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Michele Ainis. Chiesa padrona. Un falso giuridico dai Patti Lateranensi a oggi

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L’incipit è inequivocabile: «Il Vaticano, nei confronti della Repubblica Italiana, non sta certo con le mani in mano. Le usa entrambe: una mano aperta a palma larga per chiedere quattrini, l’altra mano svolazzante per suonar ceffoni in faccia alla politica».
Un libro scritto da un irriducibile anticlericale? No. Chiesa padrona è un libro scritto da un insigne giurista. Un giurista che ritiene che il condizionamento politico, sociale e culturale imposto dai vescovi italiani sia basato su «un falso giuridico»: un’interpretazione di comodo dell’articolo 7 della Costituzione. Di falso si tratta, scrive Ainis, perché non ha alcun fondamento: «non è vero che il Concordato sia protetto dalla Costituzione».

Che la Costituzione italiana non sia un capolavoro armonioso è un dato di fatto: l’articolo 7 smentisce il 3, ma subito dopo l’8 smentisce il 7. Altrettanto indubitabilmente, come ribadisce lo stesso Ainis, nel concordato vi sono anche «aspetti incostituzionali»: non può essere diversamente, visto che conferisce a una specifica confessione religiosa un ruolo privilegiato. Il testo si interroga dunque su una questione che arrovella anche l’UAAR, che sulla materia ha organizzato due mesi fa un convegno giuridico: come affermare concretamente il supremo principio costituzionale della laicità dello Stato. Principio che, nonostante le ‘sane’ considerazioni di Benedetto XVI, non può mai prevedere un trattamento di favore per una comunità di fede.

16204.t.W590.H332.M4Il tema è controverso, anche e soprattutto in ambito accademico. Ainis giustifica la sua tesi che l’articolo 7 sia una «noma eccezionale» partendo da cinque antitesi e formulando cinque argomentazioni, la più persuasiva delle quali mi sembra quella secondo cui l’articolo 7 non è necessario: se cadesse l’articolo 7, infatti, la Chiesa cattolica sarebbe comunque protetta dall’articolo 8. Proseguendo lungo questa impostazione, l’autore giunge alla conclusione che, in realtà, l’articolo 7 (una norma «provvisoria», a differenza dell’articolo 8) è già caduto: gli accordi del 1984 non costituirebbero soltanto modifiche ai Patti del 1929, ma un vero e proprio nuovo concordato, perché «il richiamo testuale ai Patti Lateranensi del 1929 non può coprire nuovi Patti su nuove materie».

L’articolo 7 istituirebbe, infine, anche una «reciproca incompetenza» tra Stato e Chiesa. Nessuno dei due soggetti può pertanto ingerirsi negli affari dell’altro: ragion per cui costituisce una «cessione di sovranità nei confronti della Chiesa» ogni atteggiamento remissivo da parte della classe dirigente italiana nei confronti dell’invadenza delle gerarchie ecclesiastiche.


Chiesa padrona
, pur essendo un testo giuridico, si rivela un libro accessibile. La prospettiva dell’autore, nel suggerire nuovi percorsi per costruire una società realmente laica, ci ricorda nel contempo quanto impellente sia la necessità di farlo. Alla luce dei recentissimi avvenimenti legati alla vicenda di Eluana Englaro si è fatta, se possibile, ancora più urgente.

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Il nuovo libro di Roberto Burioni mette ko l’omeopatia

Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

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Si dice che il saggio indichi la Luna con il dito e che lo stolto guardi il dito. Mi sono sempre domandato quale saggio indicherebbe la Luna ad uno stolto e la risposta che mi sono dato è semplice: il saggio che ama il il proprio lavoro, la propria ricerca

marco dimitri

In realtà l’omeopatia si mette K.O. da sola, nessuna proprietà magica, nessun elemento attivo, semplicemente acqua. Acqua che esce dai vostri rubinetti ma molto più costosa. Certo l’omeopatia non fa male ma, come quasi sempre accade, chi la usa abbandona le cure vere, si vere, quelle che hanno superato il metodo scientifico. Non raramente l’abbandono delle cure ufficiali (ricordiamoci che la scienza è UNA e che non esistono scienze non ufficiali) si conclude con la morte del malato.

