Contattaci

ITALIA

Milano, deraglia il treno dei pendolari: 3 morti e decine di feriti

Pubblicato

il

Milano, 25 gennaio 2018 –Gravissimo incidente ferroviariostamattina, alle 6.57. Il treno regionale 10452, partito da Cremona alle 5.32 e diretto a Milano Porta Garibaldi, è deragliato all’altezza di Seggiano di Pioltello, alle porte di  Milano. A quell’ora il convoglio era pieno di lavoratori e pendolari, rimasti intrappolati nelle lamiere. Per tre di loro, tutte donne, l’impatto è stato fatale: hanno infatti perso la vita Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio ma residente a Vanzago (Milano), Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio ma residente a Capralba (Cremona) e Ida Milanesi, 62enne, originaria di Caravaggio (CHI SONO LE VITTIME). “Mia figlia era al telefono con mia moglie e le ha detto che il treno era deragliato, mia moglie le ha detto scappa ma poi c’è stato solo il silenzio”, ha raccontato così, tra le lacrime, Pietro, il padre di Giuseppina Pirri,  l‘ultima disperata telefonata con la figlia morta nell’incidente ferroviario.

Poi, si registrano 5 codici rossi  (3 San Raffaele, 1 Humanitas  Rozzano, 2 San Gerardo Monza), 8 codici gialli (2 Policlinico Milano, 1 Fatebenefratelli Milano, 1 Niguarda, 1 San Gerardo di Monza, 1 Cernusco, 1 Melzo, 1 San Raffaele) e 36 codici verdi ospedalizzati (4 San Donato, 10 Melzo, 5 San Paolo, 10 Cernusco sul Naviglio, 5 Niguarda e 2 Vimercate), 17 persone in trattamento presso la palestra di Segrate ed altre 3 di queste saranno ospedalizzate 75 unità segnalate  in trattamento.

Il convoglio era composto da un locomotore che spingeva quattro vetture. Nella terza vettura si è avuto il maggio numero di feriti. Il treno era partito da Cremona alle 5.32 e sarebbe dovuto arrivare a Milano Porta Garibaldi alle 7.24.  Immediatamente è stato lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti tutti i mezzi di soccorso disponibili dalla regione e anche da fuori. Dall’Emilia Romagna è giunta una eliambulanza. Intervenuti anche vigili del fuoco, Polfer e carabinieri di Cassano D’Adda. Ma anche i poliziotti del Noif – Nucleo Operativo Incidenti Ferroviari della Polizia Ferroviaria.

VERTICE IN PREFETTURA – Poco prima delle 16, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio è arrivato in Prefettura a Milano, in corso Monforte, per un vertice con le autorità sull’incidente ferroviario.  Delrio è in contatto da questa mattina con le autorità locali e ha avuto anche un colloquio telefonico con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Verso le 15 si è invece recato sul luogo dell’incidente.

LA DINAMICA

Si tratterebbe di “un cedimento strutturale di una rotaia a circa due chilometri e 300 metri dal luogo dell’incidente e non allo scambio come si era ipotizzato inizialmente. Sono comunque in corso accertamenti per individuare il punto esatto e le cause del disastro, sono trascorse ancora poche ore”, ha detto Vincenzo Macello, responsabile di Rfi della Lombardia.  ​Secondo una prima ricostruzione, il convoglio viaggiava a velocità normale al momento del deragliamento. Dopo lo scambio i primi due vagoni sarebbero passati, mentre gli altri tre dietro sarebbero finiti fuori dai binari andando a sbattere contro un palo. La rotaia che ha ceduto sulla linea Cremona-Milano stava per essere sostituita. In quel tratto erano in corso lavori di manutenzione. Lo prova una fotografia scattata esattamente nel punto in cui è avvenuto il cedimento, un paio di chilometri prima di quello in cui il treno si è poi scomposto. In quel punto manca un pezzo di rotaia lungo una ventina di centimetri. Accanto al binario, il tratto di binario nuovo che avrebbe dovuto sostituire quello vecchio e per il quale erano in corso i lavori di manutenzione. Secondo una prima ricostruzione, la dinamica dovrebbe essere questa: la rotaia cede al passaggio delle prime carrozze, ma quelle che escono dai binari sono solo quelle centrali. Il treno continua la sua corsa, ma le carrozze centrali hanno ormai le ruote fuori dal binario. Due chilometri dopo si intraversano ed è il deragliamento vero e proprio.

