. Ci sarebbe materiale più che sufficiente per ipotizzare l’abuso della credulità popolare, però questo è mestiere degli inquirenti e non il mio. Abbiamo visto e riscontrato come facilmente il popolo sia plagiabile dai mercanti, abbiamo visto in questo articolo tutti i riscontri dell’inutilità e della dannosità del metodo Bates. Come diceva Albert EinsteinDue cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.

Marco Dimitri

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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5 Commenti

5 Comments

  1. Elisabetta Kohen

    18 aprile 2016 at 22:07

    posso ricordarti che molte scoperte della medicina,e della scienza, solo un secolo fa,erano considerate vere e proprie bufale? Le muffe che curano le infezioni, gli estratti di salice contro l’influenza… non più di 100 anni fa erano considerate leggende. E rompere l’atomo? Ma dai,l’atomo è per sua natura indivisibile. Poi è venuta madame Curie,la pennicillina e una cosa che ormai usiamo senza pensarci come l’aspirina. Va bene credere nella scienza,ma la scienza non è un mostro sacro, non deve mai diventare religione. Razionalismo,ok. Ma la ragione è solo un prodotto della mente umana,sempre perfettibile ma MAI perfetta.

    • Carlo

      19 agosto 2016 at 15:49

      @Elisabetta Kohen:
      Sono perfettamente d’accordo su quanto lei scrive.
      1) Mi permetto solo di aggiungere che la Medicina occidentale (il mostro sacro) non è certo l’unica esistente al mondo: basti pensare alla Medicina orientale, vecchia di millenni, dalla quale anche quella occidentale ha attinto….
      2) Ma la stessa nostra Medicina, che ha fatto progressi veramente enormi e inimmaginabili fino a non molto tempo fa, ha delle pecche e spesso non da poco. Il solo fatto di “dividere” il corpo a fette o a pezzi e di curare solo “quella” determinata parte, mi fa venire i brividi. Per farla breve, ecco un esempio che mi riguarda: ipertrofia prostatica dal 1994. In cura presso l’urologia dell’Ospedale ed anche privatamente da un altro urologo. Ma la mia situazione continuava nettamente a peggiorare. Ho ancora il foglio del reparto urologia con la scritta: “da operare”.
      Senonchè, dopo un grave fatto accadutomi, decisi di cambiare drasticamente ogni cosa: iniziai quella che definisco la mia seconda vita. E’ sufficiente dire che, a differenza di prima, non ho più problemi a rimanere fuori casa anche per diverse ore? Non sono più lo schiavo della mia ipertrofia. E di notte dormo ininterrottamente…..
      Cos’ho fatto? Semplicemente ciò che cura l’intero corpo e che lo rispetta. Semplice, ma solo a dirsi.

  2. Marco Dimitri

    19 aprile 2016 at 20:50

    La scienza adempie al metodo di Galileo, sperimentazione, annotazione dei risultati, ripetitività dei risultati. Oggi, la scienza, è l’unico strumento evolutivo a nostra disposizione ed è li che vanno messe le energie. Purtroppo l’ignoranza e la furbizia di chi segue e inventa metodi “alternativi fanno in modo di sottrarre energie preziose. Non esiste una scienza alternativa e tantomeno una medicina alternativa, la scienza e la medicina sono UNA soltanto. Per quello che riguarda il metodo di Bates è in antitesi con la morfologia dell’occhio umano, i deficit visivi non sono a carattere nevralgico o contrattivo dei muscoli, i deficit visivi sono dovuti ad anomalie fisiche (cornea, cristallino, retina, nervo ottico, macula ecc.) e non esiste esercizio fisico in grado di fare “guarire”, tantomeno nessun mantra e nessun elemento ancestrale. Bates era un uomo dei primi del ‘900 ma già allora le sue teorie erano talmente incompatibili con l’anatomia umana da fargli prendere una denuncia per abuso di credulità.

  3. Carlo

    19 agosto 2016 at 15:22

    Buongiorno,
    ho letto l’intero articolo, più per curiosità che per altro e mi ha colpito il vigore “contro” qualcuno. Non ho interessi particolari al riguardo e quindi per me la cosa potrebbe finire qui.
    Ma all’inizio dell’articolo lei ha accennato (solo accennato) alla CATARATTA e questo argomento, sì, mi interessa, perché ho cominciato ad averla ormai molti anni fa.
    Chiedo a lei, come oculista, se esiste un metodo ufficiale alternativo all’operazione. Ne sono davvero interessato e la sua risposta probabilmente potrebbe stupire qualcuno di noi due.

