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PRETI PEDOFILI

Omicidio Giulia Ballestri, la verità di Matteo Cagnoni: legami con prete pedofilo e escort

Omicidio Giulia Ballestri ultime notizie: venerdì scorso ha avuto luogo una nuova udienza a carico dell’imputato Matteo Cagnoni, marito della vittima accusato dell’orrendo crimine

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In Corte d’Assise a Ravenna è proseguita la ‘sfilata’ dei testimoni chiamati a deporre dalla difesa, tutti stimati professionisti e amici del dermatologo, i quali con la loro parole hanno fornito una descrizione dell’indagato a dir poco irreprensibile. C’è chi ha ribadito che Matteo non è mai stato violento o possessivo. Lui e Giulia erano una coppia modello. No, non sapevo nulla della loro crisi, nè che stessero divorziando”. Una crisi coniugale che stava naufragando in separazione, quella tra il dermatologo dei vip e la Ballestri, ma della quale – almeno così parrebbe dalle deposizioni in aula – quasi nessuno si era accorto.

Matteo Cagnoni e i legami con don Desio condannato per pedofilia

Tra i testi sentiti venerdì Giovanni Beliossi, gestore finanziario che vive a Londra e che conosce Cagnoni da quando entrambi erano ragazzini, col quale ha anche convissuto in Inghilterra durante il tirocinio del dermatologo. “Matteo e Giulia sono sempre stati una coppia affiatata, ideale, quasi modello. Anche nell’estate 2016 non notai cambiamenti nel loro rapporto. Non l’ho mai visto sgarbato, ossessivo o violento, era un uomo intelligente e dalle grandi capacità. Non sapevo nulla della crisi che i due stavano vivendo, né tanto meno che Cagnoni avesse assunto degli investigatori privati per far pedinare Giulia”, queste le parole dell’uomo a conferma del fatto che chi gravitava attorno alla coppia non avesse percepito il grande attrito tra i coniugi. Venerdì ha di nuovo preso parola (era la quarta volta) anche l’imputato per la necessità dichiarata di fare ulteriori precisazioni circa il quadro probatorio a suo carico. Cagnoni ha parlato dei presunti tradimenti alla moglie: “Sono sempre stato fedele fino a quando mia moglie ha cominciato a rifiutare i rapporti, non mi piace l’amore mercenario”.

Omicidio Giulia Ballestri

Delitto Ballestri: il dermatologo dei vip parla ancora in aula

L’imputato ha parlato di “cappa di morbosità” venutasi a creare attorno alla vicenda giudiziaria che lo riguarda, negando i presunti rapporti con le escort e con don Giovanni Desio, l’ex parroco condannato per atti sessuali con minori. A suo dire i testimoni della Procura hanno “distrutto” la sua immagine di uomo e professionista: “Pensavo fosse omosessuale, ma non pedofilo ( ha detto Cagnoni in merito a don Desio, ndr), ho sempre pensato fosse una persona sgradevole, lo credeva anche Giulia”. La loro una frequentazione utile a Cagnoni per ottenere il tesserino da giornalista pubblicista, visto che Desio era direttore del Risveglio. “In cambio del tesserino volle battezzare uno dei miei figli”, ha detto l’imputato,che però non ha chiarito perché una delle schede telefoniche in uso a lui fosse intestata proprio a Desio. Sulle escort Cagnoni ha detto: “Quando Giulia cominciò a rifiutarmi sono iniziate tante cose, conobbi una massaggiatrice, ci siamo incontrati tre volte …”.

