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PRETI PEDOFILI

Novara, sacerdote pedofilo condannato a 6 anni di carcere

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I fatti risalgono al 2000, quando il prete prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino. Avrebbe abusato di alcuni minori.

Priest-sex-abuse-via-Shutterstock-615x345Sei anni di carcere. E’ stata questa la condanna inflitta dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Novara, Gianfranco Pezone, ad un sacerdote novarese, don Marco Rasia, accusato di aver compiuto atti sessuali su minori. Il sacerdote venne arrestato un anno fa, ma i fatti di cui è accusato risalirebbero al 2000, quando lui prestava servizio come coadiutore alla parrocchia di Castelletto Ticino.

A un anno esatto dall’apertura dell’inchiesta si è concluso così il primo grado di una vicenda che è destinata a far parlare ancora molto di sè. Don Rasia, 45 anni, era stato arrestato il 13 aprile dello scorso anno con l’accusa aver avuto rapporti sessuali con almeno sei minori, la maggior parte dei quali aveva 16 anni all’epoca dei fatti. Stando alle accuse, i fatti si riferiscono al 2000, quando don Rasia era a Castelletto Ticino, parrocchia dove rimase per un periodo di 12 anni. Ma – sempre secondo le accuse – i fatti proseguitono anche dopo il suo trasferimento nella vicina Omegna, nel 2009.

Don Marco Rasia, ordinato sacerdote nel 1997, ha sempre respinto l’accusa di violenza. Non ha negato di avere avuto rapporti, ma ha sempre detto che i rapporti erano consenzienti e che – in un caso – ci sarebbe stata una vera e propria relazione con uno dei minori coinvolti. Il Gup non ha però accolto le tesi difensive e ha ritenuto il sacerdote responsabile di violenza sessuale. Pur riconoscendo la lieve entità di alcuni episodi, lo ha condannato a 6 anni. I pm Giovanni Caspani e Irina Grossi avevano chiesto 6 anni e 8 mesi. La Diocesi di Novara, rilevando che la sentenza è solo il primo grado di giudizio, in una nota ha espresso «profonda tristezza» per la condanna, ribadendo peraltro tutta la sua fiducia nella magistratura. «La Diocesi – si legge nella nota – ancora una volta esprime profonda tristezza per le sofferenze vissute e manifesta la sua affettuosa vicinanza ai giovani e alle famiglie coinvolti, sostenendoli con la preghiera.

La Diocesi di Novara conferma la fiducia nell’operato della Magistratura, che proseguirà il cammino nel far piena luce sui fatti attribuiti. Resta in attesa degli ulteriori gradi di giudizio, pregando per don Marco e proseguendo nella linea di massima trasparenza, che fin dall’inizio ha voluto seguire in questa triste e dolorosa vicenda».

 

Fonte

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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PRETI PEDOFILI

L’Australia obbliga i preti a denunciare casi di pedofilia: insorgono i vescovi

Vescovi cattolici contro l’obbligo di denunciare i casi di pedofilia

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L’Australia obbliga per legge i preti a denunciare casi di pedofilia e abusi su minori: insorgono i vescovi della Chiesa Cattolica che parlano di minaccia alla libertà religiosa. Dopo i numerosi casi di abusi e molestie sessuali da parte di preti e vescovi pedofili nei confronti di bambini, l’assemblea legislativa di Canberra ha approvato una norma che vincola i preti a denunciare eventuali molestatori sessuali che abbiano ammesso le loro colpe durante la confessione.

Christopher Prowse

Christopher Prowse

L’arcivescovo di Canberra e Goulburn, Christopher Prowse, ha attaccato duramente i parlamentari australiano parlando di legge che minaccia la libertà religiosa, ricordando che per la Chiesa Cattolica la confessione è un sacramento e che per i sacerdoti che violano il segreto confessionale è prevista la scomunica “latae sententiae”, revocabile solo da un intervento del Papa.

«I sacerdoti sono legati dalla sacra promessa di non violare il segreto della confessione – ha scritto l’arcivescovo in un editoriale su Canberra Times – Senza questa promessa chi verrebbe a svelare i suoi peccati in confessionale? Il Governo minaccia la libertà religiosa cercando di cambiare il sacramento della confessione, senza con questo raggiungere alcun miglioramento per la sicurezza dei bambini. Obbligare i sacerdoti a violare il segreto non impedirà gli abusi e non aiuterà gli sforzi messi in atto dalla Chiesa per proteggere i bambini nelle istituzioni cattoliche».

Monsignor Prowse ha affermato di essere il primo a sostenere questa iniziativa, mentre, “violare la libertà religiosa non aumenterà la sicurezza de bambini”. Anche per questo ha richiamato i sacerdoti della capitale, come altri prelati prima di lui, a non obbedire alla legge. Una decisione shock che sta indignando l’opinione pubblica mondiale.

