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Operazione Icarus, Anonymous attacca banche

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Anonymous lancia un attacco internazionale alle banche. Almeno dieci obiettivi, con altri già nel mirino. È l’inizio dell’Operazione Icarus, annunciata dal gruppo di hacktivisti lo scorso gennaio e avviata nel corso di questi giorni con una campagna mediatica distribuita su tutti i social network

l nuovo attacco di Anonymous, questa volta contro le banche, è stato denominato Operazione Icarus. Anonymous è uno pseudonimo collettivo, un non gruppo, un’idea rappresentata dalla famosa maschera di Guy Fawkes. È proprio dietro questa maschera che un attivista preserva il proprio anonimato. Non è quindi Anonymous un gruppo, una persona, è solo un’idea specifica nel campo dei diritti democratici. Gli attacchi informatici di Anonymous sono bene noti, come l’ #OpParis (operazione Parigi) con cui migliaia di account di membri e simpatizzanti dell’Isis furono tracciati, messi offline e segnalati alle autorità, oppure l’attacco al sito internet ufficiale del Vaticano dove al posto delle foto di papi e madonne troneggiò un messaggio a grandi lettere:

L’Italia deve tollerare quotidianamente le vostre ingerenze nella vita pubblica politica e sociale e tutti i danni che ciò comporta. Avete immobili ed attività commerciali per il valore di miliardi di euro, sui quali avete fortissime agevolazioni fiscali. Ci auguriamo vivamente che i Patti Lateranensi vengano infine in un futuro prossimo rivisti e che veniate relegati a ciò che siete…una reliquia dei tempi che furono. Questo attacco non è inteso verso la religione cristiana o contro i fedeli in tutto il mondo, bensì verso la corrotta Chiesa Romana Apostolica e tutte le sue emanazioni”.

Operazione IcarusRecentemente è stato attaccato il sito internet della Lega Nord, dove al posto delle gigantografie di Salvini, deliri su immigrazione, elogi al Papa, attivismo omofobo, apparivano, oltre alla maschera di Anonymous, anche nevicate virtuali e luci natalizie con tanto di auguri. Lo stesso profilo Facebook di Matteo Salvini fu hackerato ed, in bella vista, una foto gigante della suddetta maschera.

Ora, in un articolo riportato da Fanpage è la volta delle bache con l’ Operazione Icarus:

Almeno dieci obiettivi, con altri già nel mirino di Anonymous. È l’inizio dell’Operazione Icarus, annunciata dal gruppo di hacktivisti lo scorso gennaio e avviata nel corso di questi giorni con una campagna mediatica distribuita su tutti i social network. Questa volta le vittime di Anonymous sono gli istituti bancari di mezzo mondo, dalla Grecia alle Maldive. Realtà che, spiegano i responsabili dell’attacco, agiscono come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, realizzando una “torre d’avorio sulle schiene rotte dei lavoratori del mondo”.

Una torre che gli attivisti vogliono distruggere con l’#Opicarus, che prende il suo nome dalla figura mitologica che ha osato troppo. Proprio come le banche, sostiene Anonymous. I primi istituti colpiti dall’operazione sono stati la banca centrale greca, la banca di Cipro e il paradiso fiscale della Commissione dei Servizi Finanziari dell’isola di Guernsey, nella Manica. Gli attacchi hanno avuto inizio lo scorso 4 maggio e in breve hanno raggiunto anche le banche del Kenya, di Panama e delle Maldive.

Come già successo in passato, l’operazione di Anonymous è portata avanti sfruttando gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), cioè una procedura che va ad “intasare” il server dei portali web rendendoli di fatto irraggiungibili. A questi attacchi avrebbe partecipato anche il gruppo Ghost Squad Hackers, già coinvolto in diverse operazioni passate. Secondo l’elenco pubblicato dagli hacktivisti al momento dell’annuncio, gli obiettivi finali dell’Operazione Icarus sarebbero oltre 200 portali web legati agli istituti bancari, tra cui realtà importanti come la Borsa di New York. Un account Twitter legato all’organizzazione sta pubblicando aggiornamenti costanti dell’attacco, compresi i vari obiettivi colpiti e la durata del periodo offline.

 

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https://www.bambinidisatana.com/2015/12/02/anonymous-attacca-lisis-sempre-piu-vicini-ai-vostri-padroni-oscurati-12mila-vostri-profili-in-15-giorni/

 

 

Detective presso Computer Crime Research Center. Investigazioni Roma. Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Seminario Analisi del Crimine Violento Università di Roma

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Attentato in Francia: donna accoltella due persone e grida «Allah Akbar»

È accaduto a Seyne-sur-Mer. La donne è stata arrestata. Uno dei due feriti è stato colpito all’addome ed è stato ricoverato in ospedale

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Allarme terrorismo in Francia dove una donna è stata arrestata dopo aver ferito due persone con un taglierino in un supermercato. È accaduto a Seyne-sur-Mer, nel sud della Francia, e secondo i testimoni dopo aver ferito le due persone la donna ha urlato «Allah Akbar!».

Uno dei feriti, un cliente del supermercato, è stato colpito al torace ed è stato ricoverato in ospedale. Anche una cassiera è stata ferita leggermente.

Una donna di 24 anni ha ferito due persone con un taglierino in un supermercato di La Seyne-sur-Mer, vicino a Tolone (sud della Francia), gridando ‘Allah Akbar’. La donna è stata subito arrestata. I due aggrediti, un cliente e una cassiera, se la sono cavata con lievi ferite.