L’INCHIESTA

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo. “Il macchinista non è ferito, è già stato sentito e ha dato indicazioni utili”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano, a capo del pool “ambiente, salute e lavoro”, che si occupa dell’inchiesta sul deragliamento.

SOCCORSI – A rendere più complesse le operazioni di soccorso una massicciata ferroviaria a cui sono state asportate alcune ringhiere di cemento per consentire ai soccorritori di raggiungere i vagoni accartocciati sui binari. Per circa 4 ore infermieri, operatori delle forze dell’ordine hanno fatto la spola, su e giù sulle scale dei vigili del fuoco poggiate alla massicciata, per raggiungere i feriti, liberarli dalle lamiere del treno e portarli in salvo. L’ospedale San Raffaele ha attivato il piano di maxi emergenza che prevede la mobilitazione di tutto il personale, la liberazione di posti letto nei reparti, l’assistenza di un team di psicologi, l’attivazione di un numero di telefono per i familiari delle persone coinvolte.  Attivato un numero d’emergenza: i familiari possono chiamare il numero 02 26439000 per ricevere informazioni sulle persone ricoverate in ospedale: ne dà notizia su twitter il gruppo san Donato.  La Prefettura di Milano ha invece attivato il ‘Centro Coordinamento Soccorsi’ per il coordinamento delle componenti coinvolte nelle procedure di soccorso – Forze dell’Ordine, Polizia Stradale , Polizia Ferroviaria, Vigili del Fuoco, AREU 118, Croce Rossa, Trenord, Rfi. Sono state attivate delle linee telefoniche dedicate per i parenti dei viaggiatori presumibilmente presenti sul treno e per gli uffici consolari al fine di raccogliere tutti gli elementi informativi utili e fornire, appena in grado, una restituzione sulle condizioni delle persone a bordo del treno coinvolto (02 77584184 e 02 77584892).

LE TESTIMONIANZE

Drammatica testimonianza di due genitori che a Seggiano di Pioltello attendono di avere notizie della figlia, che viaggiava sul treno deragliato. “Ho sentito mia figlia al telefono poco prima. ‘Mamma aiuto, il treno sta uscendo dai binari!’. Poi il silenzio. Non mi ha detto più niente, e ora non risponde più al telefono”. Sul posto sono arrivati anche i familiari di alcuni passeggeri per avere notizie dei propri cari. “Andava tutto bene, all’improvviso il treno ha iniziato a tremare – racconta uno dei passeggeri tratti in salvo -, poi si è sentito un boato e le carrozze sono uscite dai binari. Quasi subito  abbiamo capito che cosa era successo”.  È viva per miracolo Marcella, una impiegata di 45 anni che stamani si trovava a bordo del treno deragliato nei pressi di Pioltello. “Sono stata davvero fortunata, mi sento miracolata – ha raccontato uscendo a piedi dal centro di coordinamento dei soccorsi – mi sono trovata sull’unica carrozza dove non ci sono stati feriti. Poi quando sono scesa ho visto che era successo un disastro tutto intorno a noi”.  “C’è stato un gran botto, ho perso quasi subito l’equilibrio. Poi c’è stato uno stridere fortissimo, che sembrava non finire mai, e tutti hanno iniziato a urlare”, ha raccontato P.B., uno dei feriti meno gravi.   “Ero seduta sul vagone adiacente a quello che si è messo di traverso – ha raccontato Manuela, un’altra pendolare – stavamo viaggiando tranquillamente come tutte le mattine quando abbiamo sentito un rumore allucinante venire da sotto il treno, un boato. Ho pensato che qualche ragazzo stupido avesse buttato qualcosa sui binari. Invece abbiamo cominciato a sbandare, ad un certo punto pensavamo che il treno si fosse staccato dai binari. Abbiamo scoperto solo dopo che si era staccato un pezzo del treno e si era infilato sotto il nostro vagone”.

