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Omeopatia danni soprattutto sui bambini

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[glossary_exclude]Omeopatia[/glossary_exclude]. Il danno è dovuto nel ritardare una terapia farmacologica a causa del ricorso a “rimedi” omeopatici che nulla hanno di terapeutico

er analfabetismo scientifico, fanatismo, teorie del complotto, religioni e personali convinzioni il ricorso all’omeopatia non viene riversato solo su se stessi ma anche nelle persone più fragili, i bambini. Sostanzialmente, non esistendo una “memoria dell’acqua” l’omeopatia di per se non è dannosa ma non è nemmeno curativa. Stiamo parlando di sostanze diluite all’estremo, quindi acqua. Sperando che, anche il nostro paese segua l’esempio di altri paesi civili e bandisca l’omeopatia, continuiamo il nostro percorso informativo basato esclusivamente sui riscontri scientifici e non sulle personali opinioni.  Ancora in Italia non sono presenti leggi che proibiscano le false cure omeopatiche, del resto il giro d’affari è immenso e non c’è da stupirsi che vi siano addirittura leggi garantiste da rivedere visto che l’abuso della credulità popolare è un crimine. Qualcuno contesterà che anche le case farmaceutiche hanno immensi interessi ma, stiamo parlando di produzione di principi attivi che hanno dimostrato efficacia col metodo scientifico, mentre l’omeopatia non ha mai passato alcun test medico ed, in effetti, non può adempiere al metodo scientifico perchè è una forma di pseudoscienza. In pratica l’omeopatia non è mai stata in grado di dimostrare nulla e, al contrario, le evidenze dell’inefficacia sono state pubblicate .

Cosa è stato riscontrato è presto detto: il Nhmrc, ente sanitario governativo australiano, ha selezionato gli studi in base alle loro caratteristiche (per esempio quelli che misuravano l’efficacia dell’omeopatia su una precisa malattia o quelli con i metodi di analisi più corretti e questi sono stati alla fine più di 200) ed ha evidenziato che l’omeopatia, scientificamente, non è efficace in nessuna delle tante malattie analizzate.

In giro per la rete si possono leggere urla e capricci di fanatici del nulla, tutti convinti che l’omeopatia funzioni. Chiedendo a loro una dimostrazione col metodo scientifico, ad oggi, non sono stati in grado di fornirla. E ci mancherebbe perchè si tratta di acqua venduta a prezzi esorbitanti, forse buona se siete disidratati e ricchi.

Tornando al punto di partenza, l’omeopatia non danneggia e non cura, si dimentica spesso che viene somministrata al posto di un trattamento farmacologico con la conseguenza che il malato, se non guarisce coi propri anticorpi, peggiora fino a condizioni difficilmente reversibili.

Il prestigioso Wired scrive  a proposito dell’uso dell’omeopatia sui bambini:

C’è un bambino di quattro anni  che arriva morto in un ospedale per le complicazioni di una influenza. C’è una bambina di tredici mesi che viene uccisa da gravissimi crisi epilettiche. C’è una ragazza di 16 anni  cui devono rimuovere il colon. C’è una bambina di pochi mesi  che soccombe a un’infezione. C’è una bambina in Nuova Zelanda  che muore, a un anno, per una infezione all’orecchio che diventa meningite. Cosa unisce queste vittime? Si potevano salvare. Quasi tutte sarebbero guarite, o quantomeno sopravvissute, prendendo un antibiotico o un altro farmaco facilmente disponibile. Sono morte perché i loro genitori sono stati convinti che non era la cosa giusta da fare. Pensavano andassero altrettanto bene o meglio con l’omeopatia e altremedicine alternative. Si sbagliavano.

