Nessuna ipocrisia, la religione è terrorismo

Nessun lato buono: il fantastico vuole distruggere il contingente, la fisica, l'oggettività

Quando si percepisce come reale un qualcosa di fantastico, il confronto con l’oggettività del quotidiano genera follia.

marco dimitri

Le religioni conducono all’odio per una semplice legge fisica: eleggono un nemico che devono mantenere attivo per avere costante ragione di essere. I concetti escatologici su cui si basano le religioni sono impalpabili quanto inesistenti e fantasiosi, il nemico eletto è sovente la realtà oggettiva e con questa si confrontano ogni giorno. Non a caso il loro goal è l’abbattimento del contingente. L’universo è di per se un ente anarchico.

In breve: non esiste nessun dio, diavolo, santo, nessun ente metafisico, basando la propria vita e la propria ragione su ciò che non esiste il credente, il seguace o l’illuso si scontra quotidianamente con la realtà, questa realtà viene percepita come nemica perchè le leggi fisiche sono in antitesi con qualsiasi fede confessionale.

Il religioso prega per la guarigione di un proprio caro ma questo muore perchè la malattia segue leggi fisiche. Il credente se ne fa una ragione, prima colpevolizzandosi, poi colpevolizzando chi gli sta attorno perchè “la volontà di Dio” non ha risolto la malattia del proprio caro in virtù del fatto che il mondo è cattivo.

Abbiamo visto come un terremoto, nel caso quello accaduto lo scorso anno nel centro Italia, venga interpretato come una punizione per le unioni civili.

Non importa se gli episodi coinvolgano un singolo predicatore, sono dimostrazioni lampanti di come il contrasto tra fede e realtà generi follia.

Il modus agendi del folle è variabile ma sempre distruttivo, può prendere una macchina ed investire i passanti, può scendere in piazza a negare i diritti degli omosessuali o delle donne (provocando orde di suicidi per impossibilità ad una vita normale), può portare i propri bambini dall’esorcista o ucciderli per scacciare il diavolo.

L’equazione è sempre la stessa: un dio che non esiste, un nemico che viene fatto esistere estraendolo di volta in volta dalla normalità quotidiana, la follia distruttrice.

Del reato nemmeno esiste un lato moderato ed un lato fondamentalista nelle religioni, sia il terrorista spicciolo, sia il predicatore ed il seguace “buono” hanno lo stesso obiettivo: l’abbattimento di chi viene percepito come nemico, come evidenza logica dell’inesistenza di un dio. Il lato crudele è più veloce, ti investe coi camion, ti taglia la testa… Il lato “buono” ha gli stessi obiettivi ma li vuole raggiungere con le legislature negando i diritti, conducendo le differenze a diventare diversità da rinchiudere e deridere.

Sui social è lampante, dall’attentato a Charlie Hebdo all’attentato di ieri a Barcellona. All’inizio il gregge sostituiva l’immagine del profilo con la bandiera francese, poi qualcuno la dimenticava, addirittura qualcuno la sta ancora usando. Poi pian piano, strage dopo strage si limita a mettere faccine che piangono, candele con preghierine per le vittime (supremazia della propria confessione sulle altre).

Si, vedere gente massacrata fa male, questo è fuori discussione, subentra empatia, paura… C’è da considerare però che piangere per chi non si conosce è quasi un mettersi in mostra, un atto dovuto che diventa sempre più blando, tra un po’ sarà sufficiente un cuoricino come commento ad un olocausto. Inevitabile routine.

Marco Dimitri

     
 
 

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