    Infatti, le dico brevemente che all’inizio dello scorso anno mi sottoposi ad una visita oculistica e l’oculista mi disse che ero da operare subito perché avevo “DUE GROSSI CORDONI”. Io mi rifiutai, feci qualcosa per conto mio e dopo 2 (due) mesi tornai per una seconda visita oculistica, ma senza dire nulla della cataratta: ebbene, l’oculista mi parlò della mia miopia e di altro e quando stava per salutarmi, le chiesi come stava la mia cataratta. L’oculista, dopo avermi guardato meravigliata, mi suggerì testualmente: “si faccia vedere tra un anno”.
    Quindi, in quei due mesi, ho fatto sparire i due grossi cordoni fino al punto che l’oculista non aveva notato nulla che fosse riconducibile alla cataratta. Ovviamente queste mie parole sono documentate dai certificati oculistici.
    Per ora non aggiungo altro. Ripeto solo che sono seriamente interessato per quanto riguarda una cura ufficiale alternativa alla cataratta.

    Siccome non sempre vado in internet a girovagare qua e là, la pregherei cortesemente di volermi rispondere alla mail: carlogiuliocolombo@libero.it
    Attendo fiducioso e la saluto distintamente /Colombo

    • Marco Dimitri

      19 agosto 2016 at 21:45

      Salve, non sono oculista, ho riportato le conoscenze scientifiche ufficiali e messo in guardia sui “metodi alternativi” già ampiamente riconosciuti come bufale.
      Quello che le posso dire riguardo alla cataratta è che l’operazione di sostituzione del cristallino opacizzato è un intervento di routine ed è solutivo. Per quello che ne so, non esistono metodi alternativi a quelli chirurgici, questo è dovuto al fatto che, il cristallino dell’occhio, diventa opaco e col tempo rende molto difficoltosa la visione. E’ comunque un problema facilente risolvibile oggi. L’intervento è indolore e viene sostituito il cristallino con uno artificiale, eventualmente graduato (quindi risolve anche problemi di miopia ed ipermetropia) . Fosse un intervento sulla retina sarebbe molto differente e più complesso con più effetti collaterali ma, trattandosi solo del cristallino non vedo il problema. Poi il suo medico sicuramente saprà come indirizzarla

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Bufale

Le bufale sul diabete che stanno girando su Internet

Gli italiani eleggono i social a canale di informazione principale sul diabete, ma tra i primi 100 contenuti virali 60 sono bufale

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social network la fanno da padroni. Anche quando si tratta di informarsi su questioni di salute. È quanto rivela la prima ricerca scientifica italiana sulle fake news in rete sul diabete, presentata oggi proprio in occasione della Giornata mondiale del diabete. Secondo lo studio – promosso da Sanofi e realizzato da Brand Reporter Lab in collaborazione con l’Associazione medici diabetologi (Amd) – in testa c’è Youtube (87,5% delle interazioni), seguito da Facebook (33,3%) e Twitter (29,8%), mentre assai poco gettonate sono le piattaforme di news (5%) e ininfluenti gli addetti ai lavori. Ma attenzione: tra le prime 100 dichiarazioni diventate virali, ben 60 sono false.

In Italia sono oltre 4 milioni le persone affette da diabete. Ma come si informano gli utenti in rete? Da dove prendono le notizie? E poi, si tratta di contenuti di qualità? L’indagine restituisce un quadro molto particolare e per certi versi allarmante.

Gli italiani scelgono i socialsocial vengono eletti a canali informativi principali, senza se e senza ma.

La ricerca, effettuata tramite la piattaforma BlogMeter, ha analizzato 133mila post a tema diabete per un totale di 11,4 milioni di interazioni complessive dal 1 gennaio al 30 settembre 2018. Provenienza principale con l’87,5% dell’engagement (like, condivisioni, etc) è YouTube, a cui seguono Facebook (33,3%) e Twitter (29,8%). Siti di notizie e blog vengono completamente surclassati.

diabete

(fonte: Brand Reporter Lab – Sanofi)

Il problema dell’attendibilità

La maggior parte delle fonti consultate, però, risulta non accreditata: il 30%, per esempio, è rappresentato da canali di salute e benessere di dubbia attribuzione, il 18% da influencer, l’8% da individui singoli.