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Quei genitori sono in ottima e vasta compagnia. Un rapporto  commissionato dalla società Omeoimprese per la Giornata internazionale dell’omeopatia del 10 aprile dichiara che più del 25% dei genitori avrebbe usato almeno una volta rimedi omeopatici sui propri figli (si vedano i dati sull’uso dell’omeopatia in Italia ). Numeri forse eccessivi, forse volti a rimettere sul piatto una pseudoscienza in declino commerciale . Ma anche percentuali più piccole non sono meno preoccupanti: in Usa circa un milione di bambini ha usato l’omeopatia nel 2012 , per esempio, e l’11% dei minorenni statunitensi ha usato terapie alternative .

Certo, quasi sempre l’omeopatia viene usata per piccoli problemi, spesso in aggiunta e non in sostituzione di rimedi reali. Ma anche nei diversi casi di cui abbiamo raccontato in partenza si trattava di piccoli problemi: un’influenza, un’otite. Sono piccoli finché presi in tempo, sono piccoli proprio perché possiamo prenderli in tempo. Se non lo facciamo, rischiano di diventare grandi problemi. E sostituire l’omeopatia alla medicina equivale, purtroppo, a non farlo. Perché l’omeopatia non funziona .

Quei genitori non vanno condannati. Non fatelo, per favore: non con i commenti sui social network, non con i vostri amici, non dentro di voi. Quei genitori erano tutte persone in buona fede, spesso di discreta o buona cultura. Persone certe di fare quanto di meglio possibile per i loro figli, e che invece sono state colpite dalla peggiore tragedia che possa capitare a un essere umano. Quei genitori, come i loro figli, sono vittime. Vittime di un business, che fa girare miliardi di dollari . Vittime di propaganda dimostrata e condannata come fraudolenta . Vittime di leggi che lasciano arrivare l’omeopatia nelle farmacie senza dover dimostrare che funziona  . Vittime di aziende che arrivano a minacciare chi racconta cosa dice la scienza , mentre (sia pure in modo comicamente goffo) tentano di arrivare direttamente ai giovani . Vittime di CEO che non si fanno scrupoli a voler mettere sul mercato trattamenti scientificamente non validi per patologie come cancro e Aids .

omeopatiaVittime, eppure, anche di un fallimento della medicina ufficiale: non scientifico, ma culturale. La medicina ufficiale, troppo spesso incomprensibile, interfacciata a reti economiche e politiche non sempre limpide, deve riguadagnare la fiducia del pubblico. Non basta fare debunking. Ma non è solo sfiducia. È un fatto che le medicine alternative vengono percepite come più vicine ad alcune filosofie e concezioni della vita , a un desiderio diffuso di (diciamo così in mancanza di termini più adatti) armonia che l’approccio metallico della medicina tradizionale ignora completamente.

C’è un vuoto di attenzione verso l‘esperienza soggettiva della malattia e della salute. Esperienze intime, personali, dolorose, profonde. Malati siamo vulnerabili, e quando siamo vulnerabili è normale, perfino giusto, cercare un conforto emotivo oltre che scientifico. Questo conforto viene negato: in molti paesi i pazienti sono vivamente insoddisfatti del modo in cui sono trattati dai medici : vengono fatti aspettare e liquidati in fretta, non si sentono ascoltati, sentono di non avere voce in capitolo sui trattamenti. I praticanti delle medicine alternative, invece, possono dare al paziente la sensazione di essere ascoltato, di occuparsi della persona e non solo della malattia: una sensazione che è importante per il proprio benessere psicologico.

In questo bisogno si insinuano le false medicine. L’uso delle medicine alternative viene vista come una possibilità di scelta  e quindi di libertà, di riappropriarsi del controllo sulla propria vita invece di essere nelle mani di medici a noi sconosciuti (quante volte abbiamo sentito parlare di libertà di cura in casi come Stamina?). Cosa c’è di più naturale di volere il controllo su sé stessi, sul proprio corpo o quello dei propri figli? Come ha detto una paziente che usava terapie alternative  in aggiunta alla chemioterapia: “Vado al mio appuntamento e qualcuno mi inietta il farmaco, o dirige su di me un fascio di radiazioni. Anche se so che tutto lo staff si preoccupa per me, a volte esco sentendomi molto sola, e priva del controllo della mia situazione. Ma dopo un massaggio mi sento meno sola, più capace di gestire le mie cose.”