Per quanto sia stata ampiamente dimostrata l’inefficacia assoluta dell’omeopatia, la gente continua ad usarla perchè è stata ammaestrata a considerare le medicine ufficiali come “porcherie chimiche”, e l’assalto ai rimedi naturali continua. Peccato che la natura ci stia lentamente uccidendo, non vuole guarirci, ha un meccanismo caotico evolutivo. Ovviamente la chimica è presente in ogni cosa che mangiamo e, non solo nelle medicine.

Si… Vale la pena dimostrare, spiegare, nel modo più semplice, anche aggressivo. Guidiamo la nostra bella macchina senza freni e ci lamentiamo se ci danno degli idioti.

Il libro di Roberto Burioni, davvero mostra l’illusione demolendo ciò che è rimasto della truffa del nulla che in tutto il mondo ha fruttato centinaia di milioni di Euro, oserei dire “denaro liquido” visto che  si parla di acqua fresca spacciata per medicina.

Cartonato: 208 pagine

Editore: Rizzoli (8 ottobre 2019)

Un’ultima cosa, chi pensa che l’editoria arricchisca economicamente, ha visto un film di fantascienza…



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Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani

Roberto Burioni. Collana: Saggi italiani. Editore: Rizzoli

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In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

«Le bugie, si dice, hanno le gambe corte. Ma quando riguardano la salute corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo.»

Nel suo nuovo libro, Roberto Burioni esamina da vicino una serie insieme tragica e grottesca di bufale pericolose, anzi di balle mortali che ci mettono davanti agli occhi i rischi di affidarci ai ciarlatani invece che ai dati certi, alle prove sperimentali, al metodo scientifico della medicina. Un bambino muore per un’otite curata con l’omeopatia invece che con antibiotici; una donna soccombe a un linfoma perché invece che a un oncologo si affida alla Nuova Medicina Germanica; una ragazzina non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina. Le promesse non mantenute di Stamina e del metodo Di Bella – due tra le pagine più buie della storia recente del nostro Paese – ricordano quelle alimentate, decenni prima, dal segreto “siero” anticancro di Liborio Bonifacio, ricavato in realtà da escrementi di capra.

E sono centinaia di migliaia, nel mondo, le vittime delle sciocchezze divulgate dai negazionisti per i quali non è il virus HIV a causare l’AIDS. Cosa possiamo fare per difendere la nostra salute, quella dei nostri cari e dell’intera comunità dai danni prodotti dalle balle mortali? Dobbiamo difendere prima di tutto la ragione e la scienza, cioè quel metodo che da secoli ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e aumentare non solo la durata ma anche la qualità della nostra vita; quel metodo oggi sotto attacco da parte della disinformazione e del nuovo oscurantismo in cui proliferano i ciarlatani. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.

Riduci



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La congiura dei somari

Perché la scienza non può essere democratica

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«Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri.» La battaglia di uno scienziato contro le false credenze che rischiano di cancellare le grandiose conquiste della medicina

«Non sopporto che mia figlia cresca in un mondo in cui la menzogna ha lo stesso peso della verità.»

Chi è il somaro? È un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Di somari, Roberto Burioni ne ha incontrati parecchi: sono quelli che pur non avendo la minima nozione di medicina o di biologia, pur non sapendo cos’è un virus e come funziona un vaccino, pretendono di convincerci che “dieci vaccini sono troppi”, “le malattie guariscono da sole o grazie ai soli rimedi naturali”, “le vaccinazioni obbligatorie servono solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e quelli che sono sul loro libro-paga”. Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. Nella scienza, possono dire la loro solo coloro che per anni hanno sudato sui libri, hanno sottoposto le proprie ipotesi a una rigorosa procedura di esperimenti e controlli, possiedono un metodo che consente di distinguere la verità dalla bugia. Certo, la scienza è imperfetta, fatta da uomini ancora più imperfetti, le verità che ci offre sono sempre parziali e mai troppo sicure. Però vale la pena fidarsi, perché l’alternativa è costituita dal buio, dall’oscurantismo e – quando si scherza con la salute propria e altrui – dalla morte. La scienza sarà anche poca cosa, ma – come dimostra questo libro con abbondanza di dati, numeri, tabelle, storie vere di trionfi e fallimenti – è tutto quello su cui possiamo contare: non ci conviene buttarla via.



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