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PRETI PEDOFILI

Nuova bufera su don Silverio, accusato di pedofilia: “Usava i bambini come corrieri della droga”

Una delle presunte vittime di don Silverio Mura, il parroco accusato di aver abusato sessualmente di alcuni bambini a Ponticelli, lancia una nuova accusa. Don Silverio avrebbe usato uno dei bambini abusati per trafficare armi e droga

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Dopo aver soggiogato le sue vittime le usava per consegnare armi e droga alla malavita locale. Si nasconderebbero addirittura rapporti con la camorra nell’oscuro passato di don Silverio Mura, il parroco di Ponticelli accusato di aver abusato sessualmente di almeno due bambini quando insegnava religione alla scuola media del quartiere napoletano, negli anni Ottanta. È sempre Diego Esposito (nome di fantasia), l’uomo che con la sua denuncia ha sollevato il caso, a diffondere tramite la pagina Facebook una nuova accusa al sacerdote.

La denuncia: trafficava armi e droga usando i bambini

Come si legge negli atti depositati presso l’avvocato Carlo Grezio, legale di entrambe le vittime, Silverio Mura avrebbe:

dato incarico almeno due volte a settimana di trasportare con la sua bicicletta, una cartella o uno zaino a Pollena Trocchia presso delle case o dei circoli e gli diceva che contenevano bibbie o libri del catechismo. Ebbe modo di fermarsi durante il percorso verso i luoghi di destinazione delle cartelle e di constatare che contenevano armi (pistole automatiche e revolver) chiuse in asciugamani a mo’ di pacchettini e confezioni di sostanze stupefacenti

don Silverio Mura

Così si spiegano, secondo Diego Esposito, le ingenti somme di denaro in possesso del prete e con le quali comprava costosi regali alle sue vittime a titolo di ‘ricompensa’. Tra questi doni c’era anche un costosa motocicletta.

La protesta della comunità dove insegnava religione

La settimana scorsa don Silverio Mura si è allontanato dalla diocesi di Montù Beccaria, dove, nonostante le denunce che pensano a suo carico, ospite della congregazione, insegnava religione in una scuola. Sotto falso nome. Don Silverio Mura era diventato don Saverio Aversano. Dopo che un servizio televisivo aveva trattato nuovamente il caso, ormai riconosciuto dalle mamme  degli alunni, il parroco ha lasciato la comunità lombarda.

 

 

don Silverio: «Trafficava armi»

Non solo le forti denunce per molestie ai bambini, arriva adesso anche quella per traffico di armi, naturalmente presunto. Come si legge negli atti depositati presso l’avvocato Carlo Grezio, legale delle vittime, Silverio Mura avrebbe dato incarico almeno due volte a settimana di trasportare con la sua bicicletta, una cartella o uno zaino a Pollena Trocchia presso delle case o dei circoli e gli diceva che contenevano bibbie o libri del catechismo. Ebbe modo di fermarsi durante il percorso verso i luoghi di destinazione delle cartelle e di constatare che contenevano armi (pistole automatiche e revolver) chiuse in asciugamani a mo’ di pacchettini e confezioni di sostanze stupefacenti.

Così si spiegano, secondo Diego Esposito, le ingenti somme di denaro in possesso del prete e con le quali comprava costosi regali alle sue vittime a titolo di ricompensa. Tra questi doni ci sarebbe stata anche una costosa motocicletta. Don Silvero Mura in questo periodo è introvabile. Gli abusi, o presunti tali, avvenivano anni fa a Pollena Trocchia, poi nell’ultimo periodo si trovava a San Giuseppe Vesuviano, per poi essere spostato in provincia di Pavia da cui è irreperibile da quando è esplosa la bufera.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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3 Commenti

3 Comments

  1. Anonimo

    29 Marzo 2018 at 15:32

    chiesa trionfante

  2. Bayaa Al Ward

    29 Marzo 2018 at 17:38

  3. Anonimo

    29 Marzo 2018 at 19:27

    Bestia schifosa. Che marcisca all’inferno nei secoli dei secoli.

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PRETI PEDOFILI

Prete pedofilo al Provolo è caso internazionale, chiesta estradizione

La procura di La Plata, in Argentina, ha fatto scattare un ordine di carcerazione internazionale per Don Eliseo Josè Primati.

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Continuano le indagini sui casi di pedofilia all’Istituto Provolo. La procura di La Plata, in Argentina, ha fatto scattare un ordine di carcerazione internazionale per Don Eliseo Josè Primati. Il sacerdote 83enne attualmente si troverebbe in una casa di cura della provincia di Verona, ricoverato per motivi di salute dovuti alla vecchiaia.

Pesantissime le accuse contestate al sacerdote: abusi e atti sessuali, stupro, corruzione di minori ai danni di alunni sordomuti. Tutti minori che frequentavano l’Istituto Provolo di La Plata, dove Don Primati ha operato per anni prima di rientrare in tempi recenti nella sede centrale del Provolo, a Verona.