Dare la colpa all’ignoranza o alla stupidità è facile, ma è sbagliato. Informare è solo un pezzo di un puzzle complesso. Tutto il sistema della medicina deve riflettere: sia sul tollerare chi spaccia trattamenti non scientificamente validi, sia nell’ignorare i bisogni culturali e psicologici dei propri pazienti. Nel frattempo, voi adulti potete pensare quello che volete dell’omeopatia. Potete rifletterci su, potete pensare che la visione di questo articolo sia sbagliata, potete litigare sui social network, potete buttar via tutte le vostre medicine, potete affidarvi a chi vi fa sentire meglio. Ma se i vostri figli stanno male – male davvero – non affidatevi solo alle cure alternative. Ricordatevi di quei bimbi. Con tutti i suoi difetti, è la migliore opportunità che avrebbero avuto. Che ora non possono avere più.

Wired ha fatto un ottimo lavoro. Da parte nostra ci siamo scontrati coi sostenitori dell’omeopatia ma è stato come parlare ad un muro, usando il popolare stereotipo. L’impressione che abbiamo avuto è quella di scontrarsi verbalmente con una “setta religiosa” dove ogni evidenza scientifica veniva rigettata come teoria del complotto a nome delle case farmaceutiche. Alla nostra richiesta di fornire pubblicazioni scientifiche che comprovino l’efficacia dell’omeopatia hanno cambiato discorso. Le uniche “prove” a sostegno sono state “ma a mio cugino l’omeopatia funziona”, “La do a mio figlio (l’omeopatia ndr.) e funziona assieme all’alimentazione vegana che cura i mali”. In sostanza l’attenzione mediatica ed istituzionale si alza quando ci scappa il morto, purtroppo le maggiori vittime dell’assenza di cure mediche sono i bambini. Ricordiamo a tutti i lettori che le informazioni vengono date e la legge in molti casi non ammette l’ignoranza, almeno non dovrebbe essere una scusante. Anche l’ Isis nelle sue convinzioni pensa di fare bene. Ogni settore ha le proprie figure competenti, la libertà di terapia diventa libertà d’uccidere quando ci si affida all’astratto.





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Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Insulti razzisti ad un ragazzino di 13 anni durante una partita di basket

«Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato “negro di merda”. Complimenti», ha scritto la mamma su Facebook

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Non voglio fare la morale a nessuno, odio le morali e poi non vengono capite. La persona più debole è chi ha urlato, durante una partita di basket: “Neg… di merda” ad un ragazzino  di 13 anni, davanti ai suoi amici. Uno dei tanti genitori che assistevano alla partita, ha urlato la stupida frase. Quindi è impossibile fare della morale, fingersi indignati. C’è chi nasce intelligente, chi nasce stupido, chi nasce bianco, chi nasce nero. Non importa se siamo nel 2019, gli stupidi ci sono stati in ogni epoca.

marco dimitri

Su Facebook, la madre del 13enne, Rita A. scrive:

«Sono la mamma di un ragazzino che oggi ha giocato un triangolare under 13. Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera. Vorrei ringraziare quei genitori che dagli spalti gli hanno urlato “negro di merda”. Complimenti». «Lo sapevo. Me lo aspettavo. Lo temevo. È successo. Un bel pomeriggio di sport, un torneo di basket tra ragazzini di 13 anni e i genitori dagli spalti urlano “negro di merda” a mio figlio. Non ho parole e, quel che è peggio, non ne ho neanche da dire a lui».

Il fatto è accaduto a Milano durante un torneo triangolare. Le partite si svolgono tra tre squadre da Basket della categoria under 13. A un certo punto, il figlio di Rita viene preso di mira dagli insulti: dagli spalti si sente gridare «Negro di merda». E la mamma non sa davvero cosa dire a suo figlio.

