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Nel Regno Unito sei bambini autistici sono stati “curati” con la candeggina

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Vecchie truffe e nuovi santoni. Era il 2010 quando, partendo dagli Stati Uniti, si era diffusa in tutto il mondo la demenziale pratica di tentare di curare una lunga serie di patologie attraverso un disinfettante a base di composti del cloro. Oggi, a distanza di quasi otto anni, pare che non sia cambiato granché (almeno nel Regno Unito), a parte due dettagli: il nome del guru, che prima era Jim Humble e ora invece è Danny Glass, e la tipologia di disturbi trattati, dato che ci si sta concentrando soprattutto sull’autismo.

ANTIBUFALA Attenzione! Rischio bufala elevato

Il fenomeno è tornato all’attenzione dei media dalla fine di gennaio, quando il quotidiano britannico Daily Mirror ha pubblicato una dettagliata inchiesta sull’attuale diffusione del fenomeno. Scoprendo che, solo negli ultimi mesi, almeno sei coppie di genitori sono state interrogate dalla polizia dopo essere state accusate di aver rischiato di avvelenare i propri figli autistici attraverso la somministrazione di trattamenti alternativi potenzialmente pericolosi.

I media britannici lo hanno definito scandalo Bleachgate, che da noi potrebbe essere tradotto con qualcosa del tipo Candeggiopoli.

Difficile credere che un genitore, seppur mosso dalla disperazione, possa essere così scellerato da somministrare a un infante della candeggina come quella che si trova in vendita nei supermercati. E infatti non è esattamente così poiché, al posto di una soluzione di ipoclorito di sodio al 10% come quella utilizzata per le disinfezioni domestiche, ne viene somministrata un’altra molto più diluita.

candeggina

(Foto: Sunday People)

La tesi pseudo-scientifica di chi promuove il trattamento

Il punto di partenza per giustificare i trattamenti  è l’idea che l’autismo sia causato da (non meglio precisati) parassiti che albergherebbero nel corpo dei bambini, accumulandosi soprattutto nell’apparato digerente e in particolare nel tratto intestinale. La fantomatica cura per l’autismo, dunque, consisterebbe in un lavaggio disinfettante da praticare per bocca o attraverso un clistere, impiegando opportune soluzioni candeggianti che possano uccidere ed eliminare i parassiti. La terapia (se così si può definire) pare possa prevedere fino a 16 somministrazioni al giorno per un periodo prolungato che va dai tre ai sei mesi, anche se solitamente si parla di 7 ingestioni per via orale o 3 clisteri al giorno. Una terapia da portare avanti anche qualora il bambino lamenti dolori e bruciori, confidando che siano il segno dell’efficacia del trattamento e notando che la capacità di sopportazione del paziente tende a migliorare giorno dopo giorno.

Ma cosa c’è dentro?
Su questo punto ormai i dubbi sono pochi, perché la composizione della soluzione è stata stabilita accuratamente. Il prodotto commerciale più spesso associato a questa pratica è la Miracle Mineral Solution (Mms), per la quale Salvo Di Grazia sul suo blog approfondì la questione più di sette anni fa. Originariamente, tra l’altro, la Mms era spacciata come la panacea per tutti i mali, mentre ora pare che il focus sia centrato sui trattamenti per l’autismo. In sintesi si tratta di una miscela molto diluita di ipoclorito di sodio e acido citrico, che reagendo formano una miscela comunemente impiegata (in forma concentrata) anche nelle industrie come detergente, sbiancante e smacchiante.

O è inutile, o fa male
Sul fatto che ingerire o spruzzarsi nell’intestino candeggina possa far male alla salute non c’è molto da aggiungere. I primi sintomi sono generalmente vomitodiarrea e disidratazione, a cui si aggiunge una lunga lista di altri effetti tossici a medio e lungo termine, inclusi possibili danni al dna dovuti al forte potere ossidante della sostanza.

Tuttavia nei prodotti come la Mms si utilizza un piccolo trucco di marketing, nel senso che si millantano fantastiche proprietà disinfettanti nonostante la soluzione in vendita sia poco più che acqua del rubinetto. Abbassando drasticamente la quantità di additivi a base di cloro, infatti, si ottiene nella pratica una miscela così diluita da avere concentrazioni di disinfettante paragonabili a quelle immesse negli acquedotti urbani, o al massimo come quelle di una piscina. In questo caso si riducono drasticamente anche gli effetti nocivi della soluzione, ma a maggior ragione diventa evidente che la miscela non possa avere alcun effetto benefico nel trattare l’autismo. Qualora la soluzione fosse più concentrata, invece, all’assenza di benefici si aggiungerebbero altri effetti collaterali da utilizzo prolungato come corrosione dei tessutiipercloremia e disordini idroelettrolitici, tanto più seri quanto più il bambino è piccolo.