 
  

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IL CASO DON GIOVANNI DESIO

 

 

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Urbanpost

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Pedofilia nella Chiesa, ora indaga l’ FBI

Il governo americano indagherà sulla pedofilia nella Chiesa. Per la prima volta nella storia, l’inchiesta sarà centralizzata. Il primo stato a essere interessato dalla decisione del Dipartimento di Giustizia è quello della Pennsylvanya, ma non si può escludere che anche altri stati finiscano presto nel “mirino” dei federali

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Il governo federale degli Stati Uniti, per la prima volta nella storia, indagherà in maniera diretta su casi di pedofilia interni alla Chiesa cattolica.  L’inchiesta, per ora, riguarderà solo lo stato della Pennsylvanya. Non è escludibile che il disegno giudiziario si allarghi anche ad altre zone. Il rapporto reso noto questa estate ha portato alla ribalta statistiche drammatiche: sono stati migliaia i minori abusati da sacerdoti nel corso di settant’anni. Da Pittsburgh a Philadelphia, passando per Scranton, Erie, Greensburg, Allentown e Harrisburg.

Dopo lo scoppio dello scandalo, altri stati confederati, tra cui quello dei New York, hanno danno vita a indagini interne, ma per sette delle otto diocesi di quel territorio del Nord Est, l’esecutivo di Washington ha deciso di prendere in mano la situazione chiedendo l’accesso agli atti: una novità assoluta. Qualche fonte sostiene che anche l’ottava sia destinata al coinvolgimento. La notizia è stata confermata da fonti ecclesiastiche: “La diocesi di Pittsburgh – ha detto il portavoce, padre Vaskov – ha ricevuto il mandato dal Dipartimento di giustizia e coopererà con le indagini sugli abusi”. Le violenze, stando al dossier del Gran Giury, sarebbero state effettuate da 301 consacrati. Ma il clamore è derivato pure dall’esistenza di un presunto sistema: insabbiamenti degli alti prelati e trasferimenti dei responsabili in altre parrocchie, nel caso il quadro venisse confermato, aggiungerebbero dettagli gravi a un panorama già agghiacciante.

Uno degli ecclesiastici coinvolti nel rapporto, stando pure a quanto si legge sul blog di Aldo Maria Valli, è il cardinale Donald Wuerl, dimessosi qualche giorno fa dall’arcivescovato della capitale statunitense e tirato in ballo per accuse di mala gestione. Il porporato era stato anche contestato da un fedele, che aveva gridato “Vergogna!”, durante una celebrazione in Basilica. Wuerl ha parlato con Papa Francesco e poi ha optato per rinunciare al suo incarico. Bergoglio ha convocato per il prossimo febbraio una riunione straordinaria di tutti gli episcopati del mondo, ha ‘scardinalato’ un altro americano, Theodore McCarrick, e sta proseguendo con la linea della “tolleranza zero”. L’ultima decisione presa dal papa in riferimento a episodi di abuso potrebbe allarmare più di qualche accusato: il Santo Padre ha di fatto bypassato il processo canonico destituendo dallo stato clericale due vescovi cileni. In Vaticano non sembrano più disposti ad accettare alcunché. La “svolta” è arrivata pure in concomitanza con l’emersione di un altro scandalo, quello riguardante il citato McCarrick, che ora vive in preghiera e penitenza in un convento gestito dai cappuccini, nel Kansas.

Tornando all’inchiesta federale, bisognerà attendere di comprendere le ragioni alla base di questa mossa. La situazione della Chiesa cattolica in America si sta complicando. I fedeli americani, come raccontato da Rod Dreher in questa intervista, sono molto “arrabbiati” con le gerarchie cattoliche. Donald Trump, dal canto suo, ha dichiarato che Francesco è la persona “migliore” per far fronte a questo macro-scandalo. Ma negli Stati Uniti sono in molti a chiedere che questi casi vengano indagati e giudicati con sempre maggiore frequenza da tribunali laici. La giustizia federale potrebbe accertare l’esistenza di un fenomeno strutturale.

 
  

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il Giornale

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PRETI PEDOFILI

Pedofilia, condannato don Mauro Galli

A processo con l’accusa di aver abusato sessualmente di un ragazzino di 15 anni nel 2011, l’ex parroco di Rozzano, don Galli, aveva versato 100mila euro alla famiglia, che non si è costituita parte civile.