LE REAZIONI DAL MONDO POLITICO

Immediate le reazioni da parte del mondo politico. Il sindaco Beppe Sala ha detto: “I morti sul lavoro della scorsa settimana e, oggi, il grave incidente ferroviario a Pioltello. La Milano delle sue fabbriche e dei suoi pendolari. Milano e lavoro, intreccio indissolubile anche nei giorni del dolore. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e nei trasporti, è un essenziale dovere civile”. Poi, assieme all’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza ha incontrato all’obitorio di piazzale Gorini i familiari delle vittime ed è rimasto circa mezz’ora a colloquio con loro. Cordoglio e vicinanza a chi ha perso un familiare anche da parte del governatore lombardo Roberto Maroni: “Sono in contatto costante con i vertici delle Ferrovie dello Stato, di Ferrovie Nord, Trenord e Areu che stanno accertando le cause dell’incidente”. “Sono sconvolto e addolorato. Adesso sarà necessario fare chiarezza sul perché di questo incidente”, ha affermato il candidato governatore del centrodestra per la Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Sono ore di angoscia e di dolore”, ha continuato il candidato governatore del centrosinistra Giorgio Gori. E Onorio Rosati, candidato presidente di Liberi e Uguali in Lombardia ha aggiunto: “Bisogna accertare il prima possibile la dinamica di quanto accaduto e individuare le responsabilita'”. Poi, Dario Violi, candidato del Movimento 5 Stelle: “Sono senza parole. Non si può morire da pendolare”.

CIRCOLAZIONE IN TILT  – Pesantissime le ripercussioni  alla circolazione ferroviaria e stradale della zona. Sulla linea Milano-Brescia la circolazione ferroviaria è stata interrotta dalle 7: il traffico è stato sospeso su entrambe le linee (direttissima e lenta). Fermi anche i treni di Trenitalia, che ha attivato un servizio sostitutivo con autobus sulla linea Milano-Brescia.  Sono importanti i disagi e i ritardi sulla tratta Milano-Venezia. I collegamenti delle Frecce tra Milano e Venezia percorrono l’itinerario alternativo Bologna – Verona, con conseguenti allungamenti dei tempi di viaggio mentre per i viaggiatori delle Frecce in partenza e in arrivo sulla tratta Milano – Verona, non servita al momento dal servizio ferroviario, Trenitalia ha istituito servizi di bus sostitutivi. I treni gia’ in percorrenza sulla linea stanno accumulando ritardi anche importanti: si va dalla mezzora circa del Freccia Rossa 9730, partito alle 12 e 51 invece che alle 12 e 20 dal capoluogo veneto, ai 142 del Freccia 9715, partito da Milano alle 10 e 55 invece che alle 9 e 45, per arrivare ai 214 del 9707 Torino-Trieste.

RABBIA SUI SOCIAL

Numerose proteste sui social per la comunicazione di Trenord in seguito al deragliamento del treno. Nelle stazioni lombarde sono annunciati ritardi dagli altoparlanti e sugli schermi a causa di un “inconveniente a un treno”. Stessa scelta presa dalla società sui social, dove alle 8.30 Trenord ha scritto: “Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa di un inconveniente tecnico a un treno”.

I PRECEDENTI: DAL 1944 A OGGI

Diversi gli incidneti ferroviari in Italia. Nel 1944 il peggiore di sempre, oltre 500 vittime.

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




avatar
  Iscriviti  
Notificami

ITALIA

Crolla il ponte Morandi a Genova, auto cadute nel vuoto, persone sotto le macerie. Toninelli: “Tragedia immane”

Dalle prime informazioni si parla di cedimento strutturale del ponte di ferro e acciaio. Vigili del fuoco sul posto. Alcune auto sono cadute mentre i piloni di ferro venivano giù.