La truffa ha un motore economico?
Con il vecchio santone Jim Humble il legame con il denaro era più evidente, perché oltre alla soluzione Mms (in vendita a 30 euro a flacone) si trovano online anche una serie suoi di libri che promuovono il trattamento e tentano di darne una giustificazione scientifica. Con Danny Glass, invece, la questione è un po’ più sottile, perché (almeno apparentemente) non c’è alcun guadagno diretto dalla promozione dei trattamenti.

(Foto: YouTube)

 

Noto anche come Sunfruit Dan, Glass è un ex tossicodipendente di origini britanniche ora trasferito in Thailandia, che lo scorso mese ha raccontato pubblicamente di aver causato la morte della propria fidanzata incinta in seguito a un incidente stradale dovuto alla sua guida spericolata. Visto il curriculum, è possibile che non ci sia alcun sopraffino piano economico, e probabilmente lo stesso Glass non ha ancora ben chiaro come monetizzare la propria popolarità. Anzi, secondo quanto emerso dall’inchiesta pare che altri abbiano già pensato di sfruttare i suoi video per avviare qualche attività.

Dettagli inquietanti e dove trovarli
Il Daily Mirror ha scoperto, grazie alla testimonianza di alcuni genitori, dell’esistenza di un gruppo segreto su Facebook in cui ci si scambiano consigli e feedback sulla terapia. E in cui si trovano altre persone riconducibili alla catena di distribuzione del Mms o che offrono consulenze a pagamento via Skype. Probabilmente sconfortati dall’assenza di una cura efficace per l’autismo, molti genitori che hanno deciso di tentare il trattamento si sono lasciati convincere da argomentazioni del tutto infondate e anti-scientifiche. Tra chi sostiene che ci sia un complotto da parte delle case farmaceutiche per mantenere sotto censura gli effetti benefici della candeggina diluita, chi realizza una sorta di statistica sulla base dei commenti sui miglioramenti clinici pubblicati online da parte dei genitori e chi chiede l’inserimento a posteriori della Mms tra le cure alternative soggette a sperimentazione clinica sull’uomo, purtroppo è difficile credere che il fenomeno si stia esaurendo.

 
  

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Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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I vaccini fanno male, la candeggina invece…

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La bufala dell’eredità da 3 milioni lasciata a Silvio Berlusconi

 

Bufala!

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Gira molto, in Rete, la storia di una 88enne dell’Aquila che avrebbe lasciato un’eredità milionaria a Silvio Berlusconi. È una bufala: creata dalla “fabbrica italiana delle fake news”

La storia fa più o meno così: una ottantottenne aquilana, deceduta 20 giorni fa, ha lasciato in eredità tutti i suoi beni, ammontanti a 3 milioni di euro a Silvio Berlusconi. La notizia — riportata da alcune agenzie di stampa e ripresa da molti siti — è resa nota dall’avvocato Andrea Ferrari, che in una nota descrive il profilo della generosa signora: «Anna C. ex impiegata della Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, originaria di L’Aquila ma con ultima residenza a Palermo», «venuta a mancare circa venti giorni fa, nubile e senza figli, proprietaria di ben 3 immobili, diversi terreni e due conti correnti», avrebbe deciso di lasciare il denaro «al Cavaliere in ragione – come si legge nel testamento – della riconoscenza per gli anni di lavoro passati insieme». Una vicenda curiosa: e completamente falsa. Anche questa, infatti — come molte altre, apparse nelle scorse settimane — non è che una bufala, messa in piedi da quella che Paolo Beltramin, sul Corriere, aveva descritto come «la fabbrica italiana delle fake news»: la fantomatica F.I.R., fondazione italiana risparmiatori.

La fondazione fantasma

«Il sito web ufficiale della Fir», scriveva Beltramin giorni fa, «la presenta come «un’associazione di consumatori e utenti, liberamente costituita, autonoma, senza fini di lucro e a base democratica e partecipativa». Nei contatti, però, non ci sono né un numero fisso né nomi propri, solo un cellulare anonimo. A una ricerca più approfondita, si scopre che la Fir non è nel registro delle fondazioni lombarde, non ha codice fiscale né partita Iva; lo stesso sito web è stato registrato appena quattro mesi fa, nella Repubblica Ceca. In compenso viene indicata la sede, davvero prestigiosa: via Tortona 37 a Milano, nel cuore del distretto della moda e del design, proprio dove in questi giorni è in scena il Salone del Mobile». E al numero di cellulare — lo stesso dell’avvocato Ferrari, quello della fantomatica 88enne dell’Aquila — chi risponde? Giorni fa, «Andrea Rossi, avvocato»: che aveva promesso di «spedirci via mail carta d’identità, atto fondativo e statuto della fondazione, riferimenti dei notai coinvolti: stiamo ancora aspettando»

