Contattaci

Bufale

Negare pubblicamente che lo smog uccida? Grazie a Trump ora è possibile

Pubblicato

il

ll’alba dell’accordo di Parigi c’è stato un breve periodo nel quale molti avrebbero scommesso sulla prossima estinzione del negazionismo climatico. I segnali in effetti sembravano piuttosto evidenti, anche da noi. Se una volta i maggiori quotidiani proprio non potevano esimersi dal dare spazio ai cosiddetti dissidenti, la loro influenza era andata scemando al punto che nel 2015 il gruppo Climalteranti aveva rinunciato ad assegnare il premio educativo A qualcuno piace caldo: nell’anno precedente non c’erano state candidature all’altezza del riconoscimento dedicato a chi in Italia disinforma sul clima.

Poi è arrivata la vittoria di #Trump e le cose sono cambiate molto in fretta. Il magnate aveva definito il riscaldamento globale una bufala per favorire la Cina, e nonostante prima dell’insediamento avesse apparentemente ingentilito i toni, nella pratica la sua amministrazione ha proceduto in completo accordo col suo noto negazionismo, installando nei ruoli chiave persone con un lungo curriculum di lotta alla scienza.

Anche da noi improvvisamente argomentazioni a livello dell’astrologia tornavano sullo stesso piano delle spiegazioni dei climatologi, ma il negazionismo climatico, purtroppo, si star rivelando solo la punta dell’iceberg per quanto riguarda la presidenza Trump e l’ambiente. Da una tavola rotonda in occasione dell’ultimo Conservative Political Action Conference del mese scorso sembrerebbe che ormai non ci sia limite alle menzogne sull’ambiente e la salute propagandate da parte dei più influenti sostenitori di Trump.

Gli ospiti del panel (non esattamente gremito a dir la verità) erano il giornalista e saggista James Delingpole, terrore delle pale eoliche ed editor della costola britannica del sito complottista di estrema destra Breitbart News, il blogger negazionista Tony Heller (aka Steve Goddard), e Steve Milloy, avvocato per lungo tempo a libro paga di varie industrie particolarmente interessate a limitare regolamentazioni e responsabilità, tra cui tabacco e combustibili fossili. Nel complesso i tre propagandisti hanno sfoderato i soliti imbarazzanti argomenti: gli ambientalisti sono cocomeri (verdi fuori ma rossi dentro), il riscaldamento globale è una fake news, sostituire i combustibili fossili uccide posti di lavoro ecc…. L’unica differenza è la palpabile soddisfazione, più volte sottolineata, di avere finalmente un presidente in grado di recepire i loro consigli. Ma tra tutti Steve Milloy è riuscito ad andare oltre.

L’Environmental Protection Agency, è da tempo uno dei bersagli dei datori di lavoro di Milloy e degli altri intervenuti: voluta da Richard Nixon nel 1970 si tratta infatti dell’ente che ha il potere di trasformare le leggi in materia ambientale approvate dal congresso in regolamentazioni, e di farle rispettare.

Ma l’Epa, secondo Milloy e soci, è un’istituzione corrotta e rispondendo a una domanda il lobbista ha raccontato che vent’anni prima l’agenzia avrebbe addirittura soppresso il parere di una commissione indipendente secondo la quale l’ inquinamento atmosferico non uccideva nessuno. Allora l’Epa che avrebbe voluto a tutti i costi una nuova regolamentazione ammazza-imprese, avrebbe quindi affidato la ricerca a una nuova commissione formata da personale legato all’agenzia da grant di ricerca milionari. Naturalmente questi ultimi non avrebbero fatto altro che sottoscrivere i pregiudizi dell’agenzia.

Non è certo questa la prima volta che il lobbista si scaglia contro l’agenzia e nega i danni conclamati dello smog: da tempo Milloy afferma che l’ #inquinamento atmosferico, persino quello insostenibile di alcune città cinesi, non uccide nessuno. All’argomento ha anche dedicato un recente libro intitolato Scare Pollution: Why and How to Fix the EPA, dove ancora una volta il problema non è chi inquina gli Stati Uniti, ma chi dovrebbe impedirlo.

L’argomentazione di base è che non ci sarebbero prove sufficienti per affermare che l’inquinamento atmosferico da polveri sottili (PM 2,5) è letale, ma “solo” su studi epidemiologici che evidenziano correlazione, e non causa. Se è certamente vero che bisogna ricordare il mantra correlazione≠causalità, è anche vero che oltre a montagne di studi che evidenziano associazioni tra inquinamento dell’aria e gravissime malattie esiste già un’ampia letteruatua dedicata ai meccanismi di azione di queste particelle. Delle due l’una: o tutti gli epidemiologi del mondo stanno, dall’Oms al nostro Istituto Superiore di Sanità, stanno complottando con l’Epa per uccidere le centrali a #carbone oppure forse un avvocato che è stato alle dipendenze della Philip Morris non è esattamente l’autorità ultima a cui rivolgersi in materia di salute pubblica.