Pubblicato

il

Un pezzo del viadotto Polcevera, noto come ponte Morandi, sulla A10 è crollato. Al momento non si hanno ulteriori informazioni. Sul posto vigili del fuoco.

ponte Morandi

Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco si sarebbe verificato un cedimento strutturale di una delle colonne del ponte all’altezza di via Fillak, nella zona di Sampierdarena, crollato per una lunghezza di 200 metri. I vigili del fuoco stanno lavorando per estrarre “diverse persone” da sotto le macerie.

Dalle prime immagini arrivate sui social network alcune auto sono cadute al momento in cui la struttura ha ceduto. Sul posto già diverse ambulanze e auto delle forze dell’ordine. A Genova sta piovendo a dirotto da questa mattina, un nubifragio che in alcuni momenti ha tolto completamente la visuale a chi guidava. Naturalmente nessuna notizia o ipotesi sulle ragioni che potrebbero aver causato il cedimento.

 

Il ministro Toninelli: “Tragedia immane”

“Si profila un’immane tragedia”. È quanto afferma il ministro per le Infrastruttre e Trasporti, Danilo Toninelli. “Sto seguendo con la massima apprensione ciò – riferisce il ministro in un tweet – che è accaduto a Genova e che si profila come immane tragedia. Siamo in stretto contatto con Autostrade e stiamo andando sul luogo con il viceministro, Edoardo Rixi. La mia totale vicinanza in queste ore alla città”.

“Ho visto la gente corrermi incontro, scalza e terrorizzata “. Cosi’ Alberto Lercari, autista Atp, presente al momento del crollo sul ponte Morandi, ceduto per 200 metri poco dopo le 11. Lercari proveniva da Arenzano verso Genova ovest, contattato da Agi: “Uscito dalla galleria ho visto rallentamenti e sentito un boato. La gente scappava venendo verso di me. E’ stato orribile”. Lercari ha parlato di intervento tempestivo di polizia e vigili del fuoco.

La storia del viadotto Polcevera

Il viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi poiché intitolato a Riccardo Morandi, ingegnere che l’ha progettato, attraversava il torrente Polcevera, a Genova, tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano a ovest dal centro. Inaugurato il 4 settembre 1967, fu costruito dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua, si legge su wikipedia.

È lungo 1.182 metri, ha un’altezza al piano stradale di 45 metri e 3 piloni in cemento armato che raggiungevano i 90 metri di altezza. Si tratta di un ponte a trave strallata, dove gli elementi verticali erano cavalletti costituiti da due V sovrapposte; una V aveva il compito di allargare la zona centrale ove appoggiava la trave strallata, mentre una V rovesciata sosteneva i tiranti superiori.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

 

Crediti :

Agi

Continua a leggere

ITALIA

Bologna, esplode un Tir: inferno sul raccordo autostradale. Un morto, 70 feriti

A fuoco il ponte della tangenziale, crollato. Esplose le auto di due concessionarie. Chiuso il tratto di Casalecchio in entrambe le direzioni. Case evacuate. Le prime testimonianze: “Un boato tremendo, abbiamo pensato a un attentato”. Aperta inchiesta per disastro colposo. Il premier Conte a Cesena da un ustionato grave: “Vicinanza del governo”. Di Maio: “Riferiremo in aula”. Martina: “Accertare presto la dinamica”

Pubblicato

il

BOLOGNA – Uno scenario apocalittico. E un bilancio drammatico: un morto e poco meno di un centinaio feriti – 70 ne conta la Prefettura, molti di più quelli, anche lievi, accolti e medicati negli ospedali – ma nessuno in pericolo di vita. L’inferno si è scatenato a Bologna, nel primo lunedì di agosto già reso rovente dalla calura, sul raccordo autostradale che lambisce la città poco prima delle due del pomeriggio a seguito di un tamponamento tra un’autocisterna di Gpl e un camion. Poi l’esplosione, le fiamme, una colonna di fuoco e di fumo nero. E il ponte della tangenziale, che corre parallela ai lati dell’autostrada, che crolla a metà. E ancora esplosioni, di decine di auto di due concessionarie raggiunte dall’incendio, case danneggiate e vetrine di ristoranti e negozi andate in frantumi. Il traffico in tilt, la paura della gente che si è riversata in strada, gli appartamenti vicini al luogo dell’incidente – nella prima periferia – evacuati. Un quartiere popolare, quello di Borgo Panigale noto nel mondo perché è la casa della Ducati, devastato.

