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Mini placente ricreate in laboratorio

La creazione di organoidi di placenta permetterà di studiare in dettaglio i processi che si verificano all’interno di un organo per il quale i ricercatori attualmente non hanno un modello animale adeguato, chiarendo così anche i meccanismi all’origine dei gravi problemi che possono presentarsi durante la gravidanza, dagli aborti spontanei alla preeclampsia

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Micrografia elettronica in falsi colori di un frammento di placenta. Sono chiaramente visibili i villi coriali e in rosso i vasi sanguigni. (© Science Photo Library / AGF)

Per la prima volta un gruppo di ricercatori è riuscito a ricreare in laboratorio lo sviluppo della placenta, ottenendo diverse “mini placente”  – propriamente, organoidi di placenta – in grado di sopravvivere a lungo. L’impresa è stata portata a termine da biologi dell’Università di Cambridge, in Gran Bretagna, con la collaborazione del Wellcome Trust e del Centre for Trophoblast Research ed è descritta in un articolo su “Nature”. Il risultato consentirà nuovi passi in avanti nella comprensione dei meccanismi all’origine di gravi problemi che possono verificarsi nel corso della gravidanza, dalla preeclampsia agli aborti spontanei.

Poiché i meccanismi di sviluppo della placenta e di impianto dell’ovulo fecondato variano molto da specie a specie, non esistono modelli animali che aiutino a chiarire in dettaglio i processi in atto durante quelle fasi negli esseri umani. Negli ultimi anni, i ricercatori hanno quindi tentato di creare organoidi di placenta a partire da staminali embrionali, senza però riuscire a ottenere colture in grado di differenziarsi in tutte le strutture placentari e/o di sopravvivere per un tempo sufficiente agli studi.

Ashley Moffett e colleghi sono ora riusciti nell’impresa partendo da trofoblasti – le cellule embrionali che danno origine alla placenta – prelevati dai villi placentari di donatrici e messi in un adeguato mezzo di coltura. I trofoblasti si sono poi correttamente differenziati sia nelle cellule della parte più interna della placenta sia in quelle della parte più esterna, dalla quale emergono i villi coriali, le strutture che penetrano nell’endometrio uterino assicurando il collegamento fra la madre e l’embrione. Lo studio è completa un’altra ricerca condotta dallo stesso gruppo e pubblicata poche settimane fa  sempre su “Nature”, relativa alle interazioni fra cellule dell’endometrio e cellule dei villi coriali. Insieme, i risultati ottenuti permetteranno di capire perché, per esempio, la placenta è in grado di impedire che alcune infezioni passino dal sangue materno al feto, mentre altre, come il virus Zika, riescono a superare questa barriera.

Gli organoidi di placenta potranno inoltre essere usati per testare la sicurezza di farmaci da somministrare nel corso dei primi mesi di gravidanza, per controllare in che modo le anomalie cromosomiche possono perturbare il normale sviluppo e, in prospettiva, sperimentare terapie con cellule staminali per i casi in cui si verificano ripetuti aborti spontanei precoci.





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le Scienze

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Il transumanesimo sbarca a Montecitorio

La mentalità transumanista definito singolarità è sbarcata al senato. Ed è stata applaudita.
Marco Antonio Attisani, fondatore e CEO di Watly ricevuto al Senato. L’evento si era svolto presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari

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A Montecitorio e in Senato parlavano di transumanesimo, salti quantici e nuova umanità OGM. 

Secondo Albert Cortina

Il Transumanesimo è un’ideologia, o una corrente di pensiero che sostiene la causa della transizione dell’essere da umano a postumano. Questa ideologia non è un umanesimo, ma un’altra cosa. L’associazione mondiale transumanista (World Transhumanist Association), che è un movimento globale, definisce il transumanesimo come una forma di pensare il futuro. Una nuova forma in cui l’essere umano cessa di evolvere biologicamente e culturalmente e, a partire già da ora, l’evoluzione sarà biotecnologica, grazie all’utilizzo di tecniche applicate in diverse discipline scientifiche, che permettono il controllo sulla natura, sulla biologia e su altre realtà. Questo significa trasformare la specie umana, ibridandola con elementi tecnologici per farla diventare un prodotto artificiale. Sarà indipendente dalla natura e arriverà a disegnare se stessa come vorrà.