Milloy è da tempo un ospite dell’annuale convention conservatrice, è regolare opinionista di Fox News e gestisce il blog Junk Science, dove la scienza spazzatura non sarebbe altro che quella mainstream e accettata dalla comunità scientifica. Sarebbe quindi lecito chiedersi come mai lui e altri disinforamtori ricevano ora tanta attenzione.

La ragione si può intuire dal titolo del panel: Fake climate news camouflaging an anti-capitalist agenda – and what president Trump plans to do about it.

Delingpole, Heller e Milloy sono estremisti nel campo del negazionismo scientifico, ma col nuovo presidente quello che affermano diventa molto più rilevante. Steve Milloy si trovava addirittura nel team di transizione che ha traghettato il presidente eletto Trump fino alla formazione del suo gabinetto, e infatti ora alla guida dell’Epa c’è Scott Pruitt, un negazionista che da Procuratore generale dell’Oklahoma ha intentato 14 processi contro l’agenzia che ora presiede.

Gli elettori di Trump che hanno creduto alle sue promesse di aria e acqua pulita, magari grazie al cosiddetto carbone pulito, potrebbero presto rimanere delusi.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia una recensione

Per commentare puoi anche connetterti tramite:




avatar
  Iscriviti  
Notificami

Bufale

La bufala dell’eredità da 3 milioni lasciata a Silvio Berlusconi

 

Bufala!

Pubblicato

il

Gira molto, in Rete, la storia di una 88enne dell’Aquila che avrebbe lasciato un’eredità milionaria a Silvio Berlusconi. È una bufala: creata dalla “fabbrica italiana delle fake news”

La storia fa più o meno così: una ottantottenne aquilana, deceduta 20 giorni fa, ha lasciato in eredità tutti i suoi beni, ammontanti a 3 milioni di euro a Silvio Berlusconi. La notizia — riportata da alcune agenzie di stampa e ripresa da molti siti — è resa nota dall’avvocato Andrea Ferrari, che in una nota descrive il profilo della generosa signora: «Anna C. ex impiegata della Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, originaria di L’Aquila ma con ultima residenza a Palermo», «venuta a mancare circa venti giorni fa, nubile e senza figli, proprietaria di ben 3 immobili, diversi terreni e due conti correnti», avrebbe deciso di lasciare il denaro «al Cavaliere in ragione – come si legge nel testamento – della riconoscenza per gli anni di lavoro passati insieme». Una vicenda curiosa: e completamente falsa. Anche questa, infatti — come molte altre, apparse nelle scorse settimane — non è che una bufala, messa in piedi da quella che Paolo Beltramin, sul Corriere, aveva descritto come «la fabbrica italiana delle fake news»: la fantomatica F.I.R., fondazione italiana risparmiatori.

La fondazione fantasma

«Il sito web ufficiale della Fir», scriveva Beltramin giorni fa, «la presenta come «un’associazione di consumatori e utenti, liberamente costituita, autonoma, senza fini di lucro e a base democratica e partecipativa». Nei contatti, però, non ci sono né un numero fisso né nomi propri, solo un cellulare anonimo. A una ricerca più approfondita, si scopre che la Fir non è nel registro delle fondazioni lombarde, non ha codice fiscale né partita Iva; lo stesso sito web è stato registrato appena quattro mesi fa, nella Repubblica Ceca. In compenso viene indicata la sede, davvero prestigiosa: via Tortona 37 a Milano, nel cuore del distretto della moda e del design, proprio dove in questi giorni è in scena il Salone del Mobile». E al numero di cellulare — lo stesso dell’avvocato Ferrari, quello della fantomatica 88enne dell’Aquila — chi risponde? Giorni fa, «Andrea Rossi, avvocato»: che aveva promesso di «spedirci via mail carta d’identità, atto fondativo e statuto della fondazione, riferimenti dei notai coinvolti: stiamo ancora aspettando»

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Crediti :

il Corriere

Continua a leggere

Bufale

La bufala su Alfie Evans: sarebbe un danneggiato da vaccino che le autorità vogliono eliminare

 

Qualcuno racconta sui social di essere alla ricerca di “prove” sul fatto che Alfie Evans sia nato sano e si sia ammalato per colpa dei vaccini. Ma è solo un comportamento da sciacallo di fronte a un caso di grande sofferenza umana

Pubblicato

il

La corte d’appello di Londra ha rigettato il ricorso presentato da Tom e Kate Evans, i genitori di Alfie, contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino dal Regno Unito verso un ospedale italiano. Secondo i giudici, che hanno motivato la propria decisione, il trasferimento verso il nostro Paese sarebbe sostanzialmente inutile, viste le attuali precarie condizioni di salute del piccolo Alfie.