Una seconda vittima era stata comunicata nelle ore successive all’incidente al Centro coordinamento soccorsi gestito dalla Prefettura per un equivoco probabilmente causato dalla difficoltà di riconoscere i resti. Il deceduto, 42 anni, è il conducente dell’autocisterna. Fra i feriti anche undici carabinieri e due poliziotti della stradale che stavano dirigendo il traffico subito dopo l’incidente stradale, prima dell’esplosione.

Cosa è successo? Un Tir, che trasportava nell’autocisterna materiale infiammabile, ha tamponato un camion che lo precedeva sul raccordo autostradale, all’altezza di Borgo Panigale. I due mezzi si sono immediatamente incendiati e sono esplosi dopo qualche minuto. E dà lì si è scatenato l’inferno. Metà ponte della tangenziale è crollato, con la carcassa di uno dei mezzi pesanti rimasta appesa al moncone del ponte. Sono esplose a catena le auto di due concessionarie della Fiat e Peugeot che si trovano fra la via Emilia e via Caduti di Amola, sotto il ponte.

Tanti gli scoppi avvertiti a più riprese: i mezzi nel parcheggio dei due saloni dell’auto che sono esplosi, vetrine andate in frantumi. Si è alzata una colonna di fiamme e fumo nero enorme visibile da tutta la città. Polizia, vigili del fuoco e ambulanze sono accorse sul posto, la macchina dei soccorsi è stata imponente. Il Comune ha lanciato l’appello: “Usate le auto solo se necessario” nella zona. Il traffico è rimasto paralizzato per ore, la gente si è riversata in strada.

 

 

 

Le prime testimonianze raccontano l’inferno. “Ho ancora l’auto sotto il cavalcavia, aspetto di capire se e quando la potrò riprendere. Mi trovavo qui per lavoro, ero al ristorante ‘Il randagio’ quando, a un certo punto abbiamo sentito uno scoppio violentissimo: ho pensato ad un attentato”, il racconto di Marco Rosadini, di Arezzo. “Con la deflagrazione il tetto di vetro del ristorante ha iniziato a crollare: le persone hanno iniziato a scappare. Eravamo seduti, a un certo punto si è sentito un boato fortissimo ed ha cominciato a venire giù tutto. Ho guardato fuori e mi è sembrata di vedere tutta una parete di fiamme. Ci sono stati 7-8 minuti di scoppi: non ho davvero pensato a un incidente, avevo pensato ad un attentato”.

La paura e i danni. L’onda d’urto causata dalla scoppio del Tir ha provocato danni nelle abitazioni vicine facendo scoppiare i vetri delle finestre di appartamenti e uffici e le vetrine dei negozi. Molta paura, i residenti sono stati evacuati. Detriti e schegge di vetro hanno causato feriti. Lo spegnimento delle fiamme è stato reso difficile dall’elevatissimo calore che ha reso complicato avvicinarsi. L’elicottero dei vigili del fuoco ha preso l’acqua dal fiume Reno per spegnere le fiamme. “L’esplosione ha determinato il crollo della soletta del tratto sovrappassante in via Elio Bragaglia e non ha coinvolto quindi direttamente la via Emilia, che dista circa 100 metri dall’evento, chiusa per consentire l’organizzazione dei soccorsi e le verifiche ai fabbricati investiti dai detriti”, scrive in una nota la società Autostrade.