La mia considerazione:

Albert Einstein diceva che era più facile infrangere l’’atomo che un pregiudizio. Comunque, sarò impopolare, ma il problema è proprio nel DNA di chi, anche con tre lauree, continua a manifestare la propria imbecillità ovunque ed in ogni modo. Insomma, una scala corta non porterà mai in vetta alle regole fondamentali di diritto. Proprio non ci arriva così come quando spieghi un fatto ad un complottista, gli dici che la Terra è tonda ma non arriverà mai a capirlo, gli dici che senza vaccini non saremmo qua a discutere, inutile, non ci arriva. Non puoi mettere un litro d’acqua in una bottiglia da mezzo litro, la sua natura glielo impedisce.

In breve c’è chi nasce bianco, c’è chi nasce giallo, c’è chi nasce nero, c’è chi nasce genio e c’è chi nasce stupido.

Per questo gli stupidi ci saranno sempre ed in tutte le epoche.  E… fidatevi, insultare una persona per il colore della pelle è davvero stupido, ma stupido!

Visto che abbiamo svegliato il buon Albert Einstein, la sua visione concisa è bene nota: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”





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Arte, questa sconosciuta

A Vergato (Bologna) è stata inaugurata una fontana artistica creata da Luigi Ontani il 7 maggio 2019. Quello che è accaduto ha dell’incredibile: la fontana per la sua forma estetica è stata scambiata per “il diavolo” (siamo nel 2019 vi ricordo). Non solo, sono stati organizzati e praticati esorcismi, gruppi di preghiera e cerimonie religiose varie. Nottetempo qualche imbecille ha anche imbrattato la fontana con escrementi di maiale.

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Una mia citazione: “l’arte è il sangue che scorre nelle arterie dell’universo coinvolto nella sua espressione di caos”.  Essa ha il potere di esternare il sentimento profondo dell’artista, quasi un orgasmo personale ma col potere di evidenziare i limiti dell’osservatore.

marco dimitri

L’arte è in sintesi un’attività di un singolo o di un gruppo il cui obiettivo è realizzare forme di creatività. È l’espressione estetica dell’animo umano. Un linguaggio non universale ma principalmente soggettivo. L’osservatore difficilmente saprà decriptare ciò che l’artista ha voluto rappresentare.

A Vergato (Bologna) è stata inaugurata una fontana artistica creata da Luigi Ontani il 7 maggio 2019. Quello che è accaduto ha dell’incredibile: la fontana per la sua forma estetica è stata scambiata per “il diavolo” (siamo nel 2019 vi ricordo). Non solo, sono stati organizzati e praticati esorcismi, gruppi di preghiera e cerimonie religiose varie. Nottetempo qualche imbecille ha anche imbrattato la fontana con escrementi di maiale.

Vediamo allora come l’artista Luigi Ontani sia riuscito con la sua creazione ad evidenziare i limiti del popolo cattolico: credono al potere delle statue, credono al demonio, non sanno esprimersi se non col vandalismo.

Ultimamente, oltre al diavolo è stato tirata in ballo anche la pedofilia.

Ma… Vediamola questa statua

dove lo vedono il diavolo? Non mi pare ci sia nulla di “demoniaco”.

Poi si sa che, la figura del diavolo cattolico è stata inventata traendo riferimenti al greco Pan, il dio mitologico dai tratti caprini, rappresentato con zoccoli, corna, flauto, pene eretto. Quest’ultima caratteristica rappresenta l’istinto alla base della conservazione.  Le corna rappresentano i due poli: bene/male , notte/giorno, uomo/donna ecc. L’elemento è importante perchè è proprio col contrasto tra i due poli, sostenuto dal dubbio, che si raggiunge la ragione.

 

Dalla stessa figura panica (ricordo che stiamo parlando di superstizione e di arte)  Eliphas Lévi illustrò il Bafometto.