Un caso che rischia di diventare internazionale. La magistratura argentina ha chiesto, oltre all’arresto, anche l’estradizione dall’Italia del sacerdote.

IL CASO ISTITUTO PROVOLO





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Crediti :

TG Verona

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PRETI PEDOFILI

Pedofilia nella Chiesa, condannato Don Nicolò Genna

Pedofilia nella Chiesa,Don Nicolò Genna è stato condannato a un anno e 10 mesi di carcere per violenza sessuale su minore.

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MARSALA – Nuova condanna per un sacerdote in Italia. Il Tribunale di Marsala ha inflitto una pena di un anno e 10 mesi per padre Nicolò Genna accusato di violenza sessuale su minore. L’uomo, inoltre, dovrà pagare un risarcimento di 5 mila euro di danni alla sua vittima ed ha subito un’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La vicenda risale all’agosto 2017 e la sentenza di primo grado è arrivata quasi due anni dopo. Possibile che i legali impugnino la sentenza per ricorrere in secondo grado ma prima bisognerà aspettare le motivazioni da parte dei giudici.

Don Nicolò Genna è stato condannato dal Tribunale di Marsala per violenza sessuale su un minore originario del Gambia. Il prete, ora 76enne, è stato il parroco della chiesa della Contrada Addolorata, alla periferia nord di Marsala, per quasi quarant’anni.

Come riporta ANSA, il prete ha ricevuto una pena di un anno e 10 mesi di carcere, sospesa. È ora interdetto dagli uffici pubblici, e dovrà conferire al giovane africano, che si è costituito parte civile, un risarcimento danni di 5mila euro.

Il prete sotto processo

La Procura di Palermo, si legge sul quotidiano locale La Sicilia, aveva chiesto il rinvio a giudizio del prelato nell’estate 2016. Il prete, indagato per possesso di materiale pedopornografico, aveva lasciato il ruolo di parrocchiano. Lo scorso ottobre è iniziato il nuovo processo per le molestie.

L’accusa di violenza sul minore

Secondo l’accusa, padre Genna avrebbe adescato il ragazzo sul ciglio della strada alla periferia di Marsala. Il giovane gambiano era ospite di un centro di accoglienza. Con la scusa di un passaggio, gli avrebbe palpeggiato i genitali da sopra i pantaloni.

Subito dopo, riporta La Sicilia, gli avrebbe proposto denaro e un posto di lavoro in cambio di prestazioni sessuali. Il giovane, però, l’avrebbe subito denunciato. L’episodio si sarebbe verificato il 14 agosto 2017.

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PRETI PEDOFILI

Inchiesta su prete pedofilo, un’altra vittima denuncia di essere stata “sequestrata” dal sacerdote

Un uomo di un paese alle porte di Lecce, a distanza di 35 anni, ha infatti trovato il coraggio di raccontare i presunti abusi sessuali subitì, quando aveva appena 11 anni.

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Ancora una denuncia nei confronti del presunto prete pedofilo di Trepuzzi. Anche in questo ennesimo caso, si tratta di una persona oramai adulta. Un uomo di un paese alle porte di Lecce, a distanza di 35 anni, ha infatti trovato il coraggio di raccontare i presunti abusi sessuali subiti, quando aveva appena 11 anni.

L’uomo riferisce di essere stato “sequestrato” in una stanza, nel lontano 1984, assieme all’amico. Quest’ultimo sarebbe stato sodomizzato dal prete, mentre l’altro bambino assisteva alla raccapricciante scena. In seguito, il ragazzo che avrebbe subito direttamente gli abusi, raccontò tutto al padre.

Il resoconto dei fatti, come in altri casi di pedofilia, è stato affidato all’associazione “Rete l’abuso”, che dà voce a chi ha subito molestie sessuali dai sacerdoti. La denuncia è poi confluita nell’inchiesta condotta dal pm Stefania Mininni.

Le presunte vittime di abusi perpetrati dal prete nel corso degli anni, sono decine. Ora toccherà alla Procura di Lecce fare luce sull’accaduto, ma su tutti gli episodi denunciati “pende la mannaia” della prescrizione.

Rete l’Abuso ha già pubblicato l’audio in cui il parroco salentino ‘confessa’ le violenze ad una delle sue ‘prede’ che lo aveva messo alle strette. Una telefonata in cui il sacerdote tenta di giustificarsi, provando a farsi perdonare chiedendo alla vittima l’Iban per ‘fargli un regalo’.

Non solo, anche la lettera di un altro ragazzo (all’epoca dei fatti) in cui riaffiorano i ricordi, il senso di colpa e le sensazioni provate dopo quei baci rubati e quelle ‘toccatine’ inspiegabili a dieci anni.





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Crediti :

Lecce News 24

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