I feriti. A fine giornata i sanitari contano circa un centinaio di feriti, nessuno in pericolo di vita. A fare il punto della situazione è Vincenzo Bua, direttore del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna. “Sono quasi tutti ustionati, qualcuno anche con traumi e ferite dovuti allo scoppio, in seguito a cadute o a schegge di vetro” volate nell’esplosione. La maggior parte però presentavano ustioni di primo, secondo e terzo grado. Una settantina le persone ricoverate al Maggiore, una ventina quelli trasportati al policlinico Sant’Orsola e quattro al Rizzoli. Altri feriti sono arrivati con mezzi propri agli ospedali di Bazzano e San Giovanni in Persiceto. I casi meno gravi sono stati poi spostati negli ospedali della provincia e alcuni sono già stati dimessi, mentre i quattro ustionati con lesioni più critiche sono stati inviati ai centri specializzati di Parma e Cesena.

 

 

 

Chiusa A14 e tangenziale: ecco dove passare. Immediatamente è stata chiusa l’autostrada A14 sul raccordo di Casalecchio, tra Bologna Casalecchio e il bivio con la Bologna-Taranto in entrambe le direzioni. Per lo stesso motivo è stato chiuso il tratto sulla tangenziale, tra Bologna Casalecchio e lo svincolo 3 in entrambe le direzioni. Per chi da Firenze è diretto verso Ancona o Padova la società Autostrada consiglia di uscire a Bologna Casalecchio, seguire l’asse attrezzato per Bologna, e rientrare in tangenziale in corrispondenza all’entrata n.4. Agli utenti che da Padova e Ancona sono diretti verso Firenze si consiglia di uscire a Bologna Borgo Panigale, con rientro in Tangenziale dall’entrata numero 2

L’inchiesta della Procura per disastro colposo. La zona è stata isolata per favorire i soccorsi, ma anche per il timore di ulteriori crolli. Solo dopo oltre due ore l’incendio è stato domato. Sono rimasti a lavoro soprattutto le unità cinofile e gli operatori Usar, ovvero i soccorritori che si occupano di ricerca e salvataggio in ambienti urbani. L’obiettivo era capire se c’erano altre vittime: in serata hanno accertato che non c’erano altre persone coinvolte. Intanto in Prefettura si è tenuto un vertice operativo per gestire la viabilità del nodo bolognese e la sua transitabilità. La Procura ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e per omicidio colposo. Sul posto questo pomeriggio si è recato anche il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato.

I soccorsi. Sul posto, per la Regione Emilia-Romagna, sono accorse lavicepresidente Elisabetta Gualmini, che sostituisce il presidente Stefano Bonaccini in questi giorni all’estero, e l’assessora alla Protezione civile, Paola Gazzolo, che ha contattato il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, il quale ha seguito costantemente l’evolversi della situazione. “Per domare l’incendio – fa sapere la Regione – è stato utilizzato un elicottero dei Vigili del fuoco abitualmente impiegato per gli incendi boschivi, mentre i volontari della Protezione civile sono scesi in campo per fornire bottiglie d’acqua alle persone in strada perché costrette a lasciare la propria abitazione”.

Le reazioni: il premier Conte a Cesena. “A Bologna e a Foggia, dove oggi si sono verificati due gravissimi e mortali incidenti, porterò la vicinanza di tutto il governo ai feriti e ai familiari delle vittime” annuncia il premier Giuseppe Conte. Il riferimento è anche all’incidente di Foggia, con 12 morti. “Un grazie alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, ai soccorritori e ai responsabili degli enti locali e regionali e della protezione civile con i quali sono stato costantemente in contatto per tutta la giornata”. Conte domani sarà all’ospedale di Cesena dove è ricoverato un ferito rimasto gravemente ustionato; poi si potrebbe spostare nel capoluogo per una visita all’ospedale dove ci sono altri feriti. Solidarietà  ai famigliari delle vittime è stata espressa anche dal presidente della Camera Roberto Fico e dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati.

 

 

L’Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio per le vittime dell’incendio di Bologna.”Un pensiero alle vittime e ai feriti della terribile esplosione di Borgo Panigale e un grazie di cuore ai 100 vigili del fuoco prontamente intervenuti sul posto”, scrive su Facebook il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini. Il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli sta seguendo tutti i passaggi. “Naturalmente solidarietà massima ai parenti delle vittime – dichiara – Contemporaneamente stiamo cercando di garantire una circolazione sufficiente e accettabile in un tratto così importante di traffico”. “Quello che noi possiamo assicurare come governo è di agire subito” e “rispondere alle informative urgenti proposte da alcuni senatori”, assicura il vicepremier Luigi Di Maio in aula al Senato in merito agli incidenti di Bologna e Foggia.