Bafometto

Anche qua stesso discorso, la dualità rappresentata dalle corna e dai due serpenti attorcigliati, la luce della conoscenza accesa sul capo, i tratti caprini rappresentanti l’istinto animale, il seno rappresentante la donna.  In poche parole il Bafometto rappresenta l’unione donna, animale, uomo, la dualità e la ragione.

Una sorta di portatore di luce laddove c’è oscurantismo. Le due frasi “solve” e “coagula” scritte sulle braccia descrivono il meccanismo universale di distruzione e di rigenerazione, morte, rinascita.

Se ora torniamo a vedere la fontana di Luigi Ontani, forse noteremo che non vi è nulla che sia nulla di diabolico, nulla di inerente alla pedofilia. Ci troviamo al cospetto di un Fauno.

Una fontana dionisiaca, se vogliamo, ma pare che non esca vino, solo acqua.

Video dell’esorcismo sulla statua

anche se l’esorcista è stato alla fine criticato, fa paura lo status mentale di certi personaggi. Anzi, meglio che chiuda qui l’articolo, non vorrei che mi esorcizzassero la pagina.





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Bufale

Ci risiamo con la fine del mondo: stavolta è il turno dell’era glaciale

Ci risiamo con la fine del mondo, stavolta ecco nuovamente la bufala della mini era glaciale

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Abbiamo davvero troppe fini del mondo, dei camion pieni, potremmo riscrivere la storia del cinema hollywoodiano dove le catastrofi all’ultimo secondo vengono scongiurate dagli americani. Apocalissi zombie, calendari Maya, meteoriti giganti, terremoti come nel film “Magnitudo 10.1”. Nel frattempo la Terra è diventata piatta (e non solo la Terra…).

marco dimitri

Perdonatemi, vado a memoria sul numero delle volte che è stata annunciata la fine del mondo:

Fine del mondo 1 gennaio 2000

Il millenium bug avrebbe fatto impazzire tutti i computer della Terra provocando eventi catastrofici che avrebbero portato inevitabilmente, indovinate dove? Ma alla fine del mondo.

Fine del mondo 2007

Questa è la data stabilita per la fine del mondo da un pazzo: il pastore battista Pat Robertos, che tra l’altro ha predetto l’Apocalisse innumerevoli volte, una delle quali il 29 aprile 2007.

Fine del mondo 2011

Secondo Harold Camping, il mondo sarebbe finito il 21 maggio 2011 perchè quel giorno, una serie di potenti terremoti avrebbe distrutto tutto.  Ora, una delle cose fondamentali che tutti dovrebbero sapere è che i terremoti non sono prevedibili.  Infatti non vi fu alcun terremoto apocalittico quel giorno. Harold Camping non si perse d’animo e spostò la fine del mondo al 22 ottobre dello stesso anno. Ovvio: non accadde nulla.

Fine del mondo 2012

Il calendario Maya chiudeva il proprio ciclo il 21 dicembre 2012, infatti, il mondo sarebbe dovuto finire grazie a quella che era stata chiamata “l’Apocalisse Maya” (siamo ancora qui).

Altra previsione di fine del mondo da parte del leader del gruppo eBible Felloship di Philadelphia, Chris McMann che aveva avvertito che il mondo sarebbe addirittura stato distrutto da un incendio il 7 ottobre 2015. McCann, quando ciò non avvenne si dichiarò addirittura sorpreso.

Fine del mondo 2017

Un appassionato di “numerologia”, David Maede, il 15 ottobre 2017 sarebbero iniziate sofferenze per 7 anni che avrebbero portato alla fine del mondo.

Fine del mondo 2019

Eccoci arrivati alla bufala del ritorno dell’era glaciale.

Stavolta è un pessimo giornalismo a diffondere titoli catstrofici:

Anche se il titolo è virgolettato, cioè riporta una frase detta da altri, Tiscali News continua affermando che è a rischio la vita sulla Terra. Anzi, altri esperti confermerebbero ma spostando l’era glaciale a qualche anno in più, giusto il tempo di finire di pagare le rate della lavastoviglie.