 
  

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Crediti :

il Corriere

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La bufala su Alfie Evans: sarebbe un danneggiato da vaccino che le autorità vogliono eliminare

 

Qualcuno racconta sui social di essere alla ricerca di “prove” sul fatto che Alfie Evans sia nato sano e si sia ammalato per colpa dei vaccini. Ma è solo un comportamento da sciacallo di fronte a un caso di grande sofferenza umana

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La corte d’appello di Londra ha rigettato il ricorso presentato da Tom e Kate Evans, i genitori di Alfie, contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino dal Regno Unito verso un ospedale italiano. Secondo i giudici, che hanno motivato la propria decisione, il trasferimento verso il nostro Paese sarebbe sostanzialmente inutile, viste le attuali precarie condizioni di salute del piccolo Alfie.

In questa vicenda complessa, che tocca temi non solo scientifici ma anche etici e politici, si inseriscono poi le tesi del tutto infondate di chi sostiene di aver capito da dove deriva la malattia di Alfie e come mai ci sia un (relativo) ostruzionismo politico e amministrativo.

In sintesi, secondo i sostenitori di una delirante teoria del complotto, Alfie si sarebbe ammalato a causa delle vaccinazioni, avendo sviluppato la malattia solo a partire da qualche mese dopo la nascita. Come se non bastasse, spiegano i complottisti, le autorità sanitarie e politiche sarebbero a conoscenza di quanto la malattia di Alfie sarebbe correlata ai vaccini, e proprio per questo starebbero tentando di accelerare la morte del bambino, in modo da distruggere quanto prima le fantomatiche provedell’accaduto.

Ovviamente gli elementi a sostegno di questa teoria – che qualcuno su Facebook dice di avere ormai raccolto, pur senza spiegare di che cosa si tratta – sono del tutto inesistenti. Nonostante per il momento non sia ancora stata fatta una diagnosi certa del disturbo di Alfie, è stato verificato che si tratta di una patologia neurodegenerativa, probabilmente una rara malattia mitocondriale che si è sviluppata progressivamente dopo la nascita e che ha costretto il bambino a vivere nel reparto di terapia intensiva di un ospedale da quando aveva sette mesi di vita.

Per i medici, la possibilità che la malattia sia imputabile ai vaccini è così remota che non è stata nemmeno presa in considerazione, dato che è invece molto probabile che l’origine del disturbo sia di tipo genetico e dunque ereditario.

I due genitori stanno tentando tutte le possibili vie per fare in modo che l’assistenza ad Alfie sia garantita più a lungo possibile, incluso anche il racconto online della vita del bambino, ma né loro né altri hanno mai parlato di vaccinazioni, tanto che non è nemmeno scritto a quali iniezioni di immunizzazione il neonato sia stato sottoposto nel corso della sua breve vita.

Tra l’altro non si trova traccia di una simile tesi di correlazione vaccino-malattia nelle fonti online britanniche, dunque pare che la teoria di complotto su Alfie sia un’esclusiva italiana, di cui di certo non c’è da andar fieri. Anche se per ora è difficile fare una stima di quanti siano i sostenitori di questa scellerata idea, sfruttare un caso mediatico per fare becera propaganda contro i vaccini (peraltro senza portare prove ma solo dichiarazioni infondate) ha portato a definire tali tecniche di utilizzo dei social network come uno sciacallaggio.

 
  

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La bufala dell’UFO transitato davanti alle cascate cinesi

BUFALA!

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Sta circolando in rete (con tante visualizzazioni e condivisioni) un video in cui un oggetto volante non identificato, un UFO, transita tranquillamente di fronte ad una cascata piena di turisti. Il video  vorrebbe sottolineare che, ormai, la gente non è più interessata ad astronavi aliene, oppure è inibita.

Quindi gli alieni ci stanno invadendo ma a nessuno importa.

Vediamo il video, ovviamente un fake…

 

 

Perchè è un fake?

Il video è falso perchè è un videomontaggio, l’ UFO è stato inserito in un vecchio video che è in rete da qualche anno.

 

Ecco il video originale, stessa cascata, stessa gente ma niente UFO, quello è stato aggiunto in seguito con un programma di videoediting.

 

Cose dell’altro mondo insomma!

 
  

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