Dopo avere espresso la vicinanza “di tutto il governo” alle vittime e ai loro familiari e ringraziato le forze dell’ordine per i soccorsi, Di Maio ha sottolineato che si tratta di “due tragedie che ci interrogano su tanti temi, la sicurezza stradale, il caporalato e tanto altro, su cui agiremo tempestivamente”. Il pensiero ad entrambi gli incidenti a Bologna e Foggia, alle vittime e ai soccorritori, è anche del segretario Pd Maurizio Martina che incalza: “Occorre accertare presto la dinamica dei fatti”. I sottosegretari alla Cultura e Turismo, Lucia Borgonzoni, e alla Giustizia Jacopo Morrone, si recheranno domani mattina sul luogo dell’incidente e a visitare i feriti ricoverati a Bologna. Di una “tragedia sconvolgente” parla l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini, rientrato con urgenza dalle ferie. “Ora la priorità – scrive- è svolgere le operazioni di soccorso”.

 

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Crediti :

la Repubblica

Continua a leggere

ITALIA

Alessandra Piastra Calise: la mamma “informata” che augura la morte a Burioni

Alessandra Piastra Calise spiega il motivo del suo accanimento: “I vaccini non servono perchè gli anticorpi se li fanno i bambini giocando per terra”. Un’affermazione ridicola ma, purtroppo, anche pericolosa perchè diversi genitori hanno convinzioni simili, basate sulle assurdità, sul nulla scientifico. Intanto i bambini non vaccinati hanno avuto conseguenze letali divorate dalle malattie per cui non sono stati vaccinati.

Pubblicato

il

«Ho saputo che vai al mare al n… prego di non incontrarti e in cuor mio spero che affoghi! Per ogni lacrima versata, per ogni notte insonne, per ogni discriminazione, per ogni ora tolta ai nostri figli dietro questa guerra… il mio più sonoro vaff!….»: Alessandra Piastra Calise, mamma “informata” di Rimini, è su tutti i giornali da ieri per la minaccia rivolta a Roberto Burioni, virologo impegnato sul fronte dei vaccini.

Alessandra Piastra Calise: la mamma informata che augura la morte a Burioni

Alessandra Piastra Calise è una vecchia conoscenza di Burioni: qualche tempo fa, come ha raccontato lo stesso virologo, l’aveva incontrata in una trasmissione televisiva di un canale locale “dove la signora aveva provato a spiegarmi che i vaccini non servono, visto che i bambini gli anticorpi se li fanno a terra giocando”. Secondo quanto ha scritto la stampa locale ieri sull’episodio starebbe indagando la Digos della Polizia.

 

minacce a Burioni

n un post pubblicato su Facebook, la donna scrive, riferendosi al medico concittadino, “ho saputo che vai al mare al n… prego di non incontrarti e in cuor mio spero che affoghi! Per ogni lacrima versata, per ogni notte insonne, per ogni discriminazione, per ogni ora tolta ai nostri figli dietro questa guerra… il mio più sonoro vaff!”.

 

 

Sull’affondo contro il virologo – che, viene ricordato dalla stampa, aveva avuto un faccia a faccia televisivo con l’autrice del post nel 2016, entrambi ospiti della trasmissione ‘Virus’ – vigila la Digos di Rimini su segnalazione dei colleghi milanesi che si occupano direttamente delle minacce ricevute da Burioni, considerato una sorta di nemico da chi è contrario alle vaccinazioni.

minacce a Burioni

Intanto la fantasia degli utenti dei social network comincia a sbizzarrirsi:

roberto burioni

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Continua a leggere

Newsletter

Italia

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

  • 1 March 2018 by Graziella Di Gasparro

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

c’è bisogno di dare retta ai dementibiblici?
  • 20 February 2018 by

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

I più letti

Loading...