Meteoweb, un sito conosciuto per i titoloni “catastrofici” (una nuvola diventa un uragano) questa volta riduce il fenomeno parlando di una mini era glaciale, un termine usato anche da Sky News e da tanti altri che non controllano i dati scientifici, la fondatezza delle notizie e via dicendo.

Cosa sia una mini era glaciale ancora non ci è dato saperlo. Un termine improprio per dire basta “allarmismo”.

 

 

Circa ogni due anni siamo siamo bombardati da titoli di notizie allarmistiche e che ripetono il mito secondo cui la Terra è diretta verso una “mini glaciazione” imminente. È successo nel 2013, nel 2015, e di nuovo di recente a fine 2017.

Questa volta, il mito sembra essere stato scatenato da un’intervista di Sky News con la professoressa di matematica della Northumbria University, Valentina Zharkova. La notizia è stata subito ripresa dal Daily Mail, International Business Times, Sputnik News, Metro, Tru News e altri. Zharkova era anche dietro le “mini glaciazioni” nel 2015, basandosi sulle sue ricerche che prevedono come il Sole entrerà presto in una fase tranquilla. Tuttavia ci si dimentica che, se il Sole esaurirà l’idrogeno, il problema sarebbe inverso, la prima emergenza sarebbe il caldo, non il freddo! Questo perchè prima di spegnersi si espanderà come spiega Wikipedia :

Il Sole si trova a circa metà della propria sequenza principale. Al termine di questo periodo di stabilità, tra circa 5 miliardi di anni, il Sole entrerà in una fase di forte instabilità che prende il nome di gigante rossa: nel momento in cui l’idrogeno del nucleo sarà totalmente convertito in elio, gli strati immediatamente superiori subiranno un collasso dovuto alla scomparsa della pressione di radiazione delle reazioni termonucleari. Il collasso determinerà un incremento termico fino al raggiungimento di temperature tali da innescare la fusione dell’idrogeno negli strati superiori, che provocheranno l’espansione della stella fino ad oltre l’orbita di Mercurio; l’espansione causerà un raffreddamento del gas (fino a 3500 K), motivo per il quale la stella avrà una colorazione fotosferica tipicamente gialla intensa.

Il punto più importante da tenere in considerazione è che la ricerca scientifica è chiara: se si verifica un grande minimo solare potrebbe ridurre temporaneamente le temperature globali di meno di 0,3 ° C, mentre gli esseri umani stanno già provocando un riscaldamento di 0,2 ° C per decennio.

La differenza di temperatura media globale è indicata per il periodo di tempo 1900-2100 per lo scenario di emissioni IPCC A2. La linea rossa mostra il cambiamento di temperatura previsto per il livello corrente di attività solare, la linea blu mostra il cambiamento di temperatura previsto per l’attività solare al livello molto più basso del Maunder Minimum e la linea nera mostra le temperature osservate fino al 2010. Illustrazione: Feulner & Rahmstorf (2010) in Geophysical Research Letters by SkepticalScience.com

 

Quindi il Sole poteva solo compensare al massimo il valore di 15 anni di riscaldamento globale causato dall’uomo, e una volta terminata la sua fase silenziosa, il sole avrebbe aiutato ad accelerare ancora una volta il riscaldamento globale.

Il termine improprio “mini glaciazione”

Il mito deriva in ultima analisi da un periodo in cui gli scienziati del clima hanno coniato “The Little Ice Age” (LIA). Si trattava di un periodo modestamente freddo che va da circa il 1300 al 1850. Era particolarmente freddo nel Regno Unito, dove a volte il fiume Tamigi si congelava e si svolgevano le “fiere del gelo”.