In questa vicenda complessa, che tocca temi non solo scientifici ma anche etici e politici, si inseriscono poi le tesi del tutto infondate di chi sostiene di aver capito da dove deriva la malattia di Alfie e come mai ci sia un (relativo) ostruzionismo politico e amministrativo.

In sintesi, secondo i sostenitori di una delirante teoria del complotto, Alfie si sarebbe ammalato a causa delle vaccinazioni, avendo sviluppato la malattia solo a partire da qualche mese dopo la nascita. Come se non bastasse, spiegano i complottisti, le autorità sanitarie e politiche sarebbero a conoscenza di quanto la malattia di Alfie sarebbe correlata ai vaccini, e proprio per questo starebbero tentando di accelerare la morte del bambino, in modo da distruggere quanto prima le fantomatiche provedell’accaduto.

Ovviamente gli elementi a sostegno di questa teoria – che qualcuno su Facebook dice di avere ormai raccolto, pur senza spiegare di che cosa si tratta – sono del tutto inesistenti. Nonostante per il momento non sia ancora stata fatta una diagnosi certa del disturbo di Alfie, è stato verificato che si tratta di una patologia neurodegenerativa, probabilmente una rara malattia mitocondriale che si è sviluppata progressivamente dopo la nascita e che ha costretto il bambino a vivere nel reparto di terapia intensiva di un ospedale da quando aveva sette mesi di vita.

Per i medici, la possibilità che la malattia sia imputabile ai vaccini è così remota che non è stata nemmeno presa in considerazione, dato che è invece molto probabile che l’origine del disturbo sia di tipo genetico e dunque ereditario.

I due genitori stanno tentando tutte le possibili vie per fare in modo che l’assistenza ad Alfie sia garantita più a lungo possibile, incluso anche il racconto online della vita del bambino, ma né loro né altri hanno mai parlato di vaccinazioni, tanto che non è nemmeno scritto a quali iniezioni di immunizzazione il neonato sia stato sottoposto nel corso della sua breve vita.

Tra l’altro non si trova traccia di una simile tesi di correlazione vaccino-malattia nelle fonti online britanniche, dunque pare che la teoria di complotto su Alfie sia un’esclusiva italiana, di cui di certo non c’è da andar fieri. Anche se per ora è difficile fare una stima di quanti siano i sostenitori di questa scellerata idea, sfruttare un caso mediatico per fare becera propaganda contro i vaccini (peraltro senza portare prove ma solo dichiarazioni infondate) ha portato a definire tali tecniche di utilizzo dei social network come uno sciacallaggio.

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

Crediti :

Wired

Continua a leggere

Bufale

La bufala dell’UFO transitato davanti alle cascate cinesi

BUFALA!

Pubblicato

il

Sta circolando in rete (con tante visualizzazioni e condivisioni) un video in cui un oggetto volante non identificato, un UFO, transita tranquillamente di fronte ad una cascata piena di turisti. Il video  vorrebbe sottolineare che, ormai, la gente non è più interessata ad astronavi aliene, oppure è inibita.

Quindi gli alieni ci stanno invadendo ma a nessuno importa.

Vediamo il video, ovviamente un fake…

 

 

Perchè è un fake?

Il video è falso perchè è un videomontaggio, l’ UFO è stato inserito in un vecchio video che è in rete da qualche anno.

 

Ecco il video originale, stessa cascata, stessa gente ma niente UFO, quello è stato aggiunto in seguito con un programma di videoediting.

 

Cose dell’altro mondo insomma!

 
  

Licenza Creative Commons

Help Chat 

 

 

 

 

Continua a leggere

Newsletter

Bufale

Commenti più votati

  • 9 February 2018 by Giovanni Darko

  • 1 March 2018 by Graziella Di Gasparro

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

c’è bisogno di dare retta ai dementibiblici?
  • 20 February 2018 by

2

Tesla nello Spazio, smontiamo le obiezioni dei terrapiattisti

Sul serio c’è gente che pensa che la terra sia ...
  • 17 February 2018 by Simona Masini

2

I nanorobot sono in grado di distruggere ogni tipo di tumore

Trovi qualcosa qua : https://www.bambinidisatana.com/arrivo-la-pillola-inverte-linvecchiamento/
  • 14 February 2018 by Bambini di Satana

I più letti

Loading...