Ci sono anche canali tematici specializzati (6%), ma spesso anche questi risultano di scarso livello editoriale. E le piattaforme di news? Per trovare la prima testata giornalistica dobbiamo scorrere la classifica fino al 39° posto. Non classificati, invece, i contenuti prodotti da esperti o operatori sanitari, praticamente assenti dalla lista.

Cattiva informazione
A caccia di suggerimenti sull’alimentazione (38%) o su come affrontare il diabete (18%), di informazioni sui dispositivi medici (17%), sulle cause della malattia (9%) e sugli stili di vita (8%), oppure in cerca di confronto sui sintomi (12%), in questo panorama di fonti così poco accreditate gli utenti italiani finiscono per incappare in vere proprie fake news. Tra i primi 100 fatti espressi nei post più virali, 60 sono completamente errati dal punto di vista medico-scientifico, 8 sono parzialmente veri e solo 32 attendibili.

Tra i contenuti del tutto errati si annoverano affermazioni del tipo

“Se si è bravi si riesce a capire il valore della glicemia in base alle proprie sensazioni corporee”

oppure

“Il diabete tipo 2 è una patologia che si può prevenire e curare con la sola alimentazione. La dieta è la chiave del successo”

e

“Alcuni prodotti naturali, combinati tra loro, sono più efficaci dei farmaci nel combattere alcune malattie, tra cui il diabete”.

O ancora

“I ceci come legume per trattare il diabete: aiutano a prevenire il diabete in quanto impediscono la resistenza all’insulina”.

Per non parlare di chi consiglia la carbonara per risolvere l’ipoglicemia. Perchè sul figlio funziona.

Quanto possono far male un 6o informazioni false su 100? Abbastanza, dicono gli esperti di Amd: in una scala di pericolosità da 0 a 5, solo 6contenuti risultano completamente innocui.

Fact checking e altre risposte

Un disorientamento generale, dunque, con potenziali effetti deleteri sulla salute pubblica. Il web e i social, comunque, confermano il grandissimo potenziale informativo. Un potenziale che le istituzioni, gli addetti ai lavori, ma anche i privati che operano nel settore della salute devono imparare a sfruttare, potenziando la loro presenza e fornendo agli utenti gli strumenti per interpretare i contenuti online e a discernere le informazioni attendibili da quelle che non hanno validità scientifica. Fact checking prima di tutto dunque, ma è possibile pensare anche a percorsi di formazione condivisi con i pazienti.

 
  

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Bufale

Bufale, un potente strumento di marketing

La viralità delle bufale sui social e nella rete è un assist che le aziende devono solo accogliere, nell’epoca della sospensione continua dell’ incredulità

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Se la società ama le bufale, il marketing non può certo ignorarlo. Spesso queste assumono caratteristiche virali, e di bacheca in bacheca riescono a propagarsi in brevissimo tempo attraverso la Rete: perché non sfruttare apertamente questa caratteristica e usare la bufala come un singolare cavallo di Troia per promuovere qualcosa?

Un esempio lo abbiamo visto di recente. La macchina dei miracoli, che prometteva di trasformare l’acqua in vino non era altro che una furba trovata dell’associazione no-profit Wine to Water per sensibilizzare il prossimo riguardo alle nostre risorse idriche, che non sono infinite.

Ma questo modo di fare comunicazione è tutt’altro che raro, tanto che che di fronte ad affermazioni incredibili oggi è sempre bene tenere in considerazione, tra le possibili soluzioni del mistero, l’opzione “trovata promozionale”.

Ecco qualche esempio.

Una Luna più brillante contro il riscaldamento globale

L’azienda produttrice di cosmetici Foreo ha un piano geniale per ridurre le emissioni di gas serra: rendere la Luna più brillante. In questo modo si potrebbe infatti ridurre l’illuminazione notturna e far risparmiare al pianeta miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Il sito del progetto snocciola qualche dato sui nostri consumi, ma si guarda bene dall’approfondire il procedimento con cui vorrebbe “trasformare la struttura fisica e chimica del suolo lunare” in modo da renderlo più riflettente. Una volta superato il piccolo particolare della mancanza di atmosfera, solamente le magiche “scie chimiche” potrebbero forse essere lo strumento adatto a lucidare il nostro caro satellite per un proposito così squinternato.

