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New York, folle tenta di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick

voleva bruciarla come Notre-Dame?
Fermato prima dellʼingresso nella chiesa. Aveva taniche di benzina e accendini

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Un uomo di 37 anni con evidenti problemi psichici ha tentato di dare fuoco alla cattedrale di Saint Patrick a New York. Fortunatamente è stato fermato prima che potesse mettere atto il suo piano. Marc Lamparello aveva con sè due taniche di benzina quando i sorveglianti della cattedrale lo hanno fermato mentre stava per entrare nella navata centrale. Forse l’uomo voleva bruciarla come Notre-Dame dopo essere stato suggestionato dalla notizia.

La polizia non ha ancora stabilito con certezza il movente e nemmeno ha voluto esprimersi sulla possibile disabilità mentale del fermato. Ha confermato però che Marc Lamparello quando è stato fermato dal personale di sicurezza fuori dalla cattedrale aveva con sè due taniche da 5 litri di benzina, un sacchetto con dentro altri due flaconi di liquido infiammabile e due accendini da cucina. Ai poliziotti ha detto di essere rimasto senza carburante e per questo stava andando in giro con le taniche. Gli agenti hanno però controllato la sua macchina e scoperto che non era affatto in riserva.

Voleva bruciarla come Notre-Dame? – Dopo l’incendio di Notre-Dame a Parigi molte cattedrali nel mondo hanno intensificato i controlli (anche se nel caso francese è quasi certo che ci si trovi di fronte a un incidente). E sono state proprio le guardie private della chiesa di Saint Patrick a dare l’allarme quando hanno visto Lamparello che stava per entrare nella cattedrale. Inizialmente ha tentato di difendersi dicendo che stava “tagliando” dentro la cattedrale per uscire verso Madison Avenue. Poi ha continuato a dare risposte deliranti, tanto che inizialmente la polizia di New York aveva confermato i disturbi psichici del fermato. “Difficile capire quali fossero le sue reali intenzioni, ma uno che va in giro con taniche di benzina e accendini dà sicuramente grande preoccupazione”, ha detto John Miller, vice commissario dell’area anti terrorismo della polizia di New York.


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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Gli Stati Uniti vietano il download di TikTok e Wechat

La scadenza è per domenica 20 settembre. Washington accampa motivi di sicurezza nazionale. Trump forza la mano per ottenere un accordo più favorevole con Oracle

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TikTok e WeChat aspettano una decisione di Donald Trump (immagine: Gabriele Porro/Wired)

Il dipartimento del Commercio statunitense ha dichiarato in mattinata che entro domenica 20 settembre le transazioni commerciali tra Stati Uniti e le applicazioni di origine cinese TikTok e WeChat termineranno. Detto altrimenti: le due app non si potranno più scaricare, fine del download sugli store degli smartphone.

Questo annuncio precede l’attesa dichiarazione del presidente Donald Trump che nelle prossime ore approverà o meno l’accordo tra Oracle e ByteDance per far sì che il social network TikTok diventi parte di un “partner tecnologico di fiducia”.

Bisognerà quindi attendere ancora un po’ per scoprire se l’annuncio del dipartimento del Commercio significhi una reale chiusura totale da parte dell’amministrazione Trump. La dichiarazione potrebbe essere un tentativo in “zona Cesarini” per forzare una totale cessione di TikTok, e non solo di una quota di minoranza, a Oracle.

Sotto la direzione del presidente, abbiamo intrapreso azioni significative per combattere la raccolta di dati personali ai danni di cittadini americani da parte della Cina, promuovendo al contempo i nostri valori nazionali, le norme democratiche basate su regole e l’applicazione aggressiva delle leggi e dei regolamenti statunitensi”, ha dichiarato il segretario al commercio Wilbur Ross.

Secondo quanto riportato dalla Cnbc, da domenica 20 settembre alle società statunitensi sarà stato vietato distribuire WeChat e TikTok. Questo significa che i due principali negozi di app mobili gestiti da Apple e Google si vedranno costretti a rimuovere le app dalle loro librerie.

Inoltre, per quanto riguarda WeChat, alle società statunitensi sarà vietato di fornire servizi tramite l’applicazione “allo scopo di trasferire fondi o elaborare pagamenti all’interno degli Stati Uniti”.

Infine, l’annuncio del dipartimento del Commercio ha stabilito anche ulteriori paletti per TikTok che entreranno in vigore dal 12 novembre. Tra questi impedimenti ci sono alcune disposizioni che impedirebbero alle società statunitensi di fornire hosting e servizi internet a TikTok. Queste ultime limitazioni potrebbero interessare l’accordo in fase di negoziazione tra Oracle e TikTok, visto che la società statunitense fornirebbe servizi cloud al social network. Ora è tutto nelle mani di Trump che potrebbe anche concedere alle due parti in gioco più tempo per arrivare a un accordo a lui gradito.


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Coronavirus ultime notizie. In America Latina 5 milioni di casi e 202mila morti

Trump: i patrioti mettono la mascherina

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Argentina, record giornaliero di morti

Il ministero della Sanità argentino ha annunciato che nelle ultime 24 ore i morti per la pandemia da coronavirus sono stati 166, record per una sola giornata, portando il bilancio generale dei decessi a 3.813. Per quanto riguarda invece i contagi, con i 4.824 localizzati negli ultimi test, hanno raggiunto quota 206.743, collocando l’Argentina al sesto posto fra le Nazioni latinoamericane, dopo Brasile (2.750.318), Messico (443.813), Perù (433.100), Cile (361.493) e Colombia (327.850). Un portavoce ministeriale ha infine ricordato che in Argentina 1.150 pazienti sono ricoverati in rianimazione, con una percentuale di occupazione dei letti in questo settore del 55.5% nel Paese e del 65% nell’area metropolitana di Buenos Aires.