Sinteticamente, quello che la definizione di transumanesimo di tale associazione sottintende è che possiamo fare tutto, siamo dei. E qualcosa in più: “Avremo l’obbligo morale di cambiarci”, ovvero, non è solo per coloro che vogliono ma per tutti. Questa è una caratteristica propria delle ideologie: iniziano a introdursi sottilmente, sotto le sembianze di bene, come il miglioramento della salute e altre questioni che richiedono un’accettazione volontaria, per poi trasformarsi in totalitarie e obbligatorie per tutti.

Può sembrare fantascienza, ma è già in moto il progetto 2045, nel quale si sta investendo moltissimo denaro e che tocca l’aspetto dell’immortalità cibernetica e di come se il nostro essere materia intangibile, la nostra identità, potrebbe trasferirsi a un ologramma, un cyborg o a un robot, al fine di raggiungere l’immortalità….

Huxley, nel suo libro “Il mondo nuovo”, affermò cose molto serie nell’anno 1932. Disse: “La scienza e la tecnica al servizio degli interessi di potere condurranno il mondo a forme sociali di dominazione assoluta, a istituzioni oppressive, che coinvolgeranno inevitabilmente tutti e alle quali nessuno potrà sfuggire”. “Una dittatura perfetta avrà le sembianze della democrazia, ma sarà come una prigione senza muri, in cui tutti i prigionieri nemmeno si sogneranno di scappare, sarà essenzialmente un sistema di schiavitù nel quale, grazie al consumo e all’intrattenimento, gli schiavi ameranno la loro condizione servile”. Nessuno nel 1932 capiva queste parole, ma ora iniziamo a comprendere: realtà virtuale, videogiochi, cyborgs…

La tecnologia in sé non è un male, porta molti benefici, ma bisogna stabilire una serie di limiti che ancora non sono stati stabiliti…dal momento che questo è come un vaso di Pandora è necessario determinare eticamente se sia conveniente o meno continuare ad aprire porte e fino a che punto.





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A lezione di satelliti con gli esperti dell’Agenzia spaziale europea

L’Esa cerca studenti appassionati di tecnologia per sviluppare le piccole sonde da lanciare in orbita del futuro. Non rimane che farsi avanti

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Gli studenti di tutta Europa sono richiamati all’attenzione dall’Esa (European Space Agency): c’è la possibilità di partecipare a un training completamente gratuito per imparare a sviluppare e testare piccoli satelliti, i cosiddetti CubeSats, direttamente con gli esperti di tecnologia e scienze spaziali dell’Agenzia.

L’iniziativa, ribattezzata Fly Your Satellite, è alla sua terza edizione e i satelliti prodotti dai team di studenti della prima sono in orbita ormai da tre anni. Vuoi diventare il prossimo protagonista? Dai un occhio alla call – e, naturalmente, in bocca al lupo!





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ESA, Wired

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Un Google Maps in 3D per il cervello

Un nuovo software permette agli scienziati di viaggiare in lungo e in largo attraverso il sistema nervoso di un qualsiasi essere vivente

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Farsi un giro attraverso la materia grigia di un essere vivente e osservarlo con una risoluzione mai vista prima – di un singolo nanometro – è oggi possibile. Lo strumento si chiama BigStitcher, un software che ricostruisce in realtà virtuale intere aree del sistema nervoso e attraverso il quale si può persino mettere in evidenza le differenze tra un neurone e l’altro.

Esplorate il cervello di un topolino con questo video, dove le fibre nervose che esprimono alcuni geni particolari sono distinte dalle altre per il colore verde: un piccolo dettaglio, dal punto di vista estetico, ma che può fare un’enorme differenza quando si tratta di studiare l’evoluzione di una patologia o gli effetti di un farmaco.

(Credit video: Preibisch Lab / Treier Lab, MDC)





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