Una squadra guidata dal fisico dell’università di Reading e dall’esperto solare Mike Lockwood ha scritto un documento che esamina la scienza alla base di fiere del gelo, macchie solari e LIA. Comprendeva la figura sottostante che mostra le temperature dell’emisfero settentrionale insieme al numero di macchie solari e il livello delle particelle vulcaniche nell’atmosfera nel corso dell’ultimo millennio:

Il numero di macchie solari, le temperature dell’emisfero settentrionale e la profondità ottica dell’aerosol vulcanico (AOD) intorno al periodo della piccola era glaciale. Illustrazione: (2017), News & Reviews in Astronomy & Geophysics

 

Durante le ere glaciali, le temperature sono state generalmente inferiori di 4-8 ° C rispetto ai tempi moderni. Come mostra questa figura, durante la LIA, le temperature erano al massimo di circa 0,5 ° C più fredde rispetto all’inizio del 20 ° secolo. Così, Lockwood definisce la “piccola era glaciale” un termine improprio. “Come affermano gli autori:

Rispetto ai cambiamenti delle ere glaciali, la cosiddetta “piccola era glaciale” (LIA) è un clima e una perturbazione sociale di breve durata e mitezza.

Per fare un confronto, le temperature sono aumentate di un intero 1 ° C negli ultimi 120 anni e di 0,7 ° C negli ultimi 40 anni.

 

L’influenza minima minima solare sul clima

Il minimo di Maunder era un periodo di tranquilla attività solare tra il 1645 e il 1715 circa. Si riferisce spesso a intercambiabilmente con la “Piccola era glaciale”, ma quest’ultima durò secoli più a lungo. In effetti, durante la LIA si sono verificati tre minimi solari separati, che includevano anche periodi di attività solare relativamente più elevata. Altri fattori come le eruzioni vulcaniche e le attività umane hanno contribuito alle temperature fresche. Infatti, un documento del 2017 guidato dal Mathew Owens dell’Università di Reading ha concluso:

Le simulazioni di modelli climatici suggeriscono che molteplici fattori, in particolare l’attività vulcanica, sono stati cruciali per causare le temperature più fredde nell’emisfero settentrionale durante la LIA. Una riduzione della radiazione solare totale probabilmente ha contribuito alla LIA ad un livello paragonabile al cambiamento dell’uso del suolo [da parte dell’uomo].

Simulazioni delle variazioni di temperatura dell’emisfero settentrionale risultanti da singoli fattori climatici, rispetto ai cambiamenti osservati nel pannello superiore. Il pannello inferiore mostra una simulazione senza modifiche ai fattori climatologici, per illustrare il livello di variabilità naturale nel clima. Illustrazione: Owens et al.Owens et al. (2017), Journal of Space Weather and Space Climate

Diversi studi hanno studiato il potenziale impatto sul clima di un futuro grande minimo solare. In ogni caso, hanno concluso che un periodo solare così calmo causerebbe meno di 0,3 ° C di raffreddamento, che come precedentemente notato, avrebbe temporaneamente compensato non più di un decennio e mezzo del riscaldamento globale causato dall’uomo. Queste stime basate su modelli sono coerenti con la quantità di raffreddamento che si è verificata durante i minimi solari nella LIA.

È imminente un altro grande minimo solare?
Anche se avrebbe un impatto relativamente piccolo sul clima, è comunque interessante chiedersi se siamo diretti verso un altro periodo solare tranquillo. Zharkova la pensa così. Il suo team ha creato un modello che cerca di predire l’attività solare e suggerisce che un altro minimo solare si verificherà tra il 2020 e il 2055. Tuttavia, altri scienziati solari hanno criticato il modello come troppo semplice, creato sulla base di soli 35 anni di dati, e non riuscendo a riprodurre accuratamente l’attività solare passata.

Ilya Usoskin, capo della stazione Cosmic Ray di Oulu e vicedirettore del Centro di eccellenza ReSoLVE ​​nella ricerca, ha pubblicato una critica del modello solare di Zharkova che ha fatto questi punti. Ancora più importante, il modello fallisce nel riprodurre l’attività solare nota in passato perché la squadra di Zharkova tratta il sole come un sistema semplice e prevedibile come un pendolo. In realtà, il sole ha un comportamento più casuale e imprevedibile (in termini scientifici, “stocastico”):

Ad esempio, un pendolo perfetto: se hai visto alcuni cicli del pendolo, puoi prevederne il comportamento. Tuttavia, l’attività solare è nota per essere un processo non stazionario, che principalmente non può essere previsto (l’orizzonte di previsione per l’attività solare è noto per essere di 10-15 anni). La predizione deterministica non può essere fatta a causa della componente stocastica essenziale.

