Contattaci

Medicina

Omeopatia, una truffa da milioni di Dollari

Pubblicato

il

Abbiamo visto che l’omeopatia non funziona, gli studi continuano a ribadirlo. Caso (scientificamente) ormai chiuso: ma tra i sostenitori di questa “terapia” alternativa scorre il sospetto del “chi ti paga!”. Per quanto mi riguarda, ogni volta che ne ho parlato su Wired spuntano sempre quelli che mi accusano di corruttela. (Salteranno fuori anche stavolta. Ciao amici!) Altro che scienza: a infangare la medicina di Hahnemann sono le famigerate lobby. Disposte a tutto per schiacciare una pratica naturale, vicina all’uomo ma che minaccia i tentacoli del capitale.

Abbiamo detto capitale? Devo spenderne di capitale, in effetti, per l’omeopatia. Una confezione di Oscillococcinum – consigliato dagli omeopati per l’influenza – contiene praticamente solo qualche grammo di zucchero ma costa da 20 a 30 euro. Per confronto una confezione di paracetamolo costa meno di 5 euro. Qualcosa non torna?

Torna, torna: l’ #omeopatia è un business. Grosso. Redditizio. Mica è un mistero: prendiamo per esempio Boiron, probabilmente la principale multinazionale produttrice di preparati omeopatici.

Boiron dichiara sul proprio sito un giro d’affari, per il 2014, sopra i 600 milioni di euro, con una valutazione in borsa quintuplicata in tre anni. La paga dei key executives di Boiron, Philippe Gouret e Christian Boiron, è intorno al milione di euro.

Più in generale il giro d’affari della medicina omeopatica è stimato, nei soli Stati Uniti, intorno ai 3 miliardi di dollari. In Europa nel 2009 si viaggiava intorno al miliardo di euro e proprio in Italia abbiamo uno dei mercati più ricchi, con 300 milioni di euro. Lo stesso articolo ci informa che l’azienda italiana di preparati omeopatici Guna lavora più in piccolo di Boiron ma non si può lamentare: nel 2009 – si era in piena crisi economica – riportava 50 milioni di euro di fatturato e una crescita dell’8% annuo.

Niente di male nel fare soldi, per carità. Un po’ più preoccupante fare soldi vendendo come medicinale qualcosa che è stato dimostrato non efficace. Sia dalla scienza, sia in tribunale. La Food and Drug Administration Usa elenca l’omeopatia tra i trattamenti fraudolenti per l’influenza. Boiron ha passato vari guai legali tra cui un pagamento di 12 milioni di dollari per chiudere una class action, in cui era accusata di pubblicità ingannevole. Ingannevole perchè dichiarava che le pillole omeopatiche contenevano ingredienti, e che tali ingredienti sono attivi contro le malattie che sostiene di curare. Entrambe affermazioni dimostrabilmente –e dimostrate- false. In parole povere: Boiron in USA è stata costretta ad ammettere che quello che vende non funziona e non è altro che zucchero – e a scriverlo sulle sue etichette.

Però continua a venderlo. La giurisprudenza di molti paesi(inclusa l’Unione Europea) soffre di bispensiero. Da un lato, non contenendo principi attivi, i preparati omeopatici non hanno bisogno di passare test di tossicità. Dall’altro però non devono neanche superare test clinici di efficacia (vedasi direttiva europea come recepita in Italia). Don’t ask, don’t tell: in pratica ti dicono “voi garantite che questa roba non fa male e io non vi chiedo se fa bene”. Lasciando credere il consumatore ignaro che, se lo vendono in farmacia, non può che essere un medicinale serio.

“Big Pharma” sarà maligna finché si vuole, ma almeno è tenuta dalla legge a seguire una enorme serie di pratiche di controllo. Clinical trials di I,II e III livello che devono stabilire, con criteri rigorosi, se il farmaco effettivamente funziona e se è tossico; test di teratogenicità per sincerarsi che il farmaco sia sicuro o meno in gravidanza; farmacovigilanza dopo l’immissione sul mercato del medicinale per controllare che non vi siano effetti collaterali a lungo termine. Rogne di cui le case farmaceutiche farebbero volentieri a meno, ma a cui devono sottoporsi, col risultato che perlomeno i farmaci “ufficiali” una qualche efficacia ce l’hanno. L’omeopatia, stranamente, può saltare tutti questi costosi fastidi. A vantaggio certo di Boiron, Guna e consimili, che risparmiano miliardi (e presumibilmente un certo imbarazzo) ma non dei consumatori.

Possiamo chiamare l’omeopatia una alternativa “etica”, al di là della sua scientificità? Sul Journal of Medical Ethics la risposta è: no. David Shaw dell’Università di Glasgow elenca cinque punti chiave:
1) fa soffrire i pazienti inducendoli a non curarsi con un medicinale attivo, ma affidandosi al solo effetto placebo;
2) spende fondi pubblici e privati che potrebbero essere spesi in trattamenti efficaci;
3) un medico consapevole che somministra comunque un omeopatico allo scopo di dare un placebo deve mentire al paziente, necessariamente, altrimenti l’effetto placebo cessa;
4) il credito dato arbitrariamente all’omeopatia mina la credibilità delle istituzioni sanitarie in generale
5) l’omeopatia mina la credibilità anche di altre medicine cosiddette “alternative”, alcune delle quali potrebbero essere degne di considerazioni (per esempio la fitoterapia: le piante contengono davvero principi attivi, al contrario delle ultradiluizioni omeopatiche).
Ne aggiungo personalmente un sesto: le aziende omeopatiche non producono conoscenza. Essendo basate su credenze di secoli fa smentite dai fatti, invece che sulla ricerca scientifica, esse non sviluppano tecnologie, non sono un settore produttivo di crescita a lungo termine per un paese.

Parlando di etica. Si diceva del proverbiale “chi ti paga?” rivolto ai giornalisti. Beh, lo ammetto, i complottisti hanno ragione: le aziende farmaceutiche pagano davvero i giornalisti. Infatti un consorzio tedesco di aziende omeopatiche ha dato 43.000 euro a un giornalista per diffamare un accademico che denunciava l’inefficacia dell’omeopatia. I produttori di preparati omeopatici hanno davvero un brutto rapporto con chi investiga le loro azioni: nel 2011 un blogger italiano è stato oggetto di intimidazione da parte di – indovinate un po’ – Boiron. Per carità, Big Pharma è tutto tranne che innocente, ma due torti non fanno una ragione.

Si dirà: ma stiamo a preoccuparci di etica medica per due pillole  per il raffreddore o un eczema? Molti mi hanno obiettato che alla fine nessun medico omeopata serio consiglierebbe l’omeopatia per malattie davvero gravi. Ora, io non so bene come distinguere un omeopata “serio” da uno “faceto”, ma sta di fatto che parecchi medici omeopati consigliano l’omeopatia in sostituzione della profilassi ufficiale per cose come la malaria. Autorevoli siti pro-omeopatia promuovono le pillole di zucchero come trattamento contro i tumori o contro l’AIDS, e qualcuno darà loro retta. La solita Boiron ad esempio, dichiarava nel 2009: “Il nostro mercato d’elezione è costituito dalle malattie lievi. Ma il grosso è rappresentato dalle malattie più gravi, come il cancro e l’Aids. E i nuovi farmaci blockbuster nasceranno per queste patologie, sulle quali possiamo giocare un ruolo anche noi“. Etica, come no.





Licenza Creative Commons



Crediti :

Wired

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

Medicina

Batterio carnivoro, muore uomo dopo un bagno. Allarme batterio mangiacarne

Batterio carnivoro uccide un uomo. Allarme batterio mangiacarne: la storia

Pubblicato

il

Batterio mangiarne o batterio carnivoro: allarme dopo la morte di un uomo. Dave Bennett, del Tennessee è deceduto a causa del Vibrio vulnificus, un batterio carnivoro che lo ha infettato mentre si trovava in vacanza nella contea di Okaloosa, in Florida.

Batterio carnivoro uccide un uomo. Allarme batterio mangiacarne: lamorte di Dave Bennett

La notizia della morte dell’uomo a causa del batterio mangiacarne è stata riportata dalla Cnn, citando notizie diffuse dalla figlia della vittima sui social network. Il batterio carnivoro fa registrare circa 80.000 casi di infezione e 100 decessi l’anno negli Stati Uniti, stando ai dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, l’agenzia per la Salute pubblica del governo federale.

Batteri mangiacarne uccidono un uomo in 48 ore. Il contagio e i sintomi

In genere il contagio da batterio mangicarne avviene con il consumo frutti di mare crudi o poco cotti, o esponendo una ferita all’acqua di mare. Il caso mortale di David Bennet è stato quest’ultimo. I primi sintomi dell’infezione da batterio carnivoro si sono manifestati velocemente, fino a diventare una sepsi che per l’uomo si è rivelata letale. La figlia della vittima da batterio mangiacarne ha raccontato che il padre aveva un sistema immunitario indebolito a causa delle terapie contro il cancro che stava subendo da alcuni anni. «Pensavo che i batteri mangiacarne fossero una leggenda, ma non è così. Il batterio lo ha completamente distrutto in appena 48 ore » ha raccontato la figlia dell’uomo ucciso dal batterio mangiacarne, che ha voluto condividere la tragedia perché «non c’è abbastanza educazione sui batteri nell’acqua. Devono esserci cartelli segnaletici in ogni spiaggia, in ogni città e parco statale per segnalare che a causa di questi parassiti persone con ferite aperte o sistemi immunitari compromessi non dovrebbero entrare».

Batterio mangiacarne altri casi

Non è l’unico caso di batterio mangiacarne. Qualche settimana fa, nella stessa spiaggia una ragazzina di 12 anni ha contratto la fascite necrotizzante e i medici sono riusciti a salvarle per miracolo la gamba finita in cancrena. Un’altra donna, in una zona diversa della Florida è morta a causa di un’infezione provocata dai batteri mangiacarne dopo essere caduta in spiaggia: attraverso la piccola ferita ha contratto l’infezione fatale.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

Medicina

Figli senza vaccinazione: coppia friulana non potrà più occuparsi della loro educazione

Udine, padre e madre si sono visti sospendere la responsabilità genitoriale: il Tribunale dei minori nominerà un tutore

Pubblicato

il

UDINE. La loro battaglia contro l’obbligo vaccinale è giunta a un epilogo. Per un periodo transitorio non avranno più il potere di scelta, nè per la cura, né per l’educazione di due figli minori che, comunque, restano loro affidate.

Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Trieste notificando a una mamma e un papà della Bassa friulana il provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale.

Con atto successivo il Tribunale indicherà un curatore speciale dei due minori e che sarà chiamato ad assumere tutte quelle decisioni utili al loro benessere psico fisico.E non è escluso che uno dei primi atti che il curatore sarà chiamato a svolgere sia quello di sottoporre i due piccoli alle previste vaccinazioni. I due genitori sono no vax e il loro figlio più grande lo scorso mese di marzo non era stato ammesso alla scuola dell’infanzia.

Il suo nome, infatti, non compare nell’elenco redatto dalla Regione con la collaborazione delle Aziende sanitarie che contiene i dati di tutti i bambini in regola con le vaccinazioni.

Il piccolo non era stato ammesso a scuola e fra il genitore che l’aveva accompagnato quella mattina e il personale della scuola era nato un acceso confronto, concluso con una denuncia a carico del genitore.

Dopo quella denuncia l’Autorità giudiziaria ha richiesto una serie di accertamenti condotti dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali del Comune di residenza della coppia, dai quali sono emersi alcuni particolari dello stile di vita familiare e delle scelte educative in capo a entrambi i genitori ritenuti dal Tribunale dei minori di Trieste pregiudizievoli per la crescita serena del minore.

Da qui la decisione di emettere a carico di entrambi i genitori un provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale, atto notificato in questi giorni alla coppia e per conoscenza anche ai servizi sociali del Comune nei quale i due abitano.

Gli operatori dei servizi sociali si erano attivati dopo la segnalazione e nel corso degli ultimi tre mesi hanno incontrato più volte la famiglia cercando di mediare nelle decisioni assunte dai genitori, per evitare che si arrivasse al provvedimento del Tribunale.

Un atto temporaneo che, quindi, potrà essere revocato in qualsiasi momento e nel quale vengono invitati i due genitori a nominare un legale: in precedenza per tutta la vicenda della mancata vaccinazione e dell’esclusione da scuola i due erano stati seguiti da un avvocato di Udine affiancato da un avvocato di Trieste.

Alla scadenza dell’11 marzo erano circa una decina i bambini delle province di Pordenone e Udine non in regola con l’obbligo vaccinale e di conseguenza esclusi da asili nido e scuole dell’infanzia, in alcuni casi la protesta dei genitori aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, senza però mai giungere a situazioni di grave criticità.





Licenza Creative Commons



Continua a leggere

Medicina

Peggiora la bimba con il tetano «È tutto assurdo»

Bambina col tetano a 10 anni in rianimazione a Verona, non era vaccinata

Pubblicato

il

Maria, chiamiamola così, è ricoverata da una settimana all’ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento. Padiglione 30, terapia intensiva pediatrica, piano interrato. Si scendono le scale e si arriva davanti al reparto che nel lato sinistro ospita i neonati chiusi nelle incubatrici, oltre la porta di destra, invece, cura i più grandi.

Tra questi c’è Maria, la bimba di 10 anni di Povegliano che lotta disperata da giorni contro il tetano. Nessun vaccino, i genitori non hanno fatto alcuna profilassi nè a lei nè alla sorella più piccola per nessuna delle patologie per le quali la legge impone di «coprire» fin dalla nascita i figli. Per Maria la scelta novax di mamma e papà è stata fatale: s’è sbucciata un ginocchio, è partita l’infezione, il batterio è entrato in circolo e, da quando martedì scorso è stata ricoverata, piano piano le ha tolto le principali funzioni vitali, riducendola in condizioni disperate.  Maria è intubata, è sedata ed è via via peggiorata: non è più in grado di respirare da sola, non è cosciente, drenaggi ovunque e macchine sempre in funzione stanno lavorando per salvarla.

Nella sala d’attesa della Tip (Terapia intensiva pediatrica) si riposano le mamme che assistono i loro piccoli. Escono pochi minuti dal reparto metaforicamente a «prendere aria» – lì sotto non c’è – lasciando le loro creature alle cure delle infermiere. «Stanno cambiando la flebo», diceva ieri una, «ne approfitto per fare due passi qui».

«L’HO VISTA ENTRARE CON UN CEROTTO…»

E parlando di Maria: «È assurdo come in poco tempo il tetano l’abbia ridotta. Io l’ho vista entrare in reparto sulle sue gambe, la settimana scorsa, aveva un cerotto sul ginocchio ma era in piedi, camminava da sola, stava bene. Sapere adesso che è stesa su quel letto in condizioni così gravi fa tanto, tanto male. E fa pensare. Mi auguro che lo facciano tutti quelli che, in tutta questa vicenda, hanno delle responsabilità oggettive». E poi un’altra mamma: «Ognuno dei bambini qui è ricoverato nella propria stanza quindi più di tanto nessuno sa come sta il cucciolo della porta accanto. È ovvio, tra genitori ci scambiamo qualche parola ma non si può fare con tutti: li vedi subito quelli che hanno i figli in condizioni gravi, capisci che non hanno voglia di niente e non ha senso dire nulla. La mamme e il papà di Maria sono gentilissimi ma non si staccano mai dal suo letto. Di sicuro», sospira con gli occhi lucidi, «siamo tutti con il fiato sospeso, speriamo ce la faccia, speriamo che qualcuno guardi in giù».

LA VICENDA IN TRIBUNALE

La vicenda di Maria è finita in Tribunale: l’autorità giudiziaria sta cercando di verificare se ci siano responsabilità penali legate alla mancata vaccinazione della bambina. Le carte sono sul tavolo del procuratore capo di Verona Angela Barbaglio che, pur invitando alla prudenza in attesa di conoscere gli sviluppi dello stato di salute della piccola, fa intendere che è stata scritta una notizia di reatoa carico dei genitori. «Bisogna stare attenti a misurare ogni movimento, con la massima comprensione per il profilo umano», puntualizza, «dall’altra parte però è chiaro che un caso del genere non può passare inosservato, si tratta di una vaccinazione obbligatoria, prevista dalla nostra legislazione».

La legge è la 119 del 2017: prevede, per i genitori inadempienti, «una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro e l’accesso vietato alle scuole per l’infanzia incluse quelle private non paritarie». La mamma e il papà di Maria rischiano di essere indagati per lesioni, al momento.





Licenza Creative Commons



Crediti :

l'Arena

Continua a leggere

Chi Siamo

Newsletter

Dicono di noi

DAL MONDO DELLA RICERCA

  • Le Scienze
  • Nature (EN)
  • Immunologia

Comunicato stampa - Una pellicola sottilissima e biodegradabile in grado di rivestire volumi di acqu [...]

Comunicato stampa - Un nuovo strumento bioinformatico individua rapidamente le alterazioni del genom [...]

Comunicato stampa - Individuate le relazioni causa-effetto che hanno determinato lo sciame simico du [...]

Nature, Published online: 18 July 2019; doi:10.1038/d41586-019-02172-9International grants for low-i [...]

Nature, Published online: 18 July 2019; doi:10.1038/d41586-019-02222-2Construction of the Thirty Met [...]

Nature, Published online: 18 July 2019; doi:10.1038/d41586-019-02133-2Animal-rights group’s campaign [...]

Comunicato stampa - Lo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio [...]

Una molecola che si trova nei vasi sanguigni e interagisce con il sistema immunitario contribuisce a [...]

Comunicato stampa - Uno studio internazionale pubblicato su The Lancet mette in discussione la sicur [...]

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget

E’ davvero un medico?

I più letti