“Sembra essere un episodio isolato, causato da una persone con turbe psichiche”: lo ha detto il procuratore della Repubblica di Tolone, Bernard Marchal. Secondo le ricostruzioni, la donna – nota per reati comuni e in particolare per fatti violenti – è una francese nata nel 1994. Una perquisizione nella sua casa, tuttora in corso, dovrebbe chiarire se ha avuto o meno rapporti con l’Isis o con elementi vicini all’islamismo radicale. “Il fatto di avere problemi psichici attestati – ha precisato il procuratore – non esclude che possa essere radicalizzata”.

I testimoni hanno parlato di qualcosa che assomigliava a una lite o a una zuffa. La cassiera è rimasta ferita vicino all’occhio, l’uomo al petto. Sono entrambi fuori pericolo.

 
  

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ANSA

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Parigi, uomo armato cattura ostaggi in un ufficio

Succede nel centro di Parigim in un ufficio dell’agenzia pubblicitaria Mixicom, al 46 di Rue des Petite Ecuries. Al momento nulla lascia ritenere che si tratti di un atto terroristico

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PARIGI – Un uomo ha preso in ostaggio tre persone, tra cui una donna incinta, nel decimo arrondissement, nel centro di Parigi. La zona è presidiata dagli agenti ed è in corso una vasta operazione di polizia. Nulla lascia ritenere che si tratti di un’azione terroristica. Le forze dell’ordine non sono neppure in grado di confermare se il sequestratore è armato e non hanno fornito altri particolari.

Secondo il sito di Le Parisien, l’uomo avrebbe dichiarato di avere con sé una bomba e una pistola e ha chiesto di contattare l’ambasciata iraniana tramite cui vuole “consegnare un messaggio al governo francese”. Uno degli ostaggi, sempre secondo il quotidiano francese, versa in gravi condizioni, in segito al colpo all’occhio da una chiave inglese. Intanto, dall’interno dell’ufficio, una donna vestita di rosso ha cercato di comunicare con l’esterno con un foglio scritto appoggiato al vetro ma illeggibile a causa della distanza.

 

 
  

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la Repubblica

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Cosa è successo durante i colloqui tra Donald Trump e Kim Jong-un

I due leader si sono incontrati a Singapore, i timori della vigilia sono stati sfatati e tutto è andato liscio. Per Trump l’incontro con Kim Jong-un è stato “fantastico”

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si sono incontrati alle 9:00 di mattina a Singapore (quando in Italia erano le 3:00 di notte di martedì 12 giugno) sull’isola di Sentosa, a Singapore. Una data storica e persino inattesa considerando i rapporti tra i due paesi, storicamente farraginosi e ostici, e considerando anche che tra i due leader, durante gli ultimi mesi, sono volati stracci a causa dei test balistici condotti da Pyongyang.

Trump ha definito il summit “fantastico”, parlando anche di un documento che verrà firmato da entrambi e sul quale vige ancora il segreto. Secondo il Guardian si tratterà di una dichiarazione sullo stato di avanzamento dei colloqui con uno sguardo sul futuro. Il primo incontro è durato 38 minuti e, a seguire, ha avuto luogo una riunione a cui hanno preso parte anche i consiglieri politici di entrambi i presidenti.

Di cosa hanno parlato

Il vertice, così come anticipato dal segretario di Stato americano Mike Pompeo, aveva lo scopo di rinsaldare il rapporto tra i due paesi per avviare una collaborazione futura. L’obiettivo, benché raggiunto, ha un valore soltanto formale, i negoziati saranno lunghi e prevedono le relazioni diplomatiche e politiche, gli aiuti economici e il disarmo nucleare.

Il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord

– ha detto Trump a margine dei colloqui – inizierà velocemente”. E poi, dando una pacca sulla spalla a Kim Jong-un, si è augurato di vederlo presto alla Casa Bianca.

I segnali contrastanti del pre-vertice

A fare temere il peggio anche le parole di Trump il quale, durante le ultime settimane, ha più volte ribadito di essere pronto a interrompere i colloqui ai primi segnali di affronto da parte del suo pari nordcoreano.

Anche il comportamento di Trump al recente G7 ha dato qualche preoccupazione, è innegabile che il summit canadese non abbia avuto successo per volere del leader americano che ha opposto resistenza a gran parte dei temi sul tavolo, dando ordini specifici affinché il documento finale non fosse sottoscritto dagli Usa.

Ci sono stati però anche tanti segnali di distensione, primo su tutti l’interruzione – annunciata lo scorso marzo – dei test missilistici nordcoreani. Kim Jong-un, rivolgendosi ai media poco prima che il vertice iniziasse, ha comunicato di essere pronto a lasciarsi le vecchie ruggini alle spalle e ripartire con nuovo vigore nelle trattative con gli Stati Uniti. Secondo i media locali, il leader nordcoreano si è presentato all’appuntamento una manciata di minuti prima di Trump, un segno di rispetto nella cultura del posto, secondo cui il più giovane arriva prima del più anziano.

Il mondo sta a guardare

Singapore è teatro a cui assiste l’occhio vigile e attento del mondo, a partire dalla Corea del Sud che ha avviato un percorso di riavvicinamento con Kim Jong-un e che, come è fortemente probabile avvenga, può diventare ancora più veloce grazie alla distensione tra Nordcorea e Stati Uniti d’America.

I segnali di distensione, più in generale, fanno bene alla politica e all’economia internazionale. La situazione in Corea del Nord è tutt’altro che facile. Un’economia interna e gli stati sociali basati sul volere dei leader di partito, attività di controllo degli abitanti e criminalità internazionale che, di fatto, rappresenta una parte importante delle ricchezze del paese.

 
  

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Crediti :

Wired

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