Immagina un flusso d’acqua molto turbolento in un fiume rapido, e lanci un piccolo bastone di legno nell’acqua e lo rintraccia. Poi lo fai la seconda volta e la terza volta … ogni volta che il bastone finirà in posizioni molto diverse dopo lo stesso periodo di tempo. Il suo movimento è imprevedibile a causa del componente stocastico turbolento. Questa è esattamente la situazione con l’attività solare.

Lockwood concorda sul fatto che non abbiamo ancora una comprovata teoria predittiva del comportamento solare. Ha pubblicato ricerche che esaminano la gamma di possibili evoluzioni solari basate sui periodi passati in cui il Sole si trovava in uno stato simile ad oggi, ma come dice lui, “questo è il meglio che penso che possiamo fare al momento attuale!”

Anche il fisico solare Paul Charbonneau dell’Università di Montreal era d’accordo con Usoskin. Mi ha detto che mentre gli scienziati stanno lavorando per simulare l’attività solare, compreso l’uso di modelli semplificati come quelli di Zharkova,

sugli standard dei modelli di dinamo contemporanei, il loro è estremamente semplice, in realtà banale, semplicistico … Per estrapolare un tale modello al di fuori della sua finestra di calibrazione, è necessaria un’ipotesi extra, molto forte: che i sistemi fisici alla base della generazione del campo magnetico mantengano la loro coerenza (Fase, ampiezza, ecc.). Come ha già spiegato la mia collega Ilya Usoskin, è improbabile che ciò avvenga nel caso del ciclo di attività solare.

Perché questo mito non morirà?

Zharkova crede che il suo modello solare sia corretto, ma nel migliore dei casi può solo cercare di prevedere quando si verificherà il prossimo periodo solare tranquillo. La sua influenza sul clima della Terra è al di fuori della sua esperienza, e la ricerca sottoposta a peer review è chiara che sarebbe un impatto minimo.

Zharkova non è d’accordo – l’ho contattata e lei mi ha detto che crede che un grande minimo solare avrebbe un effetto di raffreddamento molto più grande. Tuttavia, ha anche fatto riferimento a miti a lungo sfatati sul riscaldamento globale su Marte e Giove, e ha fatto un commento su “i predicatori del riscaldamento globale”. È chiaramente appassionata della sua ricerca, e ha la credibilità che viene con la pubblicazione di studi peer-reviewed su attività solare. Forse questi fattori motivano i giornalisti a scrivere queste frequenti storie di “mini glaciazione”.

Ma le credenze sulla scienza del clima di Zharkova sono irrilevanti. Mentre ha creato un modello che prevede un imminente periodo di silenziosa attività solare, altri scienziati hanno identificato gravi difetti nel modello, e in ogni caso, la ricerca ha dimostrato che un altro minimo solare avrebbe solo un impatto piccolo e temporaneo sul clima della Terra.

In questo momento critico …

… non possiamo allontanarci dai cambiamenti climatici. Per The Guardian, riferire sull’ambiente è una priorità. Diamo rapporti sul clima, sulla natura e sull’inquinamento l’importanza che merita, storie che spesso non vengono riportate da altri nei media. In questo momento cruciale per la nostra specie e il nostro pianeta, siamo determinati a informare i lettori su minacce, conseguenze e soluzioni basate su fatti scientifici, non pregiudizi politici o interessi commerciali. Ma abbiamo bisogno del vostro sostegno per far crescere la nostra copertura, per viaggiare verso le prime linee del cambiamento e per coprire le conferenze vitali che riguardano tutti noi.

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