 
  

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Igossip

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PRETI PEDOFILI

Cile, arrestato un prete pedofilo. Perquisita la Curia

Violenze sessuali su diversi ragazzini

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Un sacerdote cileno, Oscar Muñoz Toledo, è stato arrestato con l’accusa di aver abusato di alcuni minori, al termine di una indagine che ha coinvolto alti prelati cattolici cileni che si sospetta abbiamo coperto i fatti per decenni. Il procuratore che ne ha ordinato l’arresto indaga anche su altri 14 preti già sospesi dal servizio nella diocesi di Rancagua,nel sud del Cile,tutti accusati di far parte di una rete di pedofili. Il sacerdote è accusato di molestie e violenza sessuale su almeno sette minorenni.

Un magistrato e un team della polizia investigativa hanno svolto una perquisizione in Cile nelle sedi curiali dei vescovi di Temuco e Villarrica, nella regione della Araucanía. Il procedimento, riporta l’emittente, è partito dalle denunce di abusi sessuali contro cinque persone. E poiché alla richiesta del magistrato di consegnare la documentazione i vescovi in carica si sono rifiutati avanzando ragioni di carattere legale derivanti dal diritto ecclesiastico, è stato firmato ed eseguito l’ordine di perquisizione. Nell’ufficio del vicario generale della diocesi di San José di Temuco sono stati sequestrati un computer e numerosi documenti miranti a verificare denunce presentate dal 2000 fino ai nostri giorni, ed in cui potrebbero essere implicati sacerdoti o altre autorità ecclesiastiche.  Il procuratore regionale di Rancagua ha disposto l’arresto del sacerdote Oscar Muñoz Toledo che all’inizio dell’anno si era autodenunciato per avere ripetutamente abusato di minorenni.

 
  

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Rai News 24, ANSA

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PRETI PEDOFILI

Bastonate ai bambini del centro estivo della parrocchia: i nostri figli gettati tra le ortiche. Inchiesta della Procura

Genitori dai carabinieri, un minore all’ospedale. Il parroco: animatori esasperati, hanno sbagliato

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PADOVA Ragazzini di 11 e 12 anni bastonati, colpiti con la doga di un letto, gettati fra le ortiche. A raccontare a mamma e papà le punizioni inferte da un paio di animatori (pure loro minorenni), sono stati gli studenti di prima e seconda media che stavano partecipando a un campo scuola organizzato da una parrocchia di Padova a San Pietro di Barbozza (Treviso). Una vacanza da brividi, almeno stando alle confidenze raccolte dai genitori che sono andati a riprendersi i figli sulle colline del Prosecco, e che invece delle passeggiate nei boschi hanno ascoltato i resoconti delle angherie di due dei ragazzi dello staff. I #carabinieri hanno acquisito il referto del Pronto Soccorso di Camposampiero, dove uno dei 12enni è stato visitato e medicato per contusioni causate da percosse. E i militari hanno inviato un rapporto alla Procura di Padova e a quella di Treviso e al Tribunale dei Minori di Venezia.

Il parroco conferma, ma ridimensiona

Il parroco della parrocchia di Sant’Antonino dell’Arcella di Padova, padre Nando Spimpolo, pur confermando l’accaduto, ne ridimensiona la gravità: «Non parliamo di bullismo ma di un animatore di 17 anni che collabora con il patronato e suona in chiesa, e che ha perso il controllo al termine di una settimana in cui i ragazzini si sono comportati in modo po’… scalmanato. Era esasperato e ha commesso uno sbaglio di cui è pentito. Ma è un adolescente e forse solo ora si rende conto di ciò che ha fatto». Il sacerdote ricostruisce l’episodio avvenuto l’ultimo giorno del campo: gli ospiti che ignorano l’invito dell’animatore a calmarsi, alcuni di loro che saltano su un letto fino a sfondarlo. «E l’animatore ha afferrato la doga e li ha rincorsi, colpendoli. Nessuno vuole sminuire, ma neppure si può dipingere il campo estivo come una specie di lager».

Uno dei ragazzini in pronto Soccorso

Uno dei ragazzini è stato portato al pronto soccorso con piccoli lividi a gambe e schiena. «I genitori e il bambino – si legge nel referto – riferiscono che durante i centri estivi avrebbe subito percosse dagli animatori». Gli studenti hanno raccontato vari episodi, puntando il dito contro due degli accompagnatori. «C’è chi dice di essere stato spinto, o strattonato per i capelli, o picchiato con un bastone. Un bimbo è stato gettato tra le ortiche», racconta una mamma. Suo figlio è tra le vittime. Eppure l’ha accompagnato a giocare nel campetto della chiesa: «Sia chiaro – dice – non è tornato “traumatizzato” dalla vacanza. Ciò che è accaduto è grave ma non si deve dare la colpa alla parrocchia. Spero solo che i responsabili comprendano l’errore». In una lettera firmata da buona parte dei genitori dei ragazzini che hanno subito le punizioni (ma non tutti) , si legge che «i fatti avvenuti sono certamente deplorevoli» ma «si è trattato di condotte circoscritte ed estemporanee, riferibili a comportamenti di singoli soggetti che non inficiano la nostra fiducia nei confronti della parrocchia e di tutte le persone che ogni giorno si adoperano con dedizione a rendere il Patronato un posto di accoglienza per i nostri figli…»

 
  

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