La compagnia svedese per ora non ha esplicitato che si tratti di una campagna promozionale, ma come evidenziato anche sul sito Museum of Hoaxes, basta dare un’occhiata al catalogo per trovare LUNATM, una linea di prodotti per la pulizia del viso.

Ma non è certo la prima volta che i pubblicitari provano a sfruttare il nostro satellite: il New York Times racconta che a cavallo del 2000 Steve Cooning, allora marketing executive alla Coca-Cola, lesse in un articolo su come gli scienziati usavano i laser per misurare la distanza della Luna. Folgorato dalla rivelazione, mise assieme qualche ingegnere per capire se non fosse possibile utilizzare i fasci per proiettare il logo dell’azienda, ma il “moonvertising” per ora, è solo alla portata delle bufale.

Cerchi nel grano
Non sarà delle dimensioni della Luna, ma un logo disegnato in un campo di cereali fa la sua bella figura, e non manca mai di guadagnarsi un po’ di copertura mediatica. Tra gli ultimi casi si può ricordare la campagna per l’ultimo processore di Nvidia, durante la quale è stato realizzato un crop circle in un campo vicino a Salinas, California. Qui la bufala è data dall’aura soprannaturale che circonda i cerchi nei campi di cereali, fin troppo spesso interpretati come opera di alieni. Tutta colpa di due buontemponi, Doug Bower and Dave Chorley, che alla fine degli anni ‘70, nel pieno della mania per gli UFO, cominciarono disseminare la campagna inglese di disegni creati piegando gli steli delle piante nei campi, apprezzabili solo da una certa distanza. Anche dopo la confessione di Bowe e Chorley e le ripetute dimostrazioni che non è necessario tirare in ballo gli extraterrestri per spiegare l’origine delle figure, i crop circle sono ancora qualcosa di intrinsecamente misterioso: i media li inseguono, e il marketing si adatta.

Found footage
Diversi horror oggi sono girati grazie agli espedienti offerti dal found footage, dove quello che ci viene mostrato è presentato come il contenuto di pellicole, nastri magnetici o schede di memoria rinvenuti tipicamente dopo la morte o la scomparsa delle persone delle persone presenti nel girato. Questa tecnica, per alcuni un vero e proprio genere, preme particolarmente sulla nostra sospensione dell’incredulità, ma a volte i distributori esagerano un po’ e arrivano a basarci l’intera campagna promozionale. The Blair Witch Project, uscito nel 1999, non è il capostipite del found footage, ma lo è per quanto riguarda la strategia di marketing basata sull’estendere la “bufala” oltre lo schermo. Per promuovere il film gli autori hanno creato un sito web e hanno usato la Rete per disseminare pian piano sempre più dettagli sulla fantomatica strega di Blair e la misteriosa scomparsa di tre ragazzi avvenuta cinque anni prima. Persino gli attori avevano creduto che la leggenda della strega fosse vera e solo dopo l’assalto ai botteghini, assieme a molti altri, accettarono di essere stati beffati. Oggi la promozione via Internet e le campagne virali sono la norma, ma 15 anni fa nessuno aveva mai visto nulla del genere.

Primo aprile

I grandi brand devono mostrare di essere sempre sul pezzo, e perché allora non partecipare a quella grande festa delle bufale che è il primo aprile? Tra tutti si è distinta in particolare la Bbc che negli anni ha ripetutamente gabbato sia i suoi ascoltatori che i suoi spettatori.Il primo aprile 1965, all’interno di di quello che sembrava un normale servizio giornalistico, ai sudditi della regina venne presentato un nuovo ritrovato della tecnica: la Smellovision. Come spiegava il “professore” intervistato, grazie a essa i telespettatori avrebbero potuto annusare gli odori presenti nello studio televisivo, e anzi invitavano a contattare l’emittente per comunicare l’esito positivo dell’esperimento. Diversi spettatori chiamarono dicendo di essere riusciti a sentire distintamente l’odore delle cipolle inquadrate, alcuni fino al punto di cominciare a lacrimare. Anche Google il primo aprile del 2013 ha giocato sullo stesso tema presentando in un video Google Nose, una nuova funzione che avrebbe esteso il motore di ricerca anche agli odori.