Russia, 5.159 nuovi casi e 144 vittime di Covid-19

La Russia ha registrato 5.159 casi e 144 vittime da coronavirus nelle ultime 24 ore, in rialzo rispetto ai 5.349 casi e 79 morti del giorno precedente.

Onu: da chiusura scuole catastrofe generazionale

A luglio oltre 1 miliardo di studenti in 160 Paesi è stato colpito dalla chiusura delle scuole causata dalla pandemia di coronavirus e 40 milioni di bambini non hanno potuto frequentare materna e asilo. Lo dice il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che denuncia il rischio di una crisi del sistema educativo. Prima della pandemia, ha detto Guterres in un video messaggio postato sul suo account Twitter, c’erano già “250 milioni di bambini che non poirtevano andare a scuola e soltanto 1 quarto di studenti delle scuole secondarie nei paesi in via di sviluppo che ricevevano un’istruzione di base”. Adesso si rischia “una catastrofe generazionale”.

Australia, 439 nuovi casi nello Stato di Victoria

Lo Stato australiano di Victoria ha registrato 439 casi di coronavirus e 11 morti, il giorno dopo che il premier Daniel Andrews ha annunciato un lockdown di sei settimane e il coprifuoco nella capitale Melbourne. Lo riporta il Guardian. Decisa anche la chiusura dei negozi non essenziali e il divieto di matrimoni. Andrews ha anche stabilito che chi violerà l’auto-isolamento rischia una multa di 5mila dollari australiani (circa 3mila euro).

Libia, nuovo record contagi

Nuovo record di contagi giornalieri per la Libia, che registra nelle ultime 24 ore altri 226 nuovi contagi da coronavirus portando a 4.063 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 93, i guariti a 625, e le persone attualmente positive da 3131 a 3345, con la maggior parte dei casi al Sud. Il governo di Tripoli ha disposto la proroga del coprifuoco con 5 giorni di lockdown totale fino a mercoledì prossimo, con divieto di circolazione e di grandi assembramenti in spiagge o giardini, e il lockdown parziale dalle 21 alle 6 del mattino per i 5 giorni successivi. Coprifuoco totale decretato anche a Sirte, mentre a Misurata il Comitato per la crisi del coronavirus ha chiesto lo stato di emergenza in tutta la città.

Il governatore del Maryland “salva” l’apertura della scuola del figlio di Trump

Il governatore repubblicano del Maryland, Larry Hogan, ha annullato una direttiva delle autorita’ sanitarie della contea di Montgomery che proibiva ad alcune scuole private dello Stato di condurre lezioni in persona dall’inizio dell’anno accademico, compresa la scuola frequentata dal figlio piu’ giovane del presidente, Barron Trump. La direttiva, basata sull’aumento della pandemia, bloccava l’insegnamento sino al primo ottobre. Hogan ha spiegato che la decisione delle scuole private di quella contea spetta alle scuole stesse e ai genitori degli alunni. Le scuole pubbliche hanno gia’ deciso che il primo semestre sara’ online.

Trump: «I patrioti indossano la mascherina»

«I patrioti indossano la mascherina»: è il titolo di una e-mail a firma Donald Trump inviata ai suoi fan. Nel testo il presidente americano invita a indossarla contro la pandemia, con un dietrofront totale. «So che c’è stata qualche confusione intorno all’uso della mascherina, ma penso che sia qualcosa che tutti dobbiamo provare a fare quando non siamo in grado di mantenere la distanza sociale», si legge.

Usa, altri 46.300 contagi e 530 decessi

Gli Stati Uniti hanno registrato altri 46.321 contagi e 532 decessi da coronavirus in 24 ore, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Il totale nel paese al mondo più colpito dalla pandemia sale a 4.711.323 casi e 155.366 vittime

America Latina, 5 milioni di casi e 202mila morti

L’America Latina e i Caraibi hanno superato la soglia di 5 milioni di casi di Covid-19, secondo le cifre ufficiali. La pandemia ha causato oltre 202mila vittime nella regione, dove il Brasile rimane il paese più colpito con quasi 95mila morti.

Trump: «Ho rispetto per la coordinatrice della task force»

«Ho molto rispetto per lei»: così Donald Trump ha risposto a una domanda sulla coordinatrice della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, Deborah Birx. Ieri in un tweet l’aveva definita “patetica” dopo che aveva lanciato un pesante monito sulla pandemia, a suo avviso per rispondere alle critiche della speaker della Camera Nancy Pelosi.


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Terremoto fortissimo di M 7.5 in Messico: il bilancio si aggrava. Almeno 500 case distrutte.

Oltre al Covid-19, 22 mila decessi e 180 mila contagi, si aggrava il bilancio del terremoto di magnitudo 7.5 con epicentro nella zona meridionale di Oaxaca (Messico). Un dramma nel dramma: al sisma principale sono susseguite una centinaia di scosse di assestamento

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Sale a 6 il numero delle vittime del terremoto di magnitudo 7,5 sulla scala Richter che ha colpito il Messico, mentre sarebbero almeno 500 le case distrutte. L’epicentro è stato localizzato nello stato meridionale di Oaxaca dove si concentrano tutte le vittime. Il governatore dello Stato, Alejandro Murat, parlando a Foro Tv ha confermato che tra le quattro vittime del bilancio precedente si aggiungono due persone colpite da una frana ad Huatulco, mentre erano in auto. Restano da chiarire le condizioni di una quindicina di persone rimaste intrappolate sotto a un edificio crollato a Santa Maria Zaniza. Nel frattempo, sui social, continuano il giro del mondo i video degli edifici dondolanti. Un aspetto del terremoto che rende l’idea di quanto sia stata forte la scossa.

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6 February 2017

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