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L’arcidiocesi: “Vicini alla vittima” È di 6 anni e 4 mesi la condanna inflitta da parte del Tribunale di Milano nei confronti di don Mauro Galli, l’ex parroco di Rozzano accusato di tentata violenza sessuale su un ragazzo che, all’epoca, aveva 15 anni. Fuori dal processo, l’ex parroco aveva versato 100 mila euro di risarcimento ai familiari del ragazzo, che non si sono costituiti parte civile. “Le sofferenze del ragazzo e dei suoi familiari – ha sottolineato prima della sentenza il pm – non possono essere ripagate da un pagamento in denaro, al di là dell’importo”.

Anzi, secondo il pm, vi è “una discrasia evidente nella difesa dell’imputato data dall’avere risarcito un danno che si ritiene di non avere cagionato”. Nel processo è stato acquisito anche il verbale di informazioni testimoniali rese, nell’ottobre 2014, dall’attuale arcivescovo di Milano, Mario Delpini, il quale ha spiegato che, dopo avere appreso da un altro sacerdote che il ragazzo “aveva segnalato abusi sessuali compiuti da Don Mauro”, decise di trasferirlo “ad altro incarico, disponendo il suo trasferimento nella parrocchia di Legnano”. Il caso Il caso risale al 2011, quando nella notte tra il 19 e il 20 dicembre, il sacerdote avrebbe abusato nella propria abitazione del giovane che aveva trascorso lì la notte in vista delle attività di preghiera previste per il giorno successivo.

Secondo il racconto della vittima, riferito nel corso delle udienze da uno psichiatra che lo ebbe in cura, don Galli aveva iniziato a toccare il ragazzo mentre si trovavano nello stesso letto. L’ex parroco ha sempre rigettato l’accusa affermando di non aver mai “abbracciato” o “toccato” il giovane, ammettendo comunque di aver dormito con lui in un letto matrimoniale (nonostante vi fossero altri letti a disposizione). Le dichiarazioni della madre del ragazzo dopo la sentenza e le reazioni del giovane Il giovane, ora 22enne, dopo la sentenza è scoppiato a piangere. “È stato un percorso doloroso e un dramma infinito, ma che oggi sia stata riconosciuta la credibilità di mio figlio è stata la cosa più grande – ha asserito la madre, aggiungendo che codesta vicenda è stata – un percorso doloroso da tanti punti di vista, prima di tutto familiare, anche perché la difesa ha provato a minare la credibilità di mio figlio”. Nello specifico, il ragazzo pare che abbia avuto “conseguenze drammatiche” tanto da tentare per quattro volte il suicidio.

L’arcidiocesi L’Arcidiocesi di Milano “prende atto della conclusione del procedimento giudiziario di primo grado a carico di don Mauro Galli”. Così si legge nella nota firmata da don Walter Magni, responsabile dell’Ufficio Comunicazione e portavoce dell’arcivescovo Delpini. “Esprimiamo vicinanza al ragazzo coinvolto, alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno ingiustamente sofferto. Mentre la giustizia penale fa il suo corso – conclude la nota – l’Arcidiocesi resta in attesa dell’esito del processo canonico a carico di don Mauro Galli, affidato alla responsabilità del Tribunale Ecclesiastico

 

IL CASO DON MAURO GALLI

 

 

 
  

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Pedofilia, arrestato allenatore centro sportivo parrocchiale

Carabinieri eseguono provvedimento dopo conferma appello

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E’ stato portato in carcere un ex animatore di un centro estivo parrocchiale, di 36 anni, di Lanzo Intelvi, in provincia di Como, condannato anche in secondo grado a tre anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale aggravata nei confronti di un minore, all’epoca dei fatti tredicenne. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri.
Gli episodi contestati risalgono al 2014. Fu la madre del ragazzino a denunciare ai militari che era vittima di molestie a sfondo sessuale. I carabinieri, nel corso di perquisizioni avevano poi trovato all’indagato supporti informatici con materiale pedopornografico. Condannato in primo grado a Como a tre anni e sei mesi, l’ex animatore si è visto confermare la condanna in appello, per cui è scattato il provvedimento di esecuzione della pena.

 
  

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ANSA

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