SocialVEVO

Le possibilità di sfruttare le bufale per il marketing sembrano infinite: perché non specializzarsi? È quello che sembra stia facendo SocialVEVO, oggi Swenzy, una delle compagnie grazie alle quali è possibile gonfiare le statistiche dei propri social network. Ricordate quando sembrava che Seth MacFarlane avesse ucciso Brian, l’amatissimo cane della famiglia Griffin? SocialVEVO ha prontamente registrato il dominio briansannouncement.com e realizzato un sito dove campeggiava un conto alla rovescia: a breve sarebbe dovuto arrivare un grande annuncio, magari quello di uno spin-off della serie con Brian protagonista. Allo scadere del countdown, ripreso dai moltissimi media, il sito si è trasformato in quello di una campagna per chiedere ai produttori di far tornare Brian.

Il business model, come rivelato da un’inchiesta di The Daily Dot, è quello di sfruttare opportunisticamente la popolarità di marchi famosi per attrarre rapidamente enormi flussi di visitatori da monetizzare. La prima vittima è stata nientemeno che la NASA. Mentre tutti i siti della celeberrima agenzia spaziale erano inutilizzabili a causa dello shutdown federale, SocialVEVO,  ha realizzato il sito rememberthe13.com nel quale, con tanto di logo ufficiale, si preannunciava per il 13 novembre 2013 la rivelazione della “più grande scoperta di tutti i tempi”. Se si mettono NASA e “scoperta epocale”nella stessa frase è facile capire “alieni”, e non stupisce quindi l’immediato successo del sito sui social network. Scriveva in proposito l’astronomo e attivista scettico Phil Plait su Slate “alle persone di solito non piace e essere prese in giro o manipolate. Una campagna di marketing come questa può facilmente ritorcersi contro”.

Ne siamo ancora così sicuri?

 
  

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Bufale

Finalmente la guerra… Alle Fake News

I social network si preparano ad affrontare le prossime elezioni statunitensi difendendosi dagli attacchi della propaganda e della manipolazione politica

Pubblicato

il

Stop a fake news e spam politico,

Facebook, Twitter, YouTube e

WhatsApp vanno alla guerra

 

 

 

 

Per Facebook, gli ultimi due anni sono stati difficili. Il social network fondato da Mark Zuckerberg si è trovato al centro di polemiche infuocate sulle infiltrazioni da parte di attori stranieri – in particolar modo russi e iraniani – volte a destabilizzare le elezioni statunitensi del 2016, diffondendo disinformazione, fake news, propaganda politica e messaggi quanto più possibile divisivi.

Non bastassero gli attacchi esterni, Facebook ha anche dovuto fronteggiare il caso Cambridge Analytica, società di consulenza politica che – sfruttando i dati di decine di milioni di elettori americani, ottenuti in maniera illegittima – potrebbe aver contribuito alla vittoria di Donald Trump. La ciliegina sulla torta (se così possiamo dire) è il furto di dati personali da parte di un gruppo di hacker, che ha colpito la piattaforma agli inizi di ottobre e sottratto le informazioni di circa 29 milioni di utenti.

Dopo aver promesso in ogni modo di volersi impegnare a fondo per affrontare questi problemi, per Facebook sta arrivando il momento della verità. Il 6 novembre si terranno le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (con le quali si rinnovano la Camera e un terzo del Senato) e già da mesi, per il Washington Post, hanno ricominciato a proliferare pagine e profili che avrebbero l’obiettivo di influenzare l’opinione pubblicaattraverso azioni coordinate di disinformazione. Zuckerberg, questa volta, spera di farsi trovare pronto.

La war room
Da pochi giorni, racconta Wired Us, è stata completata la war room di Facebook, considerata “l’ultima linea di difesa” in caso di attacchi.

 
  

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5 star review  Difficile spiegare per me.Ho conosciuto i Bambini di Satana tramite mio figlio e ho trovato tanti argomenti interessanti,a volte scomodi,che i perbenisti non affrontano.Grazie ragazzi

thumb Susy